IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Quest’anno dopo tanti anni passerò il Ferragosto a Torino perché di ritorno da un incontro ormai tradizionale a Bardonecchia dove vado la vigilia di ogni Ferragosto, non voglio spingermi nel traffico delle autostrade per tornare al mare. Non credo che troverò la città deserta come nel lontano passato. E non è certo perché Torino sia diventata una città turistica. Per trovare un ristorante di qualità aperto ho dovuto prenotare a Pino Torinese, dove c’è una terrazza di straordinaria bellezza con cibi squisiti e accoglienza cordiale e professionale. Le sere d’estate era e resta un punto di ritrovo non di scontati vip torinesi ma di gente per bene, professionisti, docenti, imprenditori. Un ex ambasciatore mio amico vi portava a cena le giovani amiche, affascinate dal suo fascino guerriero. A Torino i ristoranti sono quasi tutti chiusi per ferie forse anche perché i turisti si portano il panino imbottito. Nel Ponente ligure ho un po’ scorrazzato in questo ultimo mese perché quasi ogni sera sul mare o nell’entrorerra ho cenato fuori di casa da quando un vicino mi ha di fatto costretto, almeno momentaneamente, a smantellare il mio terrazzo fiorito dove invitavo gli amici. Finora tra i nuovi e vecchi locali dove sono stato non ho trovato un posto che mi piaccia in modo particolare. Sono stato in una bellissima location alassina con vista mozzafiato sulla Gallinara. Purtroppo la qualità del cibo si è rivelata deludente e il servizio lentissimo. La ripida discesa per scendere al parcheggio era gravemente insicura. Basterebbe questo particolare per non replicare. Anche a Sanremo non ho trovato di meglio. Il mitico “ Rendez – vous” e il “Pesce d’oro” non hanno trovato degni sostituti.






