Ogni anno l’8 marzo in tutto il mondo viene celebrata la Giornata Internazionale della donna, durante la quale vengono ricordati i diritti, ma anche le discriminazioni e le violenze che le donne sono costrette ancora oggi a subire.
Questa festa in Italia ha il suo fiore emblematico: la mimosa.
La ricorrenza viene fatta risalire ad un evento simbolico: secondo la tradizione l’8 marzo 1908 a New York 129 operaie dell’industria tessile Cotton rimasero uccise in un incendio mentre protestavano per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte. Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata ufficiale dedicata alle donne. La festa è stata celebrata per la prima volta in Italia nel 1922.
Molto probabilmente l’incendio sul quale si basa è quello della Triangle Shirtwaist Factory, avvenuto a New York il 25 marzo 1911: morirono 123 donne e 23 uomini, per la maggior parte immigrati italiani.
La tradizione vuole che nei pressi della fabbrica bruciata l’8 marzo 1908 vi fosse una mimosa fiorita; in realtà questo fiore è stato scelto nel 1946 dall’Unione delle Donne Italiane, organizzazione che voleva una pianta fiorita ad inizio marzo, facile da trovare e poco costosa.
La scelta ricadde quindi sulla mimosa, che ha tutte queste caratteristiche ed inoltre il suo fiore simboleggia forza e femminilità.
Si tratta di una pianta capace di vegetare anche in terreni difficili, proprio come le donne, che nella storia hanno saputo affrontare ostacoli di ogni genere.
La mimosa, il cui nome scientifico è acacia dealbata, è una pianta originaria del sud-est asiatico e della Tasmania, dove può raggiungere un’altezza di 20-25 metri. I suoi fiori sono formati da piccole palline di colore giallo, riunite a grappoli. I rami, di colore verde, hanno la superficie finemente vellutata. La chioma è composta da numerose foglioline, di tipo pennato, accoppiate in 30-40 paia, che hanno la caratteristica di essere aperte e piene durante il giorno, per poi chiudersi e ripiegarsi nelle ore notturne. I suoi rami sono delicati e si spezzano facilmente sotto l’azione del vento.
E’ giunta in Europa all’inizio del XIX secolo, dove si è adattata molto bene al clima mediterraneo, caratterizzato da inverni miti ed estati secche.
In Italia è molto diffusa in Liguria, dove ogni anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, regala macchie di colore che tingono di giallo le colline. In Provincia di Imperia, tra Vallebona e Perinaldo, lo spettacolo è meraviglioso: da lontano è come vedere una moltitudine di canarini riuniti.
La mimosa è il fiore simbolo di Pieve Ligure, un Comune nel Golfo Paradiso, dove ogni secondo fine settimana di febbraio si celebra una festa a lei dedicata, che prevede una sfilata di carri allegorici addobbati con questo fiore, lungo la via principale della città.
In Costa Azzura è stata creata la “Strada della Mimosa”, un percorso di 130 km che inizia a Bormes-les-Mimosas, attraversa Rayol-Canadel sur Mer, Sainte Maxime e Saint-Raphaël, tocca Mandelieu-la-Napoule, Tanneron e Pégomas e termina a Grasse. Un percorso tra borghi pittoreschi, tinto del blu cobalto del mare, del giallo del sole e dei fiori e del verde di foreste e boschi.
Ogni anno, l’ultimo fine settimana di gennaio, a Bormes-les-Mimosas si tiene Mimosalia, la grande manifestazione dedicata a questa pianta.
Mandelieu-la-Napoule organizza invece la Festa della Mimosa a metà febbraio, che prevede sfilate di carri addobbati da questo magnifico fiore e l’elezione della Regina delle mimose.
Famose in tutto il mondo sono le mimose del Principato di Seborga, un piccolo Comune situato nell’entroterra, tra Ospedaletti e Bordighera, che rivendica la propria indipendenza dall’Italia. L’economia del territorio, oltre che sul turismo è basata proprio sulla coltivazione di mimose e ginestre, molto apprezzate per la loro qualità. Dalla mimosa vengono ricavati anche cosmetici come l’ottima crema per le mani, idratante e protettiva.
Il destino ha voluto che a capo di questo principato delle mimose ci sia una donna, la Principessa Nina, incoronata il 20 agosto 2020.
ANDREA CARNINO
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