Terzi ha ribadito l’importanza di considerare il ruolo dell’Iran nella stabilità dell’intera regione e ha posto l’accento sulla necessità di uno sforzo comune nella lotta al terrorismo
L’accordo sul nucleare iraniano ha rotto il ghiaccio e l’Iran è tornato un interlocutore importante. Dopo l’annullamento delle sanzioni, ha riscoperto un ruolo fondamentale nello scacchiere geopolitico. Tuttavia, a Teheran è ancora di primissima attualità la violazione dei diritti umani. Il Comitato regionale per i diritti umani del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con “Iran Libero e Democratico” – il movimento che in clandestinità o in esilio si oppone al governo di Rouhani, raccogliendo esponenti di tutte le etnie e confessioni religiose – e il Centro studi “Calamandrei” mercoledì 23 marzo ha proposto il convegno dal titolo “Iran: un paese chiave nella geopolitica mediorientale. Società, politica, religione, diritti umani, diritti delle donne”. Nel suo intervento introduttivo, il presidente dell’Assemblea piemontese e del Comitato regionale per i diritti umani, si è chiesto se Hassan Rouhani sia un riformatore e un moderato. Ha quindi sottolineato come lo stesso Iran auspichi un avvicinamento all’Unione europea, che sarà però possibile solo dopo il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali. Stimolato da Giampiero Leo, che è ritornato sull’accordo tra Stati Uniti e Iran sul nucleare, sul rapporto di Teheran con le potenze occidentali e sul ruolo dell’Iran nelle vicende mediorientali, si è poi sviluppato il dibattito. Tra gli interventi quelli dell’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi e del politologo Valter Coralluzzo (Università di Torino). In particolare Terzi ha ribadito l’importanza di considerare il ruolo dell’Iran nella stabilità dell’intera regione e ha posto l’accento sulla necessità di uno sforzo comune nella lotta al terrorismo. Ci sono poi stati gli interventi di Tullio Monti (direttore del Centro “Calamandrei”) e di Yoosef Lesani (esule iraniano). I dati diffusi dal nuovo Rapporto Iran Human Rights, presentato anche a Roma, raccontano un record di esecuzioni capitali nel 2015 in Iran: 969 persone messe a morte, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. Tra i giustiziati, sono 638 le persone messe a morte per reati di droga, 207 per omicidio. I detenuti impiccati in pubblico sono stati 57, e al patibolo sono finiti anche tre minorenni e diciannove donne. Al convegno avrebbe dovuto partecipare anche un rappresentante della Commissione Esteri del Consiglio nazionale della Resistenza iraniana, ma non ha potuto raggiungere Torino da Bruxelles dopo i noti attentati terroristici.
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Le maggiori critiche mosse dalle forze politiche avversarie alla vostra candidata, Chiara Appendino, sono state proprio queste: “non ha abbastanza esperienza”, “ non ci convince la classe dirigente che ha alle spalle, non sappiamo chi sono”. Cosa risponde a queste critiche?
volentieri i mezzi pubblici, se non ci si mettesse, ad esempio, un’ora e mezza /due per andare da Barriera di Milano a Mirafiori. Lo stesso nuovo Campus Einaudi risente di queste criticità.

La squadra di casa ha saputo rispondere all

In segno di vicinanza ai familiari delle vittime degli attentati che hanno colpito la capitale belga e ai cittadini di Bruxelles, la cupola della Mole Antonelliana – lato via Po -, dall’imbrunire fino a mezzanotte viene illuminata con i colori della bandiera del Belgio: nero, giallo e rosso.
La domanda angosciante di molti torinesi cosi come di molti italiani è una sola: ” Quando toccherà a noi?”


“Grande soddisfazione” per la svolta epocale del gruppo Armani, che ha deciso di rinunciare completamente all’uso delle pellicce, è stata espressa dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ringrazia Giorgio
trasformazione della società italiana) e, infine, il 48,1% la terza e ultima (Migrazioni: “Muri” vs “Ponti”). Gli studenti dei 26 gruppi vincitori verranno premiati pubblicamente presso la sede del Consiglio regionale giovedì 26 maggio e parteciperanno (accompagnati dai loro docenti) ai viaggi di studio ( tra la fine di aprile e la fine di maggio) che avranno come mete la Bosnia con le visite a Mostar, Sarajevo e Srebrenica, il confine orientale italiano con la visita alla risiera di San Sabba e alla foiba di Basovizza, l’Austria con visita al campo di sterminio di Mauthausen e al memoriale di Gusen. “Il Piemonte, oltre ad essere stata la prima regione d’Italia a stabilire,con una legge,quarant’anni fa – nel 1976 – l’istituzione di un comitato per la difesa e l’affermazione dei valori della Resistenza e della Costituzione – commenta il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, che presiede il Comitato – è
stata anche tra le prime a promuovere progetti di studio sulla storia contemporanea, coinvolgendo – a partire dal 1981- decine di migliaia di studenti medi piemontesi ed organizzando decine di viaggi nei luoghi della memoria“. Il progetto, nel tempo, ha visto la partecipazione di più di 40 mila studenti e oltre 1500 docenti. “ Quest’anno – conclude il vicepresidente del Consiglio regionale – abbiamo scelto di confrontarci sugli anni di piombo, sulle trasformazioni della nostra Repubblica e sui “muri e ponti” del fenomeno migratorio, questione che oggi divide le coscienze e scuote l’Europa. Il terrorismo è un pericolo incombente, come ci ricordano i tragici fatti di Bruxelles e, insieme ai temi legati alle migrazioni, rappresentano la principale sfida dell’Unione in forte crisi di rappresentanza proprio quando cresce il bisogno di una nuova Europa, solidale e inclusiva”.L’elenco e la graduatoria dei vincitori si possono consultare sul sito web del Consiglio regionale al seguente indirizzo:
L’allarme lanciato dal sindacato Nursing Up sulla situazione del fabbisogno del personale in sanità è alto. E il sindacato degli Infermieri Italiani è pronto a ogni azione per opporsi a decisioni che possano spalancare le porte alle esternalizzazioni, quando la vera necessità è invece di assumere, attingendo anche dalle grandi sacche di disoccupazione che attanagliano purtroppo anche gli infermieri.