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Expocasa 2025 lancia la seconda edizione di Design Call

Expocasa investe nella creatività delle nuove generazioni, contribuendo a scrivere il futuro dell’abitare.
Spazio ai giovani talenti del design: dal 14 luglio al 7 settembre sono aperte le candidature online per presentare progetti d’arredo a Expocasa, fiera di riferimento del Nord-Ovest.
Al via dal 14 luglio le candidature per la Design Call di Expocasa 2025: il salone dell’arredamento organizzato da GL events Italia, dal 4 al 12 ottobre all’Oval Lingotto Fiere di Torino. Dopo il successo dello scorso anno, GL events Italia ripropone il bando in collaborazione con alcune tra le più autorevoli istituzioni del settore:IAAD – Istituto d’Arte Applicata e Design; IED – Istituto Europeo di Design; NAD – Nuova Accademia del Design – Verona, Milano; Master Degree in Interior, Exhibit & Retail Design–Politecnico di Torino. Design Call selezionerà 10 designer under 35. In palio uno spazio espositivo all’interno della manifestazione che ogni anno richiama oltre 40.000 visitatori, di cui 5.000 operatori professionali. Le candidature sono aperte fino al 7 settembre 2025.
Design Call nasce con l’obiettivo di esplorare e interpretare le nuove tendenze del design, partendo dallo sguardo dei giovani che, spesso più inclini a pensare fuori dagli schemi, rappresentano una risorsa preziosa.Expocasa si conferma così luogo di ispirazione e incontro per il mondo dell’abitare, ma anche trampolino di lancio per i nuovi protagonisti del design italiano.
«La rete di partner d’eccellenza della Design Call rafforza l’impegno nel valorizzare il potenziale emergente, creando un ponte tra formazione, impresa e mercato. Vogliamo dare voce alla nuova generazione di progettisti, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi con professionisti affermati del settore – dichiara Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia –.Expocasa è da sempre attenta a cogliere le evoluzioni del vivere contemporaneo e siamo convinti che investire nei giovani significhi investire nel futuro del design italiano».
Candidature dal 14 luglio al 7 settembre
Le candidature potranno essere inviate esclusivamente online, compilando il form sul sito www.expocasa.it dalunedì 14 luglio a domenica 7 settembre 2025. Possono partecipare singoli progettisti under 35 o gruppi in cui almeno un componente non abbia superato i 35 anni. Sono ammessi prototipi e prodotti già realizzati (anche commercializzati), purché rientrino nella categoria arredo o complemento d’arredo. La commissione, composta da rappresentanti di istituzioni, scuole di design e associazioni di categoria, sarà resa nota sul sito di Expocasa dopo la chiusura del bando. Tutti i progetti ritenuti pertinenti saranno pubblicati sul sito ufficiale della manifestazione. I risultati saranno comunicati entro il 12 settembre 2025 ai progettisti selezionati, con le indicazioni operative per l’esposizione.
I criteri di selezione
I progetti saranno valutati da una giuria di esperti in base a cinque criteri chiave:
  1. Accessibilità e design inclusivo – Un approccio che garantisce prodotti e spazi accessibili a tutti, promuovendo soluzioni che migliorano l’usabilità in modo trasversale.
  2. Territorialità – Valorizzazione del legame tra il progetto e il contesto geografico o culturale del progettista, attraverso materiali, tecniche, ispirazioni o identità visiva.
  3. Innovazione – Idee nuove o evoluzioni creative che migliorano la qualità dell’abitare in termini di estetica, materiali, funzionalità o sostenibilità.
  4. Funzionalità – Un design orientato alla vita quotidiana, capace di offrire soluzioni concrete per un utilizzo efficiente e pratico degli spazi domestici.
  5. Sostenibilità – Progetti a basso impatto ambientale, attenti alla durabilità, al ciclo di vita del prodotto, alla responsabilità sociale ed economica.
Da ricordare
   www.expocasa.it – organizzato da GL events Italia
Location: Oval – Lingotto Fiere, Torino
Date: 4 – 12 ottobre 2025
Orari di apertura:
  • Lunedì – venerdì: 15:00 – 21:00
  • Sabato e domenica: 10:00 – 21:00

La Regione sceglie Alberto Sinigaglia per il Polo del ‘900

La Regione Piemonte ha indicato Alberto Sinigaglia come proprio rappresentante nell’Assemblea dei Soci della Fondazione Polo del ‘900, confermando una scelta di continuità in vista della prossima riunione dell’Assemblea, fissata per il 5 agosto.

«Anche a riconoscimento del lavoro di questi anni abbiamo scelto di confermare Alberto Sinigaglia proponendolo per altro all’assemblea come presidente per il prossimo triennio, considerato che in questo mandato, sulla base della prassi consolidata, è in capo alla Regione l’indicazione del presidente che quindi avviene in continuità con il triennio precedente – dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Alberto Sinigallia è una figura autorevole, capace di coniugare profondità culturale e spirito civico. Ha dato al Polo del ‘900 un’identità chiara e aperta, valorizzando la memoria storica senza mai smettere di guardare al presente – conclude Cirio – vogliamo dare stabilità a un progetto culturale che ha un forte valore pubblico e che continua a essere punto di riferimento per molte generazioni».

«La conferma di Alberto Sinigaglia è un riconoscimento al lavoro svolto all’interno del Polo del ‘900. Sotto la sua guida il Polo ha rafforzato il suo ruolo culturale come spazio di dialogo, memoria e conoscenza – afferma l’assessore alla Cultura, Marina Chiarelli -. Il suo profilo è quello giusto per garantire continuità e visione strategica ad uno dei più importanti presidi culturali del nostro territorio, che ha il pregio unico di incanalare al suo interno tante energie intellettuali e associative. Continueremo a sostenere con convinzione questo patrimonio, che contribuisce alla crescita culturale e democratica della nostra comunità»
Giornalista, saggista Alberto Sinigaglia è stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Ha lavorato a La Stampa dirigendo “Tuttolibri” e ha collaborato con numerose testate nazionali. Dal 2022 è presidente del Polo del ‘900 che ha contribuito a trasformare in uno spazio inclusivo, frequentato soprattutto da giovani. L’incarico, come previsto dallo statuto della Fondazione, è svolto a titolo gratuito.

Alla Città della Salute di Torino nuovo trattamento del Parkinson 

Una terapia innovativa per trattare le complicanze motorie che sorgono negli anni tra i pazienti affetti da Parkinson: è questo l’interessante percorso avviato all’interno del Centro Regionale Esperto per la malattia di Parkinson e i Disturbi del Movimento della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto da Leonardo Lopiano.

Terapia che consiste nell’infusione sottocutanea continua del farmaco Levodopa e che sta riscontrando un’ottima risposta tra gli oltre trenta pazienti selezionati per il trattamento: «Soffro di Parkinson da circa 15 anni – ha raccontato Roberto, 74 anni – Con i farmaci non riuscivo più a controllare i sintomi della malattia e durante il giorno mi bloccavo molto frequentemente. Avevo bisogno di assistenza perché non ero autonomo; adesso, grazie a questa terapia, non ho più i blocchi, ho riacquistato la mia autonomia e la qualità della vita è notevolmente migliorata».

Anche Caterina, 62 anni, ha trovato giovamento: «Soffro di Parkinson dall’età di 47 anni e con i farmaci sono stata abbastanza bene fino a qualche anno fa, quando sono comparsi i blocchi e i movimenti involontari per quasi tutta la giornata, rendendo difficoltosa anche l’attività lavorativa. Da quando sono in trattamento con questa nuova terapia sono notevolmente migliorata».

Il Parkinson

La malattia di Parkinson (MP) è un disturbo neurodegenerativo cronico e progressivo che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. In Italia le persone affette da MP sono almeno 300.000, di cui circa 30.000 in Piemonte. La malattia non colpisce esclusivamente persone anziane; infatti, nel 10-20% dei casi esordisce prima dei 50 anni di età, e tanto più precocemente si presentano i sintomi, tanto maggiore sarà l’impatto del Parkinson sulla qualità di vita e sulle complicanze della fase avanzata. Non è infrequente l’esordio tra 40-50 anni e, più raramente, tra 30-40 anni.

Durante i primi anni di malattia la terapia farmacologica è molto efficace nel controllare i sintomi motori, ma successivamente, dopo un periodo variabile di 5-10 anni, in un’elevata percentuale di pazienti compaiono le complicanze motorie, rappresentate dalle fluttuazioni dei sintomi motori nella giornata e dalle discinesie (movimenti involontari). In molti casi la terapia orale ottimizzata non è in grado di fornire un miglioramento significativo e questo provoca una grave disabilità motoria con un impatto sulla qualità di vita e sull’autonomia nelle attività della vita quotidiana.

La nuova terapia

La gestione terapeutica della MP si è evoluta negli ultimi anni con lo sviluppo di strategie farmacologiche e chirurgiche innovative, volte a migliorare il controllo dei sintomi motori e non motori, riducendo le complicanze legate alla progressione della malattia e all’uso prolungato della terapia dopaminergica. La Levodopa è il cardine del trattamento sintomatico della MP, ma il suo utilizzo a lungo termine è spesso complicato dall’insorgenza di fluttuazioni motorie e discinesie.

In questo contesto, le terapie infusionali con Levodopa hanno dimostrato un profilo farmacocinetico più stabile, garantendo un miglior controllo dei sintomi e soprattutto una migliore qualità di vita per i pazienti. Quando le terapie “tradizionali” non sono più in grado di controllare le manifestazioni della fase complicata di malattia, si può fare ricorso alle cosiddette terapie di fase avanzata tra cui le terapie infusionali. Nell’ultimo anno è stata approvata una terapia infusionale di Levodopa molto innovativa anche per l’assenza di invasività della procedura.

La procedura all’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

La procedura è eseguita al Day Hospital di Neurologia dopo aver eseguito i primi casi al Day Surgery centralizzato (Chirurgia Oncologica e dei Sarcomi, diretta dal professor Sergio Sandrucci; Coordinatrice infermieristica Ludovica Capanna).

La procedura prevede l’uso di un device portatile che eroga, attraverso un piccolo catetere sottocutaneo, una soluzione di Levodopa in modo continuo, anche nell’arco delle 24 ore. Questa somministrazione continua mira a mantenere livelli stabili del farmaco nel plasma, riducendo pertanto le fluttuazioni motorie e le discinesie. Di conseguenza i pazienti presentano un considerevole miglioramento della qualità di vita e dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana con una riduzione del carico assistenziale del caregiver.

Sono già in trattamento circa 30 pazienti. In questo ambito da ottobre 2024 sono stati selezionati e trattati oltre 30 pazienti con risultati molto soddisfacenti. Questa nuova terapia si aggiunge alle altre procedure eseguite già da alcuni anni: interventi neurochirurgici di Deep Brain Stimulation (Stimolazione Cerebrale Profonda), in collaborazione con il professor Michele Lanotte (Responsabile della Neurochirurgia Stereotassica-Funzionale) e l’infusione duodenale di levodopa tramite PEG, in collaborazione con la Gastroenterologia universitaria (diretta dalla professoressa Elisabetta Bugianesi) e con la Endoscopia Digestiva (responsabile dottor Dario Reggio).

Tali attività sono rivolte a pazienti che provengono da tutto il Piemonte, ma anche da altre Regioni, poiché il Centro è diventato negli anni un riferimento anche nazionale, svolgendo costantemente attività di formazione per neurologi provenienti da altri ospedali e da altri Atenei italiani.

Le procedure terapeutiche per il trattamento della malattia di Parkinson in fase complicata e degli altri Disturbi del Movimento sono possibili grazie al grande e costante impegno di un gruppo di neurologi afferenti alla Neurologia 2 universitaria: i professori Mario Rizzone, Maurizio Zibetti, Alberto Romagnolo, i dottorandi Gabriele Imbalzano e Claudia Ledda, gli specializzandi in Neurologia Clarissa Pandino e Serena Budicin, e la Neuropsicologa clinica Elisa Montanaro.

Le dichiarazioni

«Tutto questo è possibile grazie alla possibilità di creare team multidisciplinari e quindi alle numerose e qualificate eccellenze presenti nella Città della Salute e della Scienza di Torino. Questo consente continuamente di sperimentare e poi mettere in atto tutte le procedure terapeutiche innovative», dichiara il Commissario Thomas Schael.

«Ancora una volta l’azienda ospedaliero – universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma un’eccellenza a livello nazionaledimostrando come innovazione, ricerca e nuove terapie siano alla base per una sanità pubblica al servizio del cittadino», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.

Nelle foto da sx: Gabriele Imbalzano, Claudia Ledda, Leonardo Lopiano, Maurizio Zibetti, Alberto Romagnolo

Sicurezza, reati in calo a Torino. In arrivo nuove telecamere di video sorveglianza

Il prefetto di Torino Donato  Cafagna in occasione del Comitato provinciale sicurezza ha annunciato che le zone rosse saranno prorogate di tre mesi. Ha comunicato che i furti tranne quelli su autovetture sono in calo. Sia i  furti negli esercizi commerciali, sia i furti in abitazione segnalano tutti una diminuzione”.  Diffuso invece il fenomeno delle spaccate, secondo il prefetto è legato più a soggetti che vivono in condizioni di marginalità sociale e tossicodipendenza”, da affrontare “attraverso un rafforzamento ulteriore della rete di controlli”. Sarà potenziata la videosorveglianza, grazie a risorse dal ministero dell’Interno per la Regione Piemonte e la Città Metropolitana di Torino.

Controlli Movida, sanzioni per oltre 15mila euro

È di 10 sanzioni il bilancio di una serie di controlli della Polizia Locale avvenuti lo scorso sabato sera e volti a contrastare il fenomeno della “mala movida”.

Le verifiche hanno interessato in modo particolare esercizi pubblici e minimarket sul territorio della Circoscrizione Sette e sono state dirette anche ad accertare il rispetto del divieto di vendite di bevande in vetro e alcolici oltre le 21 nelle aree interessate.

I controlli hanno visto al lavoro personale del Comando Sezione 7° Aurora, dell’Aliquota Pronto Impiego-Radiomobile, del Reparto Operativo Speciale e del Reparto Informativo Sicurezza Integrazione, che hanno operato prevalentemente in borghese.

Obiettivo: verificare il rispetto delle norme del regolamento di polizia urbana negli orari serali e del divieto di vendita di bevande alcoliche e in vetro dopo l’orario consentito nelle aree interessate dall’ordinanza che anticipa alle 21 il limite per la somministrazione da asporto.

Nella zona di Aurora sono stati cinque gli esercizi commerciali sorpresi a violare questa disposizione e multati; altre due attività sono state sorprese a vendere alcol addirittura dopo la mezzanotte e sanzionate.

In zona Santa Giulia gli agenti hanno inoltre verificato in un esercizio una violazione dell’art. 252 del Regolamento d’Igiene e appurato che in un altro locale mancava la valutazione obbligatoria ai sensi del “Regolamento inquinamento acustico”. Sanzione, anche se meno onerosa, anche per la mancata esposizione di una delle tabelle obbligatorie in base all’art. 110 comma 2 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Complessivamente durante le verifiche sono state accertate dieci sanzioni, per un importo di oltre 15mila euro.

TORINO CLICK

Ucciso a coltellate in corso Giulio Cesare

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Omicidio nei pressi di Porta Palazzo a Torino. Un uomo sui 30 anni nella sera di mercoledì 30 luglio, è stato ucciso a coltellate in corso Giulio Cesare, all’angolo con Lungo Dora Savona. La vittima è di nazionalità nigeriana, ed è  morta al San Giovanni Bosco, alcune ore dopo il suo arrivo in codice rosso. L’uomo è stato colpito all’altezza del torace e della gola con un’arma da taglio. L’assassino è in fuga. Numerose le liti tra spacciatori nella zona.

Commenta a caldo Patrizia Alessi, capogruppo Fdi alla Cicoscrizione 7, che da tempo denuncia le violenze nel quartiere: “Come detto più volte nella zona di Corso Giulio Cesare tra Porta Palazzo e Corso Novara e vie limitrofe la violenza latente scoppia da un attimo all’altro. In Lungo Dora Savona la situazione da anni è inaccettabile nell’indifferenza della Città. Forse il Sindaco Lo Russo invece di pensare alla trascrizione dei figli con due mamme farebbe bene pensare alle criticità di alcune zone in Aurora. I cittadini da tempo sono spaventati dalla violenza che aleggia nelle strade. Le risse violente sono all’ordine del giorno….e purtroppo non è il primo È ora di dire basta”.

Don Romano Fiandra, il prete capace di sognare

A pochi mesi dalla sua scomparsa, la Valle Grana ricorda don Romano con un documentario sulla sua opera pastorale e sociale

Domenica 3 agosto, dalle 21 alle 23

Villa San Pietro – Monterosso Grana (Cuneo)

“Di don Romano ricordo le liturgie e soprattutto le omelie forti, e se mi è ammesso dire trattandosi di un uomo di chiesa, ‘guerriere’. Ricordo due interviste che gli feci, una a San Pietro di Monterosso Grana, in occitano. Stessa determinazione, stessa forza, stessa capacità di modellare la lingua per esprimere concetti di cui apparentemente, solo apparentemente, la lingua non aveva strumenti e parole per dire. Penso che quest’intervista sia da conservare come un documento importante, non solo linguistico, ma come esempio di un uomo che mai si è arreso, che ha perseguito i propri progetti per il bene della gente con inesauribile coraggio. Quel coraggio che io, ormai vecchio militante occitano e uomo di cinema, vorrei animasse le nuove generazioni”. Così racconta il regista e sceneggiatore cuneese, originario di Sampeyre (San Pèire in piemontese e occitano), Fredo Valla, in un passaggio del documentario “Don Romano Fiandra – La costruzione di un sogno” (regia di Andrea Fantino) che verrà proiettato domenica 3 agostodalle 21 alle 23, a Villa San Pietro di Monterosso Grana in doverosa memoria dell’indimenticato don Romano Fiandra (parroco di San Pietro in Vincoli e di Santa Lucia di Coumboscuro tra il 1974 e il 1982), nel contesto della “Festa patronale” di San Pietro in Vincoli, “Lou Pais senso témp” e dei “Babaciu”, pupazzi di ferro e fieno nati nel 2003 da un’idea di Graziella Menardo.

La visione del documentario è gratuita e fa parte del Progetto “Valle Grana Cultural Village” promosso dai Comuni di Monterosso Grana e Pradleves, finanziato tramite fondi “NextGenerationEU” e gestito dal “Ministero della Cultura” nell’ambito del “PNRR”. In caso di maltempo, la proiezione si terrà in Chiesa a San Pietro o in un locale attiguo.

Don Romano Fiandra, nato nel 1936 nel piccolo Comune di Pietraporzio nella cuneese Valle Stura, figura carismatica e lungimirante, ha lasciato a Monterosso Grana e in tutta la Valle un’impronta indelebile, affrontando soprattutto l’isolamento degli anziani nelle borgate, accogliendoli inizialmente in canonica e poi realizzando il “Pensionato Casa Vittoria” con il supporto della comunità locale, attualmente punto di riferimento per tutta la Valle Grana. Contribuì anche al restauro del Campanile e del Battistero della parrocchiale di San Pietro. Dal 1982, lasciati San Pietro in Vincoli e Santa Lucia di Combouscuro, è stato parroco a Limone Piemonte, fino alla recente scomparsa, avvenuta il 16 febbraio 2025.

Il documentario a lui dedicato è uno dei tre prodotti nell’ambito della ricerca storico-antropologica su alcuni personaggi determinanti nella storia recente della Valle Grana, dopo quelli dedicati ad altre due figure che hanno segnato a fondo la storia, quella più vera e umanamente indimenticabile, della Valle, quali Gianni Dematteis – storico sindaco di Castelmagno – e Margherita (“Margherito” in occitano) Molinengo, donna straordinaria vissuta in solitudine fino a 94 anni nella piccola Borgata di “Colleretto di Monterosso Grana”.

Tre figure che hanno umanamente segnato quella piccola striscia di terra (nella piccola “Occitania d’Italia”) chiusa fra la Valle Maira a nord e la Valle Stura di Demonte a sud, e che resteranno per sempre nei cuori e nella memoria della loro gente quali esempi di grandi “storie di vita”  capaci di indicare i passi giusti, i più sinceri ed onesti, per “traghettare” il futuro.

Racconta ancora Fredo Valla, a proposito dell’amico sacerdote don Romano: “Conobbi don Romano Fiandra negli anni in cui frequentavo Coumboscuro. L’incontro con lui rappresentò per me una piccola rivoluzione. Ero abituato a preti e parroci che nei confronti dell’‘occitano’ (a Coumboscuro si preferiva dire ‘provenzale’) e della nostra cultura avevano (praticavano) un rapporto paternalistico, nostalgico della tradizione, non rivolto al futuro. Incapaci di sognare… don Romano, come un altro grande, don Ruffa, parroco a Blins/Bellino in Val Varaita era ispirato da un sentimento diverso. Grandi comunicatori entrambi, preti volitivi, determinati, pronti a sporcarsi le mani, che vedevano nella tradizione uno scrigno di sapienze da conservare e da quelle ripartire per la rinascita di una lingua e di un popolo che al loro tempo (gli anni Sessanta) parevano destinati a scomparire in quel rinnovamento epocale che fu lo sviluppo industriale dell’Italia”. Che anche per la Valle portò certo ad una micro-migrazione, che, toccò i luoghi di don Romano e don Ruffa. Ma, forse, alla fin fine, senza troppo infierire. E senza disperderne i primitivi caratteri. Quest’è certo.

Per ulteriori info: “Associazione La Cevitou/Ecomuseo Terra del Castelmagno”; tel. 329/4286890

G.m.

Nelle foto: don Romano Fiandra e Anfiteatro a San Pietro in Vincoli, luogo di aggregazione e convivialità

Chieri, roditori falso problema

“Chieri non è Hamelin, non c’è nessuna emergenza roditori. Quanto segnalato nella zona di via Massa e via Gualderia è una situazione circoscritta, forse collegata al violento temporale della scorsa settimana. Peraltro, sul territorio di Chieri sono attivi numerosi cantieri che interessano il sottosuolo, in particolare quelli di Italgas e Smat, e non risultano essersi verificate criticità analoghe. Quando Open Fiber ci ha segnalato il problema, nel tardo pomeriggio di giovedì 24 luglio, gli uffici comunali si sono immediatamente attivati e hanno contattato la ditta incaricata della derattizzazione. La quale, pur non riscontrando presenza di roditori nei pozzetti d’ispezione, ha posizionato diverse esche. Open Fiber ci ha assicurato che entro breve risolverà il disservizio. Capita in ogni città d’Italia e del mondo che i topi possano danneggiare i cavi della fibra ottica. Può capitare anche a Chieri. Dove non ci sono invasioni di orde di ratti e non è necessario arruolare pifferai magici». Così il Comune in una nota.

Ragazzo rapinato del telefono alla fermata del bus

IN LARGO GIACHINO

Un cittadino marocchino di vent’anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato per rapina ai danni di un ragazzo.

Nella mattinata di mercoledì, personale della Squadra Mobile notava, nei pressi di una fermata del bus in largo Giachino, “un parapiglia” tra due giovani.

In particolare, un ragazzo stava tentando di recuperare il proprio telefono da un soggetto magrebino che si era dato alla fuga dopo averglielo strappato con forza.

I poliziotti  fermavano in via Casteldelfino il giovane, che veniva trovato in possesso del cellulare appena sottratto, subito restituito al proprietario. Il ventenne aveva con sé un secondo telefono del quale non sapeva dare valida spiegazione circa la legittima provenienza, motivo per cui veniva denunciato, in stato di libertà, per ricettazione.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Con lo sguardo all’insù, sotto i portici di via Po, per gli 80 anni di Tuttosport

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Con lo sguardo all’insù, sotto i portici di via Po, per gli 80 anni di Tuttosport: la testata tutta torinese fondata dal giornalista Renato Casalbore.

Il giornale  ha documentato imprese epiche, celebrato campioni e raccontato sconfitte, rinascite e tanto altro ancora in ben otto decenni.

Tra i direttori, oltre a Casalbore che perì nella tragedia di Superga con la squadra del Grande Torino: Carlo Bergoglio, Antonio Ghirelli, Giglio Panza, Gianpaolo Ormezzano, Pier Cesare Baretti, Piero Dardanello, Franco Colombo, Xavier Jacobelli e Gianni Minà.

Igino Macagno