La città è sede di enti delle Nazioni Unite, come l’Ilo
E’ stata ufficialmente conferita la cittadinanza onoraria al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’assegnazione dell”onorificenza per l’ “impegno umanitario, civile e istituzionale reso alla Comunità Internazionale, all’Italia ed alla nostra Città”. Torino è sede di enti delle Nazioni Unite, come l’Ilo e Ban Ki-moon si è distinto, si legge nella motivazione, “per l’estremo tentativo, con gli Stati membri, perché fosse resa più efficace l’opera di disarmo e peacekeeping portata avanti dall’Onu per lo scacchiere siriano e perché si trovasse una mediazione democratica e un governo stabile alle terre libiche”. Con il segretario delle Nazioni Unite il legame è consolidato con Torino, dice il documento: “alla luce dell’impegno della Città nel sostenere la cooperazione con le istituzioni internazionali e nel difendere i diritti civili, della pace, del rispetto delle minoranze”.





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<<Ogni volta che un albergatore chiede ai suoi ospiti di raccontare le loro impressioni sulla città, la risposta è sempre la stessa: “Non ci aspettavamo che Torino fosse così bella”. Se il turista parte da una sottovalutazione della città, credo significhi che si è sbagliato qualcosa nella promozione. I nostri turisti devono essere messi nelle condizioni di sapere che, arrivando qui, troveranno una città straordinaria. Non deve essere una sorpresa>>.
D. Cosa si potrebbe fare, secondo lei, per operare in questa direzione?

Al posto del Paese ospite d’onore del salone del Libro, l’edizione 2016 propone una nuova formula che offre un focus allargato e traversale su realtà culturali che superano le rigide divisioni degli Stati nazionali. A criteri puramente geopolitici subentrano più ampi criteri geoculturali. La letteratura come patria, come rifugio, come portatrice di diritti, come luogo deputato al dialogo, al confronto con l’altro. Non una semplice vetrina, ma un’occasione di scambio, un comune discorso in progress da opporre alle semplificazioni e ai pregiudizi.
autoritari e corrotti, affrontando l’emarginazione e l’esilio, ma senza mai rinunciare a mettere a confronto mondi diversi.

