COSA SUCCESSE IN CITTA’ / di Simona Pili Stella
Secondo una ricerca condotta presso l’ University College di Londra dalla neuroscienziata Eleanor Maguire, il passato è strettamente connesso al futuro, tanto che chi soffre di amnesia e quindi dimentica il passato, non riesce più nemmeno ad immaginarsi e a prospettarsi un futuro. Ebbene, forse per attenerci un po’ alle recenti scoperte, o forse perché in fondo il mondo e nello specifico la città in cui viviamo è fatta di storia e di aneddoti passati, “Il Torinese” ha deciso di dedicare questa particolare “rubrica” a Torino e agli avvenimenti più curiosi e che più l’hanno segnata nel corso degli anni, se non addirittura dei secoli precedenti.
Il 1 gennaio 1948 venne consegnato, ai 288 Sindaci dei comuni della nostra provincia, il testo della nuova Costituzione. Alle undici di mattina la campana civica della torre di Palazzo Madama, cominciò a rintoccare e tutti i Sindaci (riuniti al Municipio per l’occasione) formando un corteo, si recarono in prefettura per ritirare il testo della nuova Costituzione.
In prima fila vi era l’On. Negarville, circondato dalla Giunta e seguito da una folta rappresentanza dei gruppi politici del Consiglio comunale di Torino. Per via Garibaldi e piazza Castello si formò un cordone fitto di spettatori giunti appositamente per assistere all’evento. Contemporaneamente, in un vasto salone della prefettura, si radunarono attorno al Dott. Carcaterra le più alte autorità cittadine.
Non appena il corteo giunse nel gremitissimo salone, si svolse la solenne cerimonia: il primo dei fascicoli della Gazzetta Ufficiale, contenente il testo della Carta Costituzionale, venne consegnato all’ on. Negarville, Sindaco di Torino. Dinnanzi al Dott. Carcaterra si avvicendarono successivamente i Sindaci dei comuni della provincia.
A mezzogiorno, il Sindaco del capoluogo piemontese, al cospetto degli assessori e dei consiglieri, fece il suo ingresso nella “sala rossa” del Consiglio, dove depositò la copia della Costituzione.
[La Stampa]
Era l’8 gennaio del 1970 quando Vittoria Bonifetti, nuora dello scrittore De Amicis, si spense nella sua abitazione in via Massena 71. Moglie dell’unico figlio rimasto di Edmondo De Amicis, l’Avv. Ugo (scomparso il 13 ottobre del 1962), la vedova De Amicis decise di lasciare l’intero suo patrimonio ai bambini meno fortunati delle scuole elementari e medie della città di Torino.
Un po’ come la storia del libro “Cuore”, la morte della vedova De Amicis si coronò di calda umanità: non avendo avuto figli i due coniugi concordarono che alla morte di entrambi, il loro cospicuo patrimonio (di oltre mezzo miliardo di lire) venisse destinato ai figli di persone povere, in modo da permettergli di studiare e di migliorare le loro condizioni. Il lascito De Amicis venne impiegato dal Comune per istituire borse di studio da destinare a studenti meritevoli e bisognosi.
Fu un grande gesto che rese omaggio sia al più grande best-seller della letteratura per ragazzi che al suo autore, il celebre scrittore Edmondo De Amicis.
[La Stampa]
La sera del 13 febbraio 1983 un tragico evento colpì la città di Torino e i tutti i suoi abitanti. Intorno alle 18e15 un’ improvvisa fiammata, causata da un cortocircuito, divampò all’interno del cinema Statuto durante la proiezione di un film. L’improvvisa fiammata incendiò una tenda adibita a separare il corridoio dalla platea;questa cadendo, a sua volta incendiò immediatamente le poltrone delle ultime file.
Gli spettatori, terrorizzati, si rovesciarono in massa sulle sei uscite di sicurezza le quali, però, erano state tutte chiuse dal gestore ad eccezione di una. In galleria, poiché la proiezione del film non venne interrotta e poiché non erano ancora visibili le fiamme, nessuno percepì immediatamente il grave pericolo. Le conseguenze furono catastrofiche: la galleria si trasformò in una sorta di “camera a gas” che soffocò i presenti in meno di un minuto.
Quella sera morirono 64 persone: la vittima più giovane fu un bambino di 7 anni, mentre la più anziana fu una vittima di 55 anni.
[La Stampa]
Alle 17e30 del 7 febbraio 1955 un tram che percorreva c.so Massimo D’azeglio e diretto al capolinea delle Molinette, trovò in prossimità della biforcazione per via Valperga Caluso, un oggetto metallico di forma cilindrica. Il tranviere individuò subito l’oggetto come una bomba a mano di tipo “balilla” e poiché l’ordigno era senza sicura, diede immediatamente l’allarme.
Giunsero immediatamente i carabinieri che dopo aver fatto evacuare i passeggeri dal tram e dopo aver fatto allontanare i passanti, isolando la zona, fecero giungere sul posto due artificieri.
La bomba venne portata via e fatta esplodere in un posto isolato e sicuro. Grazie all’immediato riconoscimento dell’ordigno da parte del tranviere, venne evitata quella che avrebbe potuto essere ricordata come una tragedia.
[La Stampa]
Simona Pili Stella
Ma la cifra richiesta dai due delinquentelli cresceva sempre più, fino ad arrivare a 500 euro, somma che il giovane non poteva raccogliere in una sola volta. Così gli estorsori lo hanno costretto a fare il pusher
Sabato mattina, Torino sotto la neve nella foto di Mihai Bursuc scattata in zona Lingotto.
IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*
Diminuire i passaggi tra produttore e consumatore, abbattere le spese di trasporto, i costi e l’inquinamento conseguenti, garantire tracciabilità e rintracciabilità, fornendo al cittadino informazioni sulla qualità, la provenienza e la metodologia utilizzata per la creazione del cibo sono un’esigenza ormai inderogabile. Ma occorre approntare nuovi percorsi e nuovi strumenti.


Dal 22 settembre non più nei costosi (per l’affitto e per i biglietti dei visitatori) padiglioni del Lingotto, la manifestazione dovrà affidarsi alla clemenza del tempo – si spera – ancora estivo
“socialismo” alimentare e ambientale di Papa Francesco piace, secondo il guru e patron dell’evento, Carlin Petrini, “alla società civile, alle associazioni e ai movimenti. Quello che all’inizio era considerato un atto di audacia o polemico, è un elemento distintivo dell’evento”, dice Petrini. La maxi rassegna inizierà il 22 settembre. Per l’occasione Petrini si appella ai torinesi affinché accolgano nelle loro case i delegati di Terra Madre, la kermesse globale
delle Comunità del Cibo di quasi 200 Paesi, abbinata al Salone. La manifestazione, che compie 20 anni, essendo stata fondata nel 1996 grazie al determinante supporto dell’allora Giunta regionale guidata dal forzista Enzo Ghigo, sarà allestita Valentino e al Borgo Medievale per le sezioni del mercato italiano ed internazionale con più di 1.000 produttori, e poi anche in musei, associazioni, centri di cultura e nelle residenze reali di Venaria e Racconigi.
Inquietanti nuovi particolari sull’assassinio di Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte uccisa e gettata nel canale di scolo di una discarica. Qualche giorno prima della scomparsa della sua professoressa, l’ex allievo Gabriele Defilippi, probabilmente ubriaco, avrebbe confidato alla fidanzata, Sofia Sabhou, (nella foto) di avere il timore di “passare tre anni in galera” (in realtà ne passerà molti di più) per la truffa da 187mila euro ai danni della vittima che, invaghita del suo futuro carnefice, glieli aveva consegnati.
“Dobbiamo farla sparire, anche mia mamma sa tutto”, ha detto alla fidanzata – citando un coinvolgimento della madre Caterina Abbattista – .secondo quanto riporta l’agenzia Ansa. La ragazza avrebbe detto nell’interrogatorio che l’idea di far sparire Gloria, secondo quanto dettole da Defilippi, era stata dell’amico-amante di Gabriele, Roberto Obert. Sofia ne ha parlato, in veste di testimone, al procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando. Sofia ha dichiarato anche di non avere dato importanza alle parole del fidanzato: “Credevo fosse una scusa per lasciarmi”. Il ragazzo le avrebbe infatti detto: “Non cercarmi, devo sparire per un po’”.
Il primo cittadino: “ci troviamo di fronte a un fenomeno che è ormai strutturale per ragioni economiche o legate a crisi e conflitti”
E ‘intervenuto anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, in qualità vicepresidente per l’Italia del Comitato delle Regioni:“ci troviamo di fronte a un fenomeno che è ormai strutturale per ragioni economiche o legate a crisi e conflitti”. ha detto il primo cittadino.
IL DIBATTITO IN AULA
e forse la sua rielezione passa attraverso questo accordo. Dunque, caro Pd, non si discute: 2 candidati a presidente di circoscrizione debbono essere Moderati. Ed ecco il direttivo del Pd che approva le proposte (5 le astensioni ). Dalla effervescenza dei catalani si giunge alla disciplina dei Bulgari. Ora la lezioncina passa alle sezioni. Unico problema aperto delle liste in Comune, nella parte uomini. Su 20 posti ci sono 28 proposte. Essendo 19 riconfermati per “diritto” in quanto uscenti, è abbastanza facile la scelta. Mancherebbe una donna, probabilmente Adriana Scavello, consigliera di barriera della 6, radicata alla Falchera, ottima proposta di Nadia Conticelli. Rimane aperto il problema della 5, vista
l’indisponibilità di Marco Novello a quella candidatura. E sicuramente encomiabili quei 19 tesserati del pd che con una lettera hanno chiesto le primarie. Ma appunto, solo encomiabili, come pura e semplice testimonianza,Stupisce un altro fatto: solo 5 astensioni, nessun voto contrario, sancendo che il segretario Fabrizio Morri ha avuto ed avrà ragione. Ma sono questioni interne ad un partito.Che farà Gianguido Passoni? Giustamente ha detto: la coalizione non deve pagare le divisioni in correnti del Pd. Penso che andrà avanti con la lista, e noi gli diamo “gratuitamente” un suggerimento: su Marco Novello tenga duro, facendo valere le proprie ragioni. Possibile che Piero Fassino possa essere rieletto, spostando l’asse politico della coalizione verso la destra. Non mi sembra una cosa positiva. Ovviamente saranno gli elettori a decidere.Mi rimane la nostalgia di Piero Fassino “catalano”. Ma questa è un’altra storia, e poi la nostalgia non fa politica, la nostalgia non fa futuro.