ilTorinese

Due arresti: trovato oltre un chilo di cocaina

La Polizia di Stato ha arrestato nella prima cintura torinese due uomini, gravemente indiziati del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nei giorni scorsi, gli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Milano hanno svolto un servizio di osservazione ad un appartamento sito a Moncalieri (TO), a seguito di alcune informazioni investigative dalle quali era emerso che uno degli indagati potesse verosimilmente approvvigionarsi periodicamente di ingenti quantitativi di cocaina, successivamente ceduti a terzi in zona Barriera Milano con il supporto di un complice.
Nel corso dell’attività, gli operatori hanno monitorato gli spostamenti dei due uomini, documentando una presunta cessione di sostanza stupefacente a un acquirente, successivamente fermato e trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina.
Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito di sequestrare a loro carico, complessivamente, circa 3,2 chilogrammi di cocaina, in parte già suddivisa in dosi pronte per la vendita, oltre a bilancini di precisione, materiale per il confezionamento sottovuoto, telefoni cellulari e denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio e sottoposto a sequestro.
Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e associati presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Gli arresti sono stati successivamente convalidati dal G.I.P. del Tribunale di Torino, che ha disposto nei confronti di entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.

Colpito più volte alla testa. Così è morto l’uomo trovato in via Verolengo

L’autopsia eseguita sul corpo dell’uomo di 55 anni, trovato in avanzato stato di decomposizione all’interno di un appartamento di via Verolengo, a Torino, ha fornito i primi elementi sulle cause del decesso. Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, la vittima sarebbe stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente.

I primi riscontri indicano inoltre che la morte risalirebbe ad almeno una settimana prima del ritrovamento del cadavere. Per conoscere gli esiti definitivi dell’autopsia sarà però necessario attendere ancora alcuni giorni.

Resta inoltre da completare l’identificazione ufficiale della vittima, ma gli investigatori ritengono che si tratti di Mikel Rroku, 55 anni, originario dell’Albania, che viveva nell’appartamento dove è stato rinvenuto il corpo.

Monfortinjazz celebra i suoi 50 anni

Un fine settimana, quello di sabato 18 e domenica 19 luglio, per celebrare i cinquant’anni di Monfortinjazz con un’edizione straordinaria, che inaugurerà presso l’Auditorium Horszowski, alle 21.30, con un omaggio a David Bowie da parte di Paolo Fresu, jazzista tra i più influenti in Italia e nel mondo. Fresu ha costruito una band unica e appositamente creata per l’occasione, che comprende il cantante John De Leo, già leader e voce dei Quintorigo, Filippo Vignato al trombone e all’ elettronica, il chitarrista Francesco Diodati, Francesco Ponticelli al contrabbasso e al basso elettrico e Christian Meyer degli Elio e le Storie Tese alla batteria, musicisti eclettici provenienti da esperienze diverse anche lontane dal jazz.

Al pianista milanese Thomas Umbaca sarà affidata l’apertura della serata di domenica 19 luglio, sempre all’Auditorium Horszowski, alle ore 19. Umbaca, classe 1997, di origini anglo-calabresi, suonerà il suo nuovo album intitolato “Waiting for Music to Surprise Me Again”, co-prodotto con Amedeo Pace dei Blonde Redhead. Attorno al pianoforte, centro gravitazionale del progetto, graviteranno voci, percussioni e loop station in un linguaggio fortemente espressivo e originale, arricchito da sfumature elettroniche, chitarre e synth. A seguire, il trio L’Antidote presenterà il proprio progetto d’esordio a forte respiro mediorientale, nato dall’incontro di sonorità, mondi e culture geograficamente distanti. Il pianoforte di Rami Khalifé dialogherà con le trame ritmiche dello zarb di Bijan Chemirani, mentre al centro il violoncello di Redi Hasa si farà voce narrante, profonda ed emotiva.

Dopo questo intenso fine settimana, Monfortinjazz proseguirà il proprio cammino verso i 50 anni con un calendario che promette altre grandi emozioni: Suzanne Vega sarà l’ospite di venerdì 24 luglio, i Kings of Convenience di domenica 26 luglio ( concerto sold out) e, a chiusura della stagione, Vinicio Capossela domenica 2 agosto (concerto sold out).

Il festival si accompagna inoltre alla mostra fotografica “Wall of Sound 20.0” di Guido Harari, visitabile fino a domenica 2 agosto prossimo presso l’Auditorium Horszowski e la Confraternita di Sant’Agostino. Si tratta di un’ulteriore occasione per celebrare mezzo secolo di storia musicale a Monforte d’Alba.

I biglietti per i concerti di L’Antidote e Suzanne Vega disponibili online su ticketone.itticketmaster.it e mailticket.it, e nei punti vendita diretti: Edicola Bruno Luisa – Tel. +39 0173 78129 e Ufficio Turistico di Monforte d’Alba – Tel. +39 0173 78202 / +39 375 8356711.

Info e programma completo su  www.monfortinjazz.it – info@monfortinjazz.it

Mara Martellotta

Insieme per un Po pulito

 L’iniziativa ecologica di Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio e Città di Torino. Circa 75 kg i rifiuti raccolti

 

Dopo il successo e l’entusiasmo dello scorso anno, questa mattina in riva al Po è tornata “Insieme per un Po pulito”, l’iniziativa ecologica promossa da Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio (FIC) e Città di Torino.

Al circolo Caprera, i volontari e i giovani atleti dei circoli cittadini – tra cui Amici del Fiume, Armida, Cerea, Cus Torino, Circolo Canottieri Eridano ed Esperia – si sono ritrovati per ripulire le sponde e le acque da plastica e da altri rifiuti. Ad accoglierli l’assessore al Verde e ai Fiumi Francesco Tresso, e il Presidente e CEO di Suzuki Italia, Massimo Nalli,

I veri protagonisti di questa grande operazione ecologica sono stati i giovanissimi atleti dei circoli, un vero e proprio team della sostenibilità, che hanno lavorato con straordinario entusiasmo per ripulire il corso d’acqua da plastica e rifiuti, coadiuvato dagli adulti e dai volontari, con il coordinamento operativo della Città e il supporto delle lance motorizzate Suzuki, equipaggiate con l’esclusivo dispositivo di filtraggio delle microplastiche “#lavalacqua”. Al termine delle operazioni sono stati raccolti e sottratti all’ecosistema fluviale oltre 75  kg di rifiuti e plastiche.

La manifestazione evolve quest’anno in un progetto di ampio respiro nazionale, e oltre a Torino si è svolta nella città di Padova.

“Realizzare queste iniziative significa investire nel bene comune e contribuire a diffondere una cultura della partecipazione e della responsabilità ambientale che nasce anche dai gesti più semplici – ha commentato l’assessore Tresso -. Un ringraziamento particolare va ai giovani canottieri e ai volontari, che con il loro entusiasmo dimostrano come la sostenibilità possa trasformarsi in un’azione concreta, a Suzuki, sempre più impegnata nelle iniziative ambientali, e alla Federazione Italiana Canottaggio. Torino e il fiume Po fanno parte della Riserva MAB UNESCO CollinaPo, un modello di collaborazione tra territori che promuove l’equilibrio tra uomo e natura lungo l’asta del Po: un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare, anche perché tutto ciò che facciamo per il nostro fiume produce effetti anche a valle. Una tutela che richiede un impegno condiviso: fare rete tra istituzioni, associazioni sportive, imprese e cittadini è la strada giusta per prenderci cura di un ecosistema prezioso, messo a dura prova dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

“Rispettare l’acqua è un atto d’amore verso il pianeta e verso le future generazioni. Con questo spirito Suzuki porta avanti il proprio impegno, cercando di sensibilizzare sempre più persone a fare altrettanto – ha aggunto Massimo Nalli, Presidente e CEO di Suzuki Italia -: È per noi motivo di grande orgoglio vedere come questa iniziativa abbia saputo coinvolgere tutti i circoli canottieri di Torino: ben sette realtà hanno fatto squadra nel nome di un Po più pulito, dimostrando come la collaborazione possa generare un impatto positivo sul territorio. Siamo onorati che il progetto abbia ispirato anche una realtà prestigiosa come il Circolo Canottieri Padova, per il fiume Bacchiglione, dando vita a un’importante sinergia tra due territori e unendo istituzioni, mondo dello sport e cittadinanza nel segno di un impegno concreto e condiviso. Suzuki continua a investire in tecnologie ecologiche uniche, come il sistema di raccolta delle microplastiche installato sui fuoribordo Suzuki, #lavalacqua, perché crediamo che la sostenibilità debba tradursi in gesti quotidiani e condivisi. Ringrazio la Città di Torino, la Federazione Italiana Canottaggio, tutti i prestigiosi circoli che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e, soprattutto, i giovani canottieri: sono loro i veri ambasciatori di un futuro più pulito.”

Per Rossano Galtarossa, Presidente Federazione Italiana Canottaggio: “Il canottaggio è uno sport che per sua natura vive in simbiosi con l’acqua e l’ambiente circostante. Proteggere i nostri fiumi, i laghi e i campi di gara non è più solo un auspicio, ma un dovere morale e sportivo che la Federazione porta avanti con fermezza. Grazie alla solida collaborazione strategica con Suzuki, riusciamo a trasformare questo principio in azioni concrete sul territorio. Il Clean-up di oggi dimostra come lo sport sappia farsi veicolo di civiltà e responsabilità: pulire i nostri bacini significa preservare il futuro della nostra disciplina e, soprattutto, della salute pubblica. Vedere la tecnologia d’avanguardia dei motori Suzuki, capaci di filtrare le microplastiche semplicemente navigando, unita all’impegno e alla passione delle nostre società remiere, è la prova che la sinergia tra istituzioni e partner privati può generare un impatto ecologico reale, immediato e duraturo”.

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Caldo estremo dietro le sbarre: vigilanza rafforzata nelle carceri del Piemonte

L’emergenza caldo e le criticità legate alla vetustà di molti istituti penitenziari del Piemonte impongono un monitoraggio costante e interventi tempestivi per garantire condizioni di vita dignitose alle persone detenute. È il messaggio lanciato dalla Garante regionale dei diritti delle persone detenute, Monica Formaiano, che nelle ultime settimane ha intensificato il confronto con l’Amministrazione penitenziaria e le visite nelle carceri del territorio.

“In una situazione di particolare criticità come quella attuale, dove ai problemi legati alla vetustà delle strutture penitenziarie piemontesi si aggiungono quelli legati alle temperature elevate di queste ultime settimane, è importante mantenere elevato il livello di vigilanza e porre in essere ogni utile e tempestivo accorgimento e adeguate misure organizzative”, ha dichiarato la Garante.

Formaiano spiega di aver rafforzato il dialogo con il Provveditorato regionale e con tutte le direzioni degli istituti penitenziari per verificare le condizioni di detenzione e individuare le misure più efficaci a tutela della salute dei detenuti.

“A questo proposito – spiega – nell’ambito della costante e fattiva collaborazione istituzionale avviata da tempo con l’Amministrazione penitenziaria, ho ritenuto opportuno intensificare un’interlocuzione con il provveditore regionale e con tutte le Direzioni per tutelare il benessere psicofisico delle persone detenute per le quali le condizioni climatiche, unite alle caratteristiche strutturali degli istituti penitenziari, possono determinare condizioni di particolare disagio e costituire un concreto fattore di rischio per la salute”.

Dal confronto con l’Amministrazione penitenziaria, sottolinea la Garante, è emerso che sono già stati predisposti interventi concreti per limitare gli effetti delle ondate di calore, attraverso nuovi acquisti di dispositivi di refrigerazione e una diversa organizzazione delle attività quotidiane nelle ore più calde.

“L’interlocuzione avviata – precisa Formaiano – ha consentito di appurare quali misure urgenti e interventi operativi l’Amministrazione penitenziaria ha disposto per mitigare i disagi connessi alle ondate di calore con fondi destinati a ulteriori acquisti di dispositivi di refrigerazione e puntuali indicazioni operative sulla rimodulazione delle attività quotidiane durante le ore più calde della giornata: un’ulteriore dimostrazione che la collaborazione istituzionale rappresenta lo strumento essenziale per affrontare efficacemente le problematiche del sistema penitenziario e assicurare la piena tutela dei diritti fondamentali”.

Parallelamente è stata intensificata anche l’attività di monitoraggio negli istituti piemontesi, con particolare attenzione ai detenuti più fragili, come gli anziani e le persone affette da patologie croniche.

“Contestualmente – aggiunge – nelle ultime settimane ho ritenuto indispensabile e necessario intensificare le visite agli Istituti penitenziari piemontesi anche al fine di monitorare l’efficacia delle misure adottate a tutela della salute con particolare riguardo alle persone più vulnerabili quali i detenuti anziani e coloro che sono affetti da patologie croniche e credo che questa iniziativa rappresenti anche un’importante occasione di confronto con le Direzioni per condividere criticità riscontrate e contribuire a individuare ulteriori interventi indispensabili a garantire condizioni dignitose di vivibilità durante il periodo estivo, anche per tutto il personale che opera all’interno degli istituti”.

L’attività di monitoraggio, che ha già interessato la maggior parte delle carceri piemontesi e proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori sopralluoghi, conferma l’impegno dell’Ufficio del Garante nel promuovere il rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale e nel vigilare sulla tutela della loro salute, soprattutto durante il periodo estivo.

Questione di pelle

SOCIOGRAFIA   LETTERE DAL PRESENTE

Osservo spesso i bambini giocare, all’asilo o al parco, e la cosa che maggiormente mi salta agli occhi è l’assenza di filtri che contraddistingue il loro comportamento.

I bambini giocano con gli altri bambini, fino ad una certa età preferiscono quelli del proprio genere per poi diversificare, ma senza altro criterio di scelta che non siano la gioia di stare insieme, la disponibilità a giocare, la simpatia.

Poi, man mano che crescono, sentono i discorsi in casa, vengono addirittura addestrati a distinguere tra “buoni” e “cattivi”, dove i primi siamo noi bianchi, meglio se italiani, e i “cattivi” sono tutti gli altri, come in un enorme incontro di calcio “Italia vs. Resto del mondo”.

Ecco così che il subsahariano puzza, il maghrebino sarà musulmano, il cinese mangia gli insetti e stereotipi del genere.

Potrei aggiungere che gli albanesi vengono divisi, a seconda del genere, in prostitute o protettori.

Non ho detto “Babatunde”, “Mohammed” o “Wei”, ma in generale qualunque uomo o donna di quelle zone lì.

Questo denota l’ignoranza enorme che abbiamo nei confronti delle etnie, della geografia e di ciò che ne deriva.

Io non ho mai avuto problemi di razzismo, né paura del diverso. Circa 45 anni fui tra i primi, almeno nel quartiere Santa Rita, ad avere per fidanzata una ragazza straniera, di Quezon City (Filippine), scappata dal regime di Marcos; la gente che ci incontrava si divideva in due categorie: chi ci guardava come alieni, commentando che era cinese o giapponese e chi ci evitava pensando che avremmo trasmesso qualche patologia sconosciuta.

La cosa curiosa è che noi chiamiamo, ad esempio, omofobia con riferimento alla fobia nei confronti dell’omosessualità (e di chi la pratica) ciò che, a rigor di logica, dovremmo chiamare eterofobia, cioè paura del diverso.

I bambini hanno ancora la capacità di chiedere scusa, di non giudicare, di ammettere di non sapere, di piacersi “a pelle” e non “a seconda della pelle”. Poi arriva un genitore e insegna al ragazzino o alla ragazzina che così come fa non va bene, che è pericoloso assaggiare il couscous, che la loro carne viene macellata in modo pericoloso mentre il rito halal e, ancor più, quello kosher ebraico sono igienicamente i migliori.

E per ogni etnia che non sia la nostra potremmo trovare decine di denigrazioni, a partire dal “non si capisce quando parlano”: perché non approfittarne per imparare una lingua straniera? In tenera età è sicuramente molto più facile.

I figli di tutti i miei amici hanno imparato la lingua del genitore non italiano, quelli trasferiti all’estero per lavoro hanno imparato la lingua del luogo, oltre alle due lingue insegnate a scuola. Chi sta messo peggio tra noi e loro?

Una volta in cui ero particolarmente paziente, sentendo al parco due signore (badate: cinquantenni circa, non ottuagenarie) parlare male degli stranieri a prescindere, mi divertii un po’. Non ce l’avevano né con la religione, né con il fatto che rubassero posti di lavoro, ma che stavano imponendo la loro cultura. Mi inserii con noncuranza nel loro discorso e aggiunsi: lo sa che adesso imporranno anche i numeri arabi?

Le signore, inorridite, andarono ancora di più nel panico ignorando, come sempre accade quando si parla senza ragionare, che i numeri arabi (1,2, ….0) sono quelli che usiamo, in quasi tutto il mondo, da millenni.

Sergio Motta

 

Cesana-Sestriere, la Regina delle corse

 

CESANA TORINESE – Torna l’appuntamento annuale automobilistico più famoso dell’estate in Alta Val Susa: torna la Cesana-Sestriere sull’ormai classico tracciato dei 10,400 km che separano Cesana Torinese da Sestriere col suo dislivello di 685 metri.

Un appuntamento che si rinnova dal 1961

La cronoscalata è organizzata anche quest’anno dall’Automobile Club Torino, sotto l’egida della FIA e della ACI Sport, con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, dei comuni di Cesana Torinese e Sestriere e dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea ed in collaborazione con il CONI Piemonte.

Sabato 11 e domenica 12 luglio Cesana sarà protagonista della 44° edizione della Cesana-Sestriere gara internazionale di velocità in salita per Auto Storiche valida per il Campionato Italiano Velocità in Salita Auto Storiche e per il Campionato Europeo della Montagna Fia Historic Hill Climb Championship. Ad affiancare la competizione agonistica ci sarà la suggestiva Cesana-Sestriere Experience, giunta alla sua 14ª edizione, una parata con la partecipazione di vetture di alto valore storico sportivo. Anche queste vetture faranno due salite al Colle, senza però competere ma solo sfilando per la gioia del pubblico di appassionati.

Il programma della kermesse automobilistica si aprirà venerdì 10 luglio con le verifiche sportive e tecniche. Sabato 11, con il via alle 13 si terranno le due sessioni di prove ufficiali, domenica 12, alle 11 sarà la volta della gara. I

l concorso di eleganza Cesana-Sestriere Experience con la parata di modelli esclusivi anticiperà la salita dei piloti: sabato con la partenza della prima vettura alle 10,30 e domenica alle 9,30.

Il record della gara appartiene a Stefano Di Fulvio, che nel 2016 ha corso in 4’30’06 a bordo della sua Osella PA9/90, mentre a vincere nel 2025 era stato Salvatore Riolo su PRC A6 in 4’55’58.

Una due giorni dedicata ai motori che offre a Cesana la possibilità di ammirare nel parco

della partenza i bolidi che hanno fatto la storia dell’automobilismo.

Il Sindaco Daniele Mazzoleni porge il benvenuto a Cesana: “Per Cesana è nuovamente un onore ospitare la partenza di una gara iconica come la Cesana-Sestriere. Una gara che sa sempre regalare emozioni e che avrà al via anche quest’anno ben 150 equipaggi per la gara internazionale di velocità in salita per Auto Storiche valida per il campionato europeo ed italiano della montagna, oltre a tutti gli equipaggi che si sono iscritti nella 14° edizione

della Cesana-Sestriere Experience. La Cesana-Sestriere è sempre di casa qui da noi e lo è dal 1961, anno delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia, quando prese il via questa manifestazione. La Cesana-Sestriere rimane uno dei punto di forza del nostro calendario estivo delle manifestazioni e confidiamo anche quest’anno nella consueta grande partecipazione di pubblico. Cesana è pronta ad accogliere piloti e pubblico con l’auspicio che possa essere nuovamente una edizione di grande spettacolo e di grandi prestazioni motoristiche”.

Viabilità Stradale. Per consentire il regolare svolgimento delle corse viene interdetta la circolazione stradale lungo la SR23 da Cesana a Sestriere dalle ore 9 alle ore 19 di sabato 11 luglio con finestra da e per il bivio di San Sicario dalle ore 11 alle ore 12. SR23 da Cesana a Sestriere chiusa al traffico dalle ore 8,30 alle ore 15 di domenica 12 luglio, orari in cui il collegamento tra Cesana e Sestriere è garantito lungo la SP 215 attraverso il Comune di Sauze di Cesana.

Quest’anno per lavori di manutenzione impianto la Telecabina Ski-Lodge resterà chiusa.