“L’amministrazione comunale torinese purtoppo – afferma il capogruppo dei Moderati in Consiglio comunale Silvio Magliano – nonostante le promesse elettorali avanzate, in particolare, a favore delle periferie, è ferma al palo. E questo capita su tanti fronti. Nelle periferie, appunto, non sono stati avviati i progetti di riqualificazione auspicati e promessi e, anzi, si può veramente affermare che il centro di Torino sia diventato una periferia, piuttosto che queste ultime siano state portate al centro dell’attenzione della giunta”.

“Uno degli esempi più evidenti – prosegue Silvio Magliano – già si coglie all’ingresso della città, entrando a Torino da Corso Unità d’Italia, dove il capolavoro architettonico di Nervi, il palazzo del Lavoro, appare come un rudere impresentabile. L’amministrazione ha bocciato diversi progetti di riqualificazione e riconversione dell’edificio e non ha neanche pensato di affidarsi a uno sponsor che potesse ricoprire l’edificio. Anche le sorti del Motovelodromo non appaiono migliori. Non è stato compiuto nessun passo in avanti dal momento della mia interpellanza dello scorso febbraio. Manca un bando e siamo ancora alla fase degli approfondimenti tecnici preliminari. Il bando che aveva pensato di proporre la giunta, lo scorso 31 agosto, appariva piuttosto generico, in quanto rivolto indistintamente a ogni tipo di soggetto e realtà, dalla cultura all’associazionismo fino allo sport. Un progetto velleitario perché prevedeva la ristrutturazione delle due tribune e di altre parti della struttura a carico dell’aggiudicario, senza prendere in considerazione i problemi dell’impianto e i vincoli imposti dalla Sovrintendenza””Purtroppo a Torino – prosegue Silvio Magliano – anche la movida è un fenomeno che si è tristemente trasformato nella cosiddetta “malamovida”, generando incresciosi episodi di violenza, quali la rissa accaduta a metà ottobre in piazza Santa Giulia, che ha coinvolto decine di persone. Si tratta soltanto dell’ ultimo episodio increscioso accaduto in ordine di tempo, e rappresenta l’ennesima prova dell’inadeguatezza dell’Amministrazione di fronte alle sfide di questa città, dopo i gravi fatti di piazza San Carlo del giugno scorso, che hanno provocato una vittima. Ogni mattina residenti, commercianti e operatori del mercato devono fare i conti con i resti delle notti brave e sperare che i violenti e i facinorosi non commettano nessun gesto irreparabile. Il quartiere è abbandonato dall’amministrazione cittadina al suo destino. Noi come Moderati abbiamo proposto per contrastare il disagio, anche attraverso la raccolta di firme, di riaprire la piazza al traffico”.
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“Un altro punto dolente del degrado torinese – aggiunge Silvio Magliano – è quello di via Germagnano dove sorge il campo nomadi. La situazione, nonostante un regolamento messo in atto dall’attuale amministrazione (che altro non è che una brutta copia del precedente), è addirittura peggiorata. I fumi da strada Aeroporto a via Germagnano continuano a intossicare gli abitanti della zona e i campi autorizzati sono un disastro. Quelli abusivi continuano a estendersi. L’obiettivo di superamento dei campi nomadi da parte di questa giunta, programmato in cinque anni, appare illusorio”.”Data la totale mancanza della presenza dell’amministrazione nelle periferie – conclude Silvio Magliano – ho deciso di segnalare con un “appendino”, inteso come gruccia, tutti i luoghi in cui sarebbe fortemente necessaria la presenza di questa amministrazione, che, finora, si è dimostrata più attenta a fare selfie che ad occuparsi dei problemi reali dei torinesi. Il primo “appendino” è stato collocato verso I primi giorni di ottobre davanti alla sede della Circoscrizione 5, alla Spina Reale, per denunciare i tanti problemi presenti nel quartiere. E di gruccia in gruccia si andrà, così, in futuro delineando la mappa delle criticità di una città in cui l’amministrazione non vuole investire nella crescita in campo industriale, turistico e delle opportunità di lavoro per i giovani.
Mara Martellotta
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CAPRICORNO













Volta”. In quest’ottica, venti ragazzi, opportunamente seguiti dai loro Docenti di Storia dell’Arte, hanno approfondito la conoscenza degli aspetti artistici e architettonici della “Società Promotrice delle Belle Arti”, location della rassegna, e hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con il mondo dell’arte attraverso visite guidate nelle gallerie torinesi presenti in mostra. Gli stessi ragazzi accoglieranno quindi i visitatori illustrando loro la storia della Palazzina ed alcune delle opere esposte.La mostra prevede anche due appuntamenti particolarmente ghiotti per gli appassionati d’arte:





dell’offerta su ferro sia attraverso il ripristino dell’esercizio tranviario della linea 10 sulla tratta corso Settembrini-via Massari, sia attraverso il consolidamento e l’ottimizzazione della priorità semaforica a tutte le linee (a partire dal 2018), sia attraverso il rinnovo del parco attuale. Per quanto riguarda il Servizio Ferroviario Metropolitano, si realizzerà il completamento del sistema con l’interconnessione dell’SfmA (Torino-Caselle-Ceres) e la realizzazione dell’Sfm5 (Orbassano-Torino) e l’apertura delle stazioni di Dora e Zappata. In relazione agli interventi sul servizio di metropolitana e tram, il piano prevede il progetto di una nuova rete di superficie, afferente alle aree di influenza della metropolitana e dei servizi tranviari ed alle stazioni del servizio ferroviario metropolitano. Oltre a una revisione e ottimizzazione complessiva della rete di trasporto da attuarsi a partire dal secondo semestre 2019. Inoltre, negli anni 2017-2018, ci sarà un aumento della flotta di veicoli a trazione elettrica e relativa produzione chilometrica. Nel 2021 il 40% dell’offerta di trasporto sarà effettuato con veicoli a trazione completamente elettrica. Già oggi, dopo l’acquisto dei nuovi bus elettrici l’ecorete Gtt (tram, linee star e bus elettrici), copre il 35% dell’offerta complessiva.
Oggetto del corso la storia culturale dell’omosessualità, le trasformazioni in età contemporanea, dal XVIII secolo fino ad oggi tra Europa e Stati Uniti. Particolare attenzione verrà riservata alla produzione culturale dei movimenti storici di liberazione omosessuale e all’attivismo LGBT. La docenza a contratto spetterà a Maya De Leo. Il nuovo corso è stato ideato dal professor Antonio Pizzo, docente di storia dello spettacolo.