“cambiare Torino si può, ma è una sfida che deve partire dal basso. Ed è illusorio pensare che sia un’alternativa accettabile un politico di professione a fine carriera, peraltro sostanzialmente complementare alla casta di governo. Io vorrei contribuire a dare voce ai Torinesi moderati e non di sinistra, con una vera proposta di governo, non incline a compromessi o disponibile ed interessata ad accordi di sottopotere”
Il clima elettorale si sta scaldando e, mentre la sinistra e i grillini hanno già individuato i loro candidati alla carica di sindaco, sul fronte opposto è giunto il momento di assumere delle decisioni. Alberto Morano, il notaio che vuole proporre ai torinesi la sua idea “di fare qualcosa di concreto per la città”, e “tornare a parlare di sviluppo, ad investire nell’industria, nel manifatturiero e nel terziario, se si vuole riuscire a creare lavoro” si rivolge al “suo” centrodestra in vista delle prossime elezioni comunali.
“Mi rivolgo all’area politica e culturale a cui io mi sento vicino, – spiega durante la conferenza stampa svoltasi oggi al Golden Palace, promossa dalla sua associazione ‘Progetto Torino 2026’ – alternativa al sistema di potere del PD che, in 33 anni di ininterrotto dominio, ha fruttato a Torino il primato di capitale italiana del debito a carico dei cittadini, i primi posti in fatto di criminalità di strada furti, rapine, disoccupazione e sfratti delle famiglie in povertà”.
L’appello ai partiti del centrodestra (area che non se la sta passando molto bene, ultimamente, a sotto la Mole come altrove) punta a individuare un accordo per offrire una alternativa ai Torinesi, “ma i partiti devono avere la capacità di capire e valorizzare la spinta al cambiamento che arriva dalla società. Metto a disposizione – aggiunge – la mia esperienza e la mia professionalità, in uno spirito di leale collaborazione e nel massimo rispetto del ruolo e del possibile apporto dei partiti”.
Morano lancia anche un monito: se il centrodestra continua a non scegliere “il malcontento potrebbe rifugiarsi nelle visioni oniriche, populiste e scarsamente ancorate alla realtà del Movimento 5 Stelle”. In sostanza, “cambiare Torino si può, ma è una sfida che deve partire dal basso. Ed è illusorio pensare che sia un’alternativa accettabile un politico di professione a fine carriera, peraltro sostanzialmente complementare alla casta di governo. Io vorrei contribuire a dare voce ai Torinesi moderati e non di sinistra, con una vera proposta di governo, non incline a compromessi o disponibile ed interessata ad accordi di sottopotere, con la determinazione ad affrontare di petto e smantellare il sistema di potere del PD che soffoca Torino”.
Auspicio conclusivo: “Tutti i partiti e i movimenti che condividono questi obiettivi, nel centrodestra e oltre il centrodestra, devono lavorare insieme e in fretta per offrire un’alternativa per Torino: io sono qui a testimoniare che una sintesi tra politica e società civile è possibile”.
Il messaggio è stato inviato, si attende una (veloce) risposta.
Simona Pili Stella

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A cura di Elio Rabbione
Le politiche energetiche, tema di quest’anno, sono alla base dello sviluppo di un Paese e tutti gli operatori del settore, ad incominciare dai legali, rivestono un ruolo fondamentale
I Legalcommunity Awards 2016 saranno anche “targati Torino”. Nell’elenco dei finalisti nella categoria Studio dell’anno penale Energy figura, infatti, lo studio Gebbia e Bortolotto Penalisti Associati, con sede in corso Vittorio Emanuele II (nella foto grande), i cui soci fondatori sono gli avvocati Mario Gebbia e Maurizio Bortolotto. Una presenza significativa quella dei due legali torinesi che, da anni, si impegnano per offrire, in particolare alle aziende, un servizio efficiente ed attento, attraverso una struttura agile e moderna. Lo Studio si occupa di consulenza ed assistenza nell’ambito del diritto penale e, in particolare, di tutti gli aspetti del diritto penale che possono interessare le imprese.
I Legalcommunity Awards, (nell’edizione 2016 si è deciso di includere la categoria Penale) sono il primo riconoscimento italiano nel settore dell’energia, che viene assegnato sulla base di una serie di elementi di valutazione oggettivi, da esperti ed operatori del settore alla scopo di spingere gli attori di questo mondo a migliorarsi ogni giorno.
STORIE DI CITTA’ /
pensandoci bene, non c’è un crepuscolo, c’è solo un grande passato diventato un miserevole presente. Via Cervino, da oltre 30 anni sede storica del Pci e poi, passando dal Pds al Ds per “atterrare” al Pd, o quel che ne è rimasto, del Pd: direi poco o niente. Da oltre un mese la sede è chiusa. Angelino Orru, 84 anni, si è stufato e al mattino e pomeriggio non apre più. E’ un personaggio, in Barriera. Tutte le mattine esponeva il giornale in bacheca. Diligente come non mai, se fumava usciva. Tutti lo conoscono, persino i ragazzi musulmani chiedevano, ottenendolo, il permesso di pregare quando non c’era la moschea.
Sua mentore, è incorsa in un piccolo incidente politico. Nel novembre 2013, mentre si votava per il congresso (quello che ha incoronato Renzi segretario) ha fatto iscrivere 67 suoi fedelissimi eleggendo segretario di Barriera Vincenzo Iati, 47 anni, dopo 24 ore dimissionario per i suoi trascorsi con la giustizia. Dunque? Nessuno problema: prontamente promossa ed inserita nella Lista del presidente Chiamparino. “Nominata” dunque consigliera ha avuto il primato d’aver tre incarichi pubblici in contemporanea. Isabella Martelli ora vuole diventare Presidente di Quartiere. Con un solo inconveniente: essere votata. Ma tant’è che la sezione rimane chiusa.
, nel parlarsi, nel confrontarsi e perché no, dirsele di santa ragione. Facendo rigorosamente “pace”, prima di lasciarsi. Si trova in Corso Novara quasi angolo Corso Giulio Cesare: Bar. Ti. Becco. Anche tra Capodanno ed Epifania, quando complici le festività, tanta gente ha invaso questo pacifico bar. Gli Amici della Domenica. L’immancabile pagina su Facebook ed un fotografo ufficiale Piero Chiariglione che testimonia con le immagini ogni momento della convivialità. Non si iscrivono al Pd di Barriera ma aumentano gli iscritti del gruppo degli Amici della Domenica. Ovviamente i nuovi 67 iscritti, dopo aver votato sono spariti. In fondo è solo un problema del Pd di Barriera. Rimane la nostra tristezza nel vedere la sede chiusa che in passato era punto di riferimento anche per i cittadini. Quando voteranno capiremo che cosa hanno pensato.



Facendo un po’ di conti, per i consiglieri è stata decisa una riduzione di 940 euro mensili, che porteranno a un risparmio annuo di 575.280 euro