Vernissage: 24 marzo 2023 ore 18:00
Via della Consolata 11/E, 10122, Torino

Spazio Musa e Galleria Senesi di Cuneo presentano una mostra collettiva unica nel suo genere.
Ugo Nespolo in dialogo con l’arte Africana.
Ad accogliere i visitatori nello spazio di Via della Consolata 11/E, Ugo Nespolo, artista torinese poliedrico che da sempre esplora le tante sfaccettature dell’arte, pittura, fotografia, scrittura, teatro, cinema e molte ancora.
26 opere ripercorrono il lavoro svolto negli ultimi anni, tra ironia e trasgressione, colori e citazioni storiche.
Le famose “Visite al museo” che ritraggono spettatori mentre osservano grandi mostre, andando a ricreare un effetto inception con lo spettatore stesso.
Numeri e colori caratterizzano opere e sculture, la numerologia è da sempre un tema ricorrente in tutti i suoi lavori.
Si ritrovano anche citazioni ai capolavori del cinema e musicali insieme agli immancabili omaggi ad amici artisti tra i quali Enrico Baj, Capogrossi e Andy Warhol.
Al piano sotterraneo, come a voler simboleggiare le radici dell’umanità, una collettiva africana, 13 artisti provenienti da 7 paesi differenti, tra cui Sud Africa, Tanzania, Senegal e Congo.
Tra i più conosciuti del continente esposti in mostra: Esther Mahlanghu, George Lilanga e le sculture di Seni Awa Camara.
Parte di queste 40 opere sono state gentilmente concesse della Fondazione Sarenco, che da sempre si impegna a curare e comunicare l’arte africana nel mondo.
L’esperienza di Sarenco ha portato un profondo contributo per l’arte Africana. La nascita dell’ “Arte Africana Contemporanea”risale alla metà degli anni ’50 del XX° secolo. Anni difficili, durante i quali i paesi africani iniziavano la loro lotta per l’indipendenza dal colonialismo europeo. Indipendenza che a tutt’oggi non è ancora stata del tutto realizzata. L’Africa è un enorme continente, patria dell’homo sapiens e terreno di grande cultura originaria, legata all’animismo e alle culture tribali.
L’arte africana cosiddetta ‘antica’ è ormai ben rappresentata nei grandi musei internazionali, in America e in Europa, proditoriamente sottratta da pionieri ed esploratori, da religiosi avveduti e da ogni sorta di masnadieri.
Un’arte che è ormai in tutto il mondo. Un’arte che affonda le sue radici nell’origine dell’umanità.
INFORMAZIONI
Nella prima parte della serata, dalle 19:00 alle 20:00, il duo Camillo Nespolo al Sax e Giangiacomo Rosso alla chitarra, accompagneranno la visita con un Soft Jazz.
Dalle ore 21:00 alle ore 24:00 la serata si sposterà al piano -1, il Dj Set by M@kossa darà la possibilità di godere a pieno l’esperienza immersiva dell’africa remota, attraverso musica etnica contemporanea.
Spazio Musa, Via della Consolata 11/E – 10122 Torino
+39 393 3377799 – spaziomusa.torino@gmail.com. – www.spaziomusa.net
Orari per il pubblico
Dal 25 marzo al 5 maggio 2023 la mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 14:30 alle ore 19:30 e il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 19:30.
Calì, “Benny” per il nonno artista come lui, arriva a Fossano al I° Reggimento di Artiglieria, comincia la sua vita di gruppo e condivisione con i suoi compagni, ma anche di solitudine utile ad alimentare il suo talento e stimolare la sua creatività. E’ proprio alla Perotti di Fossano che Giuseppe sviluppa alcuni progetti: crea lo stemma della Caserma, dipinge un bellissimo murale di 5 metri ubicato presso il Circolo dell’edificio militare e dona un suggestivo ed emozionante dipinto: “La presa di posizione dell’artiglieria”.

I cani, fra i temi più fotografati nella sua lunghissima carriera. A loro ha dedicato 4 dei suoi oltre 40 libri a tema fotografico. Non c’è quindi da stupirsi del soggetto preso a pubblico manifesto della mostra a lui dedicata, fino al prossimo 11 giugno, dalla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi. Siamo a New York, 1974. Lo scatto, catturato (alla Cartier-Bresson) nel suo più indifferibile “attimo fuggente” ci mostra gli stivali alti e lucidi di un’elegante (si presume) signora dal lungo soprabito, alla sua sinistra un buffo e simpatico cagnolino agghindato per le feste e alla sua destra le lunghe zampe di un cagnolone di alta taglia. Iconico e ironico trio. Anche questa è “Famiglia”.

Passeggiare per Torino
Tale meridiana zodiacale pu

Visualizzare ed esplorare con l’obiettivo fotografico gli studi degli artisti, aprendo uno spiraglio su luoghi spesso solo immaginati, sacrali (“Studio is sanctuary”, scriveva il pittore e scultore newyorkese Barnett Nwman) e accessibili solo in virtù di “comprovate fedeltà”: questo il progetto avviato già alcuni fa da Corongi e Greco, lavorando su un’idea ripresa oggi con l’intento e la curiosità di focalizzare il lavoro specificamente sull’universo artistico femminile, aprendo le porte agli atelier di alcune artiste operanti prevalentemente nell’area piemontese. Nasce così “La stanza di Artemisia”, inaugurata non a caso mercoledì 8 marzo “Giornata Internazionale della Donna”. E sono ben ventisette gli studi, stanze di lavoro e di vita quotidiana cristallizzate nelle loro peculiarità dai due fotografi, per un buon centinaio di immagini esposte accanto ad un’opera a firma di ogni artista coinvolta nel progetto. Dagli spazi in cui si muove la ricerca di irrequiete figure femminili di Laura Avondoglio, fino allo studio della torinese Elisabetta Viarengo Miniotti, scomparsa nel 2020 e allieva di Giacomo Soffiantino, colta nella meraviglia della sua attività incisoria, via via, il percorso si dipana attraverso fucine di armoniose o vulcaniche attività creative accomunate da una caratteristica comune (che vale, credo, per tutti gli artisti, uomini e donne): una confusione e un caos da “Big Bang”, da cui pare svilupparsi il tutto e il ricomporsi di forme e intuizioni da percorrere con pennello e colore . Non mettete ordine nello studio degli artisti! L’ordine potrebbe interrompere il loro gesto creativo. Chissà?!
