redazione il torinese

Rugby: "I richiedenti asilo non si possono tesserare"

rugby tre rose

Le partite sono state tutte rinviate e non dichiarate “perse a tavolino”. La palla, o meglio l’ovale, è stato rimesso al Coni di cui si sta aspettando una risposta

 

La burocrazia (sportiva questa volta) frena la squadra interraziale Le Tre Rose rugby di Casale Monferrato, nata dalla collaborazione tra il presidente Paolo Pensa e la cooperativa Senape. La Federazione italiana rugby, valutando che si trattava di un progetto di integrazione, al momento del tesseramento ha chiesto lumi al Coni. E dai massimi numi dello sport italiano è arrivato il verdetto che i richiedendi asilo non si potevano tesserare. “Lo scorso anno avevo tesserato alcuni ragazzi nelle stesse condizioni – dice Pensa – e non c’erano state obiezioni, tanto più che i ragazzi hanno in permesso di soggiorno “regolare” seppure provvisorio, in attesa dei permessi delle questure”. Forte di questi dati Pensa ha incontrato i vertici federali e, al momento, le partite sono state tutte rinviate e non dichiarate “perse a tavolino”. La palla, o meglio l’ovale, è stato rimesso al Coni di cui si sta aspettando una risposta. E la domenica prossima, sia che si tratti di campionato, sia che affronti un’amichevole, Le tre Rose saranno in campo a Casale Monferrato contro il Collegno. Nel frattempo, in attesa che le carte ed il diritto riescano a trovare una soluzione per una vicenda che non è solo appartenente al mondo dello sport, perché alla base c’è un costruttivo progetto di integrazione attraverso una disciplina , c’è il primo allenatore migrante. Si tratta di Suso Baboucarr, di nazionalità del Gambia, che sabato ha ottenuto l’abilitazione di allenatore “Primo momento”. Potrà allenare gli atleti under 12. La pronuncia del Coni dovrebbe, a questo punto, anche risolvere preventivamente eventuali problemi per l’altra disciplina dove Le Tre Rose, è impegnata con una compagine interraziale, il cricket. La squadra interraziale, composta per la stragrande maggioranza di migranti, era stata recentemente presentata anche a Nichelino in occasione dei festeggiamenti patronali, riscuotendo un notevole successo e simpatia.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

 

 

 

Il lavoro delle unioni montane va avanti

uncem

 Il decreto “Milleproroghe” approvato alla vigilia di Natale dal Consiglio dei Ministri proroga ulteriormente l’obbligo per i piccoli Comuni di gestione associata, tramite Unione o convenzione, delle nove funzioni fondamentali

 

La strada dell’associazionismo tra enti locali è ormai una via dalla quale non sembra si debba più tornare indiero, nonostante i mille lacci e laccetti della burocrazia e i campanilismi che, sia pure fattore positivo per quanto riguarda l’attaccamento alle proprie radici, tuttavia in questo campo sono spesso anacronistici. Il decreto “Milleproroghe” approvato alla vigilia di Natale dal Consiglio dei Ministri proroga ulteriormente l’obbligo per i piccoli Comuni di gestione associata, tramite Unione o convenzione, delle nove funzioni fondamentali – dalla segreteria, ai trasporti, dalla scuola all’urbanistica. Si tratta del quarto rinvio con rimando delle scadenze per i piccoli Comuni al 31 dicembre 2016, che non sono pochi sia in Piemonte che nella città Medtropolitana di Torino. Uncem ha una certezza: il lavoro nelle Unioni montane di Comuni, in Piemonte e in diverse altre Regioni italiane, va avanti – spiega il presidente della Delegazione piemontese Lido Riba – Non ci fermiamo. I piccoli Comuni non si fermano. Sanno bene che le Unioni sono peraltro l’unica alternativa vera al rischio di prossimi provvedimenti statali di riduzione e fusione imposta dall’alto. Le Unioni stanno lavorando con determinazione e impegno associando molte delle funzioni fondamentali comunali, usufruendo anche degli incentivi del fondo nazionale, gestito con bando regionale, che dal 2016 triplicherà come previsto dalla legge di stabilità. Il bando per l’associazionismo sull’annualità 2015 si aprirà nei prossimi giorni e scadrà il 15 febbraio. Vi sono 2,7 milioni di euro pronti per le Unioni che associano le funzioni fondamentali”.

 

Massimo Iaretti

Arresti per 'ndrangheta: testa di maiale mozzata a una vittima taglieggiata

carabinieri xxSi ipotizzano i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata a estorsioni, usura, traffico di droga e organizzazione di bische clandestine

 

L’operazione contro la ‘ndrangheta condotta dai carabinieri di Torino ha portato a 20 arresti eseguiti, tra il capoluogo piemontese e Reggio Calabria. Si ipotizzano i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata a estorsioni, usura, traffico di droga e organizzazione di bische clandestine. Sono state anche effettuate 41 perquisizioni domiciliari e sequestrati beni. Nelle intercettazioni, alcuni dei soggetti coinvolti dicevano di essere “i padroni della città”. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, ha fatto emergere pesanti atti intimidatori da parte degli arrestati. Secondo il rituale mafioso, ad una vittima di estorsione è stata messa sotto casa una testa mozzata di maiale con l’avvertimento che “la prossima sarebbe stata la sua”.

Sfonda la porta dei vicini rumorosi con l'albero di Natale

ALBERO 5 NATALEL’uomo è stato denunciato dalla polizia

 

Era stato svegliato da rumori e schiamazzi dei vicini di casa, così un torinese di 68 anni ha sfondato la loro porta di casa servendosi dell’albero di Natale. L’episodio, informa l’Ansa, è accaduto nel quartiere Madonna di Campagna. L’uomo è stato denunciato dalla polizia. In sostanza,  con l’albero di Natale ha bucato la porta degli inquilini al piano di sopra, sradicando lo spioncino: è accusato di danneggiamento.

In tre a giudizio per la ragazza disabile violentata al Moi

Provvedimento  rivolto a un cittadino somalo, un ghanese e un nigeriano rispettivamente di 27, 30 e 31 anni

 

Sono tre i rinvii a giudizio chiesti dalla procura di Torino per la vicenda della ragazza  ventiduenne disabile torinese, che venne sequestrata e moi scontri1costretta da più persone ad avere rapporti sessuali all’interno dell’ex Moi, il Villaggio olimpico del 2006. Il provvedimento è rivolto a un cittadino somalo, un ghanese e un nigeriano rispettivamente di 27, 30 e 31 anni. L’episodio di violenza si svolse tra il 27 e il 29 maggio dell’anno scorso.

Il nuovo ambasciatore Cutillo dal ministro albanese per la tassa trasporti

cutillo tiranatiranese23L’abolizione di questa tassa permetterebbe all’Albania  di sviluppare l’export , considerando che il nostro Paese è il primo come fatturato nell’export con lo stato albanese

 

 

Tirana – Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edmond Haxhinasto, ha ricevuto in una riunione il nuovo ambasciatore italiano, Alberto Cutillo. In quest’occasione, il Ministro Haxhinasto ha chiesto la rimozione, il prima possibile, della tassa fissa in vigore dal 1956, e che pesa sui trasportatori albanesi di merci in Italia, costretti a pagare nove volte di più.

 

L’abolizione di questa tassa permetterebbe all’Albania  di sviluppare gli scambi  , considerando che il nostro tirana-4Paese è il primo come fatturato nell’export con lo stato albanese ed è quindi  giusto abolire la tassa in vigore da quasi 60 anni.L’ ambasciatore Italiano  ha sostituito il suo collega Massimo Gaiani dopo il  suo mandato quadriennale  di rappresentanza in Albania.

 

Alberto Cutillo nè ei ranghi diplomatici dal 198, 53 anni originario di Napoli, ha svolto incarichi in Francia, haxhinasto tiranaArabia Saudita, Svizzera e Stati Uniti. Negli ultimi due lustri si è occupato soprattutto di relazioni multilaterali, con particolare riferimento agli affari umanitari, al peacekeeping, al post-conflict e alle questioni migratorie: impegni che lo hanno condotto anche a New York, dove ha collaborato alla preparazione della Conferenza delle Nazioni Unite su migrazione e sviluppo. Ad oggi lavora al Ministero degli Esteri, Direzione generale per l’Unione europea, con il grado di Ministro plenipotenziario. All’attività diplomatica alterna, nelle medesime materie, quella di docente universitario presso la Luiss di Roma.

 

da Tirana

P. Petromilli

Allarme incendi in tutto il Piemonte, vigili del fuoco in azione per domare le fiamme

incendio boschi

Interventi nel Torinese, Astigiano e Cuneese

 

E’ di nuovo allarme incendi in Piemonte, soprattutto a causa dei forti venti che raggiungono la velocità di 130 km all’ora. Nel Cuneese i vigili del fuoco di Saluzzo hanno lavorato  tutta la notte per spegnere un doppio incendio in Val Varaita. Le fiamme hanno coinvolto  i boschi di Piasco e di Venasca. Allarme incendio anche nell’Astigiano, presso una comunità di recupero per minori a Castelboglione, che  è stata evacuata in via precauzionale e i ragazzi sono stati trasferiti. Infine, un terzo allarme è scattato nella notte nel Torinese, dove è andata a fuoco una parte dell’ecocentro di Pinerolo. L’incendio ha avuto forse origine nell’impianto di compostaggio. Le fiamme hanno interessato l’area di deposito degli elettrodomestici dismessi. I vigili del fuoco hanno impegnato quattro ore per domare l’incendio.
   

Il Sant'Anna "assolto" per la morte di mamma e bimba

sant'anna ospedaliLo dice la relazione preliminare della task force di ispettori inviati  dal ministero della Salute

 

Sono emerse “Criticità” in tre ospedali su un totale di quattro tra quelli dove morirono, lo scorso mese di dicembre, quattro donne in gravidanza. Lo dice la relazione preliminare della task force di ispettori inviati  dal ministero della Salute. Si tratta di criticità organizzative, cliniche e nella gestione dell’emergenza, che  sono emerse negli ospedali di Brescia, Bassano Del Grappa e San Bonifacio (Verona). Tutto a posto, iinvece, all’ospedale S.Anna di Torino. Già nei giorni scorsi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva “assolto” l’ospedale torinese, all’avanguardia non solo in Italia, escludendo  “responsabilità dirette” nella morte di Angela Nesta, morta in sala parto con la sua bimba.

 

(Foto: il Torinese)

MARCO CORDERO. NELL'ARIA SOTTILE

cordero montagna 2Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

 

Con la mostra MARCO CORDERO. NELL’ARIA SOTTILE prosegue la rassegna d’arte contemporanea intitolata ARTE IN QUOTA curata da Riccardo Cordero, inaugurata con successo la scorsa estate dalla personale di Samuel di Blasi Lo scalatore di nuvole e proseguita con la mostra appena conclusa di Francesco Preverino Tra rumorosi silenzi.

 

Il progetto si propone di presentare al pubblico mostre di arte contemporanea inserite nel contesto espositivo del Museo medesimo. Filo conduttore della rassegna è l’interpretazione di temi ispirati alla montagna da parte di artisti esordienti o già affermati e fa parte di un nuovo percorso, dedicato all’arte contemporanea, intrapreso dal Museomontagna che in quest’ottica ha accolto per due anni consecutivi anche il progetto espositivo Passi Erratici nato nell’ambito del Festival Torino e le Alpi.

 

Marco Cordero – artista diplomato in scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con l’omonimo Riccardo Cordero e presente in numerose esposizioni personali e collettive – in questa occasione propone 12 installazioni inserite lungo tutto il percorso museale in uno stimolante dialogo natura-scultura. Le opere interagiscono con l’esposizione permanente con un discorso armonico senza creare forzature o strappi visivi e nulla sottraendo al progetto museale esistente.

 

Le sculture utilizzano, quale materia prima, non la pietra o il marmo, ma il libro. Come riferisce nel suo testo critico Maria Teresa Roberto: «…il libro è inteso come oggetto uno e multiplo: se lo osserviamo chiuso, la copertina e la rilegatura ce lo offrono come elemento dotato di una forma, di una dimensione, di un peso precisamente definiti, se lo apriamo ecco che appare il ventaglio delle pagine, senza peso, senza spessore, che possiamo far scorrere una dopo l’altra tra le nostre dita. Ma un libro è anche inchiostro, file di linee che percorrono le pagine a ritmo regolare, con interruzioni e pause che costruiscono nel bianco la traccia del silenzio – parafrasando Robert Bresson (“il cinema sonoro ha inventato il silenzio”), potremmo dire che è la griglia dei segni tipografici a dare forma al silenzio che attraversa ogni scrittura…».

 

Le opere in mostra sono legate da un filo conduttore lirico che è ben rappresentato dalla frase dell’artista di seguito riportata: «In pochi anni impariamo il nome delle cose, le parole. Tutto il resto del tempo per cercare di incontrarne i significati. Molte vengono abolite, col tempo diventano troppo forti, impronunciabili. Sembra quasi che quando si incontra veramente il significato di una parola, lo si vive, si cancelli la parola stessa. Non è più sufficiente, non è più necessaria. E’ fuorviante. E’ generica. E’ dolorosa.».

 

L’iniziativa del Museo Nazionale della Montagna, che si avvale del sostegno all’attività istituzionale della Compagnia di San Paolo attraverso il progettoTorino e le Alpi, è realizzata con la collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano.

 

MARCO CORDERO. NELL’ARIA SOTTILE

a cura di Riccardo Cordero, testo critico di Maria Teresa Roberto una mostra del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” CAI-Torino con Compagnia di San Paolo Torino e le Alpi Città di Torino Club Alpino Italiano

Torino, Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, 12 dicembre 2015 – 7 febbraio 2016 Inaugurazione: 11 dicembre 2015, ore 18.30.

TORINO, MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA, Piazzale Monte dei Cappuccini 7, 10131 Torino

Tel. 0116.604.104 / stampa.pr@museomontagna.org / www.museomontagna.org

Ghigo, da Silvio a Fassino: "La mia scelta per il sindaco? Solo buonsenso per il bene della città"

GHIGO BICI 2La decisione dell’ex delfino berlusconiano e uomo forte di Forza Italia e Pdl in Piemonte ha sorpreso molti suoi ex sodali perchè Ghigo, nell’immaginario collettivo, rappresenta l’unica figura simbolica riconoscibile e autorevole di quello che fu il centrodestra dei bei tempi

 

Enzo Ghigo, il presidente della Regione Piemonte ai tempi della “concordia  istituzionale”, dal ’95 al 2005 (il periodo in cui le amministrazioni del Comune con Castellani prima e Chiamparino poi e della Regione collaboravano al di là del colore politico, per la realizzazione di grandi progetti come le Olimpiadi e la Reggia di Venaria) non vuole più fare politica, ma ha scelto di appoggiare Fassino per il semplice fatto che – ora come ora –  lo ritiene “il miglior candidato possibile per Torino”. La decisione dell’ex delfino berlusconiano e uomo forte di Forza Italia e Pdl in Piemonte ha fatto storcere il naso a molti suoi ex sodali perchè Ghigo, nell’immaginario collettivo, rappresenta l’unica figura simbolica riconoscibile e autorevole dighigo ciclismo quello che fu il centrodestra dei bei tempi. Ma c’è anche un’altra ragione che lo spinge a candidarsi: “Bisogna fare in modo che i grillini non vincano, non hanno esperienza di governo nelle grandi città. E poi si deve tenere conto che il centrodestra sembra non essere in grado di esprimere un candidato unitario.” Le parole dell’ex leader azzurro piemontese ottengono l’endorsement dell’ex sindaco Diego Novelli e le critiche della candidata M5S Chiara Appendino. E così Ghigo, che oggi si dedica principalmente alla sua attività presidente della Lega di ciclisti, torna in politica a modo suo.