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Le tavole ritrovate di Giulio Bizzozero esposte all’Accademia delle Scienze

Quello che l’occhio non vede

Per la prima volta in mostra le straordinarie tavole didattiche del padre dell’istologia italiana, visitabili dal 27 maggio fino all’8 luglio

Torino, 27 maggio 2026 – Grandi fogli dipinti a mano libera con acquerelli e china, in cui cellule, tessuti e strutture microscopiche prendono forma con una precisione e una bellezza che ancora oggi lasciano senza parole. Per anni erano appese ai corridoi dell’ex Istituto di Patologia Generale, così familiari da diventare invisibili, dato che nessuno sembrava più accorgersi del loro straordinario valore scientifico e artistico. Oggi quelle tavole escono dall’ombra e trovano la loro sede più naturale: l’Accademia delle Scienze di Torino, in collaborazione con l’Università di Torino, apre al pubblico Guardare l’invisibile, la mostra sulla più antica collezione italiana di disegni di istologia normale e patologica, visitabile fino all’8 luglio.

Le tavole in mostra sono il frutto del progetto ART IN MED, promosso dall’Università di Torino con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio ancora poco noto: oltre 1100 tavole didattiche scientifiche che, introdotte nell’Ottocento e utilizzate fino alla prima metà del Novecento, raccontano lo sviluppo delle scienze mediche e veterinarie. Antesignane degli odierni strumenti informatici, erano il supporto grafico con cui gli scienziati insegnavano e divulgavano le proprie scoperte, realizzate in grandi formati per essere viste a distanza, a mano libera con acquerello e china, riproducendo con rigore organi, tessuti e strumentazioni scientifiche. Un patrimonio che rischiava di restare ignorato e che oggi è censito, valorizzato e accessibile a tutti. Portarlo all’Accademia delle Scienze significa restituirlo al luogo in cui la scienza torinese ha scritto alcune delle sue pagine più importanti: un cerchio che si chiude, a distanza di oltre un secolo.
«La collaborazione con l’Università di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come due istituzioni con radici comuni possano unire le proprie competenze per valorizzare un patrimonio scientifico e culturale condiviso. L’Accademia delle Scienze è stata un luogo di ricerca e di pensiero, ma oggi è anche e sempre più uno spazio aperto alla città e a pubblici nuovi: attraverso le mostre, gli incontri pubblici e i podcast con cui raccontiamo la scienza in tutte le sue forme. Vogliamo che la conoscenza prodotta e conservata in Accademia  raggiunga chiunque abbia curiosità e voglia di capire il mondo. Guardare l’invisibile va esattamente in questa direzione: portare davanti agli occhi di tutti ciò che la scienza ha reso visibile nel corso dei secoli», ha dichiarato Marco Mezzalama, presidente dell’Accademia delle Scienze.

Ciò che colpisce, guardando le tavole di Bizzozero, è prima di tutto l’incredulità: come è possibile una simile precisione senza fotografie, senza strumenti di riproduzione, senza altro ausilio che la mano e la mente? Il suo uso del colore era così sapiente da rendere strutture reali non solo fedeli, ma quasi fantastiche – qualcosa che potremmo scambiare per un’illustrazione contemporanea, e che invece nasceva dall’occhio di uno scienziato capace di vedere ciò che nessuno aveva ancora visto, e di restituirlo al mondo con la sensibilità di un artista. Non erano semplici illustrazioni: erano un atto creativo, il tentativo ostinato di rendere visibile e comprensibile ciò che esiste al di là della vista umana. E fu proprio a Torino, che Bizzozero presentò la sua scoperta più importante: l’esistenza delle piastrine del sangue, il terzo elemento che nessuno aveva ancora identificato e che avrebbe posto le basi della medicina moderna.

Due nuove sale, tutte da vedere, alla Palazzina di Stupinigi

Sono la “Sala Crivelli” e la “Sala Principini”: inaugurate nei giorni scorsi, entrano nel percorso di visita della juvarriana “Residenza Sabauda”

Nichelino (Torino)

Se mai ce ne fosse stato bisogno, c’è oggi un motivo in più per debitamente visitare quello splendore “Barocco” – “Rococò” che è la sabauda “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, progettata nel 1729 da Filippo Juvarra per volere di Vittorio Amedeo II di Savoia e principalmente adibita, come ben si sa, alle sfarzose “battute di caccia” e alle grandi, sontuose feste e ricevimenti di corte. Nei giorni scorsi, tra storiche “quadrerie”, nature morte, pitture di animali e ritrattistica infantile di corte, sono state infatti inaugurate due nuove magnifiche “Sale” che raccontano un capitolo poco conosciuto del “Museo dell’Arte e dell’Ammobiliamento”, ospitato nella “Palazzina” e composto da oltre duecento opere (datate tra XVII e XIX secolo) giunte a Stupinigi negli Anni Venti del Novecento proprio per l’allestimento del succitato “Museo”. Due nuove “Sale”, si diceva: la “Sala Crivelli” e la “Sala Principini”. Davvero due magnifiche “scoperte”, regalate alla Città e destinate ad arricchire oltremodo gli splendori della “Palazzina”, “Patrimonio UNESCO”.

“Sala Crivelli”

A completamento della visita dell’“Appartamento del Re”, la nuova saletta restaurata (ai tempi destinata a piccola camera da letto) è  dedicata a un nucleo di quindici dipinti, opera di Angelo Maria Crivelli, detto il “Crivellone”, e del figlio Giovanni, il “Crivellino”, tra i più apprezzati interpreti lombardi della pittura di “animali” e “nature morte” tra la fine del Seicento e la metà del Settecento. Padre e figlio lavorarono molto insieme, con uno stile di chiara “matrice fiamminga” il primo, più attento a giochi di rigoroso e suggestivo “virtuosismo espressivo” il secondo, chiamato nel 1733 da Filippo Juvarra a realizzare gli “otto paracamini” del “Salone Centrale” della Palazzina, a tutt’oggi conservati. Le opere esposte – provenienti dal “Castello di Moncalieri” e successivamente confluite nelle raccolte di Stupinigi – raccontano un genere molto presente nelle Residenze Sabaude: scene di cortileselvagginapescipaesaggi boschivi e composizioni floreali costruite con attenzione naturalistica e forte impatto decorativo. Due opere di grandi dimensioni della stessa serie, raffiguranti “animali da cortile”, sono conservate, pare, nello “Studio” del “Presidente della Repubblica” al Quirinale. 

I dipinti del “Crivellone” si concentrano in prevalenza su “scene di caccia”, animali selvatici e da cortile colti con grande minuzia di segno e svolazzi cromatici all’aperto, “in un dialogo continuo tra osservazione del dato reale e costruzione scenografica dell’immagine”. Nelle opere del “Crivellino” (forse più apprezzato, rispetto al padre, dalla Corte Sabauda) prevalgono invece le grandi “nature morte” di pesci, soprattutto, arricchite da conchiglie, funghi, verdure e dettagli naturalistici. Pittura più complessa nella struttura scenografica e nella scelta tematica. Esposte tra il 2024 e il 2025 le opere dei Crivelli sono state in parte restaurate, grazie al contributo di “AON spa”, a cura di “Open Care – Servizi per l’Arte” di Milano. Un ultimo intervento di manutenzione straordinaria sulle opere non ancora restaurate è stato recentemente eseguito dal “Centro Conservazione e Restauro” de “La Venaria Reale”.

“Sala Principini”

Nelle sale del “Gabinetto di toeletta” dell’“Appartamento della Regina” e nella “sala successiva” sono presentati 23 ritratti (XVII – XVIII secolo) di “bambini” e “infanti” diretti discendenti della “Casa Savoia” o ad essa correlati: dipinti di raffinata qualità pittorica, che nel tempo sono stati studiati ed esposti in molte occasioni singolarmente. Le firme vanno da autori di pregio della corte sabauda (da Francesco Cairo a Maria Giovanna Battista Clementi – “La Clementina” a Giuseppe Duprà) a  pittori francesi della cerchia di Nicolas de Largillière e Pierre Gobert, loro i ritratti dei principi di Lorena. La nuova “Sala” rappresenta, inoltre, due serie omogenee di ritratti: da una parte i figli di Carlo Emanuele III di Savoia (1701-1773) e, dall’altra la serie dei figli di Vittorio Amedeo III e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna, il cui ritratto recentemente restaurato (con il sostegno del “Rotary Club Distretto 2031”) rappresenta il primo recupero delle immagini delle “dame di corte” che affianca quello dei piccoli “principi”. Figlia di Filippo V, re di Spagna, e di Isabella Farnese, Maria Antonia Ferdinanda di Borbone-Spagna sposò nel 1750 il principe Vittorio Amedeo, futuro Vittorio Amedeo III, entrando a far parte della “corte sabauda” in una fase di profondo rinnovamento politico e culturale. “Regina di Sardegna” dal 1773 al 1796, soggiornò a lungo nei mesi estivi alla “Palazzina” di Stupinigi, animandola con “feste” e “battute di caccia”.

Per info: “Palazzina di Caccia”, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi-Nichelino (Torino); tel. 011/6200601 o www.ordinemauriziano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Allestimenti (particolari) “Sala Crivelli” e “Sala Principini” (Ph. Mariano Dallago)

Latitante da due anni arrestato a Madonna di Campagna

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere Madonna di Campagna di Torino, un cittadino marocchino di 49 anni, latitante da oltre due anni, destinatario di un ordine di carcerazione, emesso nel 2024 dalla Procura presso il Tribunale Ordinario di Torino, per il quale dovrà scontare quasi 3 anni di reclusione e una pena pecuniaria di 10.500 euro. Inoltre l’uomo è stato anche denunciato per resistenza e false attestazioni a Pubblico Ufficiale.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla locale Centrale Operativa: una donna, rifugiatasi in cucina per timore della propria incolumità, riferiva di una violenza lite in corso tra l’uomo, con cui aveva appena trascorso la notte, e la compagna di quest’ultimo, all’interno di un appartamento del quartiere Madonna di Campagna.
Giunti sul posto, gli agenti del Commissariato di P.S. San Donato hanno intercettato un uomo, visibilmente nervoso, mentre usciva frettolosamente dallo stabile con una ferita al braccio. Lo stesso ha tentato di eludere il controllo fornendo versioni contrastanti, per poi darsi alla fuga verso via Breglio. Tuttavia è stato prontamente bloccato dagli agenti dopo un breve inseguimento.
Accompagnato presso gli uffici della Questura, l’uomo ha fornito false generalità. Tuttavia, grazie ai rilievi foto segnaletici e agli accertamenti dattiloscopici, gli agenti sono riusciti a risalire alla sua vera identità.
Dalle verifiche è inoltre emerso che il quarantanovenne era destinatario di un provvedimento di revoca del decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione emesso nel 2024 dalla Procura presso il Tribunale Ordinario di Torino, che lo rendeva a tutti gli effetti latitante da oltre 2 anni.
Per tale motivo, il quarantanovenne è stato arrestato in esecuzione del provvedimento ed è stato altresì denunciato per resistenza e false attestazioni a Pubblico Ufficiale.

Investita in bici in corso Casale: grave sedicenne

Questa mattina a Torino una ragazza di 16 anni è rimasta ferita in un incidente stradale tra la sua bici e un’auto, avvenuto in corso Casale, all’altezza di piazza Carrara. La giovane è grave ed è stata portata in ospedale dal 118.

Scoprire la statua del San Carlone con una visita guidata

Domenica 31 maggio sarà possibile 

Nel mese di maggio, la statua di San Carlo Borromeo, chiamata affettuosamente dai locali “San Carlone”, torna ad accogliere i visitatori con un calendario di visite guidate a cura di Archeologistics, che permettono di seguire da vicino uno dei simboli più rappresentativi del lago Maggiore. Archeologistics è un’impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni culturali e che gestisce la statua tramite la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del luogo. Le visite offrono un’occasione per approfondire la figura di San Carlo Borromeo, nato ad Arona, e per ripercorrere la storia della statua seicentesca a lui dedicata.

Il percorso guidato accompagna i visitatori alla scoperta delle origini del progetto e delle particolarità costruttive del monumento, fino a vivere l’esperienza unica della salita al suo interno. La statua, alta oltre 35 metri e collocata su una collina che domina il lago, rappresenta una delle opere monumentali più importanti del suo tempo. La sua struttura cava e il sistema interno di scale consentono, infatti, di salire fino alla testa per raggiungere punti panoramici di grande suggestione, con una vista privilegiata sul lago Maggiore e sul territorio circostante. La visita guidata si terrà il 31 maggio alle ore 14, la durata della visita è di un’ora e mezza. Il ritrovo è in piazzale San Carlo, ad Arona, in provincia di Novara.

Costi visita e biglietto ingresso: intero 13 euro – ridotto 8 euro per ragazzi dai 6 ai 16 anni – euro 5 per persone con disabilità, tesserati e abbonamento Musei Piemonte. La prenotazione è obbligatoria su www.archeologistics.it.

Mara Martellotta

Santena, Cambiano e Villastellone insieme per  gli anziani

 

Presentato il progetto di indagine sociale condivisa

 Conoscere meglio i bisogni della popolazione anziana per

programmare servizi più vicini alle persone e costruire politiche sociali basate su dati

concreti. È stato presentato questa mattina, presso il Comune di Santena, il progetto

condiviso dai Comuni di Santena, Cambiano e Villastellone, sviluppato in collaborazione

con SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati.

L’iniziativa prevede la distribuzione di questionari anonimi rivolti alla popolazione anziana dei

tre Comuni. L’obiettivo è raccogliere informazioni sulle condizioni di vita, la situazione

economica e abitativa, l’accesso ai servizi sanitari, la conoscenza dei servizi comunali, le

difficoltà quotidiane, la mobilità, la socialità e il livello di inclusione digitale.

All’incontro sono intervenuti Alessia Perrone, assessora del Comune di Santena con

deleghe a inclusione sociale, associazionismo e volontariato sociale, accoglienza,

integrazione e sostegno alla fragilità, Aurora Grassi, assessora del Comune di Cambiano

con deleghe a politiche sociali e assistenziali, inclusione sociale, sanità, disabilità e cultura,

Eloisa Costa, consigliera del Comune di Villastellone con deleghe al sociale.

Sospesa la licenza di un bar a Grugliasco


Il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha sospeso per 10 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di un esercizio pubblico sito a Grugliasco.
 
Il provvedimento è stato emesso a seguito dei numerosi servizi di controllo del territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati di genere effettuati dalle Forze dell’Ordine, nonché da una segnalazione ricevuta da parte del Comando Stazione Carabinieri di Grugliasco.
All’interno del locale, è stata riscontrata l’abituale presenza di diversi avventori con precedenti penali e di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, contro l’ordine pubblico, contro l’amministrazione della giustizia e contro la fede pubblica in materia di stupefacenti, nonché per violazioni al codice della strada.
Da successivi accertamenti è inoltre emerso che, già nello scorso mese di dicembre, l’esercizio commerciale era stato destinatario di un analogo provvedimento di sospensione.
Il Questore di Torino, ritenendo che il bar rappresenti un pericolo costante ed imminente per l’ordinata convivenza dei consociati essendo divenuto verosimilmente punto di aggregazione e base logistica per soggetti dediti ad attività illecite, generando un pericolo attuale e concreto per la collettività, ha disposto la sospensione della licenza, con contestuale e immediata chiusura dell’attività per 10 giorni.

Cooperazione e sviluppo, a Torino la delegazione del Vietnam

Si è tenuto  a Torino, nella cornice della sala Congregazioni di Palazzo Civico, un incontro istituzionale tra il sindaco Stefano Lo Russo e una delegazione della Repubblica Socialista del Vietnam, guidata dall’ambasciatrice Nguyen Phuong Anh. All’incontro hanno preso parte figure chiave delle relazioni bilaterali tra il territorio torinese e il Paese asiatico, tra cui Thu Ha Nguyen, consigliera dell’Ambasciata, Dan Le Tran terza segretaria dell’Ambasciata, Sandra Scagliotti, console onorario del Vietnam per Piemonte e Liguria) e Fulvio Albano, presidente della Camera di Commercio Italia-Vietnam.

Il colloquio ha avuto come focus il rafforzamento dei legami storici, economici e culturali che uniscono la Città di Torino al Vietnam. Il capoluogo piemontese vanta infatti una rete istituzionale radicata e unica a livello nazionale, grazie alla presenza del Consolato Onorario, del Centro Studi Vietnamiti e della Camera di Commercio Mista Italia-Vietnam (CCIV), istituzione nata nel 1996 e riconosciuta ufficialmente nel 2000 per supportare attivamente l’interscambio e la sinergia tra le imprese italiane e vietnamite.

Questo appuntamento segna un ulteriore passo avanti nel consolidamento dei rapporti internazionali della città, dando continuità alla missione istituzionale che nel settembre 2024 ha visto il Sindaco Lo Russo partecipare a Ho Chi Minh City al Friendship Dialogue e al Forum Economico, stringendo collaborazioni strategiche sui temi dell’innovazione industriale e dello sviluppo sostenibile.

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La “notte bianca” a “San Filippo Neri”

A Torino, ci sarà anche la storica “Chiesa” di via Maria Vittoria tra i luoghi di culto partecipanti alla “Lunga Notte delle Chiese”

Venerdì 5 ( 20/24) e sabato 6 giugno (10/12 e 14/19)

Chissà?! Non tutti forse lo sapevano, ma anche i “luoghi di culto” in Italia hanno la loro “notte bianca”. La “Lunga Notte delle Chiese”. L’evento nato nel 2016 a Belluno da un’idea dell’Associazione “BellunoLaNotte” (presidente Stefano Casiraghi) – ispirandosi al “format” di successo austriaco e altoatesino “Lange Nacht der Kirchen” che, da molti anni unisce centinaia di edifici di culto aperti simultaneamente – si proponeva, undici anni fa e si propone a tutt’ oggi, di “far vivere le Chiese in modo inedito, attraverso musica, arte, visite guidate, letture e teatro, al fine di avvicinare maggiormente ai luoghi sacri, l’intera Comunità”. Aperta a “credenti” e a “non credenti” e passata da evento a carattere locale ad “appuntamento nazionale”(che oggi coinvolge centinaia di Chiese ed oltre un centinaio di Diocesi in Italia), l’iniziativa ha ottenuto anche il sostegno del “Dicastero per la Cultura e l’Educazione” del Vaticano” e del “Ministero della Cultura”. Orbene, giunta alla sua 11^ edizione, la “Lunga Notte delle Chiese” si celebrerà quest’anno venerdì 5 giugno e a parteciparvi, per la prima volta a Torino, sarà anche la Chiesa “più grande” della Città, ovvero la “Chiesa di San Filippo Neri”, in via Maria Vittoria, al civico 5. Sarà un “evento ecumenico”, sottolineano gli organizzatori, incentrato quest’anno sul tema #HOME – Francesco va’ e ripara la mia casa”, tema scelto in stretta connessione con le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e che richiama direttamente l’esperienza del “Poverello d’Assisi”, con il celebre invito da lui ricevuto nel 1205, davanti al crocifisso (icona bizantina) della chiesetta di “San Damiano”, oggi custodito nel “Protomonastero di Santa Chiara”. Invito ruotante intorno a una parola semplice e inequivocabile: “HOME”. E invito che segna l’inizio della conversione di San Francesco, il quale ben presto comprende che quella “casa” non è una “semplice casa”, ma un luogo molto più grande: è la Chiesa, l’umanità, il mondo intero. Un appello che oggi assume un enorme valore sociale e culturale: “prendersi cura della comunità, contrastare la solitudine, ricostruire legami e senso di appartenenza”. Ma si presta anche a essere interpretato “come stimolo alla conservazione, alla tutela e al rinnovo del patrimonio artistico ecclesiastico”.

Di qui il titolo scelto dalla Chiesa torinese di “San Filippo Neri” per l’iniziativa: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (“Nuovo Testamento”, versetto 5 del Capitolo 21° dell’“Apocalisse”). E, proprio sotto questo profilo, la “Lunga Notte delle Chiese” viene dunque a significare per un prezioso luogo di culto, splendido simbolo del “Barocco” torinese qual è “San Filippo” (costruita a partire dal 1675, ma progettata da Filippo Juvarra intorno agli Anni Trenta del Settecento, su un precedente progetto di Guarino Guarini) , non solo aprire le porte alla Comunità, ma anche “trasformare la partecipazione pubblica – spiegano gli organizzatori – in uno strumento di tutela e recupero di beni artistici di rara bellezza”.

Con i settanta metri della sua navata “San Filippo” (oggi, come detto, il più vasto edificio di culto di Torino) è stato, infatti, oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di restauro, che vieppiù hanno sottolineato la preziosità di un patrimonio artistico di enorme valore: oltre al recupero nelle volte delle “luminose cromie originali” di Juvarra, i restauri hanno interessato anche il celebre “Paliotto” (rivestimento artistico mobile dell’altare) di Pietro Piffetti, massimo esponente dell’ebanisteria settecentesca, e la grande pala “San Filippo Neri che raccomanda la città di Torino al Bambin Gesù” di Francesco Solimena.

La “Lunga Notte delle Chiese 2026” potrebbe diventare, pur anche, la “prima iniziativa pubblica di sensibilizzazione” per il restauro dello storico “Presepe” di “San Filippo”; trenta figure di grandi dimensioni, attribuite per tradizione alla Scuola del celebre scultore barocco genovese Anton Maria Maragliano, risalenti almeno in parte a fine Settecento. Molte delle figure realizzate in “cartapesta policroma” e “tessuti antichi” necessitano oggi di interventi conservativi per garantirne la futura salvaguardia. Durante l’evento saranno esposti al pubblico alcuni dei più significativi di questi beni: “Apparato effimero del Corpus Domini”, “Tappeto del Duca d’Aosta”, “Paliotto” del Piffetti, “Vesti liturgiche” del “Corpus Domini” (fine XVIII sec.), “Antepedium/Paliotto” del “Corpus Domini” (fine XVIII sec.).

L’ingresso alla Chiesa (venerdì 5, dalle 20 alle 24, e sabato 6 giugno, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19) è libero a tutti e la partecipazione ai numerosi eventi, alcuni ancora in via di definizione, è gratuita con prenotazione obbligatoria per le “visite guidate” sulla piattaforma “EventBrite”.

Per ulteriori info: “Chiesa di San Filippo Neri”, via Maria Vittoria 5, Torino; tel. 011/5063044 o www.sanfilippotorino.it

Gianni Milani

Nelle foto: “San Filippo Neri – Altare Maggiore”; Locandina dell’evento; Parte dello storico “Presepe”

Sciopero generale, ecco i possibili disagi

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Per venerdì 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale promosso dalla Confederazione Unitaria di Base insieme alle sigle Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit. La protesta interesserà sia il settore pubblico sia quello privato. Alla base della mobilitazione vi sono diverse richieste avanzate dai sindacati, che denunciano stipendi sempre più insufficienti, scarse condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il progressivo ridimensionamento del welfare e l’utilizzo di risorse pubbliche destinate al riarmo e al sostegno delle operazioni militari a Gaza.

L’astensione dal lavoro coinvolgerà il personale del Gruppo FS, di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, oltre ai dipendenti delle aziende di trasporto locale.

Secondo quanto comunicato dal Ministero dei Trasporti, nel comparto aereo lo sciopero iniziato alla mezzanotte del 29 maggio terminerà alle 23.59 della stessa giornata. Per il settore ferroviario, invece, l’agitazione scatterà alle 21 di giovedì 28 maggio e durerà fino alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti marittimi con le isole minori saranno sospesi per l’intera giornata di venerdì, mentre quelli verso le isole maggiori si fermeranno a partire da un’ora prima delle partenze previste il 29 maggio. Sulle autostrade, infine, lo stop inizierà alle 22 del 28 maggio e proseguirà per 24 ore.

Nel settore sanitario saranno comunque garantite le prestazioni urgenti e i servizi essenziali previsti dalla normativa vigente. Anche i Vigili del Fuoco aderiranno alla protesta con uno sciopero di quattro ore, dalle 9 alle 13, per il personale turnista.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, Trenitalia ha comunicato che tra le 21 del 28 maggio e le 21 del 29 maggio potranno verificarsi cancellazioni o modifiche dei collegamenti a causa dello sciopero nazionale che coinvolge il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. L’elenco dei treni garantiti per le tratte a media e lunga percorrenza è disponibile sui canali ufficiali dell’azienda.

Per il trasporto regionale di Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper saranno assicurati i servizi minimi nelle fasce orarie di garanzia previste nei giorni feriali, cioè dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Anche Italo ha pubblicato la lista dei collegamenti confermati durante la giornata di sciopero.

Sono previsti possibili disagi anche per il trasporto pubblico locale e gli aeroporti.