redazione il torinese

I carabinieri scoprono sospetto rapinatore di gioiellerie

Nei giorni scorsi, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Saluzzo hanno arrestato un cittadino albanese, colpito da un mandato di arresto per fini estradizionali da parte delle autorità svizzere. L’uomo è stato fermato dai militari a bordo della sua autovettura nel corso di un normale controllo su strada, a seguito del quale gli operanti hanno accertato l’attualità di una segnalazione nella Banca Dati per le Forze di Polizia, per l’esecuzione dell’arresto del soggetto su richiesta della Svizzera. Il soggetto sarebbe fortemente indiziato di avere commesso, in concorso con altra persona, una rapina in danno di una gioielleria del luogo, impossessandosi di gioielli e denaro. L’arrestato è stato quindi condotto presso la Casa Circondariale di Cuneo e posto a disposizione della Corte di Appello di Torino, competente a valutare i presupposti per l’applicazione di eventuali misure cautelari e la stessa richiesta di estradizione.

M.Iar.

Pasqua in anticipo al Regina Margherita

La Pasqua è arrivata in anticipo all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino dove i bambini e i ragazzi ricoverati hanno ricevuto da Pam Panorama 150 sorprese contenenti quaderni e materiale per la cancelleria, oltre ad un uovo di cioccolato gigante da 10 kg. La storica insegna da anni è impegnata nel promuovere iniziative di solidarietà per portare spensieratezza e allegria negli ospedali pediatrici d’Italia. Una moltitudine di regali che i piccoli pazienti hanno ricevuto direttamente dalle mani dei rappresentanti di Pam Panorama e di Antonino Aidala, Presidente di FORMA Onlus – Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita: un momento di serenità e di “normalità” per chi purtroppo dovrà passare lontano da casa le festività pasquali. «Regalare un momento di felicità ai piccoli pazienti del Regina Margherita ci emoziona ogni anno sempre di più». – ha commentato Fulvio Faletra, Direttore Customer Engagement di Pam Panorama«Vedere la gioia nei loro occhi ci fa capire quanto sia importante che il progetto continui. Un ringraziamento speciale va a tutto il personale dell’ospedale che, giorno dopo giorno, si prende cura di questi bambini». «Obiettivo prioritario della Fondazione è l’umanizzazione dell’Ospedale, ovvero la promozione di tutte quelle attività che rendono il Regina Margherita più a misura di bambino e questa iniziativa ben si inserisce nel quotidiano di FORMA. » ha commentato Aidala, Presidente della Fondazione FORMA Onlus. L’appuntamento  fa parte di un progetto solidale più esteso a livello nazionale, che prevede la consegna di circa 1.250 doni da parte di Pam Panorama. Oltre al Regina Margherita, l’iniziativa coinvolge altre strutture sanitarie italiane tra cui: l’Ospedale dei Bambini Pietro Barilla di Parma, l’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini di Genova, la Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova – in collaborazione con Fondazione Città della Speranza – il Dipartimento Salute della Donna e del Bambino di Padova – in collaborazione con Fondazione Salus Pueri -, l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, l’Ospedale dell’Angelo di Mestre e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese Le Scotte di Siena.

Pasqua da tutto esaurito negli hotel sotto la Mole

Pasqua da tutto esaurito, secondo i dati di Confesercenti e Ascom, negli alberghi  torinesi nel periodo di Pasqua e fino al weekend del 25 aprile, con una occupazione che tocca il 95% delle camere. In crescita i turisti italiani (+2%) e anche gli stranieri (+2,1%)”. Il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri: “Il trend positivo del settore dolciario ed enogastronomico è una certezza per Torino. Il turismo del Gusto è in costante crescita”. Aggiunge Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino, che ci sono  “forti aspettative per la mostra dedicata a Leonardo”. I torinesi amano  sempre di più le uova e le colombe pasquali  artigianali, con un incremento delle vendite e degli ordini che  sfiora il 10%.
 
(foto: il Torinese)

EnAIP Piemonte tra i nuovi partner EURORESO

Si è svolta nei giorni scorsi, a Praga, in Repubblica Ceca, l’Assemblea Generale della Rete EURORESO, un’associazione internazionale senza scopo di lucro, con finalità educative e di diffusione scientifica, che raggruppa 63 istituzioni di 30 Paesi dell’UE
L’adesione è stata formalizzata grazie al supporto di CFIQ – Consorzio per la Formazione l’Innovazione e la Qualità di Pinerolo, con il quale EnAIP Piemonte collabora da anni nella gestione di attività formative e di progetti internazionali e già membro della rete. La partecipazione alla Rete EURORESO rappresenta per il nostro Ente una valida occasione di scambio di buone pratiche, di partecipazione a iniziative a livello europeo e di diffusione dei risultati dei progetti. Germano Nervo, Referente di EnAIP Piemonte per i progetti internazionali, ha preso parte all’incontro, presentando l’agenzia formativa ai partner e aderendo formalmente alla rete. Inoltre, durante l’incontro sono stati presentati i risultati di alcuni progetti europei di cui EnAIP Piemonte è coordinatore, nello specifico EMBRACEIRENE e SKIP.

Il genio di Walt Disney: «Se puoi sognarlo puoi farlo»

La mattina del 15 dicembre 1966, dieci giorni dopo il suo sessantacinquesimo compleanno, moriva Walter Elias Disney Junior. Era l’uomo dei sogni, l’artista visionario che tutto il mondo conobbe con il nome di Walt Disney, il “papà” di Topolino e di tanti altri personaggi. Disney amava dire che “l’unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare”. Infaticabile, quarto dei cinque figli di Elias Disney e Flora Call, nato a Chicago ai primi di dicembre del 1901, agli albori del “secolo breve” applicò questa massima alle sue scelte. L’infanzia all’insegna dei trasferimenti con il duro lavoro nei campi del Missouri, il successivo approdo a Kansas City, dove aiutò il padre a consegnare i giornali, la partecipazione a sedici anni ( falsificando la data di nascita sul passaporto) alla Grande Guerra come autista volontario di ambulanze della Croce Rossa statunitense in Francia. Al ritorno a Kansas City s’impegnò negli studi d’animazione, realizzando cortometraggi come “Il Paese delle Meraviglie di Alice (Alice’s Wonderland)”. Disney, nel 1923, partì alla volta della California con quaranta dollari in tasca, diventando in breve tempo imprenditore, produttore cinematografico, regista e animatore. Con Ubbe Ert Iwerks, bravissimo e straordinario disegnatore, iniziò i primi esperimenti e intuì che, se fosse DISNEY2riuscito a far muovere quei disegni inanimati, avrebbe rivoluzionato il mondo del disegno. Il nome di Walt Disney iniziò a farsi sempre più noto, ma ciò che lo rese davvero celebre  – prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo –  fu la creazione delle piccole serie animate dove il  protagonista era il coniglio Oswald. Il personaggio –  inventato nel 1927 –  diventò ben presto un’icona e il suo creatore riescì a costituire la prima azienda col suo nome: la Walt Disney Company. Narrano le leggende, che durante un viaggio in treno, Walt Disney stesse facendo uno schizzo di Oswald, cercando di semplificarne i tratti. La modifica più evidente era quella delle orecchie, che da lunghe diventarono piatte e tonde, decisamente più simili a quelle di un topo. Da quegli schizzi  nacque Mortimer Mouse, il personaggio che mandò in pensione Oswald. Tuttavia la compagnia decise di cambiarne il nome in Mickey Mouse. Ecco quindi Topolino, protagonista del primo film animato sonoro Steamboat Willie, che ottenne un successo planetario. Il successo crebbe a dismisura e arrivarono anche “gli altri”: DISNEY3Paperino, Pluto, la fidanzata Minnie, Pippo e tutti i personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia.  “If you can dream it, you can do it“, amava ripetere Disney : ”se puoi sognarlo, puoi farlo”. Così nacque l’impero della fantasia e dell’immaginazione: non solo film e fumetti, parchi a tema e prodotti di consumo, ma anche media e spettacolo. Basti pensare al gruppo televisivo Disney-ABC, ai canali sportivi ESPN o agli “studios” d’animazione della Pixar, acquisiti dieci anni fa. Già dal suo primo lungometraggio del 1937, “Biancaneve e i sette nani” (il primo film d’animazione prodotto in America, il primo ad essere stato prodotto completamente a colori) il mondo intero aveva intuito di aver a che fare con un genio sognatore. Non a caso,il giorno della sua scomparsa, l’allora governatore della California, il futuro presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in sette parole, diede voce al pensiero di tanti: “Da oggi il mondo è più povero”.

Marco Travaglini

 

Banda ultralarga, Uncem: "Attivarsi per i Comuni montani"

Il Piano banda ultralarga è in ritardo. Deve essere accelerato e non può fallire. I cantieri devono partire. Subito, domani mattina. Lo hanno ribadito il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba e il Presidente Uncem nazionale Marco Bussone nelle scorse ore ai dirigenti regionali e ai vertici degli Enti locali che compongono la “cabina di regia” per l’attuazione del Piano BUL nelle “aree bianche” del Piemonte, cioè nei Comuni montani dove gli investimenti per la rete vengono fatti grazie a 280 milioni di euro di fondi pubblici. Uncem ha richiesto un’urgente riunione della cabina di regia nella qualerimuovere ogni ostacolo affinché prendano il via i cantieri nei paesi, ad opera delle imprese incaricate da Open Fiber. Le ditte dovranno scavare, fare i ripristini perfettamente, agire velocemente e bene. Non c’è tempo da perdere e i Sindaci dei Comuni montani piemontesi avrebbero preferito l’avvio dei lavori prima delle elezioni amministrative. Una richiesta legittima, vista l’attesa eccessiva finora. Per lungaggini burocratiche e iter autorizzativi eterni, in molti Comuni che dalle tabelle diffuse da Infratel e Ministero dello Sviluppo economico risultano “in esecuzione”, i lavori per fibra e sistemi wireless non sono ancora partiti. Una situazione molto grave che Uncem vuole possa essere sbloccata nel giro di qualche giorno. “Ci abbiamo messo la faccia, abbiamo raccontato il Piano e lo abbiamo idealmente, istituzionalmente, socialmente sostenuto – precisano Riba e Bussone – Ora non devono essere le burocrazie italiane a fermare i lavori che daranno reti moderne e decisive per la competitività e la digitalizzazione dei distretti territoriali rurali e montani, PA, imprese, comunità, case, scuole e municipi. Si è già perso troppo tempo. Intervengano i vertici della Regione per evitare ogni ulteriore lungaggine. I Comuni vogliono quei lavori, già finanziati con fondi UE, nazionali, regionali, e al più presto da effettuare. Apriamo i cantieri, in Piemonte e in tutt’Italia. Subito”.

TRAFFICO CUCCIOLI, ON. BRAMBILLA: “BASTA CHIACCHIERE, OCCORRONO PENE PIU’ SEVERE”

“Non mi stancherò mai di ripetere che occorrono pene più severe per chi maltratta o uccide gli animali. Di fronte a comportamenti come quelli svelati dall’operazione “Crudelia”, dei carabinieri forestali di Reggio Emilia, sento levarsi voci indignate anche dalla maggioranza di governo. Bene. Spero allora che sia la volta buona e che finalmente il Parlamento esamini la mia proposta di legge AC 335 “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”. L’ultima maggioranza parlamentare che si è dimostrata concretamente sensibile – ricorda l’ex ministro – è stata quella di centrodestra, che nel 2010 ha approvato la fondamentale legge 201 sul traffico dei cuccioli e per l’inasprimento delle sanzioni penali contro gli autori di maltrattamenti e uccisioni. Da allora solo chiacchiere e indignazione a buon mercato”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commenta gli esiti dell’operazione coordinata da Reggio Emilia contro trafficanti di cuccioli.

“Premio Gallo-Specialista del Riso” a Joshua Tongiani

Joshua Tongiani si aggiudica il primo gradino del podio con il “Risotto con crema di pomodorini gialli, basilico, polvere di pane all’acciuga e bottarga”, una ricetta che interpreta la grande tradizione della cucina italiana in un piatto a base di Riso Gallo Gran Riserva

Il vincitore del Premio Gallo-Specialista del Riso 2019 – il concorso organizzato da
Riso Gallo in collaborazione con Ristoranti e Bargiornale – è Joshua Tongiani, cuoco presso il Ristorante Sadler a Milano. Il giovane chef ha scalzato i dieci finalisti con la ricetta “Risotto con crema di pomodorini gialli, basilico, polvere di pane all’acciuga e bottarga” preparato con Riso Gallo Gran Riserva. Sul secondo e terzo gradino del podio, rispettivamente Gioele Vacchina dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Giovanni Giolitti’ di Torino con “Arancino 2.0” e Alessia Figini dell’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera ‘Carlo Porta’ di Milano con “Limoncino”. L’iniziativa, dedicata ai talenti emergenti della ristorazione dai 18 ai 28 anni, conferma l’attenzione di Riso Gallo verso i giovani, sostenendoli ed incentivandoli ad eccellere. L’azienda premia così la creatività nella preparazione dei piatti e diffonde l’eccellenza della cucina italiana nel mondo. Rispetto alla precedente edizione il concorso non si è limitato al “classico risotto” ma ha lasciato spazio ad altre ricette della tradizione italiana. Ai concorrenti è stato, infatti, richiesto di cimentarsi su un tema quanto mai attuale, “Non solo risotti: la grande tradizione della cucina italiana in un piatto a base di riso”, attraverso l’utilizzo a scelta di almeno uno tra i seguenti prodotti di Riso Gallo: Carnaroli Riserva, Venere, Originario, 3 Cereali e Aroma. Una scelta che conferma come l’Azienda sia da sempre attenta a cogliere i cambiamenti e l’evoluzione dei consumi, innovando e diversificando l’offerta, garantendo sempre una costante ed elevata qualità. La competizione, che ha visto i 10 giovani chef giunti in finale cimentarsi dal vivo con le ricette proposte, è stata arbitrata da una giuria composta dallo chef e maître chocolatier Ernst Knam, da Fabio Pisani (chef patron de Il Luogo di Aimo e Nadia, due stelle Michelin), Maddalena Fossati (Direttore de La Cucina Italiana) e Rossella De Stefano (Direttore di Bargiornale). Ai primi tre classificati vanno in premio una fornitura di strumenti da cottura Ballarini 1889 Professionale, per un controvalore rispettivamente di 3.000, 2.000 e 1.000 euro. Al vincitore l’onore di vedere la foto della propria ricetta pubblicata sulla copertina della nuova Guida Gallo, alla sua undicesima edizione, e la possibilità di proporre la ricetta in occasione della serata di gala che, nel 2020, accompagnerà la  presentazione del Volume. La Guida Gallo rappresenta, infatti, da vent’anni un prezioso strumento per chi vuole affidare il palato alla sapiente creatività dell’arte culinaria, visitando i ristoranti più prestigiosi in cui il Risotto è sempre il protagonista indiscusso. La ricetta di Joshua Tongiani, vincitore del Premio Gallo-Specialista del Riso 2019: Risotto Gallo

La prima immagine pittorica del mercato di "Porta Pila"

Giovanni Michele Graneri. Piazza del mercato delle Frutta a Torino”

“Contornata da grandi Fabbriche con Portici uniformi, disegno del Cavaliere D. Filippo Juvarra. Vi si fa il Mercato d’ogni sorta di frutti, Pesci, e Butiro all’ingrosso ed al minuto. Da un lato di essa si vendono li Panni lini usati, e nuovi”: correva l’anno 1753 e tal Gaspare Craveri, nella sua “Guida de’ forestieri per la real città di Torino”, così descriveva l’allora Piazza del Mercato (ancora in nuce) di Porta Palazzo, il grande spazio pubblico progettato, a partire dal 1716, dall’architetto Filippo Juvarra sul luogo esatto dal quale entrarono in città nel settembre del 1706 il duca Vittorio Amedeo II e il cugino Eugenio di Savoia-Soissons, dopo la vittoriosa battaglia contro i Francesi. Descrizione secondo il lessico del tempo, quella di Craveri, confermata in chiave pittorica dall’olio su tela realizzato, solo tre anni dopo nel 1756, da Giovanni Michele Graneri (Torino 1708 – 1762), titolato per l’appunto “Piazza del mercato delle Frutta a Torino” e di recente entrato– dopo vari passaggi nell’ambito del collezionismo privato – a far parte delle Collezioni del torinese “Museo Accorsi-Ometto”. Ritrovata nell’autunno scorso ed acquistata dalla Fondazione di via Po, cui fa capo l’omonimo Museo, la tela – la più antica raffigurante l’area mercatale di Porta Palazzo, per i torinesi “Porta Pila” – è dunque oggi esposta al pubblico e visibile nel normale percorso museale. Allievo di Pietro Domenico Olivero, in allora a Torino fra i più importanti pittori legati alla scena di genere d’origine seicentesca (i cosiddetti “bamboccianti”), Graneri realizzò, negli anni Cinquanta del Settecento, quattro tele rappresentanti quattro popolari mercati torinesi: oltre alla citata “Piazza del mercato delle Frutta” raffigurante Porta Palazzo, il “Mercato in piazza San Carlo a Torino” con il suo pendant del 1752, il “Mercato al Borgo del pallone” ( entrambi acquistati nel 1931 dallo stesso Pietro Accorsi per il Museo Civico subalpino ) e la “Piazza delle Erbe a Torino con il mercato e l’estrazione del lotto”, anch’essa datata 1756 e oggi conservata al “John and Mable Ringling Museum of Art” di Sarasota in Florida. “Quattro opere – ipotizza Luca Mana, responsabile delle Collezioni del Museo – che probabilmente dovevano essere esposte insieme all’interno di Palazzo Civico, per mostrare i diversi aspetti, divertenti e realistici, dei contemporanei mercati cittadini”. Quasi certamente ispirato da un’incisione del 1749 di Giovanni Battista Borra, architetto e disegnatore piemontese – fra gli allievi di maggior talento di Bernardo Antonio Vittone – il dipinto acquisito ed esposto per la prima volta al pubblico dal “Museo Accorsi-Ometto” rappresenta una preziosità non da poco per la storia di Torino e dell’arte torinese. “L’opera di una qualità pittorica molto alta – sottolinea ancora Mana – è sicuramente la più antica e attendibile rappresentazione della piazza e del primo nucleo di quello che nell’Ottocento diventerà poi il mercato di Porta Palazzo”. Ben visibili sulla tela sono anche i monumenti e le architetture che, al tempo, era ancora possibile ammirare dal centro della piazza: da sinistra a destra, la cupola e il campanile della Basilica Mauriziana, la chiesa di San Rocco, l’alta Torre Civica (abbattuta dai Francesi a inizi Ottocento) e la cella campanaria di San Domenico. In primo piano, sfila invece la perfetta teoria dei palazzi porticati che il messinese Juvarra progettò quale scenografico ingresso settentrionale alla capitale sabauda, mentre nel cuore della piazza vive, attraverso una minuta e certosina descrizione scenica, una sorta di “presepe laico”, come ancora Mana definisce quel vivace teatrino della più varia umanità torinese del Settecento, in cui all’unisono si muovono figure colorate, venditori di frutta e verdura o di stoffe e panni nuovi e usati, mamme con bambini, mendicanti e orfanelli intenti a chiedere l’elemosina, uomini elegantemente vestiti e poveri diavoli squinternati e rattoppati alla bell’e meglio, accanto a guardie impegnate nell’arresto d’una donna di malaffare e divertiti cantastorie. Tutto il mondo d’allora. Di campagna e di città. In quell’angolo di mercato torinese destinato a diventare, qual è oggi, il più grande mercato all’aperto d’Europa.

Gianni Milani

“Giovanni Michele Graneri. Piazza del mercato delle Frutta a Torino”
Museo Accorsi-Ometto, via Po 55, Torino; tel. 011/837688 o www.fondazioneaccorsi-ometto.it
Orari: mart. – ven. 10/13 e 14/18; sab. – dom. e festivi 10/13 e 14/19

Nelle immagini
– Giovanni Michele Graneri: “Piazza del mercato delle Frutta a Torino (Porta Palazzo)”, olio su tela, 1756
– Giovanni Battista Borra: “Piazza del mercato di Porta Palazzo a Torino”, acquaforte, 1749
– Giovanni Michele Graneri: “Mercato in piazza San Carlo a Torino”, olio su tela, 1752
– Giovanni Michele Graneri: Mercato al Borgo del Pallone”, olio su tela, 1752