L’analisi si è concentrata in particolare sul Piemonte e su Torino, rivelando i gusti e le tendenze a livello locale. Tra le principali rilevazioni, quelle relative al livello di interesse da parte di uomini e donne, fasce d’età più attive nella ricerca del regalo perfetto, spesa media per acquisto e regali più ricercati
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La festa più romantica dell’anno è arrivata e la scelta del regalo perfetto per il partner impazza sul web. In questa occasione speciale Regali.it, piattaforma specializzata in idee regalo originali e divertenti, ha analizzato abitudini e comportamenti degli italiani, scoprendo a Torino un’attenzione particolare verso la ricorrenza e svelando le tendenze di acquisto a livello locale. Lo studio, dedicato ai regali online per San Valentino, è stato realizzato a seguito della recente diffusione dei dati sullo stato dell’ecommerce in Italia da parte dell’Osservatorio eCommerce B2c. Secondo la ricerca si tratta proprio di questo tipo di ricorrenze che ne spingono la crescita, stimata nel 2017 al 17% in più rispetto all’anno precedente.
Torino città degli innamorati
Torino patria dell’amore. Il volto romantico della città si mostra in particolare nel famoso Parco del Valentino. I sui alberi ad alto fusto custodiscono i sogni delle migliaia di coppie che si perdono tra i suoi prati e viottoli. Oggi lo studio conferma questa vocazione della città, inserendola tra le prime dieci in Italia per livello di attenzione a questo giorno speciale. Ecco che, con il 6,9% di visualizzazioni dedicate a regali di San Valentino nel periodo che precede la ricorrenza, il capoluogo di regione è in terza posizione per livello di interesse sul piano nazionale. La precedono Milano, 15,5%, e Roma, 14,2%.
Donne in cerca del regalo perfetto
San Valentino è un giorno da celebrare, anche attraverso l’acquisto di un dono per la propria
metà. Secondo l’analisi, questa è un’inclinazione che accompagna in particolare le donne. Il numero di acquisti per queste ultime, infatti, è nettamente superiore a quello che caratterizza gli uomini.Ciò è vero sia a livello nazionale, dove la percentuale di transazioni è per la donna del 60,2%, contro il 39,8% degli uomini, che a livello locale. A Torino, spetta alle donne il 73,3% degli acquisti, mentre agli uomini solo il 26,6%. ù
Giovani i più attenti alla ricorrenza
In linea con i dati nazionali, sono i giovani i più interessati all’acquisto di un regalo per il giorno più romantico dell’anno. A Torino, in particolare, è la fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni la più interessata all’acquisto di un regalo. Le visualizzazioni di possibili doni per la persona del cuore rappresentano qui il 26,7% del totale.Una percentuale superiore anche a quella riscontrata sul piano nazionale. Qui i 25 – 34enni manifestano il 25,9% di interesse, superando i giovanissimi tra i 18 e i 24 anni, che conquistano invece il 25,9% Alto tasso di romanticismo in Italia anche per i 35 – 44enni al 21,5%.
Spesa maggiore per le donne
Ma quanto sono disposti a spendere i torinesi per la loro dolce metà?L’analisi indica che a Torino la spesa media per ordine è di 45,11 euro. In particolare, se gli uomini spendono mediamente 43,22 euro, sono le donne le più generose con 47,00 euro per ordine.Il dato si discosta da quello nazionale secondo cui l’uomo con il 28,6% delle visualizzazioni effettua il 42,4% della spesa complessiva, dimostrando di comprare meno ma di spendere proporzionalmente in più.
La magia di un aperitivo itinerante
Un vero e proprio cult a Torino. Si tratta dell’Aperitivo su tram, un tour della città da condividere con una persona speciale. Il regalo è tra i più gettonati del capoluogo piemontese, che partecipa così ai festeggiamenti offrendo la sua splendida scenografia.Ma le Emozioni da vivere in due sono tra le più ricercate anche nel resto d’Italia. Ne fanno parte soggiorni da favola, percorsi di degustazione e altre esperienze da condividere con la persona amata. Per i regali che la compongono, la percentuale di visualizzazioni a livello nazionale è dell’8,1%.
Nota metodologica
Studio effettuato nel mese di gennaio 2018 per un numero complessivo di oltre 1,5 milioni di pagine visualizzate e 5.000 idee regalo disponibili.

documentario del nostro tempo. Oltre 200 eccezionali immagini compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto, raccontano la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso di cui disponiamo, il nostro pianeta. 
Condanna all’ergastolo e isolamento diurno per la durata di tre mesi a Egle Chiappin, di 54 anni, accusata di aver ucciso con un tirapugni il pensionato Giovanni Battista Boggio
Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ed esponente di Potere al Popolo ha rilasciato questa dichiarazione:
pazzo e mostrare di essere convinto di essere Enrico IV di Francia. Carlo Cecchi riprende il testo pirandelliano, uno dei più penetranti e intensi sul tema della maschera e del rapporto realtà – finzione, nonché magistrale esempio di teatro nel teatro, rimaneggiandolo, però, in modo da farlo risultare ancora più incisivo, capace di sottolineare l’aspetto psicologico e di critica sociale. Cecchi riduce in modo drastico i lunghi monologhi che, in origine, erano stati scritti per Ruggero Ruggeri e colloca la vicenda in un costante equilibrio tra finzione e realtà. L’essere e l’apparire risultano due facce della stessa medaglia, cui si aggiunge il nascondersi dietro la lucidità insinuante e sferzante, dentro un mondo ovattato, in un’epoca remota della storia, o dietro maschere che ognuno di noi indossa, pur senza definirsi attore. Il protagonista vive, fingendosi Enrico IV, una esistenza fiabesca con l’aiuto di alcuni uomini da lui pagati per fingersi suoi consiglieri segreti; ad un certo punto riconquista la ragione, ma continua a fingersi pazzo ed osserva dall’esterno la sceneggiata predisposta per lui, che coinvolge anche la donna amata, Matilde Spina, e l’amante di lei, Belcredi, un medico che vuole provocare uno choc per farlo rinsavire. Cecchi elimina diverse ridondanze e non appesantisce di lunghi monologhi la piece teatrale, usando finzione e umorismo, riuscendo benissimo a rendere il pirandellismo del testo.
Pannunzio a 50 anni dalla sua morte. Gli telefonai per complimentarmi con lui che era riuscito a storicizzare la figura di Pannunzio, andando oltre le celebrazioni acritiche e le polemiche contingenti in cui si è impelagato Eugenio Scalfari. Fu generoso con me e mi disse che aveva letto e apprezzato il mio articolo su Pannunzio per il suo “taglio innovativo”. Mi disse che , pur essendomi occupato per quasi 50 anni dell’argomento, avevo saputo dare un taglio distaccato. Concordò con me sul fatto che Pannunzio non aveva avuto un biografo adeguato. Una telefonata di pochi minuti, l’ultima tra tante. Ma soprattutto la nostra frequentazione era avvenuta a Palazzo Filomarino, dove abitava Alda Croce e dove ha sede l’istituto italiano di studi storici in cui Galasso si era formato alla scuola di Federico Chabod, come accadde a Rosario Romeo e Renzo De Felice. Una volta gli proposi di succedere ad Alda Croce alla presidenza del Centro “Pannunzio”,lui ringraziò ma mi disse che spostarsi a Torino di frequente era per lui troppo disagevole. Nel suo ricordo di Alda Croce nel 2009 al momento della sua morte omise di ricordare che era stata Presidente del Centro “Pannunzio”,ma quando lo chiamai per farglielo notare, mi chiede scusa e mi disse che aveva dovuto scrivere il pezzo in pochissimo tempo. Un tratto essenziale, fondamentale di Galasso è che fu anche attivo politicamente: fu deputato repubblicano per tre legislature e sottosegretario di Stato ai beni culturali. 

Conclude Ruffino: “Saitta aveva assunto in Commissione e in Consiglio regionale impegni precisi sulle tempistiche per la riattivazione del reparto di Oftalmologia a Orbassano. Una promessa ribadita in occasione dell’inaugurazione del pronto soccorso. Denunciamo invece che quanto detto é rimasta lettera morta. L’attività dell’assessorato alla Sanità non può bloccarsi a causa della campagna elettorale. Sempre sperando che il Partito Democratico non abbia nuovamente cambiato idea e non voglia più provvedere a riattivare un servizio d’eccellenza che veniva offerto al San Luigi“.
Anche una donna tra i tre controllori Gtt aggrediti ieri in via XX Settembre all’altezza del civico 6. L’aggressore è un ragazzo 21enne nigeriano