redazione il torinese

Violentata e picchiata da quattro uomini

DALLA LIGURIA  E’ stata violentata da quattro persone e picchiata la notte di San Valentino nel quartiere popolare del Cep di Genova. La squadra mobile ha arrestato quattro persone, si tratta di un italiano di 50 anni e di tre marocchini di 25, 25 e 30 anni. La donna,  brasiliana, è stata trovata nella casa dell’ italiano dopo una telefonata al numero di emergenza da parte di un vicino. In ospedale ha raccontato di essere stata violentata dal gruppo dopo essere stata sequestrata e picchiata. Per evitare che fuggisse, le hanno legato polsi e caviglie con nastro  da pacchi. Ma lei è riuscita a citofonare a un vicino che ha avvisato le forze dell’ordine.

Magliano: “Suk, l’illegalità fa cinquina: bomba a orologeria”

Quinto sabato di Libero Scambio in Canale Molassi, in barba alla delibera di Giunta. Ma questa volta c’è un salto di qualità: falò accesi dalle prime luci dell’alba, espansione territoriale del mercato e attenzione da parte degli anarchici. ViviBalon non riesce a mantenere il controllo

Il suk non lascia: anzi, raddoppia. Metafora televisiva dal sapore d’antan per esprimere un concetto molto concreto e attuale: non solo, per il quinto sabato consecutivo, il suk resta in Canale Molassi (con buona pace della delibera di Giunta), ma – secondo quanto riferiscono più voci e fonti – si allarga, forte di nuovi operatori in arrivo da fuori. La zona, d’altronde, è appetibile: garantisce ottimi affari in assenza di controlli. Falò e fuochi bruciano dalle prime ore del mattino, accesi con materiale forse tossico, e l’odore di plastica bruciata si sente a distanza, denunciano alcuni cittadini. I media vicini agli antagonisti lanciano parole d’ordine e convocano assemblee al Cortile del Maglio. Ai Carabinieri è arrivata, in mattinata, una telefonata che segnalava la presenza di un ordigno (poi non rinvenuto).  Un eventuale, e da più parti già indicato come reale e attivo, sostegno dei militanti anarchici agli operatori del suk, e un tam tam tra aspiranti operatori (probabilmente già in atto) costituirebbero i due ingredienti finali per innescare la bomba a orologeria. La mia preoccupazione è massima. Non mi pare che l’Associazione ViviBalon sia ancora in grado di mantenere il controllo della situazione. Si sono già registrati i primi momenti di tensione tra operatori e facinorosi. Accade spesso, in simili situazioni. Abusivismo, degrado e illegalità imperversano in tutto Borgo Dora. Ora la Procura proceda al sequestro dell’area nelle giornate di sabato. Ne va della sicurezza di tutti.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Magliano: "Suk, l’illegalità fa cinquina: bomba a orologeria"

Quinto sabato di Libero Scambio in Canale Molassi, in barba alla delibera di Giunta. Ma questa volta c’è un salto di qualità: falò accesi dalle prime luci dell’alba, espansione territoriale del mercato e attenzione da parte degli anarchici. ViviBalon non riesce a mantenere il controllo

Il suk non lascia: anzi, raddoppia. Metafora televisiva dal sapore d’antan per esprimere un concetto molto concreto e attuale: non solo, per il quinto sabato consecutivo, il suk resta in Canale Molassi (con buona pace della delibera di Giunta), ma – secondo quanto riferiscono più voci e fonti – si allarga, forte di nuovi operatori in arrivo da fuori. La zona, d’altronde, è appetibile: garantisce ottimi affari in assenza di controlli. Falò e fuochi bruciano dalle prime ore del mattino, accesi con materiale forse tossico, e l’odore di plastica bruciata si sente a distanza, denunciano alcuni cittadini. I media vicini agli antagonisti lanciano parole d’ordine e convocano assemblee al Cortile del Maglio. Ai Carabinieri è arrivata, in mattinata, una telefonata che segnalava la presenza di un ordigno (poi non rinvenuto).  Un eventuale, e da più parti già indicato come reale e attivo, sostegno dei militanti anarchici agli operatori del suk, e un tam tam tra aspiranti operatori (probabilmente già in atto) costituirebbero i due ingredienti finali per innescare la bomba a orologeria. La mia preoccupazione è massima. Non mi pare che l’Associazione ViviBalon sia ancora in grado di mantenere il controllo della situazione. Si sono già registrati i primi momenti di tensione tra operatori e facinorosi. Accade spesso, in simili situazioni. Abusivismo, degrado e illegalità imperversano in tutto Borgo Dora. Ora la Procura proceda al sequestro dell’area nelle giornate di sabato. Ne va della sicurezza di tutti.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Anarchici scarcerati, Fsp Polizia: “Mai contestate le decisioni giudiziarie. E’ la legge che deve essere adeguata”

“Serve il reato di terrorismo di piazza”

“Le decisioni giudiziarie devono essere pienamente rispettate, siamo poliziotti e nessuno lo sa più di noi. Men che mai abbiamo sottinteso che essa non seguisse la norma, e ci mancherebbe. Diverso, però, è non condividere il messaggio che viene percepito con forza a seguito di una vicenda in cui è la legge esistente che a nostro avviso non risponde più a qualcosa che è divenuta una vera emergenza in tema di sicurezza. Un messaggio che non condividiamo assolutamente. Non a caso il nostro commento è valso proprio a rimarcare la necessità di introdurre la fattispecie di reato di terrorismo di piazza, che consenta una risposta più adeguata a fronte della commissione di fatti criminali che riteniamo siano gravissimi come quelli contestati agli odierni indagati”. Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo le repliche dei magistrati alle reazioni suscitate dalle scarcerazioni delle persone arrestate a seguito dei disordini di sabato scorso a Torino.

 

Anarchici scarcerati, Fsp Polizia: “Mai contestate le decisioni giudiziarie. E’ la legge che deve essere adeguata"

“Serve il reato di terrorismo di piazza”

“Le decisioni giudiziarie devono essere pienamente rispettate, siamo poliziotti e nessuno lo sa più di noi. Men che mai abbiamo sottinteso che essa non seguisse la norma, e ci mancherebbe. Diverso, però, è non condividere il messaggio che viene percepito con forza a seguito di una vicenda in cui è la legge esistente che a nostro avviso non risponde più a qualcosa che è divenuta una vera emergenza in tema di sicurezza. Un messaggio che non condividiamo assolutamente. Non a caso il nostro commento è valso proprio a rimarcare la necessità di introdurre la fattispecie di reato di terrorismo di piazza, che consenta una risposta più adeguata a fronte della commissione di fatti criminali che riteniamo siano gravissimi come quelli contestati agli odierni indagati”. Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo le repliche dei magistrati alle reazioni suscitate dalle scarcerazioni delle persone arrestate a seguito dei disordini di sabato scorso a Torino.

 

Il traffico di clandestini era gestito dall’ex Moi di Torino

L’operazione Mogadiscio, così è stata battezzata dalla polizia  che dopo tre anni di indagini ha smantellato un vero e proprio ‘tour operator’ del clandestino, con base all’ex Moi di Torino, che smistava  decine di stranieri in Europa dietro ingenti somme di denaro. Gli indagati sono somali in particolare, in tutto 25, 11 gli arrestati, 5 i ricercati. L’azione di polizia è stata condotta dalla Questura di Torino con i colleghi di Firenze e Gorizia e con il supporto di Europol e Eurojus. Prese il via tre anni fa, quando la polizia francese scoprì un passeur partito  dalle palazzine di via Giordano Bruno. Il traffico di clandestini, dal loro arrivo nel sud Italia agli spostamenti nel Nord Europa, era gestito utilizzando come centrale operativa  il villaggio olimpico occupato dal 2015 da profughi e famiglie di migranti. Commenta il ministro dell’Interno Salvini: “La centrale operativa era un’area che, dopo anni di incertezze, abbiamo iniziato a sgomberare: la libereremo completamente nei prossimi mesi. Grazie alle Forze dell’Ordine, dalle parole ai fatti!”.

 

 

 

Il traffico di clandestini era gestito dall'ex Moi di Torino

L’operazione Mogadiscio, così è stata battezzata dalla polizia  che dopo tre anni di indagini ha smantellato un vero e proprio ‘tour operator’ del clandestino, con base all’ex Moi di Torino, che smistava  decine di stranieri in Europa dietro ingenti somme di denaro. Gli indagati sono somali in particolare, in tutto 25, 11 gli arrestati, 5 i ricercati. L’azione di polizia è stata condotta dalla Questura di Torino con i colleghi di Firenze e Gorizia e con il supporto di Europol e Eurojus. Prese il via tre anni fa, quando la polizia francese scoprì un passeur partito  dalle palazzine di via Giordano Bruno. Il traffico di clandestini, dal loro arrivo nel sud Italia agli spostamenti nel Nord Europa, era gestito utilizzando come centrale operativa  il villaggio olimpico occupato dal 2015 da profughi e famiglie di migranti. Commenta il ministro dell’Interno Salvini: “La centrale operativa era un’area che, dopo anni di incertezze, abbiamo iniziato a sgomberare: la libereremo completamente nei prossimi mesi. Grazie alle Forze dell’Ordine, dalle parole ai fatti!”.
 
 
 

Domenico Ravetti (Pd): “Vogliamo rafforzare il 118. Lega e M5S lo impediscono”

“Il Governo gialloverde ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento con il quale la Regione Piemonte stabilizza gli oltre 80 medici che prestano servizio sulle ambulanze del 118 con contratti a tempo determinato. Si tratta del personale che lavora già da anni all’interno del servizio, ma che fino ad oggi non è stato possibile assumere a tempo indeterminato” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti. “Il Piemonte – ha proseguito Ravetti – in questi anni di governo della Giunta Chiamparino è riuscito ad uscire dal piano di rientro in sanità, rimettendo a posto i conti, ha potuto riprendere gli investimenti e proprio ieri è stato deliberato di abolire il ticket sui farmaci. Tutto questo mentre il Governo nazionale ci impedisce di stabilizzare i medici del 118 e di dare attuazione ad un provvedimento necessario per impedire l’interruzione di questo servizio fondamentale”. “Il nostro gruppo – ha concluso Domenico Ravetti – sarà al fianco della Giunta per difendere questo atto importante per i cittadini e per la sanità in tutte le sedi possibili”

Domenico Ravetti (Pd): "Vogliamo rafforzare il 118. Lega e M5S lo impediscono"

“Il Governo gialloverde ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento con il quale la Regione Piemonte stabilizza gli oltre 80 medici che prestano servizio sulle ambulanze del 118 con contratti a tempo determinato. Si tratta del personale che lavora già da anni all’interno del servizio, ma che fino ad oggi non è stato possibile assumere a tempo indeterminato” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti. “Il Piemonte – ha proseguito Ravetti – in questi anni di governo della Giunta Chiamparino è riuscito ad uscire dal piano di rientro in sanità, rimettendo a posto i conti, ha potuto riprendere gli investimenti e proprio ieri è stato deliberato di abolire il ticket sui farmaci. Tutto questo mentre il Governo nazionale ci impedisce di stabilizzare i medici del 118 e di dare attuazione ad un provvedimento necessario per impedire l’interruzione di questo servizio fondamentale”. “Il nostro gruppo – ha concluso Domenico Ravetti – sarà al fianco della Giunta per difendere questo atto importante per i cittadini e per la sanità in tutte le sedi possibili”

Il regalo della Regione: via il ticket sui farmaci

Dal 1° marzo 2019 tutti i piemontesi non dovranno più pagare il ticket sui farmaci: la Giunta regionale ha deciso nel corso della riunione del 15 febbraio di cancellare la quota fissa di compartecipazione farmaceutica a carico dei cittadini non esenti, attualmente 1.100.000, che prevede un costo di 1 o 2 euro per ogni confezione di medicinale. Dopo l’approvazione del provvedimento il presidente Sergio Chiamparino e l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, non hanno mancato di commentare con soddisfazione che “il Piemonte diventa una delle prime Regioni italiane ad aver completamente abolito il ticket sui farmaci (oggi in Italia non lo si paga solo in Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna, ndr). Cancelliamo una tassa sulla salute: un vantaggio per i cittadini che non devono più sostenere un costo, ma anche una riduzione della burocrazia per gli stessi cittadini e per la pubblica amministrazione”. “Siamo nelle condizioni di effettuare questa operazione – ha puntualizzato Saitta – grazie ai risparmi consistenti ottenuti in questi cinque anni sulla farmaceutica, anche attraverso l’apertura al mercato delle gare di acquisto e l’introduzione della concorrenza, che ci hanno permesso di reinvestire risorse nel sistema sanitario regionale e nella cura dei pazienti”. L’assessore ha poi ricordato che “il ticket era stato pensato con l’obiettivo di controllare e calmierare la spesa farmaceutica. I dati degli ultimi anni dicono invece che non esiste alcuna correlazione fra le due cose: la spesa nelle singole Regioni è variata in modo indipendente dall’applicazione dei ticket.. Nei fatti era diventato soltanto una tassa”. Nel 2018, in virtù anche di una migliore gestione, la Regione Piemonte ha ridotto di 27,7 milioni di euro la spesa sulla farmaceutica convenzionata rispetto all’anno precedente. L’incidenza di questa spesa è stata pari al 6,56% del Fondo sanitario regionale, a fronte di una soglia massima fissata a livello ministeriale al 7,96%: un minor costo di circa 116 milioni rispetto al tetto di spesa programmato. Nel corso degli anni la Regione aveva già introdotto una serie di esenzioni in base al reddito e alle patologie, oltre ad aver eliminato la quota di compartecipazione sui farmaci non coperti da brevetto.