Come ogni due anni la rete internazionale Slow Fish si dà appuntamento a Genova per parlare di politiche della pesca, donne e pesca, specie aliene e tanto altro ancora
Vengono dalle vicine coste del Mediterraneo, dall’America Latina, dalla Russia e dalla Corea del Sud, sono statunitensi, olandesi, turchi e sudafricani. Sono pescatori e rappresentanti delle associazioni di categoria e delle amministrazioni locali, ricercatori e cuochi, esperti e divulgatori, insomma gli stakeholder del mare. Si ritrovano a Genova ogni due anni durante Slow Fish, chi per la prima volta e chi come un appuntamento immancabile che restituisce il senso del proprio impegno verso il mare. Il pubblico del Porto Antico può ascoltare i loro racconti nei talk alla Slow Fish Arena o degustare le specialità della tradizione nei Laboratori del Gusto e nelle Scuole di Cucina. Ma i delegati vengono a Genova soprattutto per incontrarsi e discutere i temi su cui stanno lavorando con buoni risultati o che li preoccupano, disegnando un lungo ideale percorso di approfondimento e aggiornamento da un’edizione all’altra dell’evento. Tra i temi che anche quest’anno sono al centro dei Forum a loro dedicati e ospitati all’interno di Casa Slow Food, citiamo la discussione sulla blue growth, la strategia dell’Unione Europea dedicata allo sviluppo sostenibile in ambito marittimo, che dovrebbe mettere al centro il fattore umano e le comunità costiere; la creazione di sistemi di cogestione delle risorse del mare che coinvolgano pescatori, amministrazioni locali e società
civile; il ruolo delle donne nella pesca, come fattore di equità e sostenibilità sociale; le specie invasive che possono rivelarsi una risorsa e non solo un danno. Ed è proprio questo l’esempio che raccontano i turchi Funda Kök Filiz e Fatma Esra Kartal che nella Baia di Gökova organizzano un festival gastronomico dedicato alle specie aliene, quelle che a causa dei cambiamenti climatici si sono spostate in nuovi mari alla ricerca di un ambiente più confortevole, alterando però l’equilibrio della catena alimentare in cui si inseriscono. In questa zona della Turchia infatti la richiesta di nuovi pesci è cresciuta del 400% tra il 2010 e il 2015, il loro prezzo è aumentato di almeno il 20% e i guadagni delle cooperative di pescatori di quasi il 200%. In Tunisia invece a sviluppare la filiera sostenibile della piccola pesca artigianale c’è il Club Bleu Artisanal, una comunità di pescatori che insieme ai ristoranti della zona organizza attività di educazione al gusto e alla scelta consapevole. Tra i fautori di questa bella e importante iniziativa, a Slow Fish incontriamo Yassine Skandrine, rappresentante della piccola pesca locale, che ci racconta la sua visione olistica del rapporto tra pescatori e risorse, pesca artigianale e acquacoltura, e delle azioni dell’uomo sulla terra e in mare. Gli fa eco Antonio García-Allut, presidente della Fondazione Lonxanet, che in Spagna ha attivato le energie per riunire un gruppo di cuochi che sostengono quei pescatori che attuano una gestione attenta delle risorse ittiche. Con Restauramar i cuochi aderiscono a un vero e proprio codice etico e si impegnano a inserire nei loro menù il maggior numero possibile di esemplari provenienti dalla filiera. Dalla Colombia arrivano Camila Zambrano e Octavio Perlaza Guerrero, rappresentanti della Ong Fondo Acción e del progetto Slow Fish Caribe, che riunisce organizzazioni di pescatori e reti impegnate nello sviluppo di sistemi agricoli sostenibili per migliorare la qualità della vita delle piccole comunità costiere e la condizione delle donne pescatrici.

Alla Venaria Reale: 17 aprile 2019 – 26 gennaio 2020. Con manifesti, dipinti, sculture, mobili e ceramiche, la mostra – con un corpus di 200 opere – racconta la straordinaria fioritura artistica che ha travolto e cambiato il gusto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Informazione promozionale
“Dal 2015 sono referente del Presidio del Libro di Acquaviva delle Fonti con l’obiettivo principale di diffondere l’amore per i libri soprattutto fra i giovani, bambini ed adolescenti. Nel 2010 è nata, nel ricordo di mio padre, un’associazione culturale dal nome particolare “a casa di giacinto”
Giulia Calfapietro nasce ad Acquaviva delle Fonti, vicino Bari, dove vive con la famiglia e svolge la professione di insegnante di lingua e letteratura inglese
Sono sempre stata innamorata della parola e del suo potere comunicativo ed evocativo, mi ritengo un’accanita lettrice di opere italiane e straniere e dal 2015 sono referente del Presidio del Libro di Acquaviva delle Fonti con l’obiettivo principale di diffondere l’amore per i libri soprattutto fra i giovani, bambini ed adolescenti. Nel 2010 è nata, nel ricordo di mio padre, un’associazione culturale dal nome particolare “a casa di
giacinto” ( www.acasadigiacinto.it) perché la sua sede si trova nella vecchia casa dei miei genitori. L’associazione si occupa di lettura, teatro, cinema, musica, natura, formazione e convegnistica e conta, oggi, oltre 150 soci con una sezione dedicata ai giovani fino ai 18 anni. Io ne sono il Presidente “tutto fare”
perché, al suo interno, mi occupo personalmente dell’ideazione, organizzazione e gestione degli eventi con il supporto di un Comitato tecnico culturale formato da 7 amici di vecchia data. L’amore per la scrittura, da sempre passione primaria, mi ha portata, negli ultimi tre anni, a dedicarmi alla produzione scritta, sia in prosa che in versi. Per la casa editrice Pagine ho partecipato a diverse raccolte poetiche,” Riflessi”, “Prospettive”, “Messaggi” “Magnolia”. Nel marzo 2017 con la raccolta poetica “La voce di dentro” ho ricevuto il Primo premio assoluto dalla Otma2 per il concorso internazionale “Emozioni poetiche”
città di Milano. Già autrice per l’Aletti di un romanzo breve “Prima di andare”, pubblicato nel luglio del 2015, inserito da un paio di anni in vari percorsi di formazione Miur, sui temi della nuova scuola e del gap generazionale fra genitori e figli, ho preso parte a tre edizioni del Premio Quasimodo non soltanto con il romanzo, ma con versi inediti ed una raccolta di poesie dal titolo “Mi (ti) racconto”, ricevendo per quest’ultimo lavoro una menzione di merito. Ulteriori scritti in versi sono contenuti nelle edizioni 2015 – 2016 – 2017 – 2018 de “Il Federiciano” e nelle enciclopedie dei poeti contemporanei della Aletti. Per la stessa casa editrice escono nel 2017 “Pensieri inVersi” per la collana Il paese della poesia; “Dedicato a…. poesie da ricordare” e si concretizza la possibilità di partecipare
all’iniziativa letteraria “Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei emergenti” con il componimento “Mio padre” che regalerà ai lettori un volume di 60 composizioni poetiche ed un audio libro con la registrazione dei testi poetici. Alessandro Quasimodo realizza un video nel quale, in studio di registrazione, legge “Mio padre” e la pubblica sui diversi canali di diffusione video della rete. Il mio ultimo lavoro, poiché ho sentito forte il bisogno di tornare alla prosa, è una raccolta di racconti brevi dal titolo“Anch’io sono una storia”. Fra i riconoscimenti più recenti è la menzione di merito
per “L’ombra di me”, poesia con la quale firmo la nuova partecipazione al progetto letterario dell’Aletti “Verrà il mattino ed avrà il tuo verso”, la pubblicazione di questa raccolta è di Maggio 2018 con la prefazione di Mogol. Sulla rivista letteraria Le Muse escono le recensioni del romanzo “Prima di Andare” a luglio 2018, e, a ottobre 2018, della raccolta di racconti “Anch’io sono una storia”. Finalista del concorso internazionale di poesia indetto dalla Fondazione “Amici di Ron Hubbard” con il mio primo monologo scritto per il teatro ” Un sorso di vita”, finalista
della 15° edizione del concorso “Tra un fiore colto e l’altro donato” dell’Aletti, che annovera in giuria personaggi come Mogol, Giuseppe Anastasi e Francesco Gazzé e componente della “casa dei Poeti 2018” con alcuni dei miei versi contenuti nel vol. 8 di “Luoghi di parole”. Le ultime mie poesie sono in uscita sulla rivista on -line “Liburni” che si occupa di versi e di pittura, mentre altre composizioni ed alcuni racconti ri-editati si trovano sul sito del Progetto Babele, comunità e rivista letteraria fondate nel 2002, delle quali sono collaboratrice. Convinta che, nella vita bisogna sempre mettersi in gioco e continuare a formarsi, mi sono nuovamente laureata presso l’E-campus , Facoltà di Lettere, nel corso di studi in “Letteratura, arte, musica e spettacolo” con una tesi in storia del cinema su “Charlie Chaplin e Luci della ribalta”. La tesi è plurilingue: scritta in italiano, inglese e francese.In questo periodo mi sto dedicando alla mia pagina Facebook, a quella dell’associazione e all’ideazione di percorsi di alternanza scuola – lavoro, in ambito culturale, che propongo agli studenti del liceo della mia città.
Riferimenti:
http://www.acasadigiacinto.it/
http://www.presidi.org/mappa-dei-presidi/ (Presidio di Acquaviva delle Fonti)
http://autori.poetipoesia.com/giulia-calfapietro/
https://www.facebook.com/Giulia-Calfapietro-Writer-551180518398550/
https://www.facebook.com/acasadigiacinto/
https://www.facebook.com/Vi-racconto-il-don-Milani-1872288636186675/?modal=admin_todo_tour
https://www.facebook.com/laculturacomebenecomune/
https://www.progettobabele.it/PHP/AREACOLLABORATORI/GESTIONEPROFILI/REGIONE.PHP?REG=PUGLIA
Rapinatori di supermarket riconosciuti e arrestati
Gli agenti del Commissariato “San Paolo” hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di due fratelli, L.M.M. e L.M.N., rispettivamente di 45 e 44 anni, entrambi con precedenti di Polizia. Il primo risultava già recluso per una precedente rapina.
Nel dicembre scorso, il quarantacinquenne, insieme a due complici travisati con calze in nylon, aveva rapinato, con la minaccia di un coltello, la cassiera di un supermercato in via Crimea a Collegno facendosi consegnare 300 euro in contanti per poi far perdere le tracce. La successiva attività info-investigativa aveva permesso di individuare nello scorso mese di febbraio due dei tre autori della rapina, nei confronti dei quali era stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere. Nello stesso periodo L.M.M. in compagnia del fratello minore aveva rapinato anche il supermercato CRAI di via Asiago a Torino. Il modus operandi era lo stesso: avevano fatto ingresso nel market calzando passamontagna ricavati artigianalmente da barretti in lana e sotto la minaccia di un taglierino prelevavano denaro e il cassettino portamonete dal registratore di cassa, per poi scappare e far perdere le loro tracce. Ma, anche in questo caso, nonostante gli accorgimenti messi in atto per non farsi riconoscere, sono stati incastrati grazie alle immagini dell’impianto di video-sorveglianza dell’esercizio e alle analisi tecniche della Polizia Scientifica eseguite sugli indumenti che avevano indossato durante la rapina, sul taglierino e sul cassettino rinvenuti all’interno di un cassonetto dei rifiuti lungo le vie di fuga utilizzate dai fratelli, che consentivano il rinvenimento delle loro impronte digitali.
Si inaugurerà mercoledì 11 settembre prossimo alle 21, al Teatro Regio di Torino, il festival di TorinoDanza edizione 2019, con lo spettacolo “Sutra”, considerato un cult del nuovo Millennio, creato da Sidi Larbi Cherkaoui con i Monaci del Tempio cinese Shaolin e la collaborazione dello scultore Antony Gormley. L’artista belga con questo spettacolo raggiunge forse il punto più alto della sua sintesi personale tra filosofia orientale e pensiero occidentale, in un incontro tra la danza contemporanea e la pratica del Kung fu. Il risultato è quello di uno spettacolo energetico e fortemente razionale nelle linee geometriche della coreografia, in cui le arti marziali rivelano tutta la loro eleganza. Lo spettacolo Sutra è anche inserito in Mito SettembreMusica. Tra le più brillanti coreografe italiane protagoniste di questa edizione di TorinoDanza figura Simona Bertozzi, in scena il 13 settembre prossimo nello spettacolo “Anatomia”, al teatro Gobetti. Si tratta dell’ incontro tra due corpi, l’uno biologico, quello della coreografa, l’altro sonoro, quello di Francesco Giomi. Il suono permette alla coreografa e danzatrice di esplorare le potenzialità della sua anatomia ed a sua volta consente a Francesco Giomi di alimentare in scena il gesto sonoro.Il 19 e 20 settembre debutterà al teatro Carignano, in prima nazionale, le spettacolo “Session”, il lavoro piu recente di Sidi Larbi Cherkaoui, oprodotto da TorinoDanza, tappa del percorso del coreografo e dialogo tra le danze tradizionali irlandesi ed il suo interprete più prestigioso, Colin Dunne.
Tra le artiste italiane protagoniste della prossima edizione di TorinoDanza, sempre diretta da Anna Cremonini, figura Silvia Gribaudi, con una creazione nata nell’ambito del progetto “Corpo Links Cluster”, con cui la coreografa inizia il cammino verso la realizzazione di “Mon jour”, avviato con un laboratorio capace di coinvolgere le comunità del valli Chisone e Germanasca. Sarà ospite di TorinoDanza anche lo spettacolo intitolato “Xenos”, coprodotto dal Festival stesso e realizzato da Akram Kahn. Si tratta di un lavoro dalle forti implicazioni storiche e politiche legate a fatti oscuri accaduti durante la prima guerra mondiale, in scena il 25 e 26 settembre prossimi alle Fonderie Limone. Il linguaggio di movimento usato da Kahn oscilla tra il kathak classico e la danza contemporanea, rivolgendosi a temi quali il confine tra Oriente ed Occidente, antico e moderno, passato e presente, storia e mitologia. TorinoDanza si propone quest’anno come un Festival con 19 titoli e 36 rappresentazioni, costruito per blocchi in intersezione tra loro, in sintonia con la tradizione, ma capaci al tempo stesso di veicolare, attraverso la danza, riflessioni artistiche, etiche e politiche.Il festival, che si è dotato di un app dedicata grazie alla quale è possibile consultare l’elenco di tutti i suoi spettacoli, gli orari e le offerte, offre anche servizi navetta (un’ora prima degli spettacoli), per le Fonderie Limone con il rientro al termine della spettacolo, con una corsa con fermata alla stazione della metropolitana del Lingotto.
Mara Martellotta
Le porte del Castello di Adelaide — Museo Civico di Susa riapriranno i battenti domani, sabato 20 Aprile. Per celebrare la riapertura del Museo Civico dopo la pausa invernale, alle 17 si terrà la lettura performativa de L’uomo che piantava gli alberi. A dare voce al testo di Jean Giono, pubblicato per la prima volta nel 1953 in Francia, sarà l’attrice teatrale Gisella Bein. Insieme a lei ci sarà Monica Calvi, artista della sabbia che incanterà i
presenti realizzando dal vivo incredibili disegni. Questi ultimi, proiettati in tempo reale su di uno schermo posto alle spalle della Bein, faranno da contrappunto visivo al racconto. Ambientata a inizio Novecento, la vicenda ha per protagonista Elzéard Bouffier, un pastore che vive da solo in un villaggio diroccato della Provenza. L’uomo trascorre le giornate in compagnia del suo gregge, dell’inseparabile cane e degli alberi. Ricorrendo alle sue sole forze fisiche e morali, ogni giorno Elzéard pianta cento ghiande con l’obiettivo di rianimare il territorio in cui vive, facendovi crescere un’immensa foresta di querce. La sua straordinaria impresa, raccontata con un linguaggio poetico-allegorico adatto ai bambini, spinge a interrogarsi sul rapporto tra l’uomo e la natura. L’invito alla riflessione, amplificato nella lettura performativa dal dialogo tra immagini e parole, è accompagnato da un profondo messaggio di speranza e ottimismo: l’opera di una singola persona può trasformare un’intera comunità, dandole nuova vita.La lettura, che è parte del progetto Parole contro le fiamme, nato per ricordare gli incendi che hanno devastato il pianeta negli ultimi anni, è
a ingresso gratuito ed è prodotta da Assemblea Teatro. Naturalmente, sarà solo il primo di una lunga serie di appuntamenti che animeranno il Castello di Adelaide sino al prossimo mese di Settembre. A partire da domani sino a tutto il mese di Giugno, il Museo Civico sarà visitabile il venerdì, il sabato e la domenica (10-13 e 14-18), mentre nei mesi di Luglio e Agosto sarà aperto tutti i giorni (10-13 e 14-18), ad eccezione del Lunedì. Infine, nel mese di Settembre, il Castello tornerà ad essere visitabile solo il venerdì, il sabato e la domenica (10-13 e 14-18). Per ricevere ulteriori informazioni chiamare il numero 3711607141 oppure scrivere a castellosusa@gmail.com.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Torino hanno notificato, a Torino ed in altre località in Italia, una misura cautelare emessa dal Gip-Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torino su richiesta della Procura torinese nei confronti di 11 persone, 8 uomini e 2 donne, tutti di origine nigeriana, ritenuti responsabili di gravi reati come associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. Le indagini si sono svolte, nell’arco di due anni, tra il dicembre del 2016 ed il febbraio dello scorso anno, e hanno consentito di documentare l’esistenza di una rete criminale tra Italia, Libia e Nigeria. Questa era finalizzata al reclutamento in Nigeria di almeno 18 giovani donne da introdurre clandestinamente in Italia su percorsi prestabiliti nel Sahara (con varie tappe in centri smistamento fra Niger e Libia), per il successivo imbarco su natanti di fortuna verso l’isola di Lampedusa e successiva destinazione ai centri di accoglienza italiani, dai quali le giovani venivano prelevate per essere poi avviate alla prostituzione. I reati riguardano anche la riduzione in schiavitù, psicologica e fisica, delle ragazze reclutate, impaurite dal compimento di ritualità di magia voodoo, nonché percosse e minacciate di ritorsioni ai familiari rimasti in patria. L’atto d’accusa riguarda anche lo sfruttamento della prostituzione nella provincia di Torino per ripagare il prezzo del viaggio, stimato in circa 25mila euro pro capite, nonché il ‘canone’ di locazione delle piazzole occupate per l’esercizio del meretricio.
C’e’ un indagato per omicidio colposo, per la morte dell’ insegnante di 44 anni di Moncalieri trovata morta il 14 luglio sul ciglio della strada del col di Nava, a Cesio, nell’entroterra di Imperia. La procura mantiene massima riservatezza ma pare che non si tratti di un automobilista. La donna venne trovata dalla parte opposta rispetto a dove aveva lasciato l’automobile con la portiera aperta e l’autoradio accesa. Fu un’anziana coppia a dare l’allarme. Si ipotizzo’ allora che la donna potesse essere stata aggredita da un toro in libertà, dato che il corpo mostrava ferite sulla schiena e sulla testa, escoriazioni su glutei e gambe. L’insegnante stava rincasando dopo aver incontrato la madre.
Altra balla di Conte e Toninelli.Trionfanti hanno detto di aver sbloccato la Asti Cuneo. Vero l’opposto. Hanno bloccato anche questo dopo aver bloccato tutto il resto. Ci hanno ripensato ma oramai la frittata era fatta. Allo stato attuale dell’arte bisogna riprendere tutto da capo. Che cosa gli abbiamo fatto ai pentastellati non è dato saperlo. Non hanno fatto tutto da soli. Eppure i leghisti continuano nel volare nei consensi anche se, in verità, qualche voce fuori dal coro comincia ad esserci. Politologi sostengono che il Nord profondo tradirà Salvini. Lui imperterrito va avanti. Porti chiusi e prima di tutto gli italiani. Ma ogni leghista che si rispetti mostra ancora il distintivo raffigurante Alberto Da Giussano, simbolo del Nord comunardo contro l’ imperialismo dell’ Imperatore. Solo Laura Castelli chiede chi è raffigurato. Potenza della scuola italiana. Anche per i leghisti il primo amore non si scorda mai. Nel mentre il centro sinistra piemontese fa campagna acquisti. Chiampa vola alto, dopo Salizzoni il costituzionalista Dogliani. Ed anche il frenetico Portas non è da meno. Scrofani arriva direttamente dalla Federazione giuoco calcio. E sempre Portas, sondaggista per passione e per professione dichiara: solo 6 punti di distacco tra Chiampa e Cirio. Si può fare. Altro sondaggio che circola. In questo caso leggero vantaggio di Chiampa con una conferma: prende più voti il Presidente uscente della sua coalizione e Cirio meno voti della coalizione di riferimento. Ma ecco il dato saliente: il 47% è indeciso. Dunque tutto aperto. Il centro destra non se ne cura. Bisticci a go- go per i posti nel listino, sicuri dell’ immancabile Vittoria. I più scatenati Fratelli d Italia. La
Meloni si è abbeverata di Forza Italia. I suoi (almeno) in Piemonte da lì arrivano. Non limitandosi, pensate c’ è chi addirittura giunge dall’Italia dei Valori, transita con Airaudo e vira decisamente verso Roberto Rosso diventando innamorato ( politicamente parlando, s’intende) della Meloni. Fascino dei vincenti. I più preoccupati quelli di Forza Italia. “Qui ne usciamo con le ossa rotta comunque vada”.
alcun esponente piemontese al Parlamento europeo. Di qualsiasi schieramento. Un gioco di preferenze potrebbe penalizzarci. Siamo molto ma molto preoccupati essendo sovranisti magari di risulta. Sarebbe la prima volta dal 1979, prime elezioni europee. E come da copione, la Tav va avanti ed il governo rifinanzia. Udite udite, Giggino ha cambiato idea sull’argomento: la Tav la voglio concludere. Faccia tosta? Sicuramente faccia disinvolta. E a questo punto non capiamo quelli del PD: “tanto Giggino è solo inaffidabile”. Viceversa dovrebbero sottolineare il positivo cambio di direzione. Tutto è sempre comunque negativo. Peccato. Gli irriducibili del no Tav mi ricordano quella barzelletta sul Tamigi, con il maggiordomo ed il Sir che leggeva tranquillamente il Time. Solo quando il maggiordomo gli ha comunicato che il Tamigi era straripato ha capito il problema. Comunque meglio insistere. Ne va della nostra sopravvivenza non solo economica. Infatti mi sono stufato di ricordare i bei tempi che furono. Ora desidero, anzi pretendo, un futuro per i miei figli non assicurato da chi ha sempre solo detto no. E’ arrivato il tempo si saper dire sopratutto sì.“La storia del giornalismo, non soltanto torinese ma nazionale, scorre nelle pagine e nelle testimonianze della Gazzetta che vediamo in questa mostra. Non possiamo permettere che un patrimonio storico e culturale di questo genere vada disperso: troviamo una sede che possa ospitare questi preziosi materiali”
Con questo appello Luca Rolandi, giornalista e curatore del progetto, ha concluso la presentazione della mostra “Gazzetta del Popolo 135 anni tra storia, giornalismo, cultura” che si è aperta il 18 aprile alla presenza di numerosi giornalisti, grafici, fotografi che lavorarono in quel giornale.
La mostra storica sul quotidiano torinese che per 135 anni, dal 1848 al 1983, ha raccontato l’attualità italiana è stata introdotta dagli interventi dei molti soggetti che hanno partecipato alla realizzazione del progetto: il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Sergio Soave e Alessandro Bollo presidente e direttore del Polo del ‘900, Daniela Orta responsabile ricerche Museo Nazionale del Risorgimento, Alberto Sinigagliapresidente Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia Associazione Stampa Subalpina, Gianfranco Morgando Fondazione Donat-Cattin, Iole Scamuzzi e Mauro Forno Università di Torino. La realizzazione della mostra è stata possibile grazie alla collaborazione di: Consiglio regionale del Piemonte, Museo Nazionale del Risorgimento, Polo del ‘900, Fondazione Donat-Cattin, Ordine dei Giornalisti, Centro Pestelli, Museo della stampa di Mondovì, Archivio storico della Città di Torino, Università di Torino e la preziosa raccolta del collezionista Giorgio Coraglia. La mostra “Gazzetta del Popolo. 135 anni tra storia, giornalismo, cultura” – a ingresso gratuito – è articolata in tre sezioni storiche e tematiche:
Al MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO dall’anno della fondazione nel 1848 fino all’intervento dell’Italia nella Grande Guerra nel 1915. In esposizione litografie, prime pagine, bozzetti, inserti, caricature, oggetti che documentano i primi 67 anni di vita del giornale.
Orario: sempre aperto dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Chiuso lunedì 6 e 13 maggio.
Chiusura della mostra: 19 maggio 2019.
A PALAZZO LASCARIS gli anni dal 1916 al 1945, il periodo in cui il giornale era allineato con il governo
fascista, fino alla Gazzetta d’Italia. In esposizione le pagine del Diorama letterario, i supplementi tematici, le vignette satiriche. Una parte è dedicata alla crisi del giornale del 1974 che portò alla prima sospensione della tiratura, crisi in cui il Consiglio regionale del Piemonte ebbe un importante ruolo di mediazione svolto dal presidente Aldo Viglione.
Orario: dal lunedì al venerdì 9 – 17. Chiuso nei giorni festivi.
Chiusura della mostra: 6 maggio 2019.
Al POLO DEL ‘900 il periodo tra il 1946 e il 1983. Sono presentate le interviste a chi lavorò alla Gazzetta tra gli anni ‘60 e ‘80, le prime pagine relative ai grandi eventi dal 1945 al 1983, i documenti delle crisi aziendali del 1974, 1981 e del 1983 e il periodo dell’autogestione.
Orario: dal martedì alla domenica 10-18, giovedì 14-22. Lunedì chiuso
Chiusura della mostra: 19 maggio 2019
In tutte le tre sedi sono presentati video con le interviste a 15 tra giornalisti e grafici, le immagini storiche concesse dalla Teche Rai e dall’Archivio cinematografico della Resistenza sull’inaugurazione della sede in corso Valdocco del 1930, le gite sociali e la crociera con i lettori, il lavoro alla Gazzetta negli anni ’60. Il catalogo della mostra, coordinato da Alicubi, raccoglie i contributi di: Sergio Soave, Claudio Donat-Cattin, Alberto Sinigaglia, Luca Rolandi, Umberto Levra, Mauro Forno, Bartolo Gariglio, Iole Scamuzzi, Dino Aloi, Ezio Mauro, Giampaolo Boetti, Piero Bianucci, Salvatore Tropea, Gian Mario Ricciardi, Beppe Fossati, Cesare Martinetti, Cenzino Mussa, Giampiero Gramaglia, Lorenzo Gigli, Franco Piccinelli. Tre momenti di approfondimento arricchiscono il progetto culturale anche in occasione della Giornata della Libertà di Stampa:
Giovedì 2 maggio, alle 21, al Teatro Vittoria (via Gramsci 4 a Torino), lo spettacolo teatrale “NELLIE BLY – a cosa servono le donne” mette in scena la storia di Elizabeth Jane Cochran, in arte Nellie Bly. Giornalista d’inchiesta statunitense di fine ‘800. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, mail: liberipensatoripaulvalery.com tel. 349.7808023 – 340.2254582
Lunedì 6 maggio dall 9 alle 13, si svolgerà a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino) un convegno dal titolo: “LIBERI DI INFORMARE? Dalla Gazzetta del Popolo al City Journalism”, rivolto al pubblico ed ai giornalisti iscritti alla piattaforma Sigef.
Martedì 14 maggio alle 18, nella sede del Coworking Copernico in corso Valdocco 3 a Torino – negli stessi spazi occupati fino al 1981 dalla Gazzetta del Popolo – si terrà un incontro con i testimoni del tempo dal titolo: “LA CASA DELLA GAZZETTA DEL POPOLO: una storia da raccontare”.





