redazione il torinese

PALERMO-TORINO 1-3: a San Valentino il cuore granata torna a battere

toro palermo 2Marcatori: 3′ Gilardino, 19′ pt rig., 23′ st Immobile, 31′ pt Gonzalez (autogol)

 

PALERMO (4-3-3): Sorrentino (37′ pt Alastra); Morganella, Gonzalez, Goldaniga (14’pt Andelkovic), Rispoli; Hiljemark (30’ st Trajkovski), Brugman, Chochev; Vazquez, Gilardino, Quaison. A disp. Marson, Vitiello, Cristante, Pezzella, Jajalo, Cionek, Balogh, Maresca, Djurdjevic, Bentivegna. All. Bosi

 

TORINO (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta (24’ st Silva), Benassi, Gazzi, Baselli, Bruno Peres (12’ st Molinaro); Belotti, Immobile (36’ st Martinez). A disp. Castellazzi, Jansson, Obi, Farnerud, Vives, Maxi Lopez. All. Ventura.

 

Nel giorno dedicato alla passione torna a battere il cuore granata, grazie proprio alle prodezze di Ciro Immobile, che mette dentro una bella doppietta, fondamentale a decretare il 3-1 in casa del Palermo.

 

E’ stato proprio Immobile a regalare ai suoi tifosi gol come fossero cioccolatini, che riportano finalmente i tre punti e la fiducia in casa granata e tra gli stessi tifosi, alquanto delusi ed amareggiati ultimamente dalle prestazioni poco soddisfacenti. La scelta, quindi, di Ventura di schierare in avanti la coppia Belotti-Immobile è stata questa volta più che azzeccata. Non da meno la presenza di Gilardino dall’altra parte di campo, che, in gol dai primi minuti del match, aveva illuso la squadra di casa di poter fare la partita.

 

Come dargli torto se alla prima azione della gara arriva il gol, neanche il tempo di scaldarsi i muscoli che al 3’ di gioco l’attaccante palermitano, servito da Morganella sulla destra, insacca alle spalle di Padelli. Non facile la reazione di una squadra già sotto di un gol dopo pochi minuti, eppure il Toro non si dà per vinto e inizia a rendersi pericoloso, soprattutto grazie ad Immobile che servito da Benassi, tenta di testa e sfiora il palo. E’ ancora lui a far spettacolo all’11’, quando dopo aver bruciato 2-3 avversari in velocità non centra lo specchio della porta. E dopo tanto tentare, è di nuovo su rigore che l’attaccante ritrova il gol al 19’. I granata ristabiliscono il pareggio, quindi, grazie al tiro dal dischetto del numero 10, precedentemente steso da Morganella. Vuole metterci del suo anche Belotti che al 23’ clamorosamente sbaglia a porta vuota. E’ quasi solo granata il match in questo frangente, con la squadra di Ventura caricata dal pareggio e dalle giocate degli attaccanti, non ancora soddisfatti. Un errore clamoroso di Gonzalez al 31’ non fa che motivare ancora di più i granata: il difensore del Palermo interviene male sul cross servito per Immobile e centra l’autogol che porta gli avversari in vantaggio. Quasi un vizietto per il difensore che, curiosamente, aveva fatto la stessa cosa nel match di andata. Vizietto o no, ora il Palermo è costretto a darsi da fare. Ci prova Vazquez più di una volta trovando prima i guantoni di Padelli e sfiorando poi la traversa.

 

Se da una parte, anche nella seconda frazione di gara, i palermitani non ci stanno alla sconfitta, grazie a Gilardino in tiro bloccato prodigiosamente da Padelli, dall’altra Benassi e Immobile cercano entrambi la conclusione vincente, evitata invece da Alastra, sostituito a Sorrentino infortunato. Ma ancora una volta quando arriva Immobile non ce n’è per nessuno, e così capita al 23’ quando il numero 10 granata salta Gonzalez con facilità e batte Alastra. Risultato messo, quindi, in cassaforte per un Torino che sembra tornato ad ingranare.

 

Valeria Tuberosi

Record di presenze al Lingotto per le "signore a quattro ruote"

automotoretromoto disabili 2

Al Lingotto  63mila visitatori, circa il 5% in più rispetto allo scorso anno

 

Automotoretrò, la kermesse  delle auto d’epoca, ha portato al Lingotto  63mila visitatori, circa il 5% in più rispetto allo scorso anno. La manifestazione,  era abbinata ad Automotoracing ed è stata meta di tanti collezionisti e addetti ai lavori, così  come semplici appassionati delle vetture e moto d’epoca.

    “Abbiamo avuto un incremento di pubblico e di espositori ed è un dato in controtendenza se si pensa alla crisi economica che sta attraversando il mondo del collezionismo”, dice all’Ansa  Beppe Gianoglio, organizzatore dell’evento. Erano 14 i marchi presenti quest’anno al Salone, che ha anche festeggiato i 50 anni della Lamborghini Miura e del celebre Duetto dell’Alfa Romeo. Altri compleanni quelli dei 70 anni della Vespa e della Cisitalia D46, degli 80 della Topolino e dei 110 anni della Lancia. In mostra anche alcuni prototipi della collezione Bertone, e idee innovative (bella foto) per i motociclisti portatori di disabilita.

Danno alle fiamme furgone dei vigili urbani

polizia munI teppisti sono riusciti ad aprire il portellone posteriore

 

Un furgone Fiat Doblò del Nucleo Mobile della Polizia Municipale è stato incendiato ieri  in corso Grosseto, in zona di Lucento, mentre gli agenti si erano allontanati per la pausa mensa. I teppisti sono riusciti ad aprire il portellone posteriore e hanno acceso le fiamme. I vigili, che sono riusciti a spegnerle con un estintore, hanno presentato  denuncia contro ignoti.
   

Angelo e Claudio, i due "ragazzi terribili" del Cit Turin

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Ora Claudio dà una mano ad Angelo.  Anche loro si sono rivisti dopo anni.  E sono ritornati a collaborare nel sociale sportivo

 

Due “ragazzi “terribili che da oltre 45 anni si dividono tra politica ed impegno sociale nello sport. Angelo Frau da decenni presidente del Centro sportivo Cit Turin. Ora che è in pensione è stabilmente fisso in sede.Claudio Bianchi da quando aveva i calzoni corti organizza tornei. Tutti e due hanno un elemento comune : determinati e testardi. Per Angelo, sardo,  un atto dovuto. 

 

Ricorda quando ha conosciuto, metà anni ’70 l’instancabile Piero Fassino. Organizzatore delle giornate dei Giovani Comunisti a Berlino Est al Festival mondiale della Gioventù Democratica. Non c è che dire : bei tempi. O quando il sindaco Diego Novelli veniva in quartiere per capirne i problemi. Molte volte un vero  spettacolo il seguito di gente che lo ascoltava e che faceva mille domande. cit turin

 

“Ora il mio modo di non mollare è stare in mezzo alla gente più di 500 ragazzini e le relative famiglie”. Sono stato per alcuni giorni nel centro scoprendo un’ enclave di civiltà e di gaiezza. Splendida l’ integrazione tra  i ragazzi, ciò che conta sono i colori delle maglie. Stupendo. I genitori rissosi o cambiano o vengono allontanati. 

 

Ora il municipio mette i bastoni tra le ruote. Mancanza di fondi e la legge Bosam. Burocrati che fanno finta di non capire la differenza tra le associazioni sportive e le multinazionali. Il  Direttore del Guerin Sportivo è determinato nel giudizio : lo sport dilettantistico reggerà fin tanto che  persone come Angelo metteranno a disposizione la propria passione. 

 

Non meno appassionato è Claudio. Combatte le avverse circostanze reagendo. È stato ai massimi livelli della pallavolo femminile. Ha dovuto rinunciare ad offerte pallavolistiche in Giappone, dove è importante e nazionale e tenuto in notevole considerazione.  Claudio parte sempre dal basso.  Si è fatto conoscere per un suo progetto di sviluppo del vivaio. Insomma, largo alle giovani generazioni.  Capisce al volo se la ragazza ha talento.

 

Dopo essere stato direttore sportivo in Lombardia e Piemonte è stato contattato da ex giocatrici che lo hanno indotto a diventare procacciatore,  agente.  Qui l’originalità. Obietto ” Non far bruciare le tappe ai giovani talenti. Cosa non facile ma non impossibile.  Vi può sembrare strano ma nel 2016  c è chi non pensa ai soldi. 

 

Ora Claudio dà una mano ad Angelo.  Anche loro si sono rivisti dopo anni.  E sono ritornati a collaborare nel sociale sportivo. In fondo un “pallino”. Convinti che i partiti di sinistra,  non essendo più radicati, difficilmente posso fare ciò che dicono di voler fare.  In bocca al lupo amici e compagni miei. 

Conducente ubriaco: giovane muore nello schianto tra auto e bus

soccorsi ambulanza Nello scontro sono rimaste ferite altre 5 persone

 

Un ragazzo di 29 anni  è morto, mentre il fratello gemello è rimasto gravemente ferito. nel terribile incidente avvenuto questa mattina all’alba in via Chiesa della Salute tra un’auto e un bus pubblico. Nello scontro sono rimaste ferite altre 5 persone. Il giovane, prima di morire è stato portato al Cto in condizioni disperate ed è deceduto poco dopo in ospedale. Il violento impatto e’ stato causato dalla vettura, una Citroen, il cui conducente è  poi risultato positivo all’alcoltest con un valore di oltre il doppio di quello consentito dalla legge. Le persone ferite sono tutti i passeggeri  dell’automobile, oltre ail conducente e un passeggero dell’auobus , la navetta della linea 10.

 

(foto: archivio)

Le auto d’epoca tra storia, sogno e business

auto moto reautomotoretroCosa spinge a investire in auto d’epoca? Sicuramente un investimento economico (le auto ultratrentennali, tra l’altro, non sono soggette a bollo auto e hanno diritto a sconti sull’assicurazione obbligatoria) con buone performance che riesce a strappare dei margini di guadagno, ma anche un investimento sociale ed emotivo, perché ti porta a condividere questa passione anche con altre persone, altrettanto appassionate, attraverso i famosi raduni

 

di Paolo Pietro Biancone*

 

Il titolo di Torino come capitale dell’auto d’epoca non è solo merito dell’Automotoretrò, di cui è in corso in questi giorni la 33° edizione. Torino ospita tre importanti musei permanenti di auto d’epoca, su 26 presenti in tutta Italia. I dati non ci stupiscono, considerata la storica alleanza tra la Città e le case automobilistiche italiane. Promuovere le auto d’epoca è valorizzare la cultura (heritage) del passato per pensare al futuro. I dati di adesione sono interessanti: solo il Museo dell’Automobile nel 2015 ha avuto 180mila visitatori. E in questi giorni sono nella vetrina di Automotoretrò 14 marchi presenti e numerosi anniversari da festeggiare, tra cui spiccano i 50 anni dell’Alfa Romeo Spider (il mitico Duetto), gli 80 della Fiat Topolino e i 70 anni dell’icona Vespa Piaggio.

 

Cosa spinge a investire in auto d’epoca? Sicuramente un investimento economico (le auto ultratrentennali, tra l’altro, non sono soggette a bollo auto e hanno diritto a sconti sull’assicurazione obbligatoria) con buone performance che riesce a strappare dei margini di guadagno, ma anche un investimento sociale ed emotivo, perché ti porta a condividere questa passione anche con altre persone, altrettanto appassionate, attraverso i famosi raduni. Quelli più diffusi sono quelli di eleganza. In più, guardare una auto d’epoca è come ascoltare una vecchia canzone che muove ricordi, emozioni e sogni.

 

La classifica delle auto d’epoca più vendute di sempre fa riflettere: scorrendo la lista dal basso e quindi alla quinta posizione troviamo subito un mito degli anni 70 prima ed 80 dopo, la Ford Escort, il cui debutto risale agli anni 60, in particolare al 1968, quando fu presentata nel corso del Salone di Bruxelles che in quegli anni era ancora un punto di riferimento per il mercato internazionale delle quattro ruote.

 

Al quarto posto troviamo un altro mito delle quattro ruote, il Maggiolino: quest’auto, ancora così presente e diffusa sulle nostre strade, conta già quasi un secolo di vita. La sua nascita la si deve, infatti, a Ferdinand Porsche nel 1934 e muove i suoi primi passi in un momento storico non proprio felice da ricordare visto che fu a suo tempo l’auto ufficiale dei gerarchi nazisti. Nella sua lunga “carriera” il Maggiolino ha saputo scrollarsi di dosso questa “mala fama” ed è, anzi, diventata, quasi per un contrappasso degno del migliore degli sceneggiatori, uno dei simboli di due decenni, gli anni 60 e 70 che si pongono socialmente e culturalmente in completa antitesi con l’ideologia nazista. Oggi il Maggiolino non è più in produzione; l’ultimo esemplare è stato prodotto da una stabilimento messicano della Volkswagen nel 2003.

 

Al terzo posto delle auto (divenute ormai d’epoca, riferendoci ovviamente alle prime generazioni di questi modelli) è un’altra Volkswagen, la Golf, la cui prima serie venne sfornata in Germania nel 1974. Piccola curiosità come poche altre volte è successo la prima serie della Golf ebbe un successo tale che fu prodotta per 9 anni di seguito.Al secondo posto troviamo, invece, un modello che noi italiani conosciamo molto poco; è la Ford F-Series. Per intendersi si tratta di uno dei tipici pick-up che abbiamo visto in chissà quanti film americani. Ed in effetti sono oltre sessant’anni che la storia della Ford F-Series si accompagna a quella degli Usa. Una Storia che inizia per l’esattezza nel 1948 e che oggi nel 2015 ancora sopravvive con la 12-esima rivisitazione.

 

Infine, in cima alla classifica delle auto d’epoca più vendute di sempre troviamo una giapponese; al Toyota Corolla. In Italia abbiamo imparato a conoscere questa affidabile famigliare dagli anni 80 ma in realtà il suo primo modello compirà 50 anni il prossimo anno. Si stima che dal 1966 ne siano stati venduti oltre 37 milioni in tutto il mondo; ed altri ancora ne verranno venduti. Non soltanto le Ferrari o le Lamborghini di una volta, dunque, ma anche quelle per cui ti giravi quando eri bambino e ti sembravano inavvicinabili: ora sono offerte a buon mercato costa relativamente poco mantenerle e soprattutto mantengono il valore nel tempo.

 

Le Case automobilistiche oggi puntano sull’heritage per spingere i prodotti moderni. Questo perché se l’uso dell’heritage è ben fatto, serve moltissimo: creare dei ponti tra vetture-icona e vetture moderne è utilissimo; trasportare i valori dell’epoca sulle auto moderne funziona molto, bisogna solo farlo nel modo giusto. Ogni marchio dovrebbe capire quali sono le icone che gli vengono riconosciute dalle persone, utilizzando la cultura dell’auto d’epoca come una leva di comunicazione e sviluppo.

 

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin

Domenica si celebrano 10 anni di Metrò, ecco il programma della festa nelle fermate

Per tutta la giornata si potrà viaggiare con un solo biglietto di corsa semplice da € 1,50 sull’intera rete urbana e suburbana
metro 1

Domenica 21 febbraio si festeggia il decimo compleanno della metropolitana di Torino. Al mattino sarà possibile visitare il posto di comando e controllo e le officine tecniche del Comprensorio di Collegno, cuore pulsante della metro. Al pomeriggio grande festa nelle stazioni con musica, animazione e spettacoli. Per tutta la giornata si potrà viaggiare con un solo biglietto di corsa semplice da € 1,50 sull’intera rete urbana e suburbana. In occasione della ricorrenza è stata realizzata un’edizione celebrativa speciale del biglietto urbano che sarà in distribuzione a partire dai prossimi giorni. Ecco un timelapse di 2 minuti con una giornata di servizio della metropolitana.

metro_cartolina

www.gtt.to.it

Quel 13 febbraio 1983 la tragedia del cinema "Statuto"

Incendio_del_Cinema_StatutoLa fiammata provocata dal cortocircuito incendiò un tendone che, cadendo sulle poltrone dell’ultima fila, propagò il fuoco

 

Accade spesso di passare in via Cibrario, dove adesso è costruito un condominio, e di pensare che nello stesso luogo, il 13 febbraio di 33 anni fa, si consumò la tragedia del cinema Statuto. Furono 64 le vittime, uccise in pochi minuti per le esalazioni tossiche del fumo sviluppatosi da un incendio nella sala cinematografica. La causa, un cortocircuito. Era una domenica pomeriggio, si proiettava il film “La Capra”, con Gerard Depardieu. La fiammata provocata dal cortocircuito incendiò un tendone che, cadendo sulle poltrone dell’ultima fila, propagò il fuoco. Uscite di sicurezza chiuse e le stesse porte di ingresso in sala erano state sbarrate per evitare a spettatori non paganti di entrare, Le urla disperate dei prigionieri fecero accorrere i passanti nella via. Ma ormai era troppo tardi. Tutti morti in galleria, qualcuno si salvò in platea.  Il presidente Pertini partecipò ai funerali, assieme a migliaia di torinesi. Da quel giorno si cambiarono le regole di sicurezza nei luoghi di pubblico intrattenimento. Per cambiare le cose troppo spesso devono accadere tragedie.

Vita di coppia: la condivisione di interessi aumenta l’attrazione

cuore coppia amoreLa cultura fa bene alla coppia, poiché più della metà delle donne intervistate in un sondaggio afferma di essere attratta più da uomini con cui ha degli interessi in comune

 

www.dilei.it

Sei donne italiane su dieci affermano di preferire una relazione con un uomo con cui condividono degli interessi piuttosto che con persone piatte e prive di stimoli. A quanto pare, dunque, la cultura fa bene alla coppia: è quanto evidenziato da una ricerca condotta on line su un campione di circa 1500 persone tra i 20 e 65 anni. Se per lungo tempo si era pensato che le donne fossero attratte soprattutto da uomini forti e virili, adesso tutti i maschi dovranno ricredersi: il compagno ideale è quello con meno muscoli e più cervello.

 

Le persone intervistate spiegano anche perché la cultura fa bene alla coppia: secondo loro, infatti, fruire insieme di eventi culturali, come ad esempio andare al teatro, ad una mostra o ad un concerto, oppure fare un viaggio a due in un paese straniero, non solo aumenta la comunicazione fra i partner, ma accresce anche la fiducia reciproca. Tutti aspetti che contribuiscono a creare un buon equilibrio di coppia facendo sì che essa sia meno incline a “scoppiare”. In generale, però, sono molto di più le donne a dare importanza all’elemento “cultura” all’interno della relazione: oltre il 66% di loro ,infatti, dichiara di ritenere come il maggior difetto di un partner proprio la mancanza di interesse verso la cultura, contro solo il 21% degli uomini, che invece sembrano dare poca importanza all’argomento.

 

Se la cultura fa bene alla coppia, la mancanza di interesse verso di essa, sia da parte dell’uomo che della donna, può creare alle lunghe una situazione di conflitto: il 31% degli intervistati dichiara, infatti ,che fra le cause più ricorrenti di litigio col partner ci sono proprio le scelte non condivise relative agli eventi culturali cui assistere insieme. E se il 20% ritiene che sia indispensabile far collimare i propri interessi con quelli del partner, il 18% ritiene addirittura che col tempo, due opinioni diverse circa il tipo di attività culturale da svolgere, possano minare perfino l’attrazione e il sentimento reciproco.

 

Dunque non solo la cultura fa bene alla coppia, ma essa ha anche un’importante funzione nel mantenere vivi il desiderio e la passione, soprattutto per quanto riguarda il sesso femminile: le donne, infatti, ritengono che un uomo piatto possa, alle lunghe, provocare disinnamoramento (29%), noia (20%) e perfino rabbia (13%); per gli uomini invece la mancanza di interessi comuni o avere una compagna con pochi interessi non è poi così fondamentale, anche se il 22% di loro arriva talvolta a provare delusione. Sono infine oltre il 59% degli intervistati, di cui la maggioranza donne, a sostenere che senza una condivisione adeguata di interessi la
coppia è destinata di sicuro a scoppiare.

 

www.dilei.it

San Valentino: per tre giorni e una notte l’amore si celebra al Circolo dei Lettori

circolo amore cuorecircolo lett“In nome dell’amore” nasce da un’idea dello scrittore Antonio Pascale ed è concepito come immersione multimediale; imbastita non solo di reading, ma anche video, performance e, soprattutto, all’insegna della comunicazione social. Fitto ed accattivante il programma che prevede interventi d’autore, social contest, immagini, musica ed arte

 

Per tre giorni e una notte l’amore si fa al Circolo dei Lettori di Torino che, dal 12 al 14 febbraio, a San Valentino, organizza un festival sui generis e sviscera tutte le misteriose equazioni del sentimento più (s)travolgente dell’animo umano. “In nome dell’amore” nasce da un’idea dello scrittore Antonio Pascale ed è concepito come immersione multimediale; imbastita non solo di reading, ma anche video, performance e, soprattutto, all’insegna della comunicazione social. Fitto ed accattivante il programma che prevede interventi d’autore, social contest, immagini, musica ed arte.

 

Le infinite declinazioni dell’amore sono da scoprire rileggendo brani di alcuni grandi autori del 900 che, magari hanno avuto il cuore spezzato e comunque l’argomento l’hanno analizzato a fondo.

Ed ecco che l’amore va in scena con brani di Bernard Malamud, Anton Cechov, Alice Munro -ma anche film cult sull’argomento- letti e commentati dagli ospiti della kermesse.

Sul palco del Circolo (nella sontuosa cornice di Palazzo Graneri della Roccia) salgono cinque scrittori (Valeria Parrella, Francesco Piccolo, Marco Missiroli, Antonio Pascale, Michela Murgia), un poeta (Guido Catalano), un filosofo (Armando  Massarenti) e il mattatore radiofonico Matteo Caccia. Alcuni di loro, accompagnati da un’artista (dal musicista al disegnatore) che cercherà con i suoi strumenti d’interpretare, dare forma e melodia alle parole.

 

-Michela Murgia inaugura la rassegna (venerdì 12, ore 18) con l’incontro dal titolo “Amare è un atto d’immaginazione”. L’autrice de “L’Accabadora” e “Chirù” esplora feticismo, corpi e desideri; mentre le tavole illustrate di Lorenzo Mattotti (tratte dalle serie “Stanze“ e “Nell’acqua”) accompagnano la narrazione.

 

-Sabato 13 (ore 18) è la volta di Marco Missiroli, in tandem con l’artista Matteo Nuti, per un viaggio nei disperati amori raccontati da Bernard Malamud in “Il barile magico” (vincitore del National Book Award nel  1959).

Sempre sabato (ore 21) sul palco sale Francesco Piccolo che con “Insonnia d’amore” vi guida nel mondo cinematografico e nel fascino dei baci sul grande schermo.

La non stop della giornata prosegue (alle ore 23) con la poesia e l’ironia di Guido Catalano che declama la sua ultima raccolta “D’amore si muore, ma io no” (Rizzoli); accompagnato dal chitarrista e compositore Matteo Negrin, giovane talento tra i più creativi della scena torinese.

 

-Domenica14 (ore 16) Antonio Pascale discetta delle “Tragedie d’amore” a partire da “La signora con il cagnolino”di  Cechov; e lo fa insieme al cantautore Riccardo Sinigallia.

Ancora domenica (ore 18) Valeria Parrella indaga l’amore narrato dalla Munro e “L’ossessione della memoria”, sulle note della cantante Dolores Melodia.

 

-Se poi pensate che sia utile riflettere sull’amore, sabato e domenica, potrete farlo con il filosofo-giornalista Armando Massarenti (responsabile del supplemento domenicale del “Sole 24 ore”). Nelle sue “Lezioni d’amore” parte dall’Otello Shakespeariano ed arriva all’amore e alle sue leggi, ragionando anche su Eros, pornografia e libertà. E -importante- nell’era dei social il Circolo inaugura un esperimento: i lettori che vorranno dialogare sul tema, potranno farlo twittando all’hastag#LezioniDamore.

 

Avete, per caso, dei “Piccoli segreti d’amore” sepolti negli abissi del vostro cuore? Allora la serata giusta per un salutare atto liberatorio, è quella con il conduttore radiofonico Matteo Caccia di Radio 24, ideatore dell’esilarante format “Don’t tell my mom” (a Milano invita il pubblico a salire sul palco del Pinch per raccontare le bravate che mai si dichiarerebbero alla mamma); a Torino (venerdì  sera, ore 21) è voce narrante dello storytelling show “Little love secret”. In realtà,il vero  protagonista sarà il pubblico, stuzzicato a condividere i propri segreti d’amore con tutti  -soprattutto con il partner- fino a notte inoltrata; ma anche sui canali twitter e facebook del Circolo dei Lettori. L’hastag è  #lovesecret. Poi ci pensa Matteo Caccia a divulgare le confidenze più interessanti, in un social contest ispirato a Post Secret (la web-community americana in cui le persone postano ogni domenica inconfessabili aneddoti privati). E se ancora tentennate, allora ecco un altro buon motivo per partecipare: l’autore del segreto più piccante vince 2 notti (per 2 persone) nel raffinato hotel Victoria (a due passi dal Circolo dei lettori), con tanto di Spa in cui coccolarsi per il week end di San Valentino.

 

 Laura Goria

How to: Circolo dei Lettori. Per informazioni: info@circololettori.it

Via Bogino 9

Torino