SPETTACOLI

Ricco programma di concerti per MiTo mercoledì 16 settembre

Mercoledì 16 settembre, MiTo SettembreMusica offre al pubblico un programma molto ricco di concerti: alle ore 17, al Tempio Valdese, si esibirà l’Italian Clarinet Quartet, fondato nel 2017 e affermatosi come una delle più rilevanti formazioni cameristiche nel panorama clarinettistico e musicale, sia in Italia sia a livello internazionale. Il Quartetto eseguirà musiche di Vivaldi, Puccini, Albéniz, Granados, Debussy, Escaich. Alle ore 20, al Conservatorio, si esibirà il Quartetto d’Archi del Teatro alla Scala, la cui prima formazione risale al 1953. Il Quartetto eseguirà il secondo appuntamento con i quartetti di Beethoven e la Groɓe Fuge in si bemolle maggiore op.133. Per il ciclo MiTo per la Città, alle ore 17, all’Accademia delle Scienze Sala dei Mappamondi, si terrà il concerto-spettacolo su musiche di Jean-Philippe Rameau dal titolo “Il Mascalzone”, ovvero vite e avventure di John Law, esperto di calcolo della probabilità, spadaccino, galeotto, studioso di sistemi finanziari, giocatore d’azzardo, fondafore della Banque Royale della famosa Compagnia del Mississipi e controllore generale delle finanze del Regno di Francia, narrate da lui medesimo. Nel concerto spettacolo, in collaborazione con l’Accademia Montis Regalis, si esibirà l’attore Gianluca Gambino, al clavicembalo Maurizio Fornero. Il testo e la regia sono di Corrado Rollin. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria al sito www.accademiadellescienze.it

Mara Martellotta

Il Festival Spellbound 26 chiude a Torino 

Sabato 26 e domenica 27 settembre prossimi, presso l’Orto Botanico di Torino e il Magazzino sul Po, tornerà Spellbound 26 per l’atto conclusivo della sua seconda edizione. Dopo il successo ottenuto nelle giornate del 27 e 28 giugno, il festival curato da ALMARE torna nel capoluogo piemontese proseguendo nel percorso dedicato alle relazioni tra ascolto, ambiente e memoria.  Attraverso concerti, installazioni, incontri e pratiche d’ascolto, Spellbound 26 indaga il suono come strumento capace di mettere in dialogo passato e futuro, rielaborando criticamente pratiche e materiali tradizionali e interrogando le trasformazioni imposte dalle dinamiche storiche, sociali ed ecologiche. Concepito come un festival diffuso, Spellbound si sviluppa in diversi momenti e spazi della città di Torino, privilegiando i parchi pubblici come luoghi di produzione culturale e incontro. Spellbound mantiene una forte attenzione all’accessibilità, attraverso prezzi contenuti e forme di sostegno per il pubblico. La direzione artistica è orientata alla produzione di nuove opere, sviluppate in collaborazione con partner internazionali e pensate in relazione ai luoghi che le ospitano.

Sarà l’Orto Botanico dell’Università di Torino a ospitare “Near Silence”, progetto di ALMARE, interpretato dal sound artist kenyota KMRU e regiato da Odede, che pone al centro della sua ricerca le cosiddette “quiet areas”, territori caratterizzati da bassi livelli di rumore antropico. Attraverso registrazioni ambientali e interviste alla comunità locale, “Near Silence” indaga le trasformazioni del paesaggio sonoro e le molteplici agentività del silenzio: da un lato come rimozione della pluralità di voci del mondo naturale e possibile effetto dell’ecocidio in corso, dall’altro come risorsa condivisa da proteggere. L’evento sarà preceduto da un dialogo tra l’artista KMRU e Gascia Ouzounian, professoressa associata di Musicologia all’Università di Oxford, la cui ricerca si colloca all’intersezione tra sound studies e studi urbani, con particolare attenzione alle forme di inquinamento acustico e ai concetti di guerra vibrazionale e occupazione atmosferica.

A inaugurare la serata, un djset presso il Magazzino sul Po tra rielaborazione, trasmissione e reinvenzione di tradizioni sonore: protagonisti saranno il duo britannico Sealionwoman e il live di Takkak Takkak, progetto dei musicisti Shigeru Ishihara (DJ Scotch Egg) e Johanes “Mo’ong” Santoso Pribadi. L’evento proseguirà con il djset del collettivo Jokkoo, tra club culture contemporanee, sperimentazione elettronica e linguaggi performativi. A concludere sarà Pho Bho, collettivo e label indipendente torinese che, attraverso una ricerca orientata alle forme più innovative della musica da club contemporanea, intreccia poliritmi, basse frequenze e influenze
provenienti da diverse geografie sonore.

Mara Martellotta

Grattacielo Sanpaolo: “Da Granada a Montmartre”, solista Gaëlle Solal

Martedì 15 settembre alle ore 18 si terrà all’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo un concerto per MiTO SettembreMusica dedicato a pezzi per chitarra  

Grande attesa per il concerto di martedì 15 settembre prossimo per MiTO SettembreMusica, che si terrà alle ore 18 all’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo, dal titolo “Da Granada a Montmartre”, un omaggio a Manuel de Falla, a Federico Garcia Lorca, a Enrique Granados, Isaac Albeniz , Joaquín Rodrigo.
Protagonista alla chitarra Gaëlle Solal. I biglietti sono esauriti.
Figlio di genitori appassionati di musica, Solal scopre la chitarra classica all’età di cinque anni e si iscrive al Conservatorio di Marsiglia, per entrare poi al Conservatorio di Parigi a 16 anni e diplomarsi in un solo triennio con il Primo Premio all’unanimità. Più  attenta alla libertà che alle regole, la Solal è  promotrice di progetti eclettici multidisciplinari, come solista e in ensemble da camera. Fortemente impegnata nel sociale, si batte per la visibilità  delle donne nel mondo attraverso l’associazione Guitar’Elles di cui è  fondatrice. Dal 2011 risiede a Bruxelles.

Secondo concerto di MiTO SettembreMusica di martedì 15 settembre sarà al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino il concerto tutto incentrato su musiche di Robert Schumann, dall’Arabeske in do maggiore op. 18 alla Kreisleriana op. 16, alla Sonata n. 1 in fa diesis minore op. 11. Al pianoforte  il vincitore del Concorso Pianistico Internazionale Busoni 2025 Yifan Wu, nato nel 2005 e avviato allo studio professionale del pianoforte a quattordici anni con Yunlin Yang.
Attualmente prosegue la sua formazione con Stanislav Ioudenitch presso la Escuela Superior de Musica Reina Sofia a Madrid. Oltre al pianoforte, Yifan Wu coltiva anche una forte passione per l’arte contemporanea, in particolare per la fotografia, con la quale ha vinto numerosi premi internazionali  tra cui il titolo di Architecture Photographer of the Year  2022 agli International Photography Awards e le sue opere sono state esposte a New York, Shanghai, Budapest.

Per MiTO per la Città l’Accademia dei Solinghi eseguirà il concerto  intitolato “Amori, sospiri e bizzarrie del Seicento italiano” presso il teatro Sant’Anna alle ore 18.

Mara Martellotta

“La città che ha tante voci”, progetto culturale di Tangram Teatro

 In collaborazione con la RSA Cooperativa Sociale Caregiver di via Spalato , la scuola IC Ennio Morricone di corso Vercelli e la Scuola Holden di via Borgo Dora 49

“La città che ha tante voci” rappresenta  il  nuovo progetto di Tangram Teatro che, da settembre a dicembre prossimo, porrà in dialogo bambini e bambine, cittadini e cittadine senior, giovani artisti e artiste e professionisti e professioniste  dello spettacolo attraverso un percorso di creazione, ascolto e partecipazione.
Il progetto culturale pone al centro la produzione artistica di qualità quale strumento di coesione sociale e rigenerazione culturale dei territori, prevedendo la partecipazione attiva della comunità, attraverso un percorso partecipato, che coinvolge protagonisti del teatro, studenti delle scuole primarie e cittadini senior, valorizzando l’arte come spazio di ascolto, relazione e trasformazione.
I bambini, sotto la guida di drammaturghi, saranno coinvolti in residenze di drammaturgia finalizzate alla scrittura autonoma di testi teatrali. Questi testi prodotti verranno affidati ad attori professionisti che li porteranno in scena, proponendo un alto livello artistico.
I bambini si misureranno così con un’esperienza professionale, rafforzando l’autostima e la fiducia nelle proprie potenzialità.

L’iniziativa si pone come prima sperimentazione italiana del progetto “Scene& Heard”, nato ventisette anni fa a Londra da un’esperienza newyorchese e oggi riconosciuto nel Regno Unito come uno tra i più validi esempi in grado di coniugare qualità artistica e vocazione sociale.
Parallelamente i senior del territorio diventano custodi e narratori di memorie individuali e collettive e i loro racconti alimenteranno un processo creativo alla base di una performance teatrale, creata dalla formazione under 30 PoEM, che restituirà tracce e testimonianze dei luoghi della quotidianità, in un dialogo aperto tra generazioni.
Al centro di entrambi i processi creativi vi è  il racconto della città intesa come bene e memoria comune, ma anche come città fantastica, evocata dall’immaginazione dei bambini, crocevia di culture, lingue e visioni.

Città invisibile  che abita la città reale. Il progetto costruisce, così,  una mappa emotiva e culturale dei luoghi, intrecciando passato e futuro, centro e margine, pratica artistica e comunità. L’arte diventa occasione di incontro, strumento di inclusione e dispositivo di valorizzazione del territorio, capace di generare un senso di appartenenza e nuove forme di partecipazione culturale.
L’obiettivo è quello di costruire una pluralità di racconti, di cui i cittadini di generazioni diverse sono autori, e in cui gli artisti agiscono da facilitatori, traduttori e mediatori dei linguaggi che rappresentano.
La prospettiva intergenerazionale è  al centro dell’attività del progetto, i piccoli Esploratori e i Custodi, che conservano la memoria dei luoghi, sono i creatori del materiale narrativo e teatrale alla base dei processi artistici. Parallelamente i giovani artisti lavorano a fianco di professionisti più esperti in un continuo scambio di pratiche e esperienze.
Il progetto si articola in nove eventi indirizzati ad un pubblico generico, un evento per un pubblico specifico, tre laboratori, due residenze.
Due saranno gli spettacoli inediti frutto delle due residenze di scrittura creativa, replicati in due circoscrizioni per un totale di quattro spettacoli; una performance realizzata al termine del laboratorio all’interno della RSA di via Spalato e della successiva residenza degli artisti presso Tangram Teatro , con due repliche per pubblico generico, una per un pubblico specifico. Sarà poi indetto uno spettacolo in prima nazionale dal titolo “ A Three Things Day” dell’attore e autore inglese Ben Moor, che ha riscosso un certo successo all’Edinburgh Fringe Festival del 2025.

Le attività sono articolate su tre circoscrizioni  e coinvolgono diversi attori; la Scuola Holden, punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la scrittura creativa, contribuirà all’individuazione di giovani drammaturghi tra i neodiplomati che parteciperanno alla residenza con i bambini delle scuole primarie. Enchiridion ETS garantirà, grazie alla sua collaborazione stabile con Tangram Teatro e con il Community Hub di via Baltea, un coordinamento organizzativo tra i vari attori coinvolti nel progetto.
PoEM, formazione teatrale under 30, nata da una classe per attori del Teatro Stabile di Torino, cui si sono uniti Roberto Tarasco e Gabriele Vacis, garantisce un alto livello artistico nonché un impatto sociale nelle azioni che coinvolgono i cittadini senior.
Tangram Teatro ETS ha scelto di affidare il coordinamento organizzativo a Enchiridion ETS, che da tre anni collabora stabilmente con la struttura occupandosi di ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea europea e nordamericana, di sperimentazione nell’ambito di nuovi linguaggi digitali, di formazione e di didattica del teatro.

L’ideazione del progetto è  di Francesca Montanino, dottore di ricerca in storia del teatro inglese presso l’Università di Siena, e che si occupa di produzione e organizzazione teatrale. Ha curato la traduzione di molti testi anglosassoni rappresentati per la prima volta in Italia e si è occupata del coordinamento e dell’organizzazione di diverse rassegne in Italia e UK, oltre che di didattica teatrale per bambini ed adolescenti.
Il progetto prevede il coinvolgimento attivo di numerose figure under 35 appartenenti a diverse professionalità dello spettacolo dal vivo, quali drammaturghi, attori, scenografi e organizzatori, inserite in un percorso strutturato di avviamento alla professione. Nella selezione dei giovani partecipanti Scuola Holden agisce da facilitatore nell’individuare giovani autori e autrici tra i suoi diplomati. Enchiridion coadiuva nell’individuazione di giovani attrici e attori, tra i diplomati nelle principali scuole di teatro. In una prima fase i giovani professionisti parteciperanno ad un workshop condotto da Ben Moor, finalizzato all’acquisizione di pratiche artistiche consolidate a livello internazionale. Successivamente,  nell’ambito di due residenze artistiche, i drammaturghi affiancati da professionisti della rete, accompagneranno i dodici bambini della scuola primaria IC Morricone nella creazione di testi originali.

In un’ultima fase residenziale, giovani attori e scenografi lavoreranno alla messa in scena dei testi, in affiancamento a professionisti esperti, contribuendo allo sviluppo delle competenze artistiche e produttive. Le azioni a supporto della produzione artistica si concretizzeranno nella realizzazione di due spettacoli teatrali professionali inediti, replicati due volte negli spazi della rete.
Gli artisti under 30 di PoEM saranno coinvolti in un percorso laboratoriale con gli utenti della RSA di via Spalato, finalizzato alla raccolta di memorie e testimonianze. Tale percorso evolve in una residenza artistica che culminerà nella produzione di una performance, inedita e replicata in tre spazi diversi.

Mara Martellotta

Come non raccontare il femminicidio in Italia

In arrivo da Venezia “Serpenti” di Roberto De Paolis Maino

Un lentissimo movimento zoomato, la mdp che avanza a sorprendere Paolo Marra/Leonardo Lidi – bravo: corpulento, barbone tra il nero e il grigio, maglietta estiva con le sue belle palme bianche stampate sul davanti, ciabatte, quindi rimuginante, accigliato, imploso, sbattuto dentro quella verità che tenta di imporre – a imbracciare lo scopettone per far ordine e pulizia sul pavimento della cucina di casa. “Ho appena ucciso mia moglie… non so perché l’ho fatto” sussurra in macchina tristemente, poi sono i sensi di colpa e la volontà di costituirsi. “La situazione politica italiana è grave… ma non è seria” ci ha già avvertito Ennio Flaiano con una di quelle sue massime tra il sorriso e la lacrima e il graffio che nessuno ahinoi! ricorda più. Marra corre in commissariato mentre scorrono i titoli di testa di “Serpenti” e per lui sarà l’inizio di una giornata kafkiana, surreale, incredibilmente raccontata e vissuta, dove sconcerto e risata quanto più amara si mescolano.

Roberto De Paolis Maino – “mi ero chiesto tante volte come si potesse trattare il tema della violenza sulle donne (o della violenza in generale) cercando una via pungente e originale, evitando un approccio facile e retorico”: possibile? solo queste le due strade da seguire? – ha ripreso e collaborato alla sceneggiatura dei fratelli D’Innocenzo (il film presentato a Venezia nella sezione Spotlight), ha costruito per lo più in ambienti chiusi e in qualche modo soffocati e soffocanti un teatrino (quotidiano?) o un più serioso teatro dell’assurdo dove il protagonista attende quasi con disperazione il proprio Godot che dovrebbe avere le sembianze della autodenuncia – e della condanna futura – che è venuto a offrire in quella sorta di fumettistico commissariato romano. Laddove il rilassato che è di guardia gli passa moduli da riempire e dopo una buona attesa lo mette nelle mani del poliziotto che è Alessandro Borghi (il più apprezzabile e “stralunato” delle “macchiette” che circolano nel film): il quale avrà tutto il tempo – mentre “altrove” ci sta una donna vittima di un femminicidio che rimarrà sempre al di là del racconto e il reo confesso (“ma quale reo confesso! finché io non ho in mano tutte le prove qui di reo confesso non c’è nessuno”) scalpita – di farsi indicare con esattezza l’indirizzo di casa, la disposizione delle stanze nella medesima (“va bene, due bagni, in uno c’è la vasca nell’altro la doccia”) di mandarlo fuori alla vicina ferramenta per comprare quei gommini colorati da applicare alle troppe chiavi di casa per cui non perdere poi tempo a cercare questa o quella, a cincischiare (!) con la collega davanti alla macchina del caffè, a parlare con la moglie al cellulare per stabilire che cosa mangeranno per cena. Davanti a un dramma tanto abnorme, per cui ci arrabattiamo in sit-in, nel disporre scarpe rosse nelle piazze, nel fare fiaccolate, in ridicoli bracciali che funzionano male, in chiacchiere e lacrime che diventano giorno dopo giorno più inutili, un dramma che non fa che perseguitarci senza che nessuno – unitamente – afferri anche con prepotenza una soluzione, De Paolis gioca con un giochino che gli si sgonfia prestissimo tra le mani (“quando si è capito il gioco”, avrebbe detto Pirandello), con Borghi la narrazione e il poi si sono già pressoché completamente esauriti e la sceneggiatura, sotto altre facce, si ripete: perché arriva Pietro Castellitto, avvocaticchio d’ufficio e filosofo della domenica mentre al tavolino di un bar è pronto a far assolvere il proprio assistito e con lo stesso sguardo a tentare la fortuna con un gratta & vinci, e Valeria Golino inverosimile cartomante che magari prospetta a Marra di uscirsene e progettare un altro assassinio.

Forse, con e oltre De Paolis, con la sua “cancellazione” fisica e narrativa ed emotiva della donna ammazzata, quella donna che non facciamo altro che immaginare, lungo la parabola cinematografica, soltanto ricordata, siamo sempre più disorientati dallo starnazzare a volte della giustizia di casa nostra, è facile pensare alle impronte o le orme che si riscoprono dopo una ventina d’anni circa o i nuovi studi su un flauto che una povera ragazza ha posato per sempre quarant’anni fa, con altre ricerche e ripensamenti e rilassamenti che la cronaca di tutti i giorni ci mette sotto gli occhi. Ma il problema, quel problema resta, grave. Non più rimandabile. Per Marra, fuoriuscito da quelle spire che l’hanno soffocato sino a quel momento, è più facile finire dietro le sbarre per un biglietto non pagato sull’autobus e per aver alzato la voce davanti a quei tre (l’assurdo nell’assurdo, per noi normali frequentatori dei mezzi pubblici) addetti al controllo che immediatamente si sono svelati a rendergli conto della sua disobbedienza di utente onesto. Per dar lustro alla sua opera, De Paolis infastidisce con pretese bellurie le anse e le zone d’ombra del racconto e la noia che arriva a prenderti, bellurie che sono quei personaggi a lungo, normalmente o al ralenti, sorpresi a riflettersi nelle pozzanghere delle strade di Roma. Grazie no! da evitarsi assolutamente.

Elio Rabbione

Rock Jazz e dintorni a Torino. Frankie Hi-Nrg MC e i Wes Banderson

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Martedi Al Blah Blah suonano i Moun Sleep.Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour si esibiscono i Le Feste Antonacci.Giovedì. All’Hiroshima la band Wes Banderson, propone in concerto le colonne sonore dei film diWes Anderson. Al Blah Blah si esibiscono i Little Less Pain e i Flowers of Myra. Al Maglio RockHouse Restaurant, suonano i Neon Strays + Portal Minds.Venerdì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Frankie Hi-Nrg MC. Al Circolino suona il Wild FlowersJazz Trio. Alla Divina Commedia si esibisce la Marconi Blues Band. Al Magazzino sul Po suonano i Bakir.Al Maglio sono di scena gli Yourmother. Al Blah Blah si esibiscono i Cnogx + The Snuffers.Sabato. Al Maglio suonano i Der Meiter. Al Blah Blah sono di scena i Lleroy. Alla Divina Commediasuona la Phoenix Blues Band. Al Cafè Neruda si esibisce la Terry Blues Band.Pier Luigi Fuggetta

Rivive il Blue Bar di Profondo Rosso

Una grande installazione ricostruisce in piazza C.L.N. l’iconico Blue Bar di Profondo Rosso, proprio nel luogo in cui Dario Argento fece realizzare la scenografia originale nel 1975, ispirata a Nighthawks di Edward Hopper. Un suggestivo gioco di rimandi con Casa Marchetti, progettata nella stessa piazza come omaggio al Blue Bar e all’immaginario di Hopper. Cinema, architettura e città si incontrano così ancora una volta nel luogo che ha fatto da sfondo a una delle immagini più iconiche del cinema di Argento.L’installazione è temporanea in occasione dell’inaugurazione di via Roma.

Giuliana Prestipino

La de Sono riprende con un appuntamento dedicato alle donne compositrici

 

Nell’ambito della rassegna “MITO per la Città”

La de Sono riprende la propria attività dopo la pausa estiva con un appuntamento realizzato in collaborazione con MITO SettembreMusica, nell’ambito di “MITO per la Città”, la rassegna che affianca la manifestazione principale, portando la musica in luoghi diversi della città e del territorio metropolitano, con concerti gratuiti e a prezzi accessibili.

Lunedì 14 settembre, alle ore 18, all’Auditorium Operti, si terrà il concerto, libero fino a esaurimento posti, dal titolo “Il suono dell’emancipazione”, nell’ambito della rassegna “Musica al femminile”. Il concerto è in onore di Filippo Tortia, violoncellista. La serata è dedicata a tre grandi compositrici: Clara Schumann, Emy Beach e Lili Boulanger, accomunate da un talento straordinario e dalla difficoltà di affermare pienamente la propria vocazione musicale in un’epoca in cui alle donne era ancora riservato uno spazio limitato alla vita artistica e culturale. Le tre protagoniste appartengono a generazioni e contesti diversi, ma condividono una storia di talento, determinazione e ostacoli. Clara Schumann è pianista e compositrice di straordinario rilievo, e dovette mettere spesso in secondo piano la propria creatività; Emy Beach, prima compositrice statunitense a ottenere un premio internazionale, si affermò in un ambiente musicale prettamente maschile; Lili Boulanger fu un talento precisissimo e la prima donna a vincere il prestigioso Prix de Rome, ed ebbe una carriera interrotta dalla malattia.

In scena il trio formato da Letizia Gullino, talentuosa violinista ed ex borsista de Sono, Martino Maina, violoncellista di fila e secondo violoncello dell’orchestra della Fondazione Toscanini, e da Alberto Brunero, giovane pianista e divulgatore musicale. L’ensemble è nato proprio nell’ambito di live motivetto, il progetto di educazione all’ascolto promosso dalla de Sono in collaborazione con la Fondazione Agnelli, che porta nelle scuole superiori di tutta Italia lezioni concerto pensate per avvicinare gli studenti alla musica classica attraverso il confronto diretto con i musicisti.

Auditorium Operti – corso Siracusa 213, Torino (quartiere Santa Rita)

“Il suono dell’emancipazione” – 14 settembre alle ore 18

Mara Martellotta

All’Auditorium San Filippo Neri i concerti di Augusta Taurinorum

Domenica 13 settembre , dalle ore 16.30 alle 19, presso l’Auditorium San Filippo Neri in via Maria Vittoria 5, a Torino, si terrà  la sesta edizione del festival chitarristico “Augusta Taurinorum”, organizzato dall’Associazione  Culturale InCantiamo APS  di Milano, con la direzione artistica affidata al maestro Domenico Lafasciano, fondatore del Festival.
La manifestazione nasce con l’intento di proporre al pubblico un’esperienza musicale originale, attraverso un attento lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, con un’attenzione particolare rivolta agli strumenti antichi e poco conosciuti, composizioni rare e repertori che meritano di essere riportati alla luce.
Alle 16.30 il pomeriggio musicale si aprirà  con il duo chitarristico formato da Mario Cosco e Ignazio Viola. Il programma sette-ottocentesco ha come titolo “ Da Bach a Sor”, con trascrizioni di composizioni di Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi, per proseguire con eleganti pagine del compositore tedesco Johann Paul Schiffelholtz e con brani del musicista spagnolo Fernando Sor.
Seguirà alle 17.15 l’incontro tra il clarinettista Umberto Galante e il chitarrista e compositore Franco Cavallone, protagonisti del programma “Arie cantabili”. Saranno proposte pagine musicali a cavallo tra Ottocento e Novecento, con composizioni del tedesco Joseph Kuffner e del grande compositore , direttore d’orchestra e musicologo Ottorino Respigni.
L’ultimo appuntamento è  previsto  alle 18 con Domenico Lafasciano, che presenterà  la sua antica chitarra lira francese, esibendosi come solista e insieme al flautista Giovanni  Miszczyszyn e al soprano Jasmin Schramm. Il trio condurrà il pubblico nell’atmosfera musicale dei salotti dell’Ottocento, attraverso brani cameristici di Ferdinando Carulli, Francesco Molino, Mauro Giuliani, Charles Dolsy e Pierre Jean Porro.
L’ingresso è libero e gratuito e si può partecipare anche soltanto ad una sezione del concerto.

MM

Prima puntata da record per Suzuki Jukebox La Notte delle Hit

È una prima puntata da record per Suzuki Jukebox La Notte delle Hit, la serata live dall’Inalpi Arena di Torino in diretta su RAI 1 che con oltre 2 milioni di spettatori e il 17,2% di share si aggiudica la serata degli ascolti televisivi, risultando il programma più visto della prima serata e superando la concorrenza.

Un risultato straordinario, che conferma il successo del format e segna una crescita significativa rispetto alla precedente edizione. La prima serata di Suzuki Jukebox ha saputo conquistare il pubblico con un mix di musica, spettacolo, energia e divertimento, trasformando Rai 1 in una grande festa dedicata alle canzoni e agli artisti.

A condurre la serata, i due padroni di casa ideali: Antonella Clerici e Clementino, amati e apprezzati dal pubblico, capaci di dare ritmo e allegria allo show con la loro complicità, la loro ironia e una straordinaria sintonia. Insieme hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra grandi successi, performance dal vivo e momenti di spettacolo, confermando la forza di una coppia televisiva brillante e affiatata.

E questa sera la festa continua. Questa sera, live da Torino e su Rai 1, sono attesi nuovi super ospiti per un’altra grande serata di musica, emozioni e spettacolo con Suzuki Jukebox. Sarà la volta di Alberto Bertoli, Anna Oxa, Erminio Sinni, Gaetano Curreri e gli Stadio, Gazebo, Luca Dirisio, Mario Biondi, Paul Young, Sabrina Salerno, Spagna e Toploader. Un secondo capitolo nel quale si incontrano eleganza soul, pop d’autore, dance anni Ottanta, rock britannico e repertori che continuano a essere ascoltati, cantati e reinterpretati.

Suzuki Jukebox – La notte delle hit celebra il potere immediato delle canzoni: quelle che riportano a un viaggio in auto, a una festa, a un’estate, a una voce ascoltata alla radio; quelle che, dopo decenni, riescono ancora a creare un coro unico tra platea e pubblico da casa.

Suzuki Jukebox – La notte delle hit è prodotto da A1 Pictures in collaborazione con Direzione Intrattenimento Prime Time.