redazione il torinese

Gli anarchici dopo gli arresti annunciano sul web nuovi attacchi e accusano pm torinese

polizia via poNuove minacce da parte degli anarchici: “La solidarietà come la intendiamo noi è quella che si fa azione, il continuare a portare avanti gli attacchi e le pratiche per le quali i compagni sono stati arrestati. Pratiche che a tutti appartengono”. E’ il messaggio pubblicato  su un sito anarchico a proposito dell’arresto per terrorismo, in un’inchiesta della procura , di sette presunti appartenenti all’organizzazione Fai/Fri. Un messaggio ostile viene indirizzato a un magistrato: “il mandante di questa operazione è il pm di Torino Roberto Sparagna.Ci teniamo a ripeterlo “.

Intossicazione alimentare alla mensa? Aperta indagine

menseLo scorso maggio, per alcuni giorni, diversi bambini di Mappano furono colpiti da disturbi intestinali.  Si trattò  probabilmente di un’infezione di origine alimentare contratta durante un pasto alla mensa della scuola elementare. Il pm  Pacileo della procura di Torino ha iscritto nel registro degli indagati i responsabili della ditta che ha in appalto il servizio, la Camst, e l’azienda torinese fornitrice di uno degli ingredienti del pasto. In base alle analisi dell’Asl e dell’istituto zooprofilattico, emerge che il batterio che scatenò l’infezione, la Lysteria, era annidato in una partita di manzo.

Operazione treni sicuri: 19 arresti e 190 multe nei mesi estivi

treni p susaOltre  20mila persone, di cui 7435 straniere e 793 minori, sono state identificate nel corso dell’estate, dalla Polfer nelle stazioni di Piemonte e Valle d’Aosta. Gli arrestati sono 19 e 248 i denunciati a piede libero. Durante le operazioni sono stati treno frecciarossainoltre rintracciati  otto minori, che si erano allontanati da casa, effettuate a bordo dei treni 190  contravvenzioni e 2596 veicoli controllati.Gli agenti della Polfer, insieme al reparto mobile di Torino e alle unità cinofile antisabotaggio e antidroga di Torino e Cuneo, hanno assicurato nel corso dell’estate il servizio di controllo con circa 3000 pattuglie nelle stazioni ferroviarie e sui treni, in particolare su quelli ad alta velocità, Freccia Bianca e Freccia Rossa.

(foto: il Torinese)

LA FESTA PER LA VITTORIA DELL’ASSEDIO DI TORINO RIVIVE AI MUSEI REALI

castello armeria realeA 310 anni di distanza il clima di festa per la fine dell’Assedio di Torino e l’esultanza del popolo per la vittoria rivivono sabato 10 settembre dalle 14,30 alle 18,30 nelle sale di Palazzo Reale, grazie alla collaborazione del gruppo Historia Subalpina che rievocherà attraverso una fedele ricostruzione il clima, mettendo in evidenza quanto vissuto dagli abitanti nella gioia e nel dolore di quei giorni.

Nelle sale di Palazzo Reale dalle ore 14,30 si darà letteralmente il via alle danze con figuranti in costume d’epoca che proporranno balli coevi al periodo (Salone degli Svizzeri) frutto di un’attenta ricerca sull’opera di Feuillet, danzatore e coreografo francese, e André Campra, compositore e direttore d’orchestra francese di musica barocca all’epoca di Luigi XIV. Si potranno osservare le classiche figure eseguite nelle danze barocche: il dos a dos, il rond, la figura dell’otto ed altre.

Nella sala successiva protagoniste saranno le letture, che aiuteranno il pubblico a calarsi nel contesto storico e sociale dell’epoca grazie alla voce di un giovane attore in panni d’epoca: prenderanno così vita le narrazioni che racconteranno il clima, la sofferenza e la speranza vissute nei giorni dell’Assedio.giardini reali 4

Gli spazi a seguire infine saranno animati da musiche dell’epoca eseguite dal vivo da un duo di flauto e violino, gli stessi strumenti protagonisti degli intrattenimenti musicali del periodo.

La rievocazione sarà fedele e curata nei particolari, grazie al lavoro di ricerca che Historia Subalpina esegue, con l’obiettivo di far immergere il pubblico in un contesto storico, trasmettendo il clima dell’epoca.

L’Assedio di Torino è uno dei momenti di storia sabauda più importanti. Nell’anno 1700 moriva, senza discendenti, Carlo II d’Asburgo, re di Spagna. Si apriva un contenzioso tra i pretendenti: Luigi XIV e l’imperatore Leopoldo d’Asburgo, appartenenti alla stessa dinastia. La posta in gioco era il controllo della Spagna e dei suoi ricchi possedimenti in Europa e nel mondo.

Il conflitto per la successione vide schierati da una parte l’Impero Asburgico e l’Inghilterra; dall’altra la Francia e la Spagna. Il Ducato di Savoia costituiva il corridoio di collegamento tra la Francia ed il milanese, nelle mani della Spagna, per cui Luigi XIV, per esigenze strategiche, quasi impose al duca Vittorio Amedeo II l’alleanza con i franco-ispanici.

Vittorio Amedeo, invece, sostenuto dal cugino Eugenio di Savoia, strinse alleanza con gli Asburgo, gli unici che, in caso vittoria, potevano garantire l’indipendenza dello Stato sabaudo. In più, l’Imperatore asburgico prometteva il Monferrato, la Valsesia e altri territori. Fu una scelta intelligente, ma rischiosa, perché in caso di sconfitta lo Stato Sabaudo e i Savoia sarebbero stati spazzati via.

polo reale cavalloCosì, il 13 maggio 1706 la terra intorno a Torino tremava sotto gli stivali di quarantamila soldati franco spagnoli. 10.000 soldati sabaudi combatterono strenuamente fino al 7 settembre quando, con l’arrivo delle truppe comandate dal Principe Eugenio e dal duca Vittorio Amedeo II, costrinsero i nemici a una precipitosa ritirata. Il terribile assedio durò centodiciassette giorni e si concluse vittorioso il 7 settembre 1706. L’attività è compresa nel biglietto di ingresso ai Musei Reali.

 

www.museireali.beniculturali.it

 

(Foto: il Torinese)

Gli elicotteri recuperano le persone sospese sulla funivia

soccoros alpino elicotteroRipresi questa mattina alba i soccorsi delle 40 persone rimaste ancora bloccate nella funivia del Monte Bianco (una sessantina sono state liberate ieri) dopo il guasto sul lato francese delle scorse ore. Da Aosta e da Chamonix sono partiti gli elicotteri per recuperare chi era rimasto nelle cabine. Il guasto è avvenuto ieri a oltre 3.000 metri di quota, a causa dell’incrocio di alcuni cavi,  sulla linea che collega la stazione dell’Aiguille du Midi (Francia) a quella italiana di Punta Helbronner (punto di arrivo della Skyway Monte Bianco, che parte da Courmayeur) e al comune di Chamonix (Francia).

(foto archivio)

Appendino e la Tav: “Sì al confronto, contrari ma non in modo ideologico”

TUNNEL2La Sindaca di Torino, Chiara Appendino e l’assessore all’Urbanistica, Guido Montanari, hanno ricevuto a Palazzo di Città, Louis Besson, il presidente della delegazione francese, e Jan Brinkhorst, coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo. La prima cittadina torinese si è resa disponibile al dibattito da un punto di vista scientifico, non ideologico, pur ribadendo la contrarietà all’opera, come specificato nelle linee programmatiche.La delegazione ha relazionato sullo stato di avanzamento dell’opera ribadendo il finanziamento europeo del Tav e l’importanza dello stesso per lo sviluppo dei Paesi del Sud Europa, sottolineando che entro la fine dell’anno i parlamenti di Italia e Francia approveranno il finanziamento di 4 miliardi di euro che sarà stanziato dall’Unione Europea.”A gennaio i parlamenti di Italia e Francia porteranno a termine la ratifica del protocollo addizionale per l’avvio dei lavori della Torino-Lione e nel mese di luglio partiranno i cantieri del tunnel di base”. Lo ha detto all’ANSA  Brinkhorst, coordinatore europeo del corridoio Mediterraneo. Incontro positivo per Besson: “C’è stato uno scambio di opinioni”, e ha ricordato che “la Torino-Lione non rientra nelle competenze degli enti territoriali”.

Eternit, si torna in aula

Ieternit bandierel confronto tra la procura di Torino e la difesa dello svizzero Stephan Schmidheiny tornerà presto in aula. Il Tribuale di Torino ha fissato le udienze preliminari del processo Eternit bis in tempi abbastanza veloci dopo la pubblicazione dell’ordinanza della Corte Costituzionale che aveva negato l’esistenza di una questione di legittimità costituzionale, statuendo che non vi era un ne bis in idem nel processo, rispetto al primo processo terminato in Corte di Cassazione con la pronuncia di non doversi procedere per prescrizione del reato di disastro. Sarà dunque il Gup torinese, al termine delle udienze del 27 e 28 ottobre e del 4, 17 e 18 novembre a dover stabilire se il multimilionario elvetico dovrà venire processato per omicidio colposo oppure se la sua posizione dovrà essere archiviata. Per il momento quel che è certo è che a Casale, a Cavagnolo ed in Monferrato si torna ad alzare la tensione soprattutto da parte delle amministrazioni e di Afeva.

Massimo Iaretti

 

SALARIO MINIMO ORARIO, LAUS SCRIVE A RENZI

leo laus“Avere il coraggio, con legge, di esprimere la cifra minima dalla quale partire contrattualmente per definire il trattamento economico di tutti i lavoratori e in grado di garantire una vita dignitosa”: con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, ha chiesto al premier e segretario Pd, Matteo Renzi, di aprire la strada all’introduzione anche in Italia del salario minimo orario. La pdl, sottoscritta da 11 consiglieri democratici tra cui il segretario regionale del partito e capogruppo, Davide Gariglio, propone una retribuzione lorda minima oraria di 8 euro. Copia della lettera al premier è stata inviata dal presidente a tutti i parlamentari italiani,  e al presidente dell’Inps, Tito Boeri, cui Laus ha richiesto una stima dei lavoratori che percepiscono un salario inferiore a quello previsto dalla proposta di legge. Gariglio ricorda che: “Da anni si discute su quegli stipendi di pochi euro fissati da una sempre più vasta pluralità di contratti collettivi nazionali e la magistratura non ha perso occasione di evidenziare, con una serie di sentenze, come il sistema di regole che nel nostro Paese disciplina la contrattazione sia ormai incapace – da solo – di salvaguardare i dettami dell’articolo 36 della Carta fondamentale e così della Carta sociale europea del 1961 (Parte I, articolo 4), laddove appunto entrambe parlano di “equa retribuzione”. La  sentenza più recente è quella con cui il tribunale del lavoro di Milano ha giudicato incostituzionale il salario previsto dal ccnl Servizi Fiduciari (4 euro e 40 centesimi lordi di paga oraria base).

I contratti del Comune sotto la lente di Morano

morano albertoAlberto Morano, candidato sindaco di Lega Nord e Fratelli d’Italia che con la sua Lista Civica ha guadagnato un seggio in consiglio comunale, tira dritto e parte ad esaminare i contratti tra l’amministrazione cittadina e i privati regolati da   importi superiori ai 100mila euro. E proprio  attraverso la prima verifica avviata dal notaio Morano  emergerebbe che  la discoteca più grande di proprietà del Comune di Torino, il Cacao,  situata nel Parco del Valentino, paga un canone di locazione più basso della base di gara di appalto, per la quale, pare che  l’unica offerta pervenuta superasse l’importo di base , come indicato peraltro nell’atto di aggiudicazione. Morano , insieme al capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca, ha posto la questione ai colleghi della commissione Controllo di Gestione in seduta congiunta con la Terza , e ha illustrato come sia stato possibile ricostruire attraverso un accesso agli atti , la concessione del locale in corso Massimo D’Azeglio, affidata all’attuale gerenza sino al primo maggio del 2017. Il caso risale tra  dicembre 2010 e marzo 2011, quando il sindaco era l’attuale governatore del Piemonte , Sergio Chiamparino. Il notaio Morano ha ricostruito la gara attraverso l’accesso agli atti , estrapolando tre determine, le prime due con data 7 dicembre e 17 dicembre 2010, che stabilivano la pubblicazione del bando, la base di gara fissata a 186mila euro, e una proroga di scadenza al 10 gennaio 2011; la terza determina è datata 11 marzo 2011 ed è stata firmata per l’aggiudicazione all’unico ente privato interessato al locale. E qui che il notaio si sarebbe trovato di fronte ad una apparente anomalia, poiché la  determina numero 42813morano gam gam stabilisce che il Cacao è affidato all’attuale gestione fino al primo maggio 2017 per un importo di 114.110 euro all’anno ,” 71 mila euro in meno della base di gara, nonostante nell’atto di aggiudicazione sia scritto che l’unica offerta era superiore all’importo base” analizza il civico  Morano nella seduta con i colleghi. Se da ulteriori approfondimenti non dovesse risultare un quarto documento che stabilisce al ribasso l’importo sotto accusa , “ si tratterebbe di un atto palesemente illegittimo, che basterebbe a configurare una truffa ai danni dello Stato, oltre che un danno erariale per la Città” dice Morano e in  ogni caso  fa notare che il canone è comunque di molto inferiore rispetto ai prezzi di mercato, “ Trentacinque euro al metro comune municipioquadro per 3.200 metri, tra un terzo e un quarto di quanto riportato dalle tabelle dell’Agenzia delle Entrate”. Il consigliere-notaio valuta l’eventualità , insieme ai suoi legali, di presentare un esposto alla procura della Repubblica. Intanto la commissione dovrà studiare nel dettaglio gli atti per trovare una risposta plausibile alla constatazione dei fatti rilevati dal consigliere di opposizione Morano, non prima comunque di due settimane.A palazzo Civico dunque alcuni pensano che potrebbe essere stato scoperchiato un vaso di Pandora:  è solo un’isolata anomalia o un’interpretazione sbagliata perché , forse mancano ancora le carte che chiarirebbero lo strano caso? Quello che è certo è che la Giunta pentastellata, cavallo di battaglia dell’attuale Sindaco Appendino , nominata attraverso una rigidissima e meritocratica selezione di curricula (pare) dovrà mettere in campo tutta l’esperienza, la preparazione, la serietà e la trasparenza per la quale ogni singolo assessore è stato nominato, affrontando ogni questione con dovizia di competenza.

 

C.V.

Oggi al cinema

cinema salaLe trame Film nelle sale di Torino 

 

A cura di Elio Rabbione

 

Black – L’amore ai tempi dell’odio – Drammatico. Regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah, con Sanaa Alaoui e Aboubakr Bensaihi. Mavela è una quindicenne di origini centroafricane, che vive nella periferia di Bruxelles. E’ affascinata dalla gang dei Black Bronx, composta da giovani africani, in cui è accettata. In carcere per un furto, incontra Marwan, appartenente ad una gang di marocchini. I gruppi rivali faranno di tutto per contrastare il nuovo amore. La realtà riversata al cinema, la capitale belga vista come nuovo centro di delinquenza e sovversione, un mix di aspra vita quotidiana e romanticismo tenendo d’occhio “Romeo e Giulietta” e “West Side Story”. Durata 95 minuti. (Centrale V.O.)

 

film-clanIl Clan – Drammatico. Regia di Pablo Trapero, con Guillermo Francella e Peter Lanzani. Argentina, primi anni Ottanta, a cavallo tra dittatura e ritorno alla democrazia, una famiglia normalissima guidata da un padre patriarca, una madre impegnata tutto il giorno a far cucina per la gioia dei figli, di cui uno, Alejandro, gode di grande popolarità come campione di rugby. Tutto normale come il negozio che portano avanti, come la gentilezza che usano con i vicini del quartiere: nella cantina di casa tengono ostaggi in catene, il garage è la via attraverso cui far entrare le povere vittime. Le figlie cantano per coprire le urla delle vittime, il figlio ammazza perché ammazzare diventa una necessità. La continuazione del male e della malvagità, il quadro opaco e terribile di un paese, il gioco crudele di un clan che gioco non è. Premio della Giuria alla Mostra di Venezia dell’anno scorso. Durata 108 minuti. (Massimo 2)

 

Il diritto di uccidere – Azione. Regia di Gavin Hood, con Helen Mirren, Aaron Paul e Alan Rickman. Il colonnello inglese Katherine Powell dirige a distanza un’operazione contro una cellula terroristica a Nairobi. Il suo “occhio” sul campo è un darne pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts: quando diventa inevitabile sferrare un attacco entrambi realizzano che anche una bambina cadrebbe tra le vittime. Nessuno nella stanza dei bottoni vuol prendersi la responsabilità di una decisione tanto drammatica. Ultima prova sullo schermo per il grande Alan Rickman. Durata 102 minuti. (Romano sala 3)

Il drago invisibile – Fantasy. Regia di David Lowery, con Bryce Dallas Howard, Oakes Fegley e Robert Redford. Per anni il vecchio signor Meacham ha raccontato ai ragazzini del paese di un drago che vive nelle foreste del Pacific Northwest. Poi un giorno sua figlia Grace, guardia forestale, incontra il piccolo Pete che dice di vivere nella foresta con un grande drago di nome Elliot. Per la gioia dei bambini che ancora oggi sognano favole (e forse di qualche adulto, incontaminato). Durata 102 minuti. (Uci)

 

film cinemaL’effetto acquatico – Commedia. Regia di Solevi Ansbach, con Samir Guesmi e Florence Loiret-Caille. Samir, di professione gruista, si innamora di Agathe, istruttrice di nuoto a Montreuil, nella regione parigina. Pur di averla accanto e poterla frequentare, decide di prendere lezioni di nuoto nella piscina comunale, benché sia già un provetto nuotatore. Se la ragazza (del cuore) dovrà raggiungere l’Islanda per partecipare ad un congresso internazionale dei maestri di nuoto, Samir non esiterà a seguirla: non dovrà che spacciarsi per un istruttore israeliano. Più semplice di così… La rivista “Ciak” ha definito il film come “uno dei film più divertenti dell’anno, un gioioso inno alle infinite declinazioni dell’amore, in cui l’acqua svolge il ruolo di Cupido ed è più resistente di ogni scelta razionale”. Opera postuma della Anspach scomparsa un anno fa a 55 anni. Durata 85 minuti. (F.lli Marx sala Harpo, Romano sala 1, Uci)

 

L’era glaciale: in rotta di collisione – Animazione. Regia di Mike Thurmeier e Galen T. Chu. Scordatevi la teoria del Big Bang. L’origine dell’universo è merito della ghianda dello scoiattolo-topo Scrat, causa di una cascata di meteoriti sul nostro pianeta. A salvare la situazione ci penseranno gli amici Sid, Manny, Diego e il resto del branco, tutti in fuga verso Geotopia. Durata 100 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Escobar – Drammatico. Regia di Andrea Di Stefano, con Benicio del Toro e Josh Hutcherson. Niente di meglio che una vacanza in Colombia per il giovane surfista canadese Rick, in mezzo a onde mozzafiato, tra sabbia immacolata e lagune da favola. Ancor meglio se arriva l’amore con gli occhi della splendida Maria: finché un giorno la ragazza presenta il suo ragazzo allo zio, che di nome fa Pablo Escobar. Narcotrafficante, capace di far girare politica e economia del suo paese a proprio piacimento, ma anche padre premuroso nel raccontare favole ai figli, marito romantico verso una moglie cui dedica canzoni, cattolico oltre ogni dubbio che prega prima di una strage. La vita di Nick diverrà un incubo. Robusto film intorno alle contraddizioni di un uomo, una storia di formazione, un perfetto insieme di thriller e di inevitabile melò. Durata 120 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 2, Uci)

 

film fangLa famiglia Fang – Commedia drammatica. Regia di Jason Bateman, Jason Bateman, Nicole Kidman e Christopher Walken. Tratto dal romanzo omonimo firmato da Kevin Wilson, edito in Italia da Fazi, è la storia di una coppia di genitori, due artisti di strada che nella loro vita hanno sempre avuto un debole per la provocazione a tutto tondo, e del risvolto che quella filosofia di vita, tra caos e una continua ricerca creativa sempre condotta oltre ogni convenzione sociale, ha prodotto sui figli (da sempre chiamati A e B), esseri al colmo della più ostile infelicità. Poi un giorno i vecchi genitori scompaiono. Ancora un “teatrino” preparato ad arte o una messinscena macabra quanto reale? Durata 105 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo blu, Greenwich sala 3, Uci)

 

film-fiumeIl fiume ha sempre ragione – Documentario. Regia di Silvio Soldini. Alberto Casiraghy ha trasformato la sua casa di Osnago in una vera “bottega” editoriale: con una vecchia macchina a caratteri mobili stampa piccoli e preziosi libri di poesie e aforismi. Non molto lontano, oltre il confine svizzero, Josef Weiss per realizzare le sue edizioni artistiche unisce la sensibilità del grafico con la tecnica del restauratore. Silvio Sodini restituisce un ritratto insieme realistico e poetico di due artisti-artigiani che hanno scelto di fare un mestiere antico in un mondo moderno e hanno conquistato il successo più grande. Imparare a tessere la più eterna delle magie, quella delle parole. Durata 72 minuti. (Nazionale 2)

 

film-independenceIndipendente Day: Rigenerazione – Fantascienza. Regia di Roland Emmerich, con Jeff Goldblum, Bill Pullman e Liam Hemsworth. A vent’anni dal precedente e originalissimo “Indipendence Day”, il regista votato anima e corpo ai disastri terrestri più spettacolari torna se non sul luogo del delitto dalle parti delle minestre piuttosto mal riscaldate: il tutto con la modica spesa di 160 milioni di dollari. Ritroviamo vecchie facce della puntata precedente, qualcuno ha lasciato come Will Smith, altri nuovi hanno nuovo peso nella catastrofica vicenda, compreso il nuovo presidente degli States, che guarda caso è una donna (come Hillary?). Per inguaribili nostalgici. Durata 120 minuti. (Greenwich sala 1, Ideal, Lux sala 2, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Io prima di te – Commedia (tra sospiri e lacrime). Regia di Thea Sharrock, con Sam Caflin e Emilia Clarke. Sospiri e lacrime, ovvero preparate i fazzoletti. Ovvero siamo di fronte a uno di quei soggetti che, senza tema di essere smentiti, scottano e molto. Alla radice il romanzo scritto (furbescamente?) da Jojo Moyes, bestseller per cuori d’antan o forse soltanto giustamente più sensibili. Lei, di famiglia modesta, carattere splendidamente esuberante, lui biondo ricco bellone manager, su sedia a rotelle a seguito di tragico incidente. Saprà lei ridargli un po’ di felicità e magari distoglierlo da pensieri che proprio non collimano con quelli di una vita normale? Una buona chiave per i giovani attori che aspirano al successo. E il pubblico, da che parte si schiererà? Apertissimo un dibattito mi piace/non mi piace. Durata 110 minuti. (Centrale V.O., Ideal, Lux sala 3, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

film jasonJason Bourne – Azione. Regia di Paul Greengrass, con Matt Damon, Alicia Vikander, Vincent Cassel, Tommy Lee Jones e Julia Stiles. A dirigere chi, per la “vicenda Bourne”, ideata da Robert Ludlum, ha già retto con la solida magistrale professionalità i precedenti “Supremacy” e “Ultimatum”: il che è una grande sicurezza. Poi il protagonista con un Damon sempre alla ricerca della propria memoria, con tra le mani questa volta dei file che potrebbero in qualche modo spiegargli la morte violenta di suo padre, tesissimo e di filtrate parole, gran maestro dell’azione, di granitica espressione dalla prima inquadratura all’ultima. Qui lo ritroviamo nel suo isolamento in Grecia, scovato dalla collega Nicky, con un nuovo e sempre più sconcertante “programma governativo”. Menzogne e mezze verità, perfidi dirigenti della CIA e immancabile killer che ha la feroce ruvidezza di Cassel, una ambigua agente dei Servizi Segreti in vena di far carriera, che ha i tratti un po’ spenti della nuova star Wikander, pronta a lasciare aperta quella porta che fa ben sperare in altra/e avventura/e. Ritmo da brivido, eccellente, come nei capitoli precedenti pezzi da antologia (vedi, per esempio, alla voce “inseguimenti”, ad Atene tra le strade coinvolte nei disordini più recenti come a Las Vegas, insuperabile, come i pedinamenti, come i corpo a corpo). Forse spiace, nel divertimento generale e anche nel caos che ne deriva, che Greengrass e sceneggiatori abbiano privilegiata la grancassa e abbiano messo la sordina al disordine mentale e interiore del protagonista. Durata 123 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

film loloLolo – Giù le mani da mia madre – Commedia. Regia di Julie Delpy, con Julie Delpy, Dany Boone e Vincent Lacoste. Violette, quarantacinquenne parigina, affermata nel campo della moda, in vacanza incontra Jean-René, programmatore quanto mai goffo. Si piacciono, stanno bene insieme, ma incrociano un problema: il figlio di lei, Lolo, è pronto a farle capire come non abbia nessuna intenzione a vederla rapita almeno al 50% da un’altra persona e quanto poco quell’uomo abbia in comune con lei. Ed è disposto davvero a tutto. Dramma adolescenziale o squinternata femminile? Durata 99 minuti. (Uci)

 

Ma Loute – Commedia. Regia di Bruno Dumont, con Fabrice Luchini, Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi. Nell’estate del 1910, in un’Europa che sta scivolando verso una guerra di proporzioni terrificanti, l’ispettore Machin e il suo assistente si ritrovano a dover indagare, in un piccolo centro del nord della Francia, sulla sparizione di alcune persone. Si trovano di fronte la famiglia Brufort, di umili origini, e quella borghese, in piena decadenza, dei Van Peteghem. Entrambe hanno dei segreti, ben conservati tra le pareti di casa. Durata 122 minuti. (Classico, Due Giardini sala Ombrerosse)

 

Man in the dark – Horror. Regia di Fede Alvarez, con Dylan Minnette, Daniel Zovatto e Jane Levy. Un gruppo di ragazzo si introduce nella casa di un cieco per rapinarlo e ucciderlo, sicuri che tutto si compirà senza nessun problema. Ma si accorgeranno presto che non è come loro hanno pensato. Durata 88 minuti. (Ideal, Massaua, The Space, Uci)

 

Mr. Gaga – Documentario. Nelle immagini di Tomer Heymann, il genio innovativo del coreografo israeliano Ohad Naharin, classe 1952, cresciuto in un Kibbutz, il suo metodo di lavoro, un’unione intima tra la semplicità del movimento e le emozioni più intime e personali, un ritorno liberatorio al passato, alle più lontane sensazioni. Naharin con “Tre” ha inaugurato TorinoDanza 2016. Così si è espresso qualche critico: “Il più emozionante documentario per gli appassionati di danza moderna da “Pina” di Wim Wenders). (Centrale V.O.)

 

Paradise Beach – Dentro l’incubo – Azione. Regia di Jaume Colle-Serra, con Blake Lively e Oscar Jaenada. Nancy è un’appassionata di surf, in vacanza a cavalcare quelle onde da capogiro dovrà affrontare una lotta impari e senza tregua contro uno squalo. Durata 85 minuti. (The Space, Uci)

 

Suicide Squad – Fantasy. Regia di David Ayer, con Will Smith, Jared Leto, Viola Davis e Cara Delevingne. Un ente governativo segreto, denominato Argus, assolda un gruppo di criminali: solo a loro potrà affidare missioni ad alto rischio con la promessa di clemenza nei confronti delle personali pene detentive. Durata 130 minuti. (Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

film-tommasoTommaso – Commedia. Diretto e interpretato da Kim Rossi Stuart, con Camilla Diana, Cristiana Capotondi e Jasmine Trinca. A dieci anni da “Anche libero va bene”, il bel Kim torna dietro la macchinata presa, in un film in gran parte autobiografico per quanto vuole analizzare di sé, per l’altalenare dei suoi rapporti con il gentil sesso, per i rapporti che paiono duraturi ma che sono sempre pronti a sfasciarsi. Per fortuna, l’incontro con una donna (il regista ce la lascia vedere soltanto confusamente, è Ilaria Spada, la sua compagna nella vita) lascia sperare in un futuro più tranquillo. Durata 97 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, Massimo 1, Uci)

 

Torno da mia madre – Regia di Eric Lavaine, con Josiane Balasko e Alexandra Lamy. La quarantenne Stephanie ha perso in un sol colpo marito e lavoro: non le rimane che ritornare a vivere in casa della madre. Si accorgerà immediatamente che la convivenza non sarà affatto facile. Durata 97 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho)

 

film-amore-altezzaUn amore all’altezza – Commedia. Regia di Laurent Tirard, con Jean Dujardin e Virginie Efra. Già al telefono Alexandre riesce a provare una grande simpatia per Diane, bella donna, avvocato di successo e divorziata. Allora perché non vederci il giorno dopo, per un primo appuntamento? Sì, ma Diane scoprirà che chi ora le sta davanti non è alto più di un metro e 40. Ci sarà posto per una relazione? Durata 98 minuti. (Greenwich sala 2, The Space, Uci)

 

Un padre, una figlia – Drammatico. Regia di Cristian Mungiu, con Adrian Titieni e Maria-Victoria Dragus. Premio alla regia al Festival di Cannes nel maggio scorso per un regista che, sempre sulla Croisette, nel 2007 ha vinto la Palma d’oro con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” e nel 2012 con “Oltre le colline” si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura nonché quello alle migliori attrici. Qui, nella Romania odierna, narra di Eliza, brillante negli studi, e di suo padre, medico di sanissimi principi in una piccola città, certo del successo di quella figlia sino a spingerla a frequentare una prestigiosa università inglese. Ma nelle ore che precedono l’esame di maturità la ragazza subisce un’aggressione che non solo mette in discussione il suo futuro ma anche quei sani principi dentro cui è stata allevata, l’onestà sino a quel momento cercata e messa in pratica lascia spazio al compromesso. Durata 128 minuti. (F.lli Marx sala Chico, Nazionale sala 1)