Al MAO si inaugura ad ottobre una personale dedicata all’artista cinese Song Dong. Alla GAM l’installazione dell’Intruso è di Giuseppe Caccavale
GAM e MAO, Museo di Arte Orientale, inaugurano la stagione artistica autunnale con due progetti che si protrarranno nel 2027.
‘Intruso’ della Quinta Risonanza, invitato a instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM, dal 29 ottobre prossimo e visitabile fino al 4 aprile 2027, è “Nell’Oltretempo”, il progetto che vede Giuseppe Caccavale instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM.
L’artista, insieme alle curatrici Chiara Bertola e Virginia Lupo, ha esplorato i ricchissimi depositi del museo, selezionando un nucleo di gessi e alcuni dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare rilievo alle montagne che disegnano il rilievo di Torino.
L’intervento di Caccavale concepito per lo Spazio del Contemporaneo si svilupperà direttamente sulle pareti attraverso uno spolvero, tecnica ricorrente nella sua pratica, che trasferisce la scrittura per mezzo della polvere e del contatto, evocando la fragilità e la persistenza della traccia. L’opera muraria avvolge lo spazio espositivo, creando un ambiente in cui si inseriranno le opere selezionate del deposito.
Sempre per quanto riguarda le mostre della Fondazione Torino Musei, al MAO, Museo di Arte Orientale, dal 23 ottobre prossimo al 27 giugno 2027, verrà presentata la mostra intitolata “Song Dong. Soul Out”, la prima personale in Italia dedicata all’artista Song Dong, nato a Pechino nel 1966 e curata da Davide Quadrio e da Lì Zhenhua, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci.
L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo le cui opere di Song Dong dialogano con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme ad un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni Novanta ad oggi, la mostra ripercorre oltre trent’anni di lavoro di Song Dong, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.
In occasione poi di Artissima , si inaugurerà sabato 31 ottobre la quarta edizione di ‘Declinazioni Contemporanee’, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a interpretare, rileggere, valorizzare il patrimonio museale del MAO, calato nel presente per individuare connessioni e significati inerenti tra culture e epoche diverse. Gli artisti coinvolti nell’edizione di quest’anno sono Draint Zeneli, Gala Porras -Kim, Elif Uras e Dayanita Singh.
Mara Martellotta






Ribadisco il concetto che l’arte vada insegnata nel modo più concreto possibile, invitando i ragazzi a guardare le architetture dal vivo -nel limite del possibile ovviamente- e non solo sulle pagine dei libri o attraverso la LIM, convincendoli a toccare colori e materiali, e se anche se ci si sporca un po’ non è un problema. È così che mi piacerebbe poter spiegare alle mie classi il “Barocco”, portando i ragazzi a passeggiare per le vie del centro, fermandoci a commentare e a chiacchierare tra piazza Castello e Piazza Vittorio, desidererei poterli condurre alla Palazzina di Caccia di Stupinigi o alla Basilica di Superga, rendendo loro lo studio un’esperienza concreta e trasformando delle nozioni prettamente storico-artistiche in un autentico ricordo di vita.
Immaginiamo ora di prendere un pullman e di allontanarci dei rumori della città. La nostra direzione è la verdeggiante collina torinese, dove ci aspetta uno dei simboli della città subalpina. La Basilica di Superga, edificata tra il 1717 e il 1731, svolge una duplice funzione, essa è sia mausoleo della famiglia Savoia, sia edificio celebrativo dedicato alla vittoria ottenuta contro l’esercito francese nel 1706. L’edificio svetta su un’altura, la posizione è tipica dei santuari tardobarocchi, soprattutto di area tedesca. L’impianto centralizzato con pronao ricorda il Pantheon, la cupola inquadrata da campanili borrominiani, invece, si ispira a Michelangelo. Nonostante i modelli di riferimento, sono del tutto assenti quelle tensioni tipiche del Buonarroti o dell’arte barocca: il nucleo centrale ottagonale si dilata nello spazio definito dal perimetro circolare del cilindro esterno, perno di tutto l’edificio; da qui si protendono con uguale lunghezza il pronao arioso e le due ali simmetriche su cui si innestano i campanili. Quest’ultima parte è in realtà la facciata del monastero addossato alla chiesa che su uno dei lati corti fa corpo con essa. L’edificio si estende nello spazio e asseconda l’andamento della collina, e diventa un nuovo e interessante punto di osservazione per chi si trova a guardare verso le alture torinesi.