IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Quanto sta avvenendo in Spagna rivela la profonda crisi della politica in generale e di quella spagnola in particolare che ha perso una delle due sue funzioni essenziali ,quella di mediare tra interessi contrastanti. L’altra funzione, quella di decidere, appare appannata da tempo

La pretesa della Catalogna di fare un referendum incostituzionale volto a dichiarare una repubblica indipendente e’ un atto rivoluzionario che nulla ha a che fare con la democrazia. La fermezza – sicuramente eccessiva – della Guardia civile spagnola – era quindi un atto dovuto. Certo, il numero dei feriti e’ impressionante, ma esso ci fa capire che la protesta catalana e’ stata anche violenta. Nulla a che fare con la rivoluzione di velluto cecoslovacca . L’aver preteso di votare ad ogni costo e’ un atto eversivo, anche se il voto e’ ,in linea di principio, sempre democratico di per se’.
La Catalogna rivela i limiti di una certa concezione democratica che non riesce più ad esprimere i valori condivisi del secolo scorso e determina una frattura tra eletti ed elettori. La violenza, in ogni caso , andrebbe condannata, ma sarebbe sbagliato dividere in pacifici e buoni i Catalani e in violenti e cattivi gli Spagnoli. Oggi c’è il pericolo di un contagio a livello spagnolo ed europeo, con l’inizio di un processo di balcanizzazione che significherebbe un ritorno indietro alle piccole patrie anche come reazione alla globalizzazione mondiale e all’unificazione europea che non soddisfa ed appare espressione dei ceti finanziari.
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La Nazioni sono un elemento da difendere e non si tratta di gretto nazionalismo. L’uscita dell’Inghilterra deve far pensare, come deve far pensare il fatto che la Scozia e l’Irlanda vorrebbero staccarsi dal Regno Unito ,ma non dall’Europa. La figura assente in Spagna e’ quella del Re che pure è il simbolo dell’unità nazionale .Un’assenza incredibile e che non significa neppure porsi super partes. La Monarchia avrebbe un ruolo fondamentale da giocare ,se non lo gioca, giustifica la Repubblica. Un pavido silenzio la rende inutile. Viviamo in un momento di profondissima crisi delle istituzioni e dei partiti. I referendum leghisti italiani al confronto sono cose da operetta, da mera propaganda .I tempi della secessione di Bossi ,per nostra fortuna, sono lontani. Si pone però il problema delle Regioni, dei loro costi, della loro inefficienza. Forse aveva ragione Malagoli nel non volerle. Certo, le regioni a statuto speciale esistenti sono storicamente superate e hanno dei costi proibitivi. E le Province sono invece realtà irrinunciabili in Italia.
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Io mi sono commosso alla vigilia del referendum catalano quando gli spagnoli sono scesi in piazza ,sventolando la bandiera nazionale contro un referendum disgregatore. In Italia le bandiere si sventolano solo alle partite, manca il senso nazionale e lo spirito civico. La Spagna ha alle spalle secoli di unità ,malgrado le guerre civili, noi abbiamo 150anni con due guerre mondiali e una guerra civile i cui fantasmi si agitano ancora oggi. E abbiamo una Chiesa che scomunicò il Risorgimento ed oggi vuole interferire nella politica italiana in modo intollerabile, non solo per i migranti. Sarebbe bello che anche noi scendessimo in piazza con il tricolore a rivendicare lo spirito nazionale, invece abbiamo gli antagonisti che fanno casino in ogni occasione sia loro possibile farlo. Il Tricolore anche per dire che un rapporto solidale tra Nord e Sud e’ indispensabile, lo volle il Risorgimento, lo impone la coscienza morale di un popolo che deve vincere gli ottusi egoismi localistici. Inviterei Lombardi e Veneti ad andare non ai seggi ,ma a raccogliere funghi e castagne domenica 22 ottobre. Sarebbe più utile per tutti e ed eviterebbe ulteriori, inutili polemiche in un paese dilaniato come il nostro che ha bisogno di unità e di non dispute distruttive.
quaglieni@gmail.com

sala allestita con opere del maestro Ezio Gribaudo. Giuseppe , Valentina e Andrea Ruscica hanno accolto il Professor Calabrese e la dr.ssa Virginia Tiraboschi, AD del Relais San Maurizio, tenendo una conferenza rivolta a un pubblico tutto al femminile, proprio sul tema del welfare e del benessere legati alle prospettive sempre più ampie di vita attuali. E lo ha fatto non solo in veste di specialista e di medico, ma anche di direttore scientifico del Medical Center del Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo, nel Cuneese, celebre per aver dato i natali a uno dei più noti scrittori italiani del Novecento, Cesare Pavese. Calabrese è diventato direttore scientifico del nuovo centro nato nel Relais San Maurizio, che affianca al percorso di talassoterapia una serie di esami di medicina predittiva per vivere più a lungo e in salute, insieme a alcune linee guida nutrizionali personalizzate, dopo aver effettuato test genetici, in collaborazione con l’Istituto Fleming di Milano. “La Wellness & Medical Spa – spiega Virginia Tiraboschi, – è veramente un luogo incantato costituito di acqua e di luce, in cui, nella Grotta del sale, affacciata sulle suggestive colline delle Langhe, è possibile sperimentare le virtù vivificanti del sale nel percorso di talassoterapia, per poi approdare al percorso “di-vino” della vinoterapia, che unisce benessere e armonia alla conquista di un rinnovato equilibrio personale”.”La talassoterapia – spiega il professor Giorgio Calabrese – riunisce in sé molti benefici terapeutici, come il contrasto alle malattie della pelle, la capacità di coadiuvare le malattie respiratorie, la riduzione dei dolori dell’artrosi, la stimolazione della circolazione e l’abbattimento di ansia e depressione. Il corpo, attraverso la talassoterapia, si disintossica e si purifica, arricchendosi di energie nuove. Essa ha azione antisettica, cicatrizzante, decongestionante ed è particolarmente indicata per l’eliminazione delle scorie e delle tossine e per il drenaggio dei liquidi in eccesso”. Grazie alla talassoterapia si ottiene anche un effetto rimineralizzante della cute, che consente la riduzione del tessuto adiposo e delle cellulite, favorendo il miglioramento dell’elasticità cutanea e permettendo un’ampia azione riparatrice. “Questo importante evento – ha precisato Antonio De Carolis, direttore commerciale della struttura e Chairman della serata – fa parte del ciclo di incontri sul welfare dal titolo “Dal Benessere individuale al welfare sociale”, attraverso il quale Torino Castello si pone l’obiettivo di sensibilizzare i torinesi sull’importanza di un corretto stile di vita, per mantenere il più a lungo possibile invariato nel tempo il livello di qualità della propria esistenza”. Reale Mutua stimola questi comportamenti positivi favorendo coloro che scelgono di affiancare al social welfare un proprio welfare privato attraverso prodotti e tariffe mirate allo scopo e alle persone.
Dopo 1.043 metri totali percorsi e un breve periodo di manutenzione, la talpa ripartirà in direzione sud per gli ultimi 690 metri
Dal 2 all’8 ottobre tanti gli appuntamenti a Torino
Le figure più richieste sono cuochi, camerieri e operatori del turismo, tra le oltre 41mila assunzioni che le imprese torinesi prevedono di effettuare nel periodo settembre– novembre.
“Nonviolenza è una parola che non a caso si scrive unita, perché ha un significato più ampio del solo “no alla violenza”. Vuol dire tante cose. Politicamente nonviolenza vuol dire anteporre il rispetto della persona e della dignità umana ai personalismi e ai giochi di potere, vuol dire gestione costruttiva dei conflitti quotidiani
Martedì 10 ottobre, alle ore 19, il Regio inaugura la Stagione 2017-2018 con Tristano e Isotta di Richard Wagner. Gianandrea Noseda, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, interpreta per la prima volta la partitura simbolo di tutta la produzione wagneriana.
Bayerische Staatsoper. Isotta sarà Rachel Nicholls, soprano inglese con all’attivo collaborazioni con Valery Gergiev, John Eliot Gardiner e Colin Davis. Scene e costumi di questo allestimento sono di Christian Schmidt e le luci di Jürgen Hoffmann. Assistente di Claus Guth è Arturo Gama. Il Coro del Teatro Regio è istruito da Claudio Fenoglio. 

