Partendo da Torino e da una recente mostra tenuta a Palazzo Madama, la rassegna toccherà in questo mese di maggio i cinque Continenti

Insieme, in occasione della “Giornata dell’Europa” (che si celebra ogni anno il 9 maggio) il “Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale” e la “Fondazione Torino Musei” hanno presentato la mostra “Europa. L’illustrazione italiana racconta l’Europa dei popoli” in 42 sedi della “Rete diplomatica-consolare” e degli “Istituti Italiani di Cultura nel mondo”, per illustrare attraverso il linguaggio universale delle immagini i valori fondanti dell’ “Unione Europea” e del “Consiglio d’Europa”.
Prendendo avvio dal progetto espositivo realizzato dalla “Fondazione Torino Musei” a “Palazzo Madama” in occasione della 132ma Sessione del “Comitato dei Ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa”, svoltasi a Torino a maggio 2022, il “Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale” ha fatto propria questa iniziativa commissionando due nuove illustrazioni: la prima (realizzata dall’illustratrice romana, Rita Petruccioli) dedicata al “concetto di comunità”, ispirata ai “Trattati di Roma” del 1957, e la seconda (opera dell’illustratore e fumettista napoletano Gio Quasirosso, al secolo Giovanni Esposito) al “Manifesto di Ventotene”.
È nata così una mostra che rende omaggio all’Europa e ai suoi valori con esposizioni ed eventi, nel mese di maggio in corso, nei cinque continenti, dall’Arabia Saudita allo Zimbabwe. Per elenco sedi espositive: https://bit.Iy/GIORNATA_EUROPA
Gli illustratori coinvolti e i temi affrontati sono: Matteo Berton, “Palazzo Madama”; Rita Petruccioli, “I Trattati di Roma”; Gio Quasirosso, “Ventotene”; Camilla Falsini, “Libertà”; Elisa Seitzinger, “Rispetto della dignità umana”; Andrea Serio, “Uguaglianza”;Anna Parini, “Democrazia”; Francesco Poroli, “Stato di diritto”; Irene Rinaldi, “Rispetto dei diritti umani”; Lucio Schiavon, “Fratellanza”;Ale Giorgini, “Lavoro”; Emiliano Ponzi, “Cultura”; Bianca Bagnarelli, “Pace”; Marina Marcolin, “Ambiente”; Gianluca Foli, “Scienza”; Giulia Conoscenti, “Inclusione”.
Obiettivo: fare luce, rischiarare, spiegare. Ripartendo proprio dal significato latino del verbo “illustrare”, ogni artista si è impegnato a raffigurare e a divulgare a qualsiasi pubblico (di ogni età e formazione), a modo suo ma in maniera sempre semplice e chiara, il concetto e il messaggio più vero e profondo dell’“essere Europa” e del “sentirsi Europei”. Con pochi segni e colori “si sono riassunti fiumi di parole o di azioni nella semplicità iconica di immagini che possano restare impresse nella memoria di ciascuno di noi”.
Una memoria che risale a quel lontano 9 maggio 1950, quando l’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman proponeva la creazione di una “Comunità europea del carbone e dell’acciaio”, con quella sua storica dichiarazione considerata l’atto di nascita di quella che oggi è, per l’appunto, l’“Unione Europea”: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano”. E undici anni dopo, il 18 ottobre 1961, proprio in “Palazzo Madama” a Torino “viene firmata quella ‘Carta Sociale Europea’ che apre alla piena integrazione dei diritti nel continente. Diritti che con il linguaggio universale delle immagini – afferma Giovanni Carlo Federico Villa, curatore della mostra – grandi illustratori italiani hanno saputo narrare in modo del tutto originale, dimostrandosi pieni eredi della tradizione dell’Umanesimo e veri interpreti di un nuovo Rinascimento visivo”.
g.m.
Nelle foto:
– Rita Petruccioli: “I Trattati di Roma” (Proprietà “Fondazione Torino Musei”)
– Gio Quasirosso: “Ventotene” (Proprietà “Fondazione Torino Musei”)








Artista di “segni a volte pericolanti e sghembi – scriveva nel ’75 Enrico Paulucci, in occasione di una sua personale a Rapallo –come alla ricerca della luce, talvolta tratteggiati e incrociati nella ricerca di piani e di spazi; talvolta spinti verso cieli più astratti: ma sempre essenziali, al di là di una mera ricerca descrittiva, impregnati di una loro delicata vita, di una loro viva ragione…”. A partire dagli anni ’70, l’artista di origini piacentine sviluppa un inedito ciclo di opere in cui impiega l’elemento tessile, sperimentando materiali diversi assemblati fra loro (pietre cucite con morbidi fili di lana, ad esempio, in “Ambiguità del segno”), anticipando in Italia le più innovative esperienze internazionali legate alla “Fiber Art”. Esperienze di cui sono chiara espressione i 12 lavori presentati in mostra a Chieri, facenti parte della “Collezione civica Trame d’Autore”, a cui si aggiungono alcuni prestiti della famiglia. Formatosi all’Istituto d’Arte “Felice Gazzola” di Piacenza, Agosti debutta giovanissimo, appena ventiduenne, frequentando il mondo artistico emiliano e lombardo e inaugurando con la sua prima mostra personale un’attività espositiva ininterrotta negli anni, in Italia e all’estero. Nel 1961 si trasferisce a Torino e successivamente a Chieri, dove vivrà fino alla morte, avvenuta nel 2003, e dove nel 1972 riceverà il prestigioso Premio “Navetta d’Oro”.
