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Giornata Europea del Melanoma, l’impegno della Regione Piemonte

Il mese di maggio rappresenta un importante momento di sensibilizzazione sui tumori cutanei grazie alla Giornata Europea del Melanoma del 24 maggio e alla recente istituzione della Giornata Nazionale del Melanoma, promossa per rafforzare la cultura della prevenzione, della diagnosi precoce e della corretta esposizione al sole.

Le iniziative dedicate a melanoma e tumori della pelle hanno l’obiettivo di informare i cittadini sui principali fattori di rischio, promuovere comportamenti corretti e favorire una maggiore attenzione verso controlli dermatologici e diagnosi tempestiva.

Con l’avvicinarsi dell’estate e della maggiore esposizione ai raggi ultravioletti, diventa infatti fondamentale conoscere quali siano i principali tumori cutanei, le loro cause e le strategie più efficaci per prevenirli.

Che cosa sono i tumori cutanei

I tumori della pelle sono neoformazioni che insorgono sulla superficie cutanea e possono essere di natura benigna o maligna. Circa l’80% dei tumori cutanei interessa volto, cuoio capelluto e collo, aree particolarmente esposte alla radiazione solare.

L’incidenza risulta maggiore nelle persone che trascorrono molto tempo all’aperto, per lavoro o per svago, ed è più elevata nei soggetti con pelle chiara, che presentano una minore quantità di melanina e quindi una minore protezione naturale dai raggi ultravioletti.

Il melanoma e gli altri tumori della pelle

Il melanoma rappresenta uno dei principali tumori che insorgono in giovane età ed è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni. I dati epidemiologici mostrano un trend in costante crescita sia negli uomini sia nelle donne, anche se la mortalità negli ultimi anni è rimasta sostanzialmente stabile grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie.

Accanto al melanoma, tra i tumori cutanei più diffusi vi sono anche il carcinoma squamoso cutaneo e il carcinoma basocellulare, quest’ultimo considerato il tumore epiteliale cutaneo maligno più frequente.

Le cause e i fattori di rischio

La principale causa dei tumori della cute è rappresentata dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV), provenienti soprattutto dal sole e, in misura minore, da lampade e lettini abbronzanti.

Negli ultimi anni si è osservato un progressivo aumento dell’incidenza dei tumori cutanei, probabilmente legato sia alla maggiore esposizione al sole sia ai cambiamenti ambientali e climatici.

Tra i principali fattori di rischio figurano:

  • pelle chiara e facilmente ustionabile;

  • capelli e occhi chiari;

  • presenza di numerosi nei;

  • familiarità per tumori cutanei;

  • esposizione frequente e prolungata al sole;

  • utilizzo di lampade abbronzanti.

Anche alcune condizioni come immunodepressione, età avanzata e alcune esposizioni professionali possono aumentare il rischio.

La prevenzione

La prevenzione dei tumori cutanei passa soprattutto attraverso corretti comportamenti quotidiani:

  • evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata;

  • utilizzare creme solari con protezione UVA e UVB;

  • indossare cappello, occhiali e indumenti protettivi;

  • evitare lampade e lettini abbronzanti;

  • controllare periodicamente la propria pelle e l’aspetto dei nei.

È inoltre consigliabile effettuare visite dermatologiche periodiche, soprattutto in presenza di fattori di rischio o di modificazioni dei nei già presenti.

Una particolare attenzione deve essere posta alla comparsa di nuovi nei dopo i 40 anni oppure a eventuali cambiamenti di forma, dimensione o colore dei nei esistenti.

L’impegno della Regione Piemonte

La Regione Piemonte è impegnata nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori cutanei attraverso la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Sul territorio regionale sono attivi centri di riferimento dedicati alla diagnosi e al trattamento dei tumori della pelle e recentemente è stato aggiornato il Percorso di Salute Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PSDTA) dedicato ai tumori cutanei, con l’obiettivo di garantire percorsi di presa in carico sempre più appropriati, omogenei e tempestivi.

Informazioni e approfondimenti

https://www.reteoncologica.it/area-operatori/gruppi-per-tipi-di-tumore/patologie/tumori-cutanei

Mole color magenta per la campagna ESEO Italia

Sulle patologie gastrointestinali eosinofile

Roberta Giodice, presidente ESEO Italia – Associazione di famiglie contro l’esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile: “Ringrazio a nome di tutti i pazienti la città di Torino per aver aderito, con grande spirito di vicinanza e solidarietà, alla nostra campagna di sensibilizzazione. Desideriamo essere forza propulsiva per coloro che, tra esperti e Istituzioni, hanno la possibilità e la responsabilità di mettere in atto azioni concrete di tutela e miglioramento della qualità della vita dei malati“.

Roma, 23 maggio – La città di Torino aderisce alla campagna ESEO Italia 2026 illuminando di magenta la Mole Antonelliana per celebrare il mese delle patologie eosinofile e le due giornate dedicate per la campagna: il 18 maggio Giornata Mondiale per le Patologie Eosinofile e il 22 maggio Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila (World Eosinophilic Esophagitis – EoE – Day).

L’iniziativa promossa da ESEO Italia (Associazione di famiglie contro l’esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile), è replicata in tutte le Regioni d’Italia, con decine di luoghi simboli del Paese illuminate di magenta. L’obiettivo è promuovere una corretta educazione sanitaria attraverso attività e progetti mirati a garantire con la sensibilizzazione una riduzione del ritardo diagnostico per i pazienti con patologie gastrointestinali eosinofile, orientarli nei percorsi di cura, creare network con interlocutori nazionali ed internazionali che a vario titolo possono favorire azioni a sostegno dei pazienti, per migliorare la qualità delle cure, la salvaguardia dei diritti ed in generale la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Monumenti illuminati ma anche una fitta campagna di sensibilizzazione fatta di eventi e di consulenze gratuite in tanti centri distribuiti su tutto il territorio, pronti a visitare pazienti che presentano una sintomatologia sospetta. Locandine affisse negli ambulatori dei centri diagnostici più significativi del Paese.

Ringrazio a nome di tutti i pazienti la città di Torino per aver aderito, con grande spirito di vicinanza e solidarietà, alla nostra campagna di sensibilizzazione“, ha affermato Roberta Giodice, presidente dell’Associazione ESEO Italia. “I nostri pazienti spesso arrivano alla diagnosi dopo una lunga odissea di peregrinazioni che costano fisicamente, emotivamente ed economicamente. Desideriamo essere forza propulsiva per coloro che, tra esperti e Istituzioni, hanno la possibilità e la responsabilità di mettere in atto azioni concrete di tutela e miglioramento della qualità della vita dei malati. La condivisione tra noi famiglie, il confronto, lo scambio di esperienze e la collaborazione con le altre associazioni internazionali di pazienti sono una ricchezza che vogliamo alimentare poiché siamo consapevoli dei benefici che da queste alleanze possono avere origine“, ha concluso Giodice.

Epidemiologia. La EGE ha una prevalenza stimata di 1-5:100.000 e appartiene al gruppo dei disordini gastrointestinali associati agli eosinofili, colpisce tutte le età, con età media tra i 30 e i 50 anni, con lieve preponderanza nei maschi. La più alta prevalenza sembra essere registrata in Nord-America, in Svezia ed in Australia con un dato di incidenza di circa 5-7/100.000 abitanti ed un dato di prevalenza di 50-60/100.000 abitanti. In Europa i principali dati derivano dalla Svizzera con una stima di prevalenza di circa 23/100.000 abitanti.

Per quanto riguarda l’EoE, nel 2022 si è stimata una prevalenza di 142,5 casi su 100.000 persone. Ad aggravare la situazione il ritardo diagnostico, che spesso oscilla tra i 3 e i 10 anni. Inoltre, si stima che il rapporto maschi/femmine sia 3/1 anche se al momento questo dato non presenta delle spiegazioni dal punto di vista fisiopatologico. Gli americani bianchi sembrano più colpiti (58%) rispetto agli Afro-Americani (34%) e ad altre etnie (8%).

ESEO Italia. L’associazione di pazienti ESEO Italia è nata nel 2017 e persegue finalità di informazione, sensibilizzazione, assistenza sociale e sociosanitaria, ricerca e promozione scientifica in relazione all’Esofagite Eosinofila e alle patologie gastrointestinali eosinofile. L’Associazione ha creduto nel valore e nella possibilità di cooperare a sostegno dei malati per poter migliorare la loro qualità di vita e con il suo impegno ha tessuto network con stakeholder nazionali ed internazionali che, a vario titolo, potessero contribuire a migliorare le condizioni dei pazienti.

 

Cristina Prandi, da AIDDA il Premio Donna d’eccellenza 

C’è chi apre porte. E chi, semplicemente, cambia la stanza. È con questo spirito che Cristina Prandi, la Magnifica Rettrice dell’Università di Torino, ha ricevuto il Premio AIDDA Donna d’eccellenza Piemonte e Valle d’Aosta, assegnato da AIDDA – Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti d’Impresa – alle donne che, con il proprio lavoro e la propria visione, stanno contribuendo a trasformare il Paese.
Dal 1° ottobre 2025 Cristina Prandi guida l’Università degli Studi di Torino: è la prima donna chimica nella storia secolare dell’Ateneo a ricoprire il ruolo di Rettrice. Un traguardo simbolico, ma soprattutto concreto, costruito attraverso ricerca, competenza, visione internazionale e una forte attenzione ai temi dell’innovazione e della sostenibilità.
Professoressa ordinaria di Chimica Organica, nel corso della sua carriera ha coordinato progetti strategici e ricoperto incarichi istituzionali di primo piano, distinguendosi per un approccio capace di mettere in relazione università, impresa e società.
Ma è soprattutto il modello di leadership che rappresenta ad aver reso Cristina Prandi una figura di riferimento per molte giovani donne: una leadership inclusiva, autorevole e collaborativa, che punta sulla costruzione di opportunità e sulla valorizzazione del talento.
Questa la motivazione del riconoscimento consegnato durante la Festa della Fondazione AIDDA, nella quale si celebrano i 65 anni di vita della più longeva associazione imprenditoriale femminile italiana, alla presenza della neoeletta Presidente nazionale Edy Dalla Vecchia: “Il suo percorso testimonia la forza di una leadership femminile fondata su merito, visione e determinazione, capace di aprire strade, generare opportunità e ispirare le nuove generazioni. Per questo AIDDA la premia come esempio alto e concreto del contributo che le donne possono offrire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese.”
Vogliamo contribuire a un cambiamento culturale vero, che vada oltre il concetto di semplice parità di genere“, spiega Valeria PaniniPresidente di AIDDA Piemonte e Valle d’Aosta. “Crediamo in una leadership femminile capace di dialogare, collaborare e costruire insieme a quella maschile nuovi modelli di sviluppo. Le imprenditrici sentono profondamente questa responsabilità e oggi più che mai abbiamo bisogno di alleanze, visione e coraggio per trasformare il sistema economico e sociale.”
Panini sottolinea inoltre il ruolo sempre più attivo della Delegazione regionale, presente in tutte le province piemontesi, nel sostenere la crescita professionale di imprenditrici, manager e professioniste: “Guidare un’impresa oggi significa avere un impatto non solo economico, ma anche culturale e sociale. Per questo vogliamo accompagnare le donne a riconoscere pienamente il valore e la responsabilità del proprio ruolo.”
Con il riconoscimento Donna d’eccellenza AIDDA celebra non solo un percorso individuale di grande prestigio, ma anche un’idea di futuro in cui competenze scientifiche, inclusione, responsabilità e leadership femminile possano diventare motore concreto di cambiamento. Così commenta la professoressa Crisitina Prandi: L’Università di Torino riconosce nella missione di AIDDA qualcosa di profondamente condiviso: che la presenza femminile nei luoghi della ricerca, della decisione e della responsabilità sia una componente strutturale della capacità di un Paese di innovare e crescere. È una convinzione che cerchiamo di tradurre ogni giorno in scelte concrete: nei percorsi che offriamo alle nostre studentesse e ai nostri studenti e nella cultura istituzionale che vogliamo costruire. Ricevere questo riconoscimento da un’associazione con una storia così radicata in questa città, e in tutto il territorio nazionale, è per me un motivo di orgoglio, ma soprattutto un ulteriore stimolo in questa direzione.”

“Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice”

La Fondazione Zegna presenta da domenica 24 maggio al 22 novembre prossimo la mostra “Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice”, un progetto di Chiara Camoni concepito per gli spazi di Casa Zegna e curato da Ilaria Bonacossa. A poche settimane dell’inaugurazione della 61esima Biennale di Venezia, dove l’artista rappresenta l’Italia con il progetto “Con te, con tutto”, e di cui Zegna è main sponsor, la mostra nasce da una relazione costruita nel tempo tra la ricerca di Camoni, il paesaggio di Oasi Zegna e la memoria materiale del luogo.

Pensata in connessione con il territorio dell’Oasi, “Luccicanza” si sviluppa come un paesaggio abitabile, in cui scultura, tessitura, ceramica e materia naturale intrecciano le forme del vivente e diventano memoria e trasformazione. Terre, minerali, fibre vegetali e filati provenienti dall’Oasi entrano direttamente nelle opere come elementi attivi, generando un dialogo tra pratica artistica, paesaggio e cultura materiale. La mostra si inserisce nella visione culturale promossa da Fondazione Zegna e da Zegna Art, la struttura che riunisce le iniziative artistiche di Zegna, fondato sull’idea che arte, manifattura e territorio possano essere pensati come parte di una stessa trama culturale e sensibile. Questa mostra di Chiara Camoni, in programma dal 24 maggio a domenica 22 novembre, presso Casa Zegna, dimostra come per la Fondazione Zegna l’arte sia diventata un dispositivo di trasformazione lenta, un modo per osservare la materia, ascoltare i materiali e riconoscere le relazioni che uniscono corpi, paesaggi e storie.

Chiara Camoni è un’artista nata a Piacenza nel 1974 che vive e lavora in un piccolo borgo tra le Alpi Apuane. La sua pratica comprende il disegno, la stampa vegetale,  il video e soprattutto la scultura, con particolare attenzione alla ceramica. I suoi lavori sono spesso frutto di collaborazione con gruppi informali e spontanei, di workshop e seminari più istituzionali.

Info: la mostra è aperta tutte le domeniche dalle 11 alle 17, presso Casa Zegna, in via Marconi 23, Trivero Valdilana, Biella – 015 7591463 – casazegna@fomdazionezegna.org

Mara Martellotta

City Vision a Torino: la città intelligente passa da dati e IA

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Torino capitale delle smart city, almeno per un giorno. Si è tenuta ieri, nella cornice di Palazzo Madama, la quinta tappa del roadshow 2026 di City Vision, la community delle smart city italiane. Al centro dell’appuntamento, il tema “AI e dati per il governo della città”, con un confronto tra amministratori locali, istituzioni, aziende e protagonisti dell’innovazione sulle tecnologie che stanno trasformando la gestione urbana. L’incontro ha messo in luce il ruolo sempre più strategico dell’intelligenza artificiale e dei dati nel supportare le decisioni pubbliche e migliorare l’efficienza dei servizi. Dalla pianificazione urbana alla mobilità, dalla sicurezza alla gestione delle emergenze, fino al coordinamento dei servizi sul territorio: il tavolo di lavoro ha approfondito come le città possano diventare più intelligenti, integrate e capaci di rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei cittadini.

«Una buona governance pubblica dei dati nasce quando il dato non viene trattato dall’amministrazione come una proprietà, ma come una responsabilità. I dati e il loro utilizzo non devono più essere considerati una questione soltanto tecnica: sono uno strumento concreto per costruire una visione politica e migliorare la qualità dei servizi. Per questo è fondamentale spiegare con chiarezza a cittadine e cittadini perché un dato viene raccolto, come viene usato, quale beneficio produce e in che modo contribuisce al miglioramento della loro vita», ha dichiarato Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision.

A rappresentare l’amministrazione comunale di Torino è stato l’Assessore alla Legalità, sicurezza e cybersecurity Marco Porcedda, che ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato all’innovazione urbana: «Per una città come Torino, investire su dati e intelligenza artificiale significa rafforzare la capacità di governare i processi, prevenire i rischi, migliorare la sicurezza e rendere i servizi più efficienti e prossimi a chiunque viva la città. Il confronto con altre amministrazioni e con il mondo dell’innovazione è fondamentale per tradurre queste tecnologie in soluzioni concrete», ha commentato Porcedda.

A discuterne sono stati, tra gli altri, Antonello Angeleri, Segretario generale ANFOV; Luca Bonura, Direzione Operations 5T; Roberto Cavaliere, Subject Matter Expert AI & Mobility Solutions – NOI Techpark Alto Adige; Mauro Di Giamberardino, Head of Smart City – Gruppo Maggioli; Gabriele Francescotto, CEO & Founder, OpenCity Labs; Isabella Luzzi, Director BD, Mastercard Services; Luca Mancino, Innovation Manager, Cluster Smart Communities Tech; Stefano Moro, Dirigente Divisione Sistemi Informativi della Città di Torino; Riccardo Passantino, Responsabile Affari Istituzionali Area Nord-Ovest nella Direzione Relazioni Esterne – Open Fiber; Michele Vitale, Head of Smart Solutions — INWIT S.p.A.

Numerosi amministratori locali hanno portato esperienze e progettualità dai propri territori. Hanno partecipato al confronto, tra gli altri, Elisabetta Franzoni, Assessore ad Ambiente, Mobilità e Smart City del Comune di Novara; Edoardo Maiolatesi, Assessore all’Innovazione tecnologica del Comune di Biella; Luigi Carignano, Assessore all’Innovazione e digitalizzazione del Comune di Pinerolo; Luca Tonino, Assessore alla Pianificazione, Innovazione e Transizione ecologica del Comune di Aosta; la Sindaca di San Mauro Torinese Giulia Guazzora; il Vicepresidente Anci Piemonte Michele Pianetta; la Consigliera regionale del Piemonte Vittoria Nallo e il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte Claudia Porchietto.

City Vision

City Vision Torino è la quinta tappa del Roadshow 2026, il percorso che attraversa l’Italia per mettere in dialogo istituzioni, imprese e innovatori sui grandi temi della trasformazione urbana. Dopo le tappe di Andria, Benevento, Roma e Piacenza, il roadshow proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo nuove città italiane. City Vision è una community di oltre 7000 rappresentanti della pubblica amministrazione, del mondo delle imprese, della ricerca e dell’innovazione, con un obiettivo comune: raccontare e accompagnare la trasformazione smart delle città e dei borghi italiani. Gli Stati generali delle città intelligenti rappresentano l’appuntamento cardine della community e si tengono ogni anno a Padova, riunendo amministratori e partner da tutta Italia. In quell’occasione viene presentato il City Vision Score, la classifica che misura il livello di “intelligenza” dei 7.896 Comuni italiani, insieme al Premio Buone pratiche dedicato ai progetti più innovativi sviluppati da enti locali e imprese.

Evento realizzato in collaborazione con Anfov e Cinque T, Città di Torino e Palazzo Madama. City Vision è un progetto di Blum, in collaborazione con A2A. I partner di City Vision sono INWIT, Mastercard, Deda NEXT, Open Fiber, Open Innovation Hub – NOI Techpark, PNO Innovation, Reply, CNR. I community partner sono ANFoV, Assintel, Data Valley, Entopan, Lentepubblica.it, Milano Smart City Alliance, NAStartUp, PA Social, Rete dei Comuni Sostenibili, Se Sei Sindaco, Smart Communities Tech. Con la partecipazione di Promozione Società Benefit Ministero delle Imprese del Made in Italy. City Vision ha il patrocinio di Anci.

TorinoClick

 

“Animalizzazione” nel cpr, la sentenza sul caso Moussa Balde

Suicida nel Cpr di Torino per avere subito un “processo di animalizzazione” e di “deumanizzazione”. Cosi la sentenza del tribunale di Torino sul caso di Moussa Balde, il giovane della Guinea che si era tolto la vita nel maggio 2021. All’allora direttrice del carcere e’ stato comminato un anno di reclusione.

Christian Mandura, lo chef torinese che continua a reinventarsi

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Nel mondo della ristorazione torinese il suo nome gira da anni, ma Christian Mandura non è mai stato uno chef da riflettori facili. Poche interviste, molta cucina e una continua voglia di cambiare pelle senza perdere identità. È proprio questo che negli anni lo ha reso uno dei volti più interessanti dell’alta cucina sotto la Mole.

Il suo percorso è stato tutto tranne che lineare. Mandura ha sempre cercato progetti capaci di rompere gli schemi, mettendo al centro l’esperienza del cliente prima ancora del semplice piatto. Una cucina precisa, moderna, costruita sul dettaglio e sulla tecnica, ma senza quella rigidità che spesso allontana le persone dall’alta ristorazione.

Chi lo conosce racconta di uno chef esigente soprattutto con se stesso, uno di quelli che passano ore su una preparazione pur di trovare il giusto equilibrio. E forse è proprio questa ricerca continua ad averlo portato, negli anni, a cambiare spesso direzione senza mai perdere credibilità.

L’esperienza di Unforgettable e la stella Michelin

Il grande salto arriva con Unforgettable, il locale che per molti ha cambiato il modo di vivere il fine dining a Torino. Un ristorante diverso da tutto quello che la città aveva visto fino a quel momento: pochi posti, cucina a vista e un rapporto diretto tra chef e ospite.

Lì Mandura riesce a costruire un’esperienza più vicina a uno spettacolo che a una cena tradizionale. Ogni dettaglio viene studiato, dal ritmo del servizio alla composizione dei piatti. Un progetto coraggioso che nel tempo porta anche al riconoscimento della stella Michelin e attira clienti da tutta Italia.

Ma più che la stella, a colpire era l’idea dietro il locale: una cucina contemporanea, libera, capace di sorprendere senza risultare forzata.

Maison Capriccioli e il ritorno all’eleganza classica

Dopo l’esperienza di Unforgettable, Mandura sceglie di cambiare ancora. Con Maison Capriccioli il suo stile si sposta verso qualcosa di più essenziale ed elegante, quasi un ritorno alla grande cucina di mare reinterpretata in chiave moderna.

Un ambiente raffinato, servizio curato e piatti dove il pesce diventa protagonista assoluto. In cucina resta la sua precisione, ma con toni più maturi e meno provocatori rispetto al passato.

Chi ha seguito il suo percorso ha visto in questo passaggio la voglia di dimostrare che uno chef contemporaneo può muoversi tra mondi diversi senza snaturarsi.

Oggi la sfida giapponese da AKOYA Torino

Il capitolo attuale della sua carriera parla giapponese. Oggi Christian Mandura guida AKOYA Torino, un progetto esclusivo con appena dieci coperti dove la cucina nipponica viene interpretata con rigore, tecnica e grande attenzione al prodotto.

Qui non si entra per una semplice cena, ma per vivere un’esperienza pensata nei minimi dettagli. Il cliente si siede davanti allo chef e si affida completamente al percorso creato durante il servizio. Gesti precisi, silenzi, tempi lenti e una cura quasi maniacale per ogni preparazione.

AKOYA rappresenta probabilmente il lato più maturo della cucina di Mandura: meno effetti speciali, più sostanza. Una cucina pulita, elegante e costruita sull’equilibrio, dove l’influenza giapponese incontra la sensibilità italiana senza eccessi.

In una città sempre più attenta alla gastronomia di alto livello, Christian Mandura continua così a fare quello che gli riesce meglio: sorprendere senza mai smettere di evolversi.

NOEMI GARIANO

Imprese torinesi, fiducia stabile nonostante le tensioni globali

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LE TENSIONI INTERNAZIONALI NON SCALFISCONO LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

A marzo 2026 il clima di fiducia delle imprese resta sostanzialmente stabile. Per settembre si prevede un lieve miglioramento dell’attività economica, dei ricavi e dell’occupazione.

Torino, 21 maggio 2026 – Il sistema del terziario torinese affronta la seconda parte del 2026 con prudenza, ma senza perdere fiducia. Le imprese mostrano una buona capacità di tenuta: l’occupazione rimane stabile, i ricavi lasciano intravedere segnali di recupero e le aspettative per i prossimi mesi sono moderatamente positive. Restano però evidenti alcuni fattori strutturali che limitano la competitività del comparto, in particolare l’eccesso di burocrazia e il fenomeno del dumping contrattuale.

È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Congiunturale di Ascom Confcommercio Torino e provincia, realizzato in collaborazione con Format Research e con il sostegno della Camera di commercio di Torino, attraverso un’indagine condotta su 800 imprese attive nei settori commercio, turismo e servizi.

Oggi il terziario torinese conta 109 mila imprese attive, pari al 75,3% del totale delle attività extra-agricole del territorio, e impiega circa 395 mila addetti, equivalenti al 58% dell’occupazione locale. Numeri che confermano il peso strategico del comparto per l’economia del territorio.

Attività economica stabile, ma le aspettative migliorano

L’indice di fiducia sull’economia italiana si attesta a quota 29 nel marzo 2026, sostanzialmente in linea con i semestri precedenti, mentre per settembre è prevista una crescita a 31. Anche le imprese torinesi si muovono sullo stesso trend nazionale, mantenendo un atteggiamento improntato alla cautela, ma non al pessimismo.

«Guerre, instabilità geopolitica, mercati in fibrillazione: il contesto internazionale non potrebbe essere più difficile – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa -. Eppure, i dati ci dicono che le imprese torinesi non si sono fatte intimorire. La fiducia è stabile, le prospettive migliorano, seppur lievemente. Questo è il segno di un sistema imprenditoriale forte e coraggioso, che si concentra sulla realtà del proprio lavoro quotidiano. Una resilienza che merita rispetto e politiche commerciali all’altezza».

Nel marzo 2026 il 65% delle aziende intervistate valuta l’andamento della propria attività “uguale” o “migliore” rispetto ai sei mesi precedenti. Le prospettive per settembre indicano inoltre un miglioramento dell’indice, che dovrebbe salire a 42 rispetto al 39 registrato a marzo. A trainare la crescita sono soprattutto il comparto della ricezione turistica (indice 56), la ristorazione (52) e i servizi alle imprese (45).

I ricavi si mantengono complessivamente stabili, con un indice pari a 40 nel mese di marzo, ma le previsioni per settembre indicano un incremento fino a quota 44, segnale incoraggiante in un contesto economico ancora caratterizzato da forte incertezza.

Occupazione stabile e maggiore equilibrio finanziario

Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di solidità: l’82% delle imprese prevede infatti livelli occupazionali “uguali” o “superiori” rispetto al semestre precedente. L’indice si attesta a 46, con una previsione di crescita a 48 entro settembre 2026.

Migliora anche la percezione della liquidità aziendale. La quota di imprese che giudica positiva la propria situazione finanziaria passa dall’11% di settembre 2025 al 15% di marzo 2026. L’indice raggiunge quota 43, superiore alla media nazionale ferma a 40, evidenziando una capacità di tenuta finanziaria del tessuto imprenditoriale torinese più forte rispetto ad altre aree del Paese.

Credito: più accessibile, ma permane prudenza

Sul fronte del credito, aumenta la percentuale di imprese che ottiene integralmente il finanziamento richiesto: si arriva al 60%, in crescita rispetto al semestre precedente. La domanda di credito resta stabile e interessa il 17% delle imprese.

Le richieste sono motivate principalmente da esigenze di liquidità e gestione della cassa (58%), mentre cresce leggermente la quota di aziende che ricorre al credito per investimenti, passata dal 29% di settembre 2025 al 30%. Resta invece prudente il giudizio sul costo dei finanziamenti, il cui indice si attesta a 38, in linea con il dato nazionale. Migliorano invece le valutazioni relative alle garanzie richieste dagli istituti di credito.

Dumping contrattuale, un fenomeno che pesa sulla concorrenza

L’indagine evidenzia inoltre come il dumping contrattuale rappresenti un tema ancora poco conosciuto da una parte significativa delle imprese: il 40% dichiara infatti di non avere familiarità con il fenomeno. Tra chi lo conosce, però, prevale la convinzione che si tratti di una criticità urgente da affrontare. Il 51,2% delle imprese segnala infatti di aver percepito irregolarità contrattuali nel mercato.

«Il dumping contrattuale impatta sia sulle imprese sia sui lavoratori, che hanno trattamenti economici molto differenti – spiega il direttore di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Carlo Alberto Carpignano -. Le aziende sentono come un problema molto forte la concorrenza sleale dei contratti pirati. Dall’indagine emerge chiaramente come i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative come Confcommercio, regolino non solo la retribuzione, ma anche un pacchetto di welfare contrattuale, come sanità integrativa e previdenza complementare, bonus e formazione gratuita, che soprattutto i giovani oggi chiedono nei loro colloqui di lavoro».

Le forme più diffuse di dumping riguardano le retribuzioni e i livelli salariali (50%), la gestione di orari e straordinari (37,3%) e gli inquadramenti contrattuali (33,4%). L’impatto sulla concorrenza viene considerato significativo dal 31,7% delle imprese, con percentuali ancora più elevate nel comparto turistico, dove si raggiunge il 52,5%.

Diviso invece il giudizio sull’efficacia dei controlli: il 50,2% delle imprese li considera almeno in parte efficaci, mentre il 49,8% li ritiene insufficienti o del tutto inefficaci.

Per contrastare il fenomeno, le imprese indicano come misura prioritaria l’introduzione di incentivi per chi applica correttamente i contratti collettivi, soluzione indicata dal 56,9% degli intervistati. Seguono il rafforzamento dei controlli ispettivi e delle sanzioni, entrambe indicate dal 25,5% delle imprese.

Il Decreto sul “Salario giusto” è conosciuto dal 70,3% delle aziende, anche se soltanto il 14,9% dichiara di possedere informazioni approfondite sul provvedimento. Gli effetti attesi vengono ancora percepiti come limitati: il 38,3% delle imprese non prevede infatti cambiamenti significativi nel breve periodo.

Grande ritorno di Flor al Parco del Valentino

 

A ingresso libero e gratuito, da venerdì 22 a domenica 24 maggio

Organizzata da Orticola del Piemonte, l’edizione 2026 di FLOR avrà  quale fil rouge il tema “Aquarium”. E, come da tradizione, a chiudere il Festival del Verde, sarà  proprio FLOR, la mostra florovivaistica più  amata del Piemonte, in programma al Parco del Valentino da venerdì  22 a domenica 24 maggio, dalle 9.30 alle 19 tutti i giorni, mentre l’area food sarà aperta fino a tarda sera.
Si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini per FLOR in quanto il Parco del Valentino, uno dei primi parchi pubblici in Italia, fu teatro della prima storica edizione della mostra florovivaistica nel 1961, in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’Unità d’Italia. La manifestazione è tornata al Valentino nel 2009 per diventare, anno dopo anno, uno degli appuntamenti florovivaistici più importanti a livello nazionale. La grande novità di quest’anno sarà  la gratuità dell’ingresso.

“FLOR è  la prima storica manifestazione che abbiamo organizzato e quella alla quale siamo più legati – ha spiegato  il presidente di Orticola del Piemonte Giustino Ballato – Negli anni siamo passati dal Valentino a via Carlo Alberto, da piazza San Carlo ai Giardini Reali, per fare ritorno al parco del Valentino.  In ognuno di questi magnifici luoghi FLOR ha mantenuto inalterata la propria filosofia, quella di mettere in mostra il meglio che la natura può offrirci e, allo stesso tempo, diffondere una cultura del verde, proponendo un’alternativa di pianeta in cui l’uomo e la natura possano vivere in armonia. Per questa edizione abbiamo deciso di lasciare l’ingresso libero e gratuito perché vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi anni ci hanno seguito e sostenuto con il loro entusiasmo”.
Il cuore centrale di FLOR sarà  la mostra mercato di fiori e piante, con la presenza di oltre cento tra florovivaisti, artigiani e agricoltori provenienti da tutta Italia.
Tra i banchi del Parco del Valentino sarà possibile trovare molte proposte di alta qualità per abbellire il proprio giardino, balcone, terrazzo, appartamento, dalle rose alle piante aromatiche o officinali, dagli agrumi alle orchidee, dalle cactacee alle succulente. Accanto ai vivai saranno presenti artigiani con i loro prodotti tipici, quali gioielli in vetro e argento, decorazioni in metallo riciclato per il giardino, ceramiche, oggettistica in legno fino ai prodotti per la cosmetica naturale.  I produttori agricoli proporranno tipicità alimentari come taralli e nocciole, marmellate e miele, distillati e erbe aromatiche.
Tema centrale di questa edizione è  “Aquarium” , un richiamo diretto alle mostre oceanografiche che il Parco del Valentino ha ospitato sia nel 1884 per l’Esposizione generale Italiana sia nel 1911 per l’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro. In occasione di FLOR sarà  a prezzo ridotto l’ingresso all’Orto Botanico dell’Università di Torino.
L’Associazione Italia ’61 sarà  parte attiva della manifestazione organizzando una mostra fotografica in grado di far rivivere la celebre Esposizione Internazionale del Lavoro ospitata da Torino e dal Parco del Valentino nel 1961, per celebrare i 100 anni dell’Unità d’Italia e quando si tenne la prima edizione di FLOR.
“Il grande fiume racconta”, a cura dell’artista Ludovica Paschetta, è il titolo della mostra interattiva  ospitata da FLOR, comprendente un insieme di acquerelli capaci di indagare il rapporto tra memoria, paesaggio e identità dei luoghi, per dare voce al paesaggio fluviale come spazio vivo, capace di custodire storie, trasformazioni e biodiversità.
L’acqua sarà  anche protagonista dell’appuntamento in programma venerdì 22 febbraio a partire dalle ore 18 presso Maxela Chalet , in viale Virgilio 25 dal titolo “Ghiaccio. La forma invisibile dell’acqua tra crisi climatica e cultura del gusto”, un evento a ingresso a pagamento a 15 euro.
Presso FLOR sarà  presente anche la Fattoria Sociale Paideia che, nel proprio stand, proporrà attività e laboratori riservati ai più  piccoli, offrendo a tutti la possibilità di conoscere meglio il progetto sociale e i prodotti realizzato dalla Fattoria.
Sarà  possibile compiere un percorso multisensoriale alla scoperta dei profumi della natura, tra cui il profumo d’ambiente agrumato “Riflessi di loggia” presso lo stand di Tarantello, vivaista specializzato in agrumi, dove sarà  presente la profumeria artigianale Via Stampatori Parfum.

Mara Martellotta

“Snodi Culturali”: Tibaldi presenta il suo libro a quattro mani con Carlin Petrini

A Guarene (Cuneo), evento finale della rassegna. 

Martedì 26 maggio, ore 18

Guarene (Cuneo)

Evento conclusivo. Non privo di dolenti memorie. Che certamente non mancherà di farsi affettuosa trama di indelebili ricordi e profonde gratitudini. Perché Lui, la Sua anima, la Sua voce saranno lì, in mezzo al pubblico e alle sue tante voci, come vento di speranza e di quell’infinito amore, che nel tempo l’hanno accompagnato a fare grande, sempre di più, la Sua amata Langa. Destino!

Proprio a pochi giorni, infatti, dalla scomparsa (giovedì 21 maggio scorso, a 76 anni) nella sua Bra dell’indimenticato Carlin Petrini“filosofo del cibo buono, pulito e giusto” – fondatore di “Slow Food”“Terra Madre – Salone del Gusto” e di quella meraviglia (2004) che è a Pollenzo l’“Università di Scienze Gastronomiche”, primo Ateneo al mondo dedicato al cibo nella sua globalità – si terrà l’ultimo appuntamento (che lo vedeva coinvolto) di “Snodi Culturali”, il ciclo degli 11 incontri gratuiti, tenuti, dal 16 aprile scorso al prossimo 26 maggio (a Guarene, Neviglie e Pieia) sotto la direzione creativa della “Fondazione Cesare Pavese”, con il coordinamento e la “moderazione” di Pierluigi Vaccaneo.

Ultimo appuntamento in programma a Guarene (Cuneo), martedì 26 maggio (ore 18), presso “Palazzo Re Rebaudengo”, protagonista l’albese Paolo Tibaldi (attore, regista e scrittore, “Premio Davide Lajolo 2020” per l’impegno nella valorizzazione della cultura locale attraverso il linguaggio teatrale) che, in quell’occasione racconterà, di “Vite di Langhe e Roero. Storie e vite che hanno dato forma a una delle terre più affascinanti d’Italia”, ultimo libro (“Slow Food editore”, 2025) scritto a quattro mani – e a due grandi cuori – proprio insieme a  Carlin Petrini. Un viaggio nelle Langhe e nel Roero attraverso le storie, i volti e le trasformazioni che hanno segnato gli ultimi due secoli, il libro intende guidare il pubblico dentro una “geografia umana” fatta di lavoro, comunità e cambiamenti profondi. “Dalla civiltà contadina – si sottolinea – alle sfide contemporanee, dai pionieri del vermouth e dei vini piemontesi ai contadini che hanno saputo via via leggere la terra con umiltà ed ingegno, si tratta di un racconto che intreccia memoria e futuro, invitando a riscoprire il valore delle radici come responsabilità condivisa. Un’occasione per guardare ai territori con uno sguardo nuovo, consapevole e generativo”.  Pur rendendo il totale, dovuto omaggio alla tradizione. E, in proposito, Carlin citava in prefazione Gustav Mahler“Tradizione è custodire un fuoco – diceva il grande compositore e direttore d’orchestra austriaco – non adorare la cenere”.

E ancora, Carlin: “Questo libro è un gesto di gratitudine verso chi ci ha regalato memorie, immagini, silenzi. Ma è anche, e forse soprattutto, un atto di responsabilità verso una generazione di giovani che merita di conoscere le radici delle loro stesse vite”. Quanto ci mancheranno questi insegnamenti! Quanto ci mancherà Carlin Petrini! La sua assenza (e il sapere che sarà “assenza senza fine”), nell’incontro del prossimo martedì a Guarene, sarà un grosso macigno, grosso e pesante sul cuore e sui ricordi di tutti presenti.

In un’occasione che vorrà sottolineare il valore conclusivo di un Progetto, quale “Snodi”, sicuramente a lui caro e che ha fortemente contribuito ad offrire una notevole imprinting socio-culturale all’intero “Suo” territorio. Sottolinea, in proposito, il sindaco di Guarene, Simone Manzone“ ‘SNODI’ è stato un progetto importante per Guarene, Neviglie e Piea, non solo per le attività realizzate, ma per il metodo che ha saputo costruire: mettere insieme istituzioni, partner culturali, artisti, professionisti, cittadini e comunità locali attorno a un’idea condivisa di territorio. L’appuntamento del 26 maggio rappresenta un momento particolarmente significativo, perché ci permette di chiudere il ciclo di ‘Snodi Culturali’ ringraziando tutte le persone che, dal 2022 a oggi, hanno contribuito alla crescita e alla buona riuscita del progetto. Dopo questa data ‘SNODI’ ci regalerà ancora qualche piccola sorpresa artistica nei tre Comuni coinvolti, ma il 26 maggio sarà soprattutto l’occasione per ritrovarci, fare memoria del percorso compiuto e riconoscere il valore delle relazioni, delle idee e delle energie che questo progetto ha saputo attivare”.

In un filone di grande impegno costruttivo per dare concretezza alle infinite, radicate potenzialità di un territorio, quale quello di Langhe – Roero, che di certo l’“immenso” Carlin ebbe ad apprezzare e a condividere.

Per infowww.progettosnodi.it

Gianni Milani

Nelle foto: Guarene “Palazzo Re Rebaudengo”, Paolo Tibaldi e Carlin Petrini