SPETTACOLI- Pagina 5

L’astro nascente Mao Fujita al pianoforte con Emmanuel Tjeknavorian

Sul podio dell’Orchestra Rai giovedì 5 febbraio, con replica venerdì 6 febbraio

Dopo aver debuttato nel 2023 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, ritorna sul palco dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, giovedì 5 febbraio alle 20.30, e in diretta su Radio 3, il giapponese Mao Fujita, classe 1998, considerato uno degli astri nascenti del pianismo mondiale. Con la compagine Rai, Fujita proporrà il Concerto n.21 in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart, composto a Vienna nel 1785. Lasciato alle spalle il virtuosismo ostentato che gli aveva fatto guadagnare il favore del pubblico alla moda, il compositore affida qui al pianoforte, contrapposto o avvolto dall’orchestra quel carattere d’intima espressione che perseguirà nelle sinfonie qualche anno più tardi. Sul podio è impegnato Emmanuel Tjeknavorian, che sostituisce il previsto Andrés Orozco-Estrada, indisposto. In apertura di serata, Tjeknavorian, attuale Direttore Musicale  dell’Orchestra Sinfonica di Milano, proporrà l’Ouverture da “Oberon”, l’ultima opera scritta da Carl Maria von Weber su soggetto tratto da diverse fonti letterarie: A Midsummer Night’s Dream, di Shakesperare, e Oberon, di Cristoph Martin Wieland. In chiusura del concerto la Sinfonia n.1 in do minore op.68 di Johannes Brahms, ultimata nel 1876, i cui primi abbozzi risalgono all’anno prima. La distanza che intercorre tra l’inizio e la fine del suo lavoro è da ricercare nei costanti sentimenti di insoddisfazione e di perfezione da parte del compositore tedesco. Nel Finale è possibile riconoscere una reminiscenza del celebre Inno alla Gioia di Beethoven. La prima esecuzione della Sinfonia in do minore avvenne 4 novembre 1876 a Carlsruhe, sotto la direzione di Felix Otto Dessoff, ed ebbe un grande successo. Il direttore d’orchestra Hans von Bülow, la ribattezzò “La Decima Sinfonia di Beethoven”, quasi a indicare in Brahms l’erede di Beethoven.

Biglietti: da 9 a 30 euro in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Info: 011 8104653 – biglietteria.osn@rai.it

Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro, Torino

Mara Martellotta

Da Harakiri ai Sick Tamburo: il febbraio esplosivo di Hiroshima Mon Amour

Torino si accende con la nuova settimana firmata Hiroshima Mon Amour, il laboratorio creativo dove le risate si mescolano al rock e alla nostalgia degli anni Duemila. Dal 2 al 7 febbraio, il club di via Bossoli si conferma punto di riferimento per chi vuole vivere la città attraverso serate autentiche, intense e sempre diverse.

Si parte lunedì 2 febbraio con HARAKIRI, il format più audace della Torino Comedy Lounge. Sette comici torinesi – Serena Bongiovanni, Angelo Amaro, Carmine Del Grosso, Antonio Piazza, Pippo Ricciardi, Marco Los ed Emanuele Tumolo – si ritrovano sullo stesso palco per fare ciò che di solito un artista evita: rischiare. Niente pezzi collaudati, solo materiale grezzo, idee nuove e coraggio puro. Harakiri è la serata in cui si può ridere di gusto o “morire” sul palco. Nessuna rete, solo energia viva. (Ore 21.00, posto unico 18 €).

Martedì 3 febbraio torna sul palco Francesco Posa con Quasi Famoso, spettacolo che ha già registrato il tutto esaurito. Tra ironia tagliente e momenti di riflessione, Posa porta in scena la sua generazione, sospesa tra sogni digitali e quotidianità reale. Sketch, pensieri e storie di vita si intrecciano in uno show capace di far ridere e pensare allo stesso tempo. (Ore 21.00, biglietti esauriti).

 

Giovedì 5 febbraio è il turno dei Sick Tamburo, protagonisti di un altro sold out con il loro Dementia Tour. Il nuovo album, Dementia (La Tempesta Dischi), è un viaggio potente e malinconico dentro la “non mente”, tra fragilità, confusione e bagliori di luce. Sul palco di Hiroshima, il gruppo trasforma l’intensità del disco in un’esperienza da vivere col cuore in apnea e le orecchie in estasi. (Ore 22.00, biglietti esauriti).

La settimana si chiude sabato 7 febbraio con 2000MONAMOUR, la festa che riporta il pubblico ai tempi di Shakira, Beyoncé, Backstreet Boys e Daft Punk, tra ricordi di MySpace, i mondiali 2006 e le prime serie cult come Sex and the City e Dawson’s Creek. Una serata per tornare adolescenti, ballare, ridere e cantare senza nostalgia ma con tanta voglia di leggerezza. (Apertura porte ore 22.30, ingresso 10 €).

Hiroshima Mon Amour continua così a raccontare Torino attraverso la sua anima più genuina e vibrante: un luogo dove il rischio diventa arte e ogni sera un’esperienza condivisa.

Valeria Rombolà

Il collettivo Lubitsch al Piccolo Teatro Comico con “Sotto questo crollo”

Sabato 7 febbraio torna al Piccolo Teatro Comico, dopo il successo di pubblico e critica de “La favola nera del boia in tutù”, il collettivo Lubitsch. Tre attori al grado zero dell’umanità rappresentano un mondo nel quale tutto è crollato, eppure sopravvivono e lottano per conquistare il potere sul niente. Sotto questo crollo, per la drammaturgia di Adriano Marenco, un testo che ha vinto il Premio nazionale La Clessidra e il Premio Città di Castrovillari, ed è stato pubblicato nella collana teatrale Scena muta.

“Dal crollo non si sfugge ed è meglio non provare a fuggire. L’unica ideologia che resta è quella degli scarafaggi. In un luogo distopico, pericolosamente vicino a noi, tre personaggi tragici, buffoneschi e drammatici si contendono il potere e il diritto di regnare sui rimasugli della storia. Sono il Re del Crollo, Pep e il Coro, composto da una sola donna. Fra macerie agghindate a festa, il Re ha uno scettro spelacchiato  e un trono-seggiolo anch’esso spelacchiato. Si crogiola all’ombra del suo infinito potere. Intanto Pep e il Coro frugano tra le macerie bestemmiando parole. Sono tre sopravvissuti al crollo, quello della civiltà, delle aspettative e delle ideologie. Il Re è benevolo, molesta il Coro, tratta da capo baraccone il Pep, si alleano per sottrarre lo scettro al Re ed essere loro a comandare in mezzo al crollo. La farsa si fa storia”.

Info e prenotazioni: Franco Abba – 339 3010381

Piccolo Teatro Comico – via Mombarcaro 99/B, Torino.

Mara Martellotta

Note di Classica. Kirill Gernstein, Zubin Mehta e Alexander Gadjiev le “stelle” di febbraio

Mercoledì 4 alle 20.30 al Conservatorio G. Verdi, per l’Unione Musicale, il Quartetto Consone con Alexander Gadjiev al pianoforte storico, eseguirà musiche di Chopin e Schumann. Giovedì 5 alle 20.30 e venerdì 6 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada e con Mao Fujita al pianoforte, eseguirà musiche di von Weber, Mozart e Brahms. Giovedì 12 alle 20.30 e venerdì 13 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Michele Mariotti e con Kirill Gernstein al pianoforte, eseguirà musiche di Ljadov, Rachmaninov e Brahms. Sabato 14 alle 18 al teatro Vittoria, l’Ensemble Kinari eseguirà musiche di Dvoràk e Brahms. Domenica 15alle 16.30 al teatro Vittoria, Gabriele Strata al pianoforte eseguirà musiche di Schubert e Chopin. Lunedì 16 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Armoniosa eseguirà un concerto tutto dedicato a Vivaldi. Martedì 17 alle 20.30 all’auditorium Toscanini “Concerto di Carnevale”. L’Orchestra Rai diretta da John Axelrod e con Valentina Farcas soprano, Sunnyboy Dladla tenore, Alessandro Luongo baritono, coro Filarmonico Ceco di Brno, Peter Fiala maestro del coro, Coro di voci bianche teatro Regio Torino, Claudio Fenoglio maestro del coro, eseguirà “Carmina Burana” di Carl Orff. Martedì 17 alle 20 al teatro Vittoria Hans Liviabella violino e Gianluca Angelillo pianoforte, eseguiranno musiche di Respighi, Prokofev e Liviabella. Mercoledì 18 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Alexander Gadjiev pianoforte eseguirà musiche di Debussy, Ravel, Colla Chopin. Sabato 21 alle 20.30 all’auditorium Agnelli per Lingotto Musica, la West-Eastern Divan Orchestra diretta da Zubin Mehta, eseguirà musiche di Beethoven e Schubert. Venerdì 20 alle 20 al Teatro Regio debutto di “Macbeth”. Melodramma in 4 atti di Giuseppe Verdi. L’Orchestra del Regio sarà diretta da Riccardo Muti. Repliche fino a sabato 7 marzo. Mercoledì 25 alle 20.30 al Conservatorio per l’Unione Musicale, Narek Hahnazaryan violoncello e Georgy Tchaidze pianoforte, eseguiranno musiche di Cajkovskij, Tisintsadze, Baghdarsaryan, Harutyunyan e Rachmaninov. Giovedì 26 alle 20.30 e venerdì 27 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Ottavio Dantone e con Alessandro Milani violino, LucaMagariello violoncello e Arseni Moon pianoforte, eseguirà musiche di Haydn e Beethoven. Sabato 28 alle 18 al teatro Vittoria, “Musiche a sorpresa” con Antonio Valentino pianoforte e relatore.

Pier Luigi Fuggetta

 

“Anche in casa si possono provare emozioni forti”

Un’indagine psicologica a 360 gradi della drammaturga Caterina Filograno, in scena al teatro Gobetti

Al teatro Gobetti va in scena dal 3 all’8 febbraio prossimi la pièce teatrale dal titolo “Anche in casa si possono vivere emozioni forti”, per la drammaturgia e regia di Caterina Filograno, impreziosito dai costumi dello stilista calabrese Giuseppe Di Morabito, che firma anche le scene. La pièce teatrale è ambientata in un piccolo paradiso affacciato sul mare, dove Maddalena Casto regna sovrana tra le mura del villino Tajani, alla guida di un microcosmo femminile autosufficiente e pieno di contraddizioni.
Inverni a Bari e estati nella villa scandiscono la vita delle figlie e nipoti, intrappolate nell’eredità emotiva e culturale che la matriarca ha costruito.
I ricordi non danno tregua.
In scena più generazioni di donne abitano la casa come fosse un labirinto dell’inconscio, la Grande Madre, la Sorella, la Figlia, che risultano archetipi junghiani e memorie che emergono dalla storia personale dell’autrice. In questa pièce la drammaturga Caterina Filograno approfondisce la collaborazione con lo stilista Giuseppe Di Morabito, che firma per la prima volta anche le scene. Grazie alla loro collaborazione nasce un dialogo tra teatro, moda e spazio visivo, i costumi si fanno sculture in movimento, che amplificano l’espressione del corpo, in una fusione di gesto, forma e architettura interiore.

Con uno sguardo da antropologa del privato, Caterina Filograno, giovane drammaturga, osserva le figure della sua famiglia come se si trattasse di uno zoo umano, tracciando una genealogia emotiva che si dipana per ben cinque generazioni. Il racconto, tra riflessioni psicologiche e filosofiche, indaga la forza dei legami ed il destinoche si intreccia nelle nostre scelte o nelle nostre omissioni.
La famiglia emerge come una casa, laboratorio evolutivo e terreno di possibili conflitti, luogo fisico e mentale della ricerca, perché anche tra quelle mura si possono provare emozioni forti.

Mara Martellotta

“Il manoscritto di Doomrock” del Piccolo Teatro d’Arte

Al teatro Isabella di via Verolengo 212, a Torino, il Piccolo Teatro d’Arte presenterà, da venerdì 6 febbraio a domenica 8 febbraio, “Il manoscritto di Doomrock”, una pièce teatrale ispirata al romanzo “Il castello di Doomrock” e liberamente tratto dalla collana “Gli invisibili” di Giovanni Del Ponte. La storia racconta di Douglas, un ragazzo che accetta la proposta del padre di proseguire gli studi nel lontano collegio di Doomrock, un edificio imponente noto come “Il Castello”. Oltre alla rigida disciplina scolastica, Douglas deve affrontare le angherie di un gruppo di coetanei che lo prendono in giro per il suo aspetto fisico. Grazie all’aiuto degli amici, il protagonista scoprirà un terribile segreto nascosto nel Castello, una rivelazione che cambierà per sempre la sua vita e quella dei suoi persecutori, portando un messaggio di comprensione e crescita personale.  Sotto una veste magica e fantastica, lo spettacolo affronta il tema del bullismo nella comunità scolastica, proponendo una narrazione  accessibile agli spettatori di ogni età, con oarticolare attenzione alle scuole primarie e secondarie di primo grado. La regia e la drammaturgia sono di Claudio Ottavi Fabrianesi. Gli interpreti sono gli allievi dell’Accademia del Piccolo Teatro dell’Arte.

Info: biglietti a partire da 7 euro – acquisti online tramite Mailticket e apertura in biglietteria il giorno dello spettacolo.

Teatro Principessa Isabella – via Verolengo 212, Torino – info@piccoloteatrodarte.org

Venerdì 6 febbraio ore 21 – sabato 7 febbraio ore 19 e domenica 8 febbraio ore 16

Mara Maffellotta

In Tv torna “Cuori”, la serie “torinese”

Tivù tivù/ Cuori

Riaprono le porte delle Molinette e “Cuori” torna con la sua terza stagione ambientata negli anni settanta, periodo nel quale la medicina era fatta di intuizione, coraggio e sogni che sembravano impossibili. Delia Brunello e Alberto Ferraris interpretati da Pilar Fogliati e Matteo Martari si ritrovano ancora una volta fianco a fianco, oramai marito e moglie, per farci vivere nuove sfide pronte a cambiare la storia della medicina e legami inediti destinati a far battere il cuore più forte che mai.

Le sei puntate, a partire da stasera domenica 1 febbraio, su Rai1, per la regia del torinese Riccardo Donna, saranno arricchite da nuovi personaggi tra i quali un sensitivo, ispirato alla figura di Gustavo Rol, interpretato da Giulio Scarpati. E non mancheranno tante nuove location torinesi tutte da scoprire; chissà se riusciremo a riconoscerle…

Igino Macagno

Rock Jazz e dintorni a Torino: Tommy Emmanuel e Liana Marino

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Teatro Alfieri suona il chitarrista Tommy Emanuel.

Martedì. Alle OGR suona il quartetto di Simona Daniele. Al Blah Blah si esibiscono i Supersuckers.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana è di scena il The Sailor Steps Duo.

Giovedì. Al Teatro Esedra la cantante e chitarrista Liana Marino, rilegge in chiave acustica il repertorio di Pino Daniele. Al Vinile si esibisce Gianluca Lulu. All’Hiroshima Mon Amour suonano i Sick Tamburo. Alla Divina Commedia si esibiscono i RRB Roagna Rizzi Buelow. Al Blah Blah è di scena Giulia Bi + Salvario.

Venerdì. Al Folk Club per 2 sere consecutive, suona Rhiannon Giddens & Francesco Turrisi Quartet. Allo Ziggy sono di scena i Giobia + Hyperwulff. Allo Spazio 211 si esibiscono i This Eternal Decay + Estetica Noir. Al Circolo Sud il TetraQuartet reinterpreta  i successi dei Subsonica. Al Circolino “Grande notte del Jazz” con oltre 20 musicisti del panorama torinese. Al Peocio di Trofarello suona il gruppo Il Segno del Comando. Alla Divina Commedia si esibiscono i Ladz. Al Magazzino sul Po sono di scena Cardine + Manduria+ Giulia Doner. A seguire Afrorack+ Anasbri-Kudd-Isaias.

Sabato. Al Cap 10100 suonano i Madbeat. Al Magazzino di Gilgamesh è di scena la Dany Franchi Blues Band. Alla Divina Commedia si esibiscono gli Angeli Di Strada. Al Blah Blah sono di scena i Dobermann. Allo Ziggy suonano i Konquest +Hounds.

Domenica. Allo Ziggy si esibiscono i Doye + Click Head. Al Blah Blah suonano i Not Moving. Alla Divina Commedia sono di scena gli ImmaginAria.

Pier Luigi Fuggetta

“Anatomia di un assassinio”, Shakespeare incontra Verdi al teatro Astra 

La pièce teatrale in programma martedì 3 febbraio prossimo, alle ore 21, è tratta dai testi del Macbeth di Shakespeare e dal melodramma Macbeth, su testo del librettista Francesco Maria Chiave e musiche di Giuseppe Verdi. L’ideazione e l’elaborazione del testo sono di Chiara Muti. Si tratta di una produzione di Teatro Piemonte Europa in collaborazione con il Teatro Regio di Torino, in occasione della messa in scena del Macbeth di Giuseppe Verdi dal 24 febbraio al 7 marzo prossimi.

Macbeth e Lady Macbeth, coppia infertile di luce e generatrice di oscurità, duettano alternando tragedia in prosa e libretto d’opera immersi in uno spazio sonoro che lascia intuire tutta la modernità dell’opera verdiana. Con schiacciante e rivoluzionaria teatralità, la musica riesce a dar voce e spessore alle cupe allucinazioni dell’incubo della tragedia. Con questo tema di un uomo perso nel reale e nell’immaginario, nella realtà e nella finzione, Shakespeare e Verdi, rispettivamente nel 1606 e nel 1847, anticipano, con grande forza creativa, le teorie sull’inconscio della psiche umana, le cui tesi, tra soglia di visibile e invisibile, sogno e realtà, daranno vita a una nuova coscienza dell’umana natura dal Novecento ai giorni nostri. Si tratta di un testo che indaga la discesa agli Inferi di un prode cavaliere che, galvanizzato da una battaglia perduta e vinta, corroso dall’ambizione di volere più di quel che può, racconta a se stesso di aver udito, nel mormorio del vento, di meritare il trono per volere profetico.

Per sfuggire al sibilo di un pensiero di morte, all’idea fissa del regicidio che si dibatte in lui, torturandolo, e alla paura di non riuscire nell’azione a fare ciò che può nel desiderio, confuso dalla foga d’agire di una moglie castratrice e manipolatrice, che lo induce a confondere la rettitudine morale che lo trattiene in codarda ipocrisia, compie il delitto.

Finisce così per ritrovarsi di fronte all’abisso della propria coscienza sporco che, come uno specchio dell’anima, gli rimanda l’immagine smascherata della sua vera identità: quella di un traditore, di un usurpatore, di un assassino. Il demone della resa dei conti lo fissa, ne aspira il sonno dei giusti e ne corrode i sensi, condannandolo per sempre alla solitidine di un’esistenza che, svuotata di valori, finisce per non aver più significato. Nessuno sfugge al proprio senso di colpa. Hugo ricordava nel suo poema “La conscience” che “l’occhio era nella tomba e fissava Caino”, vale a dire che l’occhio impietoso del carnefice per sempre rispecchierà se stesso nella disarmata luce dell’iride della sua vittima, quale abbagliante e terribile sentenza del giudizio divino. In questo modo, in “Anatomia di un assassinio” sono a confronto due giganti: Shakespeare incontra Verdi in una rielaborazione della tragedia del Macbeth, in un’immersione nelle dinamiche psicologiche del testo shakespeariano, cui fanno eco gli accenti pulsanti e il cupo fraseggio della partitura verdiana.

Mara Martellotta

“Lapponia”, a teatro con Sergio Muniz e Miriam Mesturino

“Lapponia” andrà in scena al teatro Erba , da venerdì 30 a domenica 1⁰ febbraio, con un cast d’eccezione composto da Sergio Muniz, Miriam Mesturino, Sebastiano Gavazzo e Cristina Chinaglia, nella versione italiana di Pino Tierno.

La vicenda è incentrata sulla cena della Vigilia di Natale, una commedia magica tra verità e bugie, ambientata in Finlandia con una domanda campale: “Babbo Natale esiste?”. Monica, con il figlio Giuliano e il marito spagnolo Ramon si recano in Lapponia per trascorrere le vacanze di Natale con la sorella di Monica, Silvia, il suo compagno finlandese Olavi e la loro figlia di quattro anni, Ania. La bimba rivela a Giuliano che Babbo Natale non esiste, che è una bugia inventata dai genitori per costringere i bambini a comportarsi bene. Ecco la miccia che trasformerà una serata idilliaca di festa ai confini del Circolo Polare Artico in un campo di battaglia, al tempo stesso esilarante e feroce, in cui vedremo sgretolarsi poco a poco le maschere di benevolenza, buona creanza e tolleranza dei protagonisti. È giusto dire sempre la verità? Le bugie sono così cattive? Bisogna svelare il trucco o si può lasciare spazio all’illusione della magia? Queste sono le domande che metteranno in crisi il modo di allevare i figli, le tradizioni, i valori familiari e culturali delle due coppie, fino a portarle a svelare segreti e desideri inconfessabili. “Lapponia” è una commedia dallo humour corrosivo e graffiante, che farà riflettere e ridere lo spettatore, porgendogli uno specchio deformate, e scoprirà qualcosa che lo riguarda molto da vicino. Questa commedia, campione di incassi in Spagna e Sud America, è stata scritta da Marc Angelet e Cristina Clemente.

Teatro Erba Torino

Biglietti disponibili presso il botteghino del teatro e online

Mara Martellotta