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Soluzioni per la messa in sicurezza della Strada Provinciale 6

Martedì 14 luglio nella sede della Città metropolitana di Torino i tecnici incaricati dal Dipartimento Viabilità e Trasporti hanno presentato agli amministratori locali dei Comuni interessati il Documento di Fattibilità delle alternative progettuali per la messa in sicurezza della Strada Provinciale 6 tra il km 11+720 e il km 23+490. Lo studio, reso possibile da una convenzione con la Regione Piemonte per il finanziamento degli incarichi professionali assegnati dalla Città metropolitana, aveva lo scopo di individuare la soluzione progettuale ottimale per incrementare la sicurezza, basando la valutazione delle priorità sull’analisi dello stato attuale e della classificazione dell’arteria e dei dati sui volumi di traffico e sull’incidentalità. I Comuni maggiormente interessati agli interventi che dovranno essere previsti nella successiva fase progettuale sono quello di Orbassano e quello di Piossasco, interessati rispettivamente dal 41,7% e dal 40,8% dello sviluppo della Provinciale 6 nel tratto oggetto di studio. Insiste sul territorio di Rivalta di Torino il 14,5% del tracciato, mentre Volvera e Beinasco rappresentano rispettivamente il 2,6 e lo 0,5%.

Il Documento di Fattibilità riconosce il carattere strategico della Provinciale 6 per il convogliamento del traffico dell’utenza pendolare proveniente dai 5 Comuni interessati verso Torino e verso la Tangenziale e viceversa in uscita dal capoluogo. La programmazione urbanistica di area vasta, in particolare il PTC2, riconosce da anni la funzione della Sp 6 di raccordo tra diversi livelli del sistema viario. L’analisi dell’incidentalità ha identificato nei tamponamenti i sinistri che si verificano con la maggiore frequenzapoco meno del 30% del totale, mentre gli scontri fontali-laterali e quelli laterali rappresentano circa il 20% ciascuno del totale degli incidenti che si verificano nel tratto in questione. Prevalgono gli incidenti causati da variazioni improvvise della velocità e da manovre di svolta non corrette, oppure collegati alla presenza di intersezioniaccessi laterali ed attività commerciali.

La gestione degli accessi alla Provinciale 6 e il controllo della velocità sono considerati come azioni fondamentali per la riduzione dell’incidentalità. Il modello di previsione elaborato dai professionisti incaricati dalla Città metropolitana consente di stimare come e quanto le caratteristiche della strada potranno influire in futuro sul tasso di incidentalità. La soluzione che consente di abbassare il numero di incidenti a 0,6 per km per anno è quella  corrispondente alle categorie B e D, caratterizzate dalla separazione fisica delle carreggiate e dei flussi nelle due direzioni tramite spartitraffico centrale e barriere new jersey, almeno due corsie per senso di marciadivieto di svolta a sinistrariduzione delle intersezionicorsie di accelerazione e decelerazione per l’immissione e l’uscita dalla strada e, per la categoria B, l’eliminazione delle intersezioni a raso (siano esse rotatorie o incroci regolati da semafori), svincoli a livelli sfalsati e sovrappassi, la separazione della viabilità locale e degli accessi alle proprietà dal flusso principale. L’analisi multicriteri consente il raffronto tra il costo degli interventi, il danno sociale arrecato dagli incidenti nel caso di assenza di interventi, i volumi di traffico registrati, l’impatto ambientale attuale e la sua riduzione auspicabile e lo scostamento della velocità media dei veicoli attualmente rilevata dai limiti fissati per legge. Sono ovviamente ritenuti importanti il controllo della velocità e la rilevazione delle infrazioni ai semafori. A questo proposito, la Città metropolitana e il Comune di Orbassano hanno stipulato una convenzione per l’installazione di due autovelox, che saranno attivati nei prossimi mesi, al fine di ridurre la velocità di percorrenza e di promuovere una maggiore attenzione nella guida da parte degli utenti, in un tratto particolarmente interessato da incidenti e in due punti individuati specificamente nel Piano di Sicurezza della Città metropolitana per la riduzione dell’incidentalità.
È attualmente in corso la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica degli interventi sui 4,3 km del Tratto 5 della Provinciale 6, tra il km 19+052 e il km 23+445, nel territorio del Comune di Piossasco, individuato come prioritario nell’analisi multicriteri. Il progetto definirà le opere necessarie per migliorare la sicurezzaridurre i punti di conflitto tra i flussi di traffico e adeguare progressivamente la sezione stradale agli standard funzionali previsti.

Sullo sfondo rimane il tema del finanziamento degli interventi, che richiederà la concertazione e la collaborazione tra la Città metropolitana e i Comuni interessati per reperire le risorse regionali e nazionali necessarie.

Le “Primarie delle Idee” fanno tappa a Torino: l’area riformista si confronta su giovani, lavoro e formazione

Lunedì 20 luglio alle 18:00, presso l’NH Collection di Piazza Carlina, il settimo appuntamento del tour nazionale.

 

Una piattaforma aperta e supportata dall’Intelligenza Artificiale per riscrivere le priorità del centrosinistra con il coinvolgimento di cittadini, esperti e leader politici.  Arriva a Torino la settima tappa delle “Primarie delle Idee”, il percorso partecipativo e itinerante che sta attraversando l’Italia per raccogliere, discutere e votare le proposte che comporranno il programma elettorale dell’area riformista per il 2027. L’appuntamento si terrà lunedì 20 luglio alle ore 18:00 presso l’NH Collection di Piazza Carlina. La tappa torinese sarà interamente dedicata a un confronto concreto su tre pilastri cruciali per il futuro del Paese: giovani, lavoro e formazione. Il dibattito metterà attorno allo stesso tavolo i protagonisti del mondo dell’università, della formazione professionale, dell’impresa e del terzo settore. Il confronto, moderato da Livio Gigliuto (Istituto Piepoli), vedrà la partecipazione di: • Esponenti del mondo civile, accademico e produttivo: Francesco Profumo, Paola Zini (IED), Alberto Lazzaro (Coesa Energy), Irene Bongiovanni (Presidente Confcooperative Turismo), Eugenio Barone (ricercatore Unitre Roma), David Lembo (Università di Torino), Alessia Crivelli (Presidente Mani Intelligenti), Don Andrea (Chicco Cotto) e Caterina Corapi (Next Level). • Rappresentanti politici: Maria Elena Boschi, Raffaella Paita, Silvia Fregolent, Enrico Borghi, Marianna Madia, Benedetto Della Vedova, il sindaco di Parma Michele Guerra, Davide Faraone, Giorgio Gori e Vittoria Nallo.

Vittoria Nallo

Che cosa sono le “Primarie delle Idee”? Le Primarie delle Idee sono un processo democratico dal basso diviso in tre fasi: proponi, discuti, vota. Tutto attraverso la piattaforma digitale leprimariedelleidee.it facilitata da Aidea, un assistente virtuale basato su Intelligenza Artificiale che aiuta gli utenti a strutturare e rendere chiare le proprie proposte politiche.


Le idee pubblicate entrano in uno spazio pubblico diviso per temi e vengono scalate nel ranking in base alle adesioni, ai commenti e agli eventi. La selezione e il voto: Il percorso territoriale e digitale culminerà a metà settembre con la selezione delle 50 proposte finaliste (scelte tra il ranking della piattaforma e il Comitato di indirizzo). A ottobre si terrà la votazione finale. Le idee più votate diventeranno le priorità programmatiche ufficiali che l’area riformista proporrà a tutto il centrosinistra.

Giovane donna torinese muore precipitando in un dirupo

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E’ morta precipitando in un dirupo una torinese di 34 anni, Rita Assunta Montagna. Si era recata in gita nella zona del rifugio Jervis, in Val Pellice.

Verso la mezzanotte, il fidanzato e gli amici avevano chiamato i soccorsi non vedendola rientrare. Il soccorso alpino, la guardia di finanza e gli elicotteri dei vigili del fuoco e del 118 hanno iniziato le ricerche, fino a rintracciare il corpo senza vita grazie all’Imsi catcher, il dispositivo che trasmette segnali ai telefoni cellulari.

Nuove tensioni al cantiere Tav

 Altri momenti di tensione nella tarda serata di ieri a Traduerivi di Susa, nell’area dei lavori per la futura linea ferroviaria Torino-Lione. Intorno alle 22, una settantina di  attivisti  No Tav si sono avvicinati alle recinzioni a protezione del cantiere. Una ventina di manifestanti avrebbe quindi preso sassi e bastoni, colpendo per alcuni minuti le barriere di sicurezza. Poi alcuni attivisti avrebbero cercato di rimuovere i rotoli di filo spinato installati sulla sommità delle recinzioni. A quel punto le forze dell’ordine sono intervenute utilizzando gli idranti per allontanare i manifestanti.

Tav, imprenditore solidale con Giachino

Su Messenger un piccolo imprenditore della Val Susa mi ha scritto la Sua solidarietà.

Questa è la situazione democratica in Bassa Valle nel 2026 grazie alla sinistra che si dice figlia dei valori della Costituzione. Quando la Costituzione dice che l’unico organismo che rappresenta il popolo è il Parlamento. Parlamento che per due volte ha deliberato che la TAV , opera cofinanziata dalla Europa, è un’opera di interesse nazionale. Ovviamente ho tagliato il nome dell’imprenditore.

Mino GIACHINO

SITAV SILAVORO

Dodecarun, Perardi e Segor dominano a Sparone. Caresio e Chiabrera sempre al comando

 

Sparone (Torino), 19 luglio 2026 – Azzurro e atleta di casa. Stefano Perardi, tesserato per lo Sport Project VCO ma canavesano di Busano, non poteva mancare l’appuntamento con La Scalata di Sparone, decima prova del circuito Dodecarun. L’allievo di Walter Durbano, ex maratoneta azzurro e organizzatore della prova con la sua società, ha preso la testa fin dal primo metro e non l’ha più lasciata, salendo senza avversari per i tornanti che dal municipio di Sparone portano alla frazione di Frachiamo, coprendo in 23 minuti e 50” i circa 6 chilometri con un dislivello di 400 metri. Alle sue spalle, invece, è stata bagarre: Filippo Imperiale e Fabio Peruzzo – arrivati al traguardo con oltre tre minuti di distacco – hanno combattuto fino all’ultimo metro. Peruzzo, classe 1978, è stato superato solo all’ultimo metro dal più giovane rivale: alla fine il cronometro ha detto 26’59” per entrambi. Settimo in 28’ il leader di Dodecarun Giuliano Caresio. «È stata una gara impegnativa – ha commentato il vincitore – Avevo gareggiato da poco sulle Dolomiti e ho sentito le gambe pesanti, comunque una buona prova in vista del mio prossimo obiettivo: i campionati italiani di corsa in montagna a Susa, il prossimo 23 agosto».

Tra le donne, bella prova della valdostana dell’Atletica Brescia 1950 Laura Segor, settima assoluta al traguardo con un ottimo 27’52”. «Non mi aspettavo un tracciato così duro – ha detto – Ma il percorso era bellissimo: l’ideale per tirare su il cuore e stancare le gambe». Sugli altri gradini del podio la torinese della Sisport Sara Giulia Cavalieri (che ha ridotto il distacco da Nadia Chiabrera nella classifica di Dodecarun) e l’azzurra di corsa in montagna Chiara Giovando.

Soddisfatti la sindaca di Sparone Anna Bellino e Walter Durbano, presidente della Durbano Gas Energy che ha organizzato la manifestazione. «Sparone è una piccola comunità che oggi, grazie a questa gara, è cresciuta», ha detto la prima. «Un ottimo debutto – ha aggiunto Durbano – Mi auguro che il successo di questa sera porti più atleti al via della prossima edizione».

Il circuito Dodecarun prosegue la prossima settimana con due tappe: un 5000 in pista mercoledì 22 a Saint-Christophe (Aosta) e una prova su strada di 7 chilometri sabato 25 a Osasco (Torino).

Ordine d’arrivo. Uomini. 1. Stefano Perardi (Sport Proiect VCO) 23’50”; 2. Imperiale (Podistica Torino) 26’59”; 3. Peruzzo (Splendor) 26’59”; 4. Magnino (Gran Paradiso Valle Orco) 27’07”; 4. Raggino (Gran Paradiso Valle Orco) 27’45”; 5. Pescetto (Libertas Forno Sergio Benetti) 27’50”; 6. Caresio (Durbano Gas Energy Rivarolo) 28’00”; 7. Tapparo (Libertas Forno Sergio Benetti) 29’53”; 8. Laratore (Roata Chiusani) 29’53”; 10. Bono (Pod. Robbiese) 31’08”; Donne. 1. Laura Segor (Atletica Brescia 1950) 27’52”; 2. Cavalieri (Sisport Fiat) 30’36”; 3. Giovando (Pegarun) 31’00”; 4. Chiabrera (Brancaleone Asti) 32’49”; 5. Laino (Brancaleone Asti) 33’59”; 6. Di Salvo (Roata Chiusani) 38’19”; 7. Buffo (Libertas Forno Sergio Benetti) 39’46”; 8. Calboli (Durbano Gas Energy Rivarolo) 40’04”; 9. Rabbia (Brancaleone Asti) 40’13”; 10. Spadafora (Pont Saint Martin) 40’27”.

Queste le classifiche ufficiose del circuito Dodecarun dopo 10 tappe

Uomini. 1. Giuliano Caresio (Durbano Gas Energy Rivarolo) 466 punti; 2 Arnaudo (Cambiaso Risso Genova) 401; 3. Laratore (Roata Chiusani) 372; 4. Bono (Pod. Robbiese) 311; 6. Zamuner (Atl. Santhià) 195; 7. Roselli (Atl. Novese) 190; 7. Aimar (Atl. Pinerolo) 184; 8. Picollo (Maratoneti Genovesi) 143; 9. Martinotti (Run of Made) 142; 10. Castellino (Roata Chiusani) 141. Donne. 1. Nadia Chiabrera (Brancaleone) 407 punti; 2. Cavalieri (Sisport) 356; 3. Di Salvo (Roata Chiusani) 326; 4. Mocci (Bio Correndo Avis) 271; 5. Gagliardi (Atl. Saluzzo) 225; 6. Rabbia (Brancaleone) 278; 7. Laino (Brancaleone) 208; 8. Azeroual (Atl. Alessandria) 191; 9. Gaiola (Atl. Pinerolo) 177; 10. Sulis (Brancaleone) 168.

Rientra a casa con il cane, ragazzina rapinata

LE TELECAMERE INCASTRANO IL PRESUNTO AUTORE

Torino. Aveva appena portato a spasso il cane insieme ad un’amica la quattordicenne che, lo scorso febbraio, in Strada San Mauro, è stata vittima di una rapina nell’androne della sua abitazione. La rapina era avvenuta in pieno giorno, intorno alle 14.30 e l’autore è stato individuato grazie alle telecamere presenti in zona. In particolare, fondamentale per gli investigatori è stata la telecamera che punta proprio a ridosso del portone d’ingresso. Gli occhi elettronici hanno infatti immortalato l’arrivo delle due giovani con il loro cane al guinzaglio sotto l’abitazione, seguite a pochi passi da un uomo con indosso un vistoso parka rosso e un cartone di vino in mano. Secondo il racconto di una delle due ragazze, di quattordici anni, l’uomo si sarebbe avvicinato minacciando di farsi consegnare il cellulare e facendo credere di avere un coltello in tasca. In meno di un minuto, sempre dalle telecamere, si nota lo stesso soggetto uscire e le giovani dare l’allarme della rapina appena subìta. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo Oltre Dora e rappresentate dall’analisi delle telecamere e dalla raccolta di testimonianze, hanno permesso al Pubblico Ministero di avanzare al G.I.P. del Tribunale di Torino una richiesta di misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventinovenne originario della Romania e in Italia senza fissa dimora. La misura cautelare è stata eseguita i giorni scorsi direttamente presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, dove l’uomo era già ristretto per altra causa.

Il 4 ottobre la camminata per i 1300 anni dell’Abbazia di Novalesa 

Le celebrazioni per i 1300 anni dalla fondazione dell’Abbazia di Novalesa proseguono il 4 ottobre 2026 con l’organizzazione di Sulla Via dell’Abbazia, la camminata ludico-motoria non competitiva che unisce sport, valorizzazione del paesaggio e riscoperta culturale lungo i sentieri della Val Susa.
L’iniziativa, organizzata dall’A.S.D. IRIDE, affiliata Libertas APS, si snoderà su un percorso di 14 chilometri con partenza da Susa alle 9,30 e arrivo al suggestivo complesso monastico di Novalesa. Lungo l’itinerario, che ricalca i cammini storici della Via Francigena, i partecipanti avranno la possibilità di effettuare visite guidate all’interno dell’Abbazia e di usufruire, al termine della camminata, di un ristoro curato dalla Proloco e dal Gruppo Alpini di Novalesa.
L’evento è realizzato con il patrocinio e il contributo economico della Città metropolitana di Torino che, proprietaria di questo gioiello di arte, fede, storia e cultura, ha riconosciuto l’alto valore progettuale e l’impatto strategico dell’iniziativa nell’ambito delle celebrazioni dell’Abbazia di Novalesa.
“Sostenere Sulla Via dell’Abbazia  – ha sottolineato Jacopo Suppovicesindaco di Città metropolitana di Torino – è un riconoscimento dovuto a un simbolo identitario del nostro territorio. L’evento del 4 ottobre dimostra come la storia millenaria possa dialogare con la contemporaneità, offrendo un modo sano e sostenibile di vivere la Val Susa. Abbiamo voluto premiare la qualità di un progetto che mette in rete sport, turismo ed eccellenze locali: investire su Novalesa significa dare risonanza internazionale a un patrimonio che appartiene a tutta la comunità metropolitana e che merita di essere promosso come motore di sviluppo per l’intero territorio alpino.”
Info: www.irideasd.it – info@irideasd.it o info@viafrancigenamarathonvaldisusa.it

Allarme crisi idrica: oltre 10 mila imprese piemontesi rischiano gli effetti della scarsità d’acqua

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In Piemonte la crescente carenza di risorse idriche, aggravata dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, rappresenta un motivo di forte preoccupazione anche per il mondo dell’artigianato e per il sistema produttivo regionale.

Secondo uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicato alle attività a maggiore consumo di acqua, elaborato utilizzando l’indicatore ISTAT sull’intensità d’uso della risorsa idrica, nella regione – classificata a severità idrica media – i dieci comparti più dipendenti dall’acqua comprendono oltre 10 mila imprese, che occupano circa 125 mila lavoratori. Di queste, quasi 7 mila sono aziende artigiane, con circa 28 mila addetti, pari al 66,9% delle imprese attive nei settori a più elevato fabbisogno idrico.

Il tema non riguarda soltanto le attività manifatturiere, ma anche numerosi servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, la cui operatività dipende da un utilizzo quotidiano e significativo dell’acqua.

“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale.”

A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le condizioni della rete idrica. I dati di una recente analisi della CGIA di Mestre evidenziano infatti che in Piemonte vengono immessi ogni giorno negli acquedotti 359 litri d’acqua per abitante, ma ben 127 litri si disperdono lungo il percorso, con una perdita complessiva del 35,4%.

A livello nazionale, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua distribuita, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. All’estremo opposto si colloca l’Emilia-Romagna, che limita le perdite al 29,7%.

Guardando ai capoluoghi piemontesi, la situazione più critica si registra a Verbania, dove la dispersione raggiunge il 43%. Seguono Novara e Cuneo, entrambe al 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.

“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! – conclude Felici – Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. E’ necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.