ECONOMIA- Pagina 115

Giachino: a chi chiediamo i danni per i problemi nei trasporti verso la Francia?

IL TRANSITO attraverso le ALPI e’ VITALE per TORINO e per il PAESE ma negli ultimi 25 anni il sistema politico e economico piemontese lo ha dimenticato e noi ne paghiamo le conseguenze con la diminuzione della crescita economica e del benessere in particolare per i giovani ,per i precari e per i senza lavoro.

Caro Direttore,
L’altro ieri anche se con un ritardo di 20 anni, si è tenuto al Politecnico un importante Convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Torino, sui collegamenti attraverso le Alpi. Noi sovente  diciamo che i migliori politici (Cavour e Degasperi) avevano tante qualità ma la più importante era la VISION sul futuro del nostro Paese. Ma per avere una VISION e’ essenziale conoscere come sta il Paese e capire in anticipo i problemi che si possono generare. Dell’attraversamento delle Alpi Cavour ne parla al Re nel suo primo appunto. Nel 1857 il piccolo Stato Sabaudo approva il progetto del primo Traforo alpino. Negli anni 50 nel secondo dopoguerra mentre si dà il via alla Autostrada del Sole si avviano i lavori per la costruzione del Traforo autostradale del Bianco. Se non esporta l’Italia cresce di meno e ne paga le conseguenze il benessere delle famiglie.  Le Alpi per noi sono come i polmoni. E invece…
Nel 1994 la UE lancia il programma delle Nuove Reti di Trasporto che volevano unire tutto il mercato europeo su rotaia per diminuire traffico sulle strade, inquinamento e incidenti stradali. A oggi ne sono stati costruiti solo un quarto.

Premesso che la prima grande lezione di trasporti me la diede mio padre che quando a dieci anni gli chiesi della coda dei camion sulla via Emilia, mi rispose:” Mino se girano i camion gira l’economia”.  Sono convinto che molti laureati non hanno questa concezione che i trasporti fanno girare l’economia, il lavoro e il benessere.
L’altro ieri nel Convegno e’ stato confermato che al crescere del PIL dell’1% i trasporti crescono di 1,5.  Questo dato richiede che le nuove infrastrutture si debbono costruire prima che la economia cresca. Invece No. Anche a causa dei NO e anche a causa della incompetenza di chi vi è preposto. Per oltre 10 anni in Piemonte si è discusso sulla TAV, su alcuni giornali i NOTAV avevano più spazio  anche perché il primo progetto era molto impattante. Dopo gli scontri di Venaus , il Governo Berlusconi istituisce l’Osservatorio che coinvolgeva tutte le Amministrazioni Comunali. Grande merito di Mario VIRANO fu la modifica al progetto che divenne molto ma molto meno impattante. Virano illustro’ il progetto al Ministro Matteoli e al sottoscritto in Prefettura a Torino.  Visti i continui assalti ai carotaggi il Governo Berlusconi nel 2011 fa approvare la norma con la quale si poteva costruire la galleria di sicurezza di Chiomonte , difendendo il cantiere con le forze dell’ordine. I Notav continuavano a imperversare utilizzando anche l gruppi violenti di Askatasuna per assaltare ogni tanto il cantiere. I lavori procedevano lentamente così nel 2018 con la vittoria elettorale dei cinque stelle e la costituzione del governo gialloverde in Parlamento c’era una maggioranza che poteva revocare la approvazione della TAV. Solo la nostra Grande Manifestazione di Piazza Castello che organizzai con le madamin il 10.11.2018 fece cambiare idea a Salvini così il 7.8.2019 il Senato bocciava a stragrande maggioranza la Mozione NOTAV. Ma da allora i lavora hanno subito stop (dal governo giallorosso) e andamento lento dopo.

 


Non aver previsto per tempo che ai 50 anni (2015) il Traforo del Bianco doveva avere lavori straordinari e’ stata una grave colpa degli amministratori e dei tecnici , ingegneri o geologi. Così dopo quasi 60 anni dalla inaugurazione i lavori alla galleria del Bianco sono iniziati con una interruzione di tre mesi ogni fine anno. Ma qui succede l’ imponderabile a settembre del 2023 una frana dalla parte francese blocca anche la vecchia ferrovia di Cavour. Eppure il volume delle merci che passano dal versante francese che negli anni 80 erano 16 milioni nel frattempo e’ cresciuto a 43 milioni come si vede dalla tabella che allego ma che avevo reso nota già nel 2011 quando da Sottosegretario ai trasporti presiedevo la Consulta nazionale dei trasporti e della logistica.
Così da un anno le merci in partenza per la Francia su treno debbono passare dalla Svizzera e di lì verso la Francia. L’unica cosa positiva la fece il Governo, di cui ho l’onore di aver fatto parte,  che nel 2009 autorizzò  la costruzione della seconda canna di sicurezza al traforo autostradale del Frejus e così tra qualche mese  al traforo non vi saranno più code e il traffico sarà più fluido. Nella attesa che si terminino i lavori di costruzione della TAV.  la TAV porterà oltre un milione di turisti stranieri in più all’anno e aumenterà il trasporto merci su rotaia e la logistica. A proposito di danni per il mancato sviluppo concludo ricordando a chi ha raggiunto la terza età che i ritardi nella costruzione della TAV li paghiamo 3 volte, con l’aumento dell’inquinamento , con la perdita dello sviluppo che avremmo potuto avere e terzo rischiamo di non aver la soddisfazione di vedere l’opera del secolo finita e di poter andare a Parigi, Londra o Budapest …. Peggio va per chi cerca un posto di lavoro e dovrà ancora aspettare… A chi chiederemo  i danni? Ai francesi? Ai Notav e a chi li ha appoggiati ?

Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Fiaip: “La nuova legge Salva Casa”

Dalle difformità rispetto alle vecchie norme edilizie al silenzio assenso dopo un mese da parte dei Comuni. Tutto quello che devono sapere i proprietari che vogliono chiudere con i piccoli abusi immobiliari è contenuto nella Legge 105/24, più nota come Salva Casa.

Di questa legge, delle sue norme e applicazioni, si discuterà giovedì 19 settembre, dalle 15 alle 17.30 presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino, nel convegno “La nuova legge Salva Casa e il protocollo RRE (Relazione di Regolarità Edilizia): impatto su cittadini e proprietà privata, organizzato da FIAIP Torino (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) in collaborazione con gli Ordini professionali legati al settore immobiliare, al fine di approfondire le novità legislative e le conseguenze pratiche che interessano in particolare i proprietari di un immobile, ma anche i punti più complessi rispetto alla normativa locale.

“Fiaip ha contribuito in modo diretto alla formulazione di questa nuova legge con tre proposte accolte e inserite nella normativa. Questo è il primo incontro sul tema che chiama a raccolta tutti gli Ordini professionali della filiera della casa, dagli agenti immobiliari, che mettono in vendita l’immobile, ai tecnici che si occupano delle pratiche edilizie, fino ai notai che con l’atto concludono il passaggio di proprietà dell’immobile“, commenta Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino

Nel corso di questo evento, moderato dal notaio Maria Teresa Pelle, emergeranno le sostanziali novità introdotte dalla nuova legge e Gian Battista Baccarini, presidente nazionale di Fiaip, interverrà per offrire una visione aggiornata sugli sviluppi e sulle prospettive del settore immobiliare. Interverranno inoltre: Alessandro Scilabra presidente dell’Ordine dei Notai, Giuseppe Andrea Ferro, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Giorgio Sandrone, ingegnere coordinatore della Rete professioni tecniche, Luisa Roccia, presidente dell’Ordine dei Geometri, Maria Cristina Milanese, presidente dell’Ordine degli Architetti, Franco Dall’Aglio, presidente Fimaa Torino, Stefano Spina, referente Fiscalità immobiliare dell’Ordine dei Commercialisti.

La moderazione dell’evento sarà affidata al notaio Maria Teresa Pelle, che guiderà le discussioni tra i diversi professionisti coinvolti, offrendo un quadro esaustivo sulle implicazioni giuridiche e tecniche legate alle nuove norme.

L’evento dal vivo è riservato, ma può essere seguito in diretta streaming al link: https://register.gotowebinar.com/register/7318220093865500511 (registrazione con il codice associato: 1234)

Gli iscritti agli Ordini aderenti potranno ricevere i crediti formativi, inviando richiesta alle proprie segreterie.

 

Convegno “La nuova legge Salva Casa e il protocollo RRE”

Giovedì 19 settembre ore 15

Comune di Torino (Sala delle Colonne)

In Piemonte passaggio generazionale per un’impresa su dieci

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L’ANALISI DI CONFARTIGIANATO IMPRESE

Largo ai giovani? A volte, anche se i figli ci sono non vogliono continuare l’attività di famiglia

L’8% delle imprese pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80,8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi) Troppi ancora gli ostacoli: dalla burocrazia ai costi.

 

Le imprese artigiane del Piemonte sono troppo vecchie ma il passaggio di testimone tra genitori e figli è ancora troppo difficile e oneroso. Se in Piemonte il valore dell’artigianato si trasmette di padre in figlio, il passaggio generazionale tra il titolare dell’impresa e i figli, o i dipendenti, non è sempre facile e indolore: dal punto di vista emotivo, burocratico ed economico.

In Italia sono ben 227mila le microimprese interessate dal fenomeno su un totale di più di 777mila aziende controllate da persone fisiche o a conduzione familiare.

Secondo l’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, su dati ISTAT, tra il 2016 e 2022, le imprese del Piemonte che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state l’11,1% contro una media nazionale del 9,1%.  Nella classifica regionale il Piemonte si posiziona al quinto posto.

Secondo l’analisi l’8% delle imprese del Piemonte pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80,8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.

A livello provinciale tra il 2016 e 2022, le imprese di: Torino che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 10,2%, il 7,5% pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’82,3% non lo prevede nemmeno; Cuneo 13,0% (ha effettuato il passaggio generazionale) 10,1% (possibile nei 5 anni successivi) e 76,9% (non avvenuto né previsto);

Novara 7,8% (ha effettuato il passaggio generazionale), 9,5% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’82,8% (non avvenuto né previsto); Biella il 16,9% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 5,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 78,0% (non avvenuto né previsto); Asti il 9,4% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 9,2% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’81,4% (non avvenuto né previsto); Alessandria il 12,2% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e l’80,5% (non avvenuto né previsto); Vercelli il 14,7% ha effettuato il passaggio generazionale, l’8,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 77,1% (non avvenuto né previsto); Verbano il 13,1% ha effettuato il passaggio generazionale, il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e il 79,6% (non avvenuto né previsto).

“La maggioranza degli imprenditori è over 60, manca qui il ricambio generazionale – afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – i giovani imprenditori, sempre di più, scelgono vie autonome piuttosto dell’azienda di famiglia, in moltissimi casi perché i giovani vedono i molteplici adempimenti cui è soggetto l’imprenditore come qualcosa che non è ragionevole né serio cercare di superare. Oggi le imprese stanno affrontando un forte rinnovamento in termini di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.

“Il passaggio generazionale – conclude Felici – senza dubbio, riveste un ruolo cruciale per la vita dell’azienda. Va visto e concepito mediante una visione esaustiva che tenga in debita considerazione una serie di variabili e fattori. Questo processo di transizione non è solo un passaggio di quote societarie ma c’è molto di più. È una trasmissione di passioni, valori e competenze manageriali. Tutti aspetti che compongono il DNA di un’impresa e tutti elementi che vanno trasmessi e raccontati in modo adeguato a chi sarà il futuro capitano d’impresa. Non è certo, per questo, un semplice percorso. Bensì è un viaggio che va programmato in tempo utile. Forse anche non meno dieci anni prima del suo avvio”.

I fattori di ostacolo al passaggio generazionale. Il passaggio generazionale appare un cambiamento delicato, con il 51,3% delle imprese controllate da persona fisica o famiglia che segnala la presenza di fattori di ostacolo, tra i quali prevalgono le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%), le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,0%) e difficoltà economiche e/o finanziarie (13,5%); più contenuti i conflitti familiari (4,6%) mentre l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati si rileva nel 16,9% dei casi.

Commercio, l’appello della Regione: «Acquistate sotto casa, difenderete l’economia  e salverete una comunità»

«Acquistate nei negozi di vicinato. Difenderete l’economia locale, le imprese radicate sul territorio e i loro posti di lavoro, e salverete una comunità». È l’appello che l’assessore al Commercio della Regione Piemonte Paolo Bongianni – che ha anche la delega all’Agricoltura e Cibo – rivolge ai cittadini piemontesi e a tutti quelli che scelgono il Piemonte per le loro vacanze e soggiorni.

«Fate la spesa nei negozi sotto casa», invita Bongioanni. «È un gesto importante per sostenere l’economia e la vita delle micro-comunità, tanto nelle città quanto nei nostri piccoli comuni dove il negozio di paese è sempre stato e deve tornare ad essere un luogo di socialità. Tutto questo diventa ancora più importante nei centri della nostra montagna e delle cosiddette zone interne. Qui, sostenere il commercio di prossimità significa combattere in modo attivo e responsabile la desertificazione e contrastare così il rischio di spopolamento e perdita di attrattività per un intero territorio».

Il commercio di vicinato, nel progetto di Bongioanni, non è solo un baluardo da difendere e sostenere per rilanciare la vitalità dei piccoli centri e delle terre alte, ma è destinato a diventare uno dei protagonisti della rivoluzione della filiera corta dell’agroalimentare che l’assessore presenterà al Salone del Gusto – Terra Madre il prossimo 27 settembre.

«L’esercizio commerciale di prossimità – spiega Bongianni – dovrà diventare sempre più il posto dove potremo trovare la qualità a km 0: gli straordinari prodotti del cibo piemontese che, sempre a fine settembre, il Piemonte andrà a presentare ai Paesi del mondo riuniti al G7 dell’Agricoltura a Ortigia. La filiera agroalimentare corta legherà in modo strutturale produttori, trasformazione, commercio al dettaglio e mercati per garantire ai produttori la giusta remunerazione e contenere tutti quei passaggi intermedi che non creano un reale valore aggiunto per chi sceglie di restare legato a un territorio e alle sue comunità».

Scadenza 30 settembre per l’albo dei negozi e delle botteghe per aiutare il commercio di quartiere

C’è tempo fino al 30 settembre per i negozi di vicinato di Torino iscriversi alla piattaforma Epic, un Albo pubblico e gratuito che l’amministrazione comunale, insieme a Confesercenti, ha istituito per dare vita a una serie di azioni a sostegno del commercio di quartiere.

Obiettivo dell’Albo, la cui adesione è a titolo volontario, è riconoscere in modo ufficiale gli esercizi del commercio di valore storico, artistico e culturale, di tradizione, innovativi e di eccellenza sul territorio comunale, denominati con l’acronimo EPIC.

“Con questa iniziativa vogliamo aiutare i nostri esercizi di prossimità che svolgono una funzione importantissima, non solo dal punto di vista commerciale, ma anche come presidio del territorio ed elemento di aggregazione – afferma l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino -. Questa azione si inserisce nel piano di valorizzazione del commercio locale che abbiamo lanciato qualche mese fa con la campagna ‘Torino compra vicino’ e si affianca alle numerose iniziative intraprese dall’Amministrazione tra le quali ricordiamo gli interventi di riqualificazione di 11 mercati cittadini, l’importante iniziativa ‘Torino Mercati’ e la creazione del Distretto Urbano del Commercio”.

Epic (albo pubblico degli esercizi del commercio di prossimità di interesse collettivo), vuol essere infatti uno strumento di valorizzazione per negozi e botteghe torinesi, attraverso una campagna di comunicazione, una serie di iniziative – come percorsi tematici e tour nei vari quartieri, nonché video interviste per raccontare le realtà d’eccellenza – e progetti speciali per mostrare il valore del commercio di vicinato per la qualità di vita collettiva.

Le domande devono essere presentate al Comune di Torino, in modalità esclusivamente telematica, sul sito .

(TORINO CLICK)

Il debito pubblico spiegato bene. Come funziona, come liberarcene

Lunedì 16 settembre, ore 17

Museo del Risparmio

Via S. Francesco d’Assisi 8/A, Torino

 

Il Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo organizza un incontro di presentazione del libro “Nelle tasche degli italiani. Il debito pubblico spiegato bene. Come funziona, come liberarcene” in programma lunedì 16 settembre alle ore 17.

L’appuntamento vedrà la partecipazione di Giorgio di Giorgio, Professore di Teoria e Politica Monetaria alla Luiss e coautore del libro, di Elsa Fornero, Professore di Economia all’Università di Torino e Coordinatore scientifico CeRP-Collegio Carlo Alberto, di Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo e di Michele Rinaldi, Presidente Fondazione Ave Verum. Modera l’incontro Giovanna Paladino, Direttore e curatore del Museo del Risparmio.

Il libro affronta temi come bilancio pubblico, fiscalità, rapporto debito PIL, crisi finanziarie, manovre e tagli per dare ai lettori strumenti per districarsi nel mondo della finanza pubblica, un ambito che può sembrare complicato senza adeguati strumenti e nozioni. Tuttavia è diventato fondamentale capire di cosa si tratta per essere cittadini consapevoli e per meglio comprendere gli impatti che la spesa pubblica produce sulla società e sulle generazioni future. Parlare di debito pubblico con un linguaggio chiaro e semplice è dunque possibile.

L’evento si terrà in presenza presso il Museo del Risparmio e online. Per partecipare al museo prenotarsi tramite il link https://bit.ly/Evento16settembre

Poste Italiane, educazione al risparmio

Nei giorni in cui centinaia di studenti e studentesse della provincia di Torino tornano sui banchi di scuola, Poste Italiane sostiene l’educazione al risparmio attraverso strumenti e iniziative volte a sensibilizzare i giovani ad un uso consapevole del denaro. Tali strumenti favoriscono anche il processo di digitalizzazione in una società sempre più senza contanti, in cui Poste si conferma leader nei servizi dei pagamenti digitali con 247.200 carte attive in provincia di Torino a fine  2023 e 22.419 nuove carte sottoscritte dall’inizio del 2024 ad oggi.

Ai ragazzi e alle ragazze tra i 10 e i 17 anni è dedicata una carta prepagata biodegradabile, la Postepay Green. È studiata per aiutare i genitori ad insegnare una gestione consapevole del risparmio e ha tra le varie funzioni, la possibilità di impostare la ricarica a “tempo” o a “soglia” per gestire la “paghetta”. La carta può essere richiesta da uno dei genitori in uno dei 419 Uffici Postali della provincia di Torino.

Poste Italiane ha inoltre lanciato una serie di podcast sul tema dell’Educazione Finanziaria dedicati a ragazzi e ragazze molto giovani, “Generazione EF”. Una fascia d’età, quella degli under 18 che oggi si trova ad affrontare un futuro diverso da quello delle precedenti generazioni, con molta tecnologia ma anche più incertezza, con strumenti innovativi ma in un mondo finanziario continuamente in cambiamento. Sono 7 i podcast a cui si può accedere online dal sito di Poste al link https://www.posteitaliane.it/it/podcast-di-educazione-finanziaria.html

Il progetto di Leonardo Elicotteri “Cresciamo Insieme”

Sviluppare una solida rete di fornitori italiani per il rafforzamento della filiera dell’aerospazio della divisione Elicotteri di Leonardo consolidando, rafforzando e integrando le capacità e le competenze distribuite sul territorio e nelle Pmi per affrontare, attraverso partnership strategiche, la crescita del mercato globale e le nuove competizioni che in esso si stanno generando. È l’obiettivo del progetto di Leonardo Elicotteri denominato “Cresciamo Insieme” e che mira a coinvolgere oltre 600 aziende di 8 regioni italiane. Il progetto è stato presentato oggi presso la Sala Trasparenza della Regione Piemonte dove si è svolto il primo incontro del percorso di selezione delle candidature per il conseguimento dei requisiti necessari all’inserimento nel nuovo elenco fornitori. Il processo di definizione delle imprese che entreranno a far parte della catena di fornitura di Leonardo Elicotteri è previsto che sia concluso entro la fine dell’autunno.

“La Regione Piemonte crede molto nel settore dell’aerospazio ed è impegnata fortemente nella valorizzazione della filiera – ha affermato l’Assessore alle Attività Produttive, Andrea Tronzano – iniziative come quella odierna possono dare alla nostra economia gli stimoli necessari per aumentarne la competitività.”

Durante l’incontro, il management della divisione Leonardo Elicotteri ha voluto dare evidenza delle sfide produttive legate alla significativa crescita degli ordini nel mercato elicotteristico mondiale e delle esigenze ad essa legate in termini di sviluppo di fonti complementari e quindi di capacità di fornitura da parte delle imprese. Piero Rancilio, Financial Director di Leonardo Elicotteri: “Le opportunità per la catena di fornitura italiana sono l’accesso a potenziali forniture per 1,3 miliardi di euro, con una crescita prevista fino a 1,7 miliardi di euro entro il 2028 che al momento vengono in buona parte procurate all’estero.

L’obiettivo è creare un’ulteriore risorsa di fornitura totalmente italiana che possa garantire una supply chain fluida a supporto dell’evoluzione tecnologica e della complessità logistica richiesta dalla Divisione Elicotteri di Leonardo”. Giuseppe Corcione, SVP Procurement & Supply Chain di Leonardo Elicotteri: “Le Pmi che coglieranno questa sfida comune potranno contare sul nostro sostegno: metteremo a disposizione tempo e risorse per accompagnare le singole imprese lungo il percorso di qualificazione e certificazione, notoriamente oneroso e complesso. Questo travaso di competenze tecnologiche, che dalla grande azienda verranno trasferite alle piccole e medie imprese, sarà cruciale per favorire un’espansione futura delle aziende italiane anche nei mercati aerospaziali internazionali”

In Piemonte le imprese artigiane gestite da stranieri sono il 20% del totale

Dibattito “ius scholae”, intervengono gli artigiani 

Dino De Santis (Presidente di Confartigianato Imprese Torino): “le imprese hanno un’emergenza, che è quella della manodopera e, allo stato attuale, possiamo solo confidare nel lavoro degli stranieri”

 

 

 

“Non è nostro compito entrare nel dibattito politico, ma siamo lieti che l’argomento sia emerso recentemente, perché le imprese hanno un’emergenza, che è quella della manodopera e, allo stato attuale, possiamo confidare principalmente nel lavoro degli stranieri”.

“Da un lato c’è la necessità dell’occupazione garantita agli immigrati regolari, dall’altro lato vi è la difficoltà della convivenza tra popolazioni molto diverse tra loro. È chiaro che la questione va affrontata non solo a livello nazionale, ma europeo e non solo sul piano dei flussi – avverte De Santis–. Sul piano prettamente italiano invece è a nostro avviso necessario trovare una mediazione tra partiti politici, forze sociali, corpi intermedi per trovare soluzioni realistiche in grado di dare risposte positive tanto a chi chiede gli immigrati nei luoghi di lavoro, quanto a chi chiede maggiori tutele e diritti, ordine e sicurezza sul territorio”.

“Il tema dell’immigrazione va affrontato non in modo settoriale, ma con un ragionamento ad ampio respiro. La scolarizzazione con l’educazione civica è strategica per chi vive in Italia. La comunicazione, la conoscenza della lingua, della nostra cultura, ma soprattutto dei doveri e dei diritti sono fondamentali per mettere le basi per una vera inclusione – sottolinea De Santis – Non si può pensare di risolvere il problema della manodopera sfruttando il bisogno delle persone o delle aziende. Le aziende chiedono personale qualificato o da formare, da far crescere e soprattutto che sia inserito e accolto nel team in cui opera e nella società in cui vive. Noi vogliamo offrire a tutti, senza esclusione, le stesse opportunità, offrendo uguali trattamenti economici, trasmettendo il nostro sapere artigiano. Prova ne sia il fatto che in Piemonte le imprese artigiane gestite da stranieri sono 23.343 e rappresentano il 20% del totale delle imprese. Molti di questi imprenditori prima erano dipendenti”.

Nel 2024 la domanda di lavoro per gli stranieri è risultato in crescita, segno evidente che mancano lavoratori italiani. “Non credo sia dovuto al fatto che gli italiani si rifiutino di prestare la loro opera in alcuni settori o in lavori cosiddetti “usuranti” – spiega De Santis –. Ritengo sia più un problema demografico e sociale. L’allungamento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione, la bassa natalità, l’immigrazione, sono problematiche che stanno mettendo a dura prova il sistema del welfare e stanno contribuendo ad una crisi insostenibile dello Stato sociale”.

“Per affrontare questi temi – conclude De Santis – dobbiamo colmare il gap e l’unico elemento risolutivo che abbiamo sono gli stranieri. E se agevoliamo la loro capacità di integrazione e di inclusione attraverso un processo che consenta loro di ottenere la cittadinanza attraverso un percorso scolastico e formativo, forse abbiamo trovato una chiave di svolta.”

Mirafiori, la 500 elettrica ferma fino all’11 ottobre

I sindacati hanno ricevuto la comunicazione di Stellantis: la produzione della 500 elettrica a Mirafiori avrà una sospensione delle attività che si prolungherà fino all’11 ottobre.  L’azienda spiega che “La misura si rende necessaria dall’attuale mancanza di ordini legata all’andamento del mercato elettrico in Europa, è profondamente in difficoltà per tutti i produttori, soprattutto europei. Stellantis è fermamente impegnata a garantire la continuità di tutti i suoi impianti e delle sue attività e sta lavorando duramente per gestire al meglio e traguardare questa difficile fase della transizione”.