Continua a far discutere la pista ciclabile di corso Umbria lunga 7 metri e mezzo, definita da molti la pista ciclabile più corta al mondo.
A sollevare la polemica questa volta è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 4, Raffaele Marascio, che ha presentato un’interpellanza diretta all’assessore alla viabilità Chiara Foglietta per richiedere chiarimenti in ordine alla nuova opera che sta tanto facendo discutere nelle ultime ore.
”Ci sorprende come qualcuno cerchi di far passare quest’opera, addirittura come un record di cui la nostra città possa vantarsi” dichiara Raffaele Marascio ” Siamo davanti all’ennesima scelta quanto meno dubbia sulla viabilità che viene fatta all’interno della nostra città per inseguire l’ecologismo sfrenato. Farebbe ridere, se non fosse che questo progetto è stato realizzato con fondi pubblici, in particolare con i fondi del PON Metro, il programma operativo nazionale unitario di interventi per lo sviluppo urbano sostenibile” continua – ”Ho presentato un’interpellanza diretta all’assessore alla viabilità Foglietta per chiedere conto del senso di questa opera e per conoscere l’entità dei fondi impiegati per la sua realizzazione. È giusto che i cittadini sappiano come vengono spesi i loro soldi”
Raffaele Marascio – capogruppo Fdi circoscrizione 4
La Dc è consegnata alla storia e qualunque tentativo che viene messo in campo per farla rinascere è destinato a sbattere contro gli scogli. Come l’esperienza concreta ha puntualmente confermato in questi ultimi trent’anni. Ma, al contempo, stanno ritornando i vari tasselli che hanno segnato ed accompagnato la storia del Pci. Certo, si tratta di un confronto che deve necessariamente tenere conto del mutamento radicale della politica e delle stesse fasi storiche nel nostro paese. I grandi partiti popolari e di massa del passato non esistono più. Sono stati sostituiti da cartelli elettorali, partiti personali, partiti proprietari e partiti del capo. Ma è indubbio che persistono i vizi e le virtù, come si suol dire, dei vecchi partiti anche nella politica contemporanea seppur con nuovi soggetti e altri protagonisti. E, nello specifico, stanno ritornando uno ad uno, pur tenendo conto delle profonde differenze storiche, politiche, culturali, di costume ed ambientali, alcuni elementi che hanno contraddistinto le esperienze del passato. Tanto sul fronte moderato quanto su quello progressista. Ma è proprio su quest’ultimo versante che si registra una straordinaria somiglianza del cosiddetto ‘nuovo corso’ del Pd della Schlein con il vecchio Pci. Pur non essendoci più, come ovvio, una Democrazia Cristiana a cui ci si deve contrapporre e che dispiega una politica e una prassi democratica, riformista e con una spiccata cultura di governo. Perchè su questo versante, la segreteria della Schlein è alquanto chiara e netta.