Lo sciopero degli autostradali. Istruzioni per l’uso. Un comunicato alla stampa a favore degli automobilisti. A partire dalle ore 22 di lunedì di Pasquetta, 17 aprile, quando gli Italiani saranno di rientro nelle grandi città dopo il tradizionale “merendino”o dalle brevi ferie pasquali, i lavoratori delle autostrade sciopereranno sino alle ore 22 del giorno successivo, 18 aprile. Lo sciopero degli autostradali non è “contro” i cittadini automobilisti: anzi lo si potrebbe definire una protesta a favore degli automobilisti! Infatti in autostrada ci si astiene dal lavoro per richiedere il mantenimento della presenza fisica di addetti in tutti i caselli, addetti che le autostrade vogliono togliere per diminuire gli occupati. Una richiesta, quella dei lavoratori delle autostrade, che non può in alcun modo essere considerata “contro”, ma che è assolutamente a favore del servizio alla sicurezza e alla soluzione di qualsiasi anomalia che si presenti alle persone che utilizzano il servizio pubblico delle autostrade. Queste non sono di proprietà dei Concessionari, ma sono un bene pubblico, cioè di tutti, che lo Stato gestisce attraverso varie soluzioni, come l’Anas o società private che si impegnano a garantire manutenzione e fluidità del traffico a fronte dell’incasso dei pedaggi. Quindi uno sciopero a favore dei cittadini anche perché gli addetti alla viabilità, le sale radio e i tecnici che fanno funzionare tutti gli strumenti necessari alla sicurezza
saranno regolarmente al lavoro e qualsiasi coda venisse a crearsi sarà solo colpa dei Concessionari che non apriranno le sbarre delle piste normalmente occupate dai “casellanti”, solo per non perdere neanche un centesimo di pedaggio. Fra l’altro il costo del lavoro del personale delle autostrade (tutto il personale) è un valore che si aggira intorno al 10% dei costi totali e la sua riduzione non rappresenta un elemento decisivo per il funzionamento di aziende che in questi anni di crisi hanno continuato a macinare utili e a far lievitare i pedaggi. Perché mai allora non garantire il mantenimento del servizio agli automobilisti se a loro costa poco? Fra l’altro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è tecnicamente il “padrone” che dà in concessione le autostrade, ha di recente ribadito con una circolare vincolante per le concessionarie autostradali che ai caselli ci deve essere presenza fisica di personale di supporto e per la sicurezza nelle 24 ore e nei 365 giorni dell’anno… ma le autostrade vogliono tagliare quel costo. Peccato che sia anche una garanzia per i cittadini. Che hanno un alleato nei lavoratori autostradali.
Sandro Gentili
Fit – Cisl



Mercoledì 19 aprile 2017 a Torino, alle ore 17.30 in Via Giolitti 19/a, arriverà un ospite speciale a parlare di un tema da affrontare in punta di piedi per uno sportivo abituato ai passi svelti ed eleganti che esegue sul parquet, e per portare una ventata di energia positiva al pubblico presente.
“Strada di grande comunicazione con caratteristiche simili a quelle di un’autostrada”: così la definizione del termine “Superstrada”, secondo il Vocabolario Treccani. Stiamo parlando di un’arteria importantissima per tutto il Verbano Cusio Ossola, che va da Gravellona a Domodossola, inaugurata nel 1990.
Se la nascita fu complicata, la sua vita non ha goduto di grande salute: i problemi sono sempre gli stessi, primo fra tutti la sicurezza. Sul banco degli imputati finisce il tratto in cui, a Domodossola, la strada passa da quattro a due corsie, tante volte teatro di incidenti, alcuni dei quali anche mortali, l’ultimo tre mesi fa. C’è il problema dell’acquaplaning quando piove e dopo poche ore la strada diventa una piscina; ma non solo. Come riferito in un precedente articolo, a seguito del colloquio con Marco Bragazzi, Comandante della Polizia Stradale del VCO: “Le leggi ci sono, dipende da come si applicano: la nostra superstrada è molto pericolosa e il limite dei 90 non viene rispettato.”
2004 al 2014 ndr)”c’era stato un grosso dibattito, alcuni sostenevano che avrebbe fatto morire il paese. Sicuramente una trasformazione, nel tempo, c’è stata “continua l’ex primo cittadino” le piccole attività hanno dovuto cambiare strategia di mercato; una nota positiva, per esempio, è che nel 2003 c’erano 2 ristoranti, adesso sono 9; sicuramente il traffico in paese risulta alleggerito”. “Sono anni che la percorro, quasi giornalmente” dice Claudio Azzoni, tecnico grafico di Domodossola “ a parte la possibilità di rendere più veloci gli spostamenti, non ha portato miglioramenti; l’asfalto è decente fin che non piove, poi diventa molto pericoloso, anche perché ci sono buche insidiose che non si notano; si tratta poi
soprattutto di guidare nel rispetto del codice”.


chimera, però, certe scelte di campo dipendono anche dai giornalisti, oltre che dai direttori ,non solo dagli editori: se essi sono schierati politicamente e addirittura partiticamente, non possono svolgere quel ruolo a cui diceva di pensare Ottone. Il mio amico e maestro Emilio R. Papa, allora docente di Storia dei partiti a Torino, parlava del “Corriere della sera” ottoniano, come di un modello di giornalismo attento alla completezza delle notizie. A me, già allora, non sembrava così e anche adesso non ritengo che storicamente, a tanti anni di distanza, si possa considerare il “Corriere” della diarchia Ottone -Fiengo un modello di giornalismo a cui guardare. Resta l’attenuante dei tempi difficilissimi in cui Ottone ha operato, ma il fatto che Montanelli avesse scelto in un’età già avanzata di fondare un giornale a difesa di certi valori, senza adeguarsi al clima, resta a testimonianza che anche altre scelte erano possibili. Era un uomo elegante, misurato e gentile, forse non adatto ai tempi di ferro e di fuoco in cui si trovò ad operare. “La Repubblica”, dove approdò dopo il 1977, ebbe il merito di dire subito che era un giornale di parte. Gli anni successivi lo dimostrarono e continuano a dimostrarlo pienamente.


Le parole dell’arcivescovo risuonano come un monito ispirato al pauperismo francescano (con riferimento al santo di Assisi e all’omonimo papa di origini piemontesi).
E’ stato presentato nei giorni scorsi l’Osservatorio Immobiliare Fiaip Torino alla presenza del Presidente Nazionale Paolo Righi
Torino, dove in media il valore degli immobili ha perso il 5,7% nell’ultimo anno.
precedenti. Se nel 2014 i box perdevano il 13% e nel 2015 il calo era dell’11%, nell’ultimo anno il valore medio in Torino è stato del -4%, sono infatti molte le zone ad aver stabilizzato il prezzo. 
Dal centro alla periferia più di 300 iniziative. III edizione
Antonio Pina, nell’ambito del progetto Giardino di lettura sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Dipartimento di Lingue dell’Università degli Studi di Torino e il Consolato del Portogallo in Italia. Torino che legge, che ha come obiettivo anche la valorizzazione di realtà, aree e spazi particolarmente strategici nell’opera di riqualificazione delle periferie, vede ulteriormente rafforzata la presenza dei quartieri, con le manifestazioni La 5 che legge, 6 che legge, Cavoretto legge, LeggerMente, LIBERinbarriera, Libri in corso, Libri in piazza, connotate da un forte radicamento territoriale, grazie alla sinergia fra i diversi soggetti coinvolti nella filiera del libro. Particolarmente significativa è inoltre la presenza delle scuole, grazie alla collaborazione con il MIUR-Direzione Scolastica Regionale per il Piemonte e con TorinoReteLibri.
e della valorizzazione del patrimonio già disponibile, mettendo a disposizione un catalogo di racconti, articoli, immagini e suggestioni sulla città, gratuitamente scaricabili attraverso QrCode da manifesti, volantini e sticker disseminati in svariati luoghi cittadini: un ulteriore accattivante invito a scoprire nuove letture. Nella stessa settimana si svolgerà Roma che legge, manifestazione gemella nata lo scorso anno sempre su proposta del Forum del Libro, per raccogliere e rilanciare nella capitale l’efficace esempio della “rete” torinese.