redazione il torinese

A Torino è tattoo mania!

TORNA ITALIAN TATTOO ARTISTS

tattoo

Sapete che noi italiani siamo tra i più tatuati in Europa, con oltre sette milioni di persone, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità? E che le donne tatuate sono più degli uomini?

Quello dei tattoo è un mondo affascinante, tutto da conoscere e da scoprire. Ci sono tatuatori considerati delle vere e proprie star, maestri che realizzano solo pochi e selezionatissimi tatuaggi in un anno. E poi ci sono le richieste dei clienti. Per alcuni il tattoo è un credo, per altri una forma di costume. C’è chi lo sceglie per celebrare un amore, una nascita, una data importante..per alcuni è per sempre, altri si pentono e vorrebbero modificarlo, o cancellarlo. Queste e molte curiosità vi aspettano a Torino, dal 16 al 18 Settembre, ad Italian Tattoo Artists, una delle convention di tatuaggi più maestose, grandi, ricche e seguite d’Italia. Dal 16 al 18 Settembre il Palavela si trasforma nel tempio del Tatto, il posto giusto per scoprire i nuovi trend e per incontrare e farsi tatuare dai più grandi maestri (e maestre) del disegno sulla pelle, italiani e stranieri. Da mesi ormai la lista degli espositori è over booking: saranno quasi 300 i tatuatori presenti, selezionati tra i più grandi nomi della scena nazionale ed internazionale. Tanti i maestri italiani, affermati ed emergenti, in aumento i prestigiosi ospiti stranieri, in arrivo dall’Argentina, dalla Polonia, dall’Olanda, dall’Inghilterra…per una convention sempre più internazionale. Italian Tattoo Artists è molto più di una kermesse di tatuaggi: tre giorni di festa, musica, contest, street art, mostre, show, concerti, esposizioni, cultura. Un evento a tutto tondo, con un programma ricco ed interessante anche per chi non è appassionato di tattoo, per respirare l’atmosfera dell’affascinante e poliedrico universo che ruota intorno a questo mondo…

Italian Tattoo Artists è anche informazione e prevenzione: saranno a disposizione dei visitatori gli spazi di incontro con i dermatologi per uno screening della pelle gratuito. Un servizio utile ed importante, che nelle passate edizioni ha permesso di diagnosticare e curare diversi tipi di tumore della pelle.

tattoo2

Se volete vedere qualche anticipazione:

Link video Facebook: http://bit.ly/2bVjzXe

Link video Vimeo: https://vimeo.com/179639215

 

Orari:

Venerdì 14.00 – 22.00

Sabato 12.00 – 23.00

Domenica 12.00 – 21.00

Prezzi biglietteria:
1 giorno: 15 EURO
2 giorni: 25 EURO
3 giorni: 30 EURO

Programma completo e orari degli show sono disponibili su www.italiantattooartists.it

“Il marketing spontaneo”

decarolisDalla scheda cliente al Customer Relationship Management

 

di Antonio DE CAROLIS*

www.cdvm.it

 

 

Il portafoglio clienti rappresenta per ogni azienda un vero e proprio tesoro da curare e tramandare.

Ogni piccolo imprenditore conosce i propri clienti e, per quelli che gestisce personalmente, ha delle attenzioni particolari che, solitamente, sono dedicate agli amici preziosi.Ad essi invia auguri di buone feste, scrive o telefona per il giorno del loro compleanno e, se li vede, difficilmente dimentica di chiedere come stia “la signora” (la moglie), o come procedano gli studi dei figli.Quando va a trovarli in azienda ascolta con molta attenzione quanto gli raccontano cercando di capire cosa dicono i loro clienti e cosa propongono i concorrenti e, se decide di “preparare” un nuovo prodotto, si confida con i più̀ fedeli, chiedendo un parere su una semplice ipotesi o magari su “un prototipo”.

Tutte le informazioni acquisite le annota su un foglio (di solito già predisposto con zone da compilare e con uno spazio in bianco al fondo, acquistato in un noto negozio di forniture per ufficio torinese…) che diventa, di fatto, la scheda cliente. Le varie schede,solitamente, le tiene chiuse dentro un contenitore (anche su questo potremmo tentare di offrire un’immagine: in plastica con coperchio trasparente, in ferro color azzurro tipo cassaforte o in una cassettiera con cartelle nominative appese) reso “sicuro” da una piccola serratura.

Appena pronti i pezzi della nuova produzione, pensa a chi potrà̀ presentarli per primo, perché́ proprio da questi comincerà̀ la sua “campagna di vendita”, proprio dai più̀ fedeli e da quelli che sa (dovremmo più̀ correttamente dire: ritiene), che avranno maggiore facilità nell’inserirli sul mercato. Questo scenario, probabilmente un po’ d’antan, e probabilmente ancora un po’ dei nostri giorni, è noto a tutti e racchiude in sé la quintessenza del “marketing inconsapevole”,   cioè̀ di quel marketing che ogni buon imprenditore fa, talvolta senza sapere di farlo.

Nonostante questa ormai “rodata” modalità̀ operativa, che fa storcere il naso ad alcuni di noi “markettari” di grandi aziende, ma che gli ha consentito di stare sul mercato da oltre vent’anni, questo “immaginario” imprenditore ha un pensiero che lo assilla: i risultati dei suoi collaboratori non lo soddisfano, sono inferiori ai suoi che, essendo “ il titolare”, non si considera un venditore di professione.

Inoltre nota che i suoi clienti lo seguono da quando ha iniziato a lavorare, mentre gli altri cambiano con troppa rapidità̀.

Comprende bene che il mercato è duro e che la crisi è pesante ma, chissà̀ come mai, quando va lui a vendere, le cose cambiano.

Per cercare di aiutarlo a comprendere meglio il perché, proviamo ad analizzare meglio il caso e rispondiamo ad alcune domande che probabilmente alcuni si stanno ponendo:

  •  Quanto sta facendo il nostro imprenditore è sbagliato?
  •  Perché́ i risultati sono così diversi pur avendo tutti un’esperienza similare?
  •  Che cosa potrebbe fare quest’azienda per migliorare le proprie performances?

Alla prima domanda la nostra risposta è immediata: NO.
Secondo noi non è sbagliato ciò che sta facendo ma, altrettanto sicuramente, va modificato significativamente come lo sta facendo.

Sta utilizzando (magari inconsciamente) alcune leve del marketing mix, ma lo sta facendo in modo parziale e senza supporto tecnologico, il che rende difficilissimo mettere al servizio di tutti i collaboratori le informazioni ricevute e, se è vero che le informazioni sono una ricchezza, al momento non le sta sfruttando come dovrebbe e potrebbe.

I risultati purtroppo prescindono dalla semplice colleganza aziendale.

Ogni venditore (in quanto essere umano…) è diverso dagli altri e non tutti sono (anche se magari lo pensano…) competenti allo stesso modo e in grado di gestire una comunicazione di buon livello.

Su questo tema è possibile operare un miglioramento attraverso un chiaro e programmato percorso formativo utile anche a definire una “prestazione standard” al di sotto della quale, per non penalizzare mercato e azienda, non è possibile stare.

Prima di provare a dare qualche suggerimento operativo, e quindi rispondere alla terza domanda, proviamo ad esaminare alcuni principi della gestione.

Per “Fare azienda” è indispensabile “Fare squadra”.

Fare squadra significa lavorare in modo aperto con i colleghi e con il mercato e, per farlo, è necessario prima di tutto comunicare.
Oggi le aziende più̀ evolute, infatti, si rivolgono ai propri clienti e ai propri fornitori definendoli partner aziendali.

I prodotti in portafoglio sono costantemente migliorati grazie all’innovazione delle materie prime o delle lavorazioni; pertanto oggi, a nostro parere, la sfida con il mercato si vince presidiando il territorio.

Sempre più diffusa è la scelta di alcuni venditori di affiancare il titolare del punto vendita che distribuisce i loro prodotti perché, solo così, riescono a comprendere i reali bisogni dei propri clienti (e forse dei clienti dei loro clienti…)

La vendita è il principale obiettivo di ogni azienda e chi non ascolta il mercato è destinato nel tempo a restarne “fuori”.

Beau Toskic dice con efficacia: “Sul mercato o mangi o sei il pranzo…”.

I gusti delle persone cambiano con estrema rapidità anche in funzione dello sviluppo tecnologico cui facevamo riferimento prima; infatti quello che il marketing definisce “il ciclo di vita di un (qualsiasi…) prodotto” si è drasticamente ridotto in termini temporali.

Chi può̀ ancora pensare che il modello xy di una macchina fotografica resti attuale per oltre uno/due anni? L’elettronica evolve quasi settimanalmente e, paradossalmente, proprio quando il livello di vendite dei modelli in produzione è ai massimi storici, arriv il momento di pensare alle novità̀.

La concorrenza non si ferma e, se arriva a “coprire” il mercato anche con uno solo dei suoi prodotti, potrà̀ presto farlo con tutta l’intera gamma, relegando il nostro brand a un “prodotto di nicchia”.

A questo punto, all’imprenditore che ha deciso di fare “marketing consapevole” possiamo proporre alcuni temi sui quali riflettere in fase decisionale e operativa.

1- Conoscenza del mercato.

Conoscere il mercato significa sapere bene chi sono realmente i nostri clienti (acquisiti e/o potenziali).

L’identificazione del target è il primo grande passo da fare e non tutti hanno chiaro questo principio. Non è possibile vendere lo stesso prodotto a tutti. Il tipo di articolo proposto, il livello di prezzo, la comunicazione che lo accompagna e spesso l’offerta ( pensiamo ad esempio ai minimi d’ordine richiesti) segmentano da soli il nostro target.

decaro-mana1

La corretta identificazione del target di riferimento

2- Conoscenza del comportamento d’acquisto dei clienti (acquisiti e/ o potenziali)

Esempio di un’azienda produttrice di abbigliamento mare.

  •  Si vendono più̀ costumi da bagno a Viareggio o a Firenze?
  •  Quali tipi di costumi comprano i residenti di Firenze? E in quale periodo?
  •  Quanti ne acquistano mediamente pro-capite in un anno?
  •  Che cosa influenza la loro decisione in fase di scelta? Il prezzo, il modello, il marchio, la vestibilità̀ ….

Abbiamo assistito a una “simpatica discussione” tra il titolare di un noto negozio della città medicea ed un suo rappresentante di costumi perché́, il primo chiedeva di avere in negozio la nuova collezione a fine novembre mentre il secondo (quasi irridendolo) voleva farla arrivare ad aprile/maggio.

Il titolare spiegava che il suo non era un capriccio, ma rispondeva ai bisogni di una clientela facoltosa che per le vacanze di fine anno sceglieva mete esotiche e, quindi, desiderava acquistare il capo all’ultima moda, magari pagandolo un prezzo più̀ elevato, per poterlo sfoggiare nelle spiagge dei VIP.

In questo caso, ad esempio, la data di consegna era più̀ importante del prezzo.

decaro-mana2

Perché sceglie il prodotto A ?

3- Acquisire e gestire le informazioni

Non esistono informazioni ” usa e getta” ma solo informazioni “verifica e usa”.

Ogni informazione che arriva dal mercato deve arricchire il nostro database non perché́ le cose restano invariate, ma perché́ è indispensabile capire come si sono evolute.

Il concessionario di auto che crede che quel cliente che quattro anni fa ha acquistato una spider, torni da lui per riacquistarne un’altra, commette un grave errore di presunzione perché́ presume appunto che le cose non siano cambiate.

Non considera che in questi anni questo signore possa essersi sposato e magari, essendo anche diventato padre, necessiti oggi di una station wagon.

Un database va aggiornato costantemente pertanto è necessario gestirlo elettronicamente perché́ consente, con poco investimento di tempo, di fare analisi fruibili da tutta l’azienda, non solo da chi ha acquisito le informazioni.

La gestione del database è fondamentale per varie attività̀ come ad esempio:

  •  Definire il profilo dei clienti.
  •  Verificare quali e quante siano le fasce di clienti che hanno acquistato uno o più̀ prodotti.
  •  Analizzare il livello di penetrazione dell’azienda in termini di copertura del mercato e dei prodotti venduti.
  •  Attivare iniziative di customer care mirate
  •  ………

decara-mano3

La condivisione delle informazioni

Riflettere su questi temi favorisce una più̀ corretta valutazione di quanto si sta facendo e di quanto si potrà ancora fare, fattori indispensabili per definire obiettivi operativi chiari e misurabili.La riflessione genera idee e poiché́ ci piace pensare che “un grande cambiamento nasce sempre da una piccola idea” auguriamo buona riflessione a tutti.

***

Antonio DE CAROLIS – Presidente CDVM
Club Dirigenti Vendite e Marketing c/o Unione Industriali di Torino

www.cdvm.it

 

L’addio a Eurofidi sotto gli occhi tristi dei lavoratori

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

De profundis per  Eurofidi,  il più grande confidi  d’Italia. Su proposta di FinPiemonte i soci hanno deliberato di mettere in liquidazione la società, visto che il piano di ricapitalizzazione proposto dal cda non è stato accettato. Principalmente le banche socie e la Regione Piemonte hanno detto no. Uffici di via Perugia spettralmente vuoti e fuori la civile protesta dei lavoratori preoccupati di perdere il loro posto. Ho delle difficoltà nell’accedere ai locali visto un “tenue” sbarramento di chi contesta.Intorno a me si forma un capannello e si assommano richieste di chiarimenti a lapidari e negativi giudizi per i componenti del cda. Per ciò che so rispondo e sottolineo:  questo cda molto poco può di quel che è successo. Appuntamento dopo la fine dell’assemblea. Nei giorni precedenti ho faticato per sapere l’ora della convocazione. Brutti segnali. Inizia in ritardo, il cda riunito ci fa aspettare. Componenti decisamente “briosi” visto che sono anche venuti alle mani. Nell’attesa tutti sappiamo quello che avverrà. Il presidente del cda legge una dichiarazione: abbiamo fatto di tutto per evitare quello che è avvenuto.

eurofidi

Unico indomito e PierGiorgio Scoffone che, nel ribadire errori fatti sopratutto in questi due anni, è delegato da diverse pmi e annuncia la costituzione di una associazione denominata ” Amici di Eurofidi” proprio per riconoscere il positivo e ventennale ruolo svolto dal cofidi. E’ finita o perlomeno è l’inizio della fine. Nelle sale, nei corridoi,  per le scale cartelli scritti dai sindacati che denunciano le responsabilità dei dirigenti. Non metto in dubbio ma io continuo a pensare che le maggiori responsabilità sono di chi, di fatto, ha avocato a sé le responsabilità di  governo ( Banche e FinPiemonte, Regione Piemonte ) e poi quando si è trattato di ricapitalizzare si è tirato indietro.Comunque… oramai. Scendo a piedi e nel garage vengo “circondato”, lo davo per scontato. Civilissimi mi chiedono informazioni, delucidazioni. Cerco di assolvere questo ingrato compito per quello che mi è possibile. I loro occhi tristi pesano. Anche su questo, perché non sono stati gli amministratori ad informarli?

Uno, due, tre… ciao Sù!

Uno, due, tre… ciao Sù! Questo è lo slogan con cui viene ricordata Susanna prima di ogni partita di campionato. Lo stesso motto ispira l’evento a lei dedicato, un appuntamento all’insegna dell’allegria e dello sport sano

ciao-su

Giornata dedicata interamente alla pallacanestro femminile – appuntamento fisso del basket pre-stagionale piemontese

Oltre a ricordare Susanna e a promuovere la pallacanestro femminile, si è deciso fin dall’inizio di contribuire per quanto possibile alle attività dell’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte. Con essa è infatti nata una collaborazione preziosa che rende la manifestazione anche e soprattutto un evento benefico. L’ingresso è libero per tutti. Il pubblico potrà fare liberamente offerte all’associazione, sempre presente al PalaRuffini con il suo tavolino.

comitato ciao Sù!:

Il “comitato ciao Sù – Memorial Susanna Nora” nasce nel 2011 a 2 anni dalla prematura scomparsa di Susanna Nora, per dare avvio a una manifestazione che si ripete negli anni e coinvolge le giovani leve del basket femminile torinese. Il gruppo che alimenta il comitato è principalmente composto da giocatrici che hanno segnato la storia del basket femminile torinese degli ultimi 25 anni. Uno sport di squadra è molto importante per la formazione di una persona sia perché offre la possibilità di confrontarsi con le proprie compagne coetanee sia perché  può far nascere e crescere amicizie molto forti. È fondamentale comunicare alle nuove generazioni che il basket è un micro-mondo, in cui divertirsi giocando, oltre che crescere nel rispetto delle esigenze degli altri e nella solidarietà che scaturisce in momenti di difficoltà. La manifestazione ha dunque un triplice fine: ricordare Susanna, promuovere la pallacanestro femminile torinese e devolvere quanto raccolto tramite offerte volontarie all’Associazione per la Prevenzione e Cura dei Tumori in Piemonte onlus.

Durante la conferenza è stata presentata anche la mostra fotografica “unAtorinodaserieA”, naturale proseguimento della rassegna “Donna a tutto campo”, shooting interamente dedicato alle giocatrici della Pallacanestro Torino e al loro esordio nella massima serie. Il progetto è realizzato in collaborazione con “Just the woman I am”, in corsa contro il cancro.

Susanna, che è stata dipendente del Comune di TorinoSusanna Nora, classe 1966, incomincia a giocare a basket in prima media quando l’istituzione del basket femminile torinese, il prof. Gino Mariotto, la nota e la convince ad avvicinarsi a questo meraviglioso sport. Con Mariotto Susanna compie tutte le trafile delle giovanili entrando giovanissima nella rosa della prima squadra dell’Energia militante in serie B. Dopo un anno alla Safa Libertas Torino di coach Ronchetti, Susanna si trasferisce “in collina” e mette radici alla Libertas Moncalieri del presidente Piccionne. Alla guida della squadra si avvicendano diversi allenatori ma Susanna rimane come presenza costante e punto di riferimento sino alla conquista della serie B con coach Gino Sgavicchia nel 1990. Nel 1992 la Libertas rinuncia al campionato e Susanna si trasferisce alla Pallacanestro Torino in serie B, allenata da Ronchetti e Del Mestre. L’anno successivo decide di giocare nelle fila dell’Unicorno di coach Fornara in serie C dove ritrova quasi tutte le compagne di Moncalieri ma dopo due anni il presidente Garrone la vuole a Collegno, nuovamente in serie B dove gioca tre anni a disposizione dei coach Trovato, Stramazzo e Spanu. Viene poi chiamata nelle fila del Vercelli di serie B dove gioca per due stagioni. Dopo un passaggio alla Ginnastica Torino in serie C con coach Caputo passa al Venaria. Nel 2004 diventa mamma di Gabriele e nel 2006 di Martina ma Susanna proprio non ne vuole sapere di appendere le scarpe al chiodo e riprende a giocare in modo amatoriale nel campionato CSI con il Venaria , nel quale giocherà fino all’inverno del 2008/2009. Operata di tumore nel maggio del 2009, perde la sua partita più importante. Susanna ci ha lasciato il 7 agosto 2009.

 

PROGRAMMA EDIZIONE 2016 (PALARUFFINI)

h 9.30-12.30   Clinic PAO con le atlete 2002-2003 tenuto da G.Lucchesi e R.Frati, coach e prepatore fisico del SSNF dal titolo: “Giocatrici capaci di individuare e risolvere i problemi”, allenamento integrato

h 14.30-16.00  ALL STARS GAME Serie B Piemonte

h 16.00-17.30   MINIBASKET Piemonte – CiaoSù

h 18.00   Partita Serie A1 femminile: FIXI PIRAMIS PALLACANESTRO TORINO – TECHEDGE BRONI
Premiazioni a seguire

Durante tutto l’evento, l’intrattenimento sarà curato dai DJ di Radio GRP

ENTRATA LIBERA E GRATUITA

Si potranno effettuare offerte all’Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte onlus, presente all’interno del Palazzetto.

La manifestazione è patrocinata da: Assessorato allo Sport della Città di Torino, Lega Basket Femminile, Fip Piemonte

Torino, 14 settembre 2016

CLUB DI CULTURA CLASSICA “EZIO MANCINO” ONLUS, INAUGURAZIONE DEL XIII ANNO DI ATTIVITÀ

club-mancinoMercoledì 28 settembre, a partire dalle ore 18:30, il Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” ONLUS invita tutti gli interessati all’INAUGURAZIONE del 13° anno di attività presso la sala Molinari del polo culturale Lombroso16 (via Cesare Lombroso, 16). Sarà l’occasione per presentare ai partecipanti le iniziative dell’associazione e per svelare tutte le novità in programma.

Il Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” ONLUS è un’associazione di volontariato culturale che promuove sul territorio metropolitano numerose iniziative legate al mondo classico. Nato nel 2004, il Club ha costantemente ampliato la sua offerta culturale e così anche il numero dei suoi soci: gli appassionati torinesi di cultura classica che frequentano le attività del Club sono oggi più di 120!

Fulcro delle attività del Club sono 8 CORSI DI TRADUZIONE DAL LATINO E DAL GRECO ANTICO (clubculturaclassica.it/corsi-traduzione), adatti anche a chi non ha mai avuto occasione di studiare le lingue classiche. Quest’anno è stato aggiunto un corso di “greco IV livello”, per i traduttori più esperti, oltre ai tre livelli precedenti (base, intermedio e avanzato) e ai quattro livelli di latino ormai consolidati. Da ricordare che i corsi di livello base, latino I e greco I, iniziano proprio da rosa, rosae e dall’alfabeto.

I corsi inizieranno la settimana di lunedì 10 ottobre (l’orario dei corsi è consultabile sul sito del Club), hanno cadenza settimanale fino a fine maggio (25 lezioni a corso).

Ai corsi di traduzione, si sono aggiunti negli ultimi anni 2 CORSI DI STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA: il corso base inizierà a gennaio (18 lezioni da un’ora e mezza), mentre il corso avanzato che vedrà la lettura e l’analisi di un testo della tradizione filosofica prenderà avvio la settimana del 10 ottobre.

Non sono previste interrogazioni orali e compiti in classe, per la gioia dei partecipanti.

Durante il corso dell’anno sociale, si svolgeranno tre SEMINARI di approfondimento:

Il sincretismo religioso nel mondo classico: i culti misterici, 3 incontri tra ottobre e dicembre 2016;

Archeologia del Piemonte romano, 3 incontri tra gennaio e marzo 2017 che si concluderanno

con un’escursione nel mese di aprile alla scoperta del nostro territorio;

La trasmissione dei testi greci da Alessandria al Rinascimento, 4 incontri tra aprile e giugno 2017.

Programma completo alla pagina: clubculturaclassica.it/seminari

club-mancino-2

I corsi, come i seminari, si terranno presso il Liceo Classico D’Azeglio (via Parini, 8), sede del Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” ONLUS dal 2014.

Per partecipare ai corsi di traduzione è necessario pagare una quota di iscrizione come socio frequentatore di 40 euro (50 se è il primo anno di iscrizione), ridotta a 10 euro per tutti gli studenti under30. Per seguire i seminari, invece, basta tesserarsi come socio sostenitore al costo di 15 euro.

Alle attività sopra descritte che si terranno presso il Liceo D’Azeglio, si aggiungono i consueti INCONTRI totalmente gratuiti in collaborazione con la Città di Torino, le Biblioteche Civiche Torinesi e il polo culturale Lombroso16: saranno 8 appuntamenti, uno al mese, per raccontare il mondo classico nel modo più eterogeneo possibile. Mito, arte, letteratura, filosofia, storia, tradizioni enogastronomiche: sono solo alcuni degli argomenti protagonisti delle conferenze che si svolgeranno presso la sala Molinari del polo culturale Lombroso16 (via Cesare Lombroso, 16), a partire dalle ore 18:00. Il calendario completo è disponibile alla pagina clubculturaclassica.it/iniziative/incontri e nella locandina in allegato.

Tutti gli incontri hanno un taglio divulgativo, durano circa un’ora e al termine di ognuno viene estratto a sorte un libro tra i presenti, oltre a fornire a tutti i partecipanti una bibliografia dell’incontro: così, chi è incuriosito, può approfondire in un secondo momento. Inoltre, tutte le conferenze degli anni passati sono disponibili gratuitamente sul canale YouTube (youtube.com/c/ClubdiCulturaClassicaEzioMancino) dell’associazione: un modo in più per far ri-scoprire la cultura classica.

Altre attività consolidate del Club di Cultura Classica vedono la realizzazione della quarta edizione: la VISITA AL MUSEO DI ANTICHITÀ (sabato 12 novembre 2016) e la PASSEGGIATA PER TORINO ROMANA (domenica 14 maggio 2017), la cui ultima edizione si è conclusa con un giro sul pallone aerostatico Turin Eye per scoprire la nostra città… anche dall’alto!

Il Club è su Facebook (facebook.com/ClubCulturaClassica) e ha un profilo Twitter (twitter.com/ClubEzioMancino) dove è possibile rimanere informati sulle attività dell’associazione e trovare qualche aneddoto e curiosità sul mondo antico (modi di dire, favole, citazioni di autori, ecc.).

***

Per ulteriori informazioni, si può scrivere a clubculturaclassica@gmail.com o telefonare al 3661118964.

Cazziatone di Cairo alla squadra granata dopo la sconfitta

toro bandieraUna bella strigliata da parte di Urbano Cairo, dominus del Corriere della Sera, ma in questo caso nella sua veste di presidente del Toro. Ai suoi calciatori chiede maggiore attenzione dopo la sconfitta 2-1 contro l’Atalanta. L’ansa riporta così il suo sfogo: “Domenica abbiamo gettato via un risultato. Gli assenti sono un alibi? La nostra è  una squadra in grado di sopperire agli assenti. Il Torino ha cambiato modulo, con molti nuovi innesti. E dobbiamo continuare a lavorare per fare bene”.

La Regione: “Il riordino della psichiatria non può più attendere”

regione giunta“Il Piemonte non può più attendere il riordino di un importante segmento del servizio sanitario regionale che è quello della residenzialità psichiatrica: per troppi anni, l’assenza di un compiuto sistema di regole (per classificare e qualificare le funzioni, per valutare i pazienti, per autorizzare e remunerare le attività) ha determinato carenze che si sono tradotte in gravi irregolarità. La Regione Piemonte aveva da tempo, ed ha oggi più che mai, il dovere di intervenire per correggerle”.

L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta risponde alle polemiche legate alla DGR 30, il cui esame prosegue da molti mesi nella IV Commissione sanità e precisa: “non ci sarà alcuna compartecipazione alla spesa né da parte delle famiglie dei pazienti psichiatrici né da parte dei Comuni perché la Regione Piemonte ha già inserito nell’assestamento che la Giunta regionale ha appena approvato, la somma di 20 milioni di euro per gli anni 2016-2017-2018 proprio per garantire le stesse somme destinate fino allo scorso anno”.

“Ricordo anche che la regolamentazione del sistema della residenzialità psichiatrica costituisce per la Regione Piemonte un preciso adempimento richiesto dai ministeri della Salute e dell’Economia attraverso il piano di rientro dal debito sanitario che la Giunta Chiamparino ha ereditato. I pazienti e le loro famiglie non dovranno decidere se aderire o meno a percorsi di cura per loro costosi perché non dovranno pagare nulla, ed è infondato, oltre che inutilmente allarmistico, far prevedere l’aumento dei trattamenti sanitari obbligatori o dei ricoveri ospedalieri”.

“La delibera – conclude Saitta – dalla prima versione approvata nel 2015 ha già subito significative modifiche da parte nostra, proprio per tener conto delle tante osservazioni raccolte e per corrispondere, per quanto possibile, alle innumerevoli e spesso discordanti esigenze dei soggetti che abbiamo consultato più volte”.

Una notte alla scoperta degli archivi

castello armeria realeVenerdì 16 settembre tra le 19 e le 23 gli archivi torinesi saranno protagonisti di una notte dedicata alla scoperta dei patrimoni storici, artistici, culturali e industriali custoditi da istituzioni pubbliche e aziende private cittadine. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. “La Notte degli Archivi”, ideata da Promemoria e realizzata dall’associazione culturale Archivissima, è patrocinata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un gruppo di scrittori racconterà frammenti dei patrimoni custodi in città sperimentando una forma di narrazione avvincente. Punti di vista nuovi e differenti rievocheranno epoche, stili di vita, emozioni, curiosità e passioni. A presentare al pubblico l’Archivio storico del Teatro Regio, sarà Marco Missiroli, autore di Senza coda, Il buio addosso e del bestseller internazionale Atti osceni in luogo privato, vincitore del Premio super Mondello 2015.

L’incontro è al Piccolo Regio alle ore 20.

Qui di seguito tutti gli Archivi e gli scrittori partecipanti:

Giuseppe Culicchia – Archivio Storico Reale Mutua

Valentina Diana – Archivio Storico Garnier Valletti dell’Accademia di Agricoltura

Luca Ferrua – Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura – Archivio Storico della Compagnia di San Paolo

Marco Filoni – Centro Studi Sereno Regis

Fabio Genovesi – Archivio Storico della Città di Torino

Davide Longo – Archivio Storico del Museo Nazionale della Montagna e della Biblioteca Nazionale CAI

Marco Missiroli – Archivio Storico del Teatro Regio

Michela Murgia – Archivio Storico e Museo Italgas

Piergiorgio Odifreddi – Archivio Storico dell’Accademia delle Scienze

Giusi Marchetta & Enrico Pandiani – GTT, ATTS Associazione Torinese Tram Storici

Alessandro Perissinotto & Nadia Terranova – Archivio di Stato di Torino

Antonio Scurati – Musei Reali di Torino, Armeria Reale

Stefano Trinchero – Polo del ‘900

Sebastiano Triulzi – Archivio Storico dell’Università degli Studi di Torino

Giorgio Vasta – Archivio Storico del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso

(foto: il Torinese)

 

#REALEDISERA: GIOVEDÌ ALLA SCOPERTA DEI MUSEI REALI DALLE 19 ALLE 22

PALAZZO REALE BURSUICAlle 19 nel Salone degli Svizzeri concerto del coro Cantabile Zero18. Alla Galleria Sabauda ultimi giorni per Venere incontra Venere

Per chi vuole sentirsi ancora un po’ in vacanza e fare il turista in città, per chi in vacanza non c’è stato, per chi cerca semplicemente una serata diversa dal solito c’è #Realedisera, l’iniziative dei Musei Reali di Torino che ogni giovedì propone dalle 19 alle 22 l’apertura straordinaria con biglietto di ingresso speciale a Euro 2

La proposta proseguirà fino a fine settembre. Ogni settimana visite ed eventi animerano le sale del Museo.

Questa settimana alle 19 nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale si esibirà il coro Cantabile Zero18, composta da circa venti bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, diretti dal maestro Giorgio Guiot e accompagnati al pianoforte da Flavio Contorti. Il coro propone un repertorio di canti a più voci, di diversa origine e provenienza, a cappella o accompagnati al pianoforte. Nel programma della serata troviamo musiche tradizionali di varie parti del mondo, alcune elaborazioni di melodie infantili e brani del repertorio corale più colto. Il coro fa riferimento all’Associazione Cantabile onlus di Torino.

A seguire, sempre a Palazzo Reale sarà possibile visitare l’appartamento della Regina, aperto straordinariamente per #Realedisera. I tour iniziano alle 19,30 (al termine della performance del coro) dalla Galleria del Daniel con partenza ogni 15 minuti; gruppi di visita di massimo 25 persone.

L’appartamento della Regina è formato da sette splendide sale allestite intorno al 1690 da Vittorio Amedeo II di Savoia e poi abitate da suo figlio Carlo Emanuele III. Con Carlo Alberto l’appartamento viene ristrutturato e destinato alla regina Maria Teresa d’Asburgo, che lo abitò fino al 1855. Attraverso il Gabinetto delle Miniature, la Cappella, l’antica sala da pranzo si arriva al vero gioiello dell’appartamento, il “Gabinetto per il segreto maneggio degli affari di Stato” (ora Gabinetto di Toeletta della Regina), uno scrigno decorato dal pittore Claudio Francesco Beaumont, e arredato con mobili, scale, sgabelli e tavoli intarsiati in avorio, madreperla e legni pregiati dal geniale Pietro Piffetti (1701-1777), da molti giudicato il più grande ebanista del Settecento italiano. Lungo il percorso opere di Carlo Maratta, Francesco De Mura, Francesco Trevisani.

Al Museo Archeologico protagonista è ancora il Papiro di Artemidoro, uno dei reperti più interessanti ed enigmatici dei Musei Reali. Due visite guidate (alle 20,30 in spagnolo e alle 21,15 in russo) permetteranno ai visitatori di approfondire la conoscenza di questo straordinario reperto.

Il Papiro di Artemidoro fa parte del patrimonio archeologico nazionale dal 2004, quando fu acquistato della Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo. Originariamente il papiro era contenuto dentro un Konvolut di papier mâché e fu acquistato ad Asyût nella prima metà del Novecento dal collezionista Saiyid Khâshaba Pasha. Esportato nel secondo dopoguerra con regolare licenza dall’Egitto, arrivò in Germania nel 1971 dove dieci anni dopo fu smontato a Stoccarda, ricavandone circa duecento frammenti appartenenti a vari e diversi documenti che furono trasferiti per qualche tempo presso l’Università di Treviri e in seguito recuperati dal proprietario, che li detenne fino al momento della cessione. Il restauro e la ricomposizione furono effettuati presso il Laboratorio di Papirologia dell’Università di Milano, dove fu avviato lo studio di dettaglio supportato da una serie di indagini diagnostiche anche al fine della determinazione cronologica 14C del supporto che indica per il taglio del papiro una data fra il 15 e l’85 d.C.

Le visite in lingue straniera al Papiro di Artemidoro proseguiranno fino a fine settembre: 22 settembre: ore 20,30 inglese e ore 21,15 spagnolo; 29 settembre: ore 20,30 russo e ore 21,15 spagnolo.

Alla Galleria Sabauda invece è possibile ammirare solo fino al 18 settembre due delle celebri Veneri dipinte da Sandro Botticelli messe a confronto per la prima volta nella mostra Venere incontra Venere.

Tutti gli appuntamenti rientrano nel biglietto dei Musei Reali.

Biglietto speciale dalle 19 alle 22, Euro 2, ingresso ridotto Euro 1. In vigore gratuità di legge, tessere convenzionate. Chiusura biglietteria alle 21.

www.museireali.beniculturali.it

“L’abbandono ed il ritorno alla montagna”

superga montagna antonio coluccia“L’abbandono ed il ritorno alla montagna” è il tema dell’ottava assemblea nazionale degli studenti forestali, organizzata dall’Ausf, l’associazione che li riunisce e rappresenta. L’evento è iniziato lunedì 12 e di protrarrà sino a sabato 17 settembre. In questi ultimi anni le Alpi sono protagonista di un cambiamento importante che mette in discussione i consueti stereotipi della montagna abbandonata, triste e difficile da vivere, in netta contrapposizione con la città dinamica, creativa e ricca di opportunità. Si tratta di un fenomeno dovuto non tanto a una ripresa della natalità, quanto piuttosto all’arrivo di una nuova popolazione residente. Con questo fenomeno stanno emergendo almeno due figure simbolo di esso: il pastore e il migrante extra-comunitario. Il primo, da sempre la figura tradizionale della montagna, una volta rappresentata rozza e poco incline alla vita sociale, oggi, rappresentata perlopiù da giovani che han cominciato a intraprendere questo mestiere. Il secondo è invece un soggetto relativamente nuovo per la montagna, ma che diventa anch’esso simbolo di un processo di integrazione tra una tradizione radicata e un diverso modo di pensare e di essere. È interessante quindi osservare nel suo insieme come questo fenomeno migratorio metta in evidenza soprattutto un nuovo modo di abitare la montagna. I nuovi montanari si fanno portatori di MONTAGNEun progetto innovativo basata su valori ambientali, naturali e culturali, rinnovando tradizioni e mantenendo reti di relazioni con territori extra – montani. Per poter riabitare le Alpi i fattori che esercitano un maggior peso son due: il primo è morfologico-infrastrutturale, poiché se da un lato abbiamo valli lunghe che danno accesso a valichi o trafori internazionali, percorsi da grandi assi viari e ferroviari e hanno al loro interno città importanti; dall’altro ci son piccole valli che dopo pochi chilometri sboccano in pianura e son costrette a far riferimento a dotazioni urbane che si trovano fuori da esse. L’altro fattore è il grado di urbanizzazione della pianura pedemontana su cui sboccano le valli. Si va quindi dalla presenza di metropoli come Torino alle numerose città sparse dell’alta pianura veneta. Combinando i due fattori otteniamo una varietà di situazioni più o meno attrattive per i nuovi abitanti. La Valle di Susa è un caso esemplare di come gli effetti dei due fattori si combinano perfettamente. Infatti, è una delle poche valli delle Alpi Occidentali italiane di una certa lunghezza e conduce a valichi e trafori internazionali, inoltre il suo sbocco pedemontano è compreso nella corona più periferica dell’area metropolitana di Torino.

Massimo Iaretti