Nel frattempo, la Città di Torino ha problemi stringenti da affrontare.
Oggi, l’ennesimo Consiglio Comunale in cui la discussione prende una piega distante dai problemi precipui della Città di Torino_
Sono davvero convinto che le città – specialmente le città principali come Torino, che in sé hanno più fenomeni da governare – debbano indirizzare anche il discorso politico nazionale, dialogando col Governo.
Eppure non riesco a non pensare che in questo preciso momento la nostra città abbia bisogno di segnali precisamente territoriali. Noi siamo il Consiglio Comunale di Torino e abbiamo delle priorità stringenti, urgentissime: in questo momento si spendano il tempo e i soldi pubblici per affrontare la necessaria manutenzione stradale a fronte del milione e mezzo stanziato, per capire come aumentare gli interventi di Amiat nelle nostre aree verdi, per programmare azioni concrete, per far sapere al mondo della disabilità che ci stiamo occupando di chi è più fragile, per dire alle associazioni del territorio che abbiamo trovato una soluzione stabile per permettere loro di continuare la loro fondamentale attività di sostegno al welfare.
Il Consiglio Comunale non è cassa di risonanza per la propria agenda personale ma il luogo dove si affrontano, prima di tutto, le questioni cittadine.
Simone Fissolo
Capogruppo Moderati Città di Torino
3408488095
Sfruttare il periodo di “drammatica siccita’” per “risistemare gli argini del Po”. Lo chiedono due esponenti di Azione, la deputata Daniela Ruffino e Rodolfo Pampaloni, del direttivo cittadino torinese del partito. “Nonostante l’importanza del Po con i suoi 652 chilometri di lunghezza – osserva Daniela Ruffino – da decenni non e’ oggetto di un’attivita’, necessaria e costante, di pulizia e manutenzione e le conseguenze negative di una simile trascuratezza sono molteplici. Dobbiamo sfruttare la siccita’ per risistemare gli argini del fiume e bonificarlo. Ho presentato oggi in VIII Commissione alla Camera una risoluzione che impegna il governo ad adottare tutte le iniziative di competenza e in coordinamento con gli enti locali coinvolti. Bisogna garantire – conclude la deputata di Azione – l’attuazione delle opere di pulizia e riqualificazione del Po, valutando l’opportunita’ di nominare un apposito Commissario straordinario che affianchi l’autorita’ distrettuale e prevedendo fondi ulteriori per queste operazioni a tutela del fiume piu’ importante d’Italia”. Per Pampaloni “affrontare i problemi del Po a Torino non e’ cosa piu’ rinviabile. I danni all’ecosistema, i rischi idrogeologici e sanitari devono essere affrontati subito con tutti gli strumenti altrimenti saranno impedite tutte le attivita’ sul fiume, in caso di maltempo poi i danni saranno di gran lunga superiori. Dragare un fiume e tenerlo pulito costa molto ma molto meno che rifare case argini ponti e strade”, conclude il dirigente torinese di Azione.