ilTorinese

Il Re ed IA

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

La rivista statunitense Time dedica sin dal 1927 l’ultima copertina di dicembre alla “Persona dell’anno”.

Nel 2024 era stata riservata al neoeletto presidente Trump, il quale non ha certo deluso le aspettative, diventando nell’anno appena trascorso il re delle cronache politiche, economiche e di costume (lo stesso Time aveva definito quella che stava iniziando “L’era di Trump”).

Le critiche nei confronti della sua gestione del potere sono sfociate nel “No Kings day”, celebrato il 14 giugno 2025, giorno del compleanno del POTUS, un’imponente manifestazione di protesta, organizzata dai movimenti progressisti Indivisible 50501, nata proprio per affermare che “in America non ci sono re” e per denunciare ciò che i promotori considerano derive autoritarie del governo federale.

Per il 2025 la scelta del Time è ricaduta sull’intelligenza artificiale e sui suoi architetti, raffigurati plasticamente seduti, in una rielaborazione della celebre fotografia del 1932, su di una trave dell’  RCA building di New York: “Per aver inaugurato l’era delle macchine pensanti, per aver stupito e inquietato l’umanità allo stesso tempo, e per aver trasformato il presente ampliando i confini del possibile”.

Non a caso, molti di questi “architetti” avevano presenziato alla fine dello scorso anno alla cerimonia di insediamento del presidente statunitense, dal quale raccolgono, così, idealmente il testimone.

La scelta, sebbene irrituale (la “persona” è sostituita, per la prima volta, da una realtà astratta) sembra cogliere perfettamente lo spirito dei tempi; siamo, infatti, nel pieno di una trasformazione paragonabile alla rivoluzione industriale o all’avvento di Internet, ma molto più rapida e pervasiva.

Nel 2025 non abbiamo semplicemente assistito all’ennesimo balzo tecnologico. Abbiamo varcato una soglia. L’intelligenza artificiale, per anni confinata nei laboratori, nei test pilota e nelle promesse futuristiche, è uscita dalla teoria ed è entrata con forza nell’ingranaggio quotidiano dell’economia globale.

Secondo il World Economic Forum, è stato l’anno in cui l’IA è diventata un’infrastruttura, non più un esperimento: ormai è presente in ogni settore, dalle fabbriche ai servizi, dalla sanità alla sicurezza digitale, ridisegnando l’idea stessa di tecnologia e il nostro rapporto con essa.

Ma la rivoluzione non è soltanto industriale: è cognitiva, culturale e geopolitica.

A gennaio, la startup cinese DeepSeek ha lanciato il suo modello R1, capace di ragionare quasi quanto i sistemi più avanzati ma sviluppato ad una frazione del costo. Quel rilascio, definito da TIME un “wake-up call”  (una sveglia, un campanello di allarme) per gli Stati Uniti, ha scosso il mercato globale e infranto l’idea che l’avanguardia dell’IA fosse un monopolio americano.

L’IA ha anche smesso di essere un bene d’élite: è diventata un’arma competitiva alla portata di molti e, anche per questo, tanto potente quanto pericolosa (per il suo utilizzo a fini criminali, per fare circolare notizie false e falsificare identità).

E non è più solo nei libri di fantascienza ma nella realtà quotidiana che possiamo trovare un’IA in grado di “pensare”, non certo nel senso umano del termine ma in quello tecnologico, con sistemi capaci di ragionare, pianificare, discutere, lavorare in autonomia ed interagire con il mondo attraverso molteplici modalità, linguaggio, immagini, suoni ed azioni.

Google, nel suo bilancio annuale, ha sottolineato come i nuovi modelli siano passati da strumenti a veri e propri “compagni cognitivi”, in grado di esplorare e collaborare con gli esseri umani in contesti sempre più complessi. Proprio Google ha lanciato a settembre Gemini 3, eletto, superando concorrenti come ChatGPT e Claude (sviluppata da Anthropic), miglior modello al mondo di intelligenza artificiale da LMArena, piattaforma pubblica, creata da ricercatori dell’Università di Berkeley e dell’organizzazione no profit LMSYS, per valutare e confrontare i modelli di intelligenza artificiale tramite votazioni umane in tempo reale.

Stiamo assistendo anche alla rivoluzione industriale 2.0, che utilizza massivamente robot più agili, sistemi autonomi più affidabili e processi automatizzati che hanno trasformato il lavoro fisico e intellettuale. Tesla, Amazon e decine di altri colossi hanno già introdotto robot antropomorfi capaci di manipolare oggetti delicati o svolgere compiti logistici avanzati.

Ciò che fino al 2024 sembrava sperimentale, nel 2025 è diventato routine: non si parla più di fabbriche intelligenti, ma di fabbriche sostenute dall’IA.

La rivoluzione, però, non è solo tecnologica ma anche economica e geopolitica.

Secondo uno studio di Jason Furman (economista di Harvard ed ex capo del Council of Economic Advisers) negli Stati Uniti gli investimenti in infrastrutture legate all’IA (data center, software, attrezzature informatiche) hanno rappresentato il 4% del PIL e hanno generato quasi il 92% della crescita del PIL nella prima metà del 2025.

L’IA ha trainato il mercato, ridefinito la concorrenza globale e costretto interi Paesi a ripensare la propria strategia industriale. L’India ha lanciato un piano da 500 miliardi di dollari per diventare una superpotenza dell’IA, mentre Stati Uniti e Cina si sono trovati a ridefinire ruoli e priorità in una competizione sempre più serrata. La posta in gioco non è più solo l’innovazione: è la leadership sul futuro.

Infine, c’è la rivoluzione sociale. L’IA ha cambiato il modo in cui pensiamo, scriviamo, creiamo, ci informiamo. Ha riscritto il concetto di lavoro, costringendo milioni di professionisti a reinventarsi, introdotto interrogativi etici urgenti e ridefinito la frontiera tra autonomia umana ed automazione.

Per molti tutto ciò è fonte di fascinazione; per altri, di inquietudine ma per tutti è ormai impossibile da ignorare.

L’impatto si è sentito anche nei mercati finanziari, trainati dalle società tecnologiche legate all’esplosione degli investimenti nell’intelligenza artificiale (in particolare negli Stati Uniti).

Per gli investitori europei, però, buona parte del rendimento generato dal mercato statunitense è stato vanificato dalla debolezza del dollaro e ci si interroga se il 2026 sarà dominato dagli stessi temi o se emergeranno nuove tendenze.

La crescita economica mondiale rimarrà probabilmente sostenuta, intorno al 2,5%, in leggero rallentamento rispetto al 2025, ma rimangono ancora tutti da scoprire gli impatti positivi, sulla produttività delle imprese, o negativi, sulla creazione di nuovi posti di lavoro, che deriveranno dagli enormi investimenti fin qui realizzati.

Per quanto riguarda i mercati finanziari, gli analisti finanziari prevedono, così come avveniva l’anno scorso, dei ritorni moderatamente positivi (tra il 5 e il 10%) che sono, per la verità, piuttosto rari: nella storia, infatti, prevalgono largamente le forti salite (la pace in Ucraina sarebbe di aiuto) o, molto più raramente, discese (la ripartenza dell’inflazione, a causa dei dazi, potrebbe innescare una forte correzione) …

Prepariamoci, dunque, ad essere nuovamente sorpresi e che il nuovo anno superi di gran lunga le vostre più rosee aspettative!

Più risorse per la competitività delle imprese

La Giunta regionale, su proposta degli assessori Andrea Tronzano e Matteo Marnati, ha approvato un incremento di 9 milioni di euro per la misura “Voucher certificazioni PMI per competitività e sostenibilità”, portando la dotazione complessiva a 17 milioni di euro.

L’intervento, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, Priorità I “RSI, competitività e transizione digitale”, risponde all’elevata domanda da parte delle imprese: sono pervenute 968 richieste, per un fabbisogno superiore al budget iniziale di 8 milioni stanziato nello scorso mese di maggio.

“Con questo nuovo intervento – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e all’Innovazione Matteo Marnati – diamo una risposta immediata a quasi mille imprese che hanno creduto nella misura, premiando il loro impegno verso qualità e sostenibilità. Le certificazioni non sono un costo, ma un investimento strategico: aprono mercati, qualificano l’impresa e creano fiducia. In questo modo la Regione aiuta chi investe nel futuro produttivo del territorio, supportando chi vuole crescere, innovare ed essere competitivo”.

La misura prevede contributi a fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese che intendono dotarsi di certificazioni volontarie (ISO, EMAS, ecc.), strumento sempre più richiesto per accedere a mercati internazionali, gare pubbliche, filiere industriali e programmi di sostenibilità.

Grazie al nuovo stanziamento sarà possibile scorrere integralmente la graduatoria delle imprese che hanno presentato domanda, evitando esclusioni e valorizzando la forte adesione dimostrata dal tessuto produttivo piemontese.

Giardini Madre Teresa, quasi 200 pasticche di MDMA e cocaina: arrestato 29enne

Mille euro in contanti, 191 pasticche di MDMA, 3 panetti di hashish, diversi involucri di marijuana e cocaina e un coltello con residui di sostanze stupefacenti: arrestato 29enne.

È questo quanto emerso durante i controlli ai “Giardini di Madre Teresa di Calcutta”, quando la Squadra Mobile ha notato un gruppo di persone, una delle quali stava contando del denaro contante. Secondo quanto ricostruito, due di loro avrebbero fischiato per avvertire la persona dell’arrivo dei poliziotti. Il segnale però non è bastato: gli agenti sono intervenuti riuscendo a fermare uno dei presenti, un 29enne di origine ghanese, arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dalla perquisizione il ragazzo aveva con sé 1.000 euro in contanti, 191 pasticche di MDMA, tre panetti di hashish, diversi involucri di marijuana e di cocaina, oltre a un coltello con residui riconducibili al taglio e al confezionamento delle sostanze. La Procura ha chiesto la convalida dell’arresto, che è stata concessa. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, fino a una sentenza definitiva, l’indagato è considerato non colpevole.

VI.G

“La clessidra di bambù”: Li Po, Mussapi e un’indagine sull’energia cosmica

“La clessidra di bambù”, nuova curatela del poeta Roberto Mussapi, recentemente pubblicata da Bibliotheka Edizioni e incentrata sulla figura di Li Po, leggendario poeta vissuto nell’ottavo secolo dopo Cristo, tra i massimi dell’intera letteratura cinese, è in libreria con quella che sembra essere la più completa e rappresentativa selezione di testi poetici del genio della Dinasta Tang, magistralmente tradotti da una penna fra le più importanti della poesia contemporanea.

Impregnato di taoismo e mistica ascensionale, il libro si presenta come un’indagine sull’ energia cosmica, che dal sublime vira verso il nostalgico, dal mistico al sentimentale, dal realistico al tragico, illuminata da quei bagliori notturni in cui il poeta scorge l’infinito. Se il sole genera vita, la luna la suscita, la muove, ne scandisce nascite e maree, tempeste e quiete, un’energia che è simbolo della Grande Madre, della ricettività, dei sogni e dell’inconscio, governatrice dell’intuizione, protettrice notturna dell’amore e della rinascita. Tutti elementi viscerali che Mussapi ci consegna in questa sua curatela del grande Li Po, che leggenda narra essere affogato nel fiume, cercando di afferrare la luna.

Proprio la contemplazione lunare – importante fil rouge magico e letterario tra Li Po e Roberto Mussapi – evidenzia il forte legame del poeta cinese con temi d’influenza taoista, espressi in quanto solitudine e rifugio nella libertà interiore, liberazione da ogni convenzione e ricerca d’armonia con la natura, di cui diventa estremo e tragico rappresentante nel momento della loro celebrazione, il più delle volte accompagnata dallo stesso vino di cui Baudelaire scrisse nel suo “Paradisi artificiali”. In sintesi, lo stile di Li Po è un’illuminazione di lirismo spontaneo e immaginifico, “capace di sogni improvvisi”, come ha scritto Roberto Mussapi, magistrale nell’aver saputo evocare il potere trasformativo della poesia: la magia di generare voce dove vige il silenzio, il poeta che diventa suono e significato del tempo passato, ormai proiettato nel futuro.

“Assetato d’infinito quanto Baudelaire, sapiente quanto Coleridge e Goethe, pulsante di vita quanto il mitico Villon. È questo il profilo intellettuale di Li Po, (701-762), il più grande di una straordinaria stagione di poeti che nell’ottavo secolo d.C. hanno dato vita in Cina a un fenomeno artistico paragonabile a quello dei poeti latini dell’età augustea, degli elisabettiani, degli stilnovisti, dei rinascimentali, dei romantici.Un narratore unico: mistico, visionario, capace di sogni improvvisi. Quasi shakespeariano nella sua incessante sperimentazione di ogni gamma narrativa: dal sublime al nostalgico, dal mistico al sentimentale, dal realistico al tragico. Un autore di intramontabile grandezza ammirato e venerato da Mahler, Pound, Hesse e Bukowski”.

Gian Giacomo Della Porta

Nessuna persona investita dalla valanga a Claviere

Nessuna persona sarebbe stata investita dalla valanga distaccatasi a Claviere in alta valle di Susa. Grazie a un sorvolo in elicottero, i vigili del fuoco hanno visto quattro tracce di sciatori in ingresso e altrettante in uscita dall’area interessata . Ciò dimostra che i quattro sono usciti  dalla massa di neve. I soccorritori non escludono che il distacco si sia verificato al passaggio degli sciatori.

Quattordici titoli a riproporre l’universo cinematografico di Mario Martone

Il mese di gennaio 2026 al Cinema Massimo

L’anno nuovo del Cinema Massimo si aprirà con la retrospettiva (9 – 24 gennaio) dedicata a Mario Martone, regista di punta del panorama cinematografico degli ultimi decenni (il punto d’inizio fu “Morte di un matematico napoletano” sulla figura di Renato Caccioppoli, 1992, Gran Premio della Giuria a Venezia e David di Donatello quale miglior regista esordiente) come pure di quello teatrale (dal 2007 al 2017 direttore artistico dello Stabile Torinese, indimenticabili tra i tanti titoli le “Operette morali” da Leopardi e “Morte di Danton” di Büchner) e lirico, napoletano di nascita, 66enne, retrospettiva che è momento eccellente per affrontare ancora una volta un universo dove possono riemergere non pochi successi – “È sempre una questione di eredità. Il cinema di Mario Martone si pone, testo dopo testo, di fronte a una dialettica di conoscenza e di passaggio, tra il passato e il presente (alla ricerca di qualcosa da far rivivere) e tra contrasti diversi, talvolta lontani, talvolta confinanti, mettendo in primo piano la tensione politica ed etica di un discorso teso verso il futuro” -, alcuni occasione altresì per un confronto con il pubblico. Il regista sarà presente infatti in sala sabato 10 (ore 20,30) per presentare “Fuori”, interprete Valeria Golino a dar vita al ritratto di Goliarda Sapienza, e domenica 11 (ore 16) per introdurre “Noi credevamo”, le tre vite e la missione rivoluzionaria di Domenico, Angelo e Salvatore, la volontà maturata dalla feroce repressione borbonica dei moti del 1828 di affiliarsi alla Giovine Italia di Mazzini, in un susseguirsi umano e storico di “rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.”

Quattordici titoli di una filmografia che attraversa allo stesso tempo la sfera privata e pubblica, la Storia e il nostro presente, che attinge alla letteratura (Anna Banti ed Eduardo, Ermanno Rea e Goffredo Parise, Sapienza ed Elena Ferrante), da “Rasoi” a “Capri-Revolution”, da “Il giovane favoloso” con un grande Elio Germano a impersonare il poeta di Recanati a “Nostalgia”, da “Teatro di guerra” a “L’odore del sangue” a “Qui rido io”, non tralasciando (del 2023) “Laggiù qualcuno mi ama”, un ritratto di Massimo Troisi a settant’anni dalla nascita, il mito e la ventata di genialità racchiusi anche in materiali inediti, gli inizi e il tramonto di una carriera terminata troppo presto, sotto lo sguardo della napoletaneità che accomuna entrambi. In programma venerdì 9 (ore 16) e sabato 17 (ore 16).

Ancora dal 26 gennaio al 1° febbraio un focus sul cinema giapponese (“Viaggio in… Giappone”) degli anni Cinquanta e Sessanta con una selezione di opere rare, proiettate in pellicola, che permetteranno di esplorare il periodo d’oro della cinematografia nipponica attraverso opere fondamentali di registi meno celebrati ma altrettanto originali come Kinoshita Keisuke, Shindō Kaneto e Uchida Tomu. Tra drammatiche riflessioni sociali e poetiche storie di speranza, questi capolavori raccontano il Giappone dell’immediato dopoguerra, la sua evoluzione e le sue contraddizioni.

e. rb.

Nelle immagini, scene da “Noi credevamo” con Luigi Lo Cascio e “Nostalgia” con Pierfrancesco Favino.

Tra brindisi e tensioni Torino si prepara al 31 dicembre più sorvegliato di sempre

TORINO – Il 31 dicembre 2025 si avvicina e con esso cresce l’attenzione delle autorità torinesi per la manifestazione annunciata dai sostenitori del centro sociale Askatasuna, prevista in una serata che, per sua natura, porta già migliaia di persone nelle piazze e nei luoghi degli eventi di fine anno. La coincidenza tra le celebrazioni di Capodanno e una mobilitazione nata in un contesto di forte tensione rende particolarmente delicata la gestione dell’ordine pubblico. L’iniziativa è stata presentata dagli organizzatori come l’inizio di una nuova stagione di lotte e arriva dopo lo sgombero dello stabile di corso Regina Margherita, storica sede di Askatasuna, avvenuto a metà dicembre nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto anche la Digos e che si inserisce in un filone investigativo più ampio legato a recenti azioni dimostrative e danneggiamenti in città. Da quel momento si sono moltiplicate le reazioni del mondo antagonista, con cortei e iniziative che hanno attraversato diverse zone di Torino e che in alcuni casi hanno fatto registrare momenti di forte tensione con le forze dell’ordine, tra lanci di oggetti, petardi e interventi di contenimento, con un bilancio di feriti tra gli agenti e situazioni di pressione sui dispositivi di sicurezza. Questi precedenti contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni in vista della notte di San Silvestro, quando la città ospiterà anche grandi eventi e manifestazioni pubbliche che richiameranno migliaia di persone. La Questura e la Prefettura stanno predisponendo un piano rafforzato che prevede l’impiego di reparti mobili, rinforzi e un presidio esteso delle aree più sensibili, con l’obiettivo di tenere separati i flussi dei partecipanti alle feste da quelli dei manifestanti e di prevenire eventuali disordini. Dal canto loro, i promotori della protesta spiegano la scelta del 31 dicembre come un segnale simbolico, un punto di partenza per nuove mobilitazioni contro quella che definiscono una stretta repressiva e la chiusura degli spazi sociali, annunciando già assemblee e iniziative nei primi mesi del nuovo anno. Le istituzioni cittadine ribadiscono che il diritto a manifestare resta garantito, ma avvertono che qualsiasi comportamento violento o danneggiamento verrà contrastato, sottolineando la necessità di tutelare la sicurezza di cittadini e visitatori in una delle notti più affollate dell’anno. In questo quadro, Torino si prepara quindi a vivere un Capodanno sotto stretta osservazione, con l’obiettivo di assicurare lo svolgimento sereno delle celebrazioni e di evitare che la mobilitazione annunciata si trasformi in un nuovo fronte di tensione per la città.

Vanchiglia blindata, PD: “La Regione attivi ristori per le imprese commerciali”

La consigliera regionale deI gruppo PD Nadia Conticelli ha depositato in Consiglio regionale una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi con misure di sostegno economico per i mancati entroiti  delle  attività commerciali del quartiere Vanchiglia, penalizzate dalle conseguenze dello sgombero di Askatasuna e dalle  successiva “militarizzazione” del quadrilatero intorno all’edificio di corso Regina.
“I commercianti hanno sostenuto costi significativi per il Natale, ma hanno trovato strade chiuse, clienti impossibilitati a raggiungere l’area e un clima che ha scoraggiato la frequentazione del quartiere – dichiara Conticelli – Questo è un danno economico reale, che non può essere ignorato per questo ho presentato una mozione, che mi auguro il Consiglio metta presto in discussione per sollecitare formalmente il Governo nazionale per l’attivazione di ristori e contributi a fondo perduto,  riconoscere il danno economico indiretto subito dalle attività; attivare misure regionali straordinarie di sostegno e rilancio del commercio di prossimità”.
 “La decisione di sgomberare Askatasuna ha creato danni economici importanti per tutti i commercianti del quartiere Vanchiglia proprio nel periodo migliore per gli acquisti, ovvero a pochi giorni dal Natale – aggiunge  Luca Deri Presidente della Circoscrizione 7 – . Le Associazioni dei Commercianti della zona anche quest’anno, con grande fatica, avevano installato, con il contributo della Circoscrizione 7, le luminarie in molte vie del quartiere per rendere il borgo luminoso ed accogliente ma la chiusura di parte di corso Regina Margherita e lo stato di tensione hanno impedito il transito dei clienti. Per questi motivi la Regione deve procedere con i ristori verso tutti quei commercianti che hanno subito delle perdite”.
 “Non sono ancora chiare le ragioni che hanno indotto Ministro e Prefetto a scegliere per lo sgombero  un timing così impattante per l’economia  del quartiere. Quello che è certo  è che le conseguenze di questa scelta non possono essere scaricate sui cittadini e su un tessuto economico molto delicato”,  concludono Conticelli e Deri.

Ceci speziati con verdure, piatto unico di ispirazione indiana

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Un perfetto piatto unico ispirato alla cucina indiana.

Un piatto salutare e sfizioso che unisce le proprietà delle verdure a quella dei legumi. Un piatto davvero invitante, profumato e gustoso.

Ingredienti (per 4 persone)

250gr.di ceci secchi
2 Peperoni di media grandezza (giallo e       rosso)
3 Carote
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
3 zucchine
Pochi spinaci
200ml di latte di cocco
1 pezzo di zenzero fresco
2 peperoncini secchi
1 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di canella in polvere
1 cucchiaino di curcuma
Brodo vegetale
Prezzemolo, sale, olio q.b.
250gr. di riso Basmati

Mettere i ceci a bagno in acqua fredda per 12 ore.
Preparare le verdure tagliate a tocchetti.
Scolare e sciacquare i ceci e cuocerli in pentola a pressione per 15 minuti con una carota, un pezzo di sedano, mezza cipolla, una foglia di alloro (brodo vegetale).
In una larga padella rosolare la cipolla affettata e l’aglio tritato con poco olio, aggiungere i ceci e le verdure, insaporire e coprire con il brodo dei ceci. Insaporire con lo zenzero grattugiato e le spezie. Cuocere per 30 minuti, aggiungere il latte di cocco e lasciar consumare un poco, regolare di sale e cospargere con prezzemolo tritato. Servire subito con riso basmati bollito.

Paperita Patty