Che Torino sia culla d’arte, non c’è dubbio, dopo le interessanti mostre nei maggiori musei, un intenso mese dedicato all’ arte moderna, con Artissima e Paratissima, nella sede naturale dell’ arte voluta dai Savoia fin dal 1678 ,nelle meravigliose sale dell’Accademia Albertina , dal 23 al 27 novembre sarà la sede, per la prima volta in Italia della Biennale Internazionale di Sugar Art.(Arte con lo zucchero).
Non si tratta di un esposizioni di pasticceri, ma un esposizione di opere di veri e propri artisti che anziché creta e colori usano lo zucchero nelle sue molteplici variazioni e lavorazioni.
Ideata e curata da Maria Cocciolo , coadiuvata da Ninni
Cocciolo, la Biennale è promossa dalla associazione DIVA in collaborazione con la Consulta Femminile del Consiglio regionale del Piemonte ,le opere avranno come tema la figura femminile nel mondo dell’arte contemporanea.
80 opere, presentate da artisti provenienti da ogni parte del mondo, che omaggiano l’espressione artistica che fonda le sue radici nel cake design commestibile. Attraverso la lavorazione dello zucchero gli artisti danno vita a creazioni uniche, con tecniche sorprendenti ,creando opere affascinanti, il pubblico non dovrà fare altro che ammirare opere uniche.
La mostra va oltre la pura esposizione artistica, trasmettendo emozioni e riflettendo sull’attualità, in occasione della Giornata internazionale dell’eliminazione della violenza contro le donne.
L’evento è gratuito e aperto a tutti, e offrirà una serie di workshop e minieventi condotti dalle curatrici e dagli artisti internazionali presenti. la Biennale di Sugar Art si propone come una tappa imperdibile per gli amanti dell’arte e della pasticceria, unendo tradizione, creatività e innovazione in un’unica esperienza straordinaria.
GABRIELLA DAGHERO
Ingresso da
Via Accademia Albertina 6, 10123 Torino
Orario di apertura: dalle 10 alle 18, tutti i giorni
Facebook Instagram: FB / Instagram: biennaleinternazionalesugarart
L’incontro è stata una occasione preziosa per ricordare la sua figura di intellettuale atipico, che nella prima parte della sua vita ha collaborato a giornali senza averne un ritorno economico, per passione pura, è stato anche caposervizio viaggi del mensile “Gambero rosso”, pubblicando numerosi reportage e corrispondenze da Paesi lontani su quotidiani e periodici.
Due mostre, un volume monografico (edito da “Silvana Editoriale”, a cura di Vincenzo Gatti e Alice Pierobon, con un saggio critico di Claudio Strinati) e vari incontri tesi a mettere in luce quali e quante fossero le diverse “anime” dell’eclettico artista e intellettuale torinese: a Mario Lattes, nel centenario della nascita (Torino, 1923 – 2001), la “Fondazione Bottari Lattes” (a lui titolata e nata nel 2009 a Monforte d’Alba per volontà della moglie Caterina Bottari Lattes) ha dedicato, nel corso dell’anno che volge al termine, svariati e importanti iniziative facendo alta memoria di una fra le figure culturali di maggior spicco del secondo dopoguerra nel campo dell’arte, dell’editoria e della letteratura. Un ricco calendario, su cui tutta la “Fondazione” di Monforte e la sua presidente, Caterina Bottari Lattes, hanno dato atto di un grande, appassionato impegno, meritevole appieno del successo ottenuto e che oggi vede avvicinarsi, con il nuovo anno in arrivo, il traguardo finale. L’ultimo appuntamento in calendario è, infatti, in programma per sabato 18 novembre (ore 17,30) al “Teatro Comunale” di Monforte d’Alba, in via della Chiesa, 3. Sul palco, a ricordare la figura di Mario Lattes in tutte le sue molteplici sfaccettature, saranno Mariarosa Masoero, docente di “Letteratura Italiana” all’Ateneo torinese, e Vincenzo Gatti, storico curatore delle mostre realizzate dalla “Fondazione Bottari Lattes”. A coordinare gli interventi sarà il professore albese Valter Boggione, anche lui docente di “Letteratura Italiana” all’Università di Torino.
memoria”.




In mezzo a 120 scatti fotografici che raccontano gli eventi più significativi, nel bene e più spesso nel male, del 2022, raccolti nella 66^ edizione di “World Press Photo Exhibition”, ospitata a “Palazzo Barolo”, a Torino (ed in altre 119 città dei cinque continenti), fino a domenica 19 novembre, tornano certamente di grande utilità ed interesse i tre incontri, ad ingresso gratuito, organizzati nell’ambito della rassegna – promossa da “World Press Photo Foundation” e organizzata da “Cime”– per mettere a fuoco ben bene l’attualità. Dai lavori di “fotogiornalismo” e “fotografia documentaristica” (firmati per le maggiori testate internazionali, dal “National Geographic” alla “BBC”, fino alla “CNN”, al “Times”, a “Le Monde” e ad “El Pais”) all’incontro su temi che sviluppano a parole le immagini osservate in parete, attraverso il confronto con alcuni degli stessi fotoreporter rappresentati e personaggi del mondo del giornalismo e del sociale per approfondire e compiere un viaggio critico, a più voci e a più “verità”, fra le notizie del 2022.
A seguire, giovedì 9 novembre, sempre alle 18,30, si continua con “Giovani e salute mentale: il crollo dopo la pandemia”. Durante l’incontro, il fumettista (Feltrinelli) Claudio Marinaccio presenterà un suo lavoro confluito nell’inchiesta a fumetti realizzata per “Sky Tg24” sulla salute mentale dei giovani. Partecipa anche il giornalista Stefano Tallia, presidente dell’“Ordine dei Giornalisti del Piemonte”, Sara Racalbuto, coordinatrice della “Psicologia clinica dell’età pediatrica” dell’ “Ospedale Infantile Regina Margherita” di Torino e Fulvio Paganin, presidente di “Distretto Cinema” per un excursus su come il disagio è stato raccontato in sala.