L’Arco Olimpico dei XX Giochi invernali del 2006 interpretato da Andrea Gatti

Prints:
https://
I Carabinieri di San Damiano d’Asti hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Torino per l’espiazione della pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione in regime di arresti domiciliari a carico di un 60enne pluripregiudicato locale, condannato per i reati di violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti in famiglia, minacce e detenzione illegale di armi. Nel 2010 aveva lasciato la moglie e i figli per iniziare una convivenza in un paese vicino con una donna di 16 anni più giovane con la quale ebbe anche un figlio. La relazione durata circa 3 anni si era però rivelata un calvario per la nuova compagna: l’uomo, spesso ubriaco o sotto l’influsso di sostanze stupefacenti, picchiava la donna anche in presenza del figlio di pochi mesi e addirittura in una occasione sparò un colpo d’arma da fuoco in casa, mentre la convivente stava allattando il piccolo, minacciando di utilizzare gli altri proiettili per ucciderla. Solo dopo tre anni di abusi e violenze e dopo che il pregiudicato aveva deciso di far ritorno presso il domicilio della moglie da cui non si era mai legalmente separato, la ex convivente aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di San Damiano, i quali avviarono le indagini da cui è scaturita la condanna definitiva della Corte di Appello di Torino nel marzo 2018.
M.I.
L’unità di cristiani e popolari
L'unità di cristiani e popolari
“Un grazie per lo sgombero dell’Asilo”
La lettera del Comitato spontaneo “INSIEME PER AURORA” inviata a Prefetto, questore, sindaco di Torino e autorità

Siamo il comitato spontaneo di cittadini Insieme per Aurora. Tutti noi risiediamo evidentemente nel “Quartiere Aurora” nella circoscrizione 7 e molti di noi risiedono a poche centinaia di metri dall’asilo sgomberato. Anche per questo motivo ci sentiamo particolarmente motivati e in dovere di esprimere un enorme ringraziamento sia all’Amministrazione Comunale che alle Forze dell’Ordine compresa la Procura della Repubblica. All’amministrazione comunale perché ha avuto il coraggio politico, e non solo, per affrontare seriamente e onestamente il problema, onorando gli impegni presi con i cittadini del quartiere e dopo 25 anni giungere finalmente allo sgombero tanto atteso e sperato in tutti questi anni dai noi residenti. Decisione presa con coraggio anche personale tanto è che la Sindaca è stata dotata di una scorta, cosa mai verificatasi a Torino. Alle Forze dell’Ordine per la fatica di tutti questi giorni, il grande sangue freddo dimostrato a non
cadere nelle pesanti provocazioni di questi 30 pseudorivoluzionari da quattro soldi e per aver
contrastato tanta inutile violenza con ferma consapevolezza limitando i danni e non innestando
meccanismi di guerriglia urbana. Così come vi siete mossi avete messo in evidenza, di fronte a tutti, la povertà culturale sociale e progettuale di costoro, pericolosi e violenti detti “antagonisti” Vorremmo poi, come residenti del quartiere, prendere una posizione entusiasta a favore dello sgombero!! In questi giorni sui media c’è una sorta di revisione, in chiave critica, di questa decisione. Ci sono voci che parlano in difesa di culture alternative, di commercianti che non si accorgevano della loro presenza, di taluni che si interrogano dicendo “ma che fastidio
davano?”, di altri che commentano “ma se sono sempre stati li potevano rimanere” ecc. ecc.
Bene tutto ciò non corrisponde a verità! Lo possiamo dire con precisione, senza appello, noi residenti e “vicini di casa” che questa realtà, quotidianamente, da anni abbiamo dovuto subirla!!
Per iniziare la “cultura alternativa”, a cui qualcuno fa riferimento, è alternativa o meglio antagonista solo alla democrazia, infatti questi soggetti in tutti questi anni non hanno mai aperto quel luogo ad un dibattito/ incontro /scontro/scambio con il quartiere (peraltro proprietario insieme alla città di quello spazio) ma anzi si sono blindati al suo interno. La “comunicazione” l’hanno fatta imbrattando continuamente tutto il quartiere, e dico TUTTO!, con scritte oscene dove si esprime la volontà di portare degrado nel medesimo o inneggianti alla morte di poliziotti e carabinieri. Sui muri della scuola Parini frequentata dai bambini delle elementari il comune o i volontari non fanno in tempo a rimuoverle che notte tempo ricompaiono e pensate al messaggio dato a quei bambini. La cultura alternativa alla democrazia, di tali soggetti, li spinge a fare scritte minatorie sotto casa di alcuni di noi (la consigliera di circoscrizione Alessi e il senatore Airola)
La cultura alternativa di costoro li spinge con metodi squadristi ad organizzare azioni di “disturbo”
fatta di molotov ad incendiare cassonetti e bombe carta per spaventare presso il polo Lavazza reo di portare riqualificazione nel disastrato panorama economico e commerciale del quartiere.
I commercianti che poi non notano la loro presenza, li capiamo, non possono dire altro, loro ci
mettono la faccia e la loro attività ma basta guardare fuori dai loro negozi o sulle loro saracinesche imbrattati come tutto il resto per capire che risulta difficile credere che non si accorgano della loro presenza. Oltre a queste edificanti campagne di
comunicazione/intimidazione, gli alternativamente democratici si sono distinti negli ultimi tempi nella protezione degli spacciatori arrivando a circondare più volte le volanti intervenute per eseguire arresti di trafficanti di morte e riuscendo spesso ad impedirlo!!! Da questo si evince la loro posizione sulla droga e sui trafficanti di morte che nel nostro quartiere sono già abbondantemente presenti e operanti e rappresentano un forte pericolo basta andarsi a leggere tutte le vicende del Giardino Alimonda e Madre Teresa di Calcutta (luoghi scelti come centrali di spaccio), giardini e aree verdi deliziose che spesso sono infrequentabili ai più. Si impegnano violentemente contro l’ esecuzione degli sfratti e promuovono attivamente l’occupazione abusiva di immobili, basta dare un occhiata agli immobili in questione per capire se è più debole lo sfrattato o l’esecutore del medesimo. Praticano il loro concetto di democrazia impedendo/disturbando le assemblee aperte ai cittadini nella sede della circoscrizione 7 in particolare quando con tutte le componenti sociali del quartiere si cerca di discutere/progettare riqualificazione. Queste sono alcune delle cose che noi residenti per anni abbiamo dovuto subire senza essere ascoltati ed ora non permetteremo a nessuno di travisare la verità
vera !!
Comitato Spontaneo “Insieme per Aurora”
"Un grazie per lo sgombero dell'Asilo"
La lettera del Comitato spontaneo “INSIEME PER AURORA” inviata a Prefetto, questore, sindaco di Torino e autorità

Siamo il comitato spontaneo di cittadini Insieme per Aurora. Tutti noi risiediamo evidentemente nel “Quartiere Aurora” nella circoscrizione 7 e molti di noi risiedono a poche centinaia di metri dall’asilo sgomberato. Anche per questo motivo ci sentiamo particolarmente motivati e in dovere di esprimere un enorme ringraziamento sia all’Amministrazione Comunale che alle Forze dell’Ordine compresa la Procura della Repubblica. All’amministrazione comunale perché ha avuto il coraggio politico, e non solo, per affrontare seriamente e onestamente il problema, onorando gli impegni presi con i cittadini del quartiere e dopo 25 anni giungere finalmente allo sgombero tanto atteso e sperato in tutti questi anni dai noi residenti. Decisione presa con coraggio anche personale tanto è che la Sindaca è stata dotata di una scorta, cosa mai verificatasi a Torino. Alle Forze dell’Ordine per la fatica di tutti questi giorni, il grande sangue freddo dimostrato a non
cadere nelle pesanti provocazioni di questi 30 pseudorivoluzionari da quattro soldi e per aver
contrastato tanta inutile violenza con ferma consapevolezza limitando i danni e non innestando
meccanismi di guerriglia urbana. Così come vi siete mossi avete messo in evidenza, di fronte a tutti, la povertà culturale sociale e progettuale di costoro, pericolosi e violenti detti “antagonisti” Vorremmo poi, come residenti del quartiere, prendere una posizione entusiasta a favore dello sgombero!! In questi giorni sui media c’è una sorta di revisione, in chiave critica, di questa decisione. Ci sono voci che parlano in difesa di culture alternative, di commercianti che non si accorgevano della loro presenza, di taluni che si interrogano dicendo “ma che fastidio
davano?”, di altri che commentano “ma se sono sempre stati li potevano rimanere” ecc. ecc.
Bene tutto ciò non corrisponde a verità! Lo possiamo dire con precisione, senza appello, noi residenti e “vicini di casa” che questa realtà, quotidianamente, da anni abbiamo dovuto subirla!!
Per iniziare la “cultura alternativa”, a cui qualcuno fa riferimento, è alternativa o meglio antagonista solo alla democrazia, infatti questi soggetti in tutti questi anni non hanno mai aperto quel luogo ad un dibattito/ incontro /scontro/scambio con il quartiere (peraltro proprietario insieme alla città di quello spazio) ma anzi si sono blindati al suo interno. La “comunicazione” l’hanno fatta imbrattando continuamente tutto il quartiere, e dico TUTTO!, con scritte oscene dove si esprime la volontà di portare degrado nel medesimo o inneggianti alla morte di poliziotti e carabinieri. Sui muri della scuola Parini frequentata dai bambini delle elementari il comune o i volontari non fanno in tempo a rimuoverle che notte tempo ricompaiono e pensate al messaggio dato a quei bambini. La cultura alternativa alla democrazia, di tali soggetti, li spinge a fare scritte minatorie sotto casa di alcuni di noi (la consigliera di circoscrizione Alessi e il senatore Airola)
La cultura alternativa di costoro li spinge con metodi squadristi ad organizzare azioni di “disturbo”
fatta di molotov ad incendiare cassonetti e bombe carta per spaventare presso il polo Lavazza reo di portare riqualificazione nel disastrato panorama economico e commerciale del quartiere.
I commercianti che poi non notano la loro presenza, li capiamo, non possono dire altro, loro ci
mettono la faccia e la loro attività ma basta guardare fuori dai loro negozi o sulle loro saracinesche imbrattati come tutto il resto per capire che risulta difficile credere che non si accorgano della loro presenza. Oltre a queste edificanti campagne di
comunicazione/intimidazione, gli alternativamente democratici si sono distinti negli ultimi tempi nella protezione degli spacciatori arrivando a circondare più volte le volanti intervenute per eseguire arresti di trafficanti di morte e riuscendo spesso ad impedirlo!!! Da questo si evince la loro posizione sulla droga e sui trafficanti di morte che nel nostro quartiere sono già abbondantemente presenti e operanti e rappresentano un forte pericolo basta andarsi a leggere tutte le vicende del Giardino Alimonda e Madre Teresa di Calcutta (luoghi scelti come centrali di spaccio), giardini e aree verdi deliziose che spesso sono infrequentabili ai più. Si impegnano violentemente contro l’ esecuzione degli sfratti e promuovono attivamente l’occupazione abusiva di immobili, basta dare un occhiata agli immobili in questione per capire se è più debole lo sfrattato o l’esecutore del medesimo. Praticano il loro concetto di democrazia impedendo/disturbando le assemblee aperte ai cittadini nella sede della circoscrizione 7 in particolare quando con tutte le componenti sociali del quartiere si cerca di discutere/progettare riqualificazione. Queste sono alcune delle cose che noi residenti per anni abbiamo dovuto subire senza essere ascoltati ed ora non permetteremo a nessuno di travisare la verità
vera !!
Comitato Spontaneo “Insieme per Aurora”
Nell”Europa dei 28 e dei Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) a gennaio 2019 sono state immatricolate 1.226.446 auto, ovvero il 4,6% in meno dello stesso mese del 2018. Lo rende noto l’Acea, associazione dei costruttori europei. Fca ha immatricolato 72.584 auto, pari a -14,9% in meno dello stesso periodo dell’anno prima . La quota cala dal 6,6% al 5,9% e il solo brand a positivo è Lancia Chrysler con 6.612 immatricolazioni, con una crescita del 54,9%.
Nell”Europa dei 28 e dei Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) a gennaio 2019 sono state immatricolate 1.226.446 auto, ovvero il 4,6% in meno dello stesso mese del 2018. Lo rende noto l’Acea, associazione dei costruttori europei. Fca ha immatricolato 72.584 auto, pari a -14,9% in meno dello stesso periodo dell’anno prima . La quota cala dal 6,6% al 5,9% e il solo brand a positivo è Lancia Chrysler con 6.612 immatricolazioni, con una crescita del 54,9%.
Le truffe, e le tentate truffe, agli anziani e, comunque, alle persone più deboli ed esposte sono tra i reati più odiosi e forse, ad oggi, non hanno ancora l’allarme sociale che meritano anche per le conseguenze indirette, talvolta nefaste che generano
Non c’è una statistica ma quante volte capita che una persona in età avanzata termini il suo cammino terreno, magari morto di crepacuore perché non ha superato la vergogna, la rabbia o il ‘magone’ di essere stato raggirato e magari, in pochi minuti, per colpa di criminali senza scrupoli, aver dilapidato i risparmi di una vita. Non sempre, fortunatamente le ciambelle dei truffatori riescono con il buco, come è accaduto in questo caso nell’Astigiano. “Sono l’avvocato di suo figlio, è stato coinvolto in un incidente stradale ed ora è in stato di arresto, se vuole che venga liberato deve versare 4.000 euro ai carabinieri che verranno a casa sua tra poco”: queste le parole usate dal truffatore che nella stessa giornata, con modalità quasi identiche, ha tentato di raggirare prima una signora 84enne di Montegrosso d’Asti e poi un 88enne di Agliano Terme. Per rendere più verosimile il racconto il malvivente faceva ascoltare la voce in sottofondo di un complice, che avrebbe dovuto impersonare il figlio “arrestato” dell’anziana signora, che diceva: “mamma, mamma aiutami, paga per favore!….”. Nel secondo caso, il pensionato di Agliano veniva contattato da un sedicente maresciallo dei Carabinieri che, con le stesse motivazioni già descritte, chiedeva di consegnare ai colleghi, che sarebbero di lì a poco giunti presso la sua abitazione, sempre la somma di 4.000 euro, avvertendo che avrebbe dovuto pagare subito per ottenere l’immediata liberazione del figlio e per evitare che gli fosse ritirata per sempre la patente. Anche in questo caso, alla richiesta della vittima di poter parlare con il figlio, un complice simulava una richiesta di aiuto con voce flebile, per renderla comunque non perfettamente
riconoscibile.Fortunatamente, in entrambi i casi, i due ottuagenari, rammentando gli avvertimenti e i consigli per difendersi dalle truffe, forniti dal comandante della Stazione Carabinieri di Montegrosso al termine della messa domenicale, insospettiti hanno dapprima cercato conforto raccontando a prossimi congiunti quanto stava capitando e successivamente si sono recati presso la caserma di Montegrosso per denunciare ai militari la tentata truffa.I Carabinieri della Stazione di Montegrosso d’Asti hanno immediatamente avviato le attività d’indagine, al fine di identificare i responsabili del tentativo di raggirare persone che per l’età avanzata hanno minori capacità di difesa, particolare che rende ancor più abietta tale tipologia di reato.L’esito positivo dei due episodi induce a sottolineare, una volta di più, l’efficacia dell’attività di prevenzione dell’Arma astigiana sul territorio provinciale, che si concretizza in incontri nelle parrocchie, nei circoli e in tutti i contesti frequentati da anziani, nonché in un’attività di visite “porta a porta” soprattutto presso le abitazioni più isolate sul territorio.
Massimo Iaretti
FOCUS INTERNAZIONALE di Filippo Re
.
L’Afghanistan ricadrà nella guerra civile, come già avvenuto in passato. Gli afghani non vogliono i talebani che hanno distrutto la popolazione per troppi anni e oggi sono più violenti di prima. Gli americani si ritirano perchè hanno perso la guerra già da tempo. Farhad Bitani, ex ufficiale dell’esercito afghano, condanna l’estremismo islamico e i talebani che in Afghanistan ha combattuto per anni rimanendo anche ferito in combattimento. Ma non è ottimista sul futuro del suo Paese. Dopo aver lasciato l’esercito si è trasferito in Italia come rifugiato politico. Ha raccontato la sua vita nel libro “L’ultimo lenzuolo bianco, l’inferno e il cuore dell’Afghanistan” in cui descrive gli eventi del suo Paese negli ultimi trent’anni. Farhad è oggi un mediatore culturale, un “volontario per la pace”, una persona che combatte la violenza nel mondo per cercare la verità.
D Farhad Bitani, se gli americani si ritirano davvero dall’Afghanistan i Talebani torneranno al potere a Kabul e con loro il burqa e il Medioevo? L’intesa talebani-americani per il ritiro delle truppe sembra vicina, come vede la situazione?
R Qualora gli americani dovessero ritirarsi dall’Afghanistan scoppierà una guerra civile non solo a Kabul ma in tutto il Paese, perché i talebani non sono accettati dai cittadini afgani. Il popolo afgano sotto il loro regime ha subito tutte le violenze inimmaginabili (anche se ci si sforza di capire non si sarà mai in grado di concepirlo fino in fondo perché solo chi subisce ti può realmente capire) e una disumanità allarmante. I talebani non hanno più una posizione stabile, dopo il 2001 si sono frammentati in tre fazioni diverse, diventando mercenari per interessi economici. Gli americani hanno perso la guerra in Afghanistan già da tempo, il rapporto con i mujahidin nell’ultimo periodo si è interrotto; addirittura l’uomo più fedele degli americani, l’ex presidente afgano Hamid Karzai, ha stretto amicizia con i russi andando contro gli interessi americani e la loro presenza in Afghanistan. L’unica possibilità rimasta agli americani è quella di trovare un accordo con i talebani legittimando così l’uscita delle truppe americane come segno di “pace”, coprendo così la loro perdita in Afghanistan.
D I talebani sono proprio diversi da quelli di ieri, come sostengono gli americani? C’è da fidarsi di loro o sono peggio di prima?
R I talebani sono un gruppo di integralisti creati dai servizi segreti del Pakistan, l’ISI, con l’appoggio economico dell’Arabia Saudita per non dare mai stabilità e pace al territorio afgano. Come ben si sa l’Afghanistan strategicamente è un Paese importantissimo. Non avere la pace in Afghanistan significa dare una sicurezza ai Paesi in guerra fredda tra loro, come Arabia Saudita-Iran, Pakistan-India, America-Russia, Iran-Israele. L’Afghanistan è diventato una sorta di campo di calcio per queste potenze internazionali che inizialmente hanno usato i mujahidin e ora utilizzano i talebani diventando una ruota che gira nello stesso verso da anni, un ciclo che si ripete più volte. Attualmente i talebani sono diventati più crudeli di prima, perché a differenza del passato dove c’era un unico leader, il Mullah-Omar, ora ci sono molti leader ognuno dei quali cerca di tirare acqua al proprio mulino per interessi economici.
D Ci sono i talebani, c’è l’Isis, c’è un esercito incapace di difendersi….si aprono scenari inquietanti per l’Afghanistan, c’è il rischio di una nuova guerra civile?
R Dobbiamo ricordare che oltre allo scontro tra la popolazione civile e i talebani è in corso anche la guerra tra i talebani e l’Isis. L’Isis non è un rischio grande per l’Afghanistan perché non proviene dalla popolazione afgana, non potrà mai vincere in quanto non sono afgani e non conoscono bene il nostro territorio e ciò che riserva. Dal punto di vista culturale gli afgani non accetteranno mai il comando da persone straniere.
D Negli anni Novanta lei era in Afghanistan. Cosa voleva dire vivere sotto l l’oppressione dei talebani? Forse è bene ricordarlo..
R Come si evince dalla descrizione fatta nel mio libro “L’ultimo lenzuolo bianco”, vivere sotto il regime talebano significa passare le notti al buio, avere un cielo senza stelle. Crescere nel regime talebano significa tornare al Medioevo, dove la violenza faceva parte della tua vita, era all’ordine del giorno: attraverso i propri occhi si assisteva a vere e proprie esecuzioni (era una fortuna non avere la propria testa tagliata), donne picchiate se passeggiavano da sole. Le scuole normali vengono eliminate a favore di scuole coraniche dove viene insegnato ciò che faceva più comodo a loro, ossia l’odio e la violenza verso gli occidentali. L’uomo perde la propria identità vivendo nel nulla sotto questo terribile regime.
D Lei era costretto a imparare a memoria il Corano, poi qualcosa è cambiato fino alla decisione di abbandonare la carriera militare…
R La lingua madre della maggior parte del mondo musulmano non è quella araba. Come ben si sa la lingua del sacro libro è l’arabo. In Afghanistan, in cui la lingua predominante è quella del pashtu e dari, non avevamo il diritto di imparare la lingua araba. Da piccoli venivamo costretti a memorizzare le sure del Corano in arabo e ci veniva data una spiegazione fasulla del suo contenuto, facendoci credere che la violenza che usiamo è dettata dal sacro libro e che l’uccisione degli infedeli ci avrebbe garantito una vita migliore nell’aldilà. E’ attraverso l’incontro con il diverso che è nata in me la voglia di scoprire la verità che si è rivelata completamente opposta a ciò che ci facevano credere.
D E’ cambiato qualcosa negli ultimi 20 anni nel suo Paese? Ci sono stati concreti miglioramenti per la società afghana?
R Nonostante tutti i soldi impiegati per l’Afghanistan, i cambiamenti sono stati pochissimi se non addirittura nulli. L’unico miglioramento che si può constatare è l’uscita dall’epoca del Medioevo per vedere al di fuori della nostra porta il resto del mondo, ossia l’Occidente. E’ stata data la possibilità ai giovani come me di riflettere e conoscere la realtà del diverso. C’è ancora moltissimo lavoro da fare per l’Afghanistan, un Paese che soffre la guerra da circa 40 anni, dando i soldi non come sempre ai potenti e ai gruppi armati ma alla gente che ha realmente bisogno, attraverso la costruzione di scuole per educare i bambini e attraverso un insegnamento culturale, non solo il proprio ma anche quello altrui da cui si può imparare moltissimo.
D Che futuro vede per i giovani e le donne. C’è molta preoccupazione soprattutto tra le donne, se la situazione dovesse peggiorare…
R Se la situazione dovesse peggiorare a pagarne il prezzo saranno in primis le donne e i bambini. La situazione tornerà come lo era sotto il regime dei talebani se non peggio. Le donne pian piano stanno cercando di riacquisire la propria libertà e di conseguenza la libertà di educare in modo sano i propri figli. Il ritorno sotto ai talebani significa togliere anche questa piccola speranza. I giovani non avranno più un futuro se non un retrocedere al passato, sarà una continua regressione del Paese.
.
Dal settimanale “La Voce e il Tempo”


