redazione il torinese

La tecnologia al servizio della società

Il Presidente e il Direttore del Siebel Energy Institute ricevono il titolo per il loro contributo al progresso della ricerca negli ambiti dell’Informatica avanzata e delle Telecomunicazioni. Il Politecnico sigla un accordo con l’Università della California – Berkeley

Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni al servizio della società: sono questi i tratti che accomunano i due neo-laureati ad honorem del Politecnico di Torino Thomas M. Siebel, presidente e CEO di C3 IoT e presidente fondatore del Siebel Energy Institute, e S. Shankar Sastry, direttore del Siebel Energy Institute, oltre che preside della scuola di Ingegneria della University of California, Berkeley. Il Rettore Marco Gilli ha conferito oggi i due riconoscimenti insieme ai Direttori dei Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Andrea Bianco e di Automatica e Informatica Claudio DemartiniThomas M. Siebel, attualmente presidente e Chief Executive Officer di C3 IoT, è stato il fondatore, presidente e Chief Exectuive Officer di Siebel Systems, una delle società di software leader a livello mondiale, con oltre 8.000 dipendenti in 32 paesi, più di 4.500 clienti aziendali e ricavi annui superiori a 2 miliardi di dollari, che si è fusa con Oracle Corporation nel gennaio 2006.

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Siebel fonda nel 1996 la Thomas and Stacey Siebel Foundation, che finanzia progetti a sostegno di soluzioni energetiche, programmi educativi e di ricerca per la sanità pubblica e per il supporto ai senzatetto e diseredati. Nel 2015 la Fondazione ha promosso il Siebel Energy Institute, un consorzio globale per la ricerca energetica innovativa e collaborativa, che promuove la collaborazione di ricerca tra le migliori università e stimola le più grandi menti in ingegneria e informatica per affrontare le sfide energetiche più urgenti del nostro tempo. Il titolo di Laurea Magistrale ad honorem in Ingegneria Informatica viene conferito a Thomas Siebel “per la sua capacità di leadership, riconosciuta a livello internazionale, nell’ambito delle Tecnologie Avanzate  dell’Informazione, in qualità di fondatore e amministratore delegato di aziende leader del settore, Siebel Systems e C3 IoT, e per gli straordinari contributi apportati allo sviluppo della Scienza e della Tecnologia, in particolare negli ambiti dell’Advanced Analytics  e dell’Internet of Things, attraverso la Siebel Foundation, il Siebel Energy Institute  e il Siebel Scholar Program”.

 

Sosale Shankar Sastry è attualmente Roy W. Carlson Professor of Engineering and Dean of Engineering presso l’Università della California – Berkeley. I suoi campi di studio spaziano dai sistemi di controllo resilienti, alla progettazione di meccanismi per sistemi complessi di reti sociali, fino alla cyber-security, ai sistemi robotici autonomi (in particolare, per veicoli aerei senza equipaggio), alla visione artificiale. “Per gli straordinari risultati di ricerca raggiunti nell’ambito del controllo adattativo e non lineare, dei sistemi robotici autonomi e della  sicurezza informatica e per gli eccellenti contributi apportati agli studi sull’impatto sociale delle Tecnologie dell’Informazione, in qualità di Preside del College of  Engineering dell’Università della California – Berkeley, di Director of the Blum Center for Developing Economies and former Director e di Director of the Center for Information Technology Research in the Interest of Society (CITRIS)”, il Politecnico gli conferisce il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni.

 

Come abbiamo discusso durante i tre incontri del G7 che si sono svolti a settembre qui a Torino, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione produttiva”, commenta il Rettore del Politecnico Marco Gilli, che continua: La sfida per il futuro sarà comprendere quale potrà essere il nuovo paradigma di collaborazione uomo-macchina e promuovere politiche per rendere questa nuova forma di interazione utile per le persone e per la società. In questo contesto, Shankar Sastry e Thomas Siebel hanno apportato un contributo straordinario allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione più avanzate: Shankar Sastry, come uno dei più brillanti ricercatori del settore, Tom Siebel come leader imprenditoriale a livello mondiale. Ma oltre ai loro straordinari risultati nel campo della Scienza e della Tecnologia, con la loro attività hanno fornito un contributo eccezionale per studiare e comprendere l’impatto sociale delle tecnologie emergenti, al fine di renderle più inclusive e sostenibili.

 

“È un grande privilegio ricevere questo riconoscimento dal Politecnico di Torino, una delle università più importanti al mondo. L’onore ed il privilegio sono fonte sia di umiltà sia di grande emozione”, aggiunge Thomas Siebel“È per me un grandissimo onore ricevere questo riconoscimento da un Ateneo prestigioso con cui ho avuto importanti collaborazioni nel corso degli anni e per il quale nutro grande stima”, conclude Shankar Sastry.

 

 

In conclusione della cerimonia, il Politecnico ha siglato un accordo di partnership con la University of California at Berkeley, volto a rafforzare la collaborazione tra i due atenei negli ambiti della trasformazione digitale della società, con particolare riferimento ai settori dell’energia, della mobilità e dell’advanced manufacturing. Saranno possibili nell’ambito di questo accordo mobilità di docenti, studenti e dottorandi, attività congiunte di formazione e ricerca, scambi di materiale accademico e pubblicazioni, che potranno aprire la strada a progetti congiunti tra ricercatori torinesi e californiani. L’accordo sarà inoltre finalizzato all’attuazione di ulteriori attività comuni, svolte insieme al Sutardja Center for Entrepreneurship and Technology, il Centro che si occupa di trasferimento tecnologico e imprenditorialità di Berkeley, che accoglierà ricercatori e studenti interessati ad apprendere le metodologie di condivisione della conoscenza. Un campus del Politecnico nascerà a Berkeley: uno spazio di condivisione della cultura imprenditoriale della Silicon Valley e di scambio tra studenti e docenti.

La Salome’ di Richard Strauss al Regio

Nell’ambito del Festival dedicato a Richard Strauss, è in scena al teatro Regio dal 15 febbraio scorso la Salome’ del celebre compositore tedesco. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio Gianandrea Noseda, al suo terzo appuntamento operistico della stagione lirica in corso, dopo i successi ottenuti con la direzione del Tristano e Isotta di Wagner e della Turandot di Puccini. Salome’ viene rappresentata in forma semiscenica, curata da Laurie Feldman, che nesegue fedelmente il libretto, evidenziando gli aspetti fondamentali della grande drammaturgia presente nel capolavoro di Strauss.I personaggi interagiscono tra di loro all’interno di uno spazio scenico connotato da alcune sedie e racchiuso da fondali neri. Il cast è di assoluto livello. Nel ruolo di Salome’ il soprano Erika Sunnegardh, Erode è interpretato dal tenore Robert Brubaker ed il soprano Doris Soffel veste i panni di Erodiade. Il personaggio di Jochanaan è affidato alla voce del baritono Tommi Hakala. Il capolavoro di Salome’ lega il suo nome a quello del teatro Regio di Torino in quanto proprio qui ebbe luogo la prima italiana dell’opera, nel lontano 1906, diretta dallo stesso Strauss. “Salome’ – dichiara il maestro Noseda – è un’opera che dà i brividi. A più di un secolo dalla prima non ha perso nulla del suo fascino seducente e morboso. Per il pubblico d’oggi non presenta più quella mostruosità emotiva che percepivano i primi spettatori agli inizi del Novecento, noi sappiamo già cosa aspettarci, ma l’effetto è dirompente; invade con quell’erotismo selvaggio, con quella sensualità, con quel suo disagio esistenziale.

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È un’opera meravigliosa, molto difficile da rendere, che richiede una grande scaltrezza tecnica, per non parlare delle difficoltà dei cantanti, una vera e propria vetta da scalare. Se non ci fosse stata Salome’ la storia dell’opera sarebbe cambiata, non ci sarebbero stati il Wozzeck e la Lulu’ di Berg, il Trittico e la Turandot di Puccini. Salome’ è il primo capolavoro operistico con il quale si è avuto il coraggio di osare moltissimo”. La novità che distingue la partitura della Salome’ consiste nel fatto che Strauss vi traspone l’estetica dei suoi poemi sinfonici, vale a dire il principio dell’analisi e della descrizione sonore fino ai limiti estremi. Salome’ è, infatti, un poema sinfonico con l’aggiunta di parti vocali. Strauss rimase folgorato dalla rappresentazione a teatro della Salome’ di Oscar Wilde nel 1903 e decise lui stesso di sfrondarne la versione tedesca, eliminando le parti ridondanti. Il linguaggio nell’opera è forse l’aspetto che, più degli altri, sembra giustificare la citata e peraltro discutibile affermazione di Thomas Mann: “Avanguardia e sicurezza si traducono in un’armonia dissociata e dissonante quant’altre mai”. Negli Stati Uniti l’opera, che ottenne un vasto successo di pubblico in Europa, fu negli anni Venti vietata per oscenità. L’atto unico da cui Strauss trasse la sua opera, la Salome’ di Wilde, è un testo simbolistico. Il Battista rappresenta la nuova etica, Erode e la sua corte la corruzione del passato e la sedicenne Salome’, che rispecchia il sedicenne Alfredo Douglas di cui Wilde era innamorato, lo strumento di comunicazione tra i due mondi.

Mara Martellotta

Capodanno cinese al Torino outlet village

Cerimonia del tè, cooking class di ravioli cinesi, workshop di calligrafia, sfilata di abiti tradizionali: tra colori e cultura Torino Outlet Village celebra l’anno del Cane con un giornata ricca di iniziative gratuite

Ravioli ripieni che simboleggiano ricchezza, rituali del tè nel segno della serenità e dell’armonia, sfilata dei tradizionali abiti cinesi “qipao”. Sono solo alcune delle antiche usanze, ricche di fascino, che fanno del Capodanno Cinese una delle più attese festività dalla comunità cinese, e non solo. «È un’occasione di condivisione e di grande crescita per il nostro territorio – dichiara il General Manager di Arcus Real Estate Victor Busser Casas – un invito a creare e valorizzare i legami tra le nostre culture, soprattutto di fronte all’incremento di flussi turistici registrato negli ultimi tempi e ai rapporti istituzionali sempre più intensi sviluppati con la Cina».Una celebrazione suggestiva, entrata ormai nell’immaginario collettivo, che per la prima volta sarà celebrata con una giornata ricca di eventi al Torino Outlet Village.

 

Saranno tante le iniziative che tra i viali del Village renderanno omaggio all’arrivo del nuovo anno, associato secondo l’astrologia orientale alla figura del Cane. Undicesimo segno dello zodiaco cinese, quest’ultimo è simbolo di fedeltà, gentilezza e tolleranza; secondo la tradizione popolare, l’influenza di un animale guida nella nascita e nella crescita di un uomo, è considerata infatti decisiva, perché causa della definizione del carattere e della personalità della persona.

 

In un trionfo di colori, profumi e allegria, il viaggio di Torino Outlet Village verso il Sol levante avrà inizio con la degustazione del tè cinese secondo il metodo Gong Fu Cha -su prenotazione- in programma a partire dalle ore 11.00. Presso C-HOUSE Cafè & Restaurant verrà rappresentata una vera e propria cerimonia del tè a cura di AICTEA Istituto Nazionale per il culto del tè e CAMELLIA Il tempio del tè. Un’esperienza di sapori e odori di terre lontane, da vivere con l’olfatto e col gusto, che merita di essere vissuta per conoscere l’origine e la storia di questa antica bevanda.

 

Per gli appassionati di prelibatezze gastronomiche, l’appuntamento sarà alle 12.00 con la cooking class dei tipici ravioli cinesi “YAOZI” e tasting. Un workshop gratuito permetterà ai partecipanti di imparare i segreti della preparazione e della cottura del tipico piatto cantonese: attenzione però al numero di pieghettature da realizzare, sono segno di buoni affari economici.Alle ore 16.00 spazio alla moda orientale con la sfilata del tradizionale abito cinese “QIPAO” nella piazza centrale e boulevard, a cura di Atelier Luna di Chen WenJuan.

Il pomeriggio continua con laboratori di calligrafia e carta intagliata partire dalle ore 16.30 per imparare a scrivere il proprio nome in cinese a cura dell’Istituto Confucio di Torino

 

Alle 18.00 la straordinaria giornata celebrativa delle tradizioni orientali si concluderà con la scenografica proiezione di un video mapping dedicato al Capodanno Cinese che illuminerà l’obelisco firmato da uno dei maggiori esponenti dell’architettura contemporanea, l’architetto italiano Claudio Silvestrin. L’Happy Chinese New Year sarà inoltre l’occasione per approfittare degli ultimi giorni di saldi eccezionali a prezzi outlet, fino al 2 marzo. L’ultima possibilità per rinnovare il proprio guardaroba con capi ed accessori di tendenza delle firme più fashion a prezzi straordinari.
Le attività sono ad accesso limitato, si consiglia la prenotazione presso l’INFO POINT Tel. +39 011 19234780

Le fiamme gialle all’Embraco

La Guardia di Finanza ha fatto visita agli uffici dell’Embraco, l’azienda del gruppo Whirlpool con stabilimento a Riva di Chieri, che ha annunciato 500 licenziamenti. Non si conoscono i motivi dell’ispezione. Sembra che i finanzieri abbiano chiesto di visionare della documentazione.

Nel weekend Torino diventa capitale italiana del profumo

La città diventa Capitale  del Profumo con ospiti internazionali di grande fama nell’ambito della mostra “PerFumum. I Profumi della storia” Torino capitale del profumo, è questo il progetto di Roberta Conzato e Roberto Drago, fondatori dell’Associazione culturale Per Fumum, per la città con la più alta concentrazione di profumerie di nicchia per metro quadro. Nell’ambito della mostra “PerFumum. I profumi della storia” a Palazzo Madama dal 15 febbraio al 21 maggio, l’Associazione Per Fumum organizza una rassegna di incontri sulla cultura dell’olfatto per “mettere il naso” nel mondo della profumeria. Gli eventi si terranno il 15, 16, 17, 18 febbraio e il 7 e 8 aprile 2018 presso Palazzo Madama e altre sedi in città e saranno l’occasione di incontrare creatori di profumi riconosciuti a livello internazionale come Jean Claude Ellena, celebre profumiere francese e storico naso di Hermès e Lucien Ferrero, maestro profumiere e amministratore della Scuola di Alta Profumeria di Forcalquier, che illustrerà come i sensi classici che tutti enumeriamo come 5, possano in realtà essere considerati in totale 12. Con l’Osmothèque di Versailles, unico museo al mondo ad avere la collezione completa dei profumi originali prodotti dal 1800 ad oggi, si potrà fare un vero viaggio nella profumeria moderna e nei suoi capolavori, con il Consorzio del Bergamotto e della Società Capua 1880 si approfondirà la storia del bergamotto, dai metodi di estrazione del prezioso olio essenziale all’utilizzo e all’importanza nel mondo della profumeria. “Sono felice di veder realizzato un mio grande sogno: l’unione della magia del profumo con la bellezza della mia città. – dice Roberta Conzato, Presidente dell’Associazione Per Fumum – L’educazione olfattiva per troppo tempo non ha avuto la ribalta che merita, oggi possiamo dire di aver raggiunto un traguardo importante, che per noi di Per Fumum è un punto di partenza per sviluppare la cultura del profumo”. “Torino è una delle città più importanti in Italia per il mondo della profumeria artistica e per la sua impronta culturale – continua Roberto Drago, Socio Fondatore dell’Associazione Per Fumum – quindi è la sede più indicata per tenere a battesimo una manifestazione di questo tipo. La città sarà animata da eventi che si terranno a Palazzo Madama e in altre sedi in città”. Non mancheranno commistioni con la musica con il concerto per organo a cura del maestro Filippo Sorcinelli, “sarto dei papi” e creatore dei marchi Unum, Sauf e Nebbia, che sarà accompagnato dalla soprano Giovanna Donini e con il mondo food & beverage, grazie ai rinomati bartender Antonio Parlapiano e Oscar Quagliarini. Il creatore di fragranze Luca Maffei, di Atelier Fragranze Milano, esporrà dei profumi realizzati ispirandosi alle collezioni storiche di Palazzo Madama del periodo romano, medievale, rinascimentale e barocco. Le fragranze saranno in mostra fin dal 15 febbraio. Nel mese di marzo si terranno inoltre alcuni laboratori sul profumo in varie sedi della città. In occasione della mostra e della rassegna di eventi dedicati al meraviglioso mondo dell’olfatto, infine, numerose boutiques tra profumerie di nicchia, negozi di abbigliamento e attività commerciali del centro e di altre zone di Torino hanno aderito all’invito dell’Associazione Per Fumum e allestiranno le loro vetrine a tema.

I talenti di Sanremo Unlimited

Anche quest’anno SANREMO UNLIMITED, il format patrocinato da Casa Sanremo (l’hospitality ufficiale del Festival della Canzone Italiana) finalizzato alla presentazione di talenti della musica leggera a discografici, autori e produttori, ha avuto un vero successo

Ben 35 i cantanti che Franco Ganci ha proposto. Erano presenti agli ascolti:

DAVIDE MAGGIONI, produttore discografico e direttore artistico dell’etichetta milanese “Rusty Records” già vincitore del Festival nel 2013 con Antonio Maggio, secondo nel 2016 con Chiara Dello Iacovo (nostra diretta scoperta) e vincitore del Premio Sala Stampa nel 2018 con Alice Caioli; MASSIMO MORINI, pluridirettore d’Orchestra del Festival di Sanremo (28esima presenza), vincitore di 7 Festival, A&R Manager di Sony Music, vincitore di 8 dischi d’Oro; MARCO CIAPPELLI, autore di brani per Noemi, Giuliano Palma, Fiorello, Francesco Facchinetti, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Bianca Atzei, Nina Zilli, Loredana Errore, etc.; ADRIANA ROMBOLA’, Presidente dell’etichetta discografica “Riserva Sonora”; MARCO MORI, già nello staff di Ligabue e manager di Paola & Chiara, direttore artistico di “Riserva Sonora”; GIOVANNI GERMANELLI, promoter artistico per cantanti tramite i principali media radio/televisivi, web e stampa; MARCO COLAVECCHIO, produttore discografico, direttore artistico nel tour di Paolo Vallesi e attualmente impegnato in un progetto con Eros Ramazzotti. La manifestazione si è svolta nei giorni 8 e 9 febbraio al Palafiori di Sanremo ed è andata in onda in diretta su 3 emittenti in streaming. Tutti i partecipanti sono stati premiati con la consegna del NATIONAL VOICE AWARDS, cerimonia svolta nell’ambito dell’area riservata di Casa Sanremo. Tra coloro che hanno premiato i nostri partecipanti c’erano anche MAURO MARINO di Radio Italia e ROSARIA RENNA di Radio Montecarlo. Un ringraziamento per la collaborazione va a Pulsart Academy nelle persone di Patrizia Mottola e Emiliano Boschetti, a Monica Pera, Ketty Camerlengo e a Massimo Curzio del Big Stone Studio. Sono venuti a trovarci Alice Caioli, Andrea Maestrelli e Alberto Lionetti. Infine un grazie a Paolo Formia, prezioso nell’aiuto delle attività di ascolto e consegna premi, alle belle ed eleganti vallette Carola Falco e Corinne Liscio e a Stefano Celi, nostro partner ufficiale con l’Azienda Agricola valdostana LA SOURCE.

 

Franco Ganci

Scontro frontale: due morti e un ferito grave

DAL VENETO

Due morti e un ferito in gravi condizioni all’ospedale di Treviso. E’ il tragico bilancio dello scontro frontale avvenuto  lungo la SS14, a Lison di Portogruaro (Venezia). I vigili del fuoco del distaccamento hanno estratto dalle lamiere i corpi senza vita  degli occupanti di una Fiat 600: le identità delle vittime non sono ancora note, probabilmente si tratta di  persone del luogo. 

Piacenza, arresto dei violenti. Un plauso alla Digos

Il Siap: “Ringraziamento per la professionalità ed efficienza dei colleghi di Torino. Ci attendiamo pene esemplari per atti vili.” 

 

“Siamo davvero soddisfatti” – è il commento di Pietro DI LORENZO, Segretario Generale Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato – “La notizia della rapida individuazione ed arresto dei due maggiori responsabili delle violenze di Piacenza, di cui uno residente in Val di Susa, è l’ennesima prova della professionalità e capacità investigativa della Digos torinese” “ Il vile attacco portato agli uomini in divisa non può restare impunito e ci aspettiamo che dopo le parole , in molti casi di circostanza, seguano provvedimenti esemplari commisurati alla viltà degli atti compiuti” “Il nostro plauso e ringraziamento va a tutti i colleghi che ad ogni livello hanno raccolto il materiale documentale e condotto le indagini con dedizione, impegno e professionalità permettendo così di raggiungere un risultato rapido.”

 

 

 

            Ufficio Stampa Siap Torino

Ignoranza e violenza politica al tempo delle elezioni

Mi sono fatto persuaso che una delle basi su cui si fonda la violenza politica è l’ignoranza. Ignoranza di quello che è stato, di quello che è e di quello che potrà essere. Ignoranza di chi esercita questa violenza fisica e verbale e di chi  la giustifica, di chi vuole ergersi a Stato in assenza dello Stato e di chi è contro lo Stato stesso. E ora la campagna elettorale amplifica. Il violento di per se è  ignorante. Ma ci sono gli epigoni. Pronti nel dire che la violenza dell’amico è meno violenta di quella del nemico di sempre: l’altro. Così a sinistra i centri sociali tutto sommato sono “giustificati” se si presentano nei cortei incappucciati o con i caschi. Sono giustificati anche perché sono no tav. E poi “quel provocatore” di Renzi che vuole persino  far sfilare quelli del PD. Anche a destra le cose non sono migliori, anzi se possibile peggiori. Alcuni sono imprigionati nella ideologia fascista con contaminazioni naziste. Del resto si sa che un grande limite della destra liberale italiana è l’ essere condizionata dalla pesantissima dittatura,  quando forse i treni arrivano puntuali ma il razzismo e la guerra erano di casa. Così anche loro diventano vittime di se stessi e delle loro coperture. La Meloni cacciata a forza da Livorno ha parlato di Casa Pound o di terza posizione: sono ragazzi. Sdrammatizzare per poi enfatizzare i confronti elettorali politici facendoli sempre più diventare una gazzarra. Tutti contro tutti, sempre, dando sulla voce e facendo diventare l’interruzione prassi quotidiana, con il solo obiettivo di  negare l’avversario politico che  diventa un nemico, e come tale da abbattere. Altro che confronto. Altro che normale dialettica democratica: negare con violenza fisica e verbale, l’urlo come sopraffazione. Se si fa presente che la costituzione è antifascista obiettano perché non è anche anticomunista. Ed ecco la voluta ignoranza che si può definire anche mistificazione. Cosi come le Foibe che sono state ” ineluttabili conseguenze alle nefandezze dei fascisti”. E ricordo aberranti slogan degli anni ’70 come “le sedi fasciste si chiudono col fuoco con dentro i fascisti ed è troppo poco”. Perchè mi indigno? In fondo ci sono sempre stati questi fenomeni di violenza. Mi indigno proprio perché la Storia non insegna nulla. Dunque?. Cosi la violenza dei centri sociali è giustificata se non motivata dalla cosiddetta violenza capitalista. Ed il bisogno di un dittatore dall’attuale caos prodotto dai clandestini. Non scappano dall’Africa per fame, ci invadono per violentare le nostre donne. Omettendo la realtà dei  campi di sfruttamento del caporalato, ad esempio in Puglia. Stravolgendo la realtà e inventandola con la diffamazione del nemico politico. Purtroppo potremmo andare avanti a forza di esempi. Tutti sulla falsariga della menzogna e non per la ricerca della verità. L’obiettivo dei violenti è fin troppo chiaro: indebolire le istituzioni democratiche. Loro con la violenza sono fagocitanti. Un nichilismo totale. Ammesso che sappiano  chi erano i nichilisti. Ma le forze politiche non si facciano illusioni, abbassino i loro toni. Da troppi anni la politica sembra preda della paralisi, da anni i partiti sono in continua campagna elettorale con l’unico scopo di minare la credibilità dell avversario. Bisogna invertire la tendenza e scegliere chi governa anche in base al suo sapere, ripristinare la normale dialettica democratica. Ma forse  non abbiamo più tempo.
Patrizio Tosetto

L’arte e la società, la vita e la politica, quarant’anni di storia italiana

Innanzitutto una novità. Roba da segnare sul proprio diario, da non scordare più. Italiana, contemporanea come più non si potrebbe, negli argomenti, nella felicità con cui delinea i vari personaggi, nel linguaggio incisivo e scoppiettante, con battute godibili a raffica, nell’articolazione delle differenti vicende che vi si incrociano. La produzione è degli Stabili di Torino e Bolzano, l’autore Fausto Paravidino, quarantunenne, nato a Genova ma piemontese (Ovada e dintorni) di formazione, primo exploit Due fratelli che si aggiudicò nel 1999 il premio Tondelli e l’Ubu quale migliore novità italiana un paio d’anni dopo, incursioni nel mondo del cinema (Texas, un titolo per tutti, ai suoi tempi a rischio di un David quale miglior esordiente), quantomai maturo nella propria scrittura e allo stesso tempo ancora troppo debole in un nostrano panorama teatrale che pare non volerlo ancora completamente accettare. E allora ecco che il successo, quello fragoroso, quello di costante ricerca, arriva all’estero, con le presenze nei cartelloni dei teatri del nord Europa, con il Royal Court Theatre londinese che gli commissiona Genova 01, con la Comédie Française che gli mette in scena La malattia della famiglia M. (pronta a raggiungere pure la lontana Taipei, in Taiwan). Qualcuno lo ha definito “uno dei migliori drammaturghi europei”, dal gennaio di quest’anno il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale lo ha promosso “dramaturg residente”, oggi siamo curiosi del lavoro che saprà svolgere.

Per intanto godetevi questo Senso della vita di Emma, fino a domenica sul palcoscenico del Gobetti, la narrazione di quattro decenni di casa nostra difficilmente dimenticabili, attraverso la presenza/assenza del personaggio del titolo, attraverso le azioni e le idee, i rapporti e i caratteri di quanti le stanno intorno, il padre e la madre, la sorella perennemente stronza e il fratello in cerca di identità sessuale, la coppia di amici estremamente suscettibili ma rifugio sicuro e consolatorio per un momento di riflessione e per una gravidanza che bisogna portare avanti, la zia che ama tanto narrare favole come fossero tragedie orripilanti, il don Mario che non disdegna di rovistare tra le gambe delle parrocchiane… Un iniziale vernissage in una galleria, con le chiacchiere farraginose intorno al mondo dell’arte, i pareri strampalati, dove campeggia un ritratto di donna sconosciuta, la prima di tante fotografie che allineano i “ritratti di una quotidianità semplice, viva e riconoscibile”, un principio a questo “romanzo teatrale in due parti” che narra, che ironizza, che diverte, che serve da specchio al pubblico in sala, che predispone alla riflessione. Che percorre un lungo tratto di storia con il sorriso stampato in faccia: ma non troppo. Paravidino, in un impianto che a tratti s’avvicina al cabaret e alla facile rivista (nel commento musicale di Enrico Melozzi incroci pure Orietta Berti), che utilizza attori in carne e ossa come le marionette o le maschere, gioca con la politica e la società, tra il pubblico e il privato, guarda all’Italia e fa un salto in Gran Bretagna, seguendo quella ragazza/donna negli anni della sua disturbata crescita, tra urla e chiacchierate sulfuree allinea il rapimento Moro e le Brigate Rosse, il boom e i tanti oggetti che riempivano le nostre case, Elisabetta the queen e i Beatles che attraversano le strisce pedonali di Abbey Road, la Thatcher e Tony Blair, le nuove suffragette dell’ecologismo, le irruzioni e le rivolte. Sino a ritrovarsi dentro un altro vernissage e un’altra galleria, ancora con quella tela e quel viso di donna sconosciuta: ma ecco che Emma compare, lei che quel quadro lo vorrebbe distruggere, a fare i conti con il passato, quello proprio e quello degli altri, in un pistolotto finale di ricordi e di confessioni che vuole tirare tutte le fila. È la chiusura su una bella commedia che nel secondo tempo, con il rischio di girare su se stessa, ha avuto qualche cedimento, qualche fragilità, che prosciugata sarebbe perfetta. Ma il successo della serata rimane, intatto, non soltanto per la brillantezza della scrittura ma pure per l’apporto immediato, tutto uno scoppiettìo, degli interpreti, maschere di un’Italia da manuale, dallo stesso Paravidino a Eva Cambiale, da Gianluca Bazzoli (un fratello perfetto nell’esporre con feroce pragmatismo il modus vivendi di casa sua) alla drammaticissima narratrice Sara Rosa Losilla, da Giacomo Dossi, prete arrapato e bellone da discoteca a Iris Fusetti, la Emma del titolo.

 

  Elio Rabbione

(Foto: T. Le Pera)