Uno striscione di protesta dei lavoratori Comital è appeso da oggi pomeriggio tra il palazzo comunale di Volpiano e la chiesa parrocchiale. Commenta il sindaco Emanuele De Zuanne: «Abbiamo immediatamente accolto la richiesta delle organizzazioni sindacali per dare visibilità alla
loro battaglia in seguito ai licenziamenti annunciati. Con questo gesto intendiamo sottolineare la solidarietà dell’Amministrazione comunale ai 138 lavoratori coinvolti in questa incredibile vicenda che offende la loro dignità».
Ruffino: “Iniziative di prevenzione per la siccità”
“Non possiamo permetterci che la siccità comprometta le colture in Piemonte. Un rischio che va contrastato nell’immediato, ma soprattutto nel lungo periodo, con interventi non di emergenza ma strutturali”. Lo sostiene la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino (FI). “La proposta che giunge dalle associazioni agricole per collocare bacini di raccolta e di trattenimento delle acque, di media e
piccola dimensione distribuendoli capillarmente sul territorio, laddove ci sia necessità e nel rispetto dell’ambiente, potrebbe rappresentare una valida soluzione ad una problematica che si fa sempre più pressante”, aggiunge la vicepresidente. “Si tratterebbe anche di una buona risposta alla dispersione delle risorse idriche, molto forte anche nella nostra regione. Un confronto tra Regione, agricoltori e Comuni – conclude Ruffino – potrebbe dare corso alla realizzazione di un progetto di vitale importanza per l’agricoltura piemontese”
A Torino l’operazione “Città Sicure” coordinata a livello nazionale dalla polizia tra il 7 e il 9 agosto ha portato a sette arresti, undici denunce, controlli su centinaia di persone e 2.700 autoveicoli. in città, uno dei tredici centri interessati, sono stati impegnati centinaia di agenti degli uffici investigativi della Squadra Mobile e dei Commissariati, oltre a equipaggi preposti all’attività di prevenzione generale come le squadre volanti e il Reparto prevenzione crimine. Tra le sette persone arrestate, di cui cinque per reati contro il patrimonio, tre sono georgiani di età compresa fra i 25 e i 34 anni specializzati nei furti negli appartamenti. Avevano con sé una pistola rubata in un alloggio, arnesi da scasso e una modesta quantità di hashish e marijuana. Migliaia di agenti sono stati impegnati in tutta Italia con controlli e posti di blocco: 50 arresti e 128 persone denunciate per vari reati.
(foto: il Torinese)
Benassi saluta il Torino
Benassi ringrazia e giura che “il Toro è e sarà per sempre una parte di me.Ma sono scelte difficili, Scelte inevitabili”. Dopo tre stagioni il capitano Marco Benassi saluta il Torino, che lo ha ceduto alla Fiorentina. “Sembra facile dire ciao – commenta il calciatore su Instagram -. Ma salutare è difficile. Lo è quando si è vestito con orgoglio e rispetto una maglia come quella granata, quando ci si è sentiti accolti da una straordinaria tifoseria, quando si respira aria di famiglia e di casa. Lo è ancora di più quando il tempo, la vita e le circostanze ti portano ad andare via”.
Fondi milionari confiscati al “re delle truffe”
Su disposizione del tribunale di Torino, la Guardia di finanza ha confiscato nei giorni scorsi alla sua convivente, una quarantenne russa , fondi azionari per 1,6 milioni. Lui è chiamato il “mago delle truffe”, M.P., 60 anni, nato in Calabria, con precedenti per assegni a vuoto, estorsione, riciclaggio. La coppia, usufruendo della normativa sullo scudo fiscale, aveva fatto rientrare da un conto in Svizzera una ingente somma di denaro, probabile frutto di attività delittuose, facendo scattare così la procedura prevista dal codice antimafia. Già nel 2015 alla coppia erano stati confiscati nove immobili, tra i quali un grande appartamento di via Garibaldi, un Suv e diamanti contenuti in una cassetta di sicurezza per un valore complessivo di 2,2 milioni di euro.
Torino, muore donna travolta da furgone
Aveva 53 anni la donna di origine marocchina che è stata travolta e uccisa ieri sera da un furgone mentre attraversava corso Giulio Cesare all’angolo con via Bra, Barriera di Milano. Alla guida del mezzo, un venticinquenne, anche lui marocchino, fermatosi per prestare i soccorsi. E’ risultato negativo all’alcoltest alcolemico. La donna deceduta dopo essere stata trasportata all’ospedale San Giovanni Bosco. La polizia municipale è alla ricerca di testimoni .
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Non è forse un fatto casuale che nella Torino che celebra Gramsci e Gobetti, gli autori della vulgata antirisorgimentale per eccellenza,la notizia della istituzione da parte della Regione Puglia di una giornata della memoria sudista sia passata nella totale e disinformata indifferenza. Eppure Torino fu anche la città- crogiuolo del Risorgimento dove il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia . Al Consiglio Regionale della Puglia i 5 Stelle hanno ripreso la proposta incredibile del loro padre- padrone di cui scrivemmo in altra occasione :istituire una giornata dedicata alle vittime meridionali dell’Unità nazionale ,criminalizzando l’atto fondativo della Nazione italiana e riscattando così il brigantaggio meridionale, per dirla con le parole dell’editore pugliese Alessandro Laterza che ha levato da Bari un grido di dolore che a Torino non è mai giunto e che nessuno finora ha ascoltato.Un revisionismo
privo di qualsiasi significato storico,molto rancoroso quanto privo di fondamento reale.In sintesi, becero. La sindaca Appendino in marzo ,davanti al monumento torinese a Mazzini, tesse invece le lodi del Risorgimento,andando controcorrente. Fu una voce isolata.
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Che la proposta parta da Grillo non c’è motivo di stupirci,ma che quasi l’intento Consiglio Regionale – con il presidente Michele Emiliano in testa- la approvi ,crea disagio e incredulità . I voti contrari sono stati troppo pochi e questo fatto rivela la distrazione e l’ignoranza storica di consiglieri regionali a cui non doveva sfuggire l’aspetto miope,gretto,eversivo dell’iniziativa che ogni anno il 13 febbraio- data della caduta di Gaeta ,ultima trincea borbonica dopo la sconfitta al Volturno – ricordera’ i meridionali che perirono,diciamo così , a causa del Risorgimento. Il nuovo Regno nacque gracile e dovette difendersi da nemici interni ed esterni.Era un castello di sabbia che doveva essere difeso. Lo sforzo titanico di Cavour e dei suoi successori – certamente a lui non confrontabili -fu quello di creare dal nulla uno stato unitario dopo secoli di divisioni e dominazioni
straniere. Per altri versi non va dimenticato che le provincie meridionali arrivarono al nuovo Regno per iniziativa di Garibaldi che ,partito con mille uomini da Quarto, giunse al Volturno con un esercito di volontari di circa 20-25 mila volontari.Il brigantaggio meridionale finanziato da Franceschiello -rifugiatosi presso il Papa a Roma- e appoggiato da una parte cospicua del clero fu una minaccia mortale a cui il nuovo Regno dovette rispondere con tutta la risolutezza necessaria. Furono gli “anni di piombo” dell’800 italiano e si dovette mobilitare l’Esercito per estirpare un cancro che avrebbe vanificato lo stesso moto risorgimentale .Ci fu sicuramente qualche eccesso,ma il quadro entro il quale agivano i briganti non era certo all’insegna di valori umanitari ad essi sconosciuti. Era gente sanguinaria e barbara che non meritava particolari pietà .
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La classe dirigente reagì, inviando la truppa perché l’emergenza lo richiedeva ed è storicamente insostenibile la tesi di chi la critico ‘ perché non seppe fare riforme sociali. In quel contesto emergenziale non c’era che la strada obbligata dell’uso della forza per ripristinare l’autorità dello Stato e il controllo del territorio.Il Piemonte sabaudo,se ebbe delle colpe,soprattutto ne ebbe una,quella di non aver saputo rendere più “piemontese” l’Italia,facendo superare la matrice levantina ed anche africana di parte del Mezzogiorno. Chi lo critico’ per aver piemontizzato l’Italia,non capì che il problema da risolvere era quello di portare il buongoverno subalpino nelle provincie meridionali .Dopo pochissimi anni dall’Unita’ capito’ invece il contrario ,cioè la contaminazione del sistema statale da parte di logiche perverse derivanti dal malgoverno
borbonico,se non addirittura spagnolesco. La giornata della memoria pugliese destinata forse ad estendersi ad altre regioni del Sud rivela il livello in cui è caduta la classe politica e la sua totale mancanza del senso della storia e dello Stato. Può anche significare avallare i rigurgiti neo borbonici che lo storico napoletano Giuseppe Galasso ha severamente ed autorevolmente condannato. Il sostenere il fallimento del Risorgimento ,come scriveva il giovane Gobetti ,rivela una incapacità a comprendere il maggiore insegnamento che viene proprio dalla storiografia meridionale di Adolfo Omodeo e di Rosario Romeo. Omodeo “In difesa del Risorgimento” aveva stroncato il “Risorgimento senza eroi” del giovane torinese,valutandolo come una “storiografia dei giornalisti”. Romeo aveva dimostrato con rigore storiografico che le tesi gramsciane della conquista regia e della rivoluzione fallita erano ideologiche e storicamente inconsistenti. Soprattutto anche un confronto con l’oggi dimostra in modo inoppugnabile come la scelta risorgimentale ed unitaria sia stata l’unica capace di garantire un graduale,inarrestabile miglioramento del Sud ,malgrado gli errori,le ruberie,le insufficienze delle sue classi dirigenti e la stessa presunta insensibilità dello Stato unitario verso il Mezzogiorno.
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La eliminazione delle cattedre universitarie di Storia del Risorgimento e la compressione nei programmi liceali dell’800 a favore del ‘900 voluta dal ministro Berlinguer,hanno fatto regredire non solo la ricerca,ma anche la semplice,elementare conoscenza storica. Il commissariamento dell’Istituto nazionale per la Storia del Risorgimento e’ anch’ esso un segnale allarmante ,anche se la sua lenta agonia in questi ultimi anni e’ stata umiliante .La concentrazione esclusiva sulla storia
contemporanea rischia davvero di far perdere la capacità di leggere il passato senza lasciarsi influenzare dagli ignoranti e dagli improvvisatori che si dilettano di storia senza conoscere nulla. I consiglieri regionali pugliesi hanno dato retta non agli storici ,ma ad un comico portato in scena dalla consigliera grillina Antonella Laricchia con un intervento sgrammaticato che tradisce molta ignoranza. Se non si leggesse il resoconto stenografico del Consiglio regionale,si resterebbe increduli. Il magistrato -presidente Emiliano che esprime pieno assenso alla giornata ,resta un altro fatto incredibile: forse neppure Vendola avrebbe approvato che venissero aggredite la storia e la verità in modo così volgare e grossolano. Mentre a Torino i processi sommari al Risorgimento piacciono ai gramsciani nostrani che non hanno aperto bocca,la prof. Lea Durante, presidente della International Gramsci Society ,ha condannato la proposta imbastita a Bari ,anche con il supporto di citazioni gramsciane da lei considerate “improprie”, e considerata una riabilitazione di fatto del regime borbonico. Una strana eterogenesi dei fini in cui gli ignoranti ottengono effetti non voluti esattamente opposti da quelli che si erano proposti di raggiungere.
quaglieni@gmail.com
Quella volta del Duce a Genova
Prosegue a Finale Ligure la rassegna “Un libro per l’estate” a cura della Libreria Cento Fiori, appuntamento che piace anche ai torinesi in vacanza nella località ligure. Domenica 13 agosto, in piazzale Buraggi – Lungo Mare di Final Marina, Armando D’Amaro presenta “Nero Dominante, Genova 1938, edito dai Fratelli Frilli. Conduce Pier Paolo Cervone.

Genova, 14 maggio 1938: Mussolini sbarca dalla corazzata Cavour, insieme ai più fedeli gerarchi, per una visita ufficiale di quattro giorni. L’accoglienza platealmente entusiasta dimostrerebbe che il fascismo è al culmine della sua popolarità, ma qualcuno trama nell’ombra. Il commissario Boccadoro ha ricevuto una “soffiata” da un condannato per omicidio e, mentre il Duce, via via, parla in piazza della Vittoria, visita opere pubbliche, stabilimenti industriali e Riviera di Levante, Boccadoro deve condurre una caccia serrata agli organizzatori del complotto, mentre la minaccia assume sempre più spessore, fino a diventare tangibile. L’autore riesce a trasmetterci – mescolando personaggi reali e di invenzione che agiscono in una Dominante perfettamente “ricostruita” – mentalità, atmosfere e costumi di una società dove l’ideologia del regime impera. Un romanzo insieme credibile e godibile su potere, uomini, donne e bambini in un mondo alla vigilia del disastro. Armando d’Amaro, nato a Genova nel 1956, vive a Calice Ligure. Dopo studi classici e laurea in giurisprudenza ha praticato attività forense ed accademica, abbandonate per dedicarsi alla scrittura noir ed alla critica d’arte moderna. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Delitto ai Parchi (2007), La Controbanda (2007; 2016 in Italia Noir per Repubblica l’Espresso), La farfalla dalle ali rosse (2008), Liberaci dal male (2010, insieme al criminologo Marco Lagazzi), Il testamento della Signora Gaetani (2014), La mesata (2016) ed ha curato le antologie Incantevoli stronze (2008) e Donne, storie al femminile (2009); altri racconti sono usciti in raccolte per altri editori o su riviste; il suo monologo Atlassib è rappresentato con successo a teatro; numerosi i testi scritti per artisti, tradotti anche in inglese e russo.
Massimo Iaretti
“La sinfonia del vento”
Maura Maffei è sicuramente la scrittrice monferrina del momento e il 2017 è decisamente per lei un anno davvero molto prolifico sotto l’aspetto dei parti artistici. Dopo aver dato alle stampe ad inizio anno “L’astuzia della voltpe”, terzo ed ultimo volume della trilogia “Dietro la tenda” con le Edizioni Parallelo 45, e in primavera “Anna che custodì il giovane mago” con la casalese Edizioni della Goccia di Davide Indalezio, adesso ha licenziato un terzo scritto, sempre con Parallelo 45, “La sinfonia del vento”. “E’ sicuramente una pubblicazione cui tenevo molto – dice Maura Maffei – perché con questo romanzo avevo vinto nel 2015 il primo premio assoluto del Concorso letterario internazionale San Domenichino – Città di Massa”. L’autrice, che a guisa di globe trotter, sta girando librerie e tiene conferenze in tutto il Nord Italia per la presentazione dei suoi libri, ne ha avuta una particolarmente significativa proprio questa settimana a Marina di Massa, alla presenza, tra gli altri, del vescovo di Albenga, Guglielmo Borghetti, in attesa della presentazione di “Anna che custodì il giovane mago” che verrà fatta a Crea dopo il periodo estivo, in collaborazione tra il Santuario e l’Unione dei Comuni della Valcerrina. La “Sinfonia del vento” ha come tutte le opere di Maffei, l’Irlanda come momento di ispirazione. Le vicende prendono le mosse nell’ottobre del 1915 a Genova, dove in occasione di un concerto nasce l’amicizia tra Ciaran direttore d’orchestra irlandese e Gabriele, professore di conservatorio. La vicenda che si dipana per oltre 320 pagine, ha un sottofondo tragico, quello dei combattimenti della prima guerra mondiale sul fronte alpino e quello della tragica rivolta della Pasqua 1916, a Dublino, soppressa dall’oppressore inglese. Ad introdurre il lavoro un contributo del giornalista e scrittore Fulvio Scaglione.
Massimo Iaretti
Dopo un mese di coma si è risvegliato ed è cosciente, Matteo Penna, il motociclista di 29 anni che rimase ferito dal conducente di un furgone che, dopo una lite, lo travolse insieme con la fidanzata, Elisa Ferrero, la 27enne morta nell’assurdo e tragico scontro. L’incidente avvenne lo scorso 9 luglio sulla strada di Condove, in Valle di Susa. Alla guida del van, Maurizio De Giulio, 51 anni, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Il giudice ha stabilito che l’uomo ha volutamente urtato la moto dopo averla inseguita a velocità sostenuta. La Rianimazione del Cto, diretta dal dottor Maurizio Berardino, ha sciolto la prognosi, di quattro mesi salvo complicazioni. Trascorso Ferragosto, il giovane verrà trasferito all’Unità spinale del Cto per gli esercizi di riabilitazione.