ilTorinese

Proposta al Ministro Urso: un Tavolo sul settore Auto

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Caro Ministro,
La Crisi del settore auto è indotto sta penalizzando la crescita economica del nostro Paese e del Piemonte da anni. Non c’è settore economico che abbia analoghe ricadute sulla economia. Non a caso chi lo segue con competenza lo definisce la fabbrica delle fabbriche perché l’auto è i suoi tanti componenti hanno generato la filiera industriale più importante d’Europa. Altri settori crescono , dell’aerospazio alla difesa, all’edilizia con l’operazione del superbonus, niente la nostra economia cresce dello zero virgola e il Debito Pubblico aumenta. Personalmente avevo messo in moto l’operazione incentivi sfociata nella mozione Molinari e che portò il Governo Draghi a rifinanziarli. La vendita della Fiat ai francesi senza che il Governo giallorosso mettesse il golden power ci ha indebolito ancor di più. La azione Tavares ostile al nostro Paese penalizzo soprattutto i fornitori italiani. Come Governo avete  ottenuto l’arrivo della 500 ibrida a Mirafiori ma non basta. L’alto costo della energia regalo del No al referendum sul nucleare è infine la grave delibera europea del green deal ha fatto il resto. La lentezza sia  nel cambio di rotta europeo così come nella strategia di Stellantis, nonostante le speranze su Filosa, aggiunta ad un atteggiamento inspiegabilmente conservativo delle Banche mettono in crisi un settore che non possiamo assolutamente perdere. Nel 2025 sono state prodotte nel mondo più di 100 milioni di auto. Dobbiamo assolutamente restare nel settore con tutte le innovazioni possibili a a partire dall’uso della Intelligenza Artificiale. In altri tempi i grandi Sindaci si sarebbero incatenati alla palazzina di Mirafiori per evitare la dismissione. Ti segnalo l’intervista di alcuni importanti imprenditori nel settore indotto perché spero Tu possa organizzare al più presto un tavolo con Filosa, Altavilla che rimane sempre italiano, sindacati, enti locali e aziende dell’indotto, un patrimonio industriale fondamentale che Torino e l’Italia non possono assolutamente perdere.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Regina Elena Odv: al Castello Provana di Collegno una mostra su Margherita e Maria José

Domenica 19 luglio 2026 l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv organizzerà al Castello Provana di Collegno, in Via Alpignano 2, una mostra sulle Regine d’Italia Margherita e Maria José, rispettivamente scomparse 100 anni e 25 anni fa.
Le cerimonie prenderanno il via alle ore 15,30 alla Certosa Reale con la posa di una corona di fiori al Sacello dei Cavalieri dell’Ordine della Santissima Annunziata, fatto restaurare dell’Associazione Internazionale Regina Elena.
Alle ore 16 all’interno del castello si terrà una solenne cerimonia con il seguente programma:

– Saluti istituzionali dei Baroni Guidobono Cavalchini, del Sindaco di Collegno Matteo Cavallone e del Presidente del Coordinamento Sabaudo Milo Ferrua;

– Intervento dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv;

– Conferimento del primo “Premio Barone Guglielmo Guidobono Cavalchini” dedicato dall’associazione al suo Presidente onorario, unico italiano insignito dalla Medaglia della Carità internazionale;

– Convegno moderato da Liliana Ravagnolo per la presentazione, da parte di Pierangelo Calvo, del libro “Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” scritto con Andrea Carnino ed edito da Susalibri di Angelo Panassi. Bruna Bertolo presenterà invece il suo libro su Margherita di Savoia-Genova, pubblicato anch’esso da Susalibri nel centenario della dipartita della prima Regina d’Italia;

– Presentazione dell’esposizione allestita dal Vice Presidente e Delegato per il Piemonte Cav. Pierangelo Calvo.

Asl To3: oltre l’ostacolo dell’obesità nell’esecuzione della Tac

La storia di Luca, 210 kg di peso, che a Rivoli riesce ad eseguire l’esame

Quando l’ostacolo dell’obesità può essere superato grazie alla combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale. Si potrebbe sintetizzare così la storia di Luca (nome di fantasia), un 46enne affetto da grave obesità con un peso di circa 210 chilogrammi che, nelle scorse settimane, dovendo essere sottoposto a una Tac toraco-addominale è stato trasferito dall’ospedale in cui era ricoverato a quello di Rivoli per eseguire l’esame.

La Radiologia dell’Ospedale di Rivoli, all’interno del Dipartimento dei Servizi, è infatti dotata di un’apparecchiatura per la Tac che ha un’apertura da 82 centimetri e un lettino progettato per sostenere fino a 307 chilogrammi di peso.

Luca ha così potuto eseguire l’esame, in una condizione di standard massimi di sicurezza, inclusività e comfort, nonostante le sue condizioni: in questi casi, i limiti fisici delle apparecchiature Tac tradizionali rappresentano un ostacolo critico e la sfida di fronte a questa tipologia di pazienti è legata al rapporto segnale/rumore e all’attenuazione del fascio radiogeno.

La macchina in dotazione a Rivoli, presente anche a Pineroloè performante e di alto livello, ma da sola non è bastata: l’eccellenza tecnologica, infatti, esprime il suo massimo potenziale solo grazie al lavoro di ottimizzazione del team radiologico, che rimodula i protocolli standard adeguandoli, dal punto di vista clinico-strumentale, alle peculiari caratteristiche del paziente esattamente come un sarto cuce un abito su misura in base al fisico del cliente.

Tra gli accorgimenti specifici messi in atto ci sono l’incremento del chilovoltaggio e dell’IQ level, per garantire una penetrazione ottimale del fascio e un’eccellente qualità dell’immagine, l’attivazione della funzione HD FOV (Campo di Vista ad Alta Definizione) in fase di acquisizione, per estendere il campo visivo, e una gestione avanzata del mezzo di contrasto in considerazione del peso.

«Una parte fondamentale del lavoro della radiologia è l’integrazione con le necessità dele altre strutture ospedaliere – afferma il Direttore della Radiologia di Rivoli, Marco Busso – In questo contesto la nostra macchina ha un valore aggiunto, rappresentato dalla tecnologia spettrale che, attraverso applicazioni avanzate, permette di fornire maggiori informazioni tra cui le “mappe” di concentrazione dello iodio in ambito oncologico, la definizione della composizione dei calcoli renali in quello urologico e lo studio dell’edema nelle fratture in ortopedia L’insieme delle funzionalità dell’apparecchio permette non solo una valutazione morfologica, ma anche funzionale, riducendo la necessità di ulteriori indagini invasive o ripetizioni dell’esame, a totale beneficio del paziente».

«Ancora una volta nella nostra Asl possiamo raccontare una buona pratica medica e di alta qualità delle prestazioni – dichiara il Direttore Generale dell’Asl To3 Giovanni La Valle –, dove la tecnologia è lo strumento e l’équipe medica la mente strategica, il regista che cerca di ottimizzare gli strumenti a propria disposizione per rispondere ai quesiti dei colleghi. Nel caso specifico, la combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale ha trasformato un esame potenzialmente critico in una procedura fluida, sicura ed estremamente utile per il percorso diagnostico terapeutico del paziente. L’episodio non è tuttavia un evento eccezionale e sensazionale, ma la dimostrazione pratica di un modello operativo standardizzato e riproducibile nelle Radiologie degli Ospedali dell’Asl To3 e che può essere preso a punto di riferimento per la gestione dell’attività radiologica a 360°».

«La tecnologia – ricorda l’ assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – è davvero innovazione quando permette di offrire una risposta concreta anche ai pazienti che presentano condizioni particolarmente complesse. La storia di Luca dimostra che, accanto ad apparecchiature di ultima generazione, sono determinanti la competenza, l’esperienza e la capacità dei professionisti di costruire percorsi personalizzati. Le TAC di Rivoli e Pinerolo rappresentano un esempio concreto di come gli investimenti in tecnologie avanzate si traducano in un beneficio reale per i cittadini, rendendo le cure sempre più sicure, inclusive e accessibili».

Stellantis. Grimaldi (Avs): Mirafiori ferma per rifiuto di investire

Mirafiori continua a fermarsi a singhiozzo per una ragione: perché l’azienda rifiuta di portare in quello stabilimento altri modelli, investimenti e una nuova linea produttiva, come si rifiuta di fare entrare un nuovo produttore. I suv Grizzly appena lanciati sui mercati globali con uno spot tutto italiano sono prodotti in Marocco, come la Topolino. Ma se Grizzly è sorella della Pandina, perché non la produce Pomigliano? Perché la 600 arriva dalla Polonia e la Grande Panda dalla Serbia? Noi sappiamo perché, ma non si dica che il problema è il costo dell’energia in uno stabilimento in cui non si è voluto installare nemmeno un pannello solare o usare l’idroelettrico del Piemonte.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Tre grandi serate chiuderanno l’Evergreen Fest al Parco della Tesoriera

I Queen of Saba, Simone Bernini, Lele Roma, Xenia Ensemble e Federico Sirianni saranno gli artisti che chiuderanno l’undicesima edizione di Evergreen Fest con un’esplorazione intergenerazionale di musica e parole. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso il Parco della Tesoriera di Torino, con ingresso libero e gratuito, a eccezione del concerto dei Queen of Saba, per cui è previsto un biglietto di 10 euro per l’accesso all’area spettacolo. Proprio il duo veneto, che vanta importanti collaborazioni con Big Mama e Willie Peyote, noto per affrontare temi riguardanti l’antimilitarismo e l’identità di genere, sarà protagonista della serata di venerdì 17 luglio prossimo, che inizierà alle 21.30. Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare dal vivo alcuni brani dell’ultimo album dei Queen of Saba, uscito nel mese di giugno scorso e intitolato “Bricioline”.

Sabato 18 luglio, sempre alle 21.30, il giovane cantautore torinese Simone Bernini sarà il protagonista di una serata caratterizzata da musiche blues, rock e soul. Bernini, il cui ultimo singolo, dal titolo “Mephis”, è arrivato a registrare 1,5 milioni di stream e 16 milioni di visualizzazioni sui social, si è esibito anche al “105 Summer Festival” di Senigallia. Dopo il concerto, la serata proseguirà con l’energia di Lele Roma e della sua “Lele Land”, per un viaggio musicale, ascoltabile in modalità “silent”, attraverso cuffie wireless distribuite dall’organizzazione.

La chiusura di domenica 19 luglio sarà affidata alle sonorità del quartetto d’archi Xenia Ensemble, che si esibirà alle ore 11 in un concerto organizzato in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino, mentre alle 21.30 salirà sul palco Federico Sirianni, che quest’anno festeggia l’anniversario della sua carriera con 35 anni da “Outsider – Da De Andrè alla Felicità”. Il cantautore genovese racconta fra musica e parole la sua storia artistica: dall’incontro con Fabrizio De André alle diverse finali al Premio Tenco, fino alle tournée internazionali e alle prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Greg Cohen, contrabbassista di Tom Waits, e Rafa Gayol, batterista di Leonard Cohen. Ad accompagnarlo su palco Elisabetta Bosio (violino), Veronica Perego (contrabbasso) e Valeria Quarta (voce e percussioni).

Il Festival est si congeda dal palco principale, ma la programmazione continuerà fino al 30 agosto con una serie di concerti di musica classica diffusi nel Parco della Tesoriera.

Evergreen Fest è organizzato da Tedacà, si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che Bella Estate!”, un progetto della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino. Main sponsor Iren, con il sostegno di Regione Piemonte, Quarta Circoscrizione della Città di Torino e Fondazione CRT. Media Partner Radio Energy.

Il calendario completo, maggiori informazioni e prevendita dei biglietti sono disponibili sul sito www.evergreenfest.it.

Mara Martellotta

Prevenzione attacchi da lupo, aiuto dalla Regione alle aziende agricole

Sono 94 le aziende agricole piemontesi che potranno acquistare dispositivi di prevenzione e dissuasione per gli attacchi da lupo e altri grandi carnivori grazie al sostegno della Regione Piemonte. Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Peste suina della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: «L’emergenza lupo è anche in Piemonte un tema non più rimandabile, sia per i danni economici che infligge al nostro patrimonio zootecnico sia per i rischi alla sicurezza dei centri abitati con il fenomeno dei “lupi confidenti”. Così, mentre stiamo lavorando con Ispra per poter avere a ottobre il primo piano di contenimento della specie che autorizzi il prelievo selettivo di esemplari individuati, rafforziamo ancora il sostegno ai nostri allevatori per dotarli di efficaci strumenti di prevenzione e di dissuasione dagli attacchi del lupo e di altri grandi carnivori quali l’orso bruno, la lince e lo sciacallo dorato. Grazie a quest’ultimo bando sono 94 le aziende agricole piemontesi che riceveranno il sostegno regionale per complessivi 740mila euro in grado di coprire il 100% delle spese sostenute per l’intervento. Sono state soddisfatte tutte le domande presentate e abbiamo anche realizzato, sulla disponibilità complessiva del bando, un risparmio di 109mila euro che potremo utilizzare sul prossimo o destinare ad altri interventi».

Le 94 aziende che potranno beneficiarne sono così distribuite per provincia: Alessandria 3, Asti 4, Biella 16, Cuneo 32, Novara 1, Torino 18, Vercelli 10, Vco 9, più una con sede sociale a Milano ma operante in Piemonte. A questo link la graduatoria: https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/corrente/siste/00000082.htm.

Vengono finanziate in conto capitale al 100% le spese sostenute, con un ammontare da 500,00 a 20mila euro, per l’acquisto di cani da guardiania appartenenti alla razze Pastore Maremmano Abruzzese o Cane da Montagna dei Pirenei, iscritti al Libro Genealogico (con Pedigree) e da accompagnare con cartelli d’avviso della presenza per gli estranei; l’acquisto o realizzazione di recinzioni fisse o mobili, elettrificate o non, per la protezione degli animali dalla fauna selvatica durante il ricovero notturno; di altri sistemi acustici o luminosi di dissuasione e antintrusione da fauna o altri diversi sistemi di prevenzione; la costruzione o posa in opera di alloggi (capanni o micro-unità abitative) per il personale di custodia degli animali al pascolo. Un aspetto molto importante per le aziende è che l’aver adottato almeno una misura di prevenzione fra quelle previste è la conditio sine qua non affinché possa venire accolta dalla Regione la domanda di indennizzo da eventuali danni da predazione.

«E ora mi auguro che, accanto al nostro sostegno alle azioni di prevenzione, – sottolinea Bongioanni – possa definirsi a breve anche il secondo fronte, quello del piano di contenimento della specie. I nostri allevatori e pastori sono un anello fondamentale nel presidio delle terre alte e aree interne, custodi del paesaggio e di un patrimonio zootecnico di eccezionale valore economico nella nostra filiera agroalimentare e nel turismo che non dev’essere lasciato solo».

Zippo condannato a 27 anni per l’esplosione di via Nizza

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Giovanni Zippo ex guardia giurata di 41 anni è’ stato condannato a 27 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Torino. La condanna è stata emessa per l’esplosione del 30 giugno 2025 in una palazzina di via Nizza, in cui perse la vita il 33enne Jacopo Peretti e altre persone rimasero ferite. La procura aveva chiesto 25 anni. L’accusa è omicidio volontario.

Crisi idrica: «Salvare i raccolti e aprire un tavolo permanente sull’acqua»

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Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte

Al confronto convocato dalla Regione la richiesta di una regia stabile su invasi, prelievi e infrastrutture irrigue: «La siccità non è più un evento eccezionale. Bisogna agire durante tutto l’anno»
Garantire nell’immediato l’acqua necessaria a non compromettere i raccolti e avviare un lavoro permanente per ripensare la gestione della risorsa idrica in Piemonte. È la posizione portata oggi da Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte ai tavoli sull’emergenza idrica convocati dalla Regione Piemonte, con la partecipazione del presidente Alberto Cirio e degli assessori regionali Paolo Bongioanni, Matteo Marnati e Marco Gallo, insieme ai rispettivi direttori regionali.
Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte erano presenti al confronto il presidente Fabrizio Risso, il vicepresidente Renato Chiadò Puli e il segretario Domenico Sorasio.
Il tavolo si è svolto in un quadro di crescente criticità. Secondo gli ultimi dati di Arpa Piemonte, alla fine di giugno le risorse idriche superficiali complessivamente disponibili in Piemonte, considerando neve, invasi e Lago Maggiore, risultavano inferiori del 31% rispetto alla media del periodo. Nello stesso mese le temperature sono state superiori alla media di 3,5 gradi, aumentando l’evapotraspirazione e lo stress idrico di suoli, colture e vegetazione.
«Siamo nel passaggio più delicato della campagna agricola. Ridurre drasticamente o interrompere l’approvvigionamento irriguo in questo momento significa perdere produzioni sulle quali le imprese hanno già investito mesi di lavoro e sostenuto costi rilevanti, con conseguenze che ricadrebbero sulle cooperative, sull’occupazione e sull’intera filiera agroalimentare. Le priorità di utilizzo dell’acqua devono essere definite in modo trasparente e coordinato, tenendo conto del fatto che oggi garantire la continuità irrigua è indispensabile per portare a termine i cicli produttivi», dichiara Renato Chiadò Puli, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte.
Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, tuttavia, non è più sufficiente intervenire soltanto quando la scarsità d’acqua diventa un’emergenza. Il cambiamento climatico sta modificando la quantità e la distribuzione delle precipitazioni, ma le difficoltà attuali evidenziano anche problemi strutturali nella capacità di trattenere, programmare e distribuire la risorsa disponibile.
«La siccità non è più un evento eccezionale e non lo sarà nei prossimi anni. Non possiamo continuare a occuparcene soltanto quando i fiumi sono in sofferenza, per poi accantonare il problema quando torna a piovere. Il deficit idrico è certamente legato al clima, ma è aggravato da una gestione ancora troppo frammentata. Invasi, reti, prelievi e diversi usi dell’acqua devono essere governati attraverso una regia comune, dati condivisi e responsabilità chiare», prosegue Chiadò Puli.
Tra le criticità indicate dall’organizzazione vi sono la programmazione non sempre coordinata delle riserve disponibili, la manutenzione delle infrastrutture, le dispersioni lungo le reti, la limitata capacità di accumulo e l’insufficiente integrazione tra i diversi soggetti che intervengono nella gestione dell’acqua.
Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte chiede quindi che venga istituito un tavolo regionale permanente sulla risorsa idrica, con il coinvolgimento della Regione e degli altri attori territoriali.
Il tavolo dovrebbe lavorare durante tutto l’anno, e in particolare nei mesi autunnali e invernali, per programmare gli interventi di manutenzione, coordinare riempimenti e rilasci dagli invasi, stabilire criteri condivisi per i prelievi e arrivare all’inizio della stagione irrigua con infrastrutture efficienti e risorse disponibili.
«I lavori sugli invasi e sulle infrastrutture devono essere programmati nei mesi in cui la domanda d’acqua è minore, non quando la stagione irrigua è già iniziata. Non ha senso investire risorse sui canali senza affrontare contemporaneamente il problema della disponibilità e della distribuzione dell’acqua. Serve mettere mano al sistema nel suo complesso, superando la logica degli interventi isolati», sottolinea il vicepresidente.
Per l’organizzazione è inoltre necessario aumentare la capacità del territorio di trattenere l’acqua nei periodi più piovosi, attraverso il recupero dei bacini esistenti, la manutenzione di quelli oggi sottoutilizzati e la realizzazione di invasi di diverse dimensioni. Parallelamente occorre accelerare l’ammodernamento delle reti irrigue, estendere condotte e sistemi di controllo dove tecnicamente sostenibili e accompagnare le imprese verso tecniche capaci di utilizzare meno acqua con maggiore efficacia.
«La sostenibilità non può essere ridotta alla semplice richiesta di consumare meno. Significa mettere imprese e territori nelle condizioni di utilizzare la risorsa in modo più efficiente. Occorrono nuovi paradigmi irrigui, infrastrutture adeguate, innovazione tecnologica e un rafforzamento delle competenze e della capacità operativa dei consorzi irrigui, affinché la distribuzione avvenga secondo criteri equi, verificabili e coerenti con le effettive necessità delle colture.»
Una programmazione specifica è necessaria anche per la risicoltura piemontese, valutando, dove le condizioni lo consentono, di anticipare parte degli apporti idrici nei mesi più freddi. Questa pratica può contribuire a distribuire meglio la domanda durante l’anno, evitare sovrapposizioni con le esigenze irrigue di altre colture e favorire la ricarica delle falde.
«Senza una diversa organizzazione della risorsa, mantenere le attuali superfici risicole sarà sempre più difficile. È necessario programmare in anticipo, valorizzando anche la funzione ambientale delle risaie e il loro contributo alla ricarica delle falde.»
Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte conferma infine la propria disponibilità a collaborare con la Regione e con tutti i soggetti competenti per definire interventi immediati e costruire una strategia di lungo periodo.
«Il tavolo di oggi è un passaggio necessario, ma non può esaurirsi nella gestione dell’emergenza estiva. Deve diventare l’inizio di un percorso stabile, con obiettivi, tempi e azioni concrete. Il Piemonte non può più permettersi di inseguire ogni nuova crisi idrica: è il momento di programmare e agire»