CRONACA- Pagina 1723

Furto sul bus, di notte. Arrestato il responsabile, denunciato un amico

Nella notte fra domenica  e lunedì scorso, un uomo che stava rincasando a bordo del bus linea 13, è stato accerchiato all’interno del pullman, che in quel momento transitava  più o meno all’altezza di via Po angolo Rossini, da un gruppo di giovani soggetti di origine marocchina che, approfittando  del sovraffollamento del fine settimana creatosi sul mezzo, lo avvicinavano rivolgendogli  parola in modo scherzoso.

Uno di essi, un giovane di 18 anni, gli toccava la gamba sinistra, proprio all’altezza della tasca ove l’uomo custodiva il telefono cellulare, mentre un altro ragazzo lo distraeva con una battuta; pochissimi istanti dopo, il gruppetto scendeva frettolosamente alla fermata di via Pietro Micca. L’uomo, in quel frangente, verificava se avesse il telefonino in tasca e si avvedeva di averne appena subito il  furto. Chiedeva pertanto all’autista di fermare il mezzo e, una volta in strada, segnalava l’accaduto ad una pattuglia del Comm.to Centro in transito. Le ricerche della Polizia davano immediatamente esito positivo: in via XX settembre venivano rintracciati quattro giovanissimi, tutti di nazionalità marocchina, fra i quali l’autore del fatto, che, poco prima di essere raggiunto, faceva scivolare per  terra il telefonino, immediatamente recuperato e restituito al legittimo proprietario. In sua compagnia, tra gli altri, anche un ventunenne, sempre di nazionalità  marocchina, che aveva con sé un manganello telescopico in acciaio della lunghezza complessiva di 54 cm. Questo ragazzo è stato denunciato a piede libero per porto di oggetti atti ad offendere.

La crisi dei cinema torinesi: 48 ore per ritrovarci tutti in sala, guardando al futuro

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Solitamente è guerra, più o meno accanita, più o meno bonaria, ad accaparrarsi un titolo, a scommettere su una tenitura, a ospitare in casa propria questo o quell’attore che abbia voglia, e interesse, a salire a Torino.

L’altro giorno, nella lunga sala del Centrale, seduti alla rinfusa nelle rosse poltrone dove da troppo tempo si accomodano in pochi, succedeva una cosa più o meno strana, anzi strana davvero, un gruppo di esercenti cinematografici torinesi a ritrovarsi (sorrisi alla mano, dopo più o meno un mesetto di preparativi) a discutere di un problema che suona come la loro idea di sopravvivenza.

Idea generale in Italia – quella della sopravvivenza -, ma idea – quella della riunione – unica in Italia tanto che già in più parti del mondo dorato del cinema che più tanto dorato non è si parla di “caso Torino”. Approcci, telefonate, incontri, riunioni per trovare un punto d’equilibrio comune, un’area su cui confrontarsi una volta deposte le armi e riunirsi a coorte per tamponare le falle, anzi per tentare di dare una solenne spallata al nemico comune. Le piattaforme e i colossi della vecchia celluloide. Ma che è successo, insomma?

È successo che, liberatici un tantinello della pandemia, il 26 aprile scorso i cinema – non tutti, per carità – hanno riaperto i battenti ma le risse per entrare non si sono viste (benché il numero degli spettatori abbia superato la media precedente al covid: oggi ci aggiriamo amaramente attorno alla ventina di spettatori a spettacolo) e la riapertura non ha coinciso con una corroborante affluenza. È in bilico la cultura – sempre che in alto qualcuno abbia compreso che il cinema, un certo cinema, è cultura e come tale voglia trattarlo, è in bilico un’economia, i posti di lavoro che sempre qualcuno sbandiera a gran voce, la voglia di ritrovarsi al di là della schiavitù della poltrona di casa e delle piattaforme. Ecco il vero nemico. Che si è visto fin da subito, dal momento che alla riapertura si giocava con il riciclo delle stesse, proponendo in parte titoli che già s’erano visti sullo schermo di casa – per altri è mancato persino il coraggio di un riciclo, vedi il caso Verdone -, si combatteva contro il vizio di scaricare pellicole, certo alimentato dal lungo periodo di solitudini che abbiamo attraversato, dall’uso dei telefonini formato bonsai. Non siamo certo ad un punto di non ritorno,  ma qualcuno si chiedeva nella chiacchierata di un paio di giorni fa sino a quando sopravviverà la “comune” sala cinematografica, antica, confortevole, accogliente. Gaetano Renda del Centrale elencava tra l’altro, in un rincorrersi di toni ora battaglieri ora con una percepibile buona dose di disperazione, le ammodernature che negli anni sono state fatte ma che a poco sono servite.

Con lui, con la parola d’ordine “Riproviamoci!”, i responsabili dell’Ambrosio, del Massaua, del Massimo e del Romano (il Classico e il Greenwich si sono fatti vivi?). Il mesetto di preparativi ha partorito le “Notti bianche del Cinema”, appuntamento dal 2 al 4 luglio, ovvero 48 ore (ricordate? anche loro si sono dati dei tempi precisi, come Nick Nolte a riportare in cella Eddie Murphy) di film non-stop (o quasi), nell’intento di creare per un fine settimana – ma non è detto che l’iniziativa non sia ripetuta -, a mo’ di un ombrello riparatore, un ideale, auspicabile schermo che riconduca nelle sale lo spettatore svogliato o disattento. Interessati i papaveri cittadini? La politica, locale e no, difetta, è latente, non aiuta in maniera tangibile (come quella d’oltralpe, ad esempio, viene ripetuto più di una volta); se si pensa che il progetto “è realizzato in collaborazione con” l’Aiace di Torino, ANEC, Museo del Cinema, Film Commission e Glocal Film Festival, Seeyousound Internazional Music Film Festival e TOHorror Fantastic Film Fest e UECI-Piemonte rientrando nella grande iniziativa nazionale organizzata da “Alice nelle Città”, mi pare che la partecipazione e la sostenibilità non siano poi così profondi. Aggiunge Renda: “Ognuno di noi si paga i propri film, il costo della sala e dei dipendenti”. Chi fa per sé. Gli altri stanno più o meno a guardare. Ma anche all’interno di questi carbonari del nuovo millennio non mi sembra di poter cogliere un’anima strenuamente compatta pronta a svenarsi per raggiungere lo scopo. Se guardo al programma, la carretta la tirano Ambrosio, Massimo e Centrale, il Romano (lungi dallo scomodare i confratelli Eliseo e Nazionale) programma sabato 3 luglio alle ore 21 unicamente “Manuale di storie del cinema” di D’Antuono e Ugioli, 97’ di documentario in collaborazione con Piemonte Movie, mentre il Massaua, ancora sabato, con partenza alle 20,45 (“School of mafia”, presenza in sala del regista Alessandro Pondi, a seguire in anteprima nazionale “Penguin Bloom”, paralisi e resurrezione postdepressiva da parte di Naomi Watts, diretto da Glendyn Ivin, ingressi euro 8,00 ridotti Aiace euro 4,00) e scavalcando di parecchio la mezzanotte, ingressi euro 2,00, allinea un paio di titoli del vecchio buon Dario Argento alle origini, con le paure di sempre, e altri titoli già in programmazione nelle sue sale da un paio di settimane.

Un’occasione per rivedere all’Ambrosio “La notte” di Antonioni (1961) e “Le notti bianche” di Visconti (1957), “La notte dei morti viventi” di George Romero (1968) e un omaggio con tre titoli a Susanna Nichiarelli (fresca di tre David di Donatello per il non trascinante “Miss Marx”, uno dei quali per il miglior compositore a Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo: il gruppo presenterà il film domenica 4 luglio alle 21,00). Il Centrale nella tre giorni passa da “Edoné – La sindrome di Eva” a “”Un colpo all’italiana” di Collinson, da “Torino violenta” di Carlo Ausino a “Quadrophenia” di Roddam, da “Frankenstein junior” capolavoro di Mel Brooks al “Processo ai Chicago 7” firmato da Aaron Sorkin. Mentre il Massimo si affida tra gli altri a “Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana” di Lisa Bozi e Francesca Zerbetto, alla “Casa rosa” di Francesco Catarinolo e ad un omaggio al sottovalutato Lucio Fulci. “È necessario rivedere le nostre scelte, ci vogliono nuove regole” suona l’augurio o l’imperativo di Ambra Troiano dell’Ambrosio: ma se poi continua “abbiamo ricevuti aiuti da parte dello Stato e molte sale hanno potuto riaprire”, Renda ha qualche dubbio e tentenna la testa, in attesa del futuro. Intanto lui stesso tiene sbarrate le sale dei Fratelli Marx e dei Due Giardini, il Reposi ha le serrande giù come l’Ideal dove Luigi Boggio preferisce scommettere in positivo ricavando una settima sala.

 

Elio Rabbione

 

Tra i titoli proposti nella maratona di “48 ore”, nelle immagini, “La notte”, “Frankenstein junior” , “Miss Marx” e “La notte dei morti viventi”

Il bollettino Covid di mercoledì 30 giugno

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 3nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 2 dopo test antigenico), pari allo 0,2% di 13.319 tamponi eseguiti, di cui 7.861 antigenici. Dei 30 nuovi casi, gli asintomatici sono 16 (53,3%).

I casi sono così ripartiti: 10 screening, 14 contatti di caso, 6 con indagine in corso; per ambito: 0 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 3 scolastico, 27 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 366.952 così suddivisi su base provinciale: 29.594 Alessandria, 17.495 Asti, 11.532 Biella, 52.947 Cuneo, 28.266 Novara, 196.399 Torino, 13.742 Vercelli, 12.981 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.502 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.494 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 14 (invariati rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 152 (10 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 668

I tamponi diagnostici finora processati sono 5.424.934(+ 13.319 rispetto a ieri), di cui 1.769.837 risultati negativi.

I DECESSI RESTANO 11.696

Nessun decesso di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, 0 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale resta quindi di 11.696 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.454 Cuneo, 943 Novara, 5.590 Torino, 525 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

354.422 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 354.422(+96 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.951 Alessandria, 16.755 Asti, 11.038 Biella, 51.420 Cuneo, 27.270 Novara, 190.365 Torino, 13.175 Vercelli, 12.593 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.436 extraregione e 2.419 in fase di definizione.

Possibili ritardi nella consegna delle bollette Iren

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A causa di alcuni problemi logistici del recapitatore locale che ha in appalto la consegna, un limitato numero di bollette potrebbe pervenire al domicilio dei Clienti oltre la data di scadenza.

Iren Mercato si scusa con gli interessati del disguido e informa che le bollette recapitate in ritardo potranno essere pagate entro 10 giorni dalla data di scadenza senza l’applicazione di interessi per ritardato pagamento.

Si ricorda inoltre a tutti i Clienti che, attraverso l’App IrenYou, è possibile consultare la fattura immediatamente alla data di emissione e procedere al pagamento con carta di credito oppure attraverso IrenPay. È anche possibile attivare la richiesta di dematerializzazione, per ricevere la bolletta in formato digitale, evitando così i problemi di recapito e domiciliazione bancaria della bolletta per addebitarne l’importo direttamente alla data di scadenza.

Infine, i Clienti che hanno aggiornato la propria anagrafica con un indirizzo e-mail valido, riceveranno copia della bolletta all’indirizzo di posta elettronica indicato.

Per ulteriori chiarimenti ed informazioni, gli interessati dal recapito tardivo delle bollette possono rivolgersi al NUMERO VERDE 800 969696 o al NUMERO VERDE 800 979797 per i Clienti serviti dal servizio elettrico di Maggior Tutela.

 

I Civich salvano quattro gattini abbandonati in una scatola

Ieri pomeriggio, intorno alle 13.00, mentre camminava lungo Strada vicinale delle Cascinette, dietro Leroy Merlin, un cittadino ha notato una scatola abbandonata a bordo strada animata da piccoli movimenti. Si è avvicinato e ha visto che all’interno vi erano 4 cuccioli di gatto. 

L’uomo ha immediatamente telefonato allo  011.0111 e  i ‘civich’ sono subito arrivati sul posto.  Gli agenti del Comando Territoriale VI hanno preso in custodia i cuccioli che al momento del loro arrivo stavano giocando dentro la scatola.

I piccoli fratellini, 2 maschi e due femmine, hanno all’incirca tre o quattro mesi e sono stati portati al Canile Rifugio di strada Cuorgnè’ n. 139 per le prime cure e il successivo affidamento. I gattini sono tutti sani e in buone condizioni di salute; solo a uno di loro è stata praticata una piccola medicazione.

A 75 anni consegna cocaina a “domicilio” nel quartiere Santa Rita

Un arresto della Polizia per spaccio

A bordo della sua utilitaria effettuava consegne di sostanza stupefacente nel quartiere Santa Rita. I poliziotti lo hanno sorpreso martedì pomeriggio. Dopo aver posteggiato la sua auto in doppia fila si è avvicinato ad un’altra auto, dove, dal finestrino lato passeggero, ha consegnato, dopo averlo prelevato dal suo marsupio, un pacchetto di fazzoletti di carta all’uomo alla guida in cambio di alcune banconote accartocciate. All’interno c’era una dose di cocaina, che era stata ceduta in cambio di 70 euro. L’uomo, arrestato per spaccio dagli agenti del Commissariato Dora Vanchiglia, è un italiano di 75 anni con precedenti in materia di stupefacenti. Presso il domicilio, il settantacinquenne consegnava spontaneamente un involucro di cocaina ma ne deteneva uno ancora più grosso, di 16,5 grammi, poi rinvenuto da CAIO, cane poliziotto della Polizia di Stato, all’interno di un contenitore di riso. Inoltre, gli agenti hanno sequestrato 1650 euro in contanti rinvenuti nella della tasca di un giubbotto riposto nello sgabuzzino, 3 bilancini di precisione, 1 macchinetta sottovuoto e diversi rotoli di cellofan e carta stagnola, nonché ritagli dello stesso materiale.

(foto archivio)

“Stanno dando una festa”. Invece c’era un furto in atto

E’ accaduto mercoledì notte

Quando gli agenti della Squadra Volante sono giunti,  alle 3 e mezza dello scorso mercoledì notte, presso lo stabile di via Accademia Albertina, in seguito ad una segnalazione relativa a un forte trambusto, si sono immediatamente resi conto che non si trattava di una festa. Il portone di ingresso dello stabile era aperto, con la porta socchiusa e si sentivano, provenire dall’interno, forti rumori metallici. Gli operatori entrando scorgevano un uomo che, ignaro della presenza dei poliziotti, continuava a forzare la porta d’ingresso della scala condominiale; poi alla vista degli agenti si bloccava e provava ad occultare il cacciavite utilizzato nella tasca posteriore dei pantaloni. L’uomo, un italiano di 56 anni pluripregiudicato, sottoposto alla misura di prevenzione dell’Avviso Orale, è stato trovato in possesso di una sacca contenente 1 piede di porco di 50 cm, 2 cesoie in ferro di 60 cm, 2 tronchesine, 1 cacciavite di grosse dimensioni ed un paio di guanti. Gli agenti lo hanno arrestato per tentato furto in abitazione.

Rolex taroccati e false borse griffate sequestrati al Balon

Sabato mattina, nell’ambito di controlli ordinari svolti all’interno del mercato tematico del Balon, gli agenti del Comando Porta Palazzo della Polizia Municipale hanno effettuato il sequestro giudiziario di 25 pezzi di merce contraffatta, tra i quali figurano 3 orologi marca Rolex, 1 orologio Emporio Armani, 2 t-shirt Versace, 1 borsa Louis Vuitton, 1 paio di occhiali Dolce & Gabbana e altri oggetti delle più note marche commerciali.

 

Due ragazzi di nazionalità nordafricana stavano allestendo un banchetto improvvisato in via Borgo Dora, all’angolo con via San Simone, quando, alla vista degli agenti, per non incorrere nel rischio di prendersi una denuncia penale, si sono dati alla fuga dileguandosi tra i numerosi frequentatori del mercato.

Agli agenti non è rimasto altro che recuperare le merci abbandonate al suolo.

StemDays, Fondazione Human+ a sostegno della parità di genere

StemDays, un progetto di Fondazione Human+ a sostegno della parità di genere a cui hanno aderito 23 istituti scolastici della Città Metropolitana di Torino, è ospitato al Cottino Social Impact Campus, dal 21 giugno fino al 2 luglio 2021.

Si tratta di un camp gratuito rivolto a 40 ragazze di terza e quarta superiore, interessate a migliorare sé stesse e curiose di scoprire le tecnologie che stanno cambiando il mondo, le ragazze sono state selezionate tra 100 candidature pervenute. Un grande laboratorio di esperienza e formazione in 8 tappe che toccheranno le discipline più ricercate dal mondo del lavoro  Science, Technology, Engineering, Mathematics corredate da uno specifico programma di empowerment personale.

Fondazione Human + da quest’anno inizia un nuovo corso tutto a sostegno della parità di genere. Stemdays è il primo progetto di un percorso al femminile che ci vedrà impegnati per 10 anni sul territorio torinese in attività di empowerment e avvicinamento alle tecnologie. Negli anni ne misureremo l’efficacia e i futuri risvolti nel mondo del lavoro” dice Patrizia Ghiazza, Presidente della Fondazione Human+.

Cottino Social Impact Campus ha scelto di sostenere il percorso ospitando gli StemDays per collaborare a un’offerta trasformativa legata a un obiettivo sociale e culturale importante come la parità di genere.

Oggi più che mai infatti è necessario colmare quel gender gap che pregiudica l’inserimento delle donne in determinati percorsi di studi e nel mondo del lavoro; l’elevata risposta nell’invio di candidature per partecipare a StemDays è un chiaro segnale di questo bisogno.

All’interno di questo percorso Giuseppe Dell’Erba, membro del board del Cottino Social Impact Campus, illustrerà l’obiettivo formativo del Campus volto a generare una cultura dell’impatto sociale per trasmettere l’importanza della sostenibilità sociale, ambientale ed economica, integrandola in tutti i modelli di business. “L’impatto sociale è una visione del mondo. Applicare questo metodo di visione trasformativo alla formazione delle giovani donne di oggi, che costruiranno il futuro e il mondo di domani, speriamo più giusto e paritario, è una bellissima sfida per il nostro Campus” commenta Dell’Erba.

Il Campus sceglie dunque di aprirsi alla città di Torino e a progetti come StemDays, in linea con le discipline oggetto della propria offerta formativa, in un’ottica di sempre maggiore attenzione al territorio e a sostegno di iniziative come questa per la parità di genere.

E, in un circolo virtuoso, Fondazione Human+ darà il proprio sostegno al Cottino Social Impact Campus elargendo alcune borse di studio, con l’obiettivo di contribuire a divulgare presso i giovani la cultura e la filosofia educativa di progettazione condivisa e trasformativa del Campus.

https://www.cottinosocialimpactcampus.org/

https://www.fondazionehumanplus.it

www.stemdays.it