Questa mattina sono intervenuti all’inaugurazione istituzionale del Salone del Libro Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro; Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei lettori; Stefano Lo Russo, Sindaco della città di Torino; Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte; Benedetto Della Vedova, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale; Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione; Dario Franceschini, Ministro della Cultura; Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro. Sarà letto un messaggio del Presidente della Repubblica.
Sono cuori selvaggi, per riprendere il claim della 34^ edizione del Salone del libro, tutti coloro che hanno reso possibile con coraggio e dedizione la magia di questo importante appuntamento culturale per ben due volte in sette mesi dopo due anni duri. “Il Salone ha resistito e adesso ha tutte le carte in regola per essere un modello a livello europeo perché sollecita il dibattito e diffonde la cultura.”
È Silvio Viale ad aprire così i saluti istituzionali introducendo subito dopo Marco Pautasso direttore del Salone off che ha il compito di leggere la lettera di augurio del presidente Sergio Mattarella che cita Pasolini nell’anno delle celebrazioni del centenario della nascita: “Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”. Il messaggio è che iI libri, la lettura restano la base imprescindibile della formazione intellettuale, scientifica e culturale, leggere è una risorsa fondamentale per la società perché rende liberi, favorisce lo scambio di conoscenze, la comprensione reciproca creando ponti.
Un ringraziamento speciale va “a tutti gli operatori economici del libro che devono continuamente misurarsi con nuove sfide, dal prezzo della carta e dei trasporti alla concorrenza dei nuovi media e delle grandi multinazionali di vendita e distribuzione. Sostenere la lettura pertanto significa sostenere l’intera filiera: stampatori, editori Stampatori editori, distributori e librerie.

Con una particolare attenzione per le librerie indipendenti che rappresentano una risorsa preziosa per tanti nostri concittadini.” Interviene a seguire Giulio Biino: “Ogni volta che si aprono i cancelli del Lingotto per il Salone del Libro è un rinnovarsi della magia e quest’anno la magia in soli sette mesi si è ripetuta ben due volte. Un’edizione eccezionale questa trentaquattresima che nella sua ritrovata normalità di normale non ha proprio nulla il salone ha indossato il vestito della festa per accogliere il pubblico nel migliore dei modi spazi più ampi aree esterne fruibili come la Casa della pace e il Bosco degli scrittori, ma soprattutto un numero di editori superiore a qualsiasi altra edizione.”
La storia con la S maiuscola è mossa soprattutto dalle parole. In ogni epoca e ad ogni latitudine alcuni uomini e donne hanno saputo indicare il futuro attraverso le parole, hanno parlato in nome della libertà, della giustizia in discorsi prima delle battaglie, in discorsi pre elettorali, di pace, discorsi politici, arringhe.
Questi uomini hanno saputo veicolare un sentire comune intorno a un’idea.” Biino ci invita perderci nel magico mondo delle parole come i nomadi del deserto, loro sì cuori selvaggi, che sanno perdersi ad ascoltare storie intorno al fuoco.

Negli altri interventi molta attenzione alla scuola e alle nuove generazioni come Cirio che ricorda un grande piemontese nel bicentenario della sua nascita, Michele Coppino, il ministro della pubblica istruzione che all’indomani dell’unità d’Italia decise per l’istruzione obbligatoria e gratuita per tutto il paese.
“Abbiamo un debito nei confronti dei nostri ragazzi e credo che il Salone, così come lo abbiamo strutturato quest’anno, può essere un buon modo per iniziare a ripagare questo debito.”
Per concludere l’intervento a sorpresa di Maria Falcone che saluta il pubblico con una frase intravista negli stand che l’ha colpita particolarmente “La lettura può creare indipendenza” e che l’ha riportata a quando da piccola insieme al fratello Giovanni riceveva per il compleanno libri da leggere. Falcone lesse di tutto da Salgari a D’Annunzio.
Per cinque giorni e cinque notti le menti più brillanti si ritroveranno sotto lo stesso cielo rendendo Torino capitale della cultura – commenta Nicola
Lagioia, che per questa edizione sceglie come parola chiave “molteplicità”: “la letteratura moderna vive all’insegna dei mille punti di vista, della polifonia che abbatte ogni forma di violenza e prepotenza.”
A seguire la lectio magistralis di Amitav Ghosh che risponde alla domanda “I non umani possono parlare?”, riflettendo su come ci siamo condannati alla rovina rifiutando di ascoltare le altre voci della natura.
Giuliana Prestipino

I tempi lo imponevano. Tra il 1977 ed il 1982, i Fratelli della “Sacra Famiglia” di Chieri organizzavano ogni anno il cosiddetto “Rally della Pace”, una marcia che attraversava le vie cittadine per arrivare sulla collina circostante, fino a “Villa Brea” (Centro sociale e polifunzionale gestito dagli stessi Fratelli), dove venivano organizzati tornei e giochi sui temi della pace. Si trattava di una giornata di sensibilizzazione e socializzazione, di partecipazione e riflessione, che vedeva una grande adesione di persone, soprattutto giovani, da tutto il chierese e il coinvolgimento di scuole e parrocchie. Oggi, di fronte ai tragici eventi della guerra in Ucraina, e di tutte le guerre che affliggono il mondo, il Comune di Chieri e l’Istituto dei Fratelli della “Sacra Famiglia” hanno voluto ripristinare quella tradizione, organizzando una “Camminata per la Pace” che si svolgerà venerdì 20 maggio (in collaborazione con SSD Equilibrea e ASCS). Il ritrovo è alle ore 16,45 in Piazza Europa, con partenza del corteo alle 17, alla presenza del Sindaco Alessandro Sicchiero e delle Autorità. Si sfilerà lungo via Vittorio Emanuele II, quindi si giungerà verso le 18,30 a “Villa Brea” (via Provinciale Chieri-Pecetto), attraversando le strade bianche, ovvero strada Roaschia, strada Vallero e, infine, strada della Luigina. “Camminare per la pace” è un evento libero e gratuito. Ai partecipanti è chiesto solo di indossare una maglietta con uno dei colori dell’arcobaleno della pace. A lanciare l’idea è stato il gruppo consiliare “Sicchiero per Chieri Si”, come spiega Clara Bramardi, consigliera comunale con delega alla “Promozione del benessere e degli stili di vita salutari nella comunità”: “Ringrazio i Fratelli della ‘Sacra Famiglia’ e l’assessora allo ‘Sviluppo e alla promozione del territorio’ Elena Comollo, che hanno immediatamente accolto la nostra proposta, riproponendo quello che era un momento tradizionale, ovviamente rivisto e riattualizzato. Il nostro auspicio è che si riesca a coinvolgere la cittadinanza, soprattutto i più giovani, così che l’evento possa diventare un appuntamento da ripetersi ogni anno”. “Vogliamo unire – conclude Bramardi – il tema della pace a quelli del benessere, della pratica del camminare, della fruizione e valorizzazione del paesaggio”. In quest’ottica, sono stati coinvolti il “Comitato Pace e Cooperazione di Chieri”, associazioni giovanili, scuole, parrocchie e realtà non solo strettamente chieresi, come il Comune di Pecetto, il “Sermig”, l’“Arsenale dell’Armonia”, l’“Eremo di Pecetto” e la rete“Welcoming di Asti”. All’arrivo a “Villa Brea” ci saranno interventi e testimonianze, quindi momenti di animazione nei prati. In particolare, “SSD Equilibrea” organizzerà laboratori dedicati ai bambini e un laboratorio esperienziale di “Social Dreaming” per gli adulti, ovvero un momento di condivisione, guidato da una psicologa, che, partendo dal racconto dei sogni individuali cercherà dei punti comuni al fine di creare un sogno condiviso. Inoltre, l’ “ASCS-Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo” proporrà “THE GAME”, un gioco di società per vivere la Rotta Balcanica: i partecipanti a questo gioco di ruolo avranno modo di mettersi nelle scarpe dei migranti e muoversi nello scacchiere di un’Europa Orientale densa di confini, trafficanti e scelte difficili da prendere.
