Volutamente ho messo un titolo in latino (una nota sentenza di Orazio, che significa “c’è una giusta misura in tutte le cose”) per le ragioni che capirete più avanti. Quello che sto per esporre, in buona sostanza, è una risposta all’articolo di Luca Ricolfi (Docente Universitario all’Università di Torino) intitolato “Liceo Classico: no, i problema non è il latino”, apparso su “Il SOLE 24 ORE, lo scorso 18 ottobre. Va da sé che diventa anche una risposta ad una lettera appello (di alcuni mesi fa) di Luigi Berlinguer dell’ex Ministro alla Pubblica Istruzione contro l’abolizione della traduzione dal latino e dal greco (la più temuta prova scritta) alla maturità e della conseguente lettera-appello (che ha già raggiunto un certo numero di firme).

La lettera-appello la scriverei invece all’attuale Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, semplicemente inoltrando queste mie righe. Ho insegnato Matematica e Fisica per più di 20 anni al Liceo Classico di Verbania, ho discusso spesso, qualche volta anche in modo acceso, con qualche collega di materie letterarie. Il collega Ricolfi, che è docente universitario di Psicologia e Matematica a Torino, forse ignora che, sistematicamente, al primo incontro con gli alunni, rivolgevo una domanda che chiamerei “classica” (un gioco di parole….): “Come mai avete scelto il Liceo Classico ?” Ci credete che quasi metà classe, sistematicamente mi rispondeva (beata ingenuità….): “Perché c’è poca matematica, prof !” .Come dar loro torto (al fatto, non al loro criterio di scelta), basta dare un’occhiata al quadro orario (vedi sotto), ancora ufficiale, anche se, in alcuni Licei italiani qualche piccola aggiunta (un’ora di matematica in qualche classe) è stata fatta. Ma se guardate le ore di greco e di latino, in tutte le classi, provate a fare un confronto e datevi una risposta da soli. La mia risposta, di solito era: “E’ vero che ce n’è poca, ma quella poca, si deve fare bene”. Poi, la risposta, dolente e cocente, la scoprivano più avanti, prendendo voti bassi nei compiti di latino e di greco, fino alla “pesante” prova scritta della maturità. Di matematica e di fisica, per la maturità, ne dovevano (e ne devono, io sono ormai in pensione) preparare poca o niente. E così si va avanti, dalla riforma Gentile (1923), prepariamoci a festeggiare la ricorrenza: un secolo esatto. Sono d’accordo di non ascoltare alunni e genitori che vogliono “abbassare l’asticella” cioè rendere tutto più facile, ma non sono assolutamente del parere di continuare di questo passo. E’ tutta la scuola da rivedere e da riformare. Il greco e il latino, saranno pure formativi ma, in pochi anni, la matematica, l’informatica e la fisica hanno fatto passi da gigante: o lasciamo che i pargoli sfruttino solo le applicazioni (smartphone, messaggi e stupidaggini tutti i giorni, a partire dalla scuola elementare): non c’è materia formativa e necessaria più della matematica; lasciamo pure che imparino anche il greco e il latino, sono le radici della nostra civiltà ma …. La culla della matematica la si trova proprio in Grecia e presso gli Antichi Egizi. C’è una misura giusta in tutto, teniamoci aggiornati anche con gli altri modelli europei e piantiamola di fare sterili polemiche. Anche allo Scientifico ci sono programmi e orari da rivedere, cominciando proprio dalla prova scritta di Matematica: i docenti sono costretti a preparare gli inconsapevoli alunni a fare una sorta di gara (talvolta anche con regole sbagliate da chi prepara le prove stesse di maturità), mentre potrebbero dedicare le stesse ore a compiti ben più interessanti e istruttivi. Non tutti coloro che superano la maturità scientifica, si iscrivono ad ingegneria, anzi…. Quando necessario, certi argomenti di matematica possono affrontarli poi all’università. Tornando, in generale, alla preparazione degli studenti, non mi stupisce l’esperienza del Ricolfi, che dice così” Quel che vedo è terribile. Ci sono studenti, tantissimi studenti, che non hanno alcun particolare handicap fisico o sociale eppure sono irrimediabilmente non all’altezza dei compiti cognitivi che lo studio universitario ancora richiede in certe materie…”. Caro collega, non mi sorprende, sono d’accordo con lei; ma mi sembra inutile firmare o non firmare la petizione. Bisogna che, al Governo, al Ministero, comincino a rimboccarsi le maniche!
Elio Motella
Liceo Classico – ORARIO SETTIMANALE
Nella prima riga, la nuova suddivisione; nella seconda la vecchia GINNASIO – LICEO. Alcune scuole usano ancora la vecchia.
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IV |
V |
I |
II |
III |
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| MATERIA ↓ |
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| Lingua e lettere italiane | 5 | 5 | 4 | 4 | 4 |
| Lingua e lettere latine | 5 | 5 | 4 | 4 | 4 |
| Lingua e lettere greche | 4 | 4 | 3 | 3 | 3 |
| Lingua e letteratura straniera | 4 | 4 | . | . | . |
| Storia | 2 | 2 | 3 | 3 | 3 |
| Geografia | 2 | 2 | . | . | . |
| Filosofia | . | . | 3 | 3 | 3 |
| Scienze naturali, chimica e geografia | . | . | 4 | 3 | 2 |
| Matematica | 2 | 2 | 3 | 2 | 2 |
| Fisica | . | . | . | 2 | 3 |
| Storia dell’arte | . | . | 1 | 1 | 2 |
| Religione | 1 | 1 | 1 | 1 | 1 |
| Educazione fisica | 2 | 2 | 2 | 2 | 2 |
| TOTALE ORE SETTIMANALI |
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27 |
28 |
28 |
29 |

Una curiosità : per il nome Morris si ispirò a quello di Luciano Locarno, sceriffo di origine italiana che visse tra il 1860 e il 1940. Oltre al fumetto sono state realizzate diverse serie animate, una serie Tv e due film diretti e interpretati da Terence Hill e Jean Dujardin. Ma sono i fumetti a fare davvero la storia. Decine e decine di albi d’avventure dove, accanto a Lucky Luke, sono comparsi anche personaggi “storici” del vecchio west (da Billy the Kid a Calamity Jane, da Buffalo Bill a Jesse James). Dopo la morte di Goscinny, nel 1977, in molti si cimentarono ai testi che accompagnavano le strisce
disegnate da Morris. Nel 2001 venne poi a mancare anche il creatore di Lucky Luke che, dall’inizio della sua lunga avventura, era stato il suo unico disegnatore. Prima di morire, il fumettista belga, espresse la volontà che la serie proseguisse anche dopo la sua scomparsa. Fu così che nacquero “Le avventure di Lucky Luke dopo Morris”. Ai testi si sono misurati Laurent Gerra, Daniel Pennac e Tonino Benacquista, mentre , per i disegni, l’erede dell’autore belga è stato individuato in Achdé (pseudonimo di Hervé Darmenton). Grazie a loro, a settant’anni dalla sua prima apparizione – tra fuorilegge, indiani, deserti e malfamatisaloon
Il bimbo è stato partorito vivo, e poi ucciso, lo scorso 4 ottobre, quando i carabinieri lo hanno trovato nell’armadio di un appartamento di Torino
Il
La Città di Torino ospite d’onore al Global Islamic Economy Summit 2016 (Gies), uno dei principali eventi di discussione della finanza islamica, svoltosi a Dubai la settimana scorsa. Lo dimostra anche la programmazione dell’intervento di apertura del Convegno con il sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ha parlato di opportunità e di interessi per uno sviluppo comune del territorio.
Con gli ultimi sei bilanci aziendali approvati nella seduta della Giunta regionale di oggi (aziende ospedaliere universitarie San Luigi di Orbassano e Maggiore di Novara, azienda ospedaliera S. Croce di Cuneo e Asl TO4, Biella, Asti) la Regione Piemonte ha completato per il servizio sanitario regionale l’iter istruttorio di approvazione di tutti i bilanci dell’esercizio 2015
infermieri, si sono sostituiti solo alcuni di coloro che sono andati in pensione. E nemmeno tutti. Attendiamo di vedere cosa saranno queste 500 nuove assunzioni per il 2017, ma chiediamo all’assessorato più serietà, senza abbandonarsi alla facile propaganda fatta con dei dati parziali”.
Per il secondo anno consecutivo – in occasione della giornata mondiale per l’eradicazione della Poliomielite – il Rotary Club Torino Lagrange ha organizzato la proiezione sulla Mole Antonelliana del logo internazionale “End Polio Now”. Dalle 18 di ieri 23 ottobre 2016 fino alle ore 2 di questa mattina, è stato proiettato infatti, sulla cupola della Mole (dal lato che si affaccia su via Po), il significativo logo “End Polio Now” affiancato dal conosciuto e autorevole logo del Rotary Internetional. L’idea è nata dalla volontà di associare il simbolo che più rappresenta la città di Torino (la Mole Antonelliana) ad un progetto internazionale di grande spessore come quello della lotta contro il terribile virus della Polio, malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini in alcune parti dell’Africa e dell’Asia meridionale. L’iniziativa Global Polio Eradication è portata avanti da un partenariato pubblico-privato che comprende, oltre al già citato Rotary International, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’UNICEF e la Bill & Melinda Gates Foundation.
Subito dopo l’evento, il presidente del Rotary Club Torino Lagrange, Riccardo Ruscalla, ha dichiarato : ” Sono molto soddisfatto del riscontro avuto per questa iniziativa. Il nostro intento è quello di continuare con lo stesso impegno e la stessa tenacia di sempre a sensibilizzare la gente su un progetto così importante, in modo da poter sperare – in un futuro non troppo prossimo – l’eliminazione definitiva di questa malattia in tutto il mondo”. Purtroppo non esiste una cura definitiva per questa malattia, ma con soli 60 centesimi di dollaro un bambino può essere protetto per tutta la vita grazie al vaccino orale. Il Rotary, organizzazione di servizio umanitario con circa 34.000 club in oltre 200 Paesi e aree geografiche, ha fatto dell’eradicazione della Polio la sua priorità assoluta. Dal 1985 fino ad oggi i risultati sono stati sorprendenti e soddisfacenti tanto da poter affermare che nel 2016 si è finalmente vicinissimi all’eliminazione della Polio: le Americhe sono state dichiarate libere dalla polio nel 1994, la regione del Pacifico occidentale nel 2000 e l’Europa nel 2002. Solo in tre Paesi (Nigeria, Afghanistan e Pakistan) non è stata ancora interrotta la trasmissione del poliovirus. Quella di ieri è stata un’iniziativa importante ed ammirevole da parte del Rotary che, ad oggi, grazie alle innumerevoli ore di volontariato dedicate dai suoi membri e grazie anche a circa 1,2 miliardi di dollari donati, ha permesso di immunizzare oltre due miliardi di bambini in 122 Paesi.


Se scrivo questo articolo, posso farlo per due motivi: uno semplice e poco affascinante per il lettore, l’altro molto più coinvolgente. Il primo: lo stato di salute e la passione per la scrittura mi permettono ancora di farlo. Per il secondo, bisogna ripensare all’ultima guerra
Da questa settimana il Torinese inizia a pubblicare alcune poesie di Alessia Savoini
C’era una volta, in un definito punto del respiro cosmico, l’intima illusione di rimanere. Solo l’audace nel suo ammirare il blu cielo si chiede quanto lontano stia guardando e il suo fluire scorre nelle vene dell’universo. Pulsa nell’esplosione delle stelle e scalpita nei piedini del feto, che si fa largo nel grembo della madre terra, a germogliar sulle più alte vette un seme, a cui prima o poi verrà voglia di svegliarsi.