redazione il torinese

Il Cottolengo non applicherà il trattamento per il “fine vita”. Nosiglia apprezza

L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, ha espresso il proprio  apprezzamento a don Carmine Arice, il padre generale del Cottolengo, che ha comunicato  l’intenzione di non applicare le disposizioni anticipate di trattamento per il fine vita. “Gli anziani e le persone malate devono essere  difese e tutelate nei loro diritti: quello della vita è prioritario. Invece nel nuovo quadro normativo si aprono prospettive pericolose e inquietanti anche sui rischi di abusi sulla vita, motivati dai ‘costi’ di mantenimento delle persone malate”. Così l’arcivescovo. “Di fronte ad una richiesta di morte la nostra struttura non può rispondere positivamente”, ha spiegato  all’Ansa don Arice, mentre Nosiglia invita la comunità religiosa, istituzioni, associazioni e tutti i volontari del mondo sanitario e assistenziale della diocesi ad avere il “coraggio di fare scelte di coerenza morale e di testimonianza anche andando controcorrente. Un dovere affinché i valori della vita abbiano pieno riconoscimento”.
   

Aperto il primo “Gufo bar”, locale che espone gufi vivi

CRONACHE ITALIANE

DALLA LOMBARDIA

A Palazzolo sull’Oglio, cittadina del Bresciano, è stato inaugurato il primo Gufo Bar in Italia. Si tratta di locale che espone gufi vivi. I proprietari avevano ricevuto diverse  minacce, anche di morte, da gruppi di animalisti, ma all’apertura non vi  sono state tensioni nonostante la presenza di un corteo animalista. La scelta dei titolari  è stata però  quella di non esporre gli animali all’inaugurazione, per evitare tensioni. “Non intendiamo rinunciare al nostro progetto, – hanno dichiarato all’Ansa i proprietari – ma vogliamo verificare bene cosa dice la legge sulla presenza di animali nei locali. I nostri gufi sono nati, cresciuti in cattività e regolarmente registrati. I gufi, lo diciamo agli animalisti,  se liberati morirebbero”.

Giada Russo è argento ai Campionati italiani assoluti

Si sono chiusi il 16 dicembre, con i programmi liberi della categoria senior, i Campionati italiani assoluti di pattinaggio artistico che si sono tenuti all’Agorà di Milano.

Giada Russo ha conquistato una splendida medaglia d’argento nel singolo femminile senior, piazzandosi alle spalle soltanto di Carolina Kostner. La pattinatrice torinese, 20 anni, veste i colori dell’Ice Club Torino, è allenata da Claudia Masoero e Edoardo De Bernardis, e, nelle scorse stagioni, ha vinto titoli sia nella categoria junior che nella senior (2 titoli italiani nel 2015 e 2016).

Giada Russo ha mantenuto il secondo posto sia nel programma corto, pattinato sulle musiche di “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrik, creato per lei dal suo allenatore e coreografo Edoardo De Bernardis, sia in quello lungo, in cui l’atleta ha interpretato la colonna sonora di “Parla con lei” dello spagnolo Pedro Almodovar, coreografato da Andrea Vaturi e Edoardo De Bernardis, totalizzando un punteggio di 166.16.

“E’ stata una gara molto intensa, nella quale ho dovuto affrontare pattinatrici preparate e competitive – ha affermato la Vice campionessa italiana – e ho cercato di dare il massimo in entrambi i segmenti, interpretando al meglio i programmi, che, gara dopo gara, sento sempre più miei. Conquistare la medaglia argento, alle spalle di una grande campionessa come Carolina Kostner, mi ha resa orgogliosa di me stessa e del mio lavoro”.

Dedico questa medaglia ai miei genitori che mi sono sempre stati accanto, ai miei allenatori Claudia Masoero ed Edoardo De Bernardis, che mi hanno sostenuta e supportata fin dall’inizio della mia carriera, anche nei momenti difficili, a tutto l’Ice Club Torino dove ho mosso i primi passi quando avevo 3 anni, sulla pista all’aperto del Tazzoli con Claudia Masoero, e alle persone che hanno sempre creduto in me” ha concluso la Russo.

“E’ stato un campionato ricco di soddisfazioni – hanno dichiarato Claudia Masoero e Edoardo De Bernardis – Siamo contenti dei risultati ottenuti dai nostri ragazzi. Oggi Giada ci ha regalato un’altra bella medaglia. E’ un’ottima pattinatrice in grado di interpretare al meglio le musiche e di trasmettere emozioni. Il suo impegno e la sua dedizione le hanno fatto conquistare un argento meritato”.

Giada Russo potrebbe ricevere, nei prossimi giorni, la convocazione per le Olimpiadi di Pyeongchang 2018.

Barbara Castellaro

www.iceclubtorino.it

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

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Il biotestamento e’ legge – Il caso Finpiemonte – La Regina Elena – Il monumento ai Caduti delle due guerre mondiali

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Il biotestamento e’ legge

Il biotestamento e’ legge dopo l’approvazione del Senato con una maggioranza di sinistra a cui si sono aggiunti i 5 stelle,una maggioranza che fa venire i brividi,se si pensa alla prossima legislatura. Ma ciò non toglie che sia una legge liberale che offre un’opportunità e non obbliga nessuno. Chi ritenga la vita dono di Dio la cui fine non è nelle disponibilità dell’ uomo, potrà non usufruire della legge che consente una morte senza dolori eccessivi e spesso intollerabili e senza un degrado umiliante delle proprie condizioni di vita. Ogni legge che tocca dei temi etici suscita dei dubbi,ma questa legge ad un laico liberale con venature cristiane come sono io,appare una legge non perfetta,ma espressione di una civiltà liberale.Forse i 5 stelle, se avessero avuto la cultura necessaria,non l’avrebbero votata.

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Il caso Finpiemonte

Il caso del Presidente di Finpiemonte Fabrizio Gatti , uno dei migliori dirigenti del Pd ,cresciuto a pane e politica in via Chiesa della Salute ,sede del Pci,rivela che anche gli ex comunisti non sono così come dicono,diversi dagli altri,come sosteneva Berlinguer . Che la sinistra sia moralmente superiore e’ una grossa menzogna. Ciò che ha fatto Gatti dovrà essere accertato dalla Magistratura e noi ci auguriamo che molte delle accuse possano cadere. Ma resta il fatto incontestabile di una certa disinvoltura nell’amministrare denaro pubblico con un occhio rivolto ai propri affari personali. Chiamparino ha denunciato Gatti ,ma non può’ essere dimenticato che il Presidente lo aveva scelto e che il suo successore, Ambrosini,sempre scelto da Chiamparino,era stato consulente di Gatti per i suoi affari privati. Un intreccio di fatti e di persone che politicamente va chiarito,per il bene della democrazia. Cota dovette lasciare per un paio di mutande verdi che si rivelarono del tutto inoffensive.Forse il caso Gatti e’ politicamente ben più grave.

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La Regina Elena

La Regina Elena Riposa al santuario di Vicoforte per iniziativa dei monarchici legati ad Amedeo d’Aosta e della sedicente Consulta dei senatori del Regno,un’associazione privata di persone che non ha nessuna rappresentanza ufficiale del Capo della Casa Savoia che e’ e che resta Vittorio Emanuele . Un vero colpo di mano per una sede del tutto inadeguata alla seconda Regina d’Italia. Se i Savoia vivi poterono far ritorno in Italia,a maggior ragione i Savoia morti ne hanno diritto.Il bando ai morti era peggiore del bando ai vivi. Ma Vicoforte è davvero un escamotage di basso profilo che rivela anche il livello di chi l’ha architettato. Una Regina che ha regnato oltre 40 anni in Italia doveva rientrare con tutti gli onori.Non alla chetichella,in incognito. Si vede una “manina massonica” in questo episodio che non onora la storia dei Savoia . Era diritto della Regina tornare in Italia. Ed e’ strano che i consultori geniali di Cuneo e dintorni non abbiano pensato al Re soldato,a Vittorio Emanuele III, la cui tomba in Egitto potrebbe essere in pericolo. Strano modo di ragionare quello di traslare la Regina,sperando nel ritorno anche del Re nel centenario della Grande Guerra . Meglio,molto meglio,senza chiedere nulla a nessuno, sarebbe stato trasferire,accanto all’ultimo Re Umberto II ,loro figlio,il Re e la Regina ad Altacomba ,in attesa di una degna sepoltura in Italia,non a Vicoforte dove andranno a trovare la Regina i clienti dell’outlet. La posizione ufficiale di Casa Savoia e’ chiara e l’iniziativa cuneese e’ una scelta autoreferenziale e pubblicitaria che si commenta da se’ e che rivela un’assoluta mancanza di rispetto di una persona morta nel 1952 che meritava ben altra accoglienza. La nota che segue e’ una piena sconfessione di quanto e’ accaduto.

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Il monumento ai Caduti delle due guerre mondiali
E’ stato inaugurato a Valdieri  il monumento ai Caduti  delle due guerre mondiali. L’opera intitolata “Affetti” è stata realizzata dall’artista Stefano Boccalini. Si tratta di un’idea nata nel 2015. Le vallate  del Cuneese diedero una grande contributo di giovani alla I e alla II guerra mondiale attraverso i battaglioni alpini che si immolarono sulle pendici più alte e difficili del Fronte Orientale durante la Grande Guerra e nelle steppe di Russia durante la disastrosa ed eroica spedizione in cui rifulse l’eroismo di tante giovani vite stroncate dalla guerra e dal gelo. I caduti della guerra perduta in tanti Comuni italiani  non hanno finora mai avuto dei ricordi adeguati, al massimo li ebbero quelli della guerra vittoriosa in tempi lontani con monumenti sorti per lo più durante gli anni del fascismo. Agli eroi che diedero la vita dal 1940 al 1943 la memoria è stata molto avara perché ci fu chi identificò i combattenti di allora con il regime di Mussolini. Il Comune di Valdieri  ha voluto equiparare i Caduti  perché il sangue versato per la Patria  nel corso della storia del ‘900 merita il riconoscimento e la gratitudine degli italiani. E’ un esempio ,quello del comune della valle Gesso, che c’è da augurarsi  venga seguito da altre amministrazioni perché  non si può separare chi ha dato la vita per l’Italia. Sul mare e nell’aria, nei deserti africani ,in Albania, in Grecia e in Russia, su ogni fronte,  il grigio- verde italiano, già divisa  dei soldati  italiani nella Grande Guerra, è stata sinonimo di dedizione totale e  senza riserve dei combattenti che affrontarono una guerra sbagliata senza gli armamenti necessari, di fronte a nemici e alleati  nettamente  superiori in tutto, fuorché nell’onore militare. 

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LETTERE   scrivere a quaglieni@gmail.com

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Un Vascello vecchio Piemonte

Caro Quaglieni,
Ho seguito il suo consiglio di andare a provare la trattoria di Carru’ “il Vascello d’oro” e mi sono trovato molto bene. Accolti con gioia dai proprietari ,abbiamo mangiato benissimo e benvenuto meglio. Davvero il trionfo del vecchio Piemonte.  Calogero Esposito

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E’ un Piemonte che non improvvisa . E’ a pochissimi kilometri da Vicoforte dove qualche bello spirito cuneese intende seppellire una grande Regina con una improvvisazione che fa cascare le braccia .Se quei signori fossero andati a pranzare a Carru ‘ ne sarebbero usciti soddisfatti, senza fare danni alla storia italiana. Un po’ di buon dolcetto li avrebbe rigenerati . La famiglia Cravero ,d a 35 anni anni sulla plancia del comando a Carrù, sa fare il suo mestiere al meglio e con tanta passione.Ecco il segreto del suo successo. Nella provincia piemontese si e ‘ ancora salvata la buona cucina senza fronzoli inutili , o meglio, dannosi.

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La Fondazione e il Circolo

Caro Quaglieni,
Stanno facendo morire la Fondazione per il libro organizzatrice del Salone internazionale del libro, facendo rischiare l’evento 2018 e nessuno ne parla.         Evandro Cerutti

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Il Circolo dei lettori, totalmente finanziato dalla Regione e dalla Fondazione San Paolo , fondato dall’attuale assessore regionale alla cultura Parigi,vuole impossessarsi dell’organizzazione dell’evento. La polemica contro il precedente presidente Picchioni era finalizzata a questo scopo. Adesso stiamo a vedere cosa sapranno fare. Lo vedremo nei prossimi mesi.Certo lo spettacolo odierno non è esaltante. E c’è da attendersi in prospettiva una cultura torinese totalmente egemonizzata dal circolo dei lettori che in dieci anni con soldi pubblici occupa uno spazio simile ad un piccolo, grasso Leviatano che fagocita tutto . Come possa un circolo torinese che ha un’unica succursale a Novara ,organizzare un evento internazionale e’ un mistero incomprensibile . 

Un cucciolo sotto l’albero

Immaginare la faccia felice del proprio bimbo che la mattina di Natale, si alza e trova un cucciolo proprio come aveva tanto chiesto, potrebbe farvi prendere dall’emozione e, in un impeto di euforia, lasciarvi convincere. Un cucciolo per casa porta sicuramente gioia immensa, ma il cane non è un giocattolo, considerate seriamente l’idea, solo essendo ben consapevoli che nel momento stesso in cui TUTTI decidete di avere nella vostra famiglia un qualunque animale ci si sta prendendo un impegno molto serio per il resto della sua vita. Quando si prende un cucciolo, che non deve avere mai meno di due mesi, non si può non tener conto che potrà sporcare in casa (fino a quando non avrà il controllo degli sfinteri, esattamente come i nostri bambini, solo che loro ci mettono molto meno), piangere se lasciato solo (bisogna abituarlo gradualmente, soprattutto se lo portate a casa quando siete in ferie, ricordate che poi dovrete tornare a lavorare), mordere qualunque cosa (è con la bocca che il cane impara a conoscere il mondo), che andrà educato (con delle regole e col gioco), dovrà uscire spesso (in qualsiasi condizione meteo), ed essere sottoposto ad una serie di controlli dal veterinario. Oltre a tutto ciò e bene non dimenticare che il cucciolo diventerà presto adolescente e poi adulto, e che oltre all’impegno temporale c’è anche quello economico. E’ fondamentale soprattutto che gli adulti sappiano che la stragrande maggioranza dell’impegno toccherà a loro, anche se è corretto responsabilizzare i bimbi. Pensare che siano i figli a prendersi cura del cucciolo, sarebbe come pensare di mandare il proprio bimbo all’asilo con la maestra che ha più o meno la sua età e che lo educa secondo la sua esperienza e le sue regole..lascio immaginare a voi.

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Non da ultimo, è basilare l’importanza della scelta del tipo di cane. Non abbiate remore, rivolgetevi a qualcuno di fidato nel settore cinofilo, da un volontario esperto di canile e, se proprio siete tutti convinti, non scegliete mai in base all’aspetto fisico o alla moda del momento. Il mio consiglio è di non comprare assolutamente cani che arrivano dall’estero, su internet o da negozi che li “svendono”, l’allevamento è una cosa seria e il rischio è, oltre quello di aumentare il mercato nero della compravendita dei cuccioli, che i piccoli potrebbero avere gravi problemi di salute e/o che non avendo potuto fare delle esperienze fondamentali in un momento di crescita per loro molto delicato, potrebbero avere dei problemi comportamentali in seguito, non per colpa loro, ovviamente. In qualunque momento dell’anno, ma soprattutto in questo, fate in modo che sia una scelta veramente consapevole, solo così si   evita al cane un “rispedito al mittente”, ovvero un abbandono che per loro è quanto di più traumatico possa accadere. Il cane è pronto per stravolgervi la vita in ogni senso, siate dunque responsabili, solo così potrete godere appieno della vita meravigliosa con un amico a 4 zampe!

 

 

Francesca Mezzapesa

Educatrice cinofila – Istruttrice Rally Obedience

fran.mezzapesa@gmail.com

Buone Feste dai Concerti del Lingotto

Natale è alle porte e I Concerti del Lingotto faranno gli auguri al pubblico come meglio non si potrebbe, con una delle composizioni sacre più amate in assoluto: il magnifico Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach. Composto a Lipsia sul finire del 1734, fu interpretato per la prima volta dal Thomaner Chor, diretto all’epoca dallo stesso Bach, e da allora torna ogni anno a risuonare nella chiesa di St. Thomas a Lipsia, interpretato dalle nuove leve dello stesso storico coro. L’Oratorio fu creato accorpando sei cantate, accomunate tutte dalla gioia per la nascita di Gesù, che originariamente dovevano essere eseguite in sei giornate distribuite fra il Natale e l’Epifania. Una musica che esprime qualcosa che supera la maestria nell’uso dell’armonia e del contrappunto andando dritta al cuore dell’uomo, credente o meno. Di questo capolavoro, martedì 19 dicembre 2017 alle 20.30 presso l’Auditorium Giovanni Agnelli (via Nizza 280, Torino) saranno eseguite le Parti prima, quarta, quinta e sesta. Il compito di raccontarci il giubilo della natività, con tutti i presupposti per un’esecuzione d’eccellenza, è affidato a Le Concert Lorrain e al Dresdner Kammerchor diretti da Christoph Prégardien, affiancati da quattro talentuosi solisti: il soprano Loanne Lunn, il contralto Margot Oitzinger, il tenore Markus Schäfer e il basso Peter Kooij. Fin dalla sua istituzione nel 2000, Le Concert Lorrain si è affermato con vigore. Forte di una doppia cultura, francese e tedesca, grazie ai suoi due direttori artistici Anne-Catherine Bucher e Stephan Schultz, il complesso frequenta le più prestigiose sale da concerto del mondo grazie alla qualità delle sue interpretazioni, rivolte al grande repertorio, ma anche a programmi più inconsueti e originali. Parallelamente, l’ensemble sviluppa numerosi progetti pedagogici nelle scuole e organizza dei Cafés Baroques. Queste originali e audaci formule di incontro scuotono le convenzioni, mescolano serietà e leggerezza, grande musica e piccoli pubblici, seducendo con l’arte dei maggiori compositori del XVII e XVIII secolo. Grazie alla sua carriera come tenore prevalentemente bachiano e liederistico, Christoph Prégardien conosce tutti i segreti della parola cantata: le sue interpretazioni delle Passioni di Bach hanno fatto epoca, e dal qualche anno si dedica anche alla direzione orchestrale, con risultati molto apprezzati dalla critica che elogia la scioltezza di fraseggio e l’armoniosa compiutezza delle sue scelte esecutive. Il debutto come direttore è avvenuto nel 2012 proprio con un’opera bachiana, la Passione secondo Giovanni, insieme al Concert Lorrain.

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La biglietteria è aperta nei giorni 15,16,18 e 19 dicembre 2017 in via Nizza 280 interno 41, dalle 14.30 alle 19, e un’ora prima del concerto, dalle 19.30. Poltrone numerate da 27 a 54 euro, ingresso non numerato 20 euro e ingressi numerati giovani 13 euro (ridotto per i giovani con meno di trent’anni) in vendita un quarto d’ora prima del concerto secondo disponibilità. Vendite on line su www.anyticket.it. Informazioni: 011.63.13.721

Polveri sottili alle stelle da quattro giorni. E sotto Natale il Comune blocca di nuovo il traffico

Salgono i  livelli delle polveri sottili,  salgono ben oltre i limiti. Così è avvenuto per quattro giorni e il Comune di Torino blocca da oggi domenica 17 dicembre, le auto diesel fino all’Euro4. La Città ha fatto scattare il livello ‘arancio’ previsto dal protocollo (il “semaforo”) siglato dalle Regioni e dalle Città della pianura padana. Finchè le condizioni di inquinamento dell’aria non saranno sotto i livelli indicati dall’Unione europea, resta   in vigore sotto la Mole  lo stop dei veicoli privati diesel Euro 0-2-3-4 e benzina e  gpl e metano Euro 0. Gli orari: dalle 8 alle 19 per i veicoli adibiti al trasporto persone; dalle 8:30 alle 15 e dalle 17 alle 19 per i veicoli adibiti al trasporto merci, mentre gpl/metano possono circolare.

Politiche Giovanili: terminato il confronto sulla legge

Si conclude il processo di confronto con gli amministratori locali piemontesi e le realtà associative sul nuovo disegno di legge regionale sulle Politiche Giovanili. A Torino l’assessora Monica Cerutti ha incontrato sindaci, assessori, consiglieri, rappresentanti dei centri di aggregazione giovanile, associazioni, giovanili: «Anche per quella che sarà la nuova legge sulle Politiche Giovanili in Piemonte abbiamo voluto adottare una modalità partecipata, incontrando oltre 200 amministratori locali di tutte le province della regione. Ciò è avvenuto dopo che abbiamo realizzato giovani» – ha dichiarato l’assessora. «Sono molte le riflessioni che ci sono state sottoposte e che abbiamo accolto elaborando la bozza finale del disegno di legge regionale. Ci è stato chiesto di valorizzare le realtà aggregative utili a coinvolgere i giovani nella vita delle comunità locali; creare un registro delle associazioni giovanili; affrontare il tema della mobilità, non solo quella internazionale, che è fondamentale per i nostri ragazzi e ragazze; potenziare la funzione degli Informagiovani; aprire una riflessione sulla fascia di età della popolazione destinataria del provvedimento; agire sul tema dell’inclusione, integrazione e sensibilizzazione alla socialità e al contrasto dei pregiudizi contro ogni discriminazione; pensare al tema del lavoro giovanile anche immaginando il potenziamento di strutture come i co-working; chiarire i criteri di selezione dei rappresentanti che devono essere coinvolti nell’organismo regionale di coordinamento delle politiche giovanili» – ha continuato Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte. «Le politiche giovanili sono anche luoghi. Come Regione Piemonte abbiamo avviato e completato un primo censimento dei 60 centri di aggregazione giovanili presenti sul territorio piemontese con lo scopo di ricostruire una mappa delle realtà giovanili sul territorio. Abbiamo anche invitato i Comuni a rispondere ad un primo bando di sostegno alle loro progettualità che già realizzano i contenuti del disegno di legge, vale a dire azioni volte a diffondere e favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo attraverso la cittadinanza attiva. I Comuni finanziati sono 54 per un totale di 183.000. Le provincie più rappresentate sono Torino con 26 Comuni, Cuneo e Alessandria con 9. Ma tutte le province hanno risposto, con un risultato assolutamente positivo» – ha proseguito l’assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte. «Dobbiamo partire da un concetto che deve essere chiaro a tutti noi che operiamo nelle istituzioni a favore dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze: i giovani sono una risorsa, non un problema da affrontare» – ha concluso Monica Cerutti.

La biblioteca nel castello

Oggi pomeriggio si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova biblioteca Silvio Grimaldi di Rivalta, ospitata nei rinnovati locali del Castello. E questa sera alle ore 21 sarà ospite Nicola La Gioia, direttore editoriale del Salone del Libro di Torino e vincitore del Premio Strega 2015 con il romanzo La Ferocia, che racconterà il mestiere di scrittore dialogando insieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci.  Domani, domenica 17 dicembre, dalle ore 9 alle ore 18, continueranno le visite guidate per permettere a tutti di conoscere i nuovi locali. Infine, lunedì 18 dicembre alla Cappella del Monastero in via Balegno 2 si terrà il Convegno Biblioteca e Comunità organizzato da SBAM Ovest e Comune di Rivalta, con il patrocinio di AIB e il contributo della Regione Piemonte.

Rivoluzione Ztl: forse ingresso a pagamento per i non residenti che attraversano il centro

 “L’obiettivo è decongestionare il traffico della zona centrale, migliorandone la vivibilità, senza creare disagio alle persone che utilizzano il centro per le loro attività”. E’ l’dea della sindaca  Chiara Appendino, sulla trasformazione della Ztl centrale sulla quale l’assessorato ai Trasporti, con Gtt, 5T e Csi, sta lavorando da mesi. Il delicato tema ieri sera è stato dibattuto nel primo di una serie di incontri  con associazioni di categoria e cittadini. Contraria Confesercenti: “Se il comune voleva ridurre il traffico e l’inquinamento, il piano della nuova Ztl annunciato ieri è perfetto: non perché funzioni, ma perché, se mai entrasse in vigore, non ci sarebbe più alcun motivo per entrare in centro data la strage di negozi e  pubblici esercizi o attività ricreative che provocherebbe”, spiega all’Ansa il presidente dell’associazione  Giancarlo Banchieri. L’amministrazione comunale cambierebbe le fasce orarie della zona a traffico limitato, allungandole: non più dalle 7.30 alle 10.30, ma fino alle 19.30, e introducendo un biglietto di ingresso di 4 o 5 euro per chi vuole entrare e non è residente. Continua la sindaca: “Sappiamo  che le novità creeranno grande dibattito, e che non mancheranno dubbi e critiche e siamo qui anche per ascoltarli ed eventualmente migliorare questo modello, rendendolo il più efficace possibile”.