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ANAP Confartigianato e Questura per gli over 65 contro il pericolo di truffe

Giovedì 20 marzo alle ore 16.00. Presso la sede di Confartigianato Torino – Largo Turati, 49

 

 

Nell’ambito della campagna “Più sicuri insieme” che viene rilanciata anche a Torino e che è realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Interno e il contributo di Polizia, Carabinieri e della Guardia di Finanza, ANAP Confartigianato Torino (Associazione nazionale degli Anziani e dei Pensionati di Confartigianato) organizza un incontro (nella sede di Confartigianato Torino) per sensibilizzare gli over 65 rispetto al pericolo di truffe, raggiri, furti e rapine.

All’incontro, presentato da Giuseppe Falcocchio, Presidente ANAP Torino, parteciperà il Dott. Luigi Belgiovine Commissario della Polizia di Stato della Questura di Torino.

 

L’iniziativa prevede la distribuzione, di vademecum e depliant che contengono alcune regole, suggerite dalle forze di polizia, per difendersi dai rischi di truffe, raggiri, furti e rapine in casa, per strada, sui mezzi di trasporto, nei luoghi pubblici ma anche utilizzando Internet.

ANAP Torino sottolinea la necessità di intensificare le campagne di informazione e formazione per gli over 65, affinché possano riconoscere i segnali di pericolo ed evitare di cadere nelle trappole dei truffatori, che creano danni non solo economici ma anche psicologici e di ulteriore isolamento sociale di chi ne è vittima.

Il 50% delle truffe agli anziani va a buon fine e solo il 47% dei danneggiati sporge denuncia alla Polizia.

Sono le percentuali “poco incoraggianti” che ANAP Confartigianato, ha elaborato attraverso un’indagine che a ha coinvolto quasi 10mila cittadini over65 in tutta Italia, tra questi anche molti piemontesi.

L’indagine ha messo in rilievo che, ormai, la percentuale più alta di frodi avviene attraverso Internet, che anche gli over 65 frequentano sempre di più. La fraudolenta attivazione di servizi per via telefonica (6%) o con visite al domicilio (15%) e le frodi online (20%) hanno una percentuale di denuncia inferiore a un caso su cinque.

Va sottolineato, inoltre, che la percentuale di truffe colpisce gli anziani anche se inseriti in contesti familiari allargati con coniugi o figli.

Dall’indagine emerge anche come non sia da sottovalutare l’impatto psicologico che le truffe o i tentativi di raggiro producono sulle persone che le subiscono, in termini di atteggiamento nei confronti del mondo esterno, di diffidenza, ostilità, rabbia, frustrazione e disagio, anche verso i propri familiari ed amici più stretti. Un quarto degli intervistati, infatti, dopo aver subito una truffa, ha modificato i propri comportamenti e ridotto le occasioni di incontro e di rischio, per il timore di poter essere nuovamente vittime di reati di questo genere.

“I dati generalizzati sono perfettamente sovrapponibili alla condizione che registriamo anche nel nostro territorio – commenta Giuseppe Falcocchio, Presidente ANAP Torino – purtroppo continua a essere troppo alta la percentuale di anziani che cade nella rete dei truffatori senza scrupoli. Persiste, inoltre, una certa ritrosia alla denuncia una volta rimasti vittime di impostori”.

“Bisogna stare molto attenti a non dare dati personali o le proprie coordinate bancarie – avverte Falcocchio-. Chiediamo l’aiuto di tutti, in particolare dei familiari, affinché informino i propri cari che vivono da soli su questi pericoli. Noi facciamo la nostra parte aiutando i soci a utilizzare nel modo corretto lo smartphone. Gli anziani sono particolarmente vulnerabili a questi attacchi, spesso perché meno abituati all’uso delle tecnologie digitali e meno consapevoli dei pericoli del phishing”.

“Diventa, dunque, strategico creare una rete di protezione familiare e sociale – conclude Falcocchio. Figli, nipoti, amici e operatori sociosanitari devono essere coinvolti attivamente nel sensibilizzare gli anziani su questi rischi.”

La nuova campagna 5×1000 della Fondazione FARO

Protagonisti i pazienti e gli operatori della Fondazione
È stata presentata  la nuova campagna 5×1000 della Fondazione FARO. Per la prima volta, protagonisti sono stati gli operatori e i pazienti che hanno voluto partecipare e portare la loro testimonianza.
«I fondi del 5×1000 sono fondamentali per la FARO – ha commentato il presidente Giuseppe Cravetto – ci consentono di colmare parte del nostro deficit e soprattutto di mantenere la qualità elevata della nostra assistenza. Inoltre, è anche grazie al 5×1000 che possiamo portare avanti tutte le attività di assistenza psicosociale che altrimenti non potremmo realizzare».
Nel 2024 la Fondazione FARO si è presa cura di 1.007 pazienti a casa e di 685 persone all’interno dei propri hospice, offrendo cura e sostegno anche ai loro familiari. Inoltre, il servizio di psicologia, attraverso il supporto al lutto e il Progetto Protezione Famiglie Fragili, ha assistito 745 famiglie durante e dopo il percorso di malattia.
«Il 5×1000 non è importante solo per i fondi erogati – aggiunge il direttore generale Luigi Stella – ma soprattutto per il numero delle firme che quantifica il numero di persone che sostengono la FARO e che le sentiamo come facenti parte della nostra organizzazione. È grazie a loro che possiamo avere a disposizione il bene più prezioso e non acquistabile: il tempo, che per noi è tempo di cura, garantendo un organico adeguato per l’assistenza ai nostri pazienti».
Gli operatori coinvolti, Gloria GalloElena Timar e Samuel Zaccaro, hanno portato la loro testimonianza durante la realizzazione della campagna: «ogni piccolo gesto, che sia una parola o la semplice presenza, può illuminare il cammino di chi affronta la malattia con dignità. Grazie ai nostri sostenitori abbiamo l’opportunità di stringere una relazione profonda con i nostri pazienti, un regalo per tutti i noi operatori».
Paolo Saglia, dello studio Giusti Eventi che ha realizzato la campagna, commenta: «Le cure palliative sono un gesto di profonda umanità, un atto che va oltre la medicina, toccando il cuore della dignità umana. Quando una persona affronta la fase più delicata della vita, è nei piccoli gesti che trova conforto e sollievo. La fotografia ha il potere straordinario di fissare un istante, di catturare un frammento di vita che, altrimenti, potrebbe sfuggire. Quando parliamo di cura, parliamo di un intreccio di gesti, di sguardi, di presenza che raccontano molto più delle parole».
«Quello che vediamo in queste immagini è ciò accade ogni giorno all’interno dei nostri hospice e nelle case dei nostri pazienti – racconta il direttore sanitario Alessandro Valle -. Sono istantanee di umanità che fanno la differenza e danno conforto e sollievo nei momenti più delicati della vita».

Allieva Martina Anzellini, giuramento alla scuola militare Teulié

Sono l’allievo Martina Anzellini ho 16 anni e vengo da Moncalieri in provincia di Torino. La mia famiglia è formata da mia mamma Caterina, mio papà Rosario e da mio fratello maggiore Jacopo. Prima di entrare in questa scuola ho frequentato il biennio nel liceo scientifico Ettore Majorana. Ho sempre avuto una grande passione per lo sport: in particolare la corsa; inoltre mi piace leggere, cucinare e soprattutto viaggiare.

Hai avuto modelli di riferimento, come familiari o conoscenti, che hanno influenzato la tua scelta?

Fortunatamente sì e credo che potrei definirla come la ricchezza più grande: grazie a mio padre, 1° Luogotenente dell’Esercito, ho avuto modo di conoscere questa realtà militare. Inoltre, dovrei ringraziare mio fratello che come me quattro anni fa a deciso di intraprendere questa nuova esperienza e ora si trova in accademia. Ho sempre preso ispirazione da lui e la sua figura è diventata ancora più importante da quando sono in questa scuola e continua ad essere il mio punto di riferimento per tutto ciò che ha fatto e continua a fare.

Quanto tempo hai dedicato alla preparazione e come ti sei organizzato per superare il concorso?

La prima cosa che mi viene da dire per quanto riguarda il mio approccio alla fase concorsuale è che fin dal momento in cui ho cliccato sul tasto partecipa per effettuare la domanda al concorso ho cercato di impegnarmi al massimo. Ammetto che richiede un grande sforzo: spesso ho rinunciato a uscite con gli amici e a tempo libero soprattutto perché oltre alla preparazione dovevo continuare a studiare per la scuola e ad allenarmi. Un consiglio per prepararsi è quello di fare riferimento al bando dell’anno scorso e concentrarsi a una prova alla volta. Attualmente è in atto il bando per l’ammissione al prossimo corso delle Scuole Militari, un passaggio fondamentale per chi desidera intraprendere questa carriera.

Quali sono state le tue prime impressioni quando sei arrivato alla Teulié?

Mentirei se dicessi che è stato semplice fin dall’inizio: da un giorno all’altro ci si ritrova catapultati in una realtà completamente differente rispetto a quella in cui si è abituati a vivere. Nonostante lo smarrimento iniziale, fin dal primo momento sapevo che sarebbe stata un’esperienza che, da una parte avrebbe comportato numerosi sacrifici ma dall’altra mi avrebbe riservato tante soddisfazioni. Inoltre, il primo impatto è stato particolare soprattutto perché avevo già vissuto questa esperienza indirettamente durante la permanenza di mio fratello in questa scuola.

Quali sono le attività extra-scolastiche e come contribuiscono alla formazione?

Le attività extra-scolastiche sono numerose: a partire da quelle sportive, dalle conferenze, i cui temi trattati possono essere molto differenti, dalle rappresentanze a diversi eventi civili e militari, alle attività svolte durante il campo invernale ed estivo, che oltre all’addestramento militare prevedono visite presso delle caserme. Nel complesso tutto ciò fornisce a noi allievi una formazione completa che permette di godere di una serie di conoscenze ed esperienze che aiutano a rendere più chiari anche i propri piani per il futuro.

Come affronti la lontananza dalla famiglia e dagli amici della tua città?

Prima di partire credevo che la lontananza da casa sarebbe stata l’aspetto meno difficile di questa nuova esperienza ma un po’ l’ho sentita e la mia famiglia mi manca. Qui mi ritrovo giorno e notte con altre ragazze e ragazzi provenienti da qualsiasi parte d’Italia non è sempre facile ma ci si abitua e si creano legami molto importanti e solidi. Questa esperienza insegna anche ad essere più riconoscenti e a dare valore alle piccole cose e ai piccoli gesti.

Cosa diresti a un ragazzo o a una ragazza che sta pensando di intraprendere questo percorso?

Il primo consiglio che mi viene da dare è quello di impegnarsi fin da subito soprattutto perché la possibilità di entrare in questa scuola è una sola. Importantissimo è riflettere sulle motivazioni per cui si vuole frequentare questo Istituto perché ci si riesce senza problemi solo se si è veramente motivati non lo si fa solo per il gusto di indossare una divisa, perché gli ostacoli che si incontrano durante il percorso sono numerosi. In ogni caso è giusto provarci.

Quali opportunità offre la scuola militare Teulié per il futuro, sia in ambito militare sia civile?

Per quanto riguarda il futuro, è inevitabile affermare che la formazione che da questa scuola se si vuole poi intraprendere la carriera militare è notevole. Ottimale è anche la formazione di cui si può usufruire nel caso in cui si decidesse di frequentare un’università civile soprattutto grazie al contributo dei professori durante i tre anni. In ogni caso la miglior definizione per questo istituto è “palestra di vita” quindi al termine della permanenza si è in generale pronti ad affrontare nel migliore dei modi ogni situazione presentata dalla vita.

Cosa rappresenta per te prestare giuramento alla Repubblica Italiana?

Si tratta di una tappa fondamentale per un allievo della Scuola Militare. Mi è stata ribadita più volte l’importanza di questo evento sia da mio papà che ha prestato giuramento 33 anni fa e da mio fratello che ha giurato sia durante gli anni della Scuola Militare che in Accademia. Prestare giuramento alla Repubblica Italiana significa diventare parte della famiglia dell’Esercito e impegnarsi ad adempiere determinati doveri e ad assumere un certo comportamento sempre.

Scienziati per un giorno. Sabato 22 marzo il campus della WINS

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Alla WINS World International School of Torino si può diventare scienziati per un giorno. Sabato 22 marzo il campus della WINS si trasformerà in una vera e propria base spaziale per accogliere i giovani esploratori del futuro al WINS Science & Tech Day. Dalle 15.30 alle 18.30 bambini e ragazze dai 4 ai 14 anni, insieme alle loro famiglie, avranno l’opportunità di lanciarsi in un‘avventura intergalattica tra scienza, tecnologia, innovazione e creatività. Si tratterà di una giornata gratuita e aperta a tutti, perfetta per avvicinare i ragazzi al mondo della scienza, della tecnologia e dell’esplorazione spaziale attraverso il gioco e la sperimentazione diretta. Come veri astronauti e ingegneri spaziali, i ragazzi potranno sperimentare di persona il fascino del cosmo grazie a molti laboratori interattivi. Dalla simulazione di un lancio sulla Luna, con i visioni VR di IFLY SIMULATOR per rivivere il leggendario viaggio dell’Apollo 11, dal decollo fino al rientro sulla Terra, alla missione Marte con INFINI.TO Planetario di Torino dove i giovani esploratori potranno guidare un rover marziano e raccogliere campioni di suolo alieno, programmare il robottino Cubetto su Marte imparando i concetti base della robotica e del coding, creare una SCRIBBING MACHINE, una macchina che disegna tracciati unici simulando il moto di un satellite nello spazio, e se è vero che non possono esserci viaggi stellari senza un mezzo di trasporto, grazie a BRICKS 4 KIDS i più piccoli potranno dar vita a veicoli spaziali e non con i celebri mattoncini Lego e Duplo, e i più grandi collaboreranno alla realizzazione di un mosaico collettivo diventando ingegneri per un giorno. Spazio anche ai laboratori di robotica e Game Design nei WINS LABS, dove sarà possibile progettare e programmare piccoli robot e programmare ex novo un personaggio dei videogiochi, e poi ancora “Giochiamo con le parole”, una palestra per la mente e per l’apprendimento, e il laboratorio del gruppo Larc realizzato in collaborazione con una psicoterapeuta. Tre sono i laboratori proposti da MU-CH Museo della Chimica, tra quiz ed esperimenti: so-mu-ch explosions, un piccolo esperimento esplosivo da fare in tutta sicurezza e dedicato ai più piccoli; CRAZY ROCKETS, mini gare di razze di carta costruite da piccoli ingegneri e STEAM QUIZ, un gioco a premi in cui diverse squadre si sfideranno a colpi di nozioni scientifiche e colpi di fortuna. Non solo spazio e scienza, ma anche creatività, al WINS Science & Tech Day con due attività dedicate al mondo dei fumetti e dell’illustrazione a cura della scuola internazionale di comics di Torino: dall’ideazione alla realizzazione di un personaggio completo nei suoi equipaggiamenti e abilità, allo sviluppo di una breve storia a fumetti. A seguito della pesca alla cieca di un prologo e di un finale, lo svolgimento interno della storia sarà affidato alla fantasia e alla creatività dei partecipanti.

WINS World International School of Torino – via Traves 28, Torino

Mail: info@worldinternationalschool.com

Tel: 011 1972111

Via Alfieri, alle Poste per la Festa del papà

Poste Italiane festeggia la Festa del Papà, in calendario mercoledì 19 marzo, con una cartolina filatelica e alcuni annulli dedicati. Un’occasione unica per ogni collezionista o per chi, semplicemente, vuole ricordare in modo originale una giornata particolare.

La colorata cartolina “Cuore di papà” sarà in vendita al prezzo di 1,00€ nei 19 uffici postali della provincia di Torino oltre che nello Spazio Filatelia di Via Alfieri 10.

Nello stesso Spazio Filatelia sarà anche disponibile, dal 17 al 23 marzo, un annullo speciale a datario mobile.

Per qualsiasi informazione o curiosità su tutto il mondo della filatelia è online il sito filatelia.poste.it/index.html.

Bambina nascosta in una busta per essere venduta, a Torino arrestati i genitori

I genitori di origini marocchine, sono stati arrestati dalla polizia a Torino accusati di avere portato illegalmente in Italia dal Marocco in una busta della spesa una neonata, nata nel mese di agosto, si ipotizza per essere poi venduta.

Sono state arrestate altre due persone, marocchine, accusate di favoreggiamento. Secondo gli inquirenti avrebbero nascosto in casa la bimba, pur sapendo che si trovava in Italia illegalmente, arrivata a ottobre su una nave da Tangeri.

Abitare il carcere: criticità e prospettive

Una riflessione sugli spazi di detenzione. Incontro in Consiglio regionale

“A cinquant’anni dall’approvazione del nuovo ordinamento penitenziario, che ha ridisegnato funzioni e finalità degli istituti penali, è quanto mai necessario che gli Istituti di detenzione rispondano sempre più al dettato costituzionale che prevede che l’esecuzione penitenziaria rappresenti un’occasione di recupero e di reinserimento dei detenuti nella società. E, se è vero che l’anagramma di ‘carcere’ è ‘cercare’, è fondamentale mettersi in gioco per trovare le soluzioni più opportune”. Lo ha dichiarato il Garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano in apertura dell’incontro Abitare il carcere – Gli spazi della quotidianità nella detenzione che si è svolto a Palazzo Lascaris.

All’incontro, organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte con l’Ufficio del Garante in collaborazione con la Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, ha portato iI saluto, a nome del presidente Davide Nicco, il componente dell’Ufficio di presidenza Mario Salvatore Castello, delegato ai rapporti con il Garante, che ha sottolineato come “anche all’interno del carcere dovrebbe abitare la bellezza, che fa bene all’anima e spinge a migliorare e a migliorarsi”.

Simona Canepa, docente a contratto del Dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino, ha illustrato la propria ricerca sulle carceri italiane denunciando che “dalla riforma di cinquant’anni fa ben poco è cambiato: si prevedevano ambienti per la vita individuale e collettiva, luoghi idonei per attività culturali, aggregative e lavorative ma lo Stato sembra non voler farsi carico di questi problemi: molti edifici risultano vecchi e necessitano di ristrutturazione, la luce naturale scarseggia e non di rado quella artificiale viene tenuta accesa tutto il giorno, molti ambienti vengono trascurati, come i cortili di passeggio, dove in molti casi mancano ripari per la pioggia o il sole cocente”.

Cristian Campagnaro, professore ordinario del Dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino, ha evidenziato che “quando si progettano degli spazi è fondamentale interrogarsi su quale ruolo essi abbiano all’interno del progetto di vita delle persone che devono abitarli. E, a volte, l’impressione è che il progetto non ci sia. Ci siamo trovati di fronte a muri di silenzio e ad assenza di risorse, non solo economiche, per piccoli interventi che avrebbero contribuito a migliorare e a umanizzare le strutture anche per chi ci lavoro”.

Concentrandosi sulle tredici carceri piemontesi, Cesare Burdese, esperto di architettura penitenziaria, ha sottolineato che “sono afflittive e presentano tutti i limiti di un carcere punitivo. La narrazione del carcere che riabilita rischia di rappresentare uno slogan, una falsa lettura della realtà”.

“Quello che preoccupa – ha concluso – è la logica dei 7.000 moduli abitativi prefabbricati che si intendono inserire nelle carceri per supplire al sovraffollamento: un’idea di carcere simile a una bolgia dantesca dove detenuti e detenenti si fronteggeranno sempre più. Se non c’è altra soluzione a quella dei container possiamo chiudere i libri di architettura e smettere di studiare alternative”.

All’incontro hanno preso parte le consigliere Sarah Disabato e Laura Pompeo.

Inaugurato l’anno accademico dell’Universita’ di Torino

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Si è svolta ieri  mattina al Teatro Regio la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2024/2025 dell’Università di Torino. La cerimonia dal titolo “Università e cittadinanza europea. La conoscenza come ponte verso il futuro” ha visto tra gli altri la partecipazione di Enrico Letta e il contributo musicale del Coro delle Voci Bianche del Teatro Regio e degli allievi e le allieve del Teatro Stabile di Torino.

Sul palco è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo che ha ribadito la vocazione universitaria di Torino. «Essere città universitaria – ha detto – significa anche pensare alla trasformazione della città fisica, sociale, economica, culturale con un’ottica che vede l’alta formazione scientifica e l’alta formazione di carattere universitario come una cifra caratterizzante di sviluppo. Credo davvero che la prospettiva che ha l’Università di Torino, in sinergia con noi, con la Regione, con l’altro sistema che compone questo territorio, sarà la chiave di volta vincente anche per il proseguo del nostro lavoro nei prossimi anni».

L’intervento è stato anche l’occasione per una riflessione sullo scenario internazionale “quello che sta succedendo a livello internazionale – ha aggiunto – sconvolge schemi che erano consolidati da decenni e, intorno alle risposte che daremo a queste nuove sfide, credo che si giocheranno i futuri decenni di prosperità e sviluppo dell’Europa, che uscì dal secondo conflitto mondiale praticamente distrutta, divisa, lacerata, e che è stata capace in questi ottant’anni di rappresentare per milioni di persone un modello di sviluppo, di inclusione sociale, di un’economia sociale di mercato, che è stata capace di garantire i diritti civili e i sociali in un mondo e in un contesto estremamente complesso”.

TORINO CLICK

Disagi trasporti pubblici Canavese: Bartoli incontra vertici Gtt

 

Il Consigliere regionale Sergio Bartoli ha incontrato ieri  i vertici di GTT, rappresentati dal Direttore Ing. Giovanni Rabino, per affrontare le numerose segnalazioni pervenute da amministratori locali e cittadini del Canavese riguardanti disservizi nel trasporto pubblico.

Le criticità segnalate riguardano principalmente il mancato rispetto degli orari di fermata da parte degli autobus, che spesso transitano in anticipo rispetto all’orario previsto. Questa problematica, sottolinea il Consigliere Bartoli, sta creando forti disagi per i cittadini, in particolare per gli studenti e i lavoratori, che arrivando puntuali alla fermata trovano il mezzo già passato, rimanendo impossibilitati a raggiungere la destinazione nei tempi previsti.

Durante l’incontro, il Direttore Rabino ha assicurato che GTT monitorerà attentamente il problema e adotterà le misure necessarie affinché situazioni di questo genere non si ripetano. Il Consigliere Bartoli ha espresso apprezzamento per la disponibilità e l’attenzione con cui la questione è stata affrontata, riconoscendo l’impegno dell’azienda nel garantire un servizio più efficiente e puntuale.

“Ritengo fondamentale che i cittadini possano contare su un servizio di trasporto pubblico affidabile e rispettoso delle esigenze di chi lo utilizza quotidianamente – ha dichiarato Bartoli –. Per me è stato particolarmente importante raccogliere le istanze e le lamentele degli amministratori locali e dei tanti cittadini che hanno subito questi disservizi. Per questo continuerò a seguire da vicino l’evolversi della situazione, pronto a intervenire qualora si rendesse necessario un ulteriore confronto con GTT per assicurare il miglioramento del servizio.”

Il Consigliere ha inoltre ribadito la propria disponibilità a raccogliere ulteriori segnalazioni da parte della cittadinanza e degli amministratori locali, affinché eventuali problematiche vengano prontamente portate all’attenzione dei responsabili e risolte nel più breve tempo possibile.

La Regione lavora alla legge sulle truffe sentimentali: primo sì in Commissione

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La commissione regionale Sanità, presieduta da Luigi Icardi, ha concluso a maggioranza l’esame dell’articolato della proposta di legge, a prima firma Silvio Magliano (Lista Cirio – Pml), per sostenere le persone vittime di “raggiri sentimentali” realizzati attraverso strumenti digitali. Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un significativo aumento di casi di manipolazione emotiva online, finalizzati a ottenere denaro sfruttando la dipendenza affettiva (o “love addiction”) delle vittime. La proposta prevede la stipula di convenzioni con enti specializzati del terzo settore, la realizzazione di campagne informative e formative, e il supporto psicologico alle vittime e alle loro famiglie che presenteranno regolare denuncia. È prevista anche l’istituzione di una specifica sezione sulla dipendenza affettiva presso l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze.

Grazie a uno degli emendamenti approvati, la Regione potrà anche costituirsi parte civile e i risarcimenti potranno essere utilizzati per finanziare le attività previste. La norma ora passa all’esame della commissione Bilancio e del Comitato per la qualità della normazione, prima del passaggio definitivo in Sanità.

Nel primo pomeriggio di ieri la commissione Sanità ha svolto due audizioni. Nella prima ha incontrato l’Associazione Pazienti Ail (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma per un approfondimento sul tema del Mieloma Multiplo e sulla situazione dei pazienti che convivono con questa patologia.
Felice Bombaci, in rappresentanza di Ail, ha descritto i grandi progressi tecnologici che negli ultimi anni hanno migliorato le cure in questione, chiedendo però ai commissari una collaborazione per migliorare le “attuali lentezze burocratiche che rallentano o ostacolano lo sviluppo della ricerca applicata in Piemonte”. Secondo Ail “dobbiamo cercare di dare a chi vive a Torino e in Piemonte le stesse opportunità di cure salvavita di altre regioni, riducendo anche le differenze all’interno delle stesse province piemontesi. Servono centri sul territorio, per poter seguire i pazienti vicino alla loro residenza”.
Sono intervenuti per domande e precisazioni Alberto Avetta e Mauro Salizzoni (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), Paola Antonetto (Fdi).
Il presidente della commissione Icardi, ha sottolineato che in altri casi “abbiamo previsto una partecipazione dei pazienti ai tavoli di programmazione, potremmo replicarla nei confronti dei pazienti onco ematologici”, ringraziando Bombaci per l’intervento costruttivo.
Nella seconda ha audito il dottor Claudio Giovanni De Angelis, presidente nazionale Fismad (Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente), che ha chiesto l’adeguamento dei protocolli per favorire interventi innovativi in endoscopia per la rimozione di calcoli e neoplasie dei dotti biliari e pancreatici. I vincoli di carattere economico-finanziario – ha spiegato – hanno fortemente limitato il ricorso a queste soluzioni che consentono di ottenere benefici rilevanti, come la rimozione
definitiva di calcoli complessi in un’unica seduta in oltre il 70% dei casi, evitando procedure successive e riducendo significativamente i costi complessivi per il sistema regionale.
Sono intervenuti per approfondimenti i consiglieri Gianna Pentenero (Pd) e Icardi.