Al Cap 10 100 in scena fino al 5 giugno la produzione teatrale della compagnia Genovese Beltramo
Al Cap 10100, in corso Moncalieri 18, alle 19.30 è in scena dal 25 maggio scorso al 5 giugno la produzione teatrale dal titolo “Io ne esco”, della Compagnia Genovese Beltramo, realizzata in collaborazione con lo stesso Cap 10100.
Lo spettacolo ha preso origine da un’idea nata in tempi pre Covid e sviluppata a partire dall’inizio del 2020, diventando a tutti gli effetti un lavoro teatrale e un’operazione di resistenza culturale, un grido da parte del teatro indipendente, capace di coinvolgere direttamente anche gli spettatori desiderosi di tornare ad assistere ad uno spettacolo dal vivo.
Il progetto è nato dalla volontà di rielaborazione drammaturgica da parte di Viren Beltramo di tre opere di Eugene Ionesco, noto drammaturgo del Novecento, “Il rinoceronte “, “Il pedone nell’aria” e “ Il re muore”.
“Io ne esco” risulta un viaggio personale e, al tempo stesso, una lotta contro la disumanizzazione del presente, un atto di coraggio, un viaggio entro i limiti dell’essere umano che, per restare tale, può fare solo una scelta, quella di non arrendersi. Tale scelta forse non lo salverà dalla morte, ma sicuramente da una vita vissuta di stenti e da un’agonia rappresentata dalla mera sopravvivenza. Combattere la progressiva disumanizzazione cui va incontro la società contemporanea significa scegliere, nonostante tutto, di essere pienamente umani.
La prenotazione per lo spettacolo è obbligatoria al link https://tinyurl.com/IoNeEsco
Mara Martellotta
E’ una lunga e indubbiamente coraggiosa galoppata musicale, con brani che vanno dall’Ottocento ai giorni nostri, quella pensata dall’Associazione Culturale
“La chiusura forzata
“Questa storia di un’amicizia è nata da qualcosa di assolutamente naturale, un’abitudine che ho da anni: vedere un amico una o due volte alla settimana in un caffè di quartiere. Stranamente, ci mettiamo seduti uno di fianco all’altro, in parte perché i mi devo sistemare vicino all’orecchio che gli funziona… io e il mio amico beviamo un po’, talvolta mangiamo, ci lamentiamo molto, parliamo del più e del meno, e vediamo come va. Analizziamo la commedia dell’esistenza, le nostre famiglie, gli altri amici, parliamo di sport, di politica e del nostro lavoro… l’amicizia è una forma di ozio volontario, il rapporto si basa sulla parità, non sul potere”. Questo racconta Kureishi. Quel caffè (un rifugio, un antro della conoscenza, un pub senza pretese, divenuto nella scena di Laura Benzi una succosa chiccheria), quella coppia, sono ancora uno sguardo aperto sulla Londra di oggi, uno sguardo amplificato, con l’umanità proveniente dal resto del mondo. Perché Sonny è di professione dentista, Vargas farmacista, lavorano nella stessa strada londinese, a pochi metri di distanza, i genitori di entrambi sono immigrati che per i figli hanno costruito con sicuri sacrifici un’esistenza solida e di successo. Un rapporto che li lega da anni, piccole e grandi confidenze, le parole che ti sconvolgono o le banalità di ogni giorno. I loro figli si conoscono, le mogli si frequentano e se un giorno Vargas, così, per parlare, chiede a Sonny di rendergli conto, per vecchia amicizia, chi sia quella bionda con cui l’ha visto giocare a tennis qualche giorno prima, mentre la cingeva anche con un braccio attorno alla vita, ecco che il perbenismo, la rispettabilità tutta quanta su cui è costruita una vita, ecco che quell’antica amicizia si sfaldano, scricchiolano con rumori sempre più sinistri, con relativo quanto successivo resoconto da moglie a moglie. Sì, una relazione c’è, da un anno e mezzo. Che fa Sonny, si discolpa? In un torrentizio dialogo – reso dalla traduzione di Monica Capuani brillantemente – che avrebbe tutti i presupposti per stare su un ring, feroce e struggente, pacato e urlato, inseguito e distorto, Sonny incassa quella buriana che gli è piovuta sulla testa, in pacata croce di fronte ad un Vargas che sbandiera la giusta bontà del proprio operato e la certezza della forza che al contrario tiene unita la sua famiglia.
In un alternarsi di umorismo e di malinconia, che Kureishi maneggia con grande intelligenza e che è forse l’aspetto più vero e vitale della commedia, ben altro succede nei 100’ di svolgimento, tra il tecnologico e il moderatamente porno, tutto quanto giocato in salsa decisamente attuale. Come ci appare moderno e intrigante quel coro di personaggi invisibili che ruotano intorno ai due uomini e che intessono altri rapporti, man mano in via anch’essi di disfacimento a causa dell’allegra quanto sbadata scappatella. Tra sbandierate sicurezze e fughe in alberghetti di quart’ordine nel tentativo di ritrovare un minimo di pace, tutto vacilla, non soltanto i rapporti ma la vita stessa. Dov’è finita la normalità, cosa è successo, ci si chiede: di fronte al disfacimento delle verità o della verità, che, a voler aggiustare in qualche modo ogni sconquasso, qualche limite dovrebbe pur averlo. Filippo Dini, nella sua veste di regista, chiudendo l’azione tra tuoni e scrosci di pioggia e velari che seppelliranno ogni cosa, espone e non giudica, racconta in piccoli tocchi le tragedie di questi piccoli uomini ridicoli. In stacchi indovinati di luci e di ombre, di parole e suggestioni, di rabbie e ricordi. In un inseguirsi di moti dell’animo che fanno di “The spank” (la sculacciata, “Spankies” è l’insegna che campeggia luminosa sopra il bancone) un piccolo capolavoro di analisi dei rapporti umani. Certo il successo dello spettacolo non si ferma al solo testo: basta vedere il crepitìo di umori che le interpretazioni di Dini (che è Vargas) e di Valerio Binasco (che è Sonny) sanno far nascere per comprendere quanto i due attori abbiano assimilato i loro personaggi e ce li restituiscano con impareggiabile bravura.
Si comincia sabato 19 con un doppio concerto (17.30 e 21.00) al Conservatorio con Gianluca Petrella Cosmic Renaissance. Domenica 20 alle 15 al Conservatorio si esibisce Erios Junior Jazz Orchestra Feat. Joan Chamorro mentre alle 21nella stessa sede concerto del Luigi Martinale Quartet guest Stefano Cocco Cantini+ Classwing Ensemble+ Pino Ninfa.Lunedi 21 alle21 OGR Gianluigi Trovesi/Filarmonica TRT/ Fabrizio Bosso “Berg Heim: Una Piccola Montagna Magica”. Martedì 22 alle OGR alle 21 si esibisce il musicista elettronico Robert Henke con il progetto “CBM 8032 AV”. Mercoledì 23 alle 17.30 al Conservatorio Uri Caine/ Furio Di Castri/ Andy Sheppard con “Five Vision”. Alle 21 alle OGR Emanuele Cisi / Quartet con la cantante Roberta Gamberini. Giovedì 24 alle OGR doppio concerto (17.30 e 21.00) con Birèli Lagrène & Charlier/ Sourisse multiquarium Big Band con il progetto “Remember Jaco Pastorius”. Venerdì 25 alle OGR doppio concerto (17.30 e 21.00) con Donny Mccaslin Quartet guest Gail Ann Dorsey in “Bowie’s Blackstar”. Sabato 26 al Teatro Vittoria doppio concerto (11.30 e 15.00) Nate Wood con “Four”. Alle OGR alle 17.30 si esibisce l’Arto Lindsay And Band . Alle 21 sempre alle OGR Zig Zag Power Trio FT. Vernon Reid, Will Calhoun, & Melvin Gibbs.