redazione il torinese

Nuova stagione teatrale di Schegge al Cubo Teatro

cubo-teatroRiparte il 22 ottobre la nuova stagione teatrale di Schegge al Cubo Teatro di Via Pallavicino 35, un’edizione che mira alle nuove modalità di fare teatro, senza tuttavia perdere il contatto con le proprie origini: “INforOUT”, aprirsi senza snaturarsi. La rassegna teatrale Schegge, organizzata dall’Associazione Il Cerchio di Gesso con il contributo della Compagnia San Paolo (Maggior sostenitore) nell’ambito della Scadenza Unica 2016 Performing Arts, e il sostegno di Piemonte Dal Vivo (all’interno del progetto Corto Circuito Torino) e Fondazione CRT, giunge alla settima edizione e marca una netta crescita rispetto agli anni precedenti, raddoppiando il numero degli spettacoli, ma mantenendo gli stessi obiettivi e la stessa linea delle precedenti stagioni: portare proposte teatrali incentrate su tematiche civili e contemporanee, spettacoli che possano offrire al pubblico uno spaccato della società attuale, e che spazino per la tipologia dei linguaggi (prosa, teatro di figura, reading musicali, danza, e teatro/danza). Un’edizione che si prospetta quindi molto ricca, a partire dai 12 spettacoli di cartellone, che vedranno protagoniste alcune delle compagnie più interessanti e promettenti del nostro paese, e l’importante presenza in programma di due titoli di Concentrica, il festival del Teatro della Caduta.  Ad arricchire il programma di Schegge IN, si aggiunge la fitta programmazione di Schegge OUT, ricchissima di iniziative, a partire da quelle formative: workshop teatrali di livello nazionale con maestri di comprovata fama; progetti internazionali di collaborazione e co-produzione avviati con il Teatrul Eugene Ionesco (Chisinau, Moldavia) e il Teatr Odwròcony (Cracovia, Polonia); la collaborazione con la Crikoteka di Cracovia per la retrospettiva video sugli spettacoli del grande maestro polacco Kantor, con la regia video, tra gli altri, di Andrzej Wajda; e Crime, un progetto di teatro, video e scienza sulle nuove frontiere della Psicologia Forense. Tra i protagonisti inoltre anche Massimiliano Loizzi con una reinterpretazione drammaturgica dei “Grandi Classici”, tra cui Star Wars e i classici Scespiriani. Da segnalare anche il progetto BLATTE, vincitore del Bando ORA! di Compagnia di San Paolo e la co-produzione di ENTUSIASMOZERO di Fabio Marchisio, con Lorenzo Bartoli.

E ancora, la seconda edizione del progetto “La Corte Aperta”, Festival di teatro popolare andato in scena con grande successo presso i cortili delle case ATC di Corso Farini 32, accanto al Cubo Teatro. Infine rientrano in Schegge Out anche le produzioni e le residenze in cui il Cubo collaborerà alla produzione di opere teatrali e coreutiche interne ed esterne mettendo a disposizione il proprio spazio e le proprie attrezzature.

Eccoci, ancora. Sono passati 7 anni dalla prima edizione di Schegge – racconta Girolamo Lucania – Anni intensi, carichi di passione e di un modo di fare teatro che nel tempo è cresciuto e maturato, attento alle tendenze della scena nazionale, ai linguaggi e ai temi del contemporaneo, e allo stesso tempo attento al pubblico, propellente con cui dialogare, agire e condividere. La 7° edizione di Schegge è ricca di proposte dentro e fuori dal Cubo. Gli spettacoli passano da 7 a 12, con una selezione eclettica che affianca artisti affermati a giovani compagnie di talento, a cui si aggiungono due titoli che fanno parte di Concentrica, il Festival del Teatro della Caduta, a sottolineare una bella collaborazione con uno dei teatri del nostro territorio. Oltre a Schegge, il Cubo si arricchisce di altri progetti, che vi invitiamo a seguire: la 2° Edizione della Corta Aperta, i Grandi Classici dei Mercanti di Storie, i Racconti d’Inverno, le residenze, le produzioni, la proposta formativa, e molto altro. In for Out significa questo: aprirsi senza snaturarsi, immaginare nuovi modi di fare teatro utili e necessari, dialogare con il pubblico e con chi ci sta intorno. Tutto questo sarà possibile grazie alla Compagnia di San Paolo, maggior sostenitore di Schegge, e alla Fondazione Piemonte dal Vivo che ci sostiene per il 4° anno. E naturalmente grazie al nostro pubblico, fondamentale in questa crescita con la sua presenza e il suo calore. Si prospetta un anno pieno, intenso. Insieme. Vi aspettiamo!

Grimaldi (SEL): anche in Piemonte nessuna obiezione di coscienza nei Consultori

Approvato in Consiglio Regionale l’ordine del giorno presentato dai consiglieri GRIMALDIGrimaldi, Accossato, Allemano, Appiano, Baricco, Boeti, Conticelli e Chiapello sulla piena applicazione della legge 194 e sui consultori piemontesi. Il 3 agosto di quest’anno, il Tar del Lazio ha stabilito con una sentenza che nei consultori pubblici della Regione non ci possano essere obiettori di coscienza: i medici che lavorano in queste strutture devono garantire alle donne che scelgono di abortire i certificati necessari per l’operazione; inoltre non possono opporsi alla prescrizione dei contraccettivi, compresi quelli di emergenza.

La sentenza boccia il ricorso dei movimenti per la vita contro il Decreto di Zingaretti del 12 maggio 2014, con cui la Regione Lazio ha ridefinito e riordinato le attività dei Consultori Familiari regionali, ribadendo che l’obiezione di coscienza “riguarda l’attività  degli  operatori  impegnati  esclusivamente  nel  trattamento  dell’interruzione  volontaria  di  gravidanza”  e  sottolineando che “il personale operante  nel  Consultorio  è  tenuto  alla  prescrizione  di  contraccettivi  ormonali,  sia routinaria  che  in  fase  post-coitale,  nonché  all’applicazione  di  sistemi  contraccettivi meccanici”.

La Legge regionale piemontese sui servizi consultoriali (n. 39 del 9 luglio 1976) stabilisce  che  il  servizio  ha,  fra  le  altre,  la  finalità  di “fornire  alla  donna  l’assistenza  nei  casi  di interruzione spontanea  della  gravidanza  e  nei  casi  di  interruzione  ammessa  dall’ordinamento giuridico avvalendosi  delle  strutture  abilitate  a  tale  scopo”. Tuttavia, il dilagare dell’obiezione di coscienza sull’interruzione di gravidanza e altre pratiche contraccettive è un fenomeno gravissimo. In Piemonte i medici obiettori sono il 67,4%, il 48,3% fra gli anestesisti e il 27,4% fra il personale non medico.

Come noto, la Legge n. 194 del 22 maggio 1978 sancisce che, in caso di obiezione, “gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza” e la Regione deve “controllare e garantire la attuazione anche attraverso la mobilità del personale”.

“Abbiamo proposto con un atto di indirizzo,” – prosegue Grimaldi – “di aggiornare la legge sui servizi consultoriali e rendere stringente il divieto di obiezione nei consultori. Bisogna spiegare ai movimenti per la vita che la certificazione dello stato di gravidanza e la certificazione della volontà della donna di interrompere la gravidanza non possono essere rifiutate, perché non hanno a che fare con l’interruzione materiale della gravidanza e rientrano invece nell’assistenza «antecedente e conseguente all’intervento» citata dalla 194, una legge che in molti, troppi modi, si cerca di non applicare. Chiediamo inoltre che si completi entro un anno un’analisi sulla piena applicazione della 194 nella nostra regione e sullo stato dei nostri consultori”.

Fiat Torino batte Consultinvest Pesaro 83-79

auxilium-manital1ALLA PRIMA USCITA IN CASA DELLA STAGIONE LA SQUADRA NON DELUDE IL SUO PUBBLICO E VINCE

Domenica 9 ottobre Fiat Torino è stata chiamata ad esordire in casa in un match delicato contro una avversaria determinata e ben conosciuta che aveva già incontratoall’ultima partita della stagione scorsaIn questa stagione, il ‘volto’ della squadra torinese è cambiato molto grazie ai numerosi nuovi inneschi e, come già la scorsa partita contro Avellino, anche domenica contro Pesaro sono emerse alcune difficoltà di gioco dovute a schemi e meccanismi non ancora assimilati perfettamente dai nuovi arrivi. La squadra di casa è, comunque, riuscita a mantenere alta la concentrazione nei momenti in cui gli ospiti erano avanti ed a portare a casa i primi due punti della stagione, seppure sofferti.

Ottime le prestazioni degli esperti DJ White (3) e Chris Wright (2) per il loro apporto nei momenti di vitale importanza nella crescita di Torino.auxilium-mister

I primi dieci minuti sono stati di grande equilibrio con buone giocate in attacco ed in difesa da parte di entrambe le formazioni. Nei secondi dieci minuti, invece, Torino è andatasotto di cinque punti, per poi riprendersi grazie ad alcune giocate del neo acquisto Alibegovic (5). Il primo tempo si è chiuso con la squadra di casa avanti 41 a 40.

Nel secondo tempo, Fiat Torino è entrata in campo più contratta e meno attenta ed è andata sotto di otto punti, ma negli ultimi dieci minuti di gara, grazie ad un’ottima difesa, gli uomini di Vitucci sono riusciti a capovolgere il risultato,prima raggiungendo Pesaro e, poi, chiudendodefinitivamente il match avanti di quattro punti.

Prossimo match fuori casa contro Capo d’Orlando.

Domenica 23 ottobre alle ore 18.15Fiat Torino tornerà in casa al Pala Ruffini contro Vanoli Cremona.

auxilium-mani-2Così il coach Vitucci alla fine del match: “Abbiamo offerto una grande reazione nell’ultimo quarto e questo ha fatto la differenza. In futuro dovremo fare meglio tante cose, soprattutto essere più efficaci sui rimbalzi offensivi. Ne abbiamo subiti 13 e sono veramente troppi. Lo scotto del noviziato per quanto concerne alcuni nostri elementi non si può non pagare, ma sono certo che quando la squadra li metterà nelle condizioni migliori per realizzare cambieranno anche le percentuali.

Ed ancora: “Dovremo allungare i momenti positivi che da 18-20 minuti a partita dovranno salire. Quindi lavorare sui rimbalzi. Due punti in ogni caso di grande valore per tutti noi”.

Manuela Savini

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Queste le formazioni:

Auxilium Cus Manital Torino

Wilson 0, Harvey 1, Wright 2, White 3, Parente 4,Alibegovic 5, Poeta 8, Washington 17Okeke 18, Fall20Mazzola 21, Vitale 23; all. Vitucci

Pesaro Cantù

Fields 18, Gazzotti 3, Cassese ne, Thornton 10,Jasaitis 8, Ceron 8, Bocconcelli ne, Jones 22, Serpillo ne, Nnoko 7, Zavackas 3, Harrow; all. Bucchi.

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“Appendino d’Arabia” firma accordo con Dubai per lo sviluppo dell’economia green

laurence-o-tooleLa sindaca di Torino in versione novella Laurence d’Arabia ha fatto storcere il naso alle opposizioni che si sono chieste l’effettiva utilità della missione municipale a Dubai , in occasione del Global Islamic Economy Summit (GIES) che riunisce esperti di livello mondiale in settori importanti dell’industria per affrontare le maggiori sfide e le opportunità per l’economia globale. I primi risultati del viaggio istituzionale si materializzano con un accordo sull’economia green. Da oggi Torino entra a far parte della rete internazionale di enti e istituzioni promossa dalla Dubai Green Economy Partneship, un’organizzazione degli Emirati arabi che promuove l’adozione  di modelli economici per la riduzione dell’impatto ambientale, l’uso di energie rinnovabili, il riciclo dei rifiuti e l’impiego di tecnologie dello sviluppo sostenibile.

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Presso gli uffici del FDI, Investment Development Agency di Dubai la nostra prima cittadina e il segretario generale della Dubai Green Economy Partnership, Fahad Al Gergawi, hanno siglato un memorandum di collaborazione tra l’Amministrazione comunale del capoluogo piemontese e la DGEP per ogni iniziativa, progetto o realizzazione che abbia come fine lo sviluppo di una economia con le caratteristiche green.

“Un’ intesa che consentirà alla Città e alle sue imprese di moltiplicare le possibilità, soprattutto in un paese come gli Emirati Arabi Uniti che sempre più stanno assumendo il ruolo di indispensabile piattaforma logistica mondiale”, ha detto Appendino. “Nei prossimi mesi – ha aggiunto – questi contatti verranno inseriti nel progetto Open for Business e, in collaborazione col CEIP di Pierpaolo Antonioli, saranno sistematizzati nel piano di maketing territoriale che proprio il CEIP sta realizzando”.

Dubai-marina-L’intesa, spiega una  nota del Comune, prevede che la Dubai Green Economy Partnership fornisca alla Città di Torino sostegno come partner strategico, diffondendo, mediante newsletter indirizzate ai membri della DGEP, informazioni sulle iniziative dell’Amministrazione comunale finalizzate a favorire la crescita di un’economia a basso impatto ambientale, promuovendo a livello internazionale, soprattutto tra i soggetti fondatori del DGEP, le attività green di Palazzo di Città attraverso campagne di comunicazione, riservando spazi sulle proprie pagine internet e veicolando le notizie con i social network. Dal canto suo, la Città di Torino – già partner del green digital chart delle città europee aderenti a Eurocities – oltre a fornire analogo sostegno sul fronte delle iniziative di comunicazione sotto ogni forma (web, stampa, campagne di comunicazione), si impegna a presentare a potenziali investitori le opportunità offerte dal settore green economy a Dubai.

Chiara Appendino ha inoltre sottolineato che,  “tra gli obiettivi su cui l’Amministrazione sta concentrando i suoi sforzi vi è la necessità di creare le condizioni per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro da parte dei giovani” Se sono rose (del deserto) fioriranno.

“Miracolo” a Torino, si riaccende lo storico computer Apple-1

apple1Che emozione,  tre Apple-1 originali vengono riaccesi. E’ così che nasce a Torino 8-bit Lab, il primo e unico laboratorio capace di rimettere in funzione gli storici computer creati nella Silicon Valley tra il 1975 e il 1985, in piena ‘Rivoluzione informatica’. Nel nuovo laboratorio opera  un team di due tecnici elettronici, esperti di informatica, e Cecilia Botta, la curatrice del museo in cui ha trovato ospitalità al BasicVillage.  I tre Apple-1 riattivati sono tra i pochi ancora in circolazione. Erano infatti appena 200 i pc prodotti nel 1976 nel garage di Palo Alto, California, sede storica della Apple Inc. Prossimamente arriverà anche un quarto Apple-1 originale da sottoporre alle verifiche  per la sua riaccensione. 8-bit Lab si trova all’interno del Temporary Museum Torino ed è stato realizzato in collaborazione tra BasicNet, azienda proprietaria di noti marchi d’abbigliamento sportivo (come Superga e Robe di Kappa), e Bolaffi, storica casa d’aste torinese conosciuta in tutto il mondo.

Dosi di droga camuffate da caramelle

carabinieri bloccoIn tutto 15  arresti, tredici per spaccio e due per furto d’auto, nell’operazione antidroga dei carabinieri a Barriera di Milano. Sono stati sequestrati tre chili di sostanze stupefacenti, tra cocaina, eroina, hashish e marijuana e scoperta  una centrale di spaccio, in via Balme. Arrestati un gabonese di 28 anni, abitante a Torino, referente principale per i tossicodipendenti e i piccoli spacciatori della zona. E’ stato bloccato dai militari, in corso Giulio Cesare, dopo aver consegnato una dose di cocaina a una donna. Lo spacciatore  aveva in tasca e in bocca, 10 dosi di droga, tra eroina e cocaina, confezionate come caramelle per non farsi scoprire.

Foodora, la protesta corre su due ruote

foodoraContinuano le proteste dei ciclisti  di Foodora, i giovani che consegnano il cibo a domicilio. Ieri una delegazione di sette ragazzi è stata  in collegamento in conference call con l’amministratore delegato di Foodora Italia, Gianluca Cocco. “I nostri contratti  sono al limite del legale, con una retribuzione pari a poco più di 2 euro per consegna, ben al di sotto dei standard di retribuzione nazionali e  internazionali. ora basta”, dicono i riders in divisa rosa.

Falsari arrestati, incassavano 4 milioni di euro l’anno

POLIZIA CROCETTAPiù di 4 milioni di euro l’anno incassati grazie ad assegni circolari contraffatti. La polizia ha sgominato una banda di falsari nel corso  di una operazione coordinata dalla procura di Torino. Sono 7  le persone arrestate,  residenti nel Casertano e nel Napoletano, in collaborazione con la polizia postale, la squadra mobile di Caserta e il commissariato di Aversa. Sequestrati un centinaio di assegni, carte d’identità  contraffatte, contanti per migliaia di euro, timbri di uffici pubblici, carte di credito e postepay. Le città interessate dall’operazione sono Genova, Pisa, Livorno, Cuneo, Novara, Firenze e Como, oltre a Torino.

“Vogliamo uno stadio tutto granata!”

toro bandieraLa petizione per rendere lo stadio Grande Torino tutto granata  (compresi i seggiolini) lanciata pochi giorni fa già supera le 5000 firme. “Un risultato eccezionale – dicono i promotori – che dimostra quanta voglia ci sia di rendere più granata lo stadio Grande Torino”. Tante le  firme provenienti non solo da Torino, dal Piemonte e dall’Italia ma addirittura dalla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi, dal Brasile oltre che da tanti paesi europei. “L’amore per ilstadio specchio Toro non conosce confini! L’obiettivo è quello di superare le 10mila firme così da far capire al Presidente Cairo quanto teniamo a questa piccola ma importante opera di restyling del nostro stadio”, proseguono i promotori che ricordano come tra l’altro, nel corso dell’ultimo Salone del libro, proprio Urbano Cairo si era espresso in questo modo: “Vogliamo poi rendere più nostro lo Stadio Grande Torino granatizzandolo il più possibile. Uno stadio nostro sarebbe un sogno ma al momento non è una soluzione percorribile. Purtroppo il Grande Torino non permette di ampliare il fatturato con altre attività, non è stato pensato per una squadra di calcio.”

 

https://www.change.org/p/torino-football-club-granatizzazione-stadio-olimpico-grande-torino

 

(foto: il Torinese)

Donne in prima linea a Palazzo Madama

matilde-donne-madamaCONTEMPORANEA / Di Maria Cristina Strati

Quando si parla di sguardo femminile sulle cose, una visione tradizionale ma del tutto limitata del mondo fa subito venire in mente immagini rassicuranti, legate a temi come la maternità o la famiglia e collocate in atmosfere alternativamente sdolcinate o superficiali, da pubblicità. Le cose però non sempre stanno così, anzi, quasi mai. Esiste una capacità di testimoniare, leggere e affrontare la realtà concreta, anche e soprattutto nei suoi aspetti più duri, a volte persino cruenti e disperati, che è propria del femminile. Esiste una forza, nel combattere le avversità, che è propria delle donne e ha a che fare con la pietas, la solidarietà, la capacità di partecipare e condividere anche il dolore altrui senza tirarsi indietro, senza voltare lo sguardo, che non si arrende mai e cerca ovunque bene e bellezza.

Fino a metà novembre, la corte medievale di Palazzo Madama a Torino ospita una mostra dedicata alle donne fotoreporter di guerra. Sono esposte circa settanta immagini fotografiche, opera di quattordici donne che lavorano documentando situazioni umanitarie tragiche ed estreme in luoghi di guerra.

Le autrici delle opere selezionate dai curatori sono: Linda Dorigo, Virginie Nguyen Hoang, Jodi Hilton, Andreja Restek, Annabell Van den Berghe, Laurence Geai, Capucine Granier-Deferre, Diana Zeyneb Alhindawi, Matilde Gattoni, Shelly Kittleson, Maysun, Alison Baskerville, Monique Jaques e Camille Lepage. L’esposizione porta il titolo In prima linea, e di questo si tratta. Gli scatti nascono tutti da situazioni di prima linea, in cui le fotoreporter lavorano calandosi nelle situazioni di crisi concreta, testimoniando attivamente ciò che accade anche a costo di mettere a rischio la propria personale incolumità. Nonostante la crudezza dei temi, tuttavia, l’impegno e la serietà rappresentate dalle opere in mostra non pregiudicano, ma anzi esaltano la qualità artistica e la bellezza delle immagini.

annabel-donne-madama

Così l’arte entra in gioco nell’universo della guerra e del dolore umano, che giocoso certo non è. Lo sguardo di chi fotografa rende paradigmatico il dolore, e in tal modo gli restituisce appieno la dignità e il profondo valore che la sofferenza rischierebbe di appannare. Il soldato, il profugo, la vedova,una volta ritratti diventano tutti i soldati, i profughi, le vedove del mondo. In senso concreto o metaforico, i loro sentimenti, le loro paure e il loro dolore acquistano un senso universale, divenendo paradigmatici. Ma la fotografia non si ferma qui. L’obiettivo è sempre tenacemente volto a scovare corrispondenze, armonie, coerenze di luci e spazi, e procede scovando la bellezza dove essa si nasconde, nelle pieghe dei volti o nei paesaggi desolati, donando una visione e una voce a coloro che visione e voce non hanno o non possono avere.

La mostra, che inaugura dopo quella fortunata su Marylin Monroe, s’inscrive nel progetto più ampio di una serie di visioni sul femminile, cercando di cogliere ed esaltarne alcune delle varie e diverse sfaccettature . In questo caso, si può certo dire che la femminilità dello sguardo di chi fotografa si coglie nel fiero rispetto, nell’attenzione profondamente umana alla relazione. E il bello è che la capacità di guardare l’altro dritto negli occhi qui si gioca sul duplice piano: tra chi fotografa e i chi o che cosa viene fotografato, ma anche tra chi fotografa e chi le immagini le guarda e le fruisce.

maysun-donne-madama

Così, in questo incrocio di sguardi, il terreno delle coscienze troppo spesso addormentate, senza retorica, si fa fertile e fecondo. Le testimonianze che fino a troppo pochi anni fa sarebbero rimaste per forza taciute, rivendicano diritto di parola e parlano di una possibilità di relazione tra persone, mondi, situazioni storiche e politiche. Insomma, ciò che nel nostro mondo contemporaneo post-globalizzato e profondamente in crisi, non solo economica, non possiamo non avvertire come una profonda e urgente necessità.

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Le foto, dall’alto:

Matilde Gattoni © donne siriane fuggite in Libano

© ANNABELL van den Berghe Syria

© Maysun – Egitto

In prima linea – Donne fotoreporter in luoghi di guerra

a cura di Andreja Restek, Stefanella Campana e Maria Paola Ruffino

Corte medievale di Palazzo Madama

Piazza Castello, Torino

7 ottobre 2016 – 13 novembre 2016

Orario visite: lun-dom 10.00-18.00, chiuso il martedì. La biglietteria chiude 1 ora prima

Biglietto mostra: intero 10 euro, ridotto 8 euro

Biglietto mostra+museo: intero 14 euro, ridotto 12euro

 

Visite guidate: domenica 23 ottobre ore 15.30 – singoli

Sabato 29 ottobre ore 15.30 – Abbonati Musei Torino Piemonte (info e prenotazioni: tel. 800.329.329)

Domenica 6 novembre ore 15.30 – singoli

Costi: visita guidata euro 4 + ingresso alla mostra

Info e prenotazioni: tel. 011.5211788; prenotazioniftm@arteintorino.com

www.palazzomadamatorino.it

www.fondazionetorinomusei.it