“Un Tocco di Flor” – Grangesises – sabato 25 luglio / “Agriflor” – Piazza Vittorio Veneto, Torino – domenica 26 luglio
Dopo l’edizione di Bardonecchia dello scorso 12 luglio, Flor resta in montagna per animare con i suoi colori e i suoi profumi l’incantevole borgo di Grangesises.
Un vero e proprio “Tocco di Flor” in programma sabato 25 luglio dalle 9 alle 19, nella piazzetta del piccolo borgo montano, situato nel cuore della Valle di Susa.
Una giornata all’insegna della bellezza, immersi tra piante e fiori, in compagnia di una selezione di vivaisti.
Protagonista principale di Un Tocco di Flor sarà l’Artemisia genipi (genepy). Durante il giorno, questa profumatissima pianta aromatica sarà tra le principali eccellenze da scoprire girando tra i banchi dei vivaisti e grazie alla presenza dei più importanti produttori della Valsusa di questo liquore Durante la serata, invece, si svolgerà una vera e propria “Festa del Genepy”, attraverso una degustazione guidata del liquore che si ricava dai suoi fiori, proposto sia in purezza sia attraverso creative “miscelazioni” ad opera Carlotta Linzalata, giovane bartender torinese tra le più quotate del settore, con esperienze nell’hotellerie a 5 stelle in Olanda e, a seguire, in Italia insieme a Dennis Zoppi, con Mirko Turconi a Piano35 di Torino e a CasaMago con lo chef stellato Magorabin.
Uno spazio sarà poi dedicato ai più piccoli attraverso Flor Educational con il progetto “OFF
EDUCATIONAL / kids just wanna have fun”. Laboratori gratuiti aperti a bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni per tutta la giornata a partire dalle 11.
Arte, progetto e botanica per una giornata in cui bambini e ragazzi sperimenteranno le loro intuizioni e la loro fantasia, integrandole con esperienze che coinvolgono diversi aspetti della sfera sensoriale, creativa e di apprendimento, per acquisire il “sapere” attraverso il “fare”.
Un “Tocco di Flor” è organizzato in occasione di “Da Grangesises si riparte”, la festa del borgo valsusino organizzata dall’Associazione Grangesises nel cuore: nella Piazza del Borgo, a partire dalle 19 un Sabato in bianco con apericena sulle note del Duo Sole (arpa e voce). A seguire una serata jazz in compagnia di Accordi e Disaccordi (per informazioni sulla serata 334.6957353/335.8392372).
Dopo la montagna, FLOR tornerà in città con il secondo appuntamento di Agriflor, in programma domenica 26 luglio dalle 9 alle 19 in Piazza Vittorio Veneto.
A un mese dal successo del primo appuntamento dello scorso giugno, con oltre 10 mila persone intervenute durante la giornata, Agriflor si presenterà con la stessa formula e con nuove piante e nuovi vivaisti per colorare di verde una delle principali piazze torinesi.
Un’ulteriore occasione per #difenderelabellezza, continuando a raccontare emozioni e a mostrare le ricchezze naturali del nostro pianeta a un pubblico sempre più attento e coinvolto. Un’intrigante anteprima “green” in vista dell’evento più atteso: Flor autunno, che si svolgerà ad ottobre nella sua storica sede di Via Carlo Alberto e che coinvolgerà vivaisti provenienti da tutta Italia, promettendo tante sorprese.
Sia a “Un Tocco di Flor” sia ad “Agriflor” saranno presenti i punti raccolta per tutti coloro che volessero ritirare fisicamente le piante acquistate on line attraverso eflor (www.eflor.it), la nuova piattaforma ideata dalla Società Orticola Piemonte per mettere in contatto appassionati e vivaisti e fare cultura del verde.
Una colpevole disattenzione ormai vecchia di decenni ha ignorato come le culture e le identità delle popolazioni montane sono parte integrante dei processi di sviluppo non solo locali. Uno sviluppo economico e sociale delle valli e delle “terre alte” non dovrebbe negare le peculiarità degli spazi e dei valori delle società rurali, come ha fatto con esiti disastrosi da più di mezzo secolo, e non può prescindere dalla valorizzazione delle specificità insediative della tradizione locale.
idrogeologico del territorio vale anche per le idee, le buone pratiche e i mestieri, le cure silvo-pastorali: se non ci si cura di questi aspetti correttamente e con adeguate risorse, tutto frana a valle e tutti ne pagano le conseguenze. Chi ha responsabilità legislative, amministrative, sociali, economiche e culturali ai vari livelli dovrebbe operare per promuovere e sostenere azioni in difesa della presenza dell’uomo in montagna e delle condizioni essenziali per la piena vivibilità degli ambiti alpini e prealpini; per la difesa e promozione di un patrimonio storico, sociale e ambientale più unico che raro;a salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze d’architettura tradizionale delle valli alpine e prealpine, in relazione alla dimensione paesistica e ambientale dei versanti modellati dal lavoro di alpigiani e contadini di montagna. Le stesse attenzioni andrebbero rivolte a sostegno delle manifestazioni sociali, religiose e economiche delle comunità valligiane, alle produzioni agricole e soprattutto casearie di nicchia, a quelle artigianali della pietra e del legno. Si potrebbe continuare a lungo nell’elenco delle necessità e delle urgenze. Ciò che occorre è smuovere dal loro torpore e da un radicato disinteresse le istituzioni regionali, nazionali e comunitarie sull’impellente necessità di riconoscere la specificità della montagna con atti legislativi coerenti e misure organiche, adeguatamente finanziate. E’ l’unica via, pur scontando un insopportabile ritardo, che consentirebbe di preservare dal definitivo degrado, soprattutto a beneficio delle future generazioni, quanti più elementi possibili del ricco patrimonio della tradizione insediativa sviluppatasi nei secoli scorsi sui versanti delle valli, ponendo al riparo dalla definitiva scomparsa gli ultimi esempi di pregio dell’architettura rurale di tradizione come, per citarne uno, i tetti in piode di stalle e case contadine, considerati espressione singolare del genius
loci, esempi diversi uno dall’altro in tutto l’arco alpino e dotati di elevato valore simbolico e identitario. Tante risposte alle “ piccole cose di tutti i giorni”, raccolte in una concreta politica d’insieme,possono rappresentare un progetto per intere comunità. L’urgenza, acuta e stridente, c’è ed è evidente; la volontà di intervenire dipenderà dalla coscienza di chi ha delle responsabilità pubbliche.




