SPETTACOLI

Tre serate di eccellenza musicale all’Auditorium RAI

Il 28, 29 e 30 Aprile 2026 

 

Nell’aprile 2026, l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino accoglierà tre concerti con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Anu Tali, acclamata direttrice d’orchestra estone, insieme a  solisti di rilievo internazionale quali Giuseppe Gibboni, violino; il leggendario pianista Mikhail Pletnev, pianoforte; Daniel Lozakovich, violino e Arsenii Moon, pianoforte. Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese.

Martedì 28 Aprile 2026 | H 20.30
Enigmi, Paesaggi Sonori e una Stella Nascente

Giuseppe Gibboni, violino
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Edvard Grieg: Peer Gynt, Suite n. 1
Alexey Shor: Concerto per violino n. 7
Edward Elgar: Enigma Variations, op. 36 

Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese: accanto a celebri capolavori sinfonici di Grieg ed Elgar, la serata presenterà la prima italiana del Concerto per violino n. 7 del compositore ucraino-americano Alexey Shor.
La musica di Shor, spesso descritta come neoclassica, combina melodie liriche con una profonda tradizione armonica, offrendo agli ascoltatori un’esperienza vibrante ed emotiva.
Il suo nuovo concerto, ricco di virtuosismo e sfumature espressive, sarà interpretato da Giuseppe Gibboni, astro nascente tra i violinisti contemporanei e vincitore del Concorso Paganini.
Gibboni ha debuttato con il Concerto per violino di Čajkovskij accanto all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la direzione di Lorenzo Viotti.
Poco dopo, ha suonato con la chitarrista Carlotta Dalia su invito del Presidente Sergio Mattarella al Quirinale di Roma—un concerto trasmesso in diretta dalla radio italiana.
Ha già collaborato con alcune delle orchestre e dei direttori più rinomati al mondo, tra cui Riccardo Muti e Zubin Mehta.
Il Concerto n. 7 di Shor è affidato alle mani migliori: Gibboni, con la sua tecnica brillante e sensibilità musicale, è particolarmente adatto a introdurre il pubblico a quest’opera straordinaria.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI ci sarà l’acclamata direttrice estone Anu Tali, fondatrice della Nordic Symphony Orchestra. Descritta dall’Herald 

 

Tribune come “carismatica, brillante, energica”, è considerata una delle direttrici più affascinanti della sua generazione, celebrata per le sue interpretazioni fresche e penetranti.
Ex direttrice musicale della Sarasota Orchestra in Florida, si esibisce regolarmente con ensemble rinomati come la New Japan Philharmonic, l’Orchestre National de France, il Mozarteumorchester Salzburg e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.
Il pubblico torinese può aspettarsi una serata indimenticabile, con una combinazione di brillantezza tecnica ed espressione musicale toccante.

Mercoledì 29 Aprile 2026 | H 20.30
Un Viaggio nel Tempo: Dall’Introspezione Romantica alla Speranza Contemporanea

Mikhail Pletnev, pianoforte
Daniel Lozakovich, violino
Recital 

Programma:
Franz Schubert: Sonata in re maggiore per violino e pianoforte, op. 137 n. 1, D 384
Edvard Grieg: Sonata in do minore per violino e pianoforte, n. 3, op. 45
Alexey Shor: Sonata per violino e pianoforte
César Franck: Sonata in la maggiore per violino e pianoforte 

Questo programma intreccia sonate di Schubert, Grieg, Franck e Shor in un arco musicale unificato —un dialogo tra passato e presente, dove ogni compositore utilizza la forma della sonata come mezzo di espressione personale.
Il lirismo luminoso di Schubert apre la serata con uno sguardo introspettivo, che trova un’eco contemporanea nella Sonata n. 2 di Alexey Shoruna riflessione su temi senza tempo: perdita, desiderio e la speranza duratura per la bellezza in un mondo frammentato. Scritta in stretta collaborazione con Mikhail Pletnev, la sonata emerge da una partnership creativa tra compositore e interprete—nello spirito di Čajkovskij e Josef Kotek o Brahms e Joseph Joachim.
Grieg porta poi un’ondata di dramma nordico e contrasto, aprendo la strada alla monumentale sonata di Franck: un culmine spirituale costruito su una forma ciclica e un’unità trascendentale.
Al centro di questa performance ci sono due artisti straordinari, il leggendario pianista Mikhail Pletnev e il violinista emergente Daniel Lozakovich, in un raro incontro tra generazioni.
La loro collaborazione musicale unisce profonda esperienza e brillantezza giovanile in un programma che fonde capolavori amati con un’opera contemporanea scritta appositamente per loro.
Mikhail Pletnev, sia pianista che direttore d’orchestra, è ammirato per le sue interpretazioni anticonvenzionali e profondamente personali. Mai soddisfatto dell’ovvio, rivela nuove dimensioni in opere familiari—sempre sorprendenti, spesso mozzafiato e immancabilmente profonde. Musicista di altissimo livello e parte di una grande tradizione di interpreti maestri, le sue performance sono caratterizzate da profondità, individualità e intuizione poetica, ben oltre la mera virtuosità.
Daniel Lozakovich è emerso come uno dei violinisti più affascinanti della sua generazione. Lodato per l’intensità espressiva e la maturità del suo suono, si esibisce regolarmente con molte delle principali orchestre e direttori del mondo. In recital, la sua collaborazione con Mikhail Pletnev ha ricevuto ampi consensi. Lozakovich suona lo Stradivari “ex-Sancy” del 1713, precedentemente suonato dal leggendario Ivry Gitlis.
Nell’ottobre 2024, Pletnev e Lozakovich hanno pubblicato un album congiunto con Warner Classics, contenente proprio il programma che verrà eseguito a Torino.
Dopo le performance acclamate al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, all’Herkulessaal di Monaco e alla Dubai Opera, questo concerto segna la prima italiana del loro recital. 


Giovedì 30 Aprile | H 20.30
Risonanze Romantiche: Est, Ovest e Oltre

Arsenii Moon, pianoforte
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Alexey Shor: Concerto per pianoforte n. 1
Sergei Rachmaninoff: Rapsodia su un tema di Paganini, op. 43
Tchaikovsky: Romeo and Juliet

Questa serata riunisce due capolavori pianistici e un gioiello sinfonico.
Un programma che esplora l’evoluzione dell’espressione romantica attraverso i secoli.
Arsenii Moon, vincitore del 64° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni e destinatario del Premio Arturo Benedetti Michelangeli, si sta rapidamente affermando come una delle voci più brillanti e individuali della sua generazione.
I critici celebrano la sua eleganza aristocratica, la tecnica magistrale e la narrazione incantevole che porta in ogni performance.
Nelle sue mani, ogni frase sembra inevitabile, ogni silenzio eloquente.
Per questa performance, Moon metterà in mostra la sua brillantezza virtuosistica in due opere concertanti contrastanti: la Rapsodia su un tema di Paganini di Sergei Rachmaninoff, un classico intramontabile e una delle grandi prove dell’immaginazione pianistica, e il Concerto per pianoforte n. 2 di Alexey Shor, una composizione recente che unisce un lirismo ricco a un virtuosismo abbagliante.
L’accostamento offre un dialogo affascinante tra tradizione e modernità—dal romanticismo lussureggiante di Rachmaninoff al linguaggio contemporaneo di Shor che parla comunque la lingua della melodia senza tempo.
Il concerto si conclude con la radiosa Sinfonia n. 8 di Antonín Dvořák, un’opera traboccante di calore boemo e vitalità irrefrenabile. 

Foto PiùLuce

SEDE DEI CONCERTI

Auditorium Rai “A. Toscanini”  | Via Rossini 15 – 10124 – Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nasce nel 1994. I primi concerti sono diretti dai Maestri Prêtre e Sinopoli. Andrés Orozco-Estrada è il Direttore principale e Fabio Luisi è Direttore emerito. James Conlon è stato il Direttore principale dal 2016 al 2020. Juraj Valčuha ricopre la stessa carica dal 2009 al 2016. Tate è Primo direttore ospite fino al 2002 e Direttore onorario fino al 2011. Dal 2001 al 2007 Frühbeck de Burgos è Direttore principale. Dal 2003 al 2006 Noseda è Primo direttore ospite. Dal 1996 al 2001 Inbal è Direttore onorario. Altre prestigiose presenze sono Giulini, Sawallisch, Rostropovič, Chung, Mehta, Ahronovitch, Gergiev, Janowski, Bychkov, Petrenko, Jurowski, Albrecht, Hänchen, Franck, Eschenbach, Gatti, Harding. L’Orchestra tiene a Torino regolari stagioni concertistiche e cicli speciali; dal 2013 ha partecipato anche ai festival estivi di musica classica organizzati dalla Città di Torino. È spesso ospite di importanti festival in Italia quali MITO SettembreMusica, Milano Musica, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, Festival Verdi di Parma e Sagra Malatestiana di Rimini.

Molte le tournée in Europa, al Musikverein di Vienna, al Festival RadiRO e al Festival Enescu, alla Konzerthaus di Vienna, al Festival di Salisburgo, alla Philharmonie di Berlino e negli Emirati Arabi Uniti. Esegue la Nona di Beethoven alla Royal Opera House di Muscat. Nell’autunno 2021, ha tenuto una prestigiosa tournée in Germania con i debutti all’Alte Oper di Francoforte, alla Kölner Philharmonie e all’Elbphilharmonie di Amburgo. A giugno 2022 è stata protagonista di una tournée al Sud Italia (Catania, Catanzaro, Salerno, Matera e Brindisi) e a settembre 2023 è tornata alla Royal Opera House di Muscat. A novembre 2025 è stata in tournée in Spagna con il M° Orozco-Estrada, debuttando al Palau de la Música Catalana di Barcellona, all’ADDA Auditorio di Alicante e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid. Dal 2017 al 2024 è stata l’orchestra principale del Rossini Opera Festival di Pesaro.

BIGLIETTI E TARIFFE

I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili sul sito www.ticketone.it
In occasione dei concerti la biglietteria fisica sarà aperta un’ora prima dell’evento.

PREZZI STANDARD

PLATEA 25,02 + dp, prezzo finale 28,5€

BALCONATA 19,76 + dp, prezzo finale 22,5€

GALLERIA 16,28 + dp, prezzo finale 18,5€

PREZZI UNDER 35

PLATEA 22,53€ + dp, prezzo totale 25,65€

BALCONATA 17,8 + dp, prezzo totale 20,25€

GALLERIA 14,67 + dp, prezzo totale 16,65€

ABBONAMENTI

PLATEA 64,98€ + dp, prezzo totale 74€

BALCONATA 50,93€ + dp, prezzo totale 58€

GALLERIA 42,15€ + dp, prezzo totale 48€

CONTATTI

White Roses Studio | Ufficio stampa e Comunicazione

Paola Mungo | Senior communication strategist & Media relations
+39 3454105751 | pm@paolamungo.com 


Veronica Vair | Digital PR & Creator relations manager
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Una produzione CMDI events
www.cmdi-group.com

 

in partnership con DNA Concerti

Job Film Days: “Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

Fertili Terreni Teatro, in scena la pièce teatrale “NO”

Andrà  in scena a OFF Topic mercoledì 22 aprile prossimo alle ore 21, in via Pallavicino 35,  la pièce teatrale dal titolo “NO” di e con Annalisa Limardi .
Lo spettacolo è  adatto ad un pubblico di età maggiore ai 14 anni.
La pièce teatrale indaga la difficoltà di definizione dei propri confini personali; in “NO” la performer  si imbatte e si confronta con le richieste di quel mondo esterno simboleggiato da un microfono ad asta. Incalzata da domande sempre più insistenti e invasive, con il passare dei minuti la protagonista si trova sempre più in una condizione di incapacità nel dare il proprio consenso, palesando un’evidente condizione di limite da cui prende forma la sua ribellione.
Da soggetto passivo in palese difficoltà di fronte al suo immaginario interlocutore, una volta preso attivamente il controllo del microfono, si trasforma in soggetto attivo finalmente iin grado di far affermare voce ed autonomia.
“Questo progetto nasce – spiega l’autrice e interprete Annalisa Limardi – dalla necessità di rielaborare delle ferite riguardanti situazioni di abuso, in cui i miei confini personali e intimi sono stati oltrepassati senza che io potessi difendermi. Indaga, tuttavia, anche la difficoltà insita in me nel riconoscere e quindi stabilire questi confini. “NO” è  ciò che, troppo spesso, avrei voluto dire e non ho detto, forse per vergogna, per paura, per incoscienza o per ingenuità.  Mi riguarda personalmente, ma sento che ha a che fare anche con un discorso più ampio, generale, anzi, diciamo “di genere”, perché penso che le radici di questa paura ad alzare la voce, di questo bisogno di essere ubbidiente e devote pur di essere accettate, siano di natura sociale e abbiano un impatto maggiormente violento sulle donne”.

Per il biglietto il costo è  di 13 euro, se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.

Ridotto il costo è  di 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento.

Resta poi la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.

I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni: Torino Jazz Festival e Roberto Vecchioni

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Martedì. Al teatro Colosseo suona Giovanni Allevi. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Andrew Faber.

Al Blah Blah è di scena Hugo Race Fatalists. All’Inalpi Arena si esibisce Frah  Quintale.

Mercoledì. Al teatro Colosseo arriva Roberto Vecchioni. Anteprima del Torino Jazz Festival al Comala con il Spiritus Trio. Al Circolo Mossetto “Miles Davis: Autobiografia di un genio”.  Al The Mad Dog Social Club suona il quintetto di Gianni Denitto. Allo Spazio 211si esibisce Marco Giudici.

Giovedì. Al Circolino debutta Manouche Jazz Nights, 4 serate consecutive con il jazz Manouche. Primo appuntamento Dimitry Kuptsov Trio. All’Hiroshima si esibisce Cisco.  Al Blah Blah sono di scena i Thee Wops + Seekers 70. All’Inalpi Arena si esibisce Tommaso Paradiso. Continuano le anteprime del TJF. All’Istituto di Candiolo Irccs  suona LDT Trio. Al Beeozanam Community Hub il duo Basilico & Garbolino. Alla Biblioteca Civica Don Milani CFM Combo Jazz con l’ottetto di Fulvio Chiara. Alla Bocciofila Vanchiglietta il duo Lodati & Cangini. Al Magazzino sul Po il trio Calderano- Sguerra- Lacovella. Al Neruda il quintetto di Gigi Cifarelli.

Venerdì. Per il Festival Manouche al Circolino, suona l’Adrien Marco Trio. Al Cap 10100 si esibiscono i Matrioska. Al Folk Club per l’anteprima del TJF si esibisce Luca Santaniello Quartet. Al Blah Blah suona Luca Arduini Trio. Allo Spazio 211 è di scena Plant. Al Circolo dei lettori Talks “ ritratto di Brad Mehldau.” Allo Ziggy si esibiscono gli Enisum + Taur-IM- Duinath.

Sabato.  Inaugurazione del Torino Jazz Festival Con Fabrizio Bosso al teatro Colosseo. Al Conservatorio per “Il Jazz della Liberazione”, Moni Ovadia  & Kassiber Ensemble. Da segnalare tra i vari eventi alle Gallerie D’Italia “A Love Supreme” di John Coltrane, guida all’ascolto con Stefano Zenni. Per Manouche Jazz Nights al Circolino, suonano i Romanouche. All’Inalpi Arena si esibisce Blanco.

Domenica. Per il TJF all’Hiroshima, suona il quartetto del “funambolico” Marc Ribot. Alla Casa  Teatro Ragazzi e Giovani, Bruno Tommaso  & Barga Jazz Ensemble. Al teatro Juvarra Weave 4. Al Lombroso 16 il duo Sartoris & Bertot. Via Baltea 3 ospita Montellanico & Graziano & Vignato Trio. Ultimo appuntamento per Manouche Jazz Nights al Circolino con 20 Strings.

Pier Luigi Fuggetta

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“Notte Morricone”, omaggio al grande compositore

Nell’ambito di Torinodanza Extra, debutta al teatro Carignano, dal 22 al 26 aprile, lo spettacolo “Notte Morricone”, per la regia e la coreografia di Marcos Morau

Debutta al teatro Carignano mercoledì 22 aprile prossimo, alle 20.45, lo spettacolo “Notte Morricone” di Marcos Morau, pluripremiato regista e coreografo spagnolo dal linguaggio visionario. Lo spettacolo rappresenta il secondo appuntamento di Torinodanza Extra, il percorso dal carattere multidisciplinare e contemporaneo della programmazione del teatro Stabile di Torino, capace di unire la danza al teatro performativo . Si tratta di un omaggio al compositore Ennio Morricone, ideato e diretto da Marcos Morau e musicato da Maurizio Billi, che ha adattato le composizioni di Morricone.
Lo spettacolo, che vedrà in scena sedici danzatori, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Nazionale della Danza, Aterballetto, Macerata Opera Festival, Fondazione Teatro di Roma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, il Centro Teatrale Bresciano, insieme a Ravenna Festival e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

La danza incontra le arti visive e il cinema sulle musiche leggendarie del Premio Oscar Ennio Morricone, trasformandole in paesaggi emotivi. Non si tratta di spiegare la sua opera, ma di dialogare con essa, immaginando nuove melodie, parallele a quelle che vantano un secolo di cinema e la memoria di milioni di spettatori. Lo spettacolo prende forma nel crepuscolo di una notte qualunque di un compositore solitario, fra fogli sparsi e melodie che evocano film mai girati, e con i ricordi di quel Morricone ragazzo che avrebbe voluto essere medico o trombettista. Così la strada diventa studio, poi cinema, e la musica del grande talento continua a raccontare ciò che non si riesce a dire con le parole.

“ ‘Io, Ennio Morricone sono morto’, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo – dichiara Marco Morau, regista e coreografo dal linguaggio visionario – ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi e al sicuro. ‘Notte Morricone’ è un mio tributo alla bellezza che ha saputo donare al mondo. Ennio Morricone potrebbe essere mio padre o mio nonno, io sono un erede diretto della sua arte, dei film che gli devono un debito incommensurabile, siano essi capolavori, buoni, mediocri o brutti film. Fischiettare le sue melodie era già, prima di immergermi nella sua musica, un suono ricorrente nella mia vita. Sono figlio di genitori cresciuti con il suo ‘C’era una volta in America’ o ‘Il buono, il brutto e il cattivo’. Sono cresciuto tra molte altre cose, con le sue melodie che suonavano nel soggiorno della mia casa. Senza che lui lo sapesse, la sua musica non era solo quella dei suoi film, ma anche la colonna sonora della nostra infanzia. Ennio mise la sua creatività, la sua ispirazione, la sua eterodossia al servizio della fabbrica dei sogni, incorporandoli nella nostra memoria e diventando un classico, incarnazione del compositore intellettuale, del musicista popolare e quasi di una rock star.
È in quel lato generoso di condivisione della bellezza con noi che il mondo di Morricone, che immagino, comincia a prendere forma. Non si tratta solo di lavorare con la sua musica, tantomeno di spiegarla, poiché ha già espresso tutto; si tratta di comporre una nuova melodia che scorra parallela alle nostre vite. ‘Notte Morricone’ si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo che, solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza. La notte sarà piena di visitatori, alcuni musicisti che risponderanno alla sua chiamata creativa per registrare le sue idee fugaci in uno studio di registrazione improvvisato. E lì, tra le partiture musicali, apparirà il ragazzo, quello che voleva fare il dottore, infaticabile giocatore di scacchi, quello che sapeva che non avrebbe mai suonato la tromba come Chat Baker, ma a cui il destino aveva riservato un ruolo appositamente per lui, il posto che l’avrebbe reso un’icona per l’eternità, e la notte continuerà ad avanzare, trasformando la sua casa in uno studio di registrazione, nella dualità della sua mente libera e del suo spirito che crea colonne sonore che sarebbero diventate musica di un secolo, trasformando la sua casa in un cinema dove visitatori di ogni tipo verranno a guardare i suoi film e a trascorrere la notte con lui. Ogni notte sarà una nuova opportunità per dar vita al sogno di tutti loro: i musicisti, i bambini e gli amanti, o coloro che vanno al cinema da soli. La musica di Morricone ha riportato in luce ciò che normalmente fa parte dei nostri silenzi, e so che oggi sarebbe molto felice di sapere che la sua musica potrebbe emanciparsi dal cinema e vivere di arte propria”.

“Notte Morricone” – regia e coreografia Marcos Morau – musica Ennio Morricone – direzione e adattamento musicale Maurizio Billi – sound design Alex Röser Vatiché, Ben Merwein – testi Carmina S. Sella- set luci Mark Salicrù – costumi Silvia Delagneau

Info: teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – orario spettacoli: giovedì e sabato ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16/ lunedì risposo. Biglietteria presso il teatro Carignano – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it – orario biglietteria: da martedì a sabato dalle 13 alle 19 e domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo.

Mara Martellotta

Poco più che rime con Davide Cruccas

Cosa rimane delle canzoni se togliamo loro la musica? Poco piu che rime! Il taccuino ritrovato di un cantautore che appunta idee, testi, scarabocchi e illustrazioni che poi forse diventeranno canzoni.
“Poco più che rime” è un originale progetto del cantautore Davide Cruccas che corre su due binari: quello cartaceo, composto da un libro di testi di canzoni e illustrazioni, e quello sonoro che permette di scegliere i brani tramite il codice QR, per creare un ponte immediato verso l’ascolto. Un taccuino che raccoglie scarabocchi, frammenti e canzoni che prendono forma, ogni pagina rimanda a un brano, ogni brano racconta una pagina, e che nasce da un’abitudine quotidiana, quella di annotare tutto. Come hai iniziato Davide Cruccas? “Canto da sempre, da che io ho memoria, poi ho iniziato a imbracciare la prima chitarra scassata a 13 anni. La radio dei mie genitori allora passava musica italiana: i Nomadi, Celentano, De Gregori, poi mia sorella maggiore iniziò a portare a casa musicassette di Masini, Ramazzotti, Vallesi… Nel frattempo io continuavo a cantare, ascoltare e soprattutto copiare. Verso i sedici anni, complice la scuola superiore, mi innamorai del blues a del folk, da Eric Clapton a Bob Dylan, da Nick Drake e Don Mc Lean, e poi i Beatles, tanti Beatles, e ancora Beatles. Ma adoravo chiunque avesse una voce incredibile: i Platters, Sam Cooke, i Queen, Jeff Buckley. Per anni ho suonato blues e rock in molti locali di Torino, qualcuno esiste ancora, altri sono diventati dei sushi bar. Poi
ho iniziato a sentire il bisogno di dire qualcosa di mio e così sono arrivati i primi brani scritti da me e nel 2008 ho registrato il primo EP di canzoni italiane; poi la perdita del lavoro mi ha spinto a cercare la mia strada altrove e sono andato a vivere a Londra dove suonavo per strada ed in trasmissioni radiofoniche col mio trio folk, e lì ho inciso quattro brani in inglese.
Nel 2012 sono tornato a vivere in Italia, ho continuato a portare in giro i miei brani, che sono poi finiti in un altro Ep intitolato “Il sudore del cantautore” ed ho avuto l’onore di aprire concerti ad artisti come Claudio Lolli, e Zibba e Almalibre. Infine, sono tornato a vivere a Torino, dove insieme a Paolo Rigotto ho registrato il mio primo album “Ballate fra terra e cielo” che contiene 9 canzoni inedite” L’album ha avuto un buon successo da parte della critica di settore e il brano “Siamo ancora vivi” ha ottenuto la targa della critica al Premio Gianmaria Testa”. Ed ora c’è “Poco più che rime” con la prefazione di Fabio Geda e Paolo Capodacqua e con una buona parte di brani arrangiati e prodotti da Eddy Mattei, compositore, arrangiatore e collaboratore di Zucchero Fornaciari.

Igino Macagno

“Socrate 16.22”, teatro e innovazione con Stefano Accorsi

Nell’elegante cornice del Teatro Carignano, all’interno della Biennale Tecnologia — manifestazione sempre più trasversale, capace di interrogare le sfide del futuro anche attraverso il linguaggio dello spettacolo e dell’arte — stamattina la sala gremita e un pubblico caloroso hanno accolto Stefano Accorsi, protagonista di “Socrate 16.22”, affiancato in scena da Ludovica Martino e dalla studiosa Tatiana Tommasi. Lo spettacolo, scritto da Filippo Gentili e diretto da Ferdinando Ceriani, si inserisce pienamente nel dialogo tra teatro e innovazione promosso dalla rassegna.

La narrazione si sviluppa attorno a un rapporto padre-figlia tutt’altro che pacificato: lui rappresenta una generazione cresciuta con l’idea che la tecnologia sia progresso e soluzione, lei invece incarna il dubbio, l’inquietudine di chi si trova a vivere un futuro già scritto da algoritmi e sistemi che sfuggono al controllo umano. Il dialogo tra i due è serrato, a tratti duro, ma sempre attraversato da un legame affettivo che non si spezza mai davvero.

È proprio dentro questa frattura generazionale che si inserisce il tema dell’intelligenza artificiale. Non viene trattata come una minaccia spettacolare o fantascientifica, ma come qualcosa di molto più vicino e insidioso: una presenza che modifica lentamente il modo di pensare, di scegliere, perfino di relazionarsi. Lo spettacolo suggerisce che il rischio più grande non sia una ribellione delle macchine, ma una progressiva rinuncia dell’essere umano alla propria autonomia critica, insieme a una trasformazione — se non vera e propria perdita — del ruolo umano nel lavoro, sempre più spesso delegato o sostituito da sistemi automatizzati.

“Socrate 16.22” funziona perché non dà risposte facili. Mette lo spettatore davanti a una tensione reale: da un lato il fascino inevitabile dell’innovazione, dall’altro la paura che questo stesso progresso possa svuotare di significato le relazioni e l’identità. Ne esce una riflessione lucida e inquieta, che resta addosso anche dopo gli applausi, proprio perché parla più del presente che del futuro.

Al termine dello spettacolo si è aperto anche uno spazio di confronto con il pubblico: domande, osservazioni e riflessioni hanno dato vita a un dialogo vivo e partecipato, segno di quanto i temi affrontati tocchino da vicino e continuino a interrogare, ben oltre la scena.

GIULIANA PRESTIPINO

Il cuore della libertà

Teatro Concordia

Lunedì 20 aprile, ore 21

 

 

 

Il cuore della libertà è il racconto dei tre giorni che precedono la strage di Givoletto del 23 febbraio 1945 nella quale perse la vita, oltre ad altri partigiani, la giovane staffetta Domenico Luciano di soli 11 anni, trucidato dai Nazifascisti.

Lo spettacolo è il racconto delle emozioni di un bambino-partigiano che si ricongiunge ad amici e fratelli combattenti per un paese libero dalla guerra e dall’oppressione. Il punto di vista di Domenico si intreccia e si scontra con quello di suo fratello e degli altri membri della brigata e si snoda in dialoghi e sogni ad occhi aperti, cullato dalla musica eseguita dal vivo che fa da contrappunto alle vicende e ai pensieri dei personaggi. Il cuore della libertà racconta una vicenda singola, ma pone l’accento sulla trasversalità e la collettività della Resistenza che ha unito persone di età e ideali diversi tra loro, ma solidali verso un unico obiettivo: la liberazione e la pace.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Lunedì 20 aprile 2026, ore 21

Il cuore della libertà

Regia: Melina Pellicano

Testo: Francesco Varano in collaborazione con Anpi Torino

Con Alberto Barbi, Tommaso Calvi, Umberto Poli, Maurizio Misceo

Musiche originali, eseguite dal vivo da Umberto Poli, polistrumentista

Scenografia: Eleonora Rasetto

Biglietti: intero 13 euro, ridotto 10 euro

www.teatrodellaconcordia.it

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Per il Valsusa Filmfest ad Almese, tributo a Freddy Mercury

Al teatro Magnetto di via Avigliana 17, ad Almese, tra gli appuntamenti di punta del Valsusa Filmfest, sabato 18 aprile prossimo, alle ore 21, andrà in scena Mike Moran “The Freddy’s opera”, uno spettacolo musicale dedicato alla carriera solista di Freddy Mercury, a ottant’anni dalla nascita del celebre artista. Protagonista della serata sarà Mike Moran, pianista e compositore britannico che ha direttamente collaborato con Freddy Mercury nella realizzazione dei brani più significativi della produzione solista. Al pianoforte Moran suonerà ls musiche che ha registrato in studio insieme a Mercury, tra cui “My defence” e “Barcelona”, restituendo al pubblico un’esperienza musicale autentica e legata alla realizzazione originale di queste composizioni. Nel corso della sua carriera, Moran ha collaborato con numerosi altri artisti internazionali, tra cui George Harrison, Joe Cocker e Kate Bush. Il concerto si concentra su una fase meno conosciuta, ma centrale, di Freddy Mercury, legata ai progetti solisti e alla sperimentazione musicale al di fuori dei Queen, caratterizzata dall’incontro tra linguaggi diversi e dalla collaborazione con artisti provenienti da ambiti differenti, come nel caso della celebre unione tra musica pop e lirica. Accanto a Moran, lo spettacolo vedrà in scena Giordano Petrini (Jordan Trey) nel ruolo di Freddy Mercury, e il soprano Graciela Dorbessan nel ruolo di Montserrat Caballé, figura chiave della carriera solista dell’artista britannico. La dimensione musicale si intreccia così con quella interpretativa, dando vita ad un racconto scenico che restituisce atmosfere, suggestioni e momenti emblematici del percorso artistico. A completare lo spettacolo, il corpo di ballo composto da Nicoletta Ilardi e Federico Tarabbia, in una messa in scena che unisce musica, interpretazione e movimento. La regia è di Daniele Croce, per una produzione Valsusa Filmfest, realizzata in collaborazione con Maurizio Pisu, Kinds of Magic e Classic Queen. Daniele Croce è infatti anche il batterista dei Classic Queen e curatore, per il Valsusa Filmfest, delle sezioni di concorso cortometraggi “Disertare”.

Mara Martellotta