“Aver risanato il bilancio, impresa di cui ringrazio ancora il vicepresidente Reschigna e tutta la giunta per l’impegno, ed essere usciti da piano di rientro della Sanità, non significa solo aver messo questo veicolo in grado di camminare ma ha conseguenze ben più profonde”
Il presidente della regione Sergio Chiamparino, nel giorno dell’approvazione del bilancio di previsione è soddisfatto ma si dice consapevole della difficile situazione economica: “Mi sembra che non ci sia sufficiente consapevolezza della gravità della situazione economico-finanziaria della nostra regione, e degli sforzi che si sono dovuti fare per rimettere la nostra macchina amministrativa in grado di procedere. Un’impressione che mi viene anche da alcuni fatti che mi sono capitati e da persone con cui ho parlato: evidentemente la nostra serietà nel gestire l’emergenza in questi due anni ha trasmesso un messaggi positivo sulla situazione dei conti, però il risvolto negativo e che non c’è ancora una più diffusa sensibilità di quello che abbiamo dovuto e dovremo ancora affrontare. Lo dico con molta chiarezza: è uno scarto che sento e che non mi fa certo felice”.
Prosegue Chiamparino: “Aver risanato il bilancio, impresa di cui ringrazio ancora il vicepresidente Reschigna e tutta la giunta per l’impegno, ed essere usciti da piano di rientro della Sanità, non significa
solo aver messo questo veicolo in grado di camminare ma ha conseguenze ben più profonde. Ad esempio: i fondi europei sono tutti cofinanziati, e riguardano lo sviluppo dell’innovazione, della coesione sociale, la crescita dell’ agricoltura; abbiamo in Finpiemonte uno strumento in più che facilita l’accesso al credito, e che ci permette di affrontare temi cruciali come il venture capital; abbiamo gli investimenti sugli ospedali piemontesi, progetti che, in diverse fasi di sviluppo, rispondono a quelle che riteniamo essere le esigenze del nostro territorio, e sono progetti che sono orgoglioso di poter lasciare da completare a chi verrà dopo di noi.
Non sto facendo oggi un conto ragionieristico, e lo dico da ragioniere, ma sto descrivendo una situazione che ha ripercussioni importanti sul piano politico ed economico, perchè tutto questo è avvenuto senza ridurre, anzi aumentando la spesa sociale (ad esempio il fondo per la morosità incolpevole), sviluppando la programmazione ambientale, dando nuovo impulso al trasporto metropolitano con la procedura competitiva per il nodo ferroviario di Torino (e siamo la prima regione in Italia a seguire questa strada), organizzando con Toti e Maroni una cabina di regia sulla logistica che permetterà al Piemonte di avere un ruolo cruciale nello sviluppo del NordOvest. “
Un endorsement gli giunge dal capogruppo Pd e segretario regionale dem, Davide Gariglio:
“Abbiamo presentato un bilancio responsabile, senza tagli lineari ma con scelte politiche mirate”Come maggioranza abbiamo voluto
sostenere alcuni settori che riteniamo fondamentali, tra questi: il diritto allo studio, i piccoli comuni, le politiche sociali, l’edilizia sociale, il fondo di morosità incolpevole che viene raddoppiato con 4 milioni e il trasporto pubblico su cui sono state aggiunte risorse per l’acquisto di nuovi bus. Rimediare ai guasti del passato – rimarca – era la missione di questo bilancio. Quanto fatto credo debba essere apprezzato: pagare i propri debiti non è solo un’esigenza etica, me è anche un fattore di sviluppo. Oggi possiamo dire finalmente di essere fuori dalle incertezze finanziarie – conclude – si tiene in piedi la macchina regionale e al contempo si creano le condizioni per dare risorse alla nostra comunità attraverso importanti investimenti”.
Critiche le opposizioni: Dice la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino (FI): “molti i piemontesi vivono sulla propria pelle gli effetti della crisi.La Regione e il Governo sono le istituzioni che più di altre devono mettere sul campo non solo risorse, ma soprattutto progetti che sappiano guardare avanti. Non è un buon segnale il bilancio di previsione in aula in
questi giorni in Consiglio regionale. E’ un bilancio senz’anima: al di là della freddezza dei numeri è privo di scelte e strategie per l’occupazione, l’innovazione, il rilancio economico attraverso la diversificazione che passa anche da cultura e turismo. Intanto la situazione di crisi nelle aziende piemontesi si aggrava sempre più, così come non si intravedono inversioni di rotta nel campo della disoccupazione giovanile. La Giunta regionale deve decidere quali sono le priorità per la crescita del Piemonte, senza trincerarsi dietro alla carenza di risorse che rischia di produrre solo tagli (come avvenuto per alcune strutture sanitarie e nella cultura) che depauperano il territorio”.
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Sessantatre milioni di nuovi investimenti per il Piemonte. Questo, in sintesi, il frutto del lavoro svolto dal Consiglio regionale insieme con l’assessore al Bilancio Aldo Reschigna, che ha recepito prima in Commissione, poi in Aula, alcune delle istanze provenienti da maggioranza e opposizione. In tutto, il Bilancio di previsione finanziario 2017-19, sommando gli investimenti già previsti nel testo di Giunta, consentirà di assicurare un totale di 100 milioni di euro di investimenti aggiuntivi rispetto allo scorso anno, anche grazie all’uscita dal Piano di rientro dei debiti della sanità. (www.cr.piemonte.it)
(foto: il Torinese)
Invece di darle ripetizioni ha abusato di una ragazzina di 13 anni, per diverse volte e per mesi, a Torino, nel 2015






In occasione delle vacanze pasquali e dei ponti del 25 aprile e del 1 maggio, la polizia stradale di Torino aumenta i controlli, in modo particolare sull’ A26, da Santhià a Genova, e sull’ A21, da Torino a Piacenza
Un bimbo di 20 mesi è stato azzannato da un cane Husky in via Crescentino a Torino, Barriera di Milano
Mercoledì 19 aprile alle ore 18, al Centro Pannunzio in via Maria Vittoria 35H, sarà consegnato il Premio “Francesco De Sanctis – Una vita per la cultura” al medico Gianfranco Falzoni,
Un libro che riaccende l’attenzione sulla “questione territoriale”.
servizi essenziali quali scuole, trasporti, sanità, e senza garantire uno sviluppo che si traduca in occupazione, vengono meno i fondamentali diritti di cittadinanza, con il risultato che qualunque iniziativa è votata al fallimento“. La tesi contenuta nelle quasi duecento pagine del libro è che proprio questi siano i nodi da sciogliere e che su questi temi si disputerà la partita del riequilibrio territoriale e del ruolo delle comunità locali. “L’attuazione di politiche in grado di garantire il diritto di opzione e la libertà di scelta di vita necessita di forme politiche che siano luoghi di rielaborazione del pensiero – sottolinea ancora l’autore di “Piccole Italie” – luoghi nei quali riformulare le prospettive all’interno di una visione di bene comune. Solo così la questione territoriale diventa questione nazionale, ed è per questo che le ‘piccole Italie’ possono contribuire in maniera decisiva a salvare la grande Italia“. Un libro utile, con riflessioni che saranno senz’altro in grado di stimolare un dibattito e promuovere scelte che consentano di superare lo strabismo che ha provocato quella disattenzione verso i territori e le periferie che in molti lamentano.
Durante le prossime festività pasquali, sabato 15 aprile, domenica 16 aprile, lunedì 17 aprile e martedì 18 aprile 2017, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino resterà sempre aperto

