SPETTACOLI- Pagina 57

Rai Teche conquista l’Oscar degli Archivi

Con il progetto di digitalizzazione che comprende i servizi del TG Rai in onda dal 1952 al 1985

La Rai ha vinto il premio “Fiat/Ifta in Media Preservation Award”, riconoscimento prestigioso che equivale a un Oscar, assegnato la scorsa settimana a Rai Teche, la struttura della Rai che si occupa della conservazione e della valorizzazione del materiale audiovisivo prodotto e trasmesso dall’azienda. Questo progetto, che ha vinto sulla terna finalista delle televisioni di Singapore e Polonia, è stato voluta dal Ministero della Cultura, e coinvolge 320 mila pellicole di 600 mm, l’equivalente di 8 ore di servizi, prima che la cosiddetta sindrome acetica li deteriorasse. con i servizi dei TG Rai in onda dal 1952 al 1985, ivi comprensivi due anni di fase sperimentale, visto che la prima trasmissione televisiva italiana risale al 1954. Questo patrimonio monumentale di vecchie pellicole trasformate in file digitali, con standard di alta qualità e una risoluzione superiore ai 2K, ci permettono di ripercorrere trent’anni della storia italiana e mondiale che confluiscono nel catalogo multimediale Rai. Entro fine anno verrà completata tutta la digitalizzazione, mentre ora siamo all’80%. Il prossimo step, entro il 2026, sarà quello di inserire il materiale sul portale pubblico gestito dal Ministero della Cultura, e quando il sito sarà online ognuno di noi potrà ripercorre i momenti salienti della storia d’Italia e di Torino.

Mara Martellotta

Torino accoglie il cinema del mondo tra “curiosità, passione e orgoglio”

Esplode il 43mo TFF, s’inizia il 21 novembre, inaugurazione al Teatro Regio

Gli occhi azzurri di Paul Newman – catturati da Eva Sereny nel 1981 durante le riprese di “Diritto di cronaca” di Sidney Pollack -, sin dall’inizio, a marchio indelebile di questo 43mo Torino Film Festival che prenderà avvio da venerdì 21 novembre. A lui è dedicata la retrospettiva (la passata edizione, la prima del reame Base, aveva visto l’omaggio al grande Brando), 24 titoli (dai debutti degli anni Cinquanta alle sfide vinte al botteghino, dai grandi successi internazionali alle prove più intense e mature: si rivedranno tra gli altri “Il colore dei soldi” che gli valse quell’Oscar nel 1986 in cui forse non sperava più, nemmeno la sua prova migliore, arrivato un anno dopo quello alla carriera che poteva essergli già parso come un contentino, e “Nick mano fredda”, “Hud il selvaggio” e “Lo spaccone”, “L’uomo dei sette capestri” e “La lunga estate calda”, “Lassù qualcuno mi ama” e “Era mio padre” e “La dolce ala della giovinezza”, ad ogni tappa splendidamente guidato da Houston e Scorsese, Ritt e i fratelli Coen, Rossen e Penn, Mendes e Wise; considerando qui che mettere in calendario almeno un paio delle cinque opere che lo videro nelle vesti di regista non sarebbe poi stato del tutto sbagliato).

Ottimi soggiorni e buon setacciamento del direttore Giulio Base e della di lui consorte Tiziana Rocca – “Global Talent and International Relation”, che più di lui se possibile sembra sapere in quali angoli cinematografici di mezzo mondo o intero andare ad allacciare rapporti – nei tanti festival e nelle mecche del cinema che contano e che la coppia nel calendario dei dodici mesi ha frequentato, vale a dire non soltanto Cannes e Venezia ma un giro che nemmeno il gentleman Pholeas Fogg compì tra le pagine di Verne. Questo per cominciare a dire dei 120 titoli (una scelta che è il frutto dei 5500 titoli arrivati in selezione, il medesimo numero di titoli della passata edizione, “non un accumulo bulimico – specifica Base – ma una scelta accurata”) suddivisi nelle tre sezioni di concorso (lungometraggi, documentari e cortometraggi), affidate alle buone cure di altrettante rappresentanti del mondo cinematografico al femminile, Ippolita di Majo, Giovanna Gagliardo e Lina Sastri, avvicinate al Fuori Concorso e allo Zibaldone, titoli di sicurissimo interesse, con vari interpreti che riempiranno le sale di fan e appassionati e cinefili e curiosi, a presenziare e reclamizzare opere che, speriamo nella maggior parte, vedremo in stagione nelle nostre sale. Tra gli ospiti che hanno già detto sì, Barbora Bobulova e Pippo Delbono, James Franco e Matilde Gioli, Franco Nero e Dominique Sanda e Hanna Schygulla; mentre, ad ampliare il già lungo elenco delle “Stelle della Mole”, arriveranno tra gli altri, Juliette Binoche e Jacqueline Bisset, Terry Gilliam e Spike Lee (che presenterà il recentissimo “Highest 2 Lowest” passato a Cannes, Denzel Washington protagonista), Claude Lelouch a rivedere con noi “Un uomo, una donna” del lontano 1966 e la nostra Sandrelli superstite dal “C’eravamo tanto amati” di Scola, l’immensa Vanessa Redgrave che accompagnerà il figlio regista Carlo Gabriel Nero per la presentazione di “The Estate”, dove per i debiti una famiglia aristocratica inglese rischia di perdere la vecchia dimora di campagna, infelice situazione accompagnata da apparizioni che iniziano a perseguitarne i componenti, costringendoli a confrontarsi con le ingiustizie che loro stessi e altri proprietari terrieri, passati e presenti, hanno provocato.

Sarà lo stesso direttore Base, con la collaborazione di Laura Chiatti – che nessuno s’azzardi a chiamarla madrina ricordandosi bene del suo ruolo di coconduttrice -, nel prestigioso Teatro Regio, ad aprire le danze. In una invidiabile serata piena di stelle del firmamento cinematografico, con la consegna delle “Stelle della Mole”, il regista David Freyne presenterà in anteprima la sua commedia “Eternity”, di prossima programmazione, portandoci in un aldilà in cui ogni anima ha sette giorni per scegliere con chi condividere la propria vita eterna, tra gli interpreti Miles Teller e Da’Vine Joy Randolph; mentre, dopo la affollata lunghissima scorpacciata – tanto per farci una veloce idea: 23 anteprime mondiali, 11 anteprime internazionali, 9 anteprime europee e 42 anteprime italiane, a voi il coraggio di affrontarle tutte – e consegna dei premi, la chiusura sarà affidata a James Vanderbilt e al suo “Nuremberg”, con Rami Malek e Russell Crowe nei panni di Goering, storia di un giovane psichiatra dell’esercito americano incaricato di valutare lo stato mentale degli imputati per stabilire se siano in grado di affrontare il processo.

Sottolinea ancora il direttore del Festival guardando alle scelte fatte, al pacchetto confezionato per chi sino a fine novembre vorrà riempire le sale del Massimo e del Romano (a proposito, saranno sufficienti alle richieste?): “Nessuna serie televisiva: il cuore del nostro festival continua a essere il cinema concepito per la sala”, e sin qui ragionissima, con buona pace di Netflix e piattaforme cantando e dei salotti futuri di casa nostra. Carlo Chatrian, direttore del Museo del Cinema, parla di Torino e del “suo” festival, di come la città sia pronta a riceverlo con il solito mix di “curiosità, passione e orgoglio”: “Dai grandi ospiti, che ancora una volta verranno a illuminare il red carpet, ai nomi nuovi che speriamo segneranno gli anni a venire, il Torino Film Festival si conferma un punto di riferimento del panorama nazionale e internazionale e un appuntamento imprescindibile per chi cerca nel cinema non solo intrattenimento, ma ricerca, libertà e scoperta.” Un festival che è altresì “un’estensione naturale” della missione che il Museo svolge, ovvero “rendere il cinema accessibile, vivo e capace di interpretare il presente attraverso sguardi sempre nuovi”, chiosando – e questo è fermo nel cuore di chi stende queste note – con l’idea di “collettività” che, pur oggi forse “fragile”, abbraccia il pubblico quando si spengono le luci di una sala e le prime immagini iniziano a scorrere, un rito che da circa centotrent’anni incanta e accomuna. Durante la presentazione romana del festival, gli ha fatto eco l’assessore alla Cultura della Regione Marina Chiarelli: “Investire nel cinema significa investire nelle pewrsone. Il Piemonte vuol essere una casa per chi crea aperta, generosa, capace di riconoscere e valorizzare i talenti che scelgono di raccontare storie qui. La cultura non è un accessorio, ma una radice profonda del nostro vivere comune. Il cinema ci unisce, ci fa crescere, ci rende comunità.”cinema

Al centro della grande festa, il Concorso Lungometraggi, 16 film che si sperano “d’autore”, pronti a darsi battaglia per la conquista del premio per il miglior film da 20.000 euro, provenienti da Francia e Canada e Perù/Colombia, dal Giappone e dalla Turchia, dal Ciad e dagli States, dalla Slovenia e dall’Estonia, dall’Italia che presenterà “Eva” di Emanuela Rossi, con Carol Duarte ed Edoardo Pesce – la sparizione di un gruppo di bambini e una donna misteriosa che incendia un campo di girasoli – e “Il protagonista” di Fabrizio Benvenuto – storia di un attore che non trovando più ruoli decide di recitare nella vita quotidiana, inventando identità e personaggi. Vite di giovani donne, vite di rivoluzionari andini del XVIII secolo o di contadini nel Giappone del XIX secolo, tra fatica e solitudine, il regime dei talebani e un undicenne che nella baraccopoli di Manila sogna di diventare un gangster come nella Polonia di oggi un ragazzo ventenne sogna di fuggire dalla fattoria di famiglia, il mondo del cinema che guarda all’umanità di oggi tra problemi e speranze, tra spettacolo e riflessioni.

Elio Rabbione

Nelle immagini: a Vanessa Redgrave e Spike Lee verranno consegnate, nella serata inaugurale del Festival, le “Stelle della Mole”; scene tratte dai film italiani in concorso, “Eva” di Emanuela Rossi e “Il protagonista” di Fabrizio Benvenuto.

Solo tu sei la cura per me”

Music Tales, la rubrica musicale 
“Non so più quante volte ti ho cercato
Per quegli occhi, per quegli occhi che fanno da luna
Non so più quante notti ti ho aspettato
Per finire a ingoiare tutta la paura
Di rimanere sola
In questa stanza buia
Solo tu sei la cura per me”
“La cura per me” di Giorgia: quando il rispetto per la musica dovrebbe venire prima di tutto
Il talento di Giorgia è, da sempre, una certezza. La sua voce, la sua sensibilità interpretativa, la sua capacità di rendere ogni canzone un’esperienza emotiva: tutto in lei parla di arte e di misura. Può piacere o non piacere, ma, indiscutibilmente, pratica un bel canto.
Nella nuova versione, “La cura per me”, Giorgia ha deciso di affidarsi anche alla voce di Blanco. E qui, inevitabilmente, qualcosa si incrina. Sin dai primi secondi, la voce di Blanco appare grezza, ineducata, quasi stonata rispetto alla purezza e all’equilibrio del brano originale. Si ha l’impressione che quella magia di grazia e raccoglimento che Giorgia e gli autori  avevano costruito venga bruscamente interrotta.
Mi dispiace scriverlo, perché non è mai bello demolire il lavoro di un artista, e soprattutto perché riconosco a Blanco una sua personalità e un suo linguaggio musicale. Ma ci sono canzoni che non si possono, o meglio, non si dovrebbero,  cantare in qualsiasi modo. Ci sono brani che chiedono rispetto, che richiedono una preparazione vocale, un ascolto interiore e una misura espressiva che non tutti possono (o vogliono) avere.
E lo dico da persona che, in molte occasioni, ha trovato nelle cover delle vere e proprie rivelazioni: interpretazioni che riuscivano addirittura a superare l’originale, donandogli nuova vita, nuove sfumature, nuova anima. Ma non è questo il caso. Non per me.  Qui, più che una rilettura, sembra esserci una forzatura: un contrasto che non arricchisce, ma disturba, e non poco.
Forse Giorgia ha voluto offrire un’occasione a un giovane artista per mostrare la propria sensibilità. Oppure, paradossalmente, ha voluto mettere ancora più in luce la differenza tra il talento costruito con gli anni e quello ancora acerbo sostenuto in modo esagerato e stucchevole da un autotune che perde il suo ruolo originario.
In ogni caso, il risultato  mi lascia l’amaro in bocca.
“La cura per me”, in qualunque versione, resta un inno alla delicatezza e all’amore incondizionato. Ma certe opere, forse, andrebbero custodite così come sono, senza bisogno di “aggiornamenti” che rischiano solo di impoverirle.
“Il problema non sono le cose fatte male, ma piuttosto l’abitudine di accettare come ben fatto ciò che è stato fatto male.”
CHIARA DE CARLO
scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!
Ecco a voi gli eventi da non perdere

La pianista Maria Joào Pires decide di concludere la propria attività concertistica

Con sorpresa e dispiacere si comunica la decisione  della pianista Maria Joào Pires di concludere la propria attività concertistica. Una musicista che lascia un impronta indelebile nella storia dell’interpretazione pianistica del nostro tempo. Si doveva esibire il 12 novembre al Conservatorio pere l’Unione Musicale, per un concerto di piano solo mentre  il 27 gennaio del prossimo anno per Lingotto Musica, avrebbe dovuto suonare con la Camerata Salzburg. Il concerto del 12 novembre al conservatorio vedrà protagonista il pianista Jan Lisiecki mentre Lingotto Musica fa sapere che per il concerto del 27 gennaio 2026, deve definire un interprete sostitutivo ed eventuale variazione di programma. Lingotto Musica avrà cura di aggiornare il pubblico appena si avranno informazioni definitive.

Pier Luigi Fuggetta

L’European Classical Ballet di Berlino al teatro Valdocco

Prenderà il via da Torino la tournée italiana dell’European Classical Ballet, con uno dei titoli più iconici del repertorio mondiale, “Il lago dei Cigni” di Pëtr Il’ič Caikovskij, proprio il 6 novembre presso il Teatro Gran Valdocco di Torino.
Sarà l’occasione per poter apprezzare  la performance di Jana Salenko, nota per la sua tecnica impeccabile, l’eleganza e l’intensità espressiva.
Solista del Berlin State Ballet, Jana Salenko vanta una carriera straordinaria che l’ha portata a danzare nei ruoli da protagonista nei più importanti teatri internazionali,  tra cui il Mariinsky di San Pietroburgo, lo Staatsballet di Berlino, il Royal Ballet di Londra, il Tokyo Ballet  in Giappone e l’Opera di Roma. Nata in Ucraina nel 1983, vive a Berlino  e in Italia interpreterà il duplice ruolo di Odette/Odile, la regina dei cigni e il suo alter ego oscuro. Sarà  accompagnata da Kalle Wigle, solista del Berlin State Ballet, che vestirà i panni del principe Siegfried. Jana Salenko ha studiato alla celebre Scuola di Balletto Vaganova di San Pietroburgo.
L’European Classical Ballet è  composta da 35 elementi professionisti provenienti da tutte le parti del mondo, diretti da Andrey Scharaev.
Il regista Valery Belyakovich crea un’atmosfera magica sul palco. Qui la grazia del balletto,  I costumi sontuosi e gli effetti di luce eleganti si fondono insieme.

Teatro Valdocco via Sassari 28 b Torino

Mara Martellotta

Briganti e… oltre. I banditi nel cinema

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, presenta dal 9 novembre al 19 dicembre 2025 Briganti e… oltre. I banditi nel cinema, un ciclo di proiezioni al Cinema Massimo che accompagna la mostra Briganti! Storie e immagini dal Risorgimento a oggi (23 ottobre 2025 – 29 marzo 2026, Museo del Risorgimento Italiano).

Nella mostra saranno anche presenti dei manifesti digitalizzati provenienti dalle collezioni del Museo: Il brigante di Tacca del Lupo (1952), Pietro Germi; Fra Diavolo (USA, 1933), Hal Roach; Gangster Story (USA, 1967), Arthur Penn; Il mucchio selvaggio (USA, 1969), Sam Peckinpah; Dillinger (USA, 1973), John Milius; Robin e Marian (USA, 1976), Richard Lester; I cavalieri dalle lunghe ombre (USA, 1980), Walter Hill.

La figura del brigante, tra le più controverse della storia italiana postunitaria, è stata reinterpretata dal cinema come simbolo di resistenza, devianza e conflitto sociale. Attraverso lo sguardo dei registi di epoche e culture diverse, il brigante diventa specchio delle tensioni politiche, delle ingiustizie e dei miti popolari che attraversano la modernità.

“Siamo felici di accompagnare il Museo del Risorgimento Italiano in questo progetto di rilettura della figura del brigante – sottolinea Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema. Non solo perché questo da modo di far conoscere il nostro patrimonio ma anche perché quella del “brigante” è una figura tra le più feconde nella storia del cinema. Il programma di proiezioni, ideato dal team scientifico della mostra insieme a Grazia Paganelli, responsabile della programmazione del Cinema Massimo, permetterà di esplorare le molteplici declinazioni di questo archetipo, dal bandito ottocentesco ai ribelli contemporanei.”

La rassegna Briganti e… oltre. I banditi nel cinema invita quindi gli spettatori a riflettere sul fascino e sull’ambiguità di queste figure, tra giustizia e sopruso, eroismo e marginalità, restituendo tutta la complessità di uno dei temi più controversi della nostra storia e della nostra cultura cinematografica.

 

 

PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI

 

Domenica 9 novembre
h. 19:30 – Talk di introduzione con Carlo Chatrian, Alessandro Bollo, Giaime Alonge, Grazia Paganelli
a seguire Il siciliano di Michael Cimino (Usa 1987)

 

Lunedì 10 novembre
h. 20:30 – Salvatore Giuliano di Francesco Rosi (Italia 1962)
Introduzione a cura di Paola Zeni

Venerdì 14 novembre
h. 20:30 – Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi (Italia 1952)

Domenica 16 novembre
h. 20:30 – Quién Sabe? di Damiano Damiani (Italia/Spagna 1966)
Introduzione a cura di Matteo Pollone e Gabriele Perrone

 

Venerdì 5 dicembre
h. 20:30 – Il dio nero e il diavolo biondo di Glauber Rocha (Brasile 1964)
Introduzione a cura di Bruno Surace

 

Martedì 9 dicembre
h. 20:30 – Gangster Story di Arthur Penn (Usa 1967)
Introduzione a cura di Mairapaola Pierini

 

Martedì 16 dicembre
h. 20:30 – Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah (Usa 1969)
Introduzione a cura di Giaime Alonge

 

Venerdì 19 dicembre
h. 20:30 – Once Upon a Time in China di Tsui Hark (Hong Kong 1991)
Introduzione a cura di Riccardo Fassone

Gli 8 violoncelli di Torino

Domenica 9 novembre, alle ore 21, il teatro Juvarra ospiterà il concerto “Gli 8 violoncelli di Torino”, conosciuti anche come gli “8 celli”. Un programma accattivante dove i grandi compositori del passato si uniscono ai compositori di oggi. Bach, Verdi, Morricone ed Ezio Bosso saranno interpretati dagli 8 violoncelli di Torino. La passionalità della scrittura musicale, l’intensità, l’ipermelodia e la tradizione lirica saranno gli argomenti di spicco.

Gli 8 violoncelli di Torino nascono nel 2005 dal sogno nel cassetto del maestro Fabrice De Donatis, desideroso di creare un gruppo violoncellistico unico in Italia, con musicisti di consolidata carriera, ma caratterizzato da un legame di amicizia tra gli esecutori.

“Questi artisti – ha espresso la critica in proposito – hanno saputo valorizzare pienamente l’estensione tecnica ed espressiva del violoncello, per formare un gruppo a geometria variabile, capace di rendere la coralità di un’intera orchestra, la sensibilità tonale di un quartetto d’archi e la ritmici sensuale e travolgente di una band sudamericana”.

L’ottetto è stato più volte ospite di festival nazionali e internazionali, come il festival dei Suoni e dei Luoghi, il festival violoncellistico Alfredo Piatti, i Suoni delle Dolomiti, il Festival Violoncelles en Folie e il Festival de Musique de Chambre en Pays de Gex, in Francia, il Rio International Cello Encounter di Rio de Janeiro e molti altri. Dal 2019 gli 8 violoncellista di Torino sono costituiti da dieci elementi che si alternano in modo complementare in attività concertistica del gruppo. Da alcuni anni l’ottetto dedica anche parte delle attività a favore di Associazioni umanitarie con scopi benefici. L’incasso del concerto di domenica 9 novembre sarà destinato al restauro dell’organo a canne, presso la Chiesa dell’Immacolata, nel complesso degli Artigianelli. Tra gli 8 violoncellisti risultano Pier Paolo Toso, Relja Lukic, Francesca Gosio, Claudia Ravetto, Fabrice De Donatis, Alberto Capellaro, Paola Perardi e Giulio Arpinati.

Domenica 9 novembre 2025, alle ore 21, teatro Juvarra, via Juvarra 13, Torino

biglietto: intero 20 euro – ridotto 15 euro

info: teatrojuvarra.it – biglietteria online: Mailticket.it

Mara Martellotta

“Passaggi” per i 25 anni di Piemonte Movie

Una mostra allestita all’Unione Culturale Franco Antonicelli

Dal 5 al 30 novembre prossimi si terrà la mostra antologica “Passaggi. 25 anni con Piemonte Movie” all’Unione Culturale Franco Antonicelli, in via Cesare Battisti 4, a Torino. Si tratta del racconto della storia di Piemonte Movie, che andò in scena nella sua prima edizione il 4 e 5 maggio 2000, a Moncalieri, stesso anno in cui nacque la Film Commission Piemonte e venne inaugurato il Museo Nazionale del Cinema di Torino alla Mole Antonelliana. Non si trattava di una combinazione, ma neppure di una decisione coordinata. Semplicemente c’era fermento nell’aria, e un gruppo di giovani attorno ai trent’anni, sostenuti da una amministrazione lungimirante, decideva di raccontare il passato, il presente e il futuro del cinema realizzato in Piemonte. Dietro al tavolo del cinema King Kong, al Castello di Moncalieri, si vedono quattro persone: Alfonso Papa , in rappresentanza del Torino Film Festival, il regista Guido Chiesa, Bruno Gambarotta, l’attore Felice Andreasi e Franco Prono, Professore di Storia del Cinema all’Università di Torino. Tutto iniziò da lì, dalla proiezione  de “Il partigiano Johnny”. La mostra antologica “Passaggi. 25 anni con Piemonte Movie” è curata da Alessandro Gaido, Presidente e fondatore dell’Associazione, da Federica Zancato, socia e vicedirettore del GLocal Film Festival, coadiuvati all’allestimento dalla scenografia Isabella Bruschi e dal fotografo Diego Domenici. Tutti i soci sono stati coinvolti in questo evento, a partire da Cristina Nebbia, co-fondatrice del sodalizio. Il fil rouge dell’esposizione è il numero 25: tutte le sezioni faranno riferimento a questa cifra; chi entrerà nei locali sotterranei di Palazzo Carignano, troverà sette sezioni e qualche altra sorpresa che lo accompagnerà attraverso 5 lustri di attività cinematografiche.

“Momenti”: 25 fotografie esposte rappresentano alcune istantanee di persone che hanno fatto la storia di Piemonte Movie; “Ritratti”: comprende altre 25 fotografie incentrate su personaggi del mondo del cinema che hanno partecipato alle passate edizioni; “Impressioni”: comprende 25 testi, di 25 righe ciascuno, chiesti agli amici storici di Piemonte Movie per domandare cosa rappresenti per loro Piemonte Movie; “Fotogrammi”: comprende 25 video per vedere sullo schermo le immagini giunte dal passato, spot, interviste e trailer; “Immagini”: comprende 25 stampe tra cataloghi, locandine e manifesti che, con la loro comunicazione promozionale, hanno raccontato i tempi; “Pezzi”: comprende oggetti, materiali, memorabilia della storia di Piemonte Movie tale da comporre un 25; “Polaroid”: è presente una selezione di 250 frammenti di memoria, tra le centinaia di fotografie degli archivi, appesi in esposizione permanente.
L’inaugurazione della mostra è unita al cine-concerto in programma la sera al Cinema Massimo, e rappresenta l’avvio degli eventi collaterali del Festival GLocal Film Festival 2025, che si svilupperà la settimana successiva, dall’11 al 15 novembre, con prologo lunedì 10 novembre presso Rai Teche.

Unione Culturale Franco Antonicelli – via Cesare Battisti 4, Torino.

Inaugurazione della mostra a ingresso gratuito

Cine-concerto: omaggio a Maggi e Tarlarini – mercoledi 5 novembre, ore 20.30, Cinema Massimo, via Verdi 18, Torino

Mara Martellotta

“Alta infedeltà”, donne e menzogne al Teatro Cardinal Massaia

Da venerdì 7 a domenica 9 novembre
TEATRO CARDINAL MASSAIA
Via Sospello 32/c – Torino

Tra continui colpi di scena, arriva a Torino la nuova esilarante commedia di Claudio Insegno

Phil (Andrea Beltramo) è un uomo sposato col vizio delle donne e delle menzogne. Vive in una
elegante villa borghese ed è legato in un matrimonio senza amore a Magda (Daniela De Pellegrin).
L’uomo è da poco alle prese con una nuova e biondissima amante, Julie (Carlotta Iossetti), che
ignora il suo stato civile e che per un caso fortuito ha appena acquistato la casa di fronte alla sua.
Allarmato dalla situazione scomoda, Phil chiede aiuto a George (Claudio Insegno), consigliere
riluttante, ma al contempo amico arrendevole, che da sempre e suo malgrado gli risolve problemi,
sollevandolo da situazioni scomode.
Questa volta però le cose sembrano mettersi male. Le ben edificate bugie di Phil crollano sotto i
colpi assestati da una serie di personaggi, ciascuno in cerca di qualcosa: di un amante, una figlia,
una fidanzata, un incendio, una bottiglia di whisky; persino un pollo arrosto.
Tra corse a perdifiato, ingressi rocamboleschi e trafelati, cene bruciate e crisi d’isteria collettiva, Phil
e signora ritroveranno, ciascuno a suo modo, la via della camera da letto.
Sul palco del Teatro Cardinal Massaia torna, con la produzione di Pangi Production, il trio comico
delle meraviglie Iossetti – Beltramo – Insegno, accompagnato da un cast di eccezione nel quale
non possono mancare Guido Ruffa ed Ettore Lalli. A completare la commedia degli equivoci tre
personaggi femminili interpretati da Daniela De Pellegrin, Elena Cascino e Sara Zappa.
Un gruppo tanto consolidato sul palco da rendere difficile per il pubblico distinguere le risate di scena
previste dal copione da quelle reali degli attori.
Alta Infedeltà va oltre la commedia classica, diventando una vera e propria macchina per risate
che coinvolge il pubblico in un ritmo serrato e con continui colpi di scena in grado di ribaltare più
e più volte il racconto sul palco. La scrittura testuale di Claudio Insegno è esilarante e in grado di
divertire ogni target d’età. A completamento, le musiche originali del Maestro Jacopo Fiastri.
Claudio Insegno dichiara: “Per questa commedia mi sono ispirato alle grandi commedie degli
equivoci di matrice anglosassone, celebrando il gusto brillante del teatro di Neil Simon e Ray
Cooney: un susseguirsi di bugie, malintesi e porte che sbattono senza tregua, in un vortice di risate
e imprevisti. Tra doppi giochi, travestimenti improvvisati e amori fuori controllo, la commedia rende
omaggio all’irresistibile tradizione inglese, dove l’amore è complicato, ma le risate sono garantite!”

La commedia sarà in scena per tre repliche, da venerdì 7 a domenica 9 novembre:
– Venerdì 7 novembre ore 20.45
– Sabato 8 novembre ore 20.45
– Domenica 9 novembre ore 16.30
Biglietti a posto unico numerato acquistabili in prevendita sul sito www.clappit.it o presso la
biglietteria del Teatro Cardinal Massaia un’ora prima dell’inizio di ciascuna replica dello spettacolo.
– Intero 27 euro inclusa prevendita
– Ridotto* 22 euro inclusa prevendita
*il ridotto è applicato agli under 12 anni, over 65 anni, studenti universitari under 26 anni, possessori
di Abbonamento Musei e tessera Aiace