CRONACA- Pagina 32

Maxi investimento da 4 miliardi in Piemonte: nasce il colosso europeo dell’intelligenza artificiale

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A meno di un’ora da Torino

Il Piemonte si prepara a diventare uno dei principaliprotagonisti europei nel settore dell’intelligenzaartificiale e delle infrastrutture digitali. Il Consiglio dei ministri ha infatti dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il progetto “Cavour Hyperscale Campus”, destinato a trasformare l’area dell’ex centrale “Galileo Ferraris” di Trino, nel Vercellese, in un gigantesco campus tecnologico dedicatoall’elaborazione dei dati e allo sviluppo dell’AI.

L’investimento previsto è di circa 4 miliardi di euro e rappresenta una delle operazioni piùrilevanti mai annunciate in Piemonte nel comparto dell’alta tecnologia. Il nuovo polo avrà una capacità compresa tra 300 e 400 megawatt e punta arafforzare il ruolo dell’Italia come hub europeo per la gestione dei dati e l’intelligenza artificiale.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dagli assessoriAndrea Tronzano e Matteo Marnati, che hanno sottolineato il lavoro svolto insieme a TechBau e al Governo, con il supporto del ministro Adolfo Urso, per portare sul territorio un investimento destinato a generare sviluppo economico, occupazione qualificata e nuove competenze.

Secondo la Regione, il progetto conferma la crescente attrattività del Piemonte per gli investimenti internazionali nei settori ad alta tecnologia. Lariqualificazione dell’ex centrale di Trino rappresenta inoltre un esempio concreto di rigenerazione industriale, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle infrastrutture esistenti.

L’impatto occupazionale sarà significativo: durantela fase di costruzione saranno impiegati circa 1.200 lavoratori, con picchi superiori alle 2.000 unità. Una volta completato, il campus garantirà 300-350 posti di lavoro altamente qualificati, ai quali si aggiungerà un indotto stimato in circa 1.000 ulteriori occupati.

Anche il cronoprogramma è già definito. La conferenza dei servizi dovrebbe partire entro la fine del 2026, mentre l’autorizzazione unica è attesa nel 2027. L’entrata in funzione del primo lotto è prevista nel 2028.

Particolare attenzione sarà riservata agli aspettiambientali ed energetici. La Regione Piemonte ha assicurato che seguirà tutte le fasi autorizzativeaffinché il progetto rispetti i più elevati standard disostenibilità, favorisca l’impiego delle tecnologie più avanzate e contribuisca alla transizione energetica e digitale del territorio.

Con la decisione del Consiglio dei ministri sarà ora possibile nominare un Commissario straordinario di Governo, d’intesa con la Regione Piemonte, incaricatodi coordinare l’iter amministrativo e accelerare ilrilascio delle autorizzazioni. Il “Cavour HyperscaleCampus” si inserisce così nella strategia nazionale che punta a fare dell’Italia uno dei principali poli europei delle infrastrutture digitali, della gestione dei dati e dell’intelligenza artificiale, rafforzando al tempo stesso la competitività tecnologica del Paese.

DEA Piccoli Traumi CTO: “disagi superati solo grazie al personale sanitario”

Il completamento dei lavori di ristrutturazione del DEA Piccoli Traumi del Presidio CTO rappresenta un intervento atteso e necessario. Ma, secondo il Nursing Up Piemonte, il cantiere ha evidenziato criticità organizzative e strutturali che avrebbero richiesto un maggiore coinvolgimento del personale sanitario, protagonista nel garantire la continuità dell’assistenza durante tutta la fase dei lavori.

 

«Nonostante le difficoltà, il DEA Piccoli Traumi è rimasto pienamente operativo, continuando a garantire assistenza ai cittadini esclusivamente grazie alla professionalità, alla resilienza e al forte senso di responsabilità del personale sanitario», dichiara Roberto Lanteri, referente Nursing Up del Presidio CTO. Fin dall’avvio del cantiere, spiega, «abbiamo dovuto affrontare numerose criticità: continui trasferimenti tra aree provvisorie, spesso comunicati con scarso preavviso; repentine riorganizzazioni dei percorsi assistenziali, con inevitabili ripercussioni sulla gestione dei pazienti; un costante sovraccarico di lavoro dovuto alla necessità di adattarsi quotidianamente a spazi non adeguati e a soluzioni temporanee. Tutto questo si è inserito in un contesto già segnato dalla cronica carenza di personale infermieristico e di operatori socio-sanitari».

 

Secondo il sindacato, il risultato finale, oggi presentato come un successo organizzativo, è stato possibile soprattutto grazie all’impegno degli operatori, che hanno compensato con dedizione le carenze di programmazione. Restano tuttavia alcune criticità strutturali che meritano attenzione: il ridimensionamento della sala d’attesa esterna, la ridotta visuale sia sulla sala d’attesa esterna sia su quella interna e le difficoltà nell’accoglienza delle barelle nell’area dedicata al triage.

 

A queste si aggiunge quanto accaduto durante gli ultimi temporali notturni, quando importanti infiltrazioni d’acqua hanno interessato i locali del DEA fino a raggiungere l’atrio del presidio. Anche in quella circostanza, evidenzia il Nursing Up, è stato determinante l’intervento del personale sanitario presente in servizio per garantire la continuità dell’assistenza e la sicurezza degli ambienti.

 

«Ogni intervento strutturale in un Pronto Soccorso deve essere progettato insieme a chi vi lavora ogni giorno», sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte. Medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari, aggiunge, «conoscono meglio di chiunque altro i flussi assistenziali, le criticità organizzative e le soluzioni necessarie per garantire sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Escludere il personale dalle fasi di progettazione significa perdere un patrimonio di competenze indispensabile e rischiare di realizzare opere che, pur nuove, non rispondono pienamente alle esigenze operative».

 

Per il sindacato, la ristrutturazione rappresenta un’opportunità importante, ma deve tradursi in un reale miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione dell’assistenza.

 

«La ristrutturazione di un Pronto Soccorso rappresenta un’opportunità di crescita per tutto il sistema sanitario – conclude Delli Carri -. Ma un intervento può dirsi davvero riuscito solo quando, oltre a migliorare gli spazi, valorizza il contributo di chi quei servizi li rende possibili ogni giorno. Il Nursing Up continuerà a vigilare affinché le scelte organizzative siano condivise con i professionisti sanitari e vengano garantite condizioni di lavoro dignitose e un servizio sempre più efficiente e sicuro per i cittadini».

La città che cambia. Crocetta e Barriera di Milano: nuove destinazioni per due immobili

 

Un liceo dismesso da dieci anni nel cuore della Crocetta e un’ex fabbrica di inizio Novecento a Barriera di Milano: due edifici diversi per storia e funzione, accomunati dallo stesso obiettivo, riportare in uso spazi che hanno perso la loro funzione, favorendo la rigenerazione del patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo.

La Giunta comunale, su iniziativa dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, propone al Consiglio Comunale, con due distinte delibere, il riconoscimento dell’interesse pubblico e l’approvazione delle deroghe urbanistiche che apriranno la strada al rilascio dei futuri permessi di costruire per la trasformazione di due immobili da tempo vuoti o in via di dismissione in nuovi spazi abitativi e commerciali.

“Sono due interventi che nascono da storie e contesti differenti, ma condividono la stessa visione di città – sottolinea l’assessore Mazzoleni -. Come amministrazione accompagniamo chi decide di investire su questi spazi, restituendo loro una funzione e un ruolo nella vita dei quartieri. In entrambi i casi il nostro obiettivo è incentivare la valorizzazione di ciò che già c’è, garantendo interventi sostenibili, di qualità e in linea con lo sviluppo urbanistico della città”.

Il primo intervento riguarda l’edificio di via Gioberti 5, ex succursale del Liceo Alfieri, chiuso da un decennio e ormai estraneo alla vita del quartiere. Al suo posto sorgerà, dopo la demolizione dell’esistente, un nuovo edificio residenziale di sei piani più attico, con una superficie leggermente inferiore a quella demolita, appartamenti di diverse metrature, un giardino pensile e soluzioni all’avanguardia per il risparmio energetico, dal teleriscaldamento ai pannelli fotovoltaici. A rendere unico il progetto sarà un’installazione artistica firmata dall’artista internazionale Darya von Berner: leggere nuvole di vapore acqueo che emergeranno periodicamente dalla facciata, un richiamo poetico al tema dell’acqua come risorsa comune.

La seconda delibera interessa invece l’immobile di via Banfo 43, a Barriera di Milano. In questo caso l’intervento prevede una ristrutturazione con demolizioni parziali che conserva l’impianto principale dell’edificio e ne cambia la destinazione d’uso introducendo residenze, attività commerciali e uffici. Al piano terra nascerà anche uno spazio coperto aperto al pubblico, pensato per restituire agli abitanti del quartiere un luogo di incontro e passaggio in un’area interessata da importanti interventi di riqualificazione urbana.

Per l’intervento di via Gioberti il contributo di costruzione è stimato in circa 447 mila euro, ai quali si aggiunge un contributo straordinario di circa 566 mila euro. Per il progetto di via Banfo gli oneri di urbanizzazione sono stimati in circa 175 mila euro e il contributo di riqualificazione in circa 213 mila euro. Gli importi saranno definiti in via definitiva al momento del rilascio dei rispettivi permessi di costruire.

Ora le due delibere passeranno al vaglio della Sala Rossa per l’approvazione definitiva.

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Un arresto per accoltellamento a Pinerolo

Il presunto autore dell’accoltellamento avvenuto il 13 giugno scorso in piazza Vittorio Veneto, a Pinerolo, nel quale era rimasto gravemente ferito un giovane di 24 anni di origini afghane e’ stato arrestato dai carabinieri. È un ventisettenne di origini ivoriane, residente a Pinerolo e già noto alle forze dell’ordine, raggiunto  da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere  con l’accusa di tentato omicidio aggravato.
Il 24enne aveva litigato con un gruppo di giovani, fino a giungere a un’aggressione nel corso della quale era stato ferito con un’arma da taglio.

Troppe persone pericolose per l’ordine e la sicurezza: sospesa licenza a esercizio pubblico

La Polizia di Stato ha notificato, in data odierna, un provvedimento di sospensione della licenza, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, emesso dal Questore di Torino, nei confronti del titolare di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande situato in Largo Brescia, disponendone la chiusura per sette giorni a decorrere dal 22 luglio.
Il provvedimento è scaturito dagli accertamenti svolti dal personale del Commissariato di P.S. “Dora Vanchiglia”, con il supporto della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati.
Nel corso dell’ispezione, effettuata il 17 luglio scorso, gli operatori hanno identificato 13 avventori, di cui 5 gravati da precedenti penali e/o di polizia per reati contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione e in materia di stupefacenti e immigrazione.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che, in occasione di precedenti controlli eseguiti nei mesi di gennaio, aprile e giugno 2026, all’interno del locale era stata riscontrata una presenza significativa di persone pregiudicate per reati contro la persona, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione e in materia di stupefacenti.
Durante il controllo del 17 luglio, il personale della Guardia di Finanza ha inoltre sorpreso una minorenne intenta a lavorare dietro il bancone senza regolare assunzione, circostanza che ha comportato l’elevazione di una sanzione amministrativa. Ulteriori violazioni amministrative sono state contestate dalla Polizia Locale, tra cui la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti, dell’orario di apertura, delle tabelle relative agli effetti dell’alcol, delle norme del T.U.L.P.S., nonché l’indisponibilità dell’etilometro, la mancata predisposizione dei rifiuti, irregolarità nella conservazione degli alimenti e la presenza di un dehors abusivo.
L’attività era già stata più volte segnalata dai cittadini per schiamazzi, liti, atti di inciviltà e altri comportamenti molesti, risultando luogo di abituale ritrovo di soggetti con precedenti penali e di polizia. Inoltre, il locale era già stato teatro di episodi di violenza ed era stato destinatario, nel marzo 2024, di un analogo provvedimento di sospensione della licenza per la presenza di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica e per il rinvenimento di sostanza stupefacente.
Alla luce degli elementi raccolti, il Questore di Torino ha ritenuto che la frequente presenza di persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica continuasse a incidere negativamente sulla sicurezza della collettività, alimentando una situazione di pericolo e degrado. Il locale, inserito in un contesto territoriale particolarmente sensibile, rappresentava infatti un costante punto di aggregazione di persone gravate da precedenti, contribuendo ad accrescere i fenomeni delinquenziali nella zona.
Per tali motivi è stata disposta la sospensione della licenza per sette giorni, con conseguente immediata chiusura dell’esercizio pubblico.

“Caso Rear”: archiviazione per Laus, Grippo e Carretta

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Il gip del Tribunale di Torino, Cristina Barillari, ha disposto l’archiviazione  nei confronti
degli indagati nel caso Rear: il senatore Pd Mauro Laus, la presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e l’assessore comunale Domenico Carretta. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alessandro Aghemo. I reati ipotizzati erano la malversazione e l’infedeltà patrimoniale. I politici erano accusati di aver distolto fondi dalla cooperativa Rear per finalità politiche.

Festa delle Alpi, arriva la guida Lonely Planet

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In occasione della Festa delle Alpi il Piemonte lancia il Premio “Nuove Alpi” per i nuovi abitanti delle montagne e presenta la guida lonely  Planet dedicata alle Alpi piemontesi

Sabato 25 e domenica 26 luglio prossimi il borgo di Pontechianale, in valle Varaita, in provincia di Cuneo, ospiterà la terza edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes , evento promosso dalla Regione Piemonte per rinnovare il dialogo tra Italia e Francia, proponendo un percorso di confronto e visione europea dedicato al futuro del territorio alpino. Nella due giorni si susseguiranno incontri istituzionali, talk dedicati alle esperienze di vita e impresa in montagna, spettacoli, escursioni naturalistiche, momenti sportivi e degustazioni per celebrare i territori alpini piemontesi.
L’obiettivo dell’edizione 2026 è  quello di raccontare la montagna a partire da una prospettiva inedita, mettendo in risalto le esperienze di chi sta costruendo il futuro dei territori alpini e portando nel dibattito il punto di vista che non sempre trova spazio nel racconto quotidiano.

Le due giornate di festa si inseriscono in un unico percorso capace di integrare la costruzione di strategie condivise tra istituzioni e territori con le capacità delle comunità locali di trasformare la visione in progettualità e sviluppo.
In questo contesto la Regione Piemonte ha deciso di istituire il Premio “Nuove Alpi”, con il quale domenica 26 luglio, alle ore 14, verranno premiati nove nuovi progetti di insediamento in montagna. Si tratta di un riconoscimento che vuole valorizzare le esperienze in grado di generare sviluppo, rafforzare il tessuto sociale dei territori e contribuire a una nuova stagione per le  montagne piemontesi.
La Festa delle Alpi sarà anche l’occasione per annunciare ufficialmente la nuova guida Lonely Planet – Il Piemonte delle Alpi, curata da Denis Falconieri e promossa dall’Assessorato allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna della Regione Piemonte, capace di offrire un nuovo strumento di promozione e di valorizzazione del territorio.
“La festa delle Alpi approda a Pontechianale, nel cuore della valle Varaita, a pochi chilometri dal confine francese – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna della Regione Piemonte Marco Gallo- per riaffermare l’importanza del dialogo trasfontraliero  e di una visione europea dello sviluppo dei territori alpini.
Le sfide e le opportunità delle terre alte richiedono cooperazione, visione strategica comune e un impegno condiviso tra territori che affrontano le stesse dinamiche sociali, ambientali e economiche. Quest’anno abbiamo deciso di raccontare le montagne da una prospettiva inedita di chi le vive ogni giorno, le abita, vi lavora e le cura. Tutte esperienze che fanno delle nostre Alpi una spazio nel quale si costruisce il futuro, dove si generano e rafforzano comunità, servizi, imprese e nuove opportunità nello spirito di rendere la montagna accessibile, sostenibile e appetibile per giovani, famiglie e nuove progettualità.
La Regione Piemonte sostiene questo doppio impegno con politiche che guardano alle necessità delle comunità locali, accompagnano chi sceglie la montagna per viverci e fare impresa, per tutelare e valorizzare il patrimonio naturale e per cercare prospettive reali per le nuove generazioni”.

Mara Martellotta

Tavolo Metro 1, la Regione: “già disponibili 8,5 milioni per ridurre l’impatto dei cantieri”

 

Intanto si lavora con il Governo per reperire i 70 milioni necessari a completare l’opera

Si è riunito ieri su iniziativa dell’assessore regionalealle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, il tavolo istituzionale dedicato alla Linea 1 dellaMetropolitana di Torino, tratta Fermi-Cascine Vica. L’incontro, ospitato nella sede della Regione Piemonte, è stato l’occasione per fare il punto sullo stato diavanzamento dell’opera e condividere un percorsofinalizzato alla ripresa dei lavori e al completamento dell’infrastruttura.

Al tavolo hanno partecipato i tecnici del Ministero delleInfrastrutture e dei Trasporti, il Commissario di Governo e amministratore delegato di Infra.To Bernardino Chiaia, l’assessora alla Mobilità e Trasporti della Città di Torino Chiara Foglietta, il sindaco di Collegno Matteo Cavallone e il sindaco di RivoliAlessandro Errigo.

Nel corso della riunione, l’ingegner Chiaia ha illustrato il quadro aggiornato dell’intervento, evidenziando la necessità di reperire ulteriori 70 milioni di euro per consentire la ripresa dei lavori e il completamento della tratta Fermi-Cascine Vica.

“L’obiettivo comune è far ripartire al più presto un’opera strategica per l’intera area metropolitana torinese. La Regione è pronta a fare la propria partee insieme al presidente Cirio porteremoall’attenzione del Governo, in accordo con i sindaci, la necessità di reperire nel più breve tempo possibile le risorse necessarie a completare l’intervento. È fondamentale che tutte le istituzioni lavorino nella stessa direzione per dare risposte concrete aicittadini, ai commercianti e ai territori che da troppotempo convivono con i disagi dei cantieri”, dichiara l’assessore regionale Enrico Bussalino.

Durante il confronto è stato inoltre affrontato il temadel commissariamento dell’opera, indicato dall’assessore come uno strumento in grado diaccelerare le procedure amministrative e favorire una più rapida ripresa dei lavori.

Accanto all’impegno condiviso per reperire le risorse mancanti, Bussalino ha proposto di destinare partedegli 8,5 milioni di euro già disponibili nelle casse dellaRegione Piemonte – finanziati dal Ministero delleInfrastrutture e dei Trasporti grazie a un emendamento a prima firma dell’onorevole Riccardo Molinari e deideputati Elena Maccanti e Alessandro Benvenuto – a interventi di riordino e sistemazione delle aree di cantiere in superficie.

“Queste risorse potrebbero essere utilizzate perrealizzare interventi come lo smaltimento delle terre di scavo, la rimozione dei carroponti e altre opere utili a ridurre l’impatto dei cantieri su Rivoli e Collegno. Sarebbe un segnale concreto nei confronti dei cittadini, delle attività commerciali e delleamministrazioni locali, in attesa della ripresa dei lavori”, conclude l’assessore Bussalino.

Montaldo Torinese dedica una settimana alla Costituzione

Montaldo Torinese dedica una settimana alla Costituzione, all’impegno civile e alla memoria storica Dal 25 al 31 luglio 2026 incontri, cinema, teatro, una mostra fotografica e l’intitolazione della piazza a Tina Anselmi Il Comune di Montaldo Torinese promuove, dal 25 al 31 luglio 2026, una settimana di iniziative dedicate ai valori della Costituzione Italiana, della partecipazione democratica e dell’impegno civile, ispirata al pensiero di Charles Péguy: “La politica o è morale o non è”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Montaldo Torinese con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con l’obiettivo di offrire occasioni di riflessione e confronto sui valori costituzionali, sulla memoria storica e sul ruolo delle donne nella costruzione della democrazia italiana. Il Presidente della Repubblica professor Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio dei Ministri onorevole Giorgia Meloni tramite le rispettive segreterie hanno formulato apprezzamento per l’iniziativa di titolazione della Piazza Principale di Montaldo Torinese a Tina Anselmi augurando una buona riuscita dell’evento. Il programma si aprirà sabato 25 luglio con l’incontro “La Nostra Bella Costituzione”, in programma alle ore 10.15 presso la Sala Silvio Geuna. Introdurranno l’incontro il Sindaco di Montaldo Sergio Gaiotti e il consigliere regionale Silvio Magliano; il professore di Diritto costituzionale dell’Università di Firenze Leonardo Bianchi e la professoressa di Filosofia Politica dell’Università di Torino Valentina Pazè si soffermeranno sul valore della nostra Costituzione, mentre la presidente della Pro Loco di Montaldo Torinese Roberta Gandini porterà un contributo. Infine il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco consegnerà la copia della Costituzione Italiana ai neo diciottenni. Sempre sabato 25 luglio la giornata proseguirà alle ore 21.00 con la proiezione all’aperto del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, presso il Circolo Polisportivo Montaldese in Via Marentino 3. “C’è ancora domani” è il film d’esordio alla regia di Paola Cortellesi, uscito nelle sale italiane nel 2023. La stessa Cortellesi ne è protagonista e coautrice della sceneggiatura. Il film è diventato un vero fenomeno culturale, conquistando pubblico e critica e arrivando a superare, al botteghino italiano, anche grandi produzioni internazionali come Barbie. Il momento centrale dell’iniziativa sarà giovedì 30 luglio, con il convegno “Tina Anselmi: partigiana e politica. La morale come essenza del suo agire”, in programma alle ore 10.15 presso la Sala Silvio Geuna del Comune di Montaldo Torinese. L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni, tra cui Emanuela Guizzon, nipote di Tina Anselmi, l’onorevole Silvia Costa, la deputata Augusta Montaruli, la consigliera regionale Monica Canalis, le sindache Patrizia Calza e Ivana Gaveglio, e Cristina Maccari, segretaria regionale CISL. Porteranno inoltre i loro contributi Maria Teresa Chiomio, Luisa Ghidini e Valeria Martano. Nel corso della mattinata sarà inaugurata la piazza antistante il Palazzo Civico, che verrà ufficialmente intitolata a Tina Anselmi, figura simbolo della Resistenza, della Repubblica e dell’impegno per la democrazia. Le iniziative si concluderanno venerdì 31 luglio alle ore 21.00 in Piazza del Castello (Lottone), con un monologo teatrale dedicato a Rachel Carson, la scienziata che contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’ecologia moderna. Lo spettacolo è realizzato dalla Compagnia In Palcoscenico con la regia e il testo di Rossana Dassetto Daidone; in scena Federico Scarpino. Rachel Carson (1907-1964) è considerata la madre dell’ambientalismo moderno. Biologa marina, zoologa e scrittrice statunitense, con il suo lavoro ha cambiato profondamente il modo in cui il mondo guarda al rapporto tra uomo e natura. Nel 1962 Carson pubblicò “Primavera silenziosa”, il libro che segnò una svolta nella storia dell’ecologia. L’opera denunciava gli effetti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, in particolare del DDT, mostrando come queste sostanze si accumulassero negli ecosistemi, contaminando acqua, suolo, animali e, infine, l’uomo. Per tutta la durata della manifestazione, dal 25 al 31 luglio, sarà inoltre visitabile presso la Sala Silvio Geuna la mostra fotografica “1946/2016 – Settant’anni dal primo voto delle donne”, realizzata dalla Città Metropolitana di Torino con le fotografie curate e custodite dall’Archivio della Bottega del Ciabattino di Franco Senestro: un viaggio visivo attraverso sette decenni di conquiste democratiche al femminile. Per ulteriori informazioni sulle iniziative è possibile contattare il Comune di Montaldo Torinese – Tel. 011 9408089 – www.comune.montaldotorinese.to.it

Siccità, oltre 30 milioni di danni stimati per l’agricoltura torinese. Il mais tra le colture più colpite

La siccità presenta già un conto pesante per l’agricoltura della provincia di Torino. Secondo le prime stime di Coldiretti Torino, le perdite economiche hanno già superato i 30 milioni di euro, con il mais che risulta la coltura maggiormente penalizzata.

Nel Torinese, infatti, il mais rappresenta una produzione strategica: in condizioni normali contribuisce a circa un terzo dell’intera produzione piemontese, con oltre 4,85 milioni di quintali raccolti da più di 4.600 aziende agricole su una superficie superiore ai 48.800 ettari.

La prolungata assenza di precipitazioni sta però compromettendo i raccolti. Nelle aree irrigate si prevede una riduzione della produzione intorno al 30%, mentre gli agricoltori stanno progressivamente esaurendo le risorse idriche disponibili dai canali e ricorrono sempre più al pompaggio dalle falde, una soluzione decisamente più onerosa. Nelle superfici prive di irrigazione, invece, le perdite potrebbero raggiungere il 70%, con numerose coltivazioni ormai disseccate.

Le stime economiche sono state elaborate sulla base delle attuali quotazioni del mais alla Borsa Cereali di Torino. Tuttavia, l’andamento dei mercati, influenzato dalle tensioni internazionali e dalla speculazione, potrebbe determinare un ulteriore aumento dei prezzi e, di conseguenza, del valore complessivo dei danni. Anche le perdite produttive potrebbero aggravarsi nelle prossime settimane, soprattutto nelle zone che tradizionalmente dipendono dalle piogge. Nei terreni irrigati, invece, si osservano pannocchie che crescono con difficoltà e producono un numero inferiore di chicchi o chicchi di dimensioni ridotte.

«Al di là della cifra già significativa (e siamo ancora lontani dalla trebbiatura) della perdita economica per le nostre aziende agricole – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – vogliamo ricordare che oggi il mais è sempre più una coltura strategica, che non solo è alla base della produzione di alimenti da proteine animali, ma anche una materia prima al centro di molte produzioni industriali: dalle basi per preparazioni dell’industria alimentare fino all’amido per vari usi, dai dolcificanti alle bioplastiche compostabili per oggetti di uso comune».

Secondo Coldiretti, la diminuzione della produzione locale renderà inevitabile un maggiore ricorso alle importazioni per soddisfare il fabbisogno di mais.

«È sempre più evidente – aggiunge il direttore, Carlo Loffreda – che il problema della siccità che colpisce l’agricoltura non riguarda solo gli interessi del settore primario. Per questo è sempre più urgente mettere in campo misure strutturali per affrontare la siccità, a partire da un Piano per i piccoli invasi, un uso plurimo delle acque idroelettriche, misure di sostegno al risparmio idrico, sburocratizzazione e sostegno alla trivellazione di nuovi pozzi. Mentre dalla ricerca sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) chiediamo nuove varietà in grado di resistere alla siccità. Perché se gli agricoltori non producono, abbiamo un deficit di cibo e di materie prime che ha ripercussioni sull’intero sistema agroindustriale e sull’intero “sistema Paese”».