
Da questi frutti rossi, belli, gustosi un dessert delicato, raffinato molto morbido e fresco
Come resistere a fragole e lamponi? Da questi frutti rossi, belli, gustosi un dessert delicato, raffinato molto morbido e fresco dalla consistenza di una mousse, facile da preparare, bello da presentare guarnito con ciuffi di panna montata, ideale per un fine pasto proprio da…trionfo!
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Ingredienti per la bavarese:
250ml di latte fresco intero
250ml di panna fresca da montare
500gr. di fragole e/o lamponi
12gr. di gelatina in fogli
100gr.di zucchero a velo
zeste di limone
Decorazione:
250gr. di panna fresca da montare
poco zucchero
fragole o lamponi interi
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In una ciotola mettere in ammollo i fogli di colla di pesce in acqua molto fredda e lasciar ammorbidire. Lavare delicatamente le fragole o i lamponi metterli nel frullatore con lo zucchero a velo e frullare. Scaldare il latte con la scorza del limone, aggiungere la gelatina ben strizzata, mescolare bene e filtrare con un colino a maglie fitte. Mescolare al latte raffreddato il frullato e aggiungere la panna leggermente montata. Prendere uno stampo da ciambella e bagnare l’interno con acqua fredda. Versare il composto nello stampo, coprire con pellicola e porre in frigorifero per 12 ore. Prima di servire, immergere in acqua calda (fino al bordo) lo stampo per pochi secondi poi, capovolgere la bavarese sul piatto da portata. Decorare a piacere con fragole o lamponi e fiocchi di panna montata.
Paperita Patty



In Turingia, presso Nordhausen, a sud dell’Harz, la più settentrionale delle catene montuose tedesche, dove si dice che in una grotta riposi Federico Barbarossa, si trova Dora Mittelbau, un lager nazista “dimenticato” per decenni
combustibile), con un carico di una tonnellata d’esplosivo – venivano costruite nei due grandi tunnel sotterranei, lunghi circa tre chilometri e collegati fra loro da una quarantina di gallerie, al riparo dalle incursioni alleate. La sigla V2 stava per Veegeltungswaffe 2( traducibile in “arma di rappresaglia n. 2“, da un’idea del ministro della propaganda del Reich, Joseph Goebbels). All’interno del campo lavorarono anche importanti scienziati nazisti, tra i quali Wernher von Braun, il “padre” della V2, al quale, secondo molti, si deve in parte il progresso scientifico aerospaziale che ha permesso all’uomo di andare sulla Luna. Da quei lunghi tunnel uscirono 5.789 micidiali V2 che, in gran parte furono lanciate su Londra e Anversa. Un lavoro massacrante per i deportati, costretti a vivere in condizioni disumane nelle caverne, senza vedere la luce per mesi. Spesso perivano nelle gallerie per il troppo lavoro, per la cattiva alimentazione e per le percosse. Tra la fine dell’agosto 1943 e l’aprile del 1945 transitarono
Norimberga, unico lager che non venne citato. Un oblio durato fino a pcoh anni dalla caduta del muro di Berlino e della riunificazione tedesca. Ora le gallerie sono in parte visitabili e accanto c’è un memoriale. Il lungo silenzio, però, pesa come un macigno. Molte testimonianze sostengono che sia stata la conseguenza dell’invenzione delle V2 , antesignane dei missili balistici (nel 1969 l’uomo arrivò sulla Luna spinto dal razzo Saturno 5, progettato 






