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Controlli straordinari in Barriera di Milano: 2 arresti e un locale chiuso

Circa 70 persone identificate, 2 arrestate e sospesa l’attività di un locale. È questo il bilancio di un controllo straordinario della Polizia di Stato in Barriera di Milano, effettuato in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, il Reparto Mobile di Torino e la polizia locale per contrastare irregolarità e reati.

Tra gli arrestati, due cittadini stranieri: uno in custodia cautelare, l’altro – già ricercato – deve scontare 2 anni e 6 mesi. Un terzo individuo, irregolare sul territorio italiano e privo di documenti, è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso.

Controllati anche 21 veicoli e 4 esercizi pubblici. Tra questi, un bar di corso Giulio Cesare, privo delle autorizzazioni per la vendita di alimenti e bevande, è stato sanzionato con 4.270 euro e chiuso fino alla regolarizzazione.

VI.G

Anziano si schianta col parapendio e finisce in ospedale

Precipita col parapendio: 71enne trasportato in ospedale. È successo nei boschi di Luserna San Giovanni, verso l’ora di pranzo, quando l’anziano, mentre era in volo, ha urtato dei cavi finendo in un corso d’acqua. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero che lo hanno elitrasportato all’ospedale di Pinerolo. Nonostante i traumi, le sue condizioni non sono gravi. Sul luogo anche le squadre del soccorso alpino e speleologico per recuperare l’attrezzatura del velivolo. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri della compagnia di Pinerolo. La probabile causa, secondo la ricostruzione, è il vento forte che soffia sulle montagne in questi giorni.

VI.G

Donazione di sangue al 1° Reparto di Sanità “Torino”

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus

In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, il 1° Reparto di Sanità “Torino” ha promosso, una donazione di sangue ed emocomponenti presso la Caserma “A. Pugnani” di Torino, coinvolgendo il personale del Reparto in un’iniziativa di alto valore civile e solidale.

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS), si inserisce nel più ampio quadro delle attività volte a rafforzare il legame tra l’Esercito e il territorio, confermando il costante impegno del Reparto a favore della collettività.

Il 1° Reparto di Sanità “Torino” rappresenta una realtà di riferimento nel settore del supporto sanitario emergenziale civile e militare, garantendo la predisposizione di strutture sanitarie campali sia in contesti nazionali che esteri ed operando con professionalità e spirito di servizio in favore del Paese.

“Il 1° Reparto di Sanità “Torino” alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando dei Supporti Logistici”

Alla giornata hanno aderito con convinzione uomini e donne del Reparto, offrendo un contributo concreto nel segno della solidarietà, della responsabilità sociale e della partecipazione attiva. La donazione ha così assunto un significato ancora più profondo, quale gesto tangibile di vicinanza alla comunità e testimonianza dei valori che da sempre contraddistinguono il personale dell’Esercito Italiano.

Il Comandante, Ten. Col. Lino CARANO, nel sottolineare il valore dell’iniziativa, ha evidenziato come momenti di questo tipo rappresentino un’importante occasione di collaborazione sinergica con le realtà del territorio e un’efficace espressione del senso di appartenenza, della sensibilità e dello spirito di servizio del personale del Reparto.

L’iniziativa ha rappresentato, infine, non solo un momento di raccoglimento e memoria, ma anche un esempio concreto di impegno verso il prossimo, confermando la piena integrazione del 1° Reparto di Sanità “Torino” nel tessuto sociale torinese e il suo costante contributo al bene comune.

Torino e il suo patrimonio verde: tra ricchezza e sfide di gestione

Torino è una delle città italiane con la maggiore estensione di aree verdi: sul territorio comunale se ne contano circa 47 chilometri quadrati, dei quali quasi venti rientrano direttamente nella gestione pubblica. Le alberate stradali percorrono oltre 300 chilometri e il censimento comunale indica la presenza di circa 147 mila alberi, patrimonio che contribuisce in modo decisivo alla qualità ambientale e paesaggistica della città. I parchi sono numerosi e diffusi nei diversi quartieri: tra i più noti spiccano il Parco della Pellerina, con i suoi oltre ottanta ettari che lo rendono il polmone verde più ampio della città, il Parco del Valentino lungo il Po, il Colletta, il Ruffini e il Colonnetti, senza dimenticare la cornice collinare che arricchisce ulteriormente la dotazione naturale.Platano Tesoriera Alberi Monumentali

Questo patrimonio, però, comporta anche sfide significative. Una parte non trascurabile delle alberate è costituita da esemplari maturi o molto anziani, che richiedono cure costanti e monitoraggi regolari per ridurre i rischi legati alla stabilità. I tecnici del settore verde della Città effettuano sopralluoghi visivi e, quando serve, indagini più approfondite con strumenti come resistografi e tomografi, al fine di individuare eventuali criticità. In alcuni casi si procede con potature di contenimento, consolidamenti o abbattimenti mirati, sempre seguiti da nuove piantumazioni. Le interferenze con la rete stradale, i sottoservizi o l’illuminazione pubblica rappresentano un ulteriore fronte di gestione, così come la necessità di affrontare gli effetti di eventi meteorologici estremi, che negli ultimi anni si sono fatti più frequenti e intensi. In queste situazioni il Comune non di rado dispone la chiusura preventiva di giardini e parchi o interdizioni temporanee di alcune aree per garantire la sicurezza dei cittadini.

La regolamentazione delle attività di cura e manutenzione fa capo al Regolamento comunale del verde, che stabilisce principi e procedure di intervento sia per il patrimonio pubblico sia per il verde privato. Nel confronto con le altre grandi città italiane, Torino si colloca su valori medi di dotazione di verde pubblico pro capite, attorno ai venti-ventiquattro metri quadrati per abitante. Non raggiunge dunque i livelli di quei comuni che inglobano vaste aree naturali entro i propri confini, ma mantiene comunque un’offerta significativa e ben distribuita, che rappresenta un punto di forza in termini di vivibilità.

Torino possiede una rete di parchi e giardini capace di qualificare il paesaggio urbano e di offrire spazi di svago e socialità diffusi in tutta la città. La vera sfida per il futuro è rendere questo patrimonio più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, rinnovando gradualmente le alberate più vetuste, migliorando la connessione ecologica tra le diverse aree e ampliando la quota di verde fruibile a distanza ravvicinata dalle abitazioni, così da rafforzare la funzione ambientale e sociale del verde urbano.

Nuova morte in carcere a Torino. Il SAPPE: “Situazione sempre più drammatica”

Non si arresta la scia di eventi drammatici presso la Casa Circondariale di Torino. Nella tarda serata di mercoledì 25 marzo scorso un nuovo decesso ha scosso le mura del Padiglione B, mettendo ancora una volta a dura prova il personale di Polizia Penitenziaria e i servizi di soccorso. Intorno alle ore 22.30, l’allarme è scattato nella Quinta Sezione del secondo piano, quando un detenuto ha richiesto l’intervento urgente del personale, dopo aver trovato il proprio compagno di cella in stato di incoscienza. Gli agenti di servizio sono accorsi immediatamente entrando nella camera, e confermando la gravità della situazione. Sul posto è giunto il medico di turno, seguito subito dopo dal personale infermieristico. Nonostante le manovre di rianimazione avviate con estrema celerità, e proseguiti senza sosta dopo l’arrivo del 118, il cuore dell’uomo ha cessato di battere. Il decesso è stato constatato alle ore 00.15 di giovedì 26 marzo. Sul caso sono in corso rilievi della Polizia Scientifica e del medico legale, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, che ha disposto l’autopsia.

“Esprimiamo profonda solidarietà per quanto accaduto e vicinanza a tutto il personale coinvolto – dichiara Vicente Santilli, Segretario per il Piemonte del SAPPE – ancora una volta gli Agenti si sono trovati ad affrontare un evento drammatico nel cuore della notte, operando con professionalità, umanità e senso del dovere in un contesto estremamente complesso”.

Il SAPPE sottolinea come intervenire in condizione di sovraffollamento e tensione, cercando di salvare una vita, rappresenti un compito che va ben oltre le mansioni legate alla sicurezza. Parole di solidarietà, ma anche di forte preoccupazione arrivano dal Segretario Generale SAPPE, Donato Capece: “È sempre più duro e difficile lavorare in prima linea nelle sezioni detentive. I nostri Agenti operano quotidianamente in condizioni critiche, esposti a stress, rischi e traumi continui. Servono tutele concrete e garanzie reali per il personale”.

“Non possiamo ignorare – aggiunge Santilli – che questi eventi rappresentino un trauma profondo per chi lavora in prima linea. Lo Stato deve comprendere che dietro ogni evento critico c’è un Basco Azzurro che ne porta il peso sulle spalle. Non possiamo essere lasciati soli a gestire il fallimento di un intero sistema sociale e sanitario”.
Il SAPPE rinnova l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure urgenti per garantire maggiore sicurezza, supporto psicologico e condizioni di lavoro adeguate per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.

Mara Martellotta

PNRR, a Castellamonte quasi pronto il civic centre

L’ex ospedale torna a vivere 
Quello che un tempo era l’ospedale di Castellamonte in pieno centro, in piazza Martiri della Libertà, grazie ai fondi PNRR ha completamente cambiato volto e destinazione. Dopo due anni di lavori per ristrutturare 1840 mq, con 3 milioni di euro di investimento, il Comune di Castellamonte e la Città metropolitana di Torino stanno per consegnare alla comunità una Casa della cultura e della socialità in uno spazio sottratto all’abbandono.
“Siamo venuti a Castellamonte nel luglio 2024 per l’avvio dei lavori, finanziati come PUI Piano Urbano Integrato sulla Missione 5 del PNRR, con lo scopo di trasformare l’ex ospedale, nel cuore della città, in un centro civico per ospitare il raddoppio della Biblioteca, l’archivio comunale, il centro anziani e la ceramicoterapia” ricorda il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che è tornato a verificare l’avanzamento dei lavori giovedì 26 marzo in un partecipato sopralluogo.
Con lui, come due anni fa, la consigliera metropolitana  delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, che si è dichiarata “sempre più convinta e soddisfatta della scelta di destinare i fondi per favorire l’inclusione sociale, facendo atterrare sui territori i finanziamenti della missione dedicata all’inclusione per una reale riqualificazione urbana”.
“Nel luglio del 2024 ho dato appuntamento alla primavera 2026 e ci siamo” ha aggiunto soddisfatto il  sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza, anche lui consigliere metropolitano.
I lavori sono ad uno stato di avanzamento nel pieno rispetto delle tempistiche: è stato completato l’adeguamento antisismico e il potenziamento dal punto di vista energetico con il miglioramento di almeno due classi energetiche e la conseguente riduzione dei costi di gestione.
All’interno, in attesa degli arredi, sono stati visitati gli spazi destinati all’ampliamento della biblioteca civica con i suoi 3mila volumi e all’archivio storico, i nuovi ambienti per gli Artisti della Ceramica, per il centro culturale “Costantino Nigra”, per il nuovo centro di aggregazione per giovani e anziani e per gli sportelli sociali.
C’è attesa, in particolare, per i progetti di ceramicoterapia che troveranno sede nel civic centre: Castellamonte ha molto lavorato negli ultimi anni per consolidare il suo ruolo di capitale della ceramica ed ora i ceramisti potranno avviare corsi dedicati, nella consapevolezza che modellare l’argilla aiuta a ridurre l’ansia e lo stress, offre un effetto analgesico ed è un’attività utilizzata come terapia ricreativa, rivolta anche a minori con disagio sociale o disabilità.

Turismo, rinnovato accordo tra Gtt e Federalberghi

Le strutture ricettive associate a Federalberghi Torino hanno venduto oltre 2.000 biglietti per il trasporto pubblico

 

Federalberghi Torino e Gtt – Gruppo Torinese Trasporti annunciano il rinnovo dell’accordo di collaborazione finalizzato ad ampliare i servizi offerti ai turisti che visitano la città. Nel corso della prima fase della partnership le strutture ricettive associate a Federalberghi Torino hanno venduto più di 2.000 titoli di viaggio: 100minuti e 24/48/72 ore.

L’accordo, oltre alla vendita dei biglietti presso le reception delle strutture, prevede anche la formazione, da parte del personale GTT, dei receptionist riguardo l’offerta commerciale del Gruppo. Federalberghi e GTT collaborano anche per aumentare reciprocamente la visibilità dei propri servizi utilizzando i canali informativi quali i siti web, le piattaforme sociale e le infrastrutture digitali sui bus, alle fermate e nelle strutture ricettive.

“Siamo felici di dare continuità alla collaborazione con Gtt – Gruppo Torinese Trasporti che ci consente di ampliare l’offerta di servizi al turista presso le nostre strutture ricettive – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – le reception sono spesso il primo punto informativo che il turista incontra al suo arrivo e come tali devono essere in grado di rispondere alle esigenze informative e offrire facilitazioni ai turisti. Grazie alla collaborazione con Gtt è possibile conoscere tutti i servizi turistici proposti dal Gruppo e acquistare direttamente alla reception i titoli di viaggio”.

 

“Torino è una città sempre più attrattiva come destinazione turistica e il trasporto pubblico è parte integrante dell’esperienza di visita – sottolinea Claudio De Consoli, responsabile vendite GTT – Grazie alla collaborazione con Federalberghi siamo lieti di contribuire a rendere ancora più semplice e accessibile la mobilità in città, offrendo ai visitatori servizi pratici, immediati e sostenibili”.

 

La polizia rimpatria cittadino albanese

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha provveduto all’accompagnamento immediato in frontiera di un cittadino albanese poche ore dopo che lo stesso era stato fermato nel corso di un controllo in città.

Nella notte, gli agenti della Squadra Volante fermavano un’auto che transitava in corso San Maurizio con due persone a bordo. Il conducente mostrava agli agenti i documenti mentre il passeggero ne risultava sprovvisto. Quest’ultimo, un cittadino albanese di 44 anni, veniva accompagnato in Questura per la verifica della sua posizione sul territorio nazionale.

L’uomo risultava gravato da due condanne definitive, la prima risalente al 2013 per reati in materia di stupefacenti e la seconda del 2023 per atti persecutori, minaccia e violazione di domicilio per le numerose condotte aggressive nei confronti dell’ex fidanzata dopo la fine della loro relazione a seguito della quale era stato disposto il divieto di avvicinamento alla donna.

A seguito degli accertamenti esperiti presso l’Ufficio Immigrazione, inoltre, è emerso che l’uomo era inottemperante a un’espulsione dal territorio italiano e anche alla luce di quest’ultimo elemento, per l’uomo è scattato il rimpatrio con l’immediato accompagnamento in frontiera eseguito da personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino nella serata dello stesso giorno in cui l’uomo è stato fermato in corso San Maurizio.

 

Arrestato un evaso che si spacciava per il fratello

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di quarantadue anni per evasione, denunciandolo, altresì, per aver fornito false generalità.

Durante un servizio di controllo del territorio in zona Lingotto, una pattuglia dell’UPGSP ha notato tre uomini bivaccare nei giardini Battistini, nel cuore della notte.

I poliziotti, insospettiti, si sono avvicinati al gruppetto e nel corso dell’identificazione dei tre, uno di essi si è mostrato particolarmente nervoso, fornendo oltretutto agli agenti false generalità: si è spacciato, infatti, per il fratello, dicendo di trovarsi a Torino per motivi lavorativi.

I poliziotti, controllando le generalità fornite, apprendevano che il soggetto in questione si trovava recluso presso il carcere di Napoli, facendo sorgere forti dubbi sulla veridicità di quanto detto dall’uomo.

Dai riscontri dattiloscopici, gli operatori di polizia hanno appurato che lo stesso, con il vero nome, risultava inottemperante a un’ordinanza emessa a suo carico dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo collocava alla misura degli arresti domiciliari.

E’ stato pertanto arrestato per evasione e denunciato per aver fornito le generalità del fratello.

L’uomo aveva precedentemente disatteso la misura degli arresti domiciliari in diverse circostanze.