SPETTACOLI

“La città che ha tante voci”, progetto culturale di Tangram Teatro

 In collaborazione con la RSA Cooperativa Sociale Caregiver di via Spalato , la scuola IC Ennio Morricone di corso Vercelli e la Scuola Holden di via Borgo Dora 49

“La città che ha tante voci” rappresenta  il  nuovo progetto di Tangram Teatro che, da settembre a dicembre prossimo, porrà in dialogo bambini e bambine, cittadini e cittadine senior, giovani artisti e artiste e professionisti e professioniste  dello spettacolo attraverso un percorso di creazione, ascolto e partecipazione.
Il progetto culturale pone al centro la produzione artistica di qualità quale strumento di coesione sociale e rigenerazione culturale dei territori, prevedendo la partecipazione attiva della comunità, attraverso un percorso partecipato, che coinvolge protagonisti del teatro, studenti delle scuole primarie e cittadini senior, valorizzando l’arte come spazio di ascolto, relazione e trasformazione.
I bambini, sotto la guida di drammaturghi, saranno coinvolti in residenze di drammaturgia finalizzate alla scrittura autonoma di testi teatrali. Questi testi prodotti verranno affidati ad attori professionisti che li porteranno in scena, proponendo un alto livello artistico.
I bambini si misureranno così con un’esperienza professionale, rafforzando l’autostima e la fiducia nelle proprie potenzialità.

L’iniziativa si pone come prima sperimentazione italiana del progetto “Scene& Heard”, nato ventisette anni fa a Londra da un’esperienza newyorchese e oggi riconosciuto nel Regno Unito come uno tra i più validi esempi in grado di coniugare qualità artistica e vocazione sociale.
Parallelamente i senior del territorio diventano custodi e narratori di memorie individuali e collettive e i loro racconti alimenteranno un processo creativo alla base di una performance teatrale, creata dalla formazione under 30 PoEM, che restituirà tracce e testimonianze dei luoghi della quotidianità, in un dialogo aperto tra generazioni.
Al centro di entrambi i processi creativi vi è  il racconto della città intesa come bene e memoria comune, ma anche come città fantastica, evocata dall’immaginazione dei bambini, crocevia di culture, lingue e visioni.

Città invisibile  che abita la città reale. Il progetto costruisce, così,  una mappa emotiva e culturale dei luoghi, intrecciando passato e futuro, centro e margine, pratica artistica e comunità. L’arte diventa occasione di incontro, strumento di inclusione e dispositivo di valorizzazione del territorio, capace di generare un senso di appartenenza e nuove forme di partecipazione culturale.
L’obiettivo è quello di costruire una pluralità di racconti, di cui i cittadini di generazioni diverse sono autori, e in cui gli artisti agiscono da facilitatori, traduttori e mediatori dei linguaggi che rappresentano.
La prospettiva intergenerazionale è  al centro dell’attività del progetto, i piccoli Esploratori e i Custodi, che conservano la memoria dei luoghi, sono i creatori del materiale narrativo e teatrale alla base dei processi artistici. Parallelamente i giovani artisti lavorano a fianco di professionisti più esperti in un continuo scambio di pratiche e esperienze.
Il progetto si articola in nove eventi indirizzati ad un pubblico generico, un evento per un pubblico specifico, tre laboratori, due residenze.
Due saranno gli spettacoli inediti frutto delle due residenze di scrittura creativa, replicati in due circoscrizioni per un totale di quattro spettacoli; una performance realizzata al termine del laboratorio all’interno della RSA di via Spalato e della successiva residenza degli artisti presso Tangram Teatro , con due repliche per pubblico generico, una per un pubblico specifico. Sarà poi indetto uno spettacolo in prima nazionale dal titolo “ A Three Things Day” dell’attore e autore inglese Ben Moor, che ha riscosso un certo successo all’Edinburgh Fringe Festival del 2025.

Le attività sono articolate su tre circoscrizioni  e coinvolgono diversi attori; la Scuola Holden, punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la scrittura creativa, contribuirà all’individuazione di giovani drammaturghi tra i neodiplomati che parteciperanno alla residenza con i bambini delle scuole primarie. Enchiridion ETS garantirà, grazie alla sua collaborazione stabile con Tangram Teatro e con il Community Hub di via Baltea, un coordinamento organizzativo tra i vari attori coinvolti nel progetto.
PoEM, formazione teatrale under 30, nata da una classe per attori del Teatro Stabile di Torino, cui si sono uniti Roberto Tarasco e Gabriele Vacis, garantisce un alto livello artistico nonché un impatto sociale nelle azioni che coinvolgono i cittadini senior.
Tangram Teatro ETS ha scelto di affidare il coordinamento organizzativo a Enchiridion ETS, che da tre anni collabora stabilmente con la struttura occupandosi di ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea europea e nordamericana, di sperimentazione nell’ambito di nuovi linguaggi digitali, di formazione e di didattica del teatro.

L’ideazione del progetto è  di Francesca Montanino, dottore di ricerca in storia del teatro inglese presso l’Università di Siena, e che si occupa di produzione e organizzazione teatrale. Ha curato la traduzione di molti testi anglosassoni rappresentati per la prima volta in Italia e si è occupata del coordinamento e dell’organizzazione di diverse rassegne in Italia e UK, oltre che di didattica teatrale per bambini ed adolescenti.
Il progetto prevede il coinvolgimento attivo di numerose figure under 35 appartenenti a diverse professionalità dello spettacolo dal vivo, quali drammaturghi, attori, scenografi e organizzatori, inserite in un percorso strutturato di avviamento alla professione. Nella selezione dei giovani partecipanti Scuola Holden agisce da facilitatore nell’individuare giovani autori e autrici tra i suoi diplomati. Enchiridion coadiuva nell’individuazione di giovani attrici e attori, tra i diplomati nelle principali scuole di teatro. In una prima fase i giovani professionisti parteciperanno ad un workshop condotto da Ben Moor, finalizzato all’acquisizione di pratiche artistiche consolidate a livello internazionale. Successivamente,  nell’ambito di due residenze artistiche, i drammaturghi affiancati da professionisti della rete, accompagneranno i dodici bambini della scuola primaria IC Morricone nella creazione di testi originali.

In un’ultima fase residenziale, giovani attori e scenografi lavoreranno alla messa in scena dei testi, in affiancamento a professionisti esperti, contribuendo allo sviluppo delle competenze artistiche e produttive. Le azioni a supporto della produzione artistica si concretizzeranno nella realizzazione di due spettacoli teatrali professionali inediti, replicati due volte negli spazi della rete.
Gli artisti under 30 di PoEM saranno coinvolti in un percorso laboratoriale con gli utenti della RSA di via Spalato, finalizzato alla raccolta di memorie e testimonianze. Tale percorso evolve in una residenza artistica che culminerà nella produzione di una performance, inedita e replicata in tre spazi diversi.

Mara Martellotta

Come non raccontare il femminicidio in Italia

In arrivo da Venezia “Serpenti” di Roberto De Paolis Maino

Un lentissimo movimento zoomato, la mdp che avanza a sorprendere Paolo Marra/Leonardo Lidi – bravo: corpulento, barbone tra il nero e il grigio, maglietta estiva con le sue belle palme bianche stampate sul davanti, ciabatte, quindi rimuginante, accigliato, imploso, sbattuto dentro quella verità che tenta di imporre – a imbracciare lo scopettone per far ordine e pulizia sul pavimento della cucina di casa. “Ho appena ucciso mia moglie… non so perché l’ho fatto” sussurra in macchina tristemente, poi sono i sensi di colpa e la volontà di costituirsi. “La situazione politica italiana è grave… ma non è seria” ci ha già avvertito Ennio Flaiano con una di quelle sue massime tra il sorriso e la lacrima e il graffio che nessuno ahinoi! ricorda più. Marra corre in commissariato mentre scorrono i titoli di testa di “Serpenti” e per lui sarà l’inizio di una giornata kafkiana, surreale, incredibilmente raccontata e vissuta, dove sconcerto e risata quanto più amara si mescolano.

Roberto De Paolis Maino – “mi ero chiesto tante volte come si potesse trattare il tema della violenza sulle donne (o della violenza in generale) cercando una via pungente e originale, evitando un approccio facile e retorico”: possibile? solo queste le due strade da seguire? – ha ripreso e collaborato alla sceneggiatura dei fratelli D’Innocenzo (il film presentato a Venezia nella sezione Spotlight), ha costruito per lo più in ambienti chiusi e in qualche modo soffocati e soffocanti un teatrino (quotidiano?) o un più serioso teatro dell’assurdo dove il protagonista attende quasi con disperazione il proprio Godot che dovrebbe avere le sembianze della autodenuncia – e della condanna futura – che è venuto a offrire in quella sorta di fumettistico commissariato romano. Laddove il rilassato che è di guardia gli passa moduli da riempire e dopo una buona attesa lo mette nelle mani del poliziotto che è Alessandro Borghi (il più apprezzabile e “stralunato” delle “macchiette” che circolano nel film): il quale avrà tutto il tempo – mentre “altrove” ci sta una donna vittima di un femminicidio che rimarrà sempre al di là del racconto e il reo confesso (“ma quale reo confesso! finché io non ho in mano tutte le prove qui di reo confesso non c’è nessuno”) scalpita – di farsi indicare con esattezza l’indirizzo di casa, la disposizione delle stanze nella medesima (“va bene, due bagni, in uno c’è la vasca nell’altro la doccia”) di mandarlo fuori alla vicina ferramenta per comprare quei gommini colorati da applicare alle troppe chiavi di casa per cui non perdere poi tempo a cercare questa o quella, a cincischiare (!) con la collega davanti alla macchina del caffè, a parlare con la moglie al cellulare per stabilire che cosa mangeranno per cena. Davanti a un dramma tanto abnorme, per cui ci arrabattiamo in sit-in, nel disporre scarpe rosse nelle piazze, nel fare fiaccolate, in ridicoli bracciali che funzionano male, in chiacchiere e lacrime che diventano giorno dopo giorno più inutili, un dramma che non fa che perseguitarci senza che nessuno – unitamente – afferri anche con prepotenza una soluzione, De Paolis gioca con un giochino che gli si sgonfia prestissimo tra le mani (“quando si è capito il gioco”, avrebbe detto Pirandello), con Borghi la narrazione e il poi si sono già pressoché completamente esauriti e la sceneggiatura, sotto altre facce, si ripete: perché arriva Pietro Castellitto, avvocaticchio d’ufficio e filosofo della domenica mentre al tavolino di un bar è pronto a far assolvere il proprio assistito e con lo stesso sguardo a tentare la fortuna con un gratta & vinci, e Valeria Golino inverosimile cartomante che magari prospetta a Marra di uscirsene e progettare un altro assassinio.

Forse, con e oltre De Paolis, con la sua “cancellazione” fisica e narrativa ed emotiva della donna ammazzata, quella donna che non facciamo altro che immaginare, lungo la parabola cinematografica, soltanto ricordata, siamo sempre più disorientati dallo starnazzare a volte della giustizia di casa nostra, è facile pensare alle impronte o le orme che si riscoprono dopo una ventina d’anni circa o i nuovi studi su un flauto che una povera ragazza ha posato per sempre quarant’anni fa, con altre ricerche e ripensamenti e rilassamenti che la cronaca di tutti i giorni ci mette sotto gli occhi. Ma il problema, quel problema resta, grave. Non più rimandabile. Per Marra, fuoriuscito da quelle spire che l’hanno soffocato sino a quel momento, è più facile finire dietro le sbarre per un biglietto non pagato sull’autobus e per aver alzato la voce davanti a quei tre (l’assurdo nell’assurdo, per noi normali frequentatori dei mezzi pubblici) addetti al controllo che immediatamente si sono svelati a rendergli conto della sua disobbedienza di utente onesto. Per dar lustro alla sua opera, De Paolis infastidisce con pretese bellurie le anse e le zone d’ombra del racconto e la noia che arriva a prenderti, bellurie che sono quei personaggi a lungo, normalmente o al ralenti, sorpresi a riflettersi nelle pozzanghere delle strade di Roma. Grazie no! da evitarsi assolutamente.

Elio Rabbione

Rock Jazz e dintorni a Torino. Frankie Hi-Nrg MC e i Wes Banderson

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Martedi Al Blah Blah suonano i Moun Sleep.Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour si esibiscono i Le Feste Antonacci.Giovedì. All’Hiroshima la band Wes Banderson, propone in concerto le colonne sonore dei film diWes Anderson. Al Blah Blah si esibiscono i Little Less Pain e i Flowers of Myra. Al Maglio RockHouse Restaurant, suonano i Neon Strays + Portal Minds.Venerdì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Frankie Hi-Nrg MC. Al Circolino suona il Wild FlowersJazz Trio. Alla Divina Commedia si esibisce la Marconi Blues Band. Al Magazzino sul Po suonano i Bakir.Al Maglio sono di scena gli Yourmother. Al Blah Blah si esibiscono i Cnogx + The Snuffers.Sabato. Al Maglio suonano i Der Meiter. Al Blah Blah sono di scena i Lleroy. Alla Divina Commediasuona la Phoenix Blues Band. Al Cafè Neruda si esibisce la Terry Blues Band.Pier Luigi Fuggetta

Rivive il Blue Bar di Profondo Rosso

Una grande installazione ricostruisce in piazza C.L.N. l’iconico Blue Bar di Profondo Rosso, proprio nel luogo in cui Dario Argento fece realizzare la scenografia originale nel 1975, ispirata a Nighthawks di Edward Hopper. Un suggestivo gioco di rimandi con Casa Marchetti, progettata nella stessa piazza come omaggio al Blue Bar e all’immaginario di Hopper. Cinema, architettura e città si incontrano così ancora una volta nel luogo che ha fatto da sfondo a una delle immagini più iconiche del cinema di Argento.L’installazione è temporanea in occasione dell’inaugurazione di via Roma.

Giuliana Prestipino

La de Sono riprende con un appuntamento dedicato alle donne compositrici

 

Nell’ambito della rassegna “MITO per la Città”

La de Sono riprende la propria attività dopo la pausa estiva con un appuntamento realizzato in collaborazione con MITO SettembreMusica, nell’ambito di “MITO per la Città”, la rassegna che affianca la manifestazione principale, portando la musica in luoghi diversi della città e del territorio metropolitano, con concerti gratuiti e a prezzi accessibili.

Lunedì 14 settembre, alle ore 18, all’Auditorium Operti, si terrà il concerto, libero fino a esaurimento posti, dal titolo “Il suono dell’emancipazione”, nell’ambito della rassegna “Musica al femminile”. Il concerto è in onore di Filippo Tortia, violoncellista. La serata è dedicata a tre grandi compositrici: Clara Schumann, Emy Beach e Lili Boulanger, accomunate da un talento straordinario e dalla difficoltà di affermare pienamente la propria vocazione musicale in un’epoca in cui alle donne era ancora riservato uno spazio limitato alla vita artistica e culturale. Le tre protagoniste appartengono a generazioni e contesti diversi, ma condividono una storia di talento, determinazione e ostacoli. Clara Schumann è pianista e compositrice di straordinario rilievo, e dovette mettere spesso in secondo piano la propria creatività; Emy Beach, prima compositrice statunitense a ottenere un premio internazionale, si affermò in un ambiente musicale prettamente maschile; Lili Boulanger fu un talento precisissimo e la prima donna a vincere il prestigioso Prix de Rome, ed ebbe una carriera interrotta dalla malattia.

In scena il trio formato da Letizia Gullino, talentuosa violinista ed ex borsista de Sono, Martino Maina, violoncellista di fila e secondo violoncello dell’orchestra della Fondazione Toscanini, e da Alberto Brunero, giovane pianista e divulgatore musicale. L’ensemble è nato proprio nell’ambito di live motivetto, il progetto di educazione all’ascolto promosso dalla de Sono in collaborazione con la Fondazione Agnelli, che porta nelle scuole superiori di tutta Italia lezioni concerto pensate per avvicinare gli studenti alla musica classica attraverso il confronto diretto con i musicisti.

Auditorium Operti – corso Siracusa 213, Torino (quartiere Santa Rita)

“Il suono dell’emancipazione” – 14 settembre alle ore 18

Mara Martellotta

All’Auditorium San Filippo Neri i concerti di Augusta Taurinorum

Domenica 13 settembre , dalle ore 16.30 alle 19, presso l’Auditorium San Filippo Neri in via Maria Vittoria 5, a Torino, si terrà  la sesta edizione del festival chitarristico “Augusta Taurinorum”, organizzato dall’Associazione  Culturale InCantiamo APS  di Milano, con la direzione artistica affidata al maestro Domenico Lafasciano, fondatore del Festival.
La manifestazione nasce con l’intento di proporre al pubblico un’esperienza musicale originale, attraverso un attento lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, con un’attenzione particolare rivolta agli strumenti antichi e poco conosciuti, composizioni rare e repertori che meritano di essere riportati alla luce.
Alle 16.30 il pomeriggio musicale si aprirà  con il duo chitarristico formato da Mario Cosco e Ignazio Viola. Il programma sette-ottocentesco ha come titolo “ Da Bach a Sor”, con trascrizioni di composizioni di Johann Sebastian Bach e Antonio Vivaldi, per proseguire con eleganti pagine del compositore tedesco Johann Paul Schiffelholtz e con brani del musicista spagnolo Fernando Sor.
Seguirà alle 17.15 l’incontro tra il clarinettista Umberto Galante e il chitarrista e compositore Franco Cavallone, protagonisti del programma “Arie cantabili”. Saranno proposte pagine musicali a cavallo tra Ottocento e Novecento, con composizioni del tedesco Joseph Kuffner e del grande compositore , direttore d’orchestra e musicologo Ottorino Respigni.
L’ultimo appuntamento è  previsto  alle 18 con Domenico Lafasciano, che presenterà  la sua antica chitarra lira francese, esibendosi come solista e insieme al flautista Giovanni  Miszczyszyn e al soprano Jasmin Schramm. Il trio condurrà il pubblico nell’atmosfera musicale dei salotti dell’Ottocento, attraverso brani cameristici di Ferdinando Carulli, Francesco Molino, Mauro Giuliani, Charles Dolsy e Pierre Jean Porro.
L’ingresso è libero e gratuito e si può partecipare anche soltanto ad una sezione del concerto.

MM

Prima puntata da record per Suzuki Jukebox La Notte delle Hit

È una prima puntata da record per Suzuki Jukebox La Notte delle Hit, la serata live dall’Inalpi Arena di Torino in diretta su RAI 1 che con oltre 2 milioni di spettatori e il 17,2% di share si aggiudica la serata degli ascolti televisivi, risultando il programma più visto della prima serata e superando la concorrenza.

Un risultato straordinario, che conferma il successo del format e segna una crescita significativa rispetto alla precedente edizione. La prima serata di Suzuki Jukebox ha saputo conquistare il pubblico con un mix di musica, spettacolo, energia e divertimento, trasformando Rai 1 in una grande festa dedicata alle canzoni e agli artisti.

A condurre la serata, i due padroni di casa ideali: Antonella Clerici e Clementino, amati e apprezzati dal pubblico, capaci di dare ritmo e allegria allo show con la loro complicità, la loro ironia e una straordinaria sintonia. Insieme hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra grandi successi, performance dal vivo e momenti di spettacolo, confermando la forza di una coppia televisiva brillante e affiatata.

E questa sera la festa continua. Questa sera, live da Torino e su Rai 1, sono attesi nuovi super ospiti per un’altra grande serata di musica, emozioni e spettacolo con Suzuki Jukebox. Sarà la volta di Alberto Bertoli, Anna Oxa, Erminio Sinni, Gaetano Curreri e gli Stadio, Gazebo, Luca Dirisio, Mario Biondi, Paul Young, Sabrina Salerno, Spagna e Toploader. Un secondo capitolo nel quale si incontrano eleganza soul, pop d’autore, dance anni Ottanta, rock britannico e repertori che continuano a essere ascoltati, cantati e reinterpretati.

Suzuki Jukebox – La notte delle hit celebra il potere immediato delle canzoni: quelle che riportano a un viaggio in auto, a una festa, a un’estate, a una voce ascoltata alla radio; quelle che, dopo decenni, riescono ancora a creare un coro unico tra platea e pubblico da casa.

Suzuki Jukebox – La notte delle hit è prodotto da A1 Pictures in collaborazione con Direzione Intrattenimento Prime Time.

NID PLATFORM chiude con numeri record e una forte crescita internazionale

Per la prima volta NID Platform  2026 chiude con numeri record e una forte crescita per presenze ed espansione internazionali, confermandosi un hub strategico imprescindibile per la promozione della danza in Piemonte. Nei quattro giorni tra Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, hanno abitato i palcoscenici oltre 150 artiste e artisti, a cui se ne aggiungono una ventina coinvolti dal format _Italian Windows_  per un pubblico piuttosto ampio, con la presenza di 520 operatori. Si tratta di un aumento del 45% di professionisti accreditati rispetto all’anno precedente, con una rilevante partecipazione estera.
I numeri confermano il Piemonte come snodo centrale nelle dinamiche di internazionalizzazione della creazione contemporanea. Presenti 80 referenti istituzionali  e 70 professionisti della scena coreutica mondiale, giunti da oltre venti nazioni.
La delegazione più numerosa è  stata quella francese , con 22 operatori, seguita da Spagna, Germania e Paesi Bassi, consolidando il ruolo della NID Platform come ponte privilegiato tra Italia e panorama europeo ed extraeuropeo, con presenze da Canada, Taiwan, Thailandia.

La dimensione internazionale della NID Platform 2026 è  stata avvalorata dall’attiva collaborazione con le principali rappresentanze diplomatiche estere presenti in Italia. Fondamentale è  stato il supporto dell’Ambasciata di Francia  con l’Institut Français, dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, dell’Ambasciata di Norvegia e della Delegazione del Quebec in Italia, la cui vicinanza istituzionale ha confermato il valore della piattaforma come spazio privilegiato per il dialogo bilaterale e multilaterale.

Determinante per l’iniziativa la sinergia con la rete della diplomazia culturale italiana. La presenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale  (MAECI) , unitamente ai direttori e ai funzionari degli Istituti Italiani di Cultura,  giunti dalle sedi del Nord Europa e del Sud Est Asiatico, ha riaffermato la NID Platform come ponte permanente per promuovere le imprese culturali italiane sui mercati  esteri.
I lavori della piattaforma aprono inoltre nuove prospettive di circuitazione e coproduzione, grazie al coinvolgimento strategico di organismi governativi esteri e network internazionali di settore .
Tra i protagonisti di settore figurano la Fondazione Svizzera per la cultura Pro Helvetia, l’ufficio di promozione Catalan Arts del Governo di  Catalogna insieme a Istitut Ramon Llull, l’ONDA ( Ufficio nazionale di diffusione Artistica francese) e i grandi organismi di coordinamento multilaterale quali l’EDN ( European Dance Development Network) e il DFNE ( Dance Festival Network Europe).

Una delle novità di questa edizione è  stato l’utilizzo di strumenti digitali dedicati all’organizzazione degli spostamenti, alla consultazione del programma, all’accesso ai contenuti e alla gestione degli incontri professionali. Un tratto di rilievo è  stato poi il rapporto con la città e con la mobilità urbana, un progetto innovativo realizzato per la prima volta insieme al _ mobility partner _GTT, Gruppo Torinese Trasporti, che ha permesso agli operatori di muoversi liberamente sui mezzi di trasporto pubblico con un abbonamento digitale  di quattro giorni associato al pass professionale tramite QRCode. È stata sviluppata una app dedicata, disponibile per il download gratuito nei principali storie digitali, che ha permesso a tutti  gli operatori accreditati di costruire in totale autonomia il proprio programma e relazionarsi con altri professionisti e artisti. Nei panel internazionali si è  utilizzato un sistema di traduzione multilingue in tempo reale grazie agli agenti IA, audio introduzioni in italiano e in inglese per tutti gli spettacoli, disponibili su sito e app.

NID PLATFORM è nata nel 2012 dall’iniziativa degli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo- Agis, in condivisione con il Ministero della Cultura, Direzione Generale dello Spettacolo, e si conferma come un osservatorio privilegiato capace di valorizzare tanto le realtà emergenti quanto le compagnie già riconosciute. Fondamentale risulta il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione generale dello Spettacolo, nonché,  quest’anno, di Regione Piemonte, con il coordinamento della Fondazione Piemonte dal Vivo, il contributo della Compagnia di San Paolo e il patrocinio dei Comuni di Collegno,  Moncalieri, Torino e Venaria Reale.

MM

Biennale Cinema, Chiarelli: “Le Regioni siano protagoniste”

AL TAVOLO NAZIONALE DELLE REGIONI:«DEVONO AVERE UN RUOLO DA PROTAGONISTE NELLA COSTRUZIONE DELLE POLITICHE NAZIONALI PER IL SETTORE. IL PIEMONTE MODELLO DI SVILUPPO DELL’AUDIOVISIVO».
Presenza record alla Mostra con 9 titoli sostenuti dal sistema audiovisivo regionale. Nel 2026 già 140 produzioni e oltre 700 giornate di riprese. La Regione Piemonte porta alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il proprio modello di sviluppo dell’audiovisivo e prosegue il confronto tra le Regioni sul futuro del settore. L’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ha partecipato al panel “Fare sistema per il cinema. Il contributo delle Regioni”, organizzato dalla Regione Veneto nello Spazio regionale all’Hotel Excelsior del Lido. Un format di confronto tra gli assessori regionali alla Cultura già promosso dalla Regione Piemonte lo scorso maggio, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, e che a Venezia si è concentrato sul cinema e sull’audiovisivo, mettendo attorno allo stesso tavolo le Regioni e i rappresentanti del Parlamento per ragionare sul ruolo dei territori e sulla costruzione di una strategia nazionale sempre più coordinata per il settore.
Il confronto di Venezia assume un significato ancora più rilevante alla luce del via libera arrivato oggi dalla Camera, in prima lettura, al Testo unico sul cinema, approvato con un ampio consenso parlamentare e ora atteso al Senato. Il provvedimento interviene sull’assetto complessivo del settore e prevede, tra le principali novità, la nascita dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, alla quale saranno affidate funzioni gestionali, operative e di attuazione. Un passaggio che rende ancora più centrale il confronto con le Regioni e il contributo maturato sui territori nella costruzione delle politiche nazionali per il cinema e l’audiovisivo.
«Il cinema oggi non può essere considerato soltanto una politica culturale: è industria, lavoro, innovazione, formazione e capacità di attrarre investimenti e raccontare i territori – sottolinea l’assessore Marina Chiarelli –. Il confronto avviato a Venezia è importante perché mette le Regioni nella condizione di condividere esperienze e modelli e di contribuire alla costruzione delle future politiche nazionali per l’audiovisivo. Il Piemonte arriva a questo tavolo con un sistema che negli anni ha saputo crescere, mettendo insieme risorse pubbliche, Film Commission, imprese, professionisti e territori. Ora la sfida è fare un passo ulteriore: rafforzare il coordinamento nazionale senza perdere le specificità e le competenze che le Regioni hanno costruito sul campo».
A raccontare la crescita del sistema piemontese sono innanzitutto i numeri. Al 1° settembre 2026 sono già 140 i progetti audiovisivi realizzati sul territorio regionale, per oltre 700 giornate di riprese. Il Piemonte Film TV Fund può contare nel 2026 su una dotazione complessiva di quasi 8 milioni di euro, di cui, per la seconda sessione aperta il 31 agosto con chiusura il prossimo 2 ottobre, mette a disposizione 3,92 milioni di euro. A questi strumenti si affianca il sistema di fondi e attività sviluppato insieme a Film Commission Torino Piemonte, con l’obiettivo di accompagnare le produzioni, sostenere le imprese e favorire la crescita delle professionalità locali. Una filiera che oggi significa oltre 13,3 milioni di euro di risorse regionali nel 2026 destinate al sistema cinema.  Un modello che trova a Venezia una delle sue vetrine più importanti. Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica il Piemonte registra infatti un risultato senza precedenti: nove titoli sostenuti dal sistema audiovisivo regionale sono stati selezionati nelle diverse sezioni della Mostra, il numero più alto mai raggiunto.
Nella Selezione ufficiale figurano “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis e “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, entrambi in concorso per il Leone d’Oro; “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi, film d’apertura della sezione Orizzonti; “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, in concorso nella stessa sezione; e il cortometraggio “Il senso della terra” di Alessandro Ingaria e Simone Massi, presentato fuori concorso in Orizzonti. A questi si aggiungono “Il grande Giaffa” di Marco Santi, “Gusci” di Elisa Chiari e Francesca Trovato e “Rider” di Roan Johnson e Davide “Dade” Pavanello, presenti alla Settimana Internazionale della Critica, e “Uno si distrae al bivio” di Alessandra Lancellotti, presentato alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.
«Nove titoli a Venezia non sono soltanto un record – prosegue Chiarelli – ma il risultato visibile di un lavoro che parte molto prima del red carpet. Dietro ogni produzione ci sono imprese, maestranze, professionisti, luoghi e competenze. È questa filiera che vogliamo continuare a far crescere. Quando una produzione sceglie il Piemonte genera economia sul territorio e, nello stesso tempo, porta le nostre città e i nostri paesaggi davanti a un pubblico nazionale e internazionale. La cultura diventa così anche una leva concreta di sviluppo».
La partecipazione al tavolo di Venezia si inserisce quindi in una strategia regionale che punta a consolidare il Piemonte come ecosistema competitivo dell’audiovisivo, capace non soltanto di attrarre produzioni, ma di accompagnarne lo sviluppo, sostenere la filiera locale, favorire nuove professionalità e trasformare gli investimenti culturali in opportunità economiche e occupazionali.
«Il risultato che vogliamo raggiungere è un sistema italiano più forte nel quale Stato e Regioni lavorino insieme, mettendo in rete strumenti, competenze e capacità di investimento. Il Piemonte è pronto a fare la propria parte e Venezia ci restituisce un dato molto chiaro: quando cultura e politiche di sviluppo procedono nella stessa direzione, i risultati arrivano e diventano patrimonio dell’intero territorio» conclude l’assessore Chiarelli.
Al confronto che si è tenuto, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, il componente della Commissione Cultura Gimmi Cangiano e gli assessori alla Cultura di Veneto, Lombardia, Liguria, Puglia, Emilia-Romagna, Campania e Friuli Venezia Giulia.

MiToSettembre Musica “Un Tè con Beethoven” alla Casa Teatro Ragazzi

Sabato 12 settembre

Due gli appuntamenti di sabato 12 settembre prossimo alla Casa Teatro Ragazzi per MitoSettembre Musica. Alle 15.30 e alle 18 l’attore Pasquale Buonarota  propone “Un Tè con Beethoven”.
Si tratta di una produzione della Fondazione TRG in collaborazione  con il Conservatorio di Torino, nell’ambito di Torino Futura.

Lo spettacolo rappresenta un viaggio alla scoperta del genio di Beethoven attraverso i suoi quartetti per archi. Mentre il Maestro si invola verso l’Olimpo, ecco l’irrompere di Karl, il nipote prediletto, che ci parla non del compositore, ma dell’uomo, dello zio, burbero, affettuoso, contraddittorio, a tratti buffo. Emergono aneddoti, fragilità, ossessioni, piccoli gesti domestici che contrastando inevitabilmente con il ritratto solenne che conosciamo. Base dello spettacolo sono i Quaderni di Conversazione, preziosa testimonianza nella vita del Maestro. Un Tè con Beethoven rappresenta un racconto divertente  e profondamente umano che avvicina alla musica e alla vita di un genio, ricordandoci che dietro ogni grande artista si nasconde, sempre, una persona.

Terzo appuntamento di MiTo per sabato 12 settembre sarà al Conservatorio di Torino alle ore 17 con l’Omaggio a Astor Piazzola da parte del Quartetto Pessoa. In questo caso i biglietti sono esauriti.
Da più di venti anni sulla scena il Quartetto Passoa ha collaborato con grandi musicisti, spaziando dalla grande letteratura classica per quartetto d’archi  a contaminazioni con il blues, il rock blues, il tango, la musica da film e quella contemporanea

Alle ore 20 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini Michele Mariotti, direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma e direttore principale dell’Orchestra Nazionale della RAI dall’ottobre 2026, dirigerà l’Orchestra Sinfonica della RAI nel brano di Benjamin Britten tratto dal Peter Grimes e nella Sinfonia n. 4 detta ‘Italiana’ di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Paola Prestini eseguirà in prima assoluta Kaos per orchestra su commissione di MiTo SettembreMusica.

MM