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Al Polo delle Rosine il volume sulla Resistenza nelle Valli di Lanzo

Venerdì 8 maggio, alle ore 18.30, il Polo delle Rosine ospiterà la presentazione del volume “Le Valli di Lanzo verso la Liberazione. Missioni e corvée attraverso le Alpi 1944-1945”, a cura di Franco Brunetta, Gianni Castagneri, Monica Data, Silvia Marchisio, Ezio Sesia, Furio e Marco Sguayzer. L’incontro si inserisce nel programma della 22esima edizione del Salone OFF di Torino e nel quadro delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della Repubblica Italiana, proponendo una riflessione profonda sulle radici storiche e civili del nostro Paese. Le vicende delle Valli di Lanzo diventano simbolo di un passaggio cruciale tra sentieri impervi, sacrificio, coraggio, presenza forma a quel processo di liberazione che avrebbe condotto alla nascita della Democrazia Repubblicana. Il volume non si limita a ricostruire gli eventi della Liberazione, ma cerca di approfondire il valore umano e morale della Resistenza, restituendo voce a chi, anche rimasto in ombra, avrebbe contribuito a immaginare e costruire una nuova Italia.

Tra gli interventi si ricordano quelli di Michele Vietti, autore dell’introduzione, ed Ezio Sesia, tra i curatori del volume. L’incontro al Polo delle Rosine sarà un’occasione per riscoprire una pagina fondamentale della storia locale e nazionale e per promuovere i valori della memoria come fondamento della cittadinanza.

L’evento è stato promosso dalla Società Storica delle Valli di Lanzo, fondata a Ceres nel 1946 da Giovanni Donna D’Oldenico.

Venerdì 8 maggio, ore 18.30 – Polo le Rosine- via Plana 8/C Torino. Ingresso libero – prenotazioni: eventi@lerosine.it

“iGIRL/Ecuba”, Marina Carr e la potenza della voce femminile

Le traduttrici Monica Capuani e Valentina Rapetti ci consegnano un’edizione Einaudi di rara bellezza.

“Che cos’è la felicità?

Non mi hanno ancora tagliato la lingua

Non mi hanno ancora decapitato

Questa mattina non mi fustigheranno

Si spera”.

Con queste parole inizia “iGIRL”, testo drammatico, impregnato di un intimismo magico che sfocia in orazione, in un rito coltivato nella memoria di piccoli gesti che attraverso una voce, seppur immaginifica, silenziosa e talvolta disperata come quella della letteratura, tiene insieme il passato alla visione del futuro, oltrepassando la reale brevità della vita umana ed entrando nell’insieme di ciò che è destinato a sopravvivere all’esistenza stessa, uno spazio che abitualmente definiamo come “infinito” a cui Marina Carr, drammaturga irlandese tra le più importanti del nostro tempo, ha donato parole che il mito trasforma in ponti su cui si rincorrono la ciclicità della Storia e le dinamiche universali dell’essere umano.

“iGIRL”, poema che può essere considerato tra i rarissimi e più importanti della contemporaneità, nato nel periodo della pandemia e pubblicato da Einaudi nel 2026 in un’edizione che contiene anche la meno recente “Ecuba”, drammaturgia della stessa Marina Carr incentrata su una radicale riscrittura del mito euripideo, evidenzia l’intensità e l’intenzione poetica della Carr, non più mattatrice, come per lo più accade nella contemporanea poesia intimista, ma interprete che si annulla nella propria voce e nella propria storia, come il poeta della famosa lettera di John Keats, l’essere più impoetico del creato perché versato nel dare voce a tutte le voci dell’universo.

In “iGIRL” la parola è centrale, è memoria che chiede una voce per definirsi nella sua interezza, un’esigenza istintiva nata in epoche lontane, legata alla celebrazione dei miti e alla ricerca di armonia tra il significato del ritmo e un linguaggio che, attraverso la poesia, diventa l’imitazione di una sonorità in forma scritta. Tra la poesia, la musica e il teatro è presente un legame viscerale che, ancora oggi, nonostante le ampie e specifiche alfabetizzazioni, genera una forte tensione verso la rappresentazione scenica della parola in cui la voce, il canto e i gesti del corpo contribuiscono all’umana necessità di delineare con precisione forme fino a quel momento astratte. “iGIRL” è una voce del mito e della storia, parola ai margini del tempo che prende vita nell’oblio, nella violenza e nella fame di dominio che da sempre caratterizzano la presenza dell’uomo sulla Terra, ma anche nel potere taumaturgico del canto, dell’amore e della memoria collettiva. Il teatro diventa quindi il luogo finale dove tutto accade, la dimensione di un linguaggio che si fa ricordo e narrazione transgenerazionale, entità reale in mezzo alle allucinazioni del silenzio.

“iGIRL”, rappresentato per la prima volta all’Abbey Theatre di Dublino nel 2021, è andato in scena per la prima volta in Italia al Romaeuropa Festival, nell’ottobre dello scorso anno, grazie a Federica Rosellini, regista e intensa performer dello spettacolo, a Monica Capuani e Valentina Rapetti, traduttrici del testo di Marina Carr per Einaudi, e a un team di cui fanno parte Daniela Pes, che ha prodotto la musica originale, Rä di Martino, artista visiva che ha curato la parte video, Simona D’Amico, responsabile dei costumi e creatrice dei tatuaggi che l’artista in scena indossa come cicatrici sfuggite alla dimenticanza, simboli che legano il passato al presente, e ancora la scenografa Paola Villani, la light designer Simona Gallo, il sound designer GUP Alcaro, l’aiuto regista Elvira Berarducci e l’assistente alla regia Barbara Mazzi.

La seconda parte dell’edizione Einaudi, come accennato nei precedenti paragrafi, è incentrata su una riscrittura di “Ecuba”, regina di Troia, seconda moglie di Priamo e schiava di Odisseo a seguito della caduta di Troia, trasformata in una cagna nera dagli occhi infuocati a causa del dolore per la perdita dei figli Polidoro e Polissena, il primo ucciso dall’alleato re di Tracia Polimestore (oggetto dell’accecante vendetta di Ecuba), la seconda sacrificata sulla tomba di Achille per placare la sua ira, divenendo simbolo di coraggio, accettazione e purezza. Se nella tragedia Euripidea le conseguenze della caduta della patria e del lutto assumono forme statuarie poiché finalizzate a una cessazione dell’esistenza, Marina Carr ci consegna un testo volto al perdono, in cui la morte violenta e la vendetta appaiono come spiriti di un’antica malattia dalla quale i protagonisti cercano di districarsi attraverso una voce comune, cercando salvezza dall’inevitabile tragedia insita nell’animo umano, presente da sempre nella società degli uomini.

Pur mantenendo intatta la forza del mito, Marina Carr sembra contrapporre al fuoco della furia emotiva una brutalità dialogica tra i personaggi che innesca un istinto verso la sopravvivenza e la vita (molto simile a quel sentimento poetico e appassionato di attaccamento alla vita che Robert Louis Stevenson concede al suo Signor Hyde nel momento che precede il suicidio del dottor Jekyll), evidenziando quanto la potenza della voce femminile echeggi infinita nelle grotte della maternità, della nascita, al di là di ogni orrore.

“Ecuba” di Marina Carr fu rappresentato per la prima volta in Italia al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ottobre del 2019, con Alberto Chiodi alla regia ed Elisabetta Pozzi nella parte di Ecuba.

“iGIRL/Ecuba” (Einaudi – Collezione di teatro 472, 2026 – 178 pagine) – testi di Marina Carr – traduzioni di Monica Capuani e Valentina Rapetti con una postfazione di Federica Rosellini

Gian Giacomo Della Porta

Salone OFF: 12 giorni, oltre 1000 eventi, 400 spazi tra Torino e Piemonte

 

La cultura ovunque 

XXII edizione | 8-19 maggio 2026

 

La ventiduesima edizione del Salone Off, la grande festa del libro diffusa e inclusiva, si svolgerà da venerdì 8 a martedì 19 maggio 2026.

 

I numeri dell’edizione: 12 giorni di programmazione per oltre 1000 appuntamenti in circa 400 spazi che coinvolgeranno le 8 Circoscrizioni di Torino e 40 Comuni della Città metropolitana. Il programma del Salone Off è curato da Marco Pautasso, Segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino, e Paola Galletto.

 

Nella programmazione la cultura in forme diverse dal libro – molta musica, reading, spettacoli, mostre, presentazioni, feste – raggiungerà ogni angolo della città.

 

Tra gli ospiti che raggiungeranno il territorio cittadino e la città metropolitana: Marco AimeViola ArdoneBruno ArpaiaStefania AuciSilvia Avallone, Alice Basso, Luca Bianchini, Amal BoucharebBarrouxMatteo BussolaNader ButtoMassimo CacciariPeter CameronPaola CaridiEmmanuel CarrèreGianrico CarofiglioBibbiana Cau, Aldo CazzulloAlessandro Ceschi, Marco Crepaldi, Annalisa CuzzocreaNikos DavvetasStefano FaravelliTiziano FratusEnrico GalianoFabio GedaHelena JaneczekCostanza Jesurum, Matteo LanciniAmara LakhousAlfio Maggiolini, Antonio ManziniDacia MarainiPetros MarkarisMichela MarzanoDaniele MencarelliAlessia MerolaAudrey MilletDaniele Nicastro e Jean Claudio VinciVittorio Emanuele ParsiLiz PellyGuillaume PerreaultRomana PetriMarco PontiAntiniska PozziPsicologa CrudaChristian RaimoRoberta RecchiaGianni RiottaDavide RondoniSandra Sassaroli, Andreea SimionelMarcello SimoniEce TemelkuranLicia TroisiFredo VallaElena VarvelloWalter VeltroniManuel VilasIrvine Welsh.

 

UNO SGUARDO SUL PROGRAMMA DEL SALONE OFF

 

Il programma completo del Salone Off 2026 è consultabile integralmente su salonelibro.it, selezionando “Eventi Salone Off”.

 

Tra le iniziative ormai consolidate e in espansione tornerà “Voltapagina”, il progetto di impegno sociale e civile, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, che quest’anno arriva alla sua diciannovesima edizione e che porta scrittrici e scrittori del Salone, tra cui Nikos DavvetasGiosuè CalaciuraOmar Di MonopoliAndrea Vitali e Giorgio Zanchini per citarne alcuni, nelle carceri del Piemonte; quest’anno saranno nove gli istituti coinvolti.

 

Tornerà anche il progetto di lettura “Il Ballatoio – storie a domicilio”, nato nel 2021 e curato da Ilaria Oddenino, per promuovere la lettura nei condomini in periferia: la quinta edizione si svolgerà in un condominio di San Donato, e vedrà come protagonista Silvia Avallone con Cuore nero (Rizzoli). La serata conclusiva, con i condòmini, si terrà venerdì 15 maggio al Teatro della Divina Provvidenza.

 

Non mancheranno gli appuntamenti di “Pagine in corsia”, letture ad alta voce negli ospedali per condividere l’esperienza del Salone del Libro con pazienti, accompagnatori e personale della struttura. Quattro gli ospedali coinvolti: l’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassanoil Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) Faber, il Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) il Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) “Giorgio Bisacco”.

 

Si consolida la florida collaborazione con il Museo Egizio, che ospiterà sette appuntamenti che vedranno coinvolti il Direttore Christian Greco in prima persona e studiosi d’arte, direttori di musei e autori e artisti di spessore, come Leo Ortolani, Matteo Nucci, Carlo Greppi e Caterina Ciccopiedi.

 

Tornano gli eventi del Salone Off negli spazi tra i più iconici di Torino, grazie alla collaborazione con il Consorzio delle Residenze Sabaude. Alla Reggia di Venaria si potrà partecipare a un Silent Book Party accompagnato dalla voce di Margherita Oggero, ci sarà un incontro con Dacia Maraini, sarà possibile ascoltare il concerto dell’Orchestra Suzuki – Accademia Suzuki Talent Center diretta da Marco Mosca, e visitare sia la mostra Donne che leggono di Cinzia Ghigliano sia un’infiorata con 50.000 rose. Alla Villa della Regina prenderà vita la Human Library, la libreria vivente con racconti e storie di vita sul disagio mentale, realizzata in collaborazione con Il Bandolo. Molti eventi e appuntamenti della rassegna QU.EEN, narrazioni d’arte e natura, tra cui il concerto corale eseguito dal Sedicetto PoliEtnico del Politecnico di Torino, diretto dal Maestro Matteo Gentile, il ritratto umano e psicologico delle regine e delle nobili raccontato da Luciano Regolo, in dialogo con Mario Cinelli, e un viaggio nel giardino rinascimentale per tutta la famiglia.

 

Per la programmazione di Grecia, Paese Ospite di questa edizione del Salone, oltre agli autori Petros Markaris e Nikos Davvetas, molti appuntamenti guideranno il pubblico alla scoperta della Grecia. Tra questi: il Cinema Massimo ha curato una rassegna di film greci, il Cinema Nazionale proietterà Mediterraneo di Gabriele Salvatores, in presenza della protagonista Vana Barba; ci sarà un flash mob di danze popolari greche con il gruppo Chorò s’agapò in Piazza Santa Giulia, un concerto di musica bizantina del coro Irini Passi alla Chiesa di Santa Pelagia. 

 

Per quello che riguarda gli appuntamenti dedicati alla Regione Ospite d’onore, l’Umbria, l’appuntamento più atteso è la Marcia della pace per le vie della città, un’iniziativa che richiama la tradizione della Perugia–Assisi ideata da Aldo Capitini, che terminerà con letture di brani di pace di Nicola Lagioia. All’Archivio di Stato si potrà visitare L’Umbria e i libri in un lungo Rinascimento. Capolavori, contesti, progetti tra Medioevo e prima età moderna.

 

Spazio anche alla musica al Salone Off: alla Fondazione OMI – Opera Munifica Istruzione, nella Chiesa ortodossa di Santa Pelagia, si terrà il concerto Musica inaspettata 4.0 dei Contrametric Ensemble, diretto da Farhad Mahani, ormai una tradizione del Salone Off. Molti gli appuntamenti del programma di Mordente Maghini Young Festival, festival musicale del Coro Maghini di Torino. Tra questi, Tranvaj, viaggio sul tram storico con musiche per voce e liuto. Tornano anche gli appuntamenti musicali del Fonema Festival, organizzato da metronimiefestival: all’Off Topic ci saranno Massimo Silverio e Sara Gioielli. Per fare festa, anche quest’anno un ciclo di appuntamenti è curato da Teo Lentini, che propone presentazioni di libri a tema musicale accompagnati da dj set e after party con, tra gli altri Samuel, Max Casacci, Boosta, Bruno Bolla, Lele SacchiGiorgio Valletta, tra Combo, Mercato Centrale e Maxela.

 

Tra gli spettacoli e i reading in programma: all’Off Topic torna Il Grande Fresco, lo spettacolo cult di Guido Catalano e Federico Sirianni che per quasi un decennio ha conquistato club, teatri e festival in tutta Italia con il suo mix originale di poesia, musica e ironia; Elena Varvello leggerà, a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, alcuni versi dalla raccolta di poesie Fili d’erba di Walt Whitman; alcuni appuntamenti del programma del Salone Off sono in alcuni spazi, luoghi in movimento: sui Bus Star 1 e Star 2 di GTT ci saranno diverse letture ispirate e tratte da Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, che dà il nome all’edizione di quest’anno del Salone; da Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, a Il cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni. A Porta Palazzo, in occasione della visita al cantiere dell’ex Mercato Ittico, si terrà un flash mob di danze popolari con Pizzica Taranta a cura della Paranza del Geco e Fondazione Contrada. Tra i reading, durante l’ultima corsa della Metro 1, ci sarà una performance narrativa di Linda Messerklinger Gianluigi Ricuperati per un omaggio all’amicizia letteraria tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato, a cura da Giardino Forbito. Inoltre, ci sarà lo spettacolo The Snow Goose, a cura di Assemblea Teatro all’Auditorium Franca Rame di Rivalta di Torino.

 

Le mostre sono una delle cifre espressive della cultura del Salone Off e estenderanno in città temi e appuntamenti della fiera. Tra le altre, alla Fondazione Giorgio Amendola inaugura una retrospettiva dedicata all’artista Daniele FissoreDaniele Fissore. Realtà sospesa, che si sviluppa a partire dalle opere degli anni più sociali e politiche degli Settanta. Al Mufant – Museo del fantastico e della fantascienza, invece, sarà possibile visitare una mostra dedicata a Urania, la più longeva collana di fantascienza in Italia, edita da Mondadori. La mostra si intitola Mondi nel Cerchio e invasioni aliene. L’arte di Franco Brambilla ed è dedicata alle copertine dell’illustratore milanese. Alla Biblioteca Calvino durante i giorni del Salone inaugurerà la mostra Se non vuoi, con le parole di Beatrice Zerbini e i disegni di Marco Brancato, la mostra è a cura di Carthusia Edizioni.

 

Quest’anno anche il Salone Off darà grande spazio a incontri dedicati al cinema: oltre agli appuntamenti al Cinema Massimo per conoscere il cinema greco, al Cinema Agnelli ci sarà la proiezione del film Che Dio perdona tutti, tratto dall’omonimo libro di Pif, conduttore televisivo e radiofonico, regista e attore, presente in sala per l’incontro. Inoltre, tra gli altri, al Cinema Centrale saranno proiettati due film dedicati a Grazia DeleddaL’amore e la gloria. La giovane Deledda, di Maria Grazia Perria, e Grazia di Paola Columba, in occasione del centenario del Nobel della scrittrice.

 

Come ogni anno tornano le cene letterarie nelle case del quartiere del ciclo Letture da…gustare, curate da Federica De Luca. Inoltre ci sarà il Reading Party al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano dove si potrà vivere l’esperienza della lettura collettiva negli spazi in cui si sono decise le sorti del paese, un evento a cura di Reading Rhythms e Libri Sottolineati. Gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori animeranno librerie e luoghi della città con letture, laboratori, incontri sorprendenti e dialoghi coi ragazzi. Al Teatro Giulia di Barolo si terrà uno spettacolo con protagonista uno dei personaggi più amati dai bambini: Mi presento sono Geronimo Stilton! E questa è la mia storia di Geronimo Stilton, in un evento in collaborazione con Piemme.

 

Il Premio Ernesto Ferrero – Fondazione CRT torna per il secondo anno con l’obiettivo di valorizzare le scelte editoriali più innovative tra quelle presentate ogni anno al Salone Internazionale del Libro di Torino. I tre vincitori della seconda edizione sono: Settecolori, editore dal catalogo coerente e di lungo periodo, dedicato alla riscoperta di autori e testi “laterali” del Novecento; Settenove, un editore con una chiara missione educativa e impegno sociale, che confeziona libri, soprattutto per ragazzi, che diventano strumenti per affrontare temi come identità, stereotipi, consenso e relazioni; e infine Quinto Quarto, che si distingue per la forte attenzione alla sperimentazione visiva e al design del libro, e pubblica albi illustrati e libri ibridi in cui l’immagine ha un ruolo centrale.

Durante la premiazione del Premio Ernesto Ferrero – Fondazione CRT, che avverrà durante il Salone del Libro, domenica 17 maggio alle 10.45 in Sala Blu, saranno raccontate le motivazioni della scelta dei vincitori e sarà annunciato il vincitore della nuova menzione stampa.

Il cuore di legno degli ippocastani di Primo Levi

“Il mio vicino di casa è robusto. E’ un ippocastano di Corso Re Umberto; ha la mia età ma non la dimostra. Alberga passeri e merli, e non ha vergogna, in aprile, di spingere gemme e foglie, fiori fragili a maggio; a settembre ricci dalle spine innocue con dentro lucide castagne tanniche.. Non vive bene. Gli calpestano le radici i tram numero otto e diciannove ogni cinque minuti; ne rimane intronato e cresce storto, come se volesse andarsene.. Anno per anno, succhia lenti veleni dal sottosuolo saturo di metano, è abbeverato d’orina di cani. Le rughe del suo sughero sono intasate dalla polvere settica dei viali; sotto la scorza pendono crisalidi morte, che non diventeranno mai farfalle. Eppure, nel suo torpido cuore di legno sente e gode il tornare delle stagioni”. Sono alcuni brani della poesia intitolata Cuore di legno che Primo Levi dedicò nel 1980 agli alberi che ombreggiavano la casa dove visse sempre, dal giorno della nascita – nel luglio del 1919 – a quel tragico 11 aprile del 1987 in cui decise di togliersi la vita. Per sessantasette anni visse nel palazzo torinese al civico 75 di corso Re Umberto. L’unico periodo in cui fu costretto a lasciare la sua dimora – tra il 1942 e l’ottobre del 1945 – lo  raccontò nei suoi libri. Un tempo duro e drammatico scandito dal periodo trascorso lavorando a Milano in una fabbrica di medicinali, dai pochi mesi vissuti da partigiano in Val d’Aosta, dall’arresto il 13 dicembre 1943, la deportazione nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, gli undici mesi nel lager di Auschwitz e gli altri nove passati sulla via del ritorno verso casa. Una sua biografia si apre con la descrizione di questo luogo, “uno degli ampi viali che tagliano a scacchi l’elegante quartiere della Crocetta.. i pesanti portoni dei palazzi dalle facciate austere..in mezzo alla folta vegetazione di ippocastani, i tram scivolano sui binari presi d’assalto dalle erbacce”. Un modo semplice per elevare un forte grido d’allarme per l’ambiente urbano, con la stessa coscienza civile che era propria di Levi quando scriveva per tutti perché desiderava che tutti comprendessero l’importanza della memoria e del rispetto. Per gli uomini, e anche per la natura.

Marco Travaglini

(Foto Copyright © Archivio Mauro Pilone – Tutti i diritti riservati)

“Parole che non ti ho mai detto”

Il 30 aprile alle 15,30 presso il Vol To, il Moica Piemonte organizza l’incontro con Marco Marchetto, medico scrittore laureato in Filosofia, che presenta il suo libro “PAROLE CHE NON TI HO MAI DETTO” NEOS editore. Il romanzo epistolare racconta una storia che con leggerezza e profondità parla a chi ha vissuto il dolore, a chi lo ha visto da vicino, a chi ha bisogno di ricordarsi che ogni vita, anche nella malattia, necessita di amore, presenza e verità. Un libro che non finisce all’ultima pagina, ma che resta dentro, come tutto ciò che è arduo esprimere.

Coordina l’ evento la presidente del Moica Piemonte Lucia Rapisarda

 Salone OFF, “Invisibile” di Debora Bocchiardo 

Nell’ambito del Salone OFF 2026, il cartellone di eventi collaterali del Salone Internazionale del Libro di Torino, che esporta la cultura al di fuori del Lingotto, sabato 9 maggio alle 16 , l’associazione Liceo Musicale di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, in via Sant’Anna 1, organizzerà “Parole e note”
La presentazione del romanzo “Invisibile”( Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo si intreccerà alle letture e alle note dell’Orchestra da Camera dell’Associazione Musicale di Rivarolo Canavese, diretta dal maestro Enrico Finotello, creando uno spettacolo emozionante e coinvolgente.
I solisti Francesco Acatrinei, Erica Calcio Gaudino, Federica Castiello, Sem Panero e Nicolò Simonetta saranno accompagnati nelle loro esecuzioni di brani di Vivaldi e Galuppi da una formazione di oltre venti elementi, che racchiude l’esperienza di collaborazione con l’istituto Musicale Lessona APS di Volpiano.
L’ingresso è libero e gratuito.
“La vicenda umana al centro di questo mio settimo romanzo – afferma l’autrice Debora Bocchiardo – è inventata, ma sono peraltro frutto di ricerca il contesto e le condizioni sociali in cui essa è inserita. La protagonista è una donna che affronta la vita e le sfide che essa le pone innanzi tra l’indifferenza del mondo che la circonda.
Nonostante tutto la solitudine diventerà la sua forza. Vittorie e sconfitte si alternano nella sua vita forgiandola e conducendola attraverso mille vicessitudini, a partire da quando rimane orfana nel 1919 per poi approdare al giorni nostri. Alla base di questa mia nuova avventura letteraria vi sono, da un lato, una condanna all’indifferenza, e dall’altra, un invito alla vita, ad accoglierla e sfidarla, senza mai arrendersi pur di perseguire i propri obiettivi”.

Mara Martellotta

La parte che resta: il romanzo di Eleonora Megna che racconta la rinascita attraverso il dolore

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Ci sono momenti in cui la vita cambia direzione all’improvviso.

Momenti in cui qualcosa si spezza, lasciando spazio a domande, silenzi e parti di sé che non sappiamo più riconoscere.

È da questo punto di rottura che nasce La parte che resta, il romanzo d’esordio di Eleonora Megna, edito da Narrazioni Clandestine – Gruppo Editoriale Santelli.

Scrittrice e life coach certificata, Eleonora Megna lavora accanto alle donne, accompagnandole in percorsi di crescita personale e trasformazione. Un’esperienza che si riflette profondamente nella sua scrittura, fatta di ascolto, autenticità e verità emotiva.

Eleonora Megna

 

Il romanzo racconta le storie di tre donne — Bianca, Stella e Lisa — che si incontrano in un ospedale, luogo simbolico di passaggio, dove la vita può cambiare forma. Tre percorsi diversi, segnati da fratture profonde: la maternità vissuta come inadeguatezza, il peso di una scelta difficile come l’interruzione di gravidanza, il dolore del lutto e dei non detti.

Le loro storie si intrecciano in un racconto che non si limita a narrare eventi, ma entra nel vissuto interiore, dando spazio a ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la colpa, il senso di smarrimento.

La parte che resta si inserisce in una narrazione contemporanea che mette al centro il vissuto femminile fuori dagli stereotipi, affrontando temi come maternità imperfetta, abbandono e perdita con uno sguardo sincero e non giudicante.

Il cuore del romanzo è il concetto di integrazione: il passato non va cancellato, ma attraversato e compreso. Solo così può smettere di pesare e diventare una risorsa per il presente.

Non è un libro che offre risposte semplici, ma uno spazio di riflessione e consapevolezza. Un invito a guardarsi con più verità e meno giudizio, ad accogliere anche le parti di sé che fanno più fatica a emergere.

Perché, anche quando qualcosa si rompe, c’è sempre una parte che resta.

E può diventare il punto da cui ricominciare.

 

Il libro è disponibile al link:

https://santellionline.it/products/la-parte-che-resta?_pos=1&_sid=e33be5880&_ss=r

https://www.amazon.it/parte-che-resta-Eleonora-Megna/dp/B0G6C8DG4F

Instagram: https://www.instagram.com/eleonora_megna_coach?igsh=ajl4eTgweWpzNHAy

www.eleonoramegnalifecoach.com

“La Cina ha vinto” il libro di Aresu alla Fondazione Amendola

Martedì 14 aprile, alle ore 18, la Fondazione Giorgio Amendola di Torino (via Tollegno 52) ospiterà la presentazione del libro “La Cina ha vinto”, pubblicato da Feltrinelli e firmato dall’analista geopolitico Alessandro Aresu, esperto di strategie di politica pubblica.

L’incontro sarà introdotto da Adele Caprioli, in rappresentanza della Fondazione, e vedrà l’autore confrontarsi con Nicolò Carboni, responsabile dei rapporti con il PSE per il Partito Democratico. Interverrà anche Enrico Laerte Corona, presidente dell’Associazione sarda “Antonio Gramsci” di Torino.

Il volume si propone di offrire una chiave di lettura sulle trasformazioni degli equilibri globali, interrogandosi sul significato della crescita della Cina in un contesto in cui l’Occidente appare spesso disorientato tra previsioni errate e illusioni strategiche. Aresu interpreta la sfida cinese non come un semplice confronto ideologico tra democrazia e autoritarismo, ma come uno scontro più profondo tra modelli di potenza.

“La Cina ha vinto” si presenta così non tanto come una tesi definitiva, quanto come una provocazione analitica: comprendere la direzione del mondo contemporaneo richiede infatti di decifrare il pensiero strategico cinese, le sue radici storiche, le dinamiche industriali, gli strumenti di influenza globale e le sue stesse contraddizioni.

L’iniziativa rientra nel programma culturale della Fondazione ed è aperta al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili.

Mara Martellotta

“Invisibile”, Debora Bocchiardo ha presentato il suo ultimo romanzo

Giovedì 9 aprile scorso, all’interno dei bellissimi spazi della Biblioteca Civica torinese “Italo Calvino”, è stato presentato il romanzo “Invisibile” (Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo, alla presenza dell’autrice e della giornalista Mara Martellotta, che ha moderato l’incontro.

Un bellissimo pomeriggio a contatto con una storia che, attraverso il passato, racconta qualcosa del nostro presente, come spesso accade in quei romanzi che conservano il senso della memoria e la visione di ciò che potrebbe riservare il futuro quando si dimentica il passato.

“Invisibile” è la storia universale di una donna, Teresa Bortolotti, classe 1915, in continua lotta per sopravvivere agli eventi di un’esistenza in balia del destino. Debora Bocchiardo ha dipinto un ritratto della condizione della donna, della guerra, delle sue conseguenze e di quella particolare solitudine che nasce dall’istinto di sopravvivenza e dall’impossibilità di rinunciare all’amore per la vita, ciclicamente messa in discussione dalla frequente alternanza di momenti di pace e di tempesta. Una di quelle storie “vere”, come amava definire Guareschi le sue favole, in cui si narrano le vicende di una donna che cresce attraverso le difficoltà e il necessario spirito di adattamento ai continui cambiamenti del secondo dopoguerra, non rinunciando alla sua anima artistica di sarta e creatrice di moda, ma in cammino sul filo di un fragile equilibrio.

“’Invisibili, forse, lo siamo un po’ tutti – ha raccontato l’autrice Debora Bocchiardo – proprio perché ognuno di noi possiede un volto da mostrare al mondo e un volto privato, pregno del suo essere, fatto di luci e ombre, di vissuti interiori e battaglie personali che naturalmente vive in silenzio. Si tende, quindi, a percepire ‘l’altro’ attraverso una lente privata, un filtro che conserva la nostra posizione rispetto al mondo, le nostre esperienze e il contesto d’appartenenza. Questo ci rende reciprocamente ‘invisibili’, o comunque definiti da forme che non rappresentano la verità per la sua interezza”.

“Questo libro contiene una storia che, fin dall’inizio, evidenzia l’invisibilità di una bambina rimasta orfana nella Torino del 1919. Un momento storico molto particolare per la città, all’indomani della prima guerra mondiale, in cui una bambina orfana non poteva che perdersi in quel mare che accomunava la sua infanzia a quella di altri bambini che avevano perso i genitori a causa dell’influenza spagnola tra il 1918 e il 1919– ha continuato Debora Bocchiardo – un’ invisibilità che la costringe a fare affidamento soltanto sulle sue forze, ma che si rivelerà una grande fonte di energia durante la crescita e nella sua affermazione di donna creativa, che vive una vita molto ‘moderna’ e al di là dei canoni accettati in quegli anni”.

“‘Invisibile’ è una storia ‘fintamente’ vera – ha concluso l’autrice – nel senso che Teresa è certamente un personaggio inventato, appartenente alla mia immaginazione, ma è anche lo strumento che mi ha permesso di dipingere un contesto sociale che fa parte della nostra storia, quello dell’evoluzione della figura femminile, avvenuta tra gli anni Venti e gli anni Ottanta. Mi piaceva l’idea di inserire un personaggio immaginario all’interno di un contesto storico, sociale e culturale vero”.

Gian Giacomo Della Porta

“La mente in trappola”, 7 racconti thriller psicologici di Roberto Manzocchi

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Non è la paura a intrappolare la mente, ma ciò che essa non riesce a spiegare

Il libro

LA MENTE IN TRAPPOLA – Quando la ragione si frantuma è una raccolta di 7 racconti thriller psicologici in cui persone comuni si trovano improvvisamente di fronte a situazioni che sfuggono a ogni logica. Eventi inspiegabili, realtà che si incrinano, percezioni che tradiscono: quando la mente non riesce più a comprendere ciò che accade, il panico prende il sopravvento.

Ad esempio,nell’episodio intitolato “NASCONDINO”, un gruppo di bambini si riunisce nel giardino davanti a casa e inizia a nascondino…finché qualcuno di loro non scompare davvero…

Nel racconto LA FORMA DELL’ASSENZA, un girovago pittore è alle prese con misteriose presenze che appaiono e scompaiono dalle sue tele…

Storie tese e atmosferiche, prive di violenza esplicita, che esplorano il confine fragile tra razionalità e smarrimento, conducendo il lettore dentro l’esperienza più inquietante di tutte: una mente che perde i propri punti di riferimento.

Un libro per chi ama il thriller psicologico, l’inquietudine silenziosa e le domande senza risposta.

 

L’autore

Roberto Manzocchi nasce nel 1972 a Lecco. Risiede a Oggiono (LC) e si occupa di assistenza domiciliare per persone anziane.

Oltre alla passione per lettura e scrittura, ama la musica, dal Rock all’Heavy Metal più estremo.

LA MENTE IN TRAPPOLA è il suo settimo libro e in questa occasione si firma con lo pseudonimo KENNETH D. ADDAMS, già utilizzato per la pubblicazione di alcuni album e racconti per bambini e ragazzi, principalmente per il mercato Americano.

Link:

La mente in trappola: Quando la ragione si frantuma : Addams, Kenneth D.: Amazon.it: Libri